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Sei Nazioni U20: l’Italia sogna il colpaccio a Cork, ma l’Irlanda passa 30-27

Una partita tiratissima, con l'Italia brava a rispondere colpo su colpo a ogni marcatura dell'Irlanda, ma alla fine sono i padroni di casa a passare 30-27: quattro mete per parte e due trasformazioni, alla fine decide un calcio di punizione in più, quello di Wood al 63' che aveva portato gli irlandesi sul temporaneo 30-22. Un match a due facce per gli Azzurrini, che quando sono riusciti ad accelerare sono stati pericolosissimi, ma hanno sofferto le iniziative palla in mano dell'Irlanda in una partita sostanzialmente alla pari e decisa dai dettagli e dalla mischia, che nel finale ha visto i padroni di casa prevalere. L'Italia porta a casa 2 punti dopo aver sognato di espugnare Cork e tornerà in campo sabato 21 febbraio contro la Francia. La cronaca di Irlanda-Italia Irlanda subito in vantaggio con il piede di Ryan, che capitalizza un calcio di punizione concesso per fallo di Fardin. I padroni di casa perdono subito McNeice per infortunio, dentro Hayes, mentre l'Italia prova ad accelerare cambiando spesso fronte di gioco e guadagna terreno con i calci di Braga, ma spreca la prima rimessa laterale in attacco. Dall'altra parte l'Irlanda resiste alla prima sfuriata azzurra e al 13' colpisce: Moloney trova un varco all'interno della linea azzurra e attacca dalla propria metà campo, batte in velocità Casarin e poi serve Barrett in sostegno per la meta del 10-0 con trasformazione di Wood. L'Italia risponde con un gran turnover di Opoku che riporta tutti nei 22 irlandesi: Casarin attacca subito la linea, poi Opoku carica dritto per dritto ma la difesa irlandese risponde presente e vanifica l'azione italiana. La squadra di Di Giandomenico però insiste e al 20' va a marcare con una bellissima azione corale: pallone recuperato da Opoku, tanti passaggi e veloci e all'altezza con Braga a distribuire velocemente il pallone, poi Teodosio apre un primo spazio attaccando in prima persona, Casarin allarga bene per Rossi che batte in velocità Byrne e marca alla bandiera. Braga trasforma: 10-7. Gli Azzurrini prendono in mano la partita ma sprecano due occasioni chiave, e dall'altra parte Carney attacca l'interno di Coluzzi a metà campo e crea il primo break, poi Noah Byrne assorbe la difesa italiana con una corsa di taglio e serve Ryan con un offload per la meta del 15-7. La risposta però è immediata. L'Italia sfrutta l'indisciplina irlandese per tornare in attacco: touche vinta da Sette, maul avanzante e Valerio Pelli finalizza per la seconda meta, con Braga che trasforma per il 15-14. Il ritmo si alza e anche la successiva risposta irlandese è immediata, con la squadra di Di Giandomenico che difende bene ma concede un calcio di punizione per un placcaggio alto di Brasini: Wood va in touche, ma la difesa azzurra da maul è ottima e poi Casarin risolve tutto con un altro turnover. Dall'altra parte Braga non perdona e con un gran piazzato porta l'Italia in vantaggio sul 17-15 con cui si chiude il primo tempo. Anche nel secondo tempo parte meglio l'Irlanda, che punisce l'Italia con un'altra ripartenza fulminea, creando il due contro due all'esterno con Carney che con un calcetto lancia la corsa di Moloney, che batte in velocità Coluzzi e segna la meta del 20-17 con Wood che non trasforma. Ancora una volta l'Italia ribatte colpo su colpo, e al 50' ritorna in attacco con un drive di nuovo nettamente avanzante: l'Irlanda retrocede, soffre e alla fine fa crollare la maul. Finn paga per tutti e viene ammonito. L'Italia continua a insistere, e dopo 50 minuti di sostanziale parità la mischia azzurra prende un primo vantaggio. Opoku carica e arriva corto, poi Teodosio serve bene Pelli che trova lo spazio per schiacciare: 22-20. Il pack irlandese reagisce e nella prima mischia dopo la meta subita la prima linea di casa fa la differenza e conquista un calcio di punizione per tornare nei 22. Arriva un secondo penalty, l'Irlanda lo gioca alla mano e va a segno con la carica Neill per il 27-22. Al 62', proprio mentre Finn ritorna in campo, Sette viene ammonito per un placcaggio non chiuso: Wood piazza per il 30-22. L'Irlanda dimostra di aver cambiato l'inerzia della mischia ordinata ma non capitalizza la superiorità numerica. Al 67' con un gran tenuto Bianchi conquista il calcio che riporta l'Italia ai 5 metri: ancora una maul avanzante e Jacopo De Rossi finalizza per la quarta meta, con Braga che non trova la trasformazione, 30-27. Gli Azzurrini tengono duro con un'altra grande difesa di fronte a un'azione irlandese furiosa: lunghissima serie di raccogli e vai, poi O'Shea e Blaney non si capiscono e il seconda linea irlandese perde il pallone in avanti. Al 78' Casarin sorprende tutti giocando un calcio di punizione veloce e arriva fino a 10 metri dalla linea di meta, poi però la difesa di casa risponde presente e conquista il calcio di punizione che vale la partita. Cork, Virgin Media Park, 13 febbraio 2026U20 Six Nations - II turnoIrlanda U20 v Italia U20 30-27 (15-17)Marcatori: p.t 3’ cp Wood (3-0); 13’ m. Barrett tr. Wood (10-0); 20’ m. Rossi tr. Braga (10-7); 32’m. Ryan (15-7); 35’ m. Pelli tr. Braga (15-14); 41’ cp. Braga (15-17) s.t 6’m. Moloney (20-17); 15’ m. Pelli (20-22); 20’ m. Neill tr. Wood (27-22); 33’cp Wood (30-22); 28’ m. De Rossi (30-27)Irlanda U20: Byrne; Moloney, Carney (37’st O’Sullivan), O’Leary, Ryan; Wood (29’st O’Shea), Barrett (29’st O’Dwyer); O’Connell (11’st Blaney), Neill, Finn; Walsh, McNeice (6’-14’pt.Hayes; 21 st Hayes); Bishti (Cap, 29’st McClean)), Fitzpatrick (18’st Handle), Doyle (29’st Foley)all. Andrew BrowneItalia U20: Vitale (26’st Scaramazza); Faissal, Coluzzi (26’st Del Sureto), Casarin (Cap), Rossi; Braga, Teodosio (21’st Varotto); Sette (33’st Wilson), Bianchi, Miranda; Opoku-Gyamfi (26’st Spreafichi), Fardin; Trevisan (11’st Tosi), Pelli (26’st De Rossi), Brasini (26’st Messori)all. Andrea Di Giandomenicoarb: Luke Rogan (USAR)AA: Robin Kaluzniak (RC); Mike Lawrenson (USAR)TMO: Dan Jones (RFU)Cartellini: 11’ st giallo a Finn (Irlanda); 22’st giallo a Sette (Italia)Calciatori:  Wood (4/6); Braga (3/4)Note: Serata FreddaPunti in classifica: Irlanda U20 5; Italia U20 2
13 Febbraio 2026 - 6 ore fa
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Italrugby, Lamaro verso l’Irlanda: “Obiettivo principale migliorare la prestazione partita dopo partita”

