©2026 Federazione Italiana Rugby

15

Sei Nazioni femminile: l’Irlanda batte l’Italia 57-20, bonus offensivo per le Azzurre

L'Irlanda batte l'Italia 57-20 nella seconda giornata del Sei Nazioni femminile 2026. Le padrone di casa partono subito forte e indirizzano il match con 5 mete nei primi 30 minuti. La squadra di Roselli reagisce nella ripresa e pur non riuscendo a riaprire il match trova le 4 mete che valgono il punto di bonus offensivo: per le Azzurre a segno Vecchini, Ostuni Minuzzi, Madia e D'Incà. La cronaca di Irlanda-Italia La prima iniziativa è dell'Italia, che conquista un primo calcio di punizione in mischia e si fa vedere al limite dei 22, ma viene però respinta dal gran calcio di O'Brien che garantisce un primo cambio di fronte. Nella metà campo azzurra è Flood a vincere la battaglia area su un calcio dalla base di Stefan, l'Irlanda accelera e conquista un calcio di punizione per fuorigioco: Lane batte velocemente e va a segno per il 7-0 con trasformazione di O'Brien. La reazione azzurra è immediata, con una maul avanzante che mette in grande difficoltà le padrone di casa: il primo drive porta a un calcio di punizione, il secondo arriva fino ai 5 metri. L'Italia inizia a caricare a testa bassa con le avanti, poi Stevanin attacca in prima persona e va oltre la linea ma viene tenuta alta. C'era un vantaggio, la squadra di Roselli va ancora in rimessa, e stavolta la maul arriva fino in fondo con Vittoria Vecchini. Buso non trasforma da posizione difficile, 7-5. Il match è un continuo botta e risposta, con Wafer che suona la carica e riporta l'Irlanda in attacco. Touche nei 22, l'Italia aspetta a terra ma non riesce a contrastare il drive con la stessa Wafer che marca per il 14-5, con O'Brien che trasforma. Dall'altra parte arriva subito la risposta azzurra con una bella iniziativa di Ostuni Minuzzi che con un primo calcetto supera la prima linea di difesa e con un secondo tocco al piede riporta l'ovale nei 22 con Muzzo che lo riconquista, poi però le successive cariche azzurre non bastano a finalizzare. Al 19' l'Irlanda scava il primo solco importante nel punteggio, con il passaggio di McGillivray che trova al largo Parsons, autrice della terza meta del match. O'Brien trasforma per il 21-5. L'Irlanda va a segno altre due volte con O'Connor al 23' e Parsons al 30', che riescono a farsi strada al largo dopo due accelerazioni della squadra di casa. Nel momento più complicato però si accende Ostuni Minuzzi, che con una bella reazione consente all'Italia di accorciare le distanze: grande accelerazione a metà campo, con la capitana del Valsugana che prima rompe il placcaggio di Campbell, poi supera a doppia velocità O'Brien e vola in bandierina per il 31-10. Dall'altra parte arriva un'altra accelerazione di Wafer, fermata da Giordano a 5 metri dalla linea di meta, poi Perry finalizza per il 38-10. Nel finale di primo tempo l'Irlanda accelera ancora con Flood e Parsons: tanti passaggi in poco spazio, con Wafer a trovare avanzamento prima di servire nuovamente Parsons per il 45-10 con cui si chiude il primo tempo. Al rientro in campo l'Italia effettua tre cambi: dentro Turani, Zanette e Duca per Maris, Pilani e Costantini. È ancora l'Irlanda a marcare con Moloney-MacDonald, poi l'Italia risponde con un bel multifase orchestrato da Stefan e poi finalizzato da Madia, che serve Ostuni Minuzzi, riceve di nuovo il pallone e marca in bandierina. La squadra di Roselli continua a spingere alla ricerca del bonus offensivo e spreca due occasioni importanti nei 22 irlandesi. Dall'altra parte l'Irlanda risponde e dopo 20 minuti di sofferenza si riporta in attacco con un'iniziativa della neoentrata McGann, che trova lo spazio per attaccare al limite dei 22, poi Monaghan prova ad arrivare fino in fondo ma viene tenuta alta con Sgorbini che riesce a metterci la mano prima che la terza linea irlandese schiacci. Al 72' però le padrone di casa vanno a segno con Brittany Hogan dopo una serie di cariche avanzanti. Nel finale l'Italia torna a spingere con una bella imbucata di Bitonci che riporta le Azzurre nei 22: Mannini gioca dietro su Madia che con un bel passaggio trova al largo D'Incà, che marca la meta del bonus offensivo per il 57-20 con cui l'Irlanda batte le Azzurre. Galway, Dexcom Stadium, 18 aprile 2026Guinness Women’s Six Nations - II giornataIrlanda v Italia 57-20 (45-10)Marcatrici: p.t. 6’m. Lane tr. O’Brien (7-0); 12’ m. Vecchini (7-5); 14’ m. Wafer tr. O’Brien (14-5); 19’ m. Parsons tr. O’Brien (21-5); 23’ m. Dalton (26-5); 30’ m. Parsons (31-5); 32’ m. Ostuni Minuzzi (31-10); 35’ m. Perry tr. O’ Brien (38-10); 41’ m. Parsons tr. O’Brien (45-10) s.t. 3’m. Moloney-MacDonald (50-10); 10 m. Madia (50-15); 32’ m. Hogan tr. O’Brien (57-15); 39’ m. D’Incà (57-20)Irlanda: Flood; Parsons, Dalton (12’st Higgins), McGillivray, O’Connor (16’ st McGann); O’Brien, Lane (28’st Whelan); Wafer (13’st Monaghan), King (Cap), Hogan; Tuite, Campbell (13’st Wall); Djougang (13’st McGrath), Moloney-MacDonald (13’st Jones), Perry (3’st O’Dowd)all. Scott BemandItalia: Ostuni Minuzzi; Buso (16’s’t Sillari), D’Incà, Mannini, Muzzo; Stevanin (4’ st. Madia), Stefan (16’st Bitonci); Giordano (Cap), Ranuccini (20’st Veronese), Sgorbini; Costantini (1’st Duca), Fedrighi; Pilani (1’st Zanette), Vecchini (16’st Cheli), Maris (1’st Turani)all. Fabio RoselliArb: Ella Goldsmith (RA)AA: Ben Connor (WRU); Rebecca Piddlesden (RFU)TMO: Graham Cooper (RA)Cartellini: NessunoCalciatrici: O’Brien (6/9); Buso (0/3); Sillari (0/1)Player of the Match: Beibhinn Parsons (Irlanda)Punti in classifica: Irlanda 5; Italia 1Note: Giornata fresca, 9206 spettatori
18 April 2026 - 11 hours fa
Leggi articolo
25

