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Sei Nazioni U20: l’Italia lancia Braga e Vitale, tre cambi nell’Irlanda. L’analisi delle formazioni

Per la sfida di Cork gli allenatori Andrea di Giandomenico e Andrew Browne cambiano: Italia e Irlanda sono in cerca di riscatto dopo aver perso la prima partita (Azzurrini sconfitti 36-10 dalla Scozia, irlandesi battuti 50-21 dalla Francia) ed entrambe hanno modificato la formazione in vista del secondo match del torneo. L’Italia deve rinunciare a Celi, che ha preso un brutto colpo contro la Scozia, e lancia Edoardo Vitale ad estremo, mentre all’aperura tocca a Francesco Braga, già titolare al Mondiale contro Australia e Galles. Di Giandomenico ritrova anche il pilone destro Luca Trevisan mentre parte titolare il tallonatore Valerio Pelli, subentrato dalla panchina la scorsa settimana. Confermate le ali Faissal e Rossi e la coppia di centri Casarin-Coluzzi, forse una delle note migliori della difficile partita di venerdì scorso, così come viene confermata in blocco la seconda e la terza linea. Di Giandomenico, quindi, dà grande fiducia al suo gruppo nonostante la sconfitta all’esordio, e ha operato solo degli aggiustamenti per sfidare l’Irlanda venerdì 13 febbraio alle 20.45. Anche coach Browne cambia poco nonostante la sconfitta di sabato contro la Francia e opera solo tre sostituzioni: dentro il centro Rob Carney, il flanker Joe Finn (con Neill che si sposta da 6 a 7) e il tallonatore Lee Fitzpatrick. Gioco aperto Contro la Scozia si è visto solo a sprazzi il gioco che l’Italia vuole proporre: molto aperto, più destrutturato e incentrato sulla ricerca degli spazi. Nel secondo tempo gli Azzurrini sono riusciti a rendersi pericolosi fino a riaprire la partita, ma contro l’Irlanda servirà maggiore continuità. Anche perché gli irlandesi contro la Francia hanno sofferto nelle situazioni di gioco rotto e non sono riusciti a contrastare le imbucate dei trequarti Blues. Gli Azzurrini, quando riescono a trovare il primo avanzamento palla in mano, riescono poi a rendersi pericolosi: la chiave sarà vincere la collisione, affidandosi soprattutto a Opoku e ai centri Casarin e Coluzzi, per poi provare a innescare Faissal e Rossi, con il primo che contro la Scozia è stato molto impegnato anche nel gioco aereo. Essere precisi e veloci sarà una delle chiavi del match, anche perché l’Irlanda è la squadra che ha sbagliato più placcaggi nel primo turno: ben 34, con solo il 68% dei placcaggi riusciti. È una squadra quindi molto forte davanti, ma attaccabile nel gioco aperto. Sarà molto importante l’apporto di Braga, che con il suo piede può punire l’indisciplina irlandese ma può anche cercare degli spazi in mezzo al campo e mettere in difficoltà l’Irlanda nel gioco tattico. Battaglia All’Italia servirà grande compattezza difensiva per rispondere ai lunghi multifase irlandesi, che hanno nel numero 8 O’Connell il loro giocatore più avanzante. Nella battaglia davanti l’Italia dovrà difendersi bene, anche perché sono tanti gli irlandesi fisicamente prestanti e capace di fare metri a contatto: oltre al già citato O’Connell, attenzione anche al seconda linea McNeice e al pilone destro e capitano Bishti, ma in generale l’Irlanda è una squadra capace di essere pericolosa attaccando per linee dirette, guidata dal mediano di mischia Barrett capace anche di trovare il guizzo personale (una doppietta contro la Francia) e di alzare il ritmo quando necessario. La fisicità di Opoku e il dinamismo di Miranda e Bianchi saranno fondamentali per rispondere colpo su colpo alle cariche irlandesi. L’Italia può difendere bene: già contro la Scozia, nonostante le difficoltà, gli Azzurrini sono stati i più efficaci nel placcaggio di tutto il primo turno, con l’83% di placcaggi riusciti. Sarà fondamentale anche avere possessi di qualità, considerando che entrambe le squadre hanno sofferto nelle fasi statiche. Le formazioni di Irlanda-Italia under 20 Irlanda U20: 15 Noah Byrne, 14 Derry Moloney, 13 Rob Carney, 12 James O’Leary, 11 Daniel Ryan, 10 Tom Wood, 9 Christopher Barrett, 8 Diarmaid O’Connell, 7 Josh Neill, 6 Joe Finn, 5 Donnacha McGuire, 4 Dylan McNeice, 3 Sami Bishti (C), 2 Lee Fitzpatrick, 1 Max Doyle A disposizione: 16 Rian Handley, 17 Christian Foley, 18 Blake McClean, 19 Ben Blaney, 20 Billy Hayes, 21 James O’Dwyer, 22 Charlie O’Shea, 23 Johnny O’Sullivan Italia U20: 15 Edoardo Vitale, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Alessandro Teodosio, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Antony Italo Miranda, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Jacopo De Rossi, 17 Giacomo Messori, 18 Leonardo Tosi, 19 Jaheim Noel Wilson, 20 Marco Spreafichi, 21 Nikolaj Varotto, 22 Thomas Del Sureto, 23 Alessio Scaramazza
11 Febbraio 2026 - 11 ore fa
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Stage FIR–FFR Under 18: i convocati per il raduno di Parma e Fréjus

