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Sei Nazioni femminile: l’Inghilterra batte l’Italia 61-33, bonus offensivo per le Azzurre

L'Inghilterra batte l'Italia 61-33 nella quarta giornata del Sei Nazioni femminile 2026. Le Azzurre però conquistano un altro importante punto di bonus che le porta a quota 7 in classifica e garantisce un ulteriore vantaggio sul Galles in vista della sfida di Cardiff di domenica 17 maggio. La squadra di Mitchell prende subito il largo, ma nonostante il risultato l'Italia non molla mai, si rende spesso pericolosa in attacco e alla fine porta a casa 5 mete con Vecchini, Ranuccini, Sgorbini (doppietta) e una meta di penalità: è il primo punto di sempre contro le inglesi. La cronaca di Italia-Inghilterra Dopo due minuti arriva la prima fiammata inglese, con Sing che si invola sul lato destro ed entra nei 22, poi Clifford e Muir caricano a testa bassa, Barton arriva a tutta velocità ma trova la grande opposizione di Madia, che con l'aiuto di Giordano tiene alta la terza linea inglese. La squadra di Mitchell però continua a spingere e passa al quinto minuto: Harrison scavalca la linea di difesa azzurra con un calcetto nell'angolo per la corsa di Packer, che anticipa Muzzo e schiaccia per il 7-0 con trasformazione della stessa apertura inglese. L'Inghilterra marca nuovamente al 9': calcio di punizione conquistato in mischia, Harrison trova la touche nei 22 e da lì si innesca una maul avanzante, finalizzata da Cokayne per il 14-0. La squadra di Mitchell trova la terza marcatura al 12': Kildunne arriva prima di tutte su un pallone vagante sul lato sinistro e con un calcio ben calibrato innesca la corsa di Helena Rowland per il 21-0. Due minuti dopo è Mia Venner a marcare per il bonus, trovando l'angolo di corsa giusto all'interno di Ostuni Minuzzi. La reazione dell'Italia arriva con un bel calcio di Sofia Stefan che mette in difficoltà Kildunne, costretta a concedere una rimessa laterale in attacco nel tentativo di recuperare palla: touche vinta su Ranuccini, maul avanzante in cui entrano anche le trequarti e che viene frenata a un passo dalla linea, ma Vecchini è brava ad allungarsi e a schiacciare per il 26-5. La risposta inglese arriva al 20' con un'altra maul avanzante, finalizzata nuovamente da Cokayne per il 33-5. La squadra di Roselli risponde con una grande azione, iniziata da due offload di Ranuccini e Turani. Le Azzurre tornano nei 22, ottengono un primo calcio di punizione - giocato alla mano - e poi Stefan allarga sul lato destro per D'Incà, ma il pallone è toccato in avanti da Kildunne con una mano. Per la direttrice di gara Ling è giallo e meta di punizione: 33-12. Al 32' l'Inghilterra va a segno sugli sviluppi di un'altra maul, con Marlie Packer a marcare dopo una touche vinta sull'ultimo blocco. Ancora immediata la risposta dell'Italia: gran break di Silvia Turani al limite dei 22 che sorprende la difesa inglese, due contro uno ben giocato su Ranuccini che vola in mezzo ai pali per la terza meta con cui si chiude il primo tempo, 40-19. Nella ripresa Roselli inserisce subito Duca e Sgorbini, con l'Inghilterra che però riparte forte e al 48' va a segno sugli sviluppi di una mischia ai 5 metri: la prima linea fa metri, poi Burton finalizza schiacciando. Subito dopo arriva un altro break inglese con le neoentrate Powell e Bern che fanno strada, pallone allargato da Harrison su Venner che batte Muzzo e poi serve Packer per la tripletta personale che vale il 54-19. L'Italia risponde e al 56' trova la meta che vale il punto di bonus: la segna Francesca Sgorbini che sorprende la difesa inglese raccogliendo velocemente il pallone dalla ruck dopo la carica di Maris e vola in mezzo ai pali, 24-54. L'Inghilterra risponde subito, ancora con una scatenata Packer, che riceve palla dopo un incrocio di Burton, resiste al ritorno della difesa azzurra e va a segno per la quarta meta personale. Nel finale i cambi e la stanchezza da entrambe le parti portano a un calo del ritmo, l'ultima azione però è dell'Italia che va a segno con una bella maul avanzante finalizzata da Sgorbini, che firma la quinta meta azzurra per il 61-33 finale. Parma, Stadio Sergio Lanfranchi, 9 maggio 2026Guinness Women’s Six Nations - IV giornataItalia v Inghilterra 33-61 (19-40)Marcatrici: p.t. 4’m. M.Packer tr. Harrison (0-7); 9’m. Cokayne tr. Harrison (0-14); 12’ m. Rowland tr. Harrison (0-21); 14’ m. Venner (0-26); 17’ m . Vecchini (5-26); 20’m. Cokayne tr. Harrison (5-33); 25’ m. di punizione per Italia (12-33); 32’ m M.Packer tr. Harrison (12-40); 34’m. Ranuccini tr. Sillari (19-40).s.t. 9’ m. Burton tr. Harrison (19-47); 12’m. M.Packer  tr. Harrison (19-54); 16’ m. Sgorbini tr. Sillari (26-54); 20’st m. M.Packer tr. Harrison (26-61); 41’m. Sgorbini tr. Sillari (33-61)Italia: Ostuni Minuzzi; Muzzo, Sillari, Mannini, D’Incà (22’st Granzotto); Madia (22’st Stevanin), Stefan (16’st. Bitonci); Giordano (Cap), Ranuccini, Veronese (5’st Sgorbini); Frangipani (5’st Duca), Fedrighi; Zanette(1’st Maris), Vecchini (30’st Cheli), Turani (25’st Dosi)all. Fabio RoselliInghilterra: Sing (24’st Moloney-MacDonald); Venner, Jones (Cap), Rowland (13’st Aitchison)., Kildunne; Harrison, L.Packer (10’st Robinson); Burton, M.Packer, Short (24’st Balogun); Burns, Lutui (10’st Head) ; Muir (10’st Bern), Cokayne (10’st Powell), Clifford (1’st Carson)all. John Mitchellarb:Jess Ling (RA)AA: Robbie Jenkinson (IRFU); Berenice Loubet (FFR)TMO: Leo Colgan (IRFU)Cartellini: 25’ pt. giallo a Kildunne (Inghilterra)Calciatrici: Harrison (8/9); Sillari (4/5)Player of the Match: Marlie Packer (Inghilterra)Punti in classifica: Italia 1; Inghilterra 5Note: Giornata soleggiata, esordio in Azzurro per Gaia Dosi, Azzurra numero 227, 4376 spettatori
09 Maggio 2026 - 17 ore fa
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Nazionale U21 Femminile, la formazione delle Azzurrine per Scozia v Italia