Serie A Elite maschile: chiusi i giochi per disputare i playoff, da definire gli accoppiamenti

Roma –  La XVII giornata della Serie A Elite maschile chiarisce definitivamente il quadro playoff: a un turno dal termine della regular season, Valorugby Emilia, Rugby Rovigo Delta, Petrarca e Rugby Viadana 1970 sono matematicamente qualificate alle semifinali. L’ultima giornata servirà quindi esclusivamente a stabilire gli accoppiamenti e le posizioni finali della griglia. Il risultato più pesante arriva da Padova, dove il Valorugby Emilia si impone di misura sul Petrarca per 14-13 al termine di una sfida equilibrata e combattuta. Un successo che vale il primato in classifica a quota 60 punti e che conferma la solidità della formazione emiliana nel momento decisivo della stagione. Per il Petrarca, fermo a 56, resta ora da difendere la terza posizione dagli assalti delle inseguitrici. Non sbaglia il Rugby Rovigo Delta, che travolge Biella in trasferta con un netto 66-14, conquistando cinque punti fondamentali e mantenendosi in piena corsa per il primo posto con 57 punti. Prova di forza dei rodigini, superiori in ogni fase del gioco contro un Biella già fuori dalla lotta playoff. Colpo esterno anche per il Rugby Viadana 1970, che supera le Fiamme Oro per 33-19, blindando il quarto posto a quota 54 punti e assicurandosi così l’accesso alle semifinali. Le Fiamme Oro, invece, restano quinte e fuori dalla corsa al titolo. Nell’anticipo del venerdì, successo spettacolare per il Mogliano Veneto Rugby, che batte i Rangers Rugby Vicenza 36-32 al termine di una gara ricca di emozioni e ribaltamenti. Una vittoria che non cambia gli equilibri di classifica ma conferma la crescita dei veneti nel finale di stagione. La classifica vede dunque Valorugby Emilia in testa con 60 punti, seguito da Rovigo a 57, Petrarca a 56 e Viadana a 54. Tutto ancora aperto per il piazzamento finale: l’ultimo turno determinerà le semifinali, ma le quattro protagoniste della corsa scudetto sono già definite. I risultati della XVII Venerdì 17 Aprile Ore 18,30 Mogliano Veneto Rugby – Rangers Rugby Vicenza 36 – 32 (5-2) Sabato 18 aprile Ore 15,30 Biella Rugby – Rugby Rovigo Delta 14-66 (0-5) Ore 15,45 Fiamme Oro – Rugby Viadana 19-33 (0-5) Petrarca – Valorugby 13-14 (1-4) Classifica: Valorugby Emilia punti 60; Femi-CZ Rovigo 57; Petrarca 56; Rugby Viadana 1970 54; Fiamme Oro Rugby 45; Mogliano Veneto 25; Rugby Vicenza 2025 21 Sitav Lyons e Biella 15. _________________________________________ Biella, Cittadella del Rugby di Biella – sabato 18 aprile 2026  Campionato Serie A Elite, XVII giornata  Biella Rugby v Rugby Rovigo Delta 14–66 (0-47)  Marcatori. p.t. 2’ m. Belloni n.t. (0-5), 5’ m. Belloni tr. Thomson (0-12), 18’ m. Visentin tr. Thomson (0-19), 22’ m. Frangin tr. Thomson (0-26), 28 m. Ribbens  tr. Thomson (0-33), 35’ m. Sanavia tr Thomson (0-40), 39’ m. Frangini tr. Thomson (0-47); s.t.  53’ m. Cruciani tr. Cruciani (7-47), 66’ meta di punizione Rovigo (7-54), 72’ m. Dapavo tr. Cruciani (14-54), 76’ m. Belloni n.t. (14-59), 59’ m. Ribbens tr. Krsul (14-66)  Biella Rugby Club: Ghelli; Nastaro 63’ De Lise), Cruciani, Grosso (59’ Salussolia), Dapavo; Loro, Besso (57’ Dabala); J.B. Ledesma, Zucconi, Mondin (57’ Mafrouh); G. Loretti (48’ T. Ouattara), De Biaggio (cap.) (63’ Gonella); Maina (52’ Zavallone) (66’ Maina), J.M. Ledesma, Sorbera (22’ M. Ouattara).  All. Benettin Rugby Rovigo Delta: Gsi; Bruno, Belloni, Fisher (15’ Uncini), Elettri; Thomson (58’ Krsul), Visentin; Paganin (50’ Malaspina), Sironi (cap.) (54’-58’ Cosi) (75’ Meggiato), Meggiato (73’ Cosi); Steolo (46’ Ortis), Ribbens; Tripodo (50’ Bolognini), Fragnini (54’ Cadorini), Sanavia (46’ Della Sala). All. Giazzon Arb. Luca Bisetto (Treviso) AA1 Lorenzo Negro (Como)  AA2 Luzza Antonio (Torino)   TMO Luca Trentin (Monza Brianza) Calciatori: Cruciani (Biella Rugby) 2/2; Thomson (Rugby Rovigo Delta) 6/7, Krsul (Rugby Rovigo Delta) 1/2 Cartellini: 64’ cartellino giallo a M. Ouattaral (Biella Rugby), 75’ cartellino giallo a De Lise (Biella Rugby), 76’ cartellino giallo a Mafrouh (Biella Rugby) Note: Campo in buone condizioni, cielo sereno, circa 24°, presenti allo stadio circa 1000 spettatori.  Punti conquistati in classifica: Biella Rugby 0, Rugby Rovigo Delta 5 Player of the Match: Lapo Frangini (Rugby Rovigo Delta) _____________________________ Padova, Centro Sportivo Memo Geremia, Petrarca Rugby - 18 aprile 2026 Serie A Elite Maschile, XVII giornata Petrarca Rugby vs Valorugby Emilia 13-14 Marcatori: p.t. 7’ cp. Lyle (3-0); 9’ m. Cruz tr. Hugo (3-7); 39’ m. Sbrocco tr. Hugo (3-14) s.t. 49’ cp. Lyle (6-14); 61’ m. Barbatti tr. Lyle (13-14) Petrarca Rugby: Lyle; De Sanctis; Broggin; Destro (68’ De Masi); Scalabrin (46’ Jimenez); Donato; Citton; Botturi; Casolari (53’ Romanini); Nostran (46’ Galetto); Trotta; Nowlan (68’ Ghigo); Alongi (46’ Barbatti); Zapata (46’ Minervino); Pelliccioli (46’ Pisani). Allenatori: Victor Jimenez; Paul Griffen; Giovanni Maistri Valorugby Emilia: Brisighella; Lazzarin (29’ Bruno); Cuminetti; Leituala; Colombo; Hugo; Casilio; Ruaro; Wagenpfeil ©; Sbrocco, Portillo (63’ Perez Caffe); Du Preez (63’ Nasove); Rimpelli (53’ Favre); Cruz (53’ Taddei (72’ Cruz)); Brugnara (49’ Diaz (70’ Brugnara)). Allenatore: Marcello Violi Arbitro: Manuel Bottino (RM) Assistenti: Cosimo Danilo Parisi (CT); Federico Boraso (RO) TMO: Stefano Roscini (MI) Cartellini: 72’ giallo a Pierre Bruno (Valorugby Emilia)  Calciatori: Lyle (3-4); Hugo (2-2) Player of the match: Nicolas Sbrocco (Valorugby Emilia) Note: giornata soleggiata. , campo in ottime condizioni, 900 spettatori presenti. Punti conquistati: Petrarca Rugby 1, Valorugby Emilia 4 _____________________________________ Roma, Stadio “Renato Gamboni” – sabato 18 aprile 2026, ore 15.45 Soladria Serie A Élite, XVII giornata Fiamme Oro Rugby v Rugby Viadana 1970 19-33 (12-7) Marcatori: p.t.: 3’ m. Andreani (5-0); 16’ m Bussaglia tr Ferro (5-7); 18’ m Sodo Migliori tr Di Marco (12-7) s.t.: 45’ m Corvasce tr Di Marco (19-7); 55’ m Sommer tr Ferro (19-14); 59’ m Ciardullo tr Ferro (19-21); 68’ m Bronzini tr Ferro; (19-28); 79 m Bronzini (19-33) Fiamme Oro Rugby: Sodo Migliori; Lai (30’– 40’ Corvasce – 55’ Canna), Fusari A., Del Sureto (49’ Forcucci), Guardiano (cap.); Di Marco, Teodosio (56’ Tomaselli); Giammarioli, Chianucci (53’ Bellucci), Andreani (76’ Fiorentini); Pisicchio, Stoian (64’ Angelone); Carones (41’ Morosi – 57’ Carones), Di Censi (41’ Corvasce), Fiorentini (71’ Mazzanti) All. Daniele Forcucci Rugby Viadana 1970: Ciardullo Oro, Bronzini, Orellana, Zaridze (57’ Ceballos), Bussaglia, Ferro, Jelic (71’ Di Chio), Segovia (73’ Catalano), Colledan (71’ Gamboa), Boschetti (cap.), Sommer, Loretoni (48’ Bruni Pleininger), Oubiña R. (41’ Caro Saisi), Olivari (44’ Casasola), Oubiña A. (73’ Mistretta) All. Anesi Arb.Alberto Favaro  AA1 Daniele Pompa AA2 Vincenzo Iavarone TMO: Vincenzo Schipani Cartellini: 30’ cartellino giallo Di Censi (FOR); 59’ giallo a  Andreani (FOR); 76’ giallo a Carones (FOR) 77’ giallo a Catalano (VIA); 77’ giallo a Giammarioli (FOR) Calciatori: Di Marco (FOR) 2/4; Ferro 4/7 Note: Gionata soleggiata, temperatura 25°, spettatori 750 ca. Player of the match: Sebastian Ferro (VIA) Punti conquistati in classifica: Fiamme Oro Rugby 0 – Rugby Viadana 1970 5
18 April 2026 - 13 hours fa
Leggi articolo
35