Dublino – Una giornata con temperature rigide e una pioggia leggera ha fatto da sfondo al captain’s run della Nazionale Italiana Maschile che domani – sabato 14 febbraio alle 14.10 locali (15.10 italiane) – affronterà l’Irlanda all’Aviva Stadium di Dublino nel match valido per la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NOWtv. “Vogliamo arrivare a Dublino e fare la nostra partita. Loro hanno avuto qualche giorno in più per allenarsi – ha esordito Michele Lamaro –  e sono reduci da una sconfitta nella prima giornata. Sarà dura: dobbiamo prepararci al meglio ed essere pronti ad affrontare una battaglia. Vogliamo provare ad avere continuità di prestazione”. “Nel secondo tempo con la Scozia non siamo riusciti ad essere sempre dominanti nel gioco aereo, e l’Irlanda invece lo ha reso una delle sue armi più efficaci. Ci verranno a sfidare sotto questo aspetto e dovremo farci trovare pronti: non solo chi riceverà il pallone, ma anche tutti noi intorno dovremo essere pronti sui palloni che rimbalzeranno a terra”. “Obiettivi troppo a lungo termine possono distogliere lo sguardo da quello che effettivamente possiamo controllare. Il nostro obiettivo principale è di migliorare partita dopo partita la nostra prestazione. Ovviamente non smettiamo mai di sognare e scendiamo sempre in campo per vincere, ma come abbiamo sempre detto il risultato passa dalla prestazione, e quella di Dublino dovrà essere ancora migliore di quella contro la Scozia”. Clicca qui per il Media Bin FIR “Ci sono giocatori che hanno acquisito sempre più esperienza, perché alla fine per fare partite come quella di sabato con la Scozia serve avere in campo dei giocatori in grado di riconoscere le situazioni e prendere delle contromisure in un arco temporale davvero breve. E questo ha fatto la differenza nell’adattarsi alla pioggia. Sapere che i primi 20 minuti sarebbero stati cruciali ed eseguire tutto al 100% in quella fase di gioco deriva dall’esperienza, così come il saper gestire il risultato nel secondo tempo” ha concluso il capitano azzurro.
13 Febbraio 2026 - 11 ore fa
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Serie A Elite Maschile: gli anticipi dell’undicesima giornata

Roma - Undicesima giornata del Campionato di Serie A Elite Maschile: sono due gli anticipi in programma domani, Rugby Viadana 1970 – Biella Rugby Club e Rangers Vicenza – Valorugby Emilia.I mantovani sono chiamati a difendere l’ultimo posto utile per i playoff, mentre i piemontesi cercheranno punti per allontanarsi dall’ultimo posto in classifica, attualmente occupato dal Colorno.Nel secondo anticipo i Rangers Vicenza ricevono la visita della capolista Valorugby Emilia. Domenica le altre gare. 14 Febbraio 2026 Ore 13:00 Rugby Viadana 1970 – Biella Rugby Club Rangers Vicenza – Valorugby Emilia 15 Febbraio 202514:00 Rugby Colorno – Petrarca Rugby14:30 Fiamme Oro Rugby – Rugby Lyons  Ore 15:00 Rugby Rovigo Delta – Mogliano Veneto Rugby Classifica: Valorugby Emilia 42; Petrarca Rugby 40; Femi-CZ Rovigo 38; e Rugby Viadana 1970 35; Fiamme Oro Rugby 32; Mogliano Veneto Rugby 21; Rangers Rugby Vicenza 19; Sitav Rugby Lyons 14; Biella RC 12; Rugby Colorno 7. Viadana – Stadio “L. Zaffanella” –  Sabato 14 Febbraio 2026Campionato  Serie A Elite, XI giornataRugby Viadana 1970 vs Biella Rugby - Diretta TRC Viadana: Morosini, Ciardullo , Orellana, Jannelli, Bussaglia, Ferro, Di Chio, Catalano, Gamboa, Colledan, Bruni Plininger, Loretoni, Caro Saisi, Casasola, Mistretta  a disp: Dorronsoro, A. Oubina, Vallesi, Sommer, Boschetti, Jelic, Ceballos, Zaridze Biella Rugby Club: Ghelli; Dapavo, Foglio Bonda, Grosso, Nastaro; Loro, Besso; Gonella, Zucconi, De Biaggio; G. Loretti, Eschoyez; Vecchia, Ledesma, De Lise (cap.)a disposizione: Zavallone, Sorbera, M. Ouattara, T. Ouattara, Mondin, Mafrouh, Salussolia, Tabet All. Benettin Arb.: MeschiniAA1: BonatoAA2: SergiTMO: Schipani ___________________________________________________ Vicenza, “Rugby Arena” – sabato 14 febbraio 2026Serie A Elite – XI giornata Rangers Rugby Vicenza v Valorugby Emilia - Diretta TRCRangers Vicenza: Sperandio; Leaupepe, Filippetto, Gritti, Foroncelli; Heymans, Panunzi ©; Vunisa, Pretz, Trambaiolo; Parolo, Sottana; Leso, Ferrara, Zago. A disposizione: Chimenti-Borrell, Braggiè, Avila-Recio, Mirenzi, Menon, Gregorio, Perello-Alvarez, Franchetti.Allenatori: Cavinato, Festuccia, Manganiello Valorugby Emilia: Brisighella; Bruno, Leituala, Schiabel F, Colombo; Hugo, Casilio; Roura, Wagenpfeil, Sbrocco; Schinchirimini, Du Preez; Favre (cap), Cruz, Diaz. A disp.Bigi, Taddei, D’Amico, Rimpelli, Rimpelli, Nasove, Ruaro, Gherardi, Cuminetti. All.: VioliArb.: Filippo Russo AA1: Munarini AA2: BorasoTMO: Pennè
13 Febbraio 2026 - 12 ore fa
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Sei Nazioni U20: la presentazione di Irlanda-Italia