L’U21 Six Nations Series si appresta a tornare in campo domenica con le sfide del terzo e ultimo turno della competizione che nel 2026 ha esordito con questa formula. L’Italia sarà di scena all’Hive Stadium di Edimburgo contro le pari età della Scozia, in una sfida intensa, ma con l’ambizione di concludere al meglio l’impegno internazionale, come spiega anche il Responsabile Tecnico Diego Saccà.  “Ci prepariamo ad affrontare domenica l’ultima partita di questo Sei Nazioni, un percorso che anche quest’anno si è rivelato importante per la crescita del gruppo e per permettere alle ragazze di confrontarsi con il livello del contesto internazionale attuale. Affronteremo la nostra seconda trasferta consecutiva, in Scozia, con un gruppo composto da atlete con esperienze diverse, tra cui alcune ragazze al loro debutto nel panorama internazionale Under 21.Sarà sicuramente una sfida interessante, che ci consentirà di compiere un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita del gruppo, arricchendo il bagaglio di esperienza delle atlete e continuando il lavoro di sviluppo intrapreso durante il torneo”.Scozia U21 v Italia U21 con calcio d’inizio alle ore 14 italiane del 10 maggio, sarà trasmessa in diretta su federugby.it. 15. Kristin KONE (CUS Milano Rugby)14. Martina BUSANA (Villorba Rugby)13. Matilde CECATI (Volvera Rugby)12. Teresa BLASKOVIC (Villorba Rugby)11. Mihaela PIRPILIU (Cus Torino)10. Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)9. Nicole MASTRANGELO (Capitana, Unione Rugby Capitolina, 1 cap con la Nazionale Maggiore)8. Sofia GIACOMINI (Benetton Rugby Treviso)7. Diana DI FRANCO (Neapolis Campania Felix)6. Greta COPAT (Villorba Rugby)5. Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)4. Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)3. Alessia SKEATES (Exeter Chiefs)2. Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)1. Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby) A disposizione:16. Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)17. Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby)18. Alice FORTUNA (Valsugana Rugby Padova)19. Cecilia STAFOGGIA (US Roma Rugby)20. Zoe MASI (CUS Milano Rugby)21. Lucie MOIOLI (Montpellier Herault Rugby)22. Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)23. Lara PETRETTI (Rugby Colorno)
09 Maggio 2026 - 20 ore fa
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Sei Nazioni femminile: la presentazione di Italia-Inghilterra