Sei Nazioni femminile 2026: la presentazione di Irlanda-Italia

Seconda giornata del Sei Nazioni femminile 2026: l’Italia va a Galway per sfidare un’Irlanda in grande forma. Le Azzurre vogliono continuare il loro percorso di crescita e proseguire in questo nuovo ciclo aperto con la sfida d’esordio contro la Francia di sabato scorso. Entrambe le squadre hanno perso la prima partita contro una corazzata, l’Italia battuta dalla Francia 40-7, l’Irlanda superata dall’Inghilterra 33-12: ora si sfidano in una sfida importantissima per il prosieguo del torneo. Come arriva l’Irlanda L’Irlanda è in un grande momento ed è forse all’apice del suo ciclo: negli ultimi 2 anni ha battuto la Nuova Zelanda al WXV, ha raggiunto i quarti di finale e ha rischiato persino di conquistare una clamorosa semifinale mettendo in crisi la Francia. Lo scorso Sei Nazioni è stato un testa a testa proprio tra Irlanda e Italia per il podio, che alla fine è stato conquistato dalle Verdi per un solo punto. L’Irlanda, nonostante la sconfitta, ha dato segnali incoraggianti già contro l’Inghilterra, riuscendo a contenere il distacco contro le inglesi e a segnare anche due mete nel finale, in un match dall’andamento non così dissimile da quello giocato dalle Azzurre a Grenoble contro la Francia. La squadra di Bemand si è dimostrata ancora una volta molto combattiva nel breakdown e capace di mettere in difficoltà anche l’Inghilterra su questo fondamentale, pur avendo patito alla lunga le accelerazioni delle inglesi. Come arriva l’Italia La squadra di Roselli ha giocato un gran primo tempo contro la Francia, poi ha ceduto alla distanza chiudendo con un passivo forse anche eccessivo (40-7). L’Italia ha dimostrato di poter giocare anche a ritmi molto alti, pur avendo bisogno di tempo per acquisire quella continuità che serve per proporre questo tipo di gioco per 80 minuti. Segnali molto positivi sono arrivati dal breakdown e dalla fase difensiva, oltre che dalla capacità di mettere sotto la Francia per un tempo: è mancata la lucidità in zona rossa, quella che – marcando punti – avrebbe complicato notevolmente la partita alle francesi, che invece sono riuscite a chiudere il primo tempo in vantaggio, ritrovando fiducia. Contro l’Irlanda sarà una partita – da un lato – ancora più chiusa e con meno spazio, ma dall’altro le Verdi potrebbero concedere qualcosa di più alla squadra di Roselli. Tutte le informazioni per seguire Irlanda-Italia Irlanda-Italia si giocherà sabato 18 aprile alle 18.40 e sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e NOW. La partita sarà diretta dall’australiana Ella Goldsmith, assistita dal gallese Ben Connor e dall’inglese Rebecca Piddlesden. Al TMO l’australiano Graham Cooper, al bunker lo scozzese Finlay Brown. Le formazioni di Irlanda-Italia Irlanda: 15 Stacey Flood, 14 Béibhinn Parsons, 13 Aoife Dalton, 12 Nancy McGillivray, 11 Robyn O’Connor, 10 Dannah O’Brien, 9 Emily Lane, 8 Aoife Wafer, 7 Erin King (C), 6 Brittany Hogan, 5 Fiona Tuite, 4 Ruth Campbell, 3 Linda Djougang, 2 Cliodhna Moloney-MacDonald, 1 Ellena Perry A disposizione: 16 Neve Jones, 17 Niamh O’Dowd, 18 Sadhbh McGrath, 19 Dorothy Wall, 20 Sam Monaghan, 21 Katie Whelan, 22 Eve Higgins, 23 Anna McGann Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Gaia Buso, 13 Alyssa D’Incà, 12 Sara Mannini, 11 Aura Muzzo, 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Elettra Costantini, 4 Valeria Fedrighi, 3 Alessia Pilani, 2 Vittoria Vecchini, 1 Gaia Maris A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Silvia Turani, 18 Vittoria Zanette, 19 Giordana Duca, 20 Beatrice Veronese, 21 Alia Bitonci, 22 Veronica Madia, 23 Michela Sillari
18 April 2026 - 13 hours fa
Leggi articolo
45