Irlanda-Italia è la sfida del riscatto. Entrambe le squadre vengono da una sconfitta e vogliono ricominciare nel migliore dei modi. L’Irlanda è stata battuta 50-21 dalla Francia, mentre l’Italia viene da una sconfitta per 36-10 contro la Scozia: sono due squadre che non sono ancora riuscite a mostrare il loro potenziale, esprimendo solo a tratti il proprio gioco. Gli Azzurrini, nel secondo tempo di Treviso, hanno dimostrato di poter essere pericolosi attaccando gli spazi, mentre gli irlandesi sono riusciti a portare a casa punti quando hanno avuto tanto possesso. Si gioca al Virgin Media Park di Cork, calcio d’inizio alle 20.45. Come arriva l’Irlanda Contro la Francia gli irlandesi sono andati subito in difficoltà, subendo 4 mete nei primi 33 minuti. Poi quando il ritmo si è abbassato l’Irlanda è riuscita ad avere più possesso e a quel punto è diventata più pericolosa, andando a marcare e rimanendo attaccata alla partita fino all’ultimo quarto, quando i Bleus hanno dilagato per il 50-21 finale. La squadra di Browne ha comunque dimostrato di avere degli avanti solidi e pericolosi, e una struttura di gioco che può portare a dei risultati importanti. Come arriva l’Italia Gli Azzurrini sono riusciti ad esprimere il loro gioco solo a tratti, contro una Scozia apparsa molto solida e brava a mettere pressione alla squadra di Di Giandomenico. Il gioco dell’Italia ha grandi potenzialità, ma per essere applicato va eseguito con grande precisione, e sicuramente una settimana in più di lavoro garantirà agli Azzurrini maggiore sicurezza nell’esecuzione del piano di gioco. Sarà importante sfruttare i momenti chiave della partita: contro la Scozia, nonostante le difficoltà iniziali, l’Italia aveva dato l’impressione di poter riaprire la partita, e dopo la meta di Coluzzi ha avuto diverse occasioni per tornare sotto break. Non aver capitalizzato quel momento favorevole alla fine ha permesso alla Scozia di riprendere il largo: contro l’Irlanda servirà la massima concentrazione per finalizzare ogni opportunità. Tutte le informazioni per seguire Irlanda-Italia under 20 La sfida tra Irlanda e Italia under 20 si giocherà venerdì 13 febbraio alle 20.45 e sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport Arena e in streaming su NOW e SkyGo. L’arbitro del match sarà lo statunitense Luke Rogan, con il connazionale Mike Lawrenson e il canadese Robin Kaluzniak assistenti. Al TMO l’inglese Dan Jones. Le formazioni di Irlanda-Italia under 20 Irlanda U20: 15 Noah Byrne, 14 Derry Moloney, 13 Rob Carney, 12 James O’Leary, 11 Daniel Ryan, 10 Tom Wood, 9 Christopher Barrett, 8 Diarmaid O’Connell, 7 Josh Neill, 6 Joe Finn, 5 Donnacha McGuire, 4 Dylan McNeice, 3 Sami Bishti (C), 2 Lee Fitzpatrick, 1 Max Doyle A disposizione: 16 Rian Handley, 17 Christian Foley, 18 Blake McClean, 19 Ben Blaney, 20 Billy Hayes, 21 James O’Dwyer, 22 Charlie O’Shea, 23 Johnny O’Sullivan Italia U20: 15 Edoardo Vitale, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Alessandro Teodosio, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Antony Italo Miranda, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Jacopo De Rossi, 17 Giacomo Messori, 18 Leonardo Tosi, 19 Jaheim Noel Wilson, 20 Marco Spreafichi, 21 Nikolaj Varotto, 22 Thomas Del Sureto, 23 Alessio Scaramazza
13 Febbraio 2026 - 13 ore fa
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Irlanda-Italia: Quesada dà fiducia al gruppo che ha battuto la Scozia, Farrell ne cambia sette. L’analisi delle formazioni