Comincia la seconda parte del Sei Nazioni femminile: dopo la pausa l’Italia torna in campo contro l’Inghilterra campione del mondo in carica. È la partita più difficile del torneo, ma anche un importante banco di prova per misurare il percorso di crescita delle Azzurre, reduci da una bella vittoria contro la Scozia che ha permesso loro di portarsi al terzo posto, mentre le ragazze di Mitchell hanno superato il Galles e sono in testa alla classifica a pari punti con la Francia, con 3 vittorie su 3. Calcio d’inizio alle 15 di sabato 9 maggio allo Stadio “Lanfranchi” di Parma. Come arriva l’Italia Le Azzurre sono riuscite a trovare la continuità che era mancata a inizio torneo: al bel primo tempo contro la Francia era seguita una ripresa sottotono, mentre contro l’Irlanda la squadra di Roselli ha sofferto tantissimo nella prima frazione, per poi reagire nella ripresa e conquistare il punto di bonus offensivo. Contro la Scozia l’Italia ha raggiunto l’obiettivo prefissato alla vigilia: proporre una prestazione di qualità per 80 minuti, e insieme è arrivato anche un grande risultato, con il successo per 41-14 che è valso anche un altro bonus offensivo che ha portato le Azzurre al momentaneo terzo posto in classifica. Il match contro l’Inghilterra è sempre un caso a parte, ma la prestazione sarà importante anche in vista dell’ultima partita – probabilmente decisiva per la classifica azzurra – contro il Galles a Cardiff. L’Italia ha bisogno di continuare a crescere, e quello contro l’Inghilterra è sempre un test importante per mettersi alla prova e migliorare. Come arriva l’Inghilterra L’Inghilterra sta giocando il solito torneo da dominatrice con 3 vittorie su 3: superata l’Irlanda, grande sorpresa di questi ultimi anni di rugby femminile, la squadra di Mitchell ha dominato la Scozia a Murrayfield vincendo 84-7, poi ha superato anche il Galles 62-24, pur concedendo alle gallesi un punto di bonus offensivo. Le inglesi stanno vivendo una fase particolare, con una lunga serie di assenze che ha costretto Mitchell e il suo staff ad accelerare il ricambio: contro l’Italia ci saranno solo 5 reduci della finale mondiale contro il Canada, e questa è la dimostrazione della grandissima profondità inglese. “Vincere questo Sei Nazioni con un gruppo così giovane varrebbe più del Mondiale, considerando il turnover di giocatrici” ha detto Louis Deacon, assistente allenatore di Mitchell. Tutte le informazioni per seguire Italia-Inghilterra La sfida tra Italia e Inghilterra, valida per la quarta giornata del Sei Nazioni femminile, si giocherà sabato 9 maggio alle ore 15 e sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Max e NOW. Il match sarà diretto dall’australiana Jess Ling, coadiuvata da Robbie Jenkinson (Irlanda) e Berenice Loubet (Francia) come assistenti. Al TMO l’irlandese Leo Colgan (IRFU), al bunker il francese Julien Castaignede. Le formazioni di Italia-Inghilterra Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà, 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Beatrice Veronese, 5 Alessandra Frangipani, 4 Valeria Fedrighi, 3 Vittoria Zanette, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Gaia Maris, 18 Gaia Dosi, 19 Giordana Duca, 20 Francesca Sgorbini, 21 Alia Bitonci, 22 Emma Stevanin, 23 Francesca Granzotto Inghilterra: 15 Emma Sing, 14 Mia Venner, 13 Megan Jones (C), 12 Helena Rowland, 11 Ellie Kildunne, 10 Zoe Harrison, 9 Lucy Packer, 8 Abi Burton, 7 Marlie Packer, 6 Demelza Short, 5 Delaney Burns, 4 Haineala Lutui, 3 Maud Muir, 2 Amy Cokayne, 1 Kelsey Clifford A disposizione: 16 Connie Powell, 17 Mackenzie Carson, 18 Sarah Bern, 19 Christiana Balogun, 20 Haidee Head, 21 Flo Robinson, 22 Holly Aitchison, 23 Claudia Moloney-MacDonald
09 Maggio 2026 - 1 giorno fa
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Roselli rilancia Veronese e Frangipani, sei cambi per Mitchell: l’analisi delle formazioni di Italia-Inghilterra

Per la sfida più difficile del torneo, contro l’Inghilterra, coach Fabio Roselli opera due cambi nel pacchetto di mischia, confermando invece tutto il reparto trequarti. Accanto a Fedrighi spazio ad Alessandra Frangipani, prima da titolare quest’anno, con Duca che parte dalla panchina. Ritorna in campo anche Beatrice Veronese, schierata flanker al posto di Francesca Sgorbini, anche lei a disposizione. In panchina c’è anche una possibile esordiente, la 21enne Gaia Dosi, pilone destro. L’Inghilterra conferma la sua grande profondità cambiando sei giocatrici ma mantenendo comunque un livello altissimo: rispetto al match contro il Galles partono dall’inizio Sing (al posto di Moloney-MacDonald, con Kildunne che si sposta all’ala), Venner (al posto dell’altra ala David), l’apertura Harrison al posto di Aitchinson in un’altra alternanza tipica della nazionale inglese, le piloni Clifford e Muir al posto di Carson e Bern e la giovanissima flanker Short (19 anni e terza presenza internazionale) al posto dell’infortunata Kabeya. La chiave Kildunne Coach Mitchell continua l’alternanza fra le trequarti, con Kildunne che si sposta nuovamente all’ala per fare spazio ad Emma Sing ad estremo. È una delle due soluzioni scelte dal tecnico inglese in questo torneo ed è stata già adottata contro la Scozia: l’altra idea – vista contro Irlanda e Galles – vedeva la miglior giocatrice del mondo del 2024 nel suo ruolo principale, quello di estremo, con Moloney-McDonald all’ala, che in questo caso parte invece dalla panchina. Non è un caso che questo schieramento sia stata proposto contro Scozia e Italia, le due squadre che calciano meno nel torneo e che di conseguenza avrebbero dato poche possibilità a Kildunne di ripartire in campo aperto, la sua specialità. Nel ruolo di ala, invece, la stella delle Harlequins Women (dove gioca anche Silvia Turani) può essere maggiormente trovata allargando il gioco, e dovrà essere brava l’Italia a non concederle spazi. In particolare Aura Muzzo, che giocherà sullo stesso lato, sarà chiamata a un grande lavoro difensivo. La presenza ad estremo di Emma Sing, dotata di grandissime mani e capace non solo di attaccare lo spazio ma anche di proporsi in fase di impostazione creando la superiorità numerica, oltre ad avere un ottimo piede, fa pensare a un’Inghilterra che vorrà provare a far correre il più possibile le Azzurre da un lato all’altro del campo per provare a farle cedere alla distanza. Conferme e cambi L’Italia è cresciuta col passare delle giornate, e ha dimostrato come sempre di poter far male soprattutto muovendo il pallone e attaccando gli spazi in mezzo al campo. Chiaramente contro una corazzata contro l’Inghilterra è tutto molto più difficile, ma se in attacco le inglesi si sono dimostrate come sempre una sentenza in difesa stanno invece concedendo più del solito, ed è in questo frangente che le Azzurre possono confermare la crescita già vista contro la Scozia. In un match dove la chiave sarà la prestazione riuscire a mettere in difficoltà le inglesi potrebbe rappresentare un viatico importante per la sfida finale di Cardiff. Non è un caso che Roselli confermi in blocco il reparto trequarti, con Alyssa D’Incà che rimane all’ala dopo la doppietta contro la Scozia, con la coppia di centri Mannini-Sillari e la mediana Stefan-Madia pienamente confermate. Detto di Aura Muzzo, che avrà un compito molto difficile, in un partita dove sarà difficile vincere la collisione davanti saranno proprio le trequarti ad avere un ruolo chiave sia in fase di copertura difensiva sia in attacco, dove l’Italia dovrà finalizzare ogni occasione che l’Inghilterra concederà. Le formazioni di Italia-Inghilterra Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà, 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Beatrice Veronese, 5 Alessandra Frangipani, 4 Valeria Fedrighi, 3 Vittoria Zanette, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Gaia Maris, 18 Gaia Dosi, 19 Giordana Duca, 20 Francesca Sgorbini, 21 Alia Bitonci, 22 Emma Stevanin, 23 Francesca Granzotto Inghilterra: 15 Emma Sing, 14 Mia Venner, 13 Megan Jones (C), 12 Helena Rowland, 11 Ellie Kildunne, 10 Zoe Harrison, 9 Lucy Packer, 8 Maddie Feaunati, 7 Marlie Packer, 6 Demelza Short, 5 Delaney Burns, 4 Abi Burton, 3 Maud Muir, 2 Amy Cokayne, 1 Kelsey Clifford A disposizione: 16 Connie Powell, 17 Mackenzie Carson, 18 Sarah Bern, 19 Haineala Lutui, 20 Haidee Head, 21 Flo Robinson, 22 Holly Aitchison, 23 Claudia Moloney-MacDonald
09 Maggio 2026 - 1 giorno fa
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Serie A Elite Maschile, Viadana v Valorugby lancia la volata play-off