Six Nations U21 Series, l’Irlanda supera l’Italia 55-8 nella gara d’esordio nel Torneo

Esordio amaro per l’Italia U21 nella gara iniziale del Six Nations U21 Series. A Galway, nella sfida che precede quella della Nazionale Maggiore sempre con l’Irlanda, le padrone di casa si impongono con il risultato di 55-8, sfruttando un ottimo primo tempo, nel corso del quale la squadra di Niamh Briggs ha beneficiato anche di una doppia superiorità numerica. Per le Azzurrine meta di Elena Errichiello. La Nazionale U21 Femminile giocherà la prossima partita in casa, il 2 maggio, allo stadio Beltrametti di Piacenza, contro il Galles. Galway, Dexcom Stadium, 18 aprile 2026U21 Six Nations Series - I turnoIrlanda U21 v Italia U21 55-8 (36-8)Marcatrici: p.t. 7’m.Ugwueru (5-0); 18’ m. Delaney tr. O’Sullivan-Sexton (12-0); 24’ m. Errichiello (12-5); 27’ m. Delaney (17-5); 31’m. Quinn (22-5); 36’ cp. Pratichetti (22-8); 38’ m. Maher tr. O’Sullivan-Sexton (29-8); 40’ m. Corrigan tr. O’Sullivan-Sexton (36-8) s.t.  12’m. Adams-Verling (41-8); 21’ m. Corrigan tr. Gallagher (48-8); 26’ m. Foley tr. Gallagher (55-8)Irlanda U21: Gallagher; Corrigan, Murphy, Linn (Cap), Ugwueru (20’st Foley); O’Sullivan-Sexton (20’st Hession), Connor (17’st Kelly); Adams-Verling, Quinn, Kelly (17’st Cournane); McGrath (5’st Brown), O’Flynn, Maher (11’st Burke), Delaney (20’st Crowe), Burns (24’st Simati)all. Niamh BriggsItalia U21: Kone; M.Cecati (25’st Zeni), Catellani (1’st Blaskovic), E.Cecati, Moioli (1’st Grassi); Pratichetti, Mastrangelo (Cap); Errichiello, Copat, Tonellotto; Carraro (1’st Di Franco), Floridia (22’st Burchielli); Maione (37'st Spampanato), Spinelli (22’st Fent), Cittadini (37'st Foscato)all. Diego Saccàarb: Amber Stump-Dunstan (WRU)AA: Siobhan Daly (IRFU); Paddy Bateman (IRFU)TMO: Paul Haycock (IRFU)Cartellini: 30’pt giallo a Maione (Italia U21); 31’pt. Giallo a Floridia (Italia U21)Calciatori: O’Sullivan-Sexton (3/7); Pratichetti (1/2);  Gallagher (2/2)Player of the Match: Corrigan (Irlanda U21)Punti in classifica: Irlanda U21: 5; Italia U21: 0
18 April 2026 - 14 hours fa
Leggi articolo
55

Gonzalo Quesada ospite ad Ancona al convegno “Giovani, sport e Valori”

Ancona – Si è tenuto presso la Mole Vanvitelliana di Ancona il convegno “Giovani, sport e Valori”, incontro mirato alla promozione della pratica sportiva e patrocinato dal Comune di Ancona, dalla FIR e che ha visto il concreto impegno nell’organizzazione del Rotary Club Ancona-Conero e dell’Ancona Rugby Dopo il saluto di benvenuto delle autorità locali, l’incontro si è trasformato in un vero e proprio momento di confronto che ha visto protagonisti nel talk Gonzalo Quesada – Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile – Mauro Bergamasco, ex azzurro con 106 caps e 15 mete segnate con la maglia dell’Italia, e Assunta Legnante, pluricampionessa paralimpica che ha portato sul palco la sua esperienza. “In un contesto sociale sempre più complesso, lo sport assume una funzione fondamentale: quella di essere un luogo sicuro, un punto di riferimento, uno spazio in cui crescere non solo come atleti, ma come cittadini. È nei campi sportivi che si imparano il senso di responsabilità, la collaborazione, la gestione delle difficoltà e il valore della diversità. Desidero sottolineare quanto sia importante il lavoro quotidiano delle società sportive, degli allenatori, dei volontari e delle famiglie. Sono loro il vero motore del nostro movimento: persone che, con passione e dedizione, contribuiscono a costruire comunità più forti e inclusive.  Sono contenta di avere con noi oggi personaggi che hanno scritto la storia del rugby italiano, come Mauro Bergamasco, e chi sta invece contribuendo a scriverla da due anni a questa parte come Gonzalo Quesada. E’ stato un onore per me condividere un pomeriggio insieme anche a una campionessa come Assunta Legnante, simbolo di resilienza e che può essere da esempio per tante persone sia nello sport che nella vita quotidiana” ha dichiarato Antonella Gualandri, Vice Presidente FIR. “Il rugby è molto più di una competizione. È una scuola di vita, capace di formare persone prima ancora che atleti. In un mondo che corre veloce, questi principi restano un punto fermo, un riferimento per i giovani e per tutte le comunità che si riconoscono in questo gioco. I valori dello sport in generale sono fondamentali. E il ringraziamento va a tutte quelle persone che permettono a tanti ragazzi di potersi divertire e alimentare i propri sogni. Il nostro impegno è quello di far crescere il movimento rugbistico italiano partendo dalle basi, condividendo con le realtà locali alcune sfaccettature legate al lavoro della Nazionale e facendo sentire sempre la nostra presenza. Solo così potremo continuare a sviluppare non solo atleti potenzialmente competitivi, ma soprattutto cittadini consapevoli e responsabili. Andare incontro alle persone e alle società locali significa costruire un legame autentico con il Paese, diffondere una cultura sportiva sana e inclusiva, e offrire opportunità concrete alle nuove generazioni” ha dichiarato Gonzalo Quesada. “Lo sport è una vera scuola di vita: insegna rispetto, sacrificio, disciplina e spirito di squadra, valori fondamentali anche fuori dal campo. Il convegno di Ancona rappresenta un’importante occasione per riflettere su come lo sport possa contribuire alla crescita dei giovani, aiutandoli a diventare persone responsabili e consapevoli. In questa ottica svolgono un ruolo cruciale tutte le persone che giornalmente supportano i club: allenatori, volontari, genitori che consentono ai ragazzi la possibilità di divertirsi e, al tempo stesso, imparare qualcosa di nuovo. Investire nello sport significa investire nel futuro delle nuove generazioni” ha dichiarato Mauro Bergamasco
18 April 2026 - 16 hours fa
Leggi articolo