Da una parte il capo allenatore dell’Italia Gonzalo Quesada conferma in blocco il XV che ha battuto la Scozia, sostituendo solo l’indisponibile Brex con Lorenzo Pani, dall’altra parte Andy Farrell cambia completamente l’assetto della sua Irlanda, sostituendo ben 7 giocatori rispetto al match perso contro la Francia. Due approcci completamente diversi che introducono una partita ricca di spunti tattici. L’Italia si è dimostrata una squadra completa, forte nelle fasi statiche e nel gioco aperto, ma è stata anche molto indisciplinata (16 i falli commessi) mentre l’Irlanda dopo aver sofferto tantissimo nel primo tempo di Parigi si è affidata ai suoi avanti e ha trovato una grande reazione, mettendo all’angolo i francesi con i suoi lunghi multifase, e si presenta al match di Dublino con una formazione fresca e rinnovata. Piede Se già normalmente il gioco al piede rappresenta un fattore chiave delle sfide con l’Irlanda, in questa occasione lo è ancora di più: sia perché la squadra di Farrell ha calciato tanto nel primo tempo con la Francia, ma senza riuscire a vincere la battaglia tattica al piede (e virando poi verso un piano di gioco diverso e più funzionale) sia perché l’Italia contro la Scozia ha usato benissimo il piede, alternandosi con Garbisi e Marin in mezzo al campo e mettendo pressione agli avversari con i calci dalla base di Fusco. Proprio in vista di una partita dove il piede sarà importantissimo, Quesada ha riproposto dall’inizio Lorenzo Pani, l’azzurro con la gittata più ampia a disposizione. Dall’altra parte l’Irlanda ritrova però un giocatore pericolosissimo in questo senso: James Lowe, dotato di un grande piede, oltre che di notevoli abilità offensive. Multifase La scelta di calciare tanto dell’Irlanda deriva anche dalle difficoltà legate agli infortuni: senza tanti giocatori chiave, per la squadra di Farrell diventava difficile impostare 80 minuti incentrati sul possesso e su lunghe azioni multifase, come sempre fatto negli ultimi anni. Dall’altra parte, però, la migliore Irlanda a Parigi si è vista proprio quando ha cominciato a mantenere di più il possesso, punendo gli errori difensivi di una Francia fino a quel momento perfetta. È questo uno degli interrogativi chiave del match di Dublino: quanta “benzina” ha l’Irlanda per giocare come vorrebbe? Sicuramente i cambi daranno una grande mano. Il ritorno di Lowe darà qualità all’attacco irlandese, mentre davanti Farrell cambia tantissimo: capitan Doris si sposta a flanker, mentre partono dall’inizio Conan da numero otto e Izuchukwu (esordio al Sei Nazioni) a completare il reparto, mentre in seconda linea sarà Ryan ad affiancare McCarthy. Confermata invece la prima linea con Loughman, Sheehan e Clarkson. L’Italia ha sempre sofferto tantissimo le azioni prolungate degli irlandesi, che di conseguenza potrebbero decidere di mantenere molto di più il possesso rispetto a Parigi. Dall’altra parte, gli Azzurri hanno già dimostrato contro la Scozia di poter difendere per lunghi periodi di gioco senza cedere: lo dimostra la grande tenuta per 29 fasi durante l’assalto finale scozzese, ma anche i 226 placcaggi totali riusciti, con un’efficacia dell’86%. Questa Italia, quindi, può difendersi anche contro le logoranti iniziative irlandesi, ma non potrà permettersi di concedere 16 calci di punizione come contro la Scozia: ogni fallo sarà un’opportunità per l’Irlanda di impostare un drive pericolosissimo in attacco, e a quel punto anche una difesa ben strutturata come quella azzurra rischia di andare in difficoltà. Anche per questo Quesada ha cambiato la struttura della panchina, portando un avanti in più (Odiase) e inserendo in lista gara Paolo Odogwu, centro (e all’occorrenza ala) in grado di garantire avanzamento e velocità. Gioco aperto e pressione Gli Azzurri hanno già dimostrato di poter fare molto male nel gioco aperto, in particolare sui lanci di gioco. Il doppio regista (che rimane anche con Marin al posto di Brex) garantisce imprevedibilità alla manovra italiana, come in occasione della prima meta scozzese quando Garbisi si è spostato sul lato sinistro e invece la squadra di Quesada ha attaccato a destra con Brex, che ha poi servito Lynagh con il piede. Dall’altra parte ci sarà un’Irlanda molto diversa da quella vista a Parigi: confermata la coppia di centri McCloskey-Ringrose (una delle note migliori del match con la Francia), Farrell ritrova il pericolosissimo Lowe e dall’altra parte lancia Baloucoune, ala di Ulster all’esordio al Sei Nazioni e con 8 mete all’attivo in questa stagione. Un’incognita a livello tattico e fisico, considerando il suo 1.92 di altezza per oltre 100 kg: un giocatore meno elusivo rispetto a O’Brien, ma fisicamente molto pericoloso. L’Italia è riuscita a battere la Scozia anche disinnescando Finn Russell, e ora dovrà fare lo stesso con un giocatore altrettanto talentuoso: Sam Prendergast. Al suo fianco però non c’è Gibson Park, apparso un po’ stanco con la Francia, ma Craig Casey, che garantisce maggiore freschezza ma che può essere messo sotto pressione dagli Azzurri. Dall’altra parte, l’Italia deve aspettarsi un’Irlanda furiosa davanti, con Doris, Conan e Izuchukwu a lottare su ogni pallone e a rallentare i possessi azzurri su ogni punto d’incontro: per costruire occasioni e avere palloni veloci il pacchetto di mischia azzurro sarà chiamato a un grande lavoro nel breakdown. Le formazioni di Irlanda-Italia Irlanda: 15 Jamie Osborne, 14 Robert Baloucoune, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 James Lowe, 10 Sam Prendergast, 9 Craig Casey, 8 Jack Conan, 7 Caelan Doris (C), 6 Cormac Izuchukwu, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Thomas Clarkson, 2 Dan Sheehan, 1 Jeremy Loughman A disposizione: 16 Rónan Kelleher, 17 Tom O’Toole, 18 Tadhg Furlong, 19 Edwin Edogbo, 20 Tadhg Beirne, 21 Nick Timoney, 22 Jamison Gibson-Park, 23 Jack Crowley Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu
13 Febbraio 2026 - 19 ore fa
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Le donne e il fischietto: un lungo cammino durato 40 anni