La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato il programma dello Stage di sviluppo Under 18 FIR / FFR, in programma dall’8 al 17 febbraio 2026, che coinvolge gli atleti convocati in un percorso di allenamenti e gare internazionali tra Italia e Francia. Il raduno ha preso il via domenica 8 febbraio alle ore 14.00 presso l’Hotel Parma & Congressi di Parma. Nella giornata di lunedì 9 febbraio i ragazzi si sono allenati presso La Cittadella del Rugby. Ieri la delegazione azzurra è partita in pullman alla volta di Fréjus e alloggia presso il Village Club Vacances IGESA Destremeau. Il programma francese prevede sedute di allenamento, attività di recupero e due incontri internazionali: il primo in programma domani giovedì 12 febbraio e il secondo lunedì 16 febbraio. Il rientro in Italia è fissato per martedì 17 febbraio.  Questa la lista degli atleti convocati dal Responsabile Tecnico Alessandro Lodi: Francesco Alderighi (Scandicci Rugby) Mattia Andretti (Mogliano Veneto Rugby) Dario ARGENTON (Cus Padova Rugby) Giosuè BACCHETTI (Brixia Rugby) Leon BLETA (Rugby Parma Football Club 1931) Matteo BUSSELLI (Valpolicella Rugby 1974) Alberto CIMINO (Unione Rugby Firenze) Pietro COLLA (Rugby Parabiago) Gianmarco DI NICOLA (Rugby Experience L’Aquila) Giacomo FALCHETTO (Benetton Rugby Treviso) Diego Andrea FERRAZZI (Rugby Parabiago) Christian GERMANÒ (Fiamme Oro Rugby Roma) Adam HAJRAOUI (Cus Padova Rugby) Oscar Ledlie HARRISON (Bath Rugby Academy) Simone INVERNIZZI (Rugby Parabiago) Tommaso LERCI (Fano Rugby) Leonardo MANCINI (Unione Rugby Capitolina) Ernesto MARTINEZ BARAJAS (Unione Rugby Firenze) Alessandro MESAGLIO (Cavalieri Union Rugby Prato Sesto) Simone PE (Brixia Rugby) Alessandro Marco REFRIGERI (Unione Rugby Capitolina) Matteo ROSI (Stade Toulousain Espoirs) Riccardo SANCHEZ (Cavalieri Union Rugby Prato Sesto) Manuel SCAPPINI (Unione Rugby Capitolina) Matteo SEBASTIANI (Stade Valdôtain Rugby) Edoardo VALLERINI (Rugby Petrarca)
11 Febbraio 2026 - 13 ore fa
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Sliding Doors Azzurre: quel calcio da metà campo, la meta di Venditti e il trionfo. Gonzalo Garcia racconta Italia-Irlanda del Sei Nazioni 2013

