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O'SHEA DOPO IL SUCCESSO SU FIJI: "PRESTAZIONE E RISULTATO, SONO SODDISFATTO"
O'SHEA DOPO IL SUCCESSO SU FIJI: "PRESTAZIONE E RISULTATO, SONO SODDISFATTO" PDF Print E-mail
Nazionali Azzurre
Saturday, 11 November 2017 19:05
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021 ITA-FIJI BREGAFacce distese durante la conferenza stampa dopo la vittoria degli Azzurri sulle Fiji, ma anche qualche rammarico per una vittoria che, forse, poteva essere più rotonda.

“L’impressione, soprattutto alla fine del primo tempo – ha commentato il Commissario tecnico, Conor O’Shea – era quella di aver dominato il match, ma di non riuscire a staccare nel punteggio i nostri avversari. Lo scorso anno – ha continuato O’Shea – non abbiamo vinto tanto, anzi, e questa era sicuramente un’occasione da sfruttare, per il morale della squadra, ma anche per chi ci segue. Qui a Catania abbiamo toccato con mano la passione e l’attaccamento ai nostri colori e non potevamo deludere questo pubblico”.

“Sono contento, perché oggi per me la prestazione – prosegue O’Shea – era più importante del risultato, che poi è comunque venuto; così come importante è stato vedere la reazione della squadra dopo la meta degli isolani, senza dimenticarci che abbiamo schierato una formazione in cui hanno fatto l’esordio in Azzurro ben quattro giocatori e con una media di età molto più bassa rispetto allo scorso anno. Questo è il focus che dobbiamo perseguire, anche in vista dei prossimi impegni contro squadre di livello più alto del nostro, come Argentina e Sudafrica. Stasera – ha concluso il CT – giustamente festeggeremo questa vittoria, ma da domani la nostra attenzione si sposterà sul match di Firenze con l’Argentina”.

Soddisfatto della prestazione anche Sergio Parisse e a chi gli chiede il perché fosse visibilmente arrabbiato al termine del primo tempo, risponde: “Sì, ero arrabbiato, perché avevo la netta impressione che stavamo creando un’enorme volume di gioco, ma senza portarlo a buon fine. Durante l’intervallo ho cercato di tranquillizzare i ragazzi, dicendogli che noi oggi eravamo nettamente superiori ai nostri avversari e che dovevamo prendere coscienza di questo. E così è stato: eravamo consapevoli di essere dominanti”.

 
 

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