Domani la scozzese Hollie Davidson dirigerà l’incontro Irlanda–Italia. Si tratta della prima designazione di una donna alla direzione arbitrale di una gara del Sei Nazioni, un passaggio significativo nel percorso di sviluppo e progressiva inclusione del movimento femminile, frutto di un processo avviato nel tempo e consolidatosi attraverso diverse esperienze. Le rivoluzioni sono spesso silenziose; altre volte sono figlie di gesti e decisioni apparentemente insignificanti, che si rivelano cruciali solo con il passare del tempo. Un po’ come accaduto in Italia, dove la storia delle donne con il fischietto in versione ovale inizia con un atto di ribellione e di sfida. “Erano i primi anni ’80 e il movimento femminile non era nemmeno un’ipotesi – ci racconta Iolanda Baratto, giocatrice, allenatrice e tra le prime donne arbitro –. Le bambine e le ragazze giocavano sotto l’egida della UISP e le nostre partite erano arbitrate da persone di buona volontà. Un giorno, però, venne un vero arbitro di rugby, che fu squalificato proprio per aver ‘fischiato’ una partita tra donne”. Nell’Italia della Milano da Bere, del secondo boom economico e a quarant’anni dalla prima volta delle donne alle urne, nonostante le rivoluzioni culturali degli anni ’60 e ’70, le contraddizioni del Belpaese erano molte. Non a caso il delitto d’onore fu abolito solo nel 1981 e anche nello sport i pregiudizi non mancavano. Per superarli, la speranza era affidarsi a persone dalla visione moderna e lungimirante. E così a correre in soccorso delle ragazze che a Treviso volevano giocare a rugby fu Natalino Cadamuro: fondatore della Tarvisium, arbitro internazionale e figura autorevole del movimento. Proprio con il fischietto e le braghe corte, Cadamuro si presentò a una delle partite delle giovani pioniere del rugby femminile. “Fu una provocazione – dice Baratto – dopo la squalifica del direttore di gara che ci aveva arbitrato, Cadamuro sfidò apertamente quella parte della federazione che faceva più resistenze. Altro non voleva che essere squalificato per sollevare un polverone. Non accadde”. Una goccia nell’oceano che però spinse Iolanda Baratto ad avvicinarsi al mondo arbitrale. “Mi infortunai, avevo 22 anni. Cadamuro mi invitò a fare il corso nel 1986, ma ci fu un’altra delusione: mi fu proibito di sostenere l’esame finale. A quel punto Cadamuro si recò a Roma per chiedere spiegazioni: tornò vittorioso. Da lì a poco il Consiglio federale autorizzò la deroga e dalla stagione 1987/’88 iniziai ad arbitrare”. Qualche mese prima, un po’ più a sud, un’altra donna superava diffidenze e preconcetti: Maria Teresa Fregola, studentessa dell’ISEF che nel tempo libero lavorava come educatrice nei centri estivi. “È lì che conosco il mondo del rugby, grazie ad alcuni ragazzi del Cus Ferrara che venivano a insegnare questo sport ai bambini – ci racconta Maria Teresa Fregola – Mi appassiono e inizio a giocare, ad allenare e finisco anche per fare l’arbitro”. Anche in questo caso furono decisive la lungimiranza e l’apertura mentale di Mario Spotti, all’epoca presidente del Comitato emiliano, e di Erio Salmi, che in regione guidava il settore arbitrale, per dare un’accelerata all’ingresso di una donna in un mondo, fino a quel momento, a trazione maschile. “Andai a Orvieto, dove allora si tenevano i corsi per diventare arbitro. Il mio primo tesseramento come allieva è del settembre 1986 – ricorda Maria Teresa Fregola – e ricordo perfettamente la sera in cui mi fecero trovare la camera dove avrei dovuto dormire completamente smontata: un trattamento riservato a ogni “matricola”, dal quale non fui risparmiata. Lo ricordo con piacere perché ebbi la possibilità di capire che in quel gruppo c’ero entrata superando i pregiudizi: ero un arbitro, e prescindeva dal fatto che fossi una donna”

Arbitri | 13/02/2026

Hollie Davidson fa (di nuovo) la storia: in Irlanda v Italia sarà la prima donna a dirigere nel Sei Nazioni Maschile 

Ad Aboyne, paese di poco meno di tremila abitanti a meno di cinquanta km da Aberdeen, in quella parte di entroterra scozzese posto di fronte al Mare del Nord, si conduce una vita serena. Quella tipica dei piccoli centri abitati: una vita che si adatta alle peculiarità del clima, ma che è scandita da pochi, semplici riti sociali condivisi e ripetuti. E così, ad Aboyne come in tutta la Scozia, i pub si riempiono di tifosi quando la nazionale scende in campo nel Sei Nazioni. Dai boschi vicini, dai casolari di campagna, dai palazzi nobili dell’austera Edimburgo e della Glasgow più industriale, dai quattro angoli di tutto il paese, migliaia di tifose e di tifosi si riuniscono in una cerimonia collettiva che torna a ripetersi ogni anno, tra febbraio e marzo.  Sabato 14 febbraio però, solo qualche manciata di ore prima che a Murrayfield Scozia e Inghilterra scendano in campo per giocarsi l’edizione numero 133 della Calcutta Cup, nei pub di Aboyne tutti faranno il tifo per una sola persona tra le oltre cinquantun mila che popoleranno l’Aviva Stadium di Dublino in occasione di Irlanda v Italia. Sì, perché in quell’occasione una figlia dell’Aberdeenshire, forse la più illustre a essere mai nata nella cittadina, scriverà la storia del rugby per l’ennesima volta. Hollie Davidson è una pioniera per mille motivi: ha diretto due finali consecutive della Rugby World Cup Femminile e una finale di Challenge Cup Maschile, ma è stata anche la prima donna ad arbitrare una squadra Tier 1 in un test match internazionale – sempre l’Italia, contro il Portogallo nel 2022 – nonché il primo arbitro professionista in assoluto nella storia della Scottish Rugby Union. Ora diventerà anche la prima donna a dirigere una sfida di Guinness Men’s Six Nations, quando darà il fischio d’inizio alla sfida tra la squadra di coach Farrell e gli Azzurri. E se è difficile provare a comprendere gli sforzi e il lavoro quotidiano di qualunque persona che arrivi a quel livello nello sport – anche come arbitro -, mettersi nei panni di Davidson è esercizio ancor più complesso.  Una carriera promettente da mediana di mischia, bruscamente interrotta nel 2012 per un grave infortunio a una spalla e, con questo, il sogno dell’esordio in nazionale maggiore che sfuma a un passo da quel cap blu con il cardo, simbolo di una storia secolare che si perpetua nelle gesta delle giocatrici e dei giocatori di oggi.  Eppure la fine non è la fine. Eppure quel dramma sportivo diventa la leva di un volo ascensionale a una velocità folle. I successi, le promozioni, i traguardi, le Coppe del Mondo, i Giochi Olimpici, il Sei Nazioni Femminile e, ora, quello Maschile. Seconda direttrice scozzese dopo Jim Fleming a ricevere, nel 2025, il titolo di arbitro dell’anno, Hollie Davidson è lanciata verso un nuovo punto luminoso in una carriera di tutto rispetto, da prima tra le prime.  Irlanda v Italia assume dunque un senso particolare non solo per i quarantasei giocatori in campo; non solo per gli staff tecnici, le tifose e i tifosi, gli sponsor, le tv e tutta una serie di nonne e nonni apprensivi che sono davanti allo schermo a fare il tifo per questo o quel giocatore. Irlanda v Italia del 14 febbraio 2026 sarà indimenticabile anche per i meno di tremila abitanti di Aboyne, che dal pub esulteranno vedendo il fischietto tra le mani di Hollie Davidson, e pure per chi dovrà – e avrebbe dovuto farlo molti anni fa – aggiornare la pagina Wikipedia del paese a due passi da Aberdeen, creando finalmente una sezione “personaggi celebri” e inserendovi Hollie Davidson – Pioniera dell’arbitraggio nel rugby.