Nazionale Femminile U21, scelta la formazione per la gara d’esordio nell’U21 Six Nations Series con l’Irlanda 

Il Responsabile Tecnico della Nazionale Femminile U21, Diego Saccà, ha scelto la formazione che sabato alle 15.20 italiane affronterà l’Irlanda al Dexcom Stadium di Galway nella gara d’esordio nell’U21 Six Nations Series. Per la sfida, che sarà trasmessa in diretta su federugby.it con commento in italiano, Saccà traccia il quadro del percorso delle Azzurrine, alcune delle quali fresche reduci dal Festival U18 al Wellington College:  “La nuova formula del Sei Nazioni Under 20 – spiega il Capo Allenatore – si inserisce in continuità con le Summer Series, con la principale differenza della contemporaneità con l’attività della Nazionale maggiore. Il gruppo è ampio e trasversale, con atlete nate prima di settembre 2004 fino al 2009, incluse cinque rientranti e diverse provenienti dal percorso Under 18. L’obiettivo è favorire un percorso di crescita individuale in un contesto internazionale strutturato su lavoro settimanale e preparazione alle gare. Rispetto al passato, cambia l’approccio: meno partite ravvicinate e maggiore attenzione alla qualità della preparazione.Per la sfida con l’Irlanda, il gruppo unisce giocatrici con esperienza Under 20/21 e profili emergenti.nSarà fondamentale costruire rapidamente coesione tra atlete provenienti da contesti diversi.L’Irlanda rappresenta un primo banco di prova impegnativo nella nuova competizione. Una tappa utile per ampliare le opportunità di crescita e confronto ad alto livello”. 15. Kristin KONE (CUS Milano Rugby)14. Matilde CECATI (Volvera Rugby)13. Sofia CATELLANI (Section Paloise Rugby)12. Elisa CECATI (Stade Rennais Rugby)11. Lucie MOIOLI (Montpellier Herault Rugby)10. Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)9. Nicole MASTRANGELO (Capitana, Unione Rugby Capitolina)8. Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina)7. Greta COPAT (Villorba Rugby)6. Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova)5. Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)4. Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)3. Antonella MAIONE (Neapolis Campania Felix)2. Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso)1. Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)A disposizione:16. Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)17. Laura Lina FOSCATO (CUS Milano Rugby)18. Maddison SPAMPANATO (Hartpury RFC)19. Diana DI FRANCO (Neapolis Campania Felix)20. Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)21. Rubina GRASSI (RCTPM Toulon)22. Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)23. Teresa BLASKOVIC (Villorba Rugby) I prossimi Impegni delle Azzurrine:18 aprile 2026, ore 15.20 italiane (in diretta su federugby.it), Galway, Dexcom StadiumIrlanda v Italia2 maggio 2026, ore 14.30 (in diretta su federugby.it), Piacenza, Stadio Walter BeltramettiItalia v Galles10 maggio 2026, ore 14.00 italiane (in diretta su federugby.it), Edimburgo, HIve StadiumScozia v Italia

Italia U21 Femminile | 17/04/2026

Club House – Neapolis Rugby Femminile

La clubhouse del Neapolis, squadra femminile nata da una costola della società Amatori Napoli Rugby, nasce nel 2015 in concomitanza con l’acquisizione dell’attuale struttura situata all’interno dell’ex Base NATO di Bagnoli. Un luogo che, nel giro di pochi anni, ha assunto un significato che va ben oltre la sua funzione originaria: non soltanto uno spazio logistico, ma un ambiente vivo, capace di incarnare lo spirito più autentico del rugby. Fin dalla sua fondazione, la clubhouse si è affermata come punto di riferimento imprescindibile per atlete, staff e famiglie. È qui che le giornate di gara iniziano e si concludono, è qui che si costruisce quella continuità tra campo e vita quotidiana che rappresenta uno degli elementi distintivi della cultura rugbistica. Prima del fischio d’inizio, tra concentrazione e rituali condivisi; dopo la partita, tra analisi, racconti e momenti di convivialità: ogni passaggio trova nella clubhouse il suo naturale spazio di espressione. Col tempo, questo ambiente ha saputo trasformarsi in un crocevia di storie, esperienze e generazioni. Dalle più piccole che muovono i primi passi con il pallone ovale alle atlete della prima squadra, passando per allenatori, dirigenti e volontari: ognuno contribuisce a rendere la clubhouse un luogo dinamico, in cui il senso di appartenenza si costruisce giorno dopo giorno. Non è soltanto un punto di ritrovo, ma un vero e proprio laboratorio umano, dove si trasmettono valori, si consolidano relazioni e si alimenta una visione comune. E’ il lugo dove il Sei Nazioni, che stanno disputando le ragazze di Roselli, diventa l’occasione per rendere vivi i valori e i principi attono a cui si costruisce giorno dopo giorno l’identità del club. In questo contesto, la dimensione dell’accoglienza assume un ruolo centrale. La testimonianza di Valentina Alvarez, atleta colombiana arrivata a Napoli per vivere da vicino l’esperienza del rugby italiano, restituisce con immediatezza la forza di questo ambiente:“Qui a Napoli ho trovato una famiglia, nessuno mi ha mai fatto sentire sola. Fin dal primo giorno sono stata accolta con calore e affetto. Quando ero in Colombia le squadre nazionali europee mi sembravano estremamente lontane, oggi non posso dire lo stesso. Ogni azione sento di viverla sulla mia pelle, contribuire allo sviluppo di questo movimento mi fa rendere conto sempre di più che stiamo costruendo qualcosa di veramente grande. Non vedo l’ora di vedere una loro partita allo stadio.” Le sue parole raccontano un aspetto fondamentale: la clubhouse non è soltanto uno spazio interno al club, ma anche una porta aperta verso l’esterno, capace di attrarre, includere e mettere in relazione realtà diverse. È un luogo in cui il rugby si fa linguaggio universale, capace di superare confini geografici e culturali. A completare questo quadro è il contributo silenzioso ma essenziale di chi, lontano dai riflettori del campo, rende possibile tutto il resto. Nicola Campoccio, storico collaboratore della cucina, rappresenta una di queste figure:“È da vent’anni che sono legato a questo club, da quando mio figlio mi portò a vedere la sua prima partita. Da allora non me ne sono più andato. Ho visto passare intere generazioni: tante bambine e tanti bambini muovere i primi passi rugbistici su questo campo e crescere, fino ad arrivare a giocare in prima squadra. È sempre un enorme piacere dar loro da mangiare, è un modo per prendermi cura di loro anche fuori dal campo.” Il suo racconto mette in luce un altro elemento distintivo: la cura. Non solo quella tecnica o atletica, ma quella quotidiana, fatta di gesti concreti e attenzioni che contribuiscono a creare un ambiente familiare. Anche nei momenti più complessi, come durante i grandi tornei, questo spirito non viene meno:“La fatica non manca, soprattutto nei momenti più intensi, come durante i tornei. Ricordo ancora quando mi trovai a preparare il pasto per 800 bambini: una giornata impegnativa, ma anche piena di soddisfazione. Alla fine, però, quello che conta davvero è altro. La mia soddisfazione più grande è vederli tornare sempre qui, in clubhouse, anche dopo tanti anni, con le loro radici ben salde. Questo vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di buono, che abbiamo costruito non solo una squadra, ma una vera comunità.” Ed è proprio questo il punto: la clubhouse del Neapolis non è soltanto il cuore pulsante della struttura, ma il simbolo di un’identità condivisa. Un luogo in cui il tempo non cancella i legami, ma li rafforza; in cui ogni ritorno rappresenta una conferma del lavoro svolto; in cui il rugby smette di essere soltanto uno sport per diventare esperienza, memoria e futuro. Guardando avanti, la clubhouse continua a rappresentare una base solida su cui costruire. Non solo per sostenere l’attività sportiva, ma per alimentare quel tessuto umano che rende unico ogni club. Perché, al di là dei risultati, ciò che resta davvero sono le relazioni, le storie e il senso di appartenenza che luoghi come questo riescono a generare e custodire nel tempo.

