GELDENHUYS VERSO IL RIENTRO: “A DUBLINO PER FARE UNA GRANDE PARTITA” PDF Stampa E-mail
Nazionali Azzurre
Martedì 08 Marzo 2016 16:23

 

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Roma – L’Italrugby spinge sull’acceleratore in vista della trasferta di sabato a Dublino contro l’Irlanda, quarta giornata dell’RBS 6 Nazioni 2016.

Doppio allenamento sul campo oggi al “Giulio Onesti” per gli Azzurri di Jacques Brunel che preparano la sfida dell’Aviva Stadium contro i verdi, dominatori delle ultime due edizioni del Torneo ma, quest’anno, ancora a caccia della prima vittoria.

“L’Irlanda è sotto pressione, una condizione a cui non è abituata. Dobbiamo aumentare ulteriormente questa pressione una volta che saremo sul campo, abbiamo l’opportunità di andare a giocare una grande partita”.

Quintin Geldenhuys, al rientro in Nazionale dopo l’infortunio d’autunno al braccio destro, propone la propria ricetta per la trasferta nell’isola verde.

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Dall’alto dei suoi 61 caps (e dei suoi 203 centimetri…) il seconda linea sudafricano, equiparato dal 2009, parla della sfida di sabato, ma anche di quelle che ha dovuto seguire da casa nella prima fase del 6 Nazioni: “Contro la Francia e contro l’Inghilterra le nostre sconfitte sono state decise da degli episodi. Il drop di Sergio contro la Francia, l’intercetto contro l’Inghilterra. Contro la Scozia è vero che abbiamo sofferto un po’ di più – dice Geldenhuys, cinque volte capitano degli Azzurri – ma ora abbiamo la chance di andare a fare una grande partita, di far vedere il nostro gioco all’Irlanda”.

Fisicamente sto bene – ha aggiunto il numero quattro delle Zebre – ho lavorato molto sul fitness ed anche il braccio operato, nonostante un lieve calo di forza, è guarito. Sono felice di essere qui, non sono più giovane e dopo l’infortunio pensavo che la mia esperienza in azzurro fosse finita. Non faccio progetti a lungo termine, voglio solo dare il mio contributo nelle prossime due partite”.

Se per Geldenhuys quello di Dublino potrebbe essere il match del ritorno, per il mediano di mischia trevigiano Alberto Lucchese la trasferta dell’Aviva potrebbe segnare invece il debutto assoluto in Nazionale.

All’alba dei trent’anni – li compirà il prossimo 23 marzo – il numero nove invitato da Brunel per far fronte al problema costale di Gori si gode ogni momento del raduno: “C’è emozione e non potrebbe essere altrimenti. Ho trovato un gruppo unito, un bel mix di esperienza e di giovani interessanti. Per me è una buona opportunità, so bene di essere qui solo perché le condizioni di Gori non sono ottimali ma penso, se ci sarà bisogno, di poter mettere sul campo l’esperienza e la sicurezza che ho acquisito in carriera tra l’Eccellenza con Mogliano ed il PRO12 con Treviso. L’esordio? Non ci penso e non è detto. Ma lavoro per essere pronto per quel momento”.

 

 

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