FIR per il Sociale

Ogni anno FIR sostiene numerose iniziative sociali  collaborando con enti/associazioni che attraverso la loro attività danno espressione ai Valori che FIR promuove.



LA FIR ISTITUISCE IL TROFEO “REBECCA BRAGLIA” PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Lunedì 28 Maggio 2018 13:36

e522b7ae-4e22-11e8-9a71-b4d79182be98 rebecca braglia-kgkE-U11106864946650OD-1024x576LaStampa.itLA COPPA ITALIA FEMMINILE DEDICATA ALLA RUGBISTA 18ENNE 
Roma – La Coppa Italia Femminile seniores assegnerà, a partire dalla fase finale 2018 del prossimo 2/3 giugno in calendario il Trofeo “Rebecca Braglia”.

La decisione assunta all’unanimità dal Consiglio Federale nella riunione di venerdì 25 maggio a Roma, dopo consultazioni con la famiglia Braglia, costituisce il primo passo di un percorso che la Federazione Italiana Rugby desidera intraprendere per tenere viva la memoria della diciottenne rugbista reggiana dell’Amatori Parma, prematuramente scomparsa il 2 maggio 2018 a seguito di un trauma cranico riportato in un concentramento di Coppa Italia Femminile disputato a Ravenna.

Il Trofeo “Rebecca Braglia” sarà assegnato alla Società vincitrice della Coppa Italia Femminile seniores e consegnato al Capitano della squadra da un membro della famiglia della giovane, sfortunata giocatrice.

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FIR TRENTINO IN CAMPO INSIEME A "RUGBY FOR PEACE" PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Giovedì 24 Maggio 2018 16:50

trentino richiedenti asiloTrento - La palla ovale per abbattere ogni barriera e pregiudizio. Sabato alle 18.30 il campo di via Fersina a Trento ospiterà l'incontro tra una selezione di rugbisti tesserati per il Trento e la Rotaliana e una squadra composta esclusivamente da richiedenti asilo ospitati nelle strutture di accoglienza provinciali. La partita celebra la fine del progetto “Rugby for peace”, iniziato lo scorso maggio e nato dalla collaborazione tra Rugby Trento, associazione Lolobà, Cinformi, Atas onlus e cooperativa Kaleidoscopio, con il sostegno della Provincia attraverso il Servizio Attività internazionali. L'obiettivo del progetto è quello di aumentare le possibilità di intrecciare relazioni tra i richiedenti asilo di Trento e i rugbisti della città attraverso lo sport e allo stesso tempo migliorare le politiche e gli strumenti di accoglienza e integrazione di richiedenti asilo nella provincia di Trento. Nato con l'idea di aprire le porte ai ragazzi richiedenti asilo di età compresa tra i 17 e i 40 anni, ritenendo lo sport un potente mezzo di inclusione sociale, il progetto ha coinvolto circa 30 ragazzi maggiorenni e 5 bambini. Poco alla volta si sono appassionati alla disciplina, hanno seguito con costanza gli allenamenti e giorno dopo giorno si sono sentiti parte di una squadra, tanto che poche settimane fa un ragazzo richiedente asilo  ha esordito con la squadra della Rotaliana nel campionato amatoriale integrandosi perfettamente al gruppo. Lo sport parla una lingua sola e questo ha permesso di confluire atleti di nazionalità diversa (Burkina Faso, Mali, Costa d'Avorio, Nigeria, Pakistan, Guinea, Senegal, Camerun e Libia) che hanno potuto apprendere i segreti di base e i valori del rugby, dalla puntualità agli allenamenti al rispetto delle regole e degli avversari.


“L'idea non è trovare il campione – spiega il tecnico Massimo Soldani che ha curato il progetto per il Trento – questi ragazzi non sono in grado di giocare a livello evoluto anche se alcuni per prestanza fisica potrebbero militare in Serie C2, ma lanciare un messaggio di integrazione. Tutti loro, dopo un primo momento di disorientamento, hanno dimostrato una puntualità e un rispetto spesso anche maggiore degli altri ragazzi. Abbiamo insegnato loro ad avanzare sempre, sia nei momenti positivi sia in quelli negativi, a fidarsi dei compagni, a darsi una mano quando si cade. E ancora, aumentare la consapevolezza che ridurre la diseguglianza è possibile. Così facendo abbiamo potuto aprire diversi momenti di dialogo altrimenti molto più difficili, usando il filo conduttore dello sport a prescindere dal colore della pelle, della religione o dell'orientamento sessuale o politico di ognuno”.