Stadio Olimpico di Roma: è il 35’ di Italia-Irlanda, gli Azzurri sono in vantaggio 6-3 e in controllo del match, ma non riescono a trasformare in punti il loro dominio, tenendosi attaccata un’Irlanda che – pur in un momento non brillante della sua storia – è la solita squadra ruvida, compatta e difficile da far crollare. Serve qualcosa di diverso, che cambi la partita, e arriva proprio a 5 minuti dall’intervallo: la mischia, dominante dall’inizio alla fine, conquista l’ennesimo calcio di punizione. Siamo a metà campo, ma non si va in touche: Gonzalo Garcia – centro degli Azzurri, oggi capo allenatore del Colorno – prende la piazzola e va per i pali. Il calcio è potente e preciso e permette all’Italia di costruire un primo reale vantaggio: 9-3. È il calcio che svolta la partita, è la prima sliding door di Italia-Irlanda. Quel calcio da metà campo “È stato uno dei calci più importanti della mia carriera. È vero, ero il piazzatore ‘da lontano’ di quell’Italia ma chiaramente non ero abituato a fare tantissimi calci, per cui sentivo la pressione di quel momento e di quella partita. Allo stesso tempo, però, ero tranquillo: avevo lavorato tanto sui piazzati e sapevo di poterlo mettere dentro” racconta Garcia: “Sicuramente vedere quel pallone entrare è stato un sollievo, ma anche e soprattutto una gioia per aver dato un contributo a dare punti alla squadra. E poi siamo riusciti a costruire un primo vero vantaggio sull’Irlanda, perché stavamo dominando ma non riuscivamo a capitalizzare”. Sono quelle cose che sbloccano una partita, e infatti Italia-Irlanda si sblocca. Racconta Garcia: “Col passare dei minuti acquistammo sempre più consapevolezza. Avevamo una mischia dominante, eravamo superiori nelle fasi statiche e sempre presenti nel breakdown e in difesa. Col senno di poi, avremmo potuto chiudere il match anche prima e con un punteggio più ampio, giocammo davvero bene”. La meta di Venditti L’Irlanda, si sa, è dura da battere, e infatti continua a restare attaccata alla partita. Il punteggio è di 9-6 per gli Azzurri, serve un altro punto di svolta, ed è rappresentato dalla marcatura di Venditti, che al 49’ trasforma un pallone “sporco” nel mezzo di una ruck in una delle sue classiche mete “di rapina”. Il giudice di linea Poite però non si muove, e l’arbitro Barnes ha bisogno di un lungo consulto a TMO Yuille. L’Olimpico trattiene il fiato, ogni secondo sembra durare un’eternità: “Sono momenti sempre particolari. Dopo l’azione ci siamo guardati con ‘Giamba’ e lui era convinto di aver segnato, e anche noi avevamo questa sensazione, ma chiaramente finché l’arbitro fischia la meta non c’è. Però eravamo tranquilli, anche perché stavamo dominando e sapevamo che se anche non ce l’avessero data avremmo continuato a giocare e a creare altre occasioni”. Il finale Il copione degli 80 minuti dell’Olimpico rimane sempre lo stesso: l’Italia è in controllo, ma non riesce a trovare il colpo del ko, mentre l’Irlanda rimane attaccata coi denti e con le unghie e torna sotto ancora con i calci di Jackson, autore di tutti i 15 punti irlandesi. L’Italia però non concede mai una vera occasione per ribaltare la partita, e anzi, all’80’ la chiude definitivamente col piazzato di Orquera per il 22-15 finale: “Sapevamo che avremmo dovuto dare il 100% e anche di più per vincere, sfruttando i loro errori e la nostra mischia dominante. Non è un caso che l’ultimo piazzato sia arrivato da un fallo nel breakdown, perché quello alla fine è il termometro della partita: se riesci a importi in quella situazione di gioco, creando possessi veloci e permettendo ai compagni di giocare fin da subito in avanzamento, puoi prendere in mano la partita, ed è quello che facemmo. Fu una grandissima gioia quella vittoria, anche perché venivamo da un Sei Nazioni altalenante dove però avevamo battuto la Francia e avevamo giocato una grande partita a Twickenham, dove forse avremmo meritato almeno di pareggiare. È anche difficile spiegare a parole cosa si prova nel chiudere un Sei Nazioni e nel chiuderlo con una vittoria così importante. Alla fine arrivammo quarti, ma in realtà a pari punti con la Scozia che era terza, fu un risultato incredibile per una squadra che comunque non era abituata a vincere tanto: quella partita fu il coronamento di un percorso fatto insieme, tra il gruppo storico e i giocatori più giovani, tutti hanno fatto il loro lavoro in quel Sei Nazioni e quella partita è stata la ciliegina sulla torta”. La pressione Quella partita fu così particolare e difficile da gestire anche per un altro motivo, racconta Garcia: “Noi eravamo arrivati bene a quella partita. Come detto, con l’Inghilterra ce la giocammo e meritavamo anche di pareggiare, ma eravamo anche consapevoli di non poter deludere noi stessi e gli 80mila tifosi presenti all’Olimpico quel giorno. In molti ci davano per favoriti, una cosa che difficilmente accade contro l’Irlanda, anche se non stava vivendo un periodo felice: noi non ci sentivamo favoriti, ma avevamo una gran voglia di giocare, di combattere e vincere quella partita. Il risultato è stato una conseguenza di tutto questo, del modo in cui abbiamo giocato e di come abbiamo gestito la pressione, mettendola tutta su di loro e creando le condizioni per costringerli a fare tanti falli, a commettere errori. E noi siamo stati bravi ad approfittarne”. Piazzare da lontano Dopo 11 anni dal piazzato di Gonzalo Garcia con l’Irlanda, nel 2024 l’Italia è tornata ad avere un piazzatore dalla lunga distanza, Martin Page-Relo: “È un fondamentale sempre più importante, e infatti tante squadre si stanno dotando di quel tipo di giocatore. Credo sia un gesto tecnico anche molto bello da vedere, oltre che da fare, perché è un insieme di sensazioni molto particolare: devi avere tantissima potenza nel piede per far fare al pallone quella distanza, ma allo stesso tempo devi saper controllare il tuo ritmo, il tuo respiro, perché devi fare in modo che la traiettoria rimanga precisa nonostante la lontananza dai pali. Ci vuole tanto allenamento fino a creare quella routine che ti porta a fare sempre gli stessi passi, lo stesso movimento ed avere lo stesso impatto col pallone”.
11 Febbraio 2026 - 13 ore fa
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Sei Nazioni U20, la formazione dell’Italia per la sfida di Cork con l’Irlanda 

La Nazionale Italiana U20 Maschile sarà di scena venerdì alle 20.45 italiane a Cork. Dopo un esordio amaro con la Scozia, gli Azzurrini sono di scena in trasferta, in uno stadio che nei prossimi mesi ospiterà anche le Nazionali U21 Femminile e Femminile Maggiore, nei rispettivi Sei Nazioni. Nel commentare le scelte e nell’analizzare la partita di venerdì, coach Di Giandomenico ha fatto il punto: “Abbiamo analizzato profondamente la scorsa partita e condiviso gli errori fatti e le aree di miglioramento. Sta a noi innalzare l’esigenza che questa competizione richiede, individualmente e collettivamente. Sappiamo che ci aspetta una sfida impegnativa con una squadra che metterà ancora più pressione difensivamente; abbiamo lavorato per questo e ci aspettiamo una risposta adeguata”. Irlanda U20 v Italia U20 sarà trasmessa venerdì 13 febbraio alle 20.45 italiane Su Sky Sport La Formazione dell’Italia U20 per la sfida con l’Irlanda:  15. Edoardo VITALE (CUS Milano Rugby)14. Malik FAISSAL (Rugby Parma FC)13. Daniele COLUZZI (Old Colleferro Rugby)12. Riccardo CASARIN (Capitano, Amatori&Union Rugby Milano)11. Luca ROSSI (Pesaro Rugby)10. Francesco BRAGA (Valpolicella Rugby)9. Alessandro TEODOSIO (Fiamme Oro Rugby Roma)8. Davide SETTE (Rugby Experience L’Aquila)7. Carlo Antonio BIANCHI (Unione Rugby Firenze)6. Antony Italo MIRANDA (Mogliano Veneto Rugby)5. Enoch OPOKU-GYAMFI (Bath Rugby)4. Simone FARDIN (Rugby Casale)3. Luca TREVISAN (Golden Lions)2. Valerio PELLI (Mogliano Veneto Rugby)1. Christian BRASINI (Livorno Rugby)A disposizione 16. Jacopo DE ROSSI (Livorno Rugby)17. Giacomo MESSORI (Rugby Petrarca)18. Leonardo TOSI (Livorno Rugby)19. Jaheim Noel WILSON (Rugby Club Pasian di Prato)20. Marco SPREAFICHI (Benetton Rugby Treviso)21. Nikolaj VAROTTO (Benetton Rugby Treviso)22. Thomas DEL SURETO (Fiamme Oro Rugby Roma)23. Alessio SCARAMAZZA (Rugby Experience L’Aquila)Capo Allenatore: Andrea DI GIANDOMENICO
11 Febbraio 2026 - 14 ore fa
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Italia, Niccolò Cannone: “Quella difesa da 30 fasi rispecchia la nostra identità. Con l’Irlanda servirà ancora di più”