Domenica al “Plebiscito” primo atto del doppio Derby d’Italia tra Petrarca e Rovigo Leoni contro Diavoli: tocca alla sfida tutta padana tra i mantovani del Rugby Viadana ed il Valorugby Emilia inaugurare sabato 9 maggio alle ore 15.30, in diretta su Rai Sport, la fase finale del Campionato Italiano di Serie A Elite.I Leoni in giallonero, dopo la Finale persa contro Rovigo nella passata stagione a Parma, provano a riconquistare un posto nell’appuntamento che vale una stagione del prossimo 2 giugno al Plebiscito di Padova nel doppio confronto con un Valorugby che approccia la doppia sfida di semifinale - sabato prossimo alle 17.30 ritorno al “Mirabello” - dopo aver chiuso la regular season in vetta alla classifica.I due scontri diretti, alla quarta ed alla tredicesima di campionato, sono stati caratterizzati da grande equilibrio, con una vittoria per parte ed il fattore campo determinante sia il 2 novembre a Reggio Emilia - vittoria del Valorugby per 19-14 - che lo scorso 21 marzo allo “Zaffanella”, con il Viadana vittorioso per 22-21, seconda e ultima sconfitta stagionale subita dalla capolista.Mentre Madero e Violi - l’ex mediano di mischia azzurro alla guida del Valorugby insegue la prima finale scudetto della storia del Club emiliano - hanno ufficializzato le formazioni per la semifinale d’andata, Petrarca e Rovigo sveleranno domani i rispettivi XV per il primo dei due derby d’Italia che definiranno la seconda finalista 2026: si gioca domenica al Plebiscito, in diretta Rai Sport alle 17.30. Viadana, Stadio “Luigi Zaffanella” - sabato 9 maggio, ore 15.30Serie A Elite Maschile, semifinale andata - diretta Rai SportRugby Viadana 1970 v Valorugby EmiliaRugby Viadana: Ciardullo, Bussaglia, Orellana, Zaridze, Ciofani, Ferro, Jelic, Segovia, Colledan, Boschetti, Sommer, Bruni, R. Oubina, Dorronsoro, A. Oubinaa disposizione:Casasola, Mistretta, Caro Saisi, Loretoni, Catalano, Di Chio, Ceballos, Bronziniall. MaderoValorugby Emilia: Brisighella; Bruno, Leituala, De Villiers, Colombo; Hugo, Casilio; Roura, Wagenpfeil, Sbrocco; Portillo, Ruaro; Favre (cap), Cruz, Brugnaraa disposizione: Rossi, Rimpelli, D’Amico, Du Preez, Schinchirimini, Cuoghi, Schiabel, Resinoall. Violiarb. Angelucci (Livorno)Padova, Stadio “Plebiscito” - domenica 10 maggio, ore 17.30Serie A Elite Maschile, semifinale andata - diretta Rai SportPetrarca Rugby v Femi-CZ RovigoPetrarca Rugby: Lyle; De Sanctis, De Masi, Broggin, Pietramala; Donato, Citton; Trotta, Casolari, Nostran; Ghigo, Galetto; Alongi, Zapata, Pellicciolia disposizione: Pisani, Minervino, Barbatti, Nowlan, Romanini, Botturi, Jimenez, Destroall. Jimenez/GriffenFemi-CZ Rovigo: Gesi; Lertora, Diederich Ferrario (cap.), Fisher, Bruno; Thomson, Oliver; Paganin, Cosi, Meggiato; Fourcade, Ribbens; Pomaro, Giulian, Lecciolia disposizione: Frangini, Sanavia, Swanepoel, Steolo, Sironi, Casado Sandri, Krsul, Elettri. all. Giazzonarb. Munarini
08 Maggio 2026 - 2 giorni fa
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Nazionale Femminile, la formazione per la sfida del Lanfranchi con l’Inghilterra