dalla base | 17/04/2026

La piccola Eva ospite della Nazionale Femminile in raduno, l’incontro con Turani, l’abbraccio delle Azzurre

C’è un filo diretto che lega la Nazionale Femminile al suo movimento, ed è fatto di gesti semplici, accesso, condivisione. Durante il raduno al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, in preparazione alle prime due gare del Guinness Sei Nazioni 2026, questo legame ha preso una forma concreta nella storia di Eva. Undici anni, atleta dell’Under 12 della Lazio Rugby, Eva è una presenza abituale a bordo campo insieme al fratello Ettore. Seguono la Nazionale ogni volta che possono, aspettano la fine degli allenamenti, cercano un contatto, un autografo. Un’attitudine che racconta più di tante parole la crescita e l’attrattività del movimento. Mercoledì 15 aprile, sotto una pioggia insistente, Eva ha assistito all’allenamento senza mai allontanarsi dal campo. Poi, nella parte finale della seduta, ha avuto modo di avvicinarsi alle giocatrici, osservare da vicino le fasi di lavoro e partecipare in maniera spontanea alla raccolta dei palloni, fino a scambiare qualche passaggio con Sara Mannini e Alia Bitonci. Al termine dell’allenamento, come spesso accade, le Azzurre si sono fermate a bordocampo. In questo contesto si inserisce anche l’incontro con Silvia Turani, legato a un episodio nato nei mesi precedenti: Eva si allena abitualmente con una maglia degli Harlequins, lo stesso club di appartenenza della giocatrice azzurra. Da qui l’idea di creare un momento dedicato, che si è concretizzato proprio al termine della seduta. Turani ha incontrato Eva, condividendo con lei del tempo fuori dal campo e consegnandole una maglia del club londinese in cui milita dal 2023. Una giornata che, nonostante la pioggia, la piccola Eva non dimenticherà mai: le Azzurre ancora una volta sono state promotrici di un’iniziativa che ha avvicinato le piccole praticanti al gruppo della Nazionale, in uno scambio di emozioni e di buone vibrazioni che sarà utile tanto alla giovane atleta, quanto al gruppo squadra in vista delle prossime sfide.

dalla base | 17/04/2026

Roselli lancia Buso e Costantini dall’inizio, tre cambi per Bemand: l’analisi delle formazioni di Irlanda-Italia

Ci sono due grandi sorprese nella formazione dell’Italia che sfida l’Irlanda. Prima da titolare al Sei Nazioni per Gaia Buso, che sostituisce Francesca Granzotto all’ala, e prima da titolare assoluta per Elettra Costantini, alla seconda presenza in azzurro. Per il resto, Fabio Roselli cambia la mediana (tornano Stefan e Stevanin) e rilancia dall’inizio Gaia Maris in prima linea. Tre cambi invece per il capo allenatore dell’Irlanda Scott Bemand, con il centro McGillivray che prosegue la staffetta con Higgins (partita titolare con l’Inghilterra), mentre l’ala O’Connor sostituisce Kinlan e in seconda linea tocca a Campbell al posto di Wall. Calcio d’inizio alle 18.40 di sabato 18 aprile. Breakdown Irlanda e Italia condividono un grande punto di forza: il breakdown. Entrambe le formazioni già nel primo turno hanno fatto vedere grandi cose nel punto d’incontro, e sono le squadre con i numeri migliori: entrambe hanno ottenuto 5 tenuti a terra, con le irlandesi che in totale contano 11 turnover mentre l’Italia è seconda con 9. Si prospetta quindi una grandissima battaglia in mezzo al campo, anche perché entrambe le squadre hanno bisogno di palloni veloci per poter imporre il proprio gioco. L’Irlanda ama attaccare sulla continuità diretta, logorando gli avversari fase dopo fase, mentre l’Italia cerca invece gli spazi in mezzo al campo con le proprie trequarti, provando ad imporre un ritmo quanto più alto possibile. Lato irlandese attenzione soprattutto a Erin King, onnipresente nel punto d’incontro e già capace di conquistare due tenuti contro l’Inghilterra, le Azzurre invece alternano più spesso le giocatrici nel breakdown, anche se a Grenoble si è particolarmente distinta Alyssa D’Incà, sempre più cresciuta anche dal punto di vista difensivo, come dimostrano anche i 3 placcaggi dominanti contro la Francia. Da considerare anche l’aggiunta nel XV azzurro di Elettra Costantini, che nel punto d’incontro sa farsi sentire.  Nell’Irlanda è stata Brittany Hogan a mettersi in evidenza dal punto di vista difensivo, con 19 placcaggi riusciti e una percentuale di efficacia del 95%, 18 placcaggi invece per i centri azzurri Mannini e D’Incà. In campo Se da un lato i cambi di Roselli non modificano l’idea iniziale – ovvero giocare ad alto ritmo e cercare gli spazi in mezzo al campo – dall’altro è probabile che le Azzurre facciano vedere qualcosa di diverso soprattutto in attacco. Buso rispetto a Granzotto è una giocatrice più elusiva, anche se dovrà essere maggiormente “coperta” in difesa, mentre la mediana Stefan-Stevanin appare più conservativa rispetto a quella vista a Grenoble, dove le Azzurre hanno rischiato maggiormente la giocata, soprattutto nel primo tempo. Da capire anche come cambierà il gioco al piede delle Azzurre, considerato che contro la Francia era stata soprattutto Bitonci a calciare, mentre l’Irlanda continuerà ad affidarsi alla lunga gittata di Dannah O’Brien, la giocatrice che ha guadagnato più metri al piede (una media 37 per calcio) nel primo turno. L’attacco dell’Italia continuerà ad affidarsi soprattutto alle iniziative palla in mano di Sara Mannini, capace di rompere 4 placcaggi e di mettere insieme 14 carries nella prima giornata. Le formazioni di Irlanda-Italia Irlanda: 15 Stacey Flood, 14 Béibhinn Parsons, 13 Aoife Dalton, 12 Nancy McGillivray, 11 Robyn O’Connor, 10 Dannah O’Brien, 9 Emily Lane, 8 Aoife Wafer, 7 Erin King (C), 6 Brittany Hogan, 5 Fiona Tuite, 4 Ruth Campbell, 3 Linda Djougang, 2 Cliodhna Moloney-MacDonald, 1 Ellena Perry A disposizione: 16 Neve Jones, 17 Niamh O’Dowd, 18 Sadhbh McGrath, 19 Dorothy Wall, 20 Sam Monaghan, 21 Katie Whelan, 22 Eve Higgins, 23 Anna McGann Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Gaia Buso, 13 Alyssa D’Incà, 12 Sara Mannini, 11 Aura Muzzo, 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Elettra Costantini, 4 Valeria Fedrighi, 3 Alessia Pilani, 2 Vittoria Vecchini, 1 Gaia Maris A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Silvia Turani, 18 Vittoria Zanette, 19 Giordana Duca, 20 Beatrice Veronese, 21 Alia Bitonci, 22 Veronica Madia, 23 Michela Sillari