È il minuto 85’, siamo alla 30esima fase di un assalto scozzese che sotto il diluvio di Roma sembra non finire mai, poi Niccolò Cannone arpiona Max Williamson, lo tiene alto, arrivano Hasa, Di Bartolomeo e gli altri. Il pallone non esce più, e l’Italia può finalmente festeggiare: per la seconda volta consecutiva, a Roma sono gli Azzurri a battere la Scozia per 18-15, dopo una grandissima difesa e una partita difficilissima da gestire, anche per il repentino cambio di condizioni meteo. “Il modo in cui abbiamo difeso nel finale rispecchia l’identità della nostra squadra” racconta Niccolò Cannone, seconda linea dell’Italia e del Benetton: “Non era la prima volta che ci trovavamo in questa situazione, e bisogna sapersi muovere perché si viaggia su un filo sottilissimo. Da un lato devi dare tutto te stesso, sacrificare ogni singola goccia di energia rimasta, ma dall’altro devi rimanere sempre concentrato e non perdere mai il controllo, perché non puoi concedere nessun fallo agli avversari in quella zona del campo. Però siamo una squadra di grande carattere, non molliamo mai e alla fine questo si è visto”. Prima un grande inizio e un parziale di 12-0, con l’Italia sempre pericolosa muovendo il pallone, poi la battaglia sotto il nubifragio: com’è stato affrontare due partite in una? “Eravamo preparati all’eventualità della pioggia e sapevamo che quando sarebbe arrivata avremmo dovuto giocare in maniera diversa. Non è cambiata la base del nostro gioco però: le nostre sequenze non sono state stravolte. Bisognava ovviamente adattarsi, e in questo siamo stati molto bravi. Anche se a un certo punto avevamo 12 punti di vantaggio non ci siamo mai rilassati, anche perché a questi livelli puoi ritrovarti dietro nel giro di un secondo, basta una distrazione. Però avevamo fin da subito la consapevolezza di potercela fare, quella non è mai mancata”. La mischia è cominciata alla pari per i primi 30 minuti, poi l’Italia ha preso il sopravvento e ha dominato. Quanto è stato importante? “Abbiamo fatto una grande partita davanti, non solo in mischia ma anche in touche, soprattutto in difesa. In attacco potevamo gestire meglio alcune situazioni, ma nel complesso la nostra mischia è stata sicuramente positiva. Va dato merito soprattutto alle nostre prime linee, che sono state fantastiche, e poi a tutto il pacchetto perché tutti gli 8 giocatori, compresi i subentrati, hanno fatto un grande lavoro. Sapevamo che poteva essere un nostro punto di forza e siamo stati bravi a sfruttarlo”. Come sottolineato anche da Gonzalo Quesada, l’unico neo di questa partita è stato la disciplina. E adesso si va in Irlanda, contro una squadra tra le più brave a costringere gli avversari al fallo… “Abbiamo preso 16 calci contro, di cui tantissimi evitabili, soprattutto quelli legati al fuorigioco. A Dublino non possiamo permetterci dei numeri così, perché concedere un singolo calcio di punizione all’Irlanda significa darle l’opportunità di metterci sotto pressione venendo a giocare nel nostro campo. È qualcosa che possiamo controllare e ci stiamo lavorando molto. Anche se abbiamo battuto una delle migliori squadre al mondo, perché la Scozia lo è, ma sappiamo comunque che per giocare a Dublino dovremo fare molto meglio di quanto abbiamo fatto la scorsa settimana. Sicuramente aver vinto aiuta e il morale è alto, domenica ci siamo riposati ma non vedevamo l’ora di tornare a lavorare per preparare le prossime partite, c’è davvero tanta voglia in gruppo”. Le trasferte in Irlanda sono sempre state complicate per l’Italia: cosa rende difficile giocare a Dublino? “L’Irlanda è sempre una squadra particolarmente difficile da affrontare: statistiche alla mano, i loro avanti sono i migliori al mondo nel muovere il pallone, per cui devi avere sempre gli occhi aperti chiunque di loro abbia il possesso, perché hanno tantissime opzioni in attacco. Sfortunatamente in questi anni non siamo riusciti a fare delle prestazioni importanti in trasferta, noi faremo di tutto affinché le cose vadano diversamente e per offrire la miglior versione di noi stessi. Mi aspetto una partita durissima: l’Irlanda gioca in casa dopo una sconfitta pesante (36-14 con la Francia, ndr) per cui arriveranno con il coltello tra i denti. Noi dobbiamo farci trovare pronti, sarà durissima ma non vediamo l’ora di giocare”.
11 Febbraio 2026 - 15 ore fa
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Finali 2026: Coppa Italia, Campionato e Supercoppa, il Consiglio federale affida alla Lega l’organizzazione dei grandi eventi di stagione