Nazionali | 13/02/2026

Cork, Lille e Newport: tre storie per tre stadi. Le sedi delle trasferte dell’Italia under 20

Cork, Lille e Newport: tre città completamente diverse, tre stadi completamente diversi, ma che a loro modo hanno scritto un pezzo di storia dello sport, e non solo. Come da tradizione, gli anni pari sono quelli delle tre partite in trasferta per l’Italia under 20, che affronterà l’Irlanda a Virgin Media Park di Cork (conosciuto da sempre come Musgrave Park), la Francia allo Stadium Lille Metropole di Lille (ex Stadium Nord) e il Galles al Rodney Parade di Newport. Tre stadi che racchiudono un’infinità di storie, che a volte vanno ben oltre il rugby. Cork: la torba in tempi di guerra, le sedie di Lansdowne Road e gli All Blacks La prima idea di Musgrave Park (oggi Virgin Media Park) nasce nel 1938, quando il Munster Branch acquistò questo pezzo di terra a Ballyphehane, un sobborgo di Cork. Soffiavano già venti di guerra, ma nel giro di due anni la Federazione Irlandese (IRFU) riuscì comunque a mettere insieme un piccolo padiglione con due campi. E su quei campi si giocò fin da subito, con l’inaugurazione del 10 novembre 1940 con il match tra il “Munster Branch President’s XV” e il “Branch Honorary Secretary XV”. Chiaramente, però, in quei tempi di rugby non se ne poteva parlare più di tanto, e infatti durante la Seconda Guerra Mondiale il campo posteriore di Musgrave Park fu utilizzato come deposito di torba, un combustibile fondamentale in quegli anni durissimi. Terminata la guerra, arrivò il momento di rendere Musgrave Park uno stadio vero e proprio, e per farlo furono utilizzate le vecchie sedie in legno del West Stand di Lansdowne Road. Una sorta di “passaggio di consegne”, considerando che in questo stadio – così piccolo e così ricco di storia – sarebbero state scritte pagine indelebili di questo sport. Proprio a Musgrave Park Munster divenne la prima provincia irlandese a battere una grande squadra dell’Emisfero Sud, superando 11-8 l’Australia il 25 gennaio 1967. Il capitano di quel Munster non era uno qualunque: era Tom Kiernan, che 11 anni dopo, da allenatore, si tolse una soddisfazione ancora più grande, battere gli All Blacks nell’altra “casa” della Red Army, Thomond Park. Gli stessi All Blacks che 5 anni prima, nel 1973, si erano salvati per il rotto della cuffia proprio a Musgrave Park, in una partita incredibile pareggiata 3-3 e ripresa per i capelli soltanto con un piazzato a tempo scaduto. Oggi il Virgin Media Park (per un periodo anche Irish Independent Park) è la casa di Munster, dei Dolphin, del Sundays Well e dell’Irlanda under 20, che affronterà proprio a Cork l’Italia, in uno stadio dal fascino unico. Lille: rugby, calcio, atletica e… Pavarotti e i Pink Floyd Da Lille è passato davvero il mondo, e non è un’iperbole. Dal rugby al calcio passando per l’atletica, fino a un pezzo di storia della musica mondiale, da Luciano Pavarotti ai Pink Floyd. Del resto, il Lille Metropole (o Stadium Nord, agli inizi) nasce come impianto multifunzionale nel 1976. Il rugby ci arriva dopo, ma lo fa nel modo più rappresentativo: con la Rugby World Cup e con gli All Blacks, che in quello stadio eliminarono il Canada nei quarti di finale del 1991. Da lì in poi, il Lille Metropole ha sempre accolto il grande rugby: nel 1992 arrivarono gli Springboks a sfidare i French Barbarians, e lo Stade Français ci ha giocato alcune partite di grande peso, come la semifinale di Heineken Cup del 2001 contro Munster. Dal 2004 e fino al completamento dello Stade Pierre-Mauroy, nel 2012, è stato anche casa del LOSC Lille di calcio. Dal Lille Metropole non sono passati solo i grandi campioni dello sport, ma hanno suonato e cantato anche delle leggende della musica: nel 1988 i Pink Floyd riempirono l’allora Stadium Nord durante il tour di A Momentary Lapse of Reason Tour, per certi versi uno dei più particolari, visto che fu il primo dopo l’addio del bassista e cantante Roger Waters, ma fu anche la prima tournee dopo ben 7 anni. Era infatti dal tour di “The Wall” (1981) che i Pink Floyd non facevano concerti. Al Lille Metropole hanno cantato anche il cantante e attore francese Johnny Hallyday, tra gli artisti più amati di sempre in Francia, e il leggendario Luciano Pavarotti nel 2002. Rodney Parade: la prima in notturna, il memoriale ai caduti e i 31.000 per gli Springboks Rodney Parade, storico impianto dei Dragons a Newport, entrò nella storia già nel 1879 (era nato solo 2 anni prima) quando fu il primo stadio del Galles a ospitare una partita in notturna, grazie a un sistema di illuminazione a gas. Sotto queste luci così particolari, e un po’ tremolanti, si sfidarono Newport e Cardiff in un contesto che ai tempi sembrava quasi fantascienza. Rodney Parade era nato nel 1877 su un terreno concesso dal visconte di Tredegar al Newport Athletic Club: si giocava a rugby, ma anche a cricket, in una Newport che stava crescendo come città industriale e portuale. E arrivò anche la Nazionale Gallese, che tra il 1884 e il 1912 giocò sei volte a Rodney Parade, prima di prendere come riferimento principale l’Arms Park di Cardiff. A Newport, comunque, sono passati anche gli Springboks (con un’affluenza record di 31.000 spettatori nel 1952, col Sudafrica che vinse 12-6 contro Newport) e gli All Blacks, battuti proprio dalla squadra di casa per 3-0 nel 1963, una delle vittorie più incredibili e indimenticabili della storia del rugby gallese. Rodney Parade, però, non è solo sport. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Newport Athletic Club volle lasciare un segno permanente dei propri caduti: tra il 1923 e il 1924 vennero inaugurati i Memorial Gates, all’ingresso dello stadio. Un vero e proprio portale attraverso cui tifosi e giocatori continuano a passare da oltre un secolo. Nel 2020 questi cancelli sono stati ufficialmente riconosciuti come edificio tutelato (Grade II), a conferma del valore storico e civile del luogo. Oggi Rodney Parade è più compatto e piccolo, ma continua a rimanere un luogo in cui si può percepire ad ogni passo un pezzo di storia del rugby, e forse del mondo.