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha scelto le 23 atlete che scenderanno in campo sabato 9 maggio allo Stadio Sergio Lanfranchi di Parma nella sfida all’Inghilterra, Campionessa del Mondo in carica e detentrice degli ultimi sette Sei Nazioni Femminili.  Una sfida intensa, per la quale Roselli sceglie una prima linea composta da Turani, Vecchini e Zanette, con Fedrighi e Frangipani in seconda linea, Veronese, Ranuccini e la Capitana Elisa Giordano in terza. Mediana con Stefan e Madia, i centri saranno Mannini e Sillari, mentre il triangolo allargato sarà composto da D’Incà, Muzzo e Ostuni Minuzzi. In panchina spazio all’esordiente Gaia Dosi. Assieme a lei Cheli, Maris, Duca, Sgorbini, Bitonci, Stevanin, Granzotto. Italia v Inghilterra, con calcio d’inizio alle 15:00 del 9 maggio, sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Max. I biglietti per la sfida sono acquistabili su federugby.ticketone.it, con offerte riservate ai tesserati FIR. La formazione Azzurra per Italia v Inghilterra 15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 47 caps)14. Aura MUZZO (LOU Rugby, 61 caps)13. Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 96 caps)12. Sara MANNINI (Rugby Colorno, 15 caps)11. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 38 caps)10. Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 63 caps)9. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 104 caps)8. Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 81 caps)7. Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 21 caps)6. Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon, 33 caps)5. Alessandra FRANGIPANI (Villorba Rugby, 14 caps)4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 70 caps)3. Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 5 caps)2. Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)1. Silvia TURANI (Harlequins, 50 caps)A disposizione:16. Chiara CHELI (Rugby Colorno, 3 caps)17. Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 45 caps)18. Gaia DOSI (Rugby Colorno, Esordiente)19. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 63 caps)20. Francesca SGORBINI (ASM Clermont, 40 caps)21. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 13 caps)22. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 30 caps)23. Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 26 caps)

Italia Femminile | 07/05/2026

A Brindisi la seconda tappa dell’Eni Tour

Venerdì 8 maggio 2026 il Campo da rugby Sant’Elia, all’interno del Parco Buscicchio di Brindisi, sarà sede della tappa pugliese dell’Eni Rugby Tour, iniziativa inserita nel circuito nazionale delle Feste del Rugby e giunta alla sua quarta edizione. Il progetto, promosso da Federazione Italiana Rugby e da Eni, sarà realizzato sul territorio con il coinvolgimento di Appia Rugby Puglia ASD e vedrà la partecipazione attiva degli studenti degli istituti scolastici locali. L’Eni Rugby Tour si conferma un appuntamento centrale nelle attività promozionali federali, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla pratica del rugby e favorire occasioni di incontro tra atleti, tecnici, famiglie e comunità. Ogni tappa si configura come una vera e propria Festa del Rugby, in cui gioco, socialità e condivisione rappresentano strumenti educativi fondamentali, coerenti con i valori della disciplina. La giornata di Brindisi sarà caratterizzata da un forte coinvolgimento del mondo scolastico. Le attività saranno rivolte alle classi IV e V della scuola primaria e agli studenti della scuola secondaria di primo grado, secondo categorie ispirate ai format dei Giochi della Gioventù 2026. I partecipanti saranno impegnati in attività di TAG Rugby, disciplina propedeutica che consente un primo approccio al gioco in forma sicura, inclusiva e partecipativa. Bambine, bambini, ragazze e ragazzi saranno accolti dai tecnici e dagli educatori del club ospitante, che li accompagneranno nel corso della giornata, offrendo loro un’esperienza diretta del rugby e delle opportunità sportive ed educative presenti sul territorio. Accanto alle attività rugbistiche, il programma prevede anche momenti multidisciplinari con la possibilità di praticare basket, pallavolo, tennis e ciclismo, grazie alla collaborazione con Legami di Comunità, rafforzando il valore inclusivo dell’iniziativa. Programma – 8 maggio 2026, Brindisi Ore 9.00 – Accoglienza dei partecipanti Ore 9.30 – Apertura ufficiale della tappa e saluto delle istituzioni A seguire – Attività di TAG Rugby e giochi per le categorie scolastiche Ore 12.30 – Consegna dei gadget e terzo tempo

dalla base | 06/05/2026

Chiara Peguiron, azzurra numero 51: “Ho scoperto il rugby per caso ed è diventato di famiglia. E quella vittoria con la Francia…”