Il Consiglio federale della Federazione Italiana Rugby, riunitosi il 6 febbraio scorso, ha deliberato l’affidamento alla Lega Italiana Rugby dell’organizzazione delle finali di Coppa Italia, Campionato e Supercoppa italiana 2026. Nel dettaglio, la finale di Coppa Italia si disputerà sabato 28 febbraio alle ore 15.00 allo Stadio Mirabello di Reggio Emilia e sarà trasmessa in diretta su RaiPlay. La finale di Serie A Élite è in programma il 2 giugno 2026, con sede in via di definizione, e sarà anch’essa proposta sulle reti Rai, garantendo così ad entrambi gli eventi un’ampia copertura mediatica; per quanto concerne la Supercoppa italiana, sono ancora in fase di definizione sede e orario. La decisione della Federazione nasce dalle ottime risultanze organizzative e mediatiche delle finali della scorsa stagione curate dalla Lega Italiana Rugby, dalla finale di Coppa Italia a Rovigo alla finale di Campionato a Parma, fino alla Supercoppa italiana a L’Aquila: eventi che hanno registrato elevati standard organizzativi, una partecipazione significativa di pubblico e un’importante valorizzazione del prodotto rugby. Un percorso che ha indotto la Federazione a rinnovare la fiducia nella Lega, riconoscendo il valore di una progettualità condivisa capace di generare benefici concreti per tutti gli stakeholder del movimento: club, atleti, partner, broadcaster e territori coinvolti. «Il Campionato italiano di Serie A Élite maschile rappresenta uno dei tre asset principali dell’alto livello del rugby italiano – afferma Andrea Duodo, Presidente della FIR – insieme alle Nazionali e alle competizioni internazionali in cui militano le due franchigie. I risultati ottenuti nella scorsa stagione hanno dimostrato come la collaborazione con la Lega Italiana Rugby sia efficace e virtuosa. Per questo abbiamo ritenuto naturale riaffidare alla Lega l’organizzazione delle finali 2026, con l’obiettivo di continuare a crescere sul piano organizzativo, mediatico e sportivo, offrendo al movimento eventi sempre più qualificanti». «La decisione del Consiglio federale – dichiara Giulio Arletti, Presidente della Lega Italiana Rugby – rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto. L’organizzazione delle finali non è solo un momento sportivo di altissimo livello, ma un’opportunità strategica per dare visibilità al rugby d’élite, rafforzare il rapporto con i territori e offrire a club e appassionati eventi all’altezza del valore espresso in campo». Le finali di Coppa Italia, Campionato e Supercoppa italiana si inseriscono così in un quadro di valorizzazione complessiva del rugby italiano, confermando la centralità della Lega Italiana Rugby nella gestione e nello sviluppo degli appuntamenti di vertice della stagione.

Campionati | 11/02/2026

Raduno di metà stagione per gli arbitri di Serie A Élite maschile

Bologna ha ospitato il raduno di metà stagione degli arbitri della Serie A Élite maschile, un appuntamento strategico inserito nella pausa del Sei Nazioni e pensato per fare il punto sul lavoro svolto nei primi mesi di campionato, guardando con attenzione alla seconda parte della stagione. Ad aprire i lavori è stato Riccardo Bonaccorsi, Coordinatore della Commissione Nazionale Arbitri, che ha sottolineato il valore del confronto continuo e della formazione come elementi imprescindibili per garantire il massimo livello di supporto arbitrale al campionato italiano. Il programma della giornata ha alternato momenti di approfondimento tecnico, quiz di regolamento e analisi di clip video, con l’obiettivo di condividere interpretazioni, uniformare criteri e rafforzare la coerenza decisionale sul campo. In questo contesto si sono inseriti gli interventi di Marius Mitrea, responsabile dell’Alto Livello arbitrale, e di Alain Rolland, referee coach, che hanno guidato i lavori focalizzandosi sugli aspetti tecnici e interpretativi emersi nel corso della prima parte di stagione, anche in relazione agli standard internazionali. A seguire, Matteo Liperini, responsabile della Serie A Élite maschile, ha fornito un quadro complessivo sull’andamento del campionato, evidenziando i principali temi emersi sui campi e le aree di attenzione in vista della fase decisiva della stagione. Particolarmente apprezzati gli interventi dedicati alla preparazione dell’arbitro a 360 gradi. Andrea Piardi ha illustrato ai colleghi le modalità di preparazione mentale che precedono un match, con un focus specifico sulle gare ad alta intensità e sull’importanza della gestione emotiva e della concentrazione nelle fasi chiave dell’incontro. A seguire, Federico Vedovelli ha approfondito gli aspetti legati alla preparazione fisica, evidenziando come il lavoro preliminare alla gara sia determinante per sostenere ritmo, lucidità e qualità decisionale per tutta la durata del match. Al raduno hanno preso parte anche i TMO, la cui presenza è stata ribadita come parte fondante e integrante del team arbitrale, in un’ottica di collaborazione strutturata e di crescita condivisa. Il raduno di Bologna ha rappresentato un momento di sintesi e rilancio nel cuore della stagione: un’occasione per capitalizzare l’esperienza maturata sui campi nella prima parte del campionato e per allineare ulteriormente competenze, interpretazioni e metodologie di lavoro, con l’obiettivo comune di garantire il miglior livello arbitrale possibile alla Serie A Élite maschile nella fase decisiva della stagione.