Italia U20 | 13/02/2026

Italrugby, Quesada: “Irlanda squadra che calcia di più al mondo. Sarà un match molto duro”

Dublino – La Nazionale Italiana Maschile è arrivata a Dublino dove sabato 14 febbraio alle 14.10 locali (15.10 italiane) affronterà l’Irlanda all’Aviva Stadium nel match valido per la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NOWtv. “L’Irlanda è la squadra che calcia più nel mondo – ha dichiarato Gonzalo Quesada nella consueta conferenza post annuncio formazione –  e quella che recupera anche più calci: in questo sono i più forti. Abbiamo deciso di dare fiducia a Lorenzo Pani. A novembre ha lavorato duro, si è allenato tutto il periodo con la nazionale senza mai scendere in campo. Poi è cresciuto tanto e arriva da due o tre ottime partite con le Zebre. Quello che abbiamo visto in allenamento ci ha fatto sentire che meritava questa opportunità. Alcune sue qualità saranno importanti sabato.” “Noi siamo una delle poche squadre che hanno già un numero dieci mancino, quindi a volte per noi è anche meglio quando l’estremo è destro. In ogni caso ci organizziamo: Leonardo Marin avrà situazioni in cui usare il piede destro, e anche Menoncello ha un piede di grande qualità”. Sui mediani di mischia azzurri ha sottolineato: “Onestamente, non ho una gerarchia, soprattutto tra i numeri nove. Guardando questi due anni, il primo a essere titolare è stato Alessandro Garbisi, quando gli altri erano disponibili. È vero che Alessandro Fusco, per infortuni o perché altri erano davanti, non ha giocato l’ultimo Sei Nazioni. Ma adesso è stato convocato, gli altri tre erano stati convocati (Martin Page-Relo e poi Garbisi), per le prestazioni nei rispettivi club. Poi Martin si è infortunato e Alessandro è arrivato in raduno, si è allenato in modo eccellente e questo ci ha permesso di considerarlo una vera opzione. Varney si è allenato con noi: è la terza settimana. A Verona non si era allenato, ma nelle ultime due settimane sì, anche se con qualche cautela. La realtà è che questa settimana, pur allenandosi, abbiamo sentito – e anche lui – che non era ancora al 100%”. “Sappiamo che la partita che arriva sarà molto dura: la scelta migliore è avere sei avanti. Sappiamo che l’Irlanda arriva con un bisogno di ritrovare fiducia, quindi sarà una partita che davanti sarà durissima. Odiase? È il giocatore che ha la più grande capacità fisica per affrontare quello che pensiamo possa arrivare nel corso del match”. Sul rientro di Paolo Odogwu: “Per noi era più importante avere Paolo. Può coprire centro e ala ed è in grande forma” ha concluso Quesada.

Italia | 12/02/2026

Nazionale U18 Femminile, le convocate per lo stage CREPS di Aix En Provence

La Capo Allenatrice della Nazionale U18 Femminile, Elisa Facchini, ha diramato la lista delle atlete che prenderanno parte allo stage che si terrà in Francia, ad Aix En Provence, dal 20 al 23 febbraio. Si tratta di un’attività che vedrà, nella giornata di domenica 22, anche un allenamento condiviso con una selezione proveniente dalla Francia.  In totale, sono 30 le giovani atlete che prenderanno parte allo stage, inscritto nell’ottica di un percorso di avvicinamento verso il livello internazionale. Qui di seguito la lista delle atlete convocate:  Precious AIFUWA AISOSA (Unione Rugbistica Anconitana SRL SD)Carolina BAILEY (CUS Milano Rugby ASD)Hajar BRUSADIN (Benetton Rugby Treviso SRL SSD)Agata BUSETTO (ASD Villorba Rugby)Zoe CAZZATO (Rugby Parabiago SSD SRL)Matilde CECATI (Volvera Rugby ASD)Gaia COLETTO (Benetton Rugby Treviso SRL SSD)Celeste CORTINI (Romagna R.F.C. SSD A R.L.)Marta COSSALTER (Rugby Parabiago SSD SRL)Cindy CREPALDI (ASD Villorba Rugby)Rebecca DIDIONI (CUS Milano Rugby ASD)Melissa DONATI (ASD Pesaro Rugby)Anastasia DOPIERALA (Hartpury UWRFC)Caterina GARLET (ASD Rugby Feltre)Anna GRANZO (Rugby Mirano 1957 ASD)Myriam LAURENTI (Unione Rugby Capitolina ASD)Elena MARONI (Rebels Rugby Vi.Est ASD)Zoe MASI (CUS Milano Rugby ASD)Yasmin MATOUSSI (Rugby Valdobbiadene Segusino ASD)Giada MAZZA (Rugby Rovato ASD)Anna MOSTICCHIO (Rugby Udine S.R.L. SSD)Aurora MUCIGNATO (Rebels Rugby Vi.Est ASD)Sarah Michelle ORAZI (US Roma Rugby SSD R.L.)Elisa PANIZZA (Ivrea Rugby Club ASD)Chiara PARATO (Rugby Parabiago SSD SRL)Angela PERTILE (Valsugana Rugby Padova ASD)Lara PETRETTI (Rugby Colorno Soc. Coop. Sport. Dil.)Beatrice POCCHETTO (Rugby Valdobbiadene Segusino ASD)Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina ASD)Chiara RIZZI (Black Ducks Rugby ASD)