Ci sono momenti che cambiano la storia di una singola ragazza, com’è successo a Chiara Peguiron, che ha scoperto il rugby per caso con un incontro scolastico. E ci sono momenti che cambiano la storia del rugby italiano, com’è successo a Mira (Veneto) nel 1998, con la clamorosa vittoria dell’Italia femminile contro la Francia, uno dei primi grandi successi azzurri contro le big mondiali, il secondo di sempre contro le Bleues dopo quello in Coppa Europa del 1996. E in campo c’era anche Chiara Peguiron, azzurra numero 51 e apertura-centro di quella squadra: “È la partita che forse ci ha fatto capire che il rugby femminile italiano poteva fare il salto di qualità. Vincemmo 13-11 con la Francia, un successo completamente inaspettato. Avevamo le solite maglie oversize, con pantaloncini enormi, in campo abbiamo dato tutto. Dopo aver segnato la prima meta Michela Tondinelli si girò, ci chiamò tutte e disse “oh ragazze, qui si segna!”. Ci diede un grande segnale, perché non eravamo abituate a fare tanti punti contro squadre così forti, ci fece capire che non partivamo sconfitte, nemmeno contro le big”. Affare di famiglia “Ho iniziato a 14 anni e non mi sono praticamente più staccata dal rugby” racconta Peguiron: “L’avevo scoperto per caso, oggi è diventato una cosa di famiglia: mio marito è stato un rugbista, e anche mio figlio ha voluto subito giocare a rugby. Ha fatto sei mesi di calcio, poi a 6 anni mi ha detto “mamma, non è per me” ed è voluto passare alla palla ovale. Quando ho iniziato venivo dalla danza, vennero a scuola a promuovere una serie di allenamenti: mia madre non era molto d’accordo, ma la passione è nata subito. Lo sport di squadra è una cosa che forse può capire soltanto chi lo fa per davvero, anche per il legame che si crea con le ragazze. Era un gruppo molto eterogeneo: c’erano ragazze giovanissime e donne molto più grandi, ma si stava sempre insieme e non si sentiva la differenza d’età. Anche un’altra mia compagna di squadra e di Nazionale, Daniela Gini, era mia coetanea e come me era arrivata in squadra da piccola, ma poi c’erano anche ragazze che andavano all’università e donne che avevano 27, 28 anni. Ma si è creato davvero un gruppo incredibile: molte di loro le vedo e le sento ancora oggi. Anche perché frequentiamo lo stesso ambiente, avendo i figli che giocano a rugby. Il mio ha 13 anni e ora è in under 14. Alla fine il rugby è diventato davvero una cosa di famiglia. E grazie al rugby ho conosciuto mio marito, Giampiero Mazzi, che ha giocato anche in Nazionale ed era nella squadra maschile della Rugby Roma. Alla fine una volta entrati in questo mondo bellissimo non ne siamo più usciti. Mio marito allena, io faccio l’accompagnatrice e mi piace tantissimo stare sul campo, seguire i ragazzi, dare loro grinta e supporto” racconta Peguiron. Le difficoltà Le difficoltà e lo scetticismo generale sono state purtroppo una costante, fin dalla prima Nazionale del 1985 in poi, e anche Chiara Peguiron e tutta la sua generazione hanno dovuto affrontare diversi problemi: “Mia madre all’inizio non voleva che giocassi, faceva fatica a vedermi in mezzo ai contatti, nei placcaggi, però quando sono entrata nel giro della Nazionale ha dovuto arrendersi. Ho esordito nel 1995, a 18 anni, e alla fine ha detto ‘va bene’. Mio padre invece mi ha sempre seguita, veniva tutte le domeniche. Lo scetticismo maggiore arrivava dal rugby maschile, dai ragazzi della mia età. Ricordo che quando avevo 18-19 anni i ragazzi dell’under 19 ci dicevano ‘ma che giocate a fare?’, ‘Che sport è il rugby femminile?’. Più che scetticismo, credo che non ci prendessero sul serio. Il rugby femminile era poco conosciuto, eravamo poche squadre e molte sparivano. Ricordo l’Aquila Rugby e il Messina, squadre molto forti. A Messina avevano anche portato anche delle straniere, neozelandesi e inglesi: a noi sembrava incredibile”. Il cambiamento Peguiron ricorda le tante cose che sono cambiate dagli anni ’90 ad oggi: “Le ragazze hanno molta più sicurezza, anche grazie all’impegno della Federazione, e hanno una preparazione molto diversa dalla nostra. Tra di noi c’era chi lavorava in fabbrica, chi aveva i negozi, mi ricordo di una compagna che faceva la parrucchiera e spesso non riusciva a venire ai raduni. Anche oggi le ragazze devono far fronte agli impegni di lavoro, ma sicuramente c’è un supporto maggiore. Prima era tutto più complicato, avevamo tanta passione ma non sempre bastava, oggi la Federazione ha investito tanto, anche grazie all’ingresso nel Sei Nazioni. Anche le condizioni erano diverse: giocavamo con maglie recuperate da altre selezioni, a volte gigantesche. Io giocavo apertura o primo centro e avevo una XXL, mi stava più o meno sei volte (ride, ndr) oggi invece ci sono gli sponsor tecnici, le ragazze hanno le stesse divise della Nazionale maschile, è un mondo completamente diverso. Però sono stati anni bellissimi, che ricordo con gioia”. Il Mondiale 1998 e la vittoria di Mira “Siccome facevamo pochi raduni, per il Mondiale del 1998 provammo a recuperare in poco tempo tutto il lavoro che non avevamo potuto fare prima” racconta Peguiron: “Vedevo le neozelandesi che facevano due saltelli e via, mentre noi facevamo ore e ore di allenamento. È stata un’esperienza bellissima ma molto dura. Alla fine arrivammo undicesime battendo Russia e Germania e perdendo di un soffio, di soli due punti, con il Galles. Un’esperienza bellissima. E poi ricordo il test match di Mira contro la Francia, forse il ricordo più bello della mia carriera, vincemmo 13-11. Partivamo spesso contro Francia, Inghilterra o Irlanda pensando già di perdere, invece la prima meta di Tondinelli ci diede una scossa, capimmo che potevamo farcela. Difendemmo tantissimo, con le unghie e con i denti, ma sapevamo di potercela fare e ce l’abbiamo fatta. Ricordo davvero quello spirito di squadra, e poi c’era sempre un gruppo di supporter che ci incitava, come la mamma di Elena Bisetto che ci seguiva ovunque. Che bello”.

