| ANNA BARBANTI, ALA DEL RUGBY PESARO, UN SOGNO NEL CASETTO: L'AUSTRALIA |
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| Nazionali Azzurre |
| Giovedì 17 Maggio 2012 08:44 |
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Sveglia, simpatica, interessante e anche piacente: insomma, un personaggio. Anna Barbanti è una che si mangia il mondo. O almeno ti dà questa impressione. Una specie di diavolo della Tasmania perennemente in movimento. «Ho iniziato al liceo con rugby con le scuole a 16 anni. Poi sono arrivate le ragazze del Rugby Pesaro e da lì siamo andati ai nazionali con la scuola nel 2008. Il rugby è molto interessante e molto intelligente, più di quello che sembra. Molti lo vedono solo come uno sport pieno di botte invece ci vuole un certo criterio. E poi è molto divertente». Ma il ruolo? «In nazionale gioco all’ala e nel club apertura o estremo. Mi piace giocare l’estremo perché ci sono molte responsabilità, ti capitano le partite in cui non hai molto da fare mentre con Treviso o Riviera sei sempre a rincorrere la gente che ti scappa. In quei casi è meglio giocare apertura. L’ala si avvicina al ruolo dell’estremo, anche se le responsabilità sono inferiori. E poi calcio bene anche grazie al fatto che ho giocato a calcio due anni. In realtà ho fatto molti sport: sei anni di ginnastica ritmica, poco basket, un anno di atletica e due anni di pallavolo».
Un vero Sport Goofy, giusto per rimanere nell’ambito dei fumetti. «Studio a Bologna, scienze naturali. A me è sempre piaciuta la natura, vorrei fare un lavoro che mi permetta di viaggiare e fare un lavoro di ricerca sul campo. All’aperto. Io adesso vivo a Bologna, dove sono nata, e gioco a Pesaro nella squadra a quindici e a Bologna nella squadra a sette, ottenuta dalla fusione con Modena. Torno a Pesaro solo per la partita». |