Arbitri | 11/02/2026

Italrugby, Pani: “Contro l’Irlanda sarà una sfida fisicamente durissima”

Roma – Prosegue la preparazione della Nazionale Italiana Maschile verso il match contro l’Irlanda – valido per la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni – in calendario sabato 14 febbraio alle 14.10 locali (15.10 italiane) all’Aviva Stadium di Dublino. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8. Mattinata intensa per la squadra guidata da Gonzalo Quesada che sul campo 1 del CPO Giulio Onesti di Roma – quartier generale degli Azzurri nella Capitale in preparazione alle partite del Guinness Sei Nazioni 2026 – ha svolto un allenamento con tutto il gruppo al completo. A seguire la squadra si è spostata in palestra completando il lavoro della mattinata, mentre nel pomeriggio sono previste attività di recupero. “Sono contento per Leonardo Marin, è un mio amico – ha dichiarato Lorenzo Pani nell’incontro stampa odierno – ma se dicessi di esser contento di stare in panchina sarebbe un problema. La partita contro la Scozia è stata un po’ condizionata dal meteo, con tante battaglie aeree. Si è giocato molto anche sulle fasi statiche: in mischia siamo stati dominanti, questa è stata una delle cose che ci ha portato a vincere”. “La pressione? Non mi fa effetto, anzi: mi carica. C’è sempre qualcuno che ti vorrebbe titolare e qualcuno che invece pensa che tu non sia adatto neanche per stare fra i convocati. Se qualcuno mi supporta mi fa piacere, se qualcuno non lo fa non la vivo come un problema: mi darà più carica per fare meglio e mostrare che si sbagliano su di me”. Sulla partita contro l’Irlanda ha sottolineato: “Fisicamente sarà durissima. In mischia sono forti e hanno dei trequarti di grande livello. Non va dimenticato il gioco aereo: contro la Francia hanno cercato di utilizzarlo tantissimo. Sarà una minaccia costante, soprattutto per i trequarti: servirà molta attenzione su questo aspetto”. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali)

Italia | 10/02/2026

Italia U20, Coluzzi: “Delusi per non aver espresso il nostro potenziale. Con l’Irlanda sarà una battaglia”

Il Sei Nazioni under 20 dell’Italia non è iniziato come sperato. La sconfitta per 36-10 con la Scozia ha lasciato l’amaro in bocca, soprattutto perché gli Azzurrini non sono riusciti a tirare fuori tutto il loro potenziale, come spiega il centro dell’Italia U20, dell’Accademia Ivan Francescato e del Colleferro Daniele Coluzzi, autore della meta azzurra che a un certo punto aveva riaperto il match: “Abbiamo avuto difficoltà nell’imporre il nostro gioco, ne abbiamo parlato anche con il nostro capo allenatore Andrea di Giandomenico. Dopo la partita c’era tanta delusione, soprattutto per aver sprecato un’opportunità, perché sapevamo di potercela giocare e di poter lottare per vincere, ma non siamo riusciti ad esprimere il nostro potenziale: abbiamo qualità, lo sappiamo perché sono mesi che lavoriamo insieme, conosciamo i nostri punti di forza, ma non siamo riusciti a riportarli in partita”. Qual è stata secondo te la chiave del match? “Sapevamo benissimo che la Scozia sarebbe venuta a Treviso per fare il tipo di partita che ha fatto, per dettare il suo gioco, e ci è riuscita in maniera perfetta. Non siamo riusciti a rispondere nel modo giusto e abbiamo permesso alla Scozia di sfruttare i nostri punti deboli. Abbiamo commesso tanti errori anche in fase di possesso, non sfruttando le occasioni che comunque eravamo riusciti a creare”. Dopo la tua meta, infatti, la sensazione è che l’Italia potesse riaprire la partita… “In quel frangente siamo riusciti a fare il nostro gioco e a mettere in atto tutto quello che alleniamo da mesi, e i risultati si sono visti. Potevamo assolutamente riaprire la partita, ma abbiamo buttato via davvero tante occasioni: ne abbiamo già parlato durante la revisione della partita e ci stiamo lavorando, anche perché in quella fase della partita tutto dipendeva da noi, abbiamo avuto l’opportunità di tornare sotto e non l’abbiamo sfruttata”. Anche l’Irlanda viene da una brutta sconfitta (50-21 in Francia, ndr), che tipo di partita sarà? “Sicuramente vedremo in campo due squadre affamate di riscatto, e questo renderà la partita ancora più combattuta. La chiave principale sarà il punto d’incontro: loro hanno giocatori fenomenali nel breakdown, e poi ci aspettiamo grande pressione sulla nostra touche, che purtroppo non è andata molto bene contro la Scozia. Starà a noi lavorare per migliorare e presentarci pronti alla partita di venerdì sera”. Quale sarà la chiave per mostrare quel potenziale che non siete riusciti a far vedere contro la Scozia? “Sarà molto importante l’impatto fisico, l’aspetto sul quale gli irlandesi hanno sempre strutturato il loro gioco. Non ci tireremo di certo indietro e sarà una bella battaglia, partendo da lì potremo poi fare il resto. È l’avversario che conosciamo meglio, avendolo già affrontato in un’amichevole a gennaio, quindi sappiamo quale lavoro dobbiamo fare per arrivare pronti e quali sono i dettagli che dobbiamo sistemare”.