Italia Femminile | 16/04/2026

La Formazione delle Azzurre per la sfida di Galway con l’Irlanda

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha annunciato la formazione che scenderà in campo sabato 18 aprile alle ore 18.40 italiane al Dexcom Stadium di Galway contro l’Irlanda, nella seconda giornata del Guinness Sei Nazioni Femminile. In prima linea Gaia Maris, con Vittoria Vecchini e Alessia Pilani, seconda linea composta da Valeria Fedrighi e da Elettra Costantini, alla prima da titolare in Nazionale, solo una settimana dopo il suo esordio in Azzurro. Terza linea confermata rispetto alla sfida di Grenoble con la Francia con Sgorbini, Ranuccini e con la Capitana, Elisa Giordano. Cambia la mediana: 9-10 saranno Sofia Stefan ed Emma Stevanin, mentre i centri saranno Mannini e D’Incà. Il triangolo allargato sarà invece composto da Aura Muzzo, Gaia Buso, prima presenza dal primo minuto nel Sei Nazioni anche per lei, e Vittoria Ostuni Minuzzi. In panchina c’è un’aggiunta di grande esperienza: torna infatti in gruppo Michela Sillari. Assieme a lei Chiara Cheli, Silvia Turani, Vittoria Zanette, Giordana Duca, Beatrice Veronese, Alia Bitonci e Veronica Madia. Irlanda v Italia, con calcio d’inizio alle 18.40 del 18 aprile sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena  15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 45 caps)14. Gaia BUSO (Villorba Rugby, 5 caps)13. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 36 caps)12. Sara MANNINI (Rugby Colorno, 13 caps)11. Aura MUZZO (LOU Rugby, 59 caps)10. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 28 caps)9. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 102 caps)8. Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 79 caps)7. Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 19 caps)6. Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby, 38 caps)5. Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, 1 cap)4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 68 caps)3. Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby, 10 caps)2. Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 42 caps)1. Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 43 caps) A disposizione:16. Chiara CHELI (Rugby Colorno, 1 cap)17. Silvia TURANI (Harlequins, 48 caps)18. Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 3 caps)19. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 61 caps)20. Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon, 32 caps)21. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 11 caps)22. Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 61 caps)23. Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 94 caps)

Italia | 16/04/2026

Lorena Nave, l’estremo delle prime Azzurre: “Ci dicevano di andare a fare la maglia, ma abbiamo aperto la strada al rugby femminile in Italia”