La partita sarà preceduta venerdì 25 maggio da una parata per le vie del centro storico dalle 19 alle 20.30 animata dalle percussioni. Per vedere i due XV in campo bisognerà attendere le 18.30 di sabato. A fine incontro il terzo tempo sarà allestito con piatti etnici preparati dagli stessi ragazzi che prima erano in campo.

 
PROGETTO INTEGRAZIONE MIGRANTI/RICHIEDENTI ASILO PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 18 Aprile 2018 09:35

 

Il Rugby promotore di solidarietà ed integrazione, che scende in campo contro ogni discriminazione e razzismo: Le Tre Rose Nere di Casale Monferrato, I Diavoli Rossi di Varese e Sondrio Rugby (2^Squadra) - le prime due squadre composte essenzialmente da migranti richiedenti asilo, la terza una squadra mista - partecipano al Campionato Italiano di Serie C.

Inoltre tre squadre siciliane hanno vinto il Bando per il Progetto promosso dal  Ministero dell’Interno e dal CONI per favorire, attraverso lo sport, l’inclusione e l’integrazione dei giovani migranti di minore età sul nostro territorio, durante la loro permanenza nel sistema di accoglienza nazionale, che potranno praticare attività sportive presso le società del territorio, insieme ai coetanei italiani.


 

 
RUGBY INTEGRATO PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 18 Aprile 2018 09:32

In coerenza con i principi d’inclusione tipici del Gioco, FIR promuove la partecipazione all’attività rugbystica ad atleti con disabilità fisiche e intellettive.

Ad oggi sono otto le Società censite che hanno creato squadre di Rugby Integrato che svolgono regolare attività in tutta Italia e all’estero.

FIR, nell’ottica di sostenere le diverse realtà e offrire una modalità di gioco condivisa,  ha inoltre partecipato con successo al Bando Erasmus della Comunità Europea e sino al 2019 sarà impegnata al fianco di IMAS, dell’Università di Salamanca, della Federazione spagnola di Rugby, del Club belga Rugby Vlaanderen, dei Sunday’s Well Rebels Rugby Football Club irlandesi e dell'Associazione "Per Formare" in un programma di formazione per allenatori al fine di promuovere il modello Mixed Ability fondato sull'interazione di giocatori disabili e non disabili su base paritaria nel gioco del rugby a pieno contatto.

FIR infine, per includere le diverse specificità di approccio all’inclusione, ha attivato una Convenzione con l’Organizzazione Special Olympycs Italia per rendere accessibile la pratica del rugby anche ai Team Special e la partecipazione ai Giochi Olimpici Special.


 

 
RUGBY OLTRE LE SBARRE PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 18 Aprile 2018 09:29

 

Il Rugby è proposto e praticato, con il coordinamento di FIR, da Società tutor o singoli allenatori, all’interno di circa 15 Istituti di Pena sul territorio nazionale con l’obiettivo di contribuire, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby – il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro, il sostegno del compagno - alla risocializzazione del detenuto.

I risultati delle esperienze, dimostrano indubbi effetti benefici sul consolidamento dei rapporti umani all’interno del Carcere, attraverso una nuova percezione dell’altro, offrendo anche una nuova rete che può risultare preziosa in vista del loro reinserimento nella società civile.

Due squadre (La Drola di Torino, Giallo Dozza di Bologna) composte da detenuti, partecipano al Campionato Italiano di Serie C, grazie alla disponibilità delle restanti squadre partecipanti di disputare tutti gli incontri all’interno dei rispettivi istituti. Un’ulteriore opportunità di formazione che definiamo IN&OUT.


 

 

 


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