Italia U20 | 10/02/2026

Serie A Elite Femminile, Villorba batte Benetton nel recupero e rimane nella scia di Valsugana

Dopo il recupero di Villorba v Benetton, tutte le squadre di Serie A Elite Femminile sono a dieci partite disputate. Nella partita del lunedì sono le Campionesse d’Italia a imporsi sulle biancoverdi, con il risultato di 46-5 La squadra di coach Zizola sale dunque a 44 punti, a -5 dal Valsugana capolista. Le due squadre si affronteranno il primo marzo a Padova, in una gara che determinerà con tutta probabilità il nome della squadra che accederà ai playoff da prima della classe. Serie A Elite Femminile – recupero VIII giornataArredissima Villorba Rugby v Benetton Rugby Treviso 46-5 (5-0) La classifica: Valsugana Rugby Padova 49; Arredissima Villorba Rugby 44 SIA-MPL Rugby Colorno 35; Benetton Rugby Treviso 30; Unione Rugby Capitolina* 16; CUS Milano Rugby 15; IVECO CUS Torino 1* Neapolis Campania Felix 1 *4 punti di penalizzazione Villorba, lunedì 9 Febbraio 2026Serie A Elite Femminile, II giornata II fase (recupero del 25.01.2026)46-5 ( fine primo tempo 19-0)Arredissima Villorba Rugby vs Benetton Rugby TrevisoMarcatori: p.t. 5’ m. Frangipani t.r. Buso (7-0), 15’ m. Busana t.r. Buso (14-0), 20’m. Brugnerotto (19-0), s.t. 6’ m. Scarantino (19-5), 14’ m. Brugnerotto t.r Buso (26-5), 19’ m. Brugnerotto (31-5), 24’ m. Busana (36-5), 33’ m. Capomaggi (41-5), 39’ Magatti (46-5)Arredissima Villorba Rugby: Busana; Bonotto (21’ s.t. Furlan), Cipolla (26’ s.t.Visman), Magatti, Brugnerotto; Capomaggi, Buso (21’ s.t. Barattin); Scandiuzzi (26’s.t. Piazza), Triolo (37’ s.t. Zoppe’), Puppin (CAP) (21’ s.t. Abiti); Frangipani, Blaskovic; Simeon (21’ s.t. Pegorer), Costantini, Crivellaro (8’ s.t.Stecca)All. Federico Zizola.Benetton Rugby Treviso : Mazino; Agosta (20’ s.t. Zanatta), Pellizzon, Pizzolato ( 17’ s.t. Severgnini), Pinarello (26’ s.t. Dario); Romersa, Campigotto; Giacomini, Scarantino, Bacci (17’ s.t. Armanasco); Segato (1’ s.t. Bobo), Celli (26’s.t. Este); Franco, Fent (1’ s.t. Spinelli); Bottaro (26’ s.t. Prinzivalli)All. Walter PozzebonArbitro: Carnini Chiara (MI)Assistenti: Gallina Lorenzo (TV), Basso Edoardo (TV)Cartellini: -.Calciatori: Villorba: Buso 3/4, capomaggi 0/4; Benetton: Pellizzon 0/1Note: serata nuvolosa circa 400 persone.Player of the Match: Frangipani

Campionati | 09/02/2026

Italrugby, gli Azzurri salgono al nono posto nel ranking mondiale

Roma – La vittoria della Nazionale Italiana Maschile contro la Scozia ha portato un risultato anche nel ranking di World Rugby: gli Azzurri, dopo il successo allo Stadio Olimpico di Roma sabato 7 febbraio, hanno superato proprio la Scozia salendo al nono posto in classifica. Per gli Azzurri, che hanno iniziato la preparazione verso la partita contro l’Irlanda al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, mattinata di lavoro divisa tra campo – dove hanno iniziato a consolidare i meccanismi di gioco verso la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 – e palestra con il gruppo al completo a disposizione dello staff tecnico. Al termine dell’allenamento odierno, nel consueto incontro stampa dal raduno della Nazionale Italiana Maschile, Muhamed Hasa ha evidenziato il lavoro fatto dai suoi compagni di reparto contro la Scozia: “Innanzitutto faccio i complimenti alla prima linea che è partita titolare: Fischetti, Nicotera e Ferrari hanno messo standard altissimi. Noi che siamo entrati nel secondo tempo dovevamo rispettarli e, se possibile, alzarli. Per me è stata un’emozione enorme: era la prima volta al Sei Nazioni, e farlo all’Olimpico pieno, con la pioggia e tutto il resto, è stato davvero speciale”. Sul prossimo match contro l’Irlanda: “Credo che avranno voglia di rivincita: vengono da una sconfitta e vorranno reagire, anche in mischia. Noi dovremo concentrarci di nuovo sul lavorare bene, ma non bisogna sottovalutare nessuno. Mi aspetto che studieranno la nostra mischia, come noi faremo con la loro. Anche loro hanno una mischia molto forte e, come ogni squadra, cercheranno di metterci sotto pressione” ha sottolineato Hasa. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali)