Italia Femminile | 06/05/2026

Italia, Zanette: “Quando ho saputo che avrei giocato titolare stavo disegnando, ho sentito il cuore saltare un battito”

Una doppietta contro la Scozia, a 21 anni, alla quinta presenza in Nazionale e alla prima da titolare al Sei Nazioni: il match del Lanfranchi ha visto esplodere Vittoria Zanette, pilone destro dell’Italia e del Lione, autrice di una grandissima prestazione che ha contribuito al primo successo delle Azzurre nel torneo. “Quello che è successo due sabati fa è diventato l’argomento principale delle conversazioni in famiglia (ride, ndr), anche perché giocando in Francia riesco a venire poche volte in Italia, quindi ho fatto il giro dei parenti e ovviamente tutti parlavano della partita” racconta Zanette: “E poi il Sei Nazioni è così, anche nella settimana di riposo ce l’hai sempre in testa. E poi è stata una vittoria davvero importante: venivamo da un inizio molto duro contro Francia e Irlanda, nella prima partita avevamo giocato bene il primo tempo facendo fatica nel secondo, nella seconda è successo il contrario. Avevamo bisogno di fare una prestazione importante per 80 minuti: siamo riuscite a destrutturare la Scozia per poi dare spazio al nostro gioco, come ci eravamo prefissate”. Cosa hai provato quando hai saputo che avresti giocato titolare per la prima volta? “È stato tutto inaspettato. Quando l’ho saputo ero nella mia stanza e stavo colorando un mandala mentre ascoltavo musica, una delle cose che faccio per rilassarmi e concedermi del tempo per me stessa. A un certo punto entra Alessia Pilani in camera, con il sorriso stampato in faccia, e mi fa ‘Vick, sei contenta?’. Io la guardo perplessa, e lei mi dice che sabato avrei giocato titolare. Ho sentito il cuore saltare qualche battito (ride, ndr), poi ho pensato ‘oh, cavolo’, però alla fine la gioia è stata tantissima. È un onore portare quella maglia numero 3 sulla schiena, che è stata di tante grandi giocatrici italiane, ed era il mio sogno fin da quando ho iniziato a giocare 13 anni fa”. È bello anche che a darti la notizia sia stata la ragazza con cui sei in concorrenza per la stessa maglia. “Sì, ma il mio rapporto con Alessia è bellissimo. Prima di tutto siamo amiche, e tra noi c’è una competizione assolutamente sana. Ci aiutiamo a vicenda in campo e nessuna di noi si arrabbia o si offende se è l’altra a conquistare il posto da titolare. Al contrario, siamo felici l’una per l’altra, fiere del fatto che un’amica abbia questa opportunità, e questo ci motiva a dare ancora di più per avere la possibilità di giocare”. Hai detto di aver iniziato a giocare 13 anni fa: come hai scoperto il rugby? “Per una serie di coincidenze. Fin da piccola ho praticato pattinaggio artistico su rotelle ma avevo perso un po’ la passione, quindi ho deciso di cambiare. Avevo iniziato col nuoto, ma intanto mia sorella continuava a pattinare nella stessa società, e un giorno – andando a vedere una sua gara – ho incontrato il compagno della mamma di un’altra ragazza che pattinava, e mi ha proposto di provare a giocare a rugby. Non sapevo nemmeno cosa fosse, ma ho voluto provare e mi ha consigliato subito Villorba: dopo il terzo allenamento di prova dovevo decidere cosa fare, uscii dal campo ancora tutta sporca di fango e dissi a mio padre che volevo fare questo per tutta la vita. E infatti non ho più smesso”. C’è un anno che di fatto cambia la tua carriera, il 2024: prima lo scudetto con Villorba, poi le Summer Series under 20 – dove vieni inserita nel Team of the Series – e poi l’esordio in Nazionale Maggiore. “Sì. Credo sia stato l’anno più bello finora. È stato tutto un crescendo: è arrivato prima lo scudetto con Villorba, una delle soddisfazioni più importanti anche perché è arrivata con una squadra che per me sarà sempre casa e nella quale ho sempre giocato fino a quando non mi sono trasferita a Lione. Poi sono arrivate le Summer Series dove abbiamo fatto delle prestazioni importanti, e da lì è arrivata la chiamata in Nazionale Maggiore per il WXV in Sudafrica, dove ho fatto il mio esordio. Non pensavo sarebbe successo tutto così velocemente, anche perché dopo i test match è arrivata la chiamata di Lione, che mi ha proposto di trasferirmi da loro. È successo davvero tutto in fretta”. Come hai vissuto invece un 2025 complicato, con l’infortunio che alla fine ti ha precluso il Mondiale? “Due giorni dopo l’inizio di uno dei raduni di preparazione mi sono stirata il femorale e sono stata costretta a tornare a casa. Mancavano ancora tre settimane e ho provato a dare il tutto per tutto, ma ovviamente i tecnici dovevano fare delle scelte e hanno dato priorità a chi stava meglio. Sicuramente sarebbe stato bellissimo ottenere la convocazione, ma tutto questo mi ha motivata ancora di più e mi ha spinto a fare ancora meglio per conquistare un posto in Nazionale e provare a partecipare al prossimo Mondiale”. Hai parlato prima di musica e disegni, quali altre passioni hai fuori dal campo? “In generale mi piace molto stare all’aria aperta, e amo il giardinaggio. Qui in Italia ho la fortuna di avere un giardino molto grande, quindi quando torno posso divertirmi con una cosa che mi ha sempre appassionata. E proprio perché non riesco a tornare a casa spesso cerco sempre di passare più tempo possibile con le persone che amo, perché ogni volta che parto alla fine lascio qui un pezzetto di cuore. E poi ho iniziato ad appassionarmi al True Crime, il mio Youtube è pieno di video di Elisa True Crime ormai (ride, ndr). Credo sia la più brava in Italia. Ma anche su Netflix guardo tantissime cose a tema True Crime”. Giardinaggio come Peter O’Mahony, quindi… “Beh, sicuramente è un bel paragone (ride, ndr)”