Italia U18 femminile | 12/02/2026

Campionati

SAEF 2025 – 26 | CUS Milano Rugby v Iveco CUS Torino – Undicesima giornata – 15 febbraio 2026

FIR Informa

Altri articoli

Lunedì 16 febbraio al via il corso online “Restiamo in gioco – Educazione, leadership e benessere nel rugby giovanile”

Finanziato da Sport e Salute, prende il via il programma formativo online “Restiamo in gioco – Educazione, leadership e benessere nel rugby giovanile”, un percorso dedicato allo sviluppo educativo dello sport giovanile. Educare attraverso lo sport, prevenire l’abbandono precoce e promuovere il benessere psicofisico dei giovani atleti: sono questi gli obiettivi al centro del progetto, che avrà inizio il 16 febbraio 2026 e si svilupperà lungo quattro mesi di attività formative, per un totale di 40 ore. Come è strutturato il webinar? Le attività, a cui sarà possibile partecipare a seguito di iscrizione qui e si svolgeranno interamente online, alterneranno lezioni teoriche, laboratori esperienziali e momenti di riflessione applicativa, valorizzando un approccio multidisciplinare e scientificamente fondato. Il programma è articolato in 4 moduli tematici, che affrontano in modo progressivo e integrato i principali snodi dello sviluppo sportivo giovanile: Rugby giovanile come contesto educativo, con riferimento ai modelli di sviluppo a lungo termine e ai benefici psicosociali della pratica sportiva; Leadership e gestione dei gruppi, con particolare attenzione alla leadership trasformazionale e alla prevenzione dei conflitti; Competenze comunicative, relazionali e di safeguarding, includendo salute mentale, prevenzione del bullismo e inclusione; Prevenzione dell’abbandono precoce, attraverso l’analisi di dati, ricerche e ricadute operative per allenatori, dirigenti e famiglie. Il progetto nasce dalla consapevolezza che il rugby giovanile rappresenti un potente contesto educativo, capace di incidere in modo significativo sullo sviluppo personale, sociale ed emotivo dei giovani. “Restiamo in gioco” intende rafforzare questo ruolo, promuovendo: la centralità del benessere dell’atleta, oltre la sola prestazione sportiva; la prevenzione dell’abbandono precoce, fenomeno sempre più rilevante nello sport giovanile; la costruzione di ambienti sportivi sicuri, inclusivi e motivanti lo sviluppo di competenze educative, relazionali e di leadership negli adulti di riferimento. Come partecipare? Il percorso online, pienamente coerente con le finalità del Bando Rugby per Tutti, è rivolto ad allenatori, dirigenti sportivi, educatori e operatori del rugby giovanile, e propone un modello di formazione avanzata che integra evidenze scientifiche, approccio educativo e applicazioni operative nel contesto sportivo. Per partecipare al corso è necessario compilare il seguente modulo Google: https://forms.gle/5yfpqHUsDjhodXs87 Al termine del percorso, a coloro che avranno frequentato almeno il 70% delle ore previste, sarà rilasciato un attestato di partecipazione ufficiale dalla Federazione Italiana Rugby. SCARICA IL PROGRAMMA DEL CORSO QUI

FIR Informa | 09/02/2026

Esercito Italiano e Federazione Italiana Rugby rinnovano il Protocollo d’Intesa


Valori condivisi, sport e formazione al centro della collaborazione
Lo Stato Maggiore dell’Esercito e la Federazione Italiana Rugby hanno rinnovato il Protocollo d’Intesa volto a rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni, fondata su valori condivisi quali coraggio, disciplina, spirito di squadra, rispetto delle regole e impegno al servizio della collettività.
L’accordo è stato finalizzato dal Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, e dal Vice Presidente Vicario della Federazione Italiana Rugby Paolo Vaccari, con l’obiettivo di proseguire e consolidare le attività di cooperazione già avviate con il precedente protocollo del 16 gennaio 2023.
Il rinnovo dell’intesa riconosce il valore dello sport, e in particolare del rugby, quale strumento formativo ed educativo, parte integrante dell’addestramento militare e della crescita personale dei giovani. Le caratteristiche proprie del rugby, basate su lealtà, sacrificio e lavoro di squadra, trovano infatti una naturale convergenza con i principi e le pratiche della professione militare.
Nell’ambito dell’accordo, la Federazione Italiana Rugby si impegna, tra l’altro, a dedicare all’Esercito Italiano una delle partite del Torneo “Sei Nazioni”, assicurando una significativa visibilità internazionale alla Forza Armata attraverso specifiche iniziative, tra cui il cerimoniale prepartita, la presenza all’interno del “Villaggio Terzo Tempo” e attività di rappresentanza istituzionale. È inoltre prevista la realizzazione di operazioni di comunicazione congiunte per valorizzare le attività condivise.
L’Esercito Italiano, compatibilmente con le prioritarie esigenze istituzionali, fornirà il proprio concorso mediante assetti promozionali in occasione degli eventi sportivi, il supporto di unità della Forza Armata per attività addestrative e di team building a favore degli atleti delle Nazionali di rugby, nonché la messa a disposizione di sedi militari per seminari, workshop e iniziative formative. L’accordo prevede inoltre il sostegno allo sviluppo del rugby dilettantistico di base attraverso l’utilizzo di idonee strutture militari, regolato da specifici accordi dedicati.
Il Protocollo, della durata di tre anni, non comporta nuovi o imprevisti oneri economici per le parti e si inserisce nel quadro delle iniziative volte a promuovere la cultura dei valori, dello sport e del servizio al Paese, rafforzando il legame tra Forze Armate e società civile.

FIR Informa | 23/01/2026

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