Italia | 09/02/2026

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Lunedì 16 febbraio al via il corso online “Restiamo in gioco – Educazione, leadership e benessere nel rugby giovanile”

Finanziato da Sport e Salute, prende il via il programma formativo online “Restiamo in gioco – Educazione, leadership e benessere nel rugby giovanile”, un percorso dedicato allo sviluppo educativo dello sport giovanile. Educare attraverso lo sport, prevenire l’abbandono precoce e promuovere il benessere psicofisico dei giovani atleti: sono questi gli obiettivi al centro del progetto, che avrà inizio il 16 febbraio 2026 e si svilupperà lungo quattro mesi di attività formative, per un totale di 40 ore. Come è strutturato il webinar? Le attività, a cui sarà possibile partecipare a seguito di iscrizione qui e si svolgeranno interamente online, alterneranno lezioni teoriche, laboratori esperienziali e momenti di riflessione applicativa, valorizzando un approccio multidisciplinare e scientificamente fondato. Il programma è articolato in 4 moduli tematici, che affrontano in modo progressivo e integrato i principali snodi dello sviluppo sportivo giovanile: Rugby giovanile come contesto educativo, con riferimento ai modelli di sviluppo a lungo termine e ai benefici psicosociali della pratica sportiva; Leadership e gestione dei gruppi, con particolare attenzione alla leadership trasformazionale e alla prevenzione dei conflitti; Competenze comunicative, relazionali e di safeguarding, includendo salute mentale, prevenzione del bullismo e inclusione; Prevenzione dell’abbandono precoce, attraverso l’analisi di dati, ricerche e ricadute operative per allenatori, dirigenti e famiglie. Il progetto nasce dalla consapevolezza che il rugby giovanile rappresenti un potente contesto educativo, capace di incidere in modo significativo sullo sviluppo personale, sociale ed emotivo dei giovani. “Restiamo in gioco” intende rafforzare questo ruolo, promuovendo: la centralità del benessere dell’atleta, oltre la sola prestazione sportiva; la prevenzione dell’abbandono precoce, fenomeno sempre più rilevante nello sport giovanile; la costruzione di ambienti sportivi sicuri, inclusivi e motivanti lo sviluppo di competenze educative, relazionali e di leadership negli adulti di riferimento. Come partecipare? Il percorso online, pienamente coerente con le finalità del Bando Rugby per Tutti, è rivolto ad allenatori, dirigenti sportivi, educatori e operatori del rugby giovanile, e propone un modello di formazione avanzata che integra evidenze scientifiche, approccio educativo e applicazioni operative nel contesto sportivo. Per partecipare al corso è necessario compilare il seguente modulo Google: https://forms.gle/5yfpqHUsDjhodXs87 Al termine del percorso, a coloro che avranno frequentato almeno il 70% delle ore previste, sarà rilasciato un attestato di partecipazione ufficiale dalla Federazione Italiana Rugby. SCARICA IL PROGRAMMA DEL CORSO QUI

FIR Informa | 09/02/2026

Esercito Italiano e Federazione Italiana Rugby rinnovano il Protocollo d’Intesa


Valori condivisi, sport e formazione al centro della collaborazione
Lo Stato Maggiore dell’Esercito e la Federazione Italiana Rugby hanno rinnovato il Protocollo d’Intesa volto a rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni, fondata su valori condivisi quali coraggio, disciplina, spirito di squadra, rispetto delle regole e impegno al servizio della collettività.
L’accordo è stato finalizzato dal Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, e dal Vice Presidente Vicario della Federazione Italiana Rugby Paolo Vaccari, con l’obiettivo di proseguire e consolidare le attività di cooperazione già avviate con il precedente protocollo del 16 gennaio 2023.
Il rinnovo dell’intesa riconosce il valore dello sport, e in particolare del rugby, quale strumento formativo ed educativo, parte integrante dell’addestramento militare e della crescita personale dei giovani. Le caratteristiche proprie del rugby, basate su lealtà, sacrificio e lavoro di squadra, trovano infatti una naturale convergenza con i principi e le pratiche della professione militare.
Nell’ambito dell’accordo, la Federazione Italiana Rugby si impegna, tra l’altro, a dedicare all’Esercito Italiano una delle partite del Torneo “Sei Nazioni”, assicurando una significativa visibilità internazionale alla Forza Armata attraverso specifiche iniziative, tra cui il cerimoniale prepartita, la presenza all’interno del “Villaggio Terzo Tempo” e attività di rappresentanza istituzionale. È inoltre prevista la realizzazione di operazioni di comunicazione congiunte per valorizzare le attività condivise.
L’Esercito Italiano, compatibilmente con le prioritarie esigenze istituzionali, fornirà il proprio concorso mediante assetti promozionali in occasione degli eventi sportivi, il supporto di unità della Forza Armata per attività addestrative e di team building a favore degli atleti delle Nazionali di rugby, nonché la messa a disposizione di sedi militari per seminari, workshop e iniziative formative. L’accordo prevede inoltre il sostegno allo sviluppo del rugby dilettantistico di base attraverso l’utilizzo di idonee strutture militari, regolato da specifici accordi dedicati.
Il Protocollo, della durata di tre anni, non comporta nuovi o imprevisti oneri economici per le parti e si inserisce nel quadro delle iniziative volte a promuovere la cultura dei valori, dello sport e del servizio al Paese, rafforzando il legame tra Forze Armate e società civile.

FIR Informa | 23/01/2026

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