Italia Femminile | 05/05/2026

Campionati

U21 6 Nations Festival – Femminile – Scozia v Italia – 10 maggio ore 14

FIR Informa

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Domenico Sironi riceve una medaglia per i 20 anni di carriera con Rugby Europe

Roma – Domenico Sironi ha ricevuto una medaglia da Rugby Europe per i venti anni di carriera continuativa in ambito internazionale. Classe 1968, cresciuto rugbisticamente nel Colleferro Rugby 1965 – in un contesto familiare dove la palla ovale l’ha fatta da padrona –  il fischietto italiano ha iniziato la carriera arbitrale a 29 anni. Nel 2005 la prima apparizione internazionale in un torneo seven di Rugby Europe. Quattro le sue collaborazioni con World Rugby – nel World Rugby Junior Trophy – come “Perfomance Review” all’interno del Mondiale Juniores. La sua ultima collaborazione in ambito internazionale – in ordine cronologico – risale allo scorso anno come “Referee Manager” a Parma nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2025. Sironi ha ricevuto la targa nella mattinata odierna presso l’ufficio presidenza FIR da Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby. “Voglio ringraziare il presidente Duodo per le belle parole e lo stimolo a continuare su questa strada. Rugby Europe in questi 20 anni mi ha messo nella condizione di esprimere tutta la mia passione per la palla ovale andata oltre ogni aspettativa come arbitro e, successivamente, nel permettermi di contribuire al percorso di direttori di gara che oggi dirigono ad alto livello. Dedico infine questo traguardo alla FIR della quale ho sempre portato con orgoglio i colori lavorando con passione, onestà e dedizione” ha dichiarato Domenico Sironi.

Arbitri | 25/03/2026

Al via il corso online “Costruire il futuro dei club”: marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita del rugby

Roma – Giovedì 12 marzo prende il via il corso online “Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby”, un percorso formativo promosso dalla Federazione Italiana Rugby e rivolto a Dirigenti, Presidenti, Presidentesse e figure organizzative delle società rugbistiche. L’obiettivo del corso è fornire ai club, soprattutto quelli di base, strumenti concreti per rafforzare la propria struttura organizzativa, migliorare la sostenibilità economica e consolidare il ruolo delle società come presidio sportivo, educativo e sociale all’interno del territorio. Il percorso è articolato in quattro moduli online, in programma dal 12 marzo al 9 aprile, ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.00 (ad eccezione del 2 aprile), ed è orientato alla produzione di materiali operativi immediatamente utilizzabili nella quotidianità dei club. Il primo modulo, in calendario giovedì 12 marzo, è dedicato a Marketing e comunicazione del club e affronta la costruzione di una strategia semplice, sostenibile e coerente con la dimensione della società. Dall’identità al posizionamento, dall’uso del digitale e dei social media fino alla gestione dei contatti e dei database, il modulo fornisce le basi per aumentare visibilità, rafforzare il rapporto con famiglie e atleti e migliorare l’attrattività verso sponsor e istituzioni. Il secondo appuntamento, giovedì 19 marzo, sarà focalizzato su Reclutamento, accoglienza e inserimento, con particolare attenzione al rapporto con le famiglie e alla prevenzione dell’abbandono.Il terzo modulo, giovedì 26 marzo, affronterà il tema di Sponsoring e sostenibilità economica, analizzando la costruzione di relazioni durature con partner e sponsor.Il percorso si concluderà giovedì 9 aprile con il modulo dedicato a Community e fidelizzazione, elemento centrale per la vita di un club di rugby, che non vive solo di risultati sportivi ma di relazioni, partecipazione e senso di appartenenza. Al termine del corso, i club partecipanti avranno a disposizione modelli, documenti e strumenti adattabili alla propria realtà, oltre a un metodo di lavoro chiaro e replicabile, pensato per sostenere la crescita nel medio e lungo periodo. Iscriviti cliccando qui

FIR Informa | 17/02/2026

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