Era il 30 giugno 1985, a Riccione l’Italia femminile scendeva in campo per la prima volta nella storia. L’avversaria è quella di sempre, la Francia. Finì 0-0, e 41 anni dopo le Azzurre sono ancora lì a giocarsela con tutte, a combattere, e a ottenere risultati importanti. In campo quella sera, con la maglia numero 15, c’era Lorena Nave, che aveva scoperto il rugby solo due anni prima e che avrebbe poi vinto scudetti a raffica con il Benetton, fino a partecipare al primo Mondiale della storia femminile, quello del 1991: “È stato tutto inaspettato, a partire dalla convocazione. Quando ho iniziato a giocare a rugby non era nemmeno nei miei sogni indossare la maglia della Nazionale, e poi avevo cominciato per caso, grazie a una mia amica. E poi ancora l’emozione di quella sera, gli abbracci con le compagne, gli inni, le lacrime – bellissime – che scendevano. E per finire c’è stato anche un bel risultato, un pareggio contro la Francia alla prima partita in assoluto, una cosa non scontata. È sempre bello ricordare quel momento, anche perché alla fine tutto è partito da lì”. L’inizio Come racconta Lorena Nave, il rugby era arrivato per caso due anni prima: “Era il 1983. Una mia amica mi disse che c’era una squadra femminile che si stava allenando a Lancenigo di Villorba e mi propose di provare. Io risposi che non conoscevo nulla del rugby, non sapevo neanche le regole. A furia di insistere e di dirmi ‘dai vieni’ alla fine mi convinse. Era una sera di novembre, freddissima, sono andata in questo campo a Lancenigo ed è stato amore a prima vista. Ho trovato un gruppo di ragazze eccezionali con le quali sono ancora in contatto dopo 40 anni. A livello fisico ero pronta perché già praticavo atletica, ma tutto il resto è stata una sorpresa, una magia, dallo sport in sé alle amicizie che si sono create. È stata una scuola di vita, per me e penso per tutte le mie compagne, con una serie di insegnamenti e di valori che mi sono portata dietro anche nel mio lavoro, quello di poliziotta”. Sostegno e difficoltà Com’è facilmente immaginabile, non è stato facile addentrarsi in uno sport considerato – soprattutto più di 40 anni fa – prettamente maschile: “La mentalità dell’epoca era quella, il rugby era considerato uno sport per maschi e per cominciare a giocare abbiamo trovato tante difficoltà, tante persone non erano d’accordo. Ci dicevano che non era uno sport adatto a noi donne, che era troppo fisico, che ci saremmo fatte male, che non saremmo mai riuscite ad evolverci. Invece con pazienza e tenacia abbiamo ottenuto dei risultati importantissimi, abbiamo aperto la strada che poi ha portato il rugby femminile a ottenere i risultati di oggi. Ricordo che quando ci allenavamo ci gridavano ‘andate a casa a fare la maglia, andate a fare l’uncinetto’. Noi però abbiamo sempre lavorato duro, anche se non è stato facile. Va anche detto però che tutti erano così, anzi: sono riuscita a far convivere il lavoro di poliziotta con lo sport che amavo. Mi permettevano di andare ai primi raduni della Nazionale e anzi, il fatto che giocassi per l’Italia fu accolto benissimo, al lavoro erano contenti che rappresentassi le Azzurre, era una cosa di prestigio”. Il Mondiale 1991 Nella storia del rugby femminile italiano c’è un secondo passaggio fondamentale: il primo Mondiale della storia, nel 1991 in Galles. “Un’esperienza bellissima” racconta Nave: “Per la prima volta abbiamo partecipato a una Coppa del Mondo. Al di là dei risultati (una vittoria e tre sconfitte, ndr) quello che fu davvero importante è la possibilità di confrontarci a livello Mondiale per la prima volta, per di più in un Paese come il Galles dove si respirava rugby in ogni angolo, dove si pensa al rugby 365 giorni all’anno. Ho vissuto 15 giorni eccezionali, immersi nel grande rugby. Certo, essendo il primo Mondiale femminile non era tutto facile, anzi: ricordo che aiutammo le atlete dell’Unione Sovietica, che si erano autofinanziate per poter partecipare, e con le quali scambiavamo cibo e oggetti. Ad esempio, loro ci portavano il caviale e noi ricambiavamo andando a prendere loro del pane o altre cose, e si è creata una connessione particolare pur non conoscendo la lingua. Alla fine eravamo tutte lì per partecipare al nostro primo Mondiale, per fare qualcosa di storico. Credo che facendo un bilancio sia stata un’esperienza bellissima, l’unica cosa che mi manca – per motivi anagrafici – è il Sei Nazioni, perché l’Italia femminile ha iniziato nel 2007 e quando giocavo io non partecipava nemmeno la squadra maschile, c’era il Cinque Nazioni. Ecco, giocare il Sei Nazioni sarebbe stato fantastico, ma ho avuto tantissime soddisfazioni e va bene così, e sono felice di vedere le ragazze di oggi disputare questo torneo fantastico”. Il ruolo di estremo “Ho giocato in tanti ruoli, dall’apertura all’ala, ma credo che l’estremo sia sempre stato un ruolo cucito addosso a me. Per me è il più bello in assoluto” racconta Nave: “Da estremo hai la visione di tutto ciò che accade in campo. Devi gestire le trequarti, guidarle nella salita, dire loro quando devono stare più su o più profonde, e poi bisogna sempre guardare chi porta palla. E in attacco ho sempre amato inserirmi, partire da lontano, sfruttare le mie capacità atletiche. In questi ultimi anni il ruolo di estremo si è ulteriormente evoluto, soprattutto nel gioco al piede, quindi è importante lavorare per restare al passo. In questo senso, anche 40 anni fa, ero aiutata dall’avere tre fratelli maschi in casa che giocavano a calcio, quindi avevo già imparato ad usare i piedi e a calciare”.

Italia Femminile | 16/04/2026

Campionati

U21 6 Nations Festival – Femminile – Irlanda v Italia – 18 aprile ore 15.20

FIR Informa

Altri articoli

Domenico Sironi riceve una medaglia per i 20 anni di carriera con Rugby Europe

Roma – Domenico Sironi ha ricevuto una medaglia da Rugby Europe per i venti anni di carriera continuativa in ambito internazionale. Classe 1968, cresciuto rugbisticamente nel Colleferro Rugby 1965 – in un contesto familiare dove la palla ovale l’ha fatta da padrona –  il fischietto italiano ha iniziato la carriera arbitrale a 29 anni. Nel 2005 la prima apparizione internazionale in un torneo seven di Rugby Europe. Quattro le sue collaborazioni con World Rugby – nel World Rugby Junior Trophy – come “Perfomance Review” all’interno del Mondiale Juniores. La sua ultima collaborazione in ambito internazionale – in ordine cronologico – risale allo scorso anno come “Referee Manager” a Parma nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2025. Sironi ha ricevuto la targa nella mattinata odierna presso l’ufficio presidenza FIR da Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby. “Voglio ringraziare il presidente Duodo per le belle parole e lo stimolo a continuare su questa strada. Rugby Europe in questi 20 anni mi ha messo nella condizione di esprimere tutta la mia passione per la palla ovale andata oltre ogni aspettativa come arbitro e, successivamente, nel permettermi di contribuire al percorso di direttori di gara che oggi dirigono ad alto livello. Dedico infine questo traguardo alla FIR della quale ho sempre portato con orgoglio i colori lavorando con passione, onestà e dedizione” ha dichiarato Domenico Sironi.

Arbitri | 25/03/2026

Al via il corso online “Costruire il futuro dei club”: marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita del rugby

Roma – Giovedì 12 marzo prende il via il corso online “Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby”, un percorso formativo promosso dalla Federazione Italiana Rugby e rivolto a Dirigenti, Presidenti, Presidentesse e figure organizzative delle società rugbistiche. L’obiettivo del corso è fornire ai club, soprattutto quelli di base, strumenti concreti per rafforzare la propria struttura organizzativa, migliorare la sostenibilità economica e consolidare il ruolo delle società come presidio sportivo, educativo e sociale all’interno del territorio. Il percorso è articolato in quattro moduli online, in programma dal 12 marzo al 9 aprile, ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.00 (ad eccezione del 2 aprile), ed è orientato alla produzione di materiali operativi immediatamente utilizzabili nella quotidianità dei club. Il primo modulo, in calendario giovedì 12 marzo, è dedicato a Marketing e comunicazione del club e affronta la costruzione di una strategia semplice, sostenibile e coerente con la dimensione della società. Dall’identità al posizionamento, dall’uso del digitale e dei social media fino alla gestione dei contatti e dei database, il modulo fornisce le basi per aumentare visibilità, rafforzare il rapporto con famiglie e atleti e migliorare l’attrattività verso sponsor e istituzioni. Il secondo appuntamento, giovedì 19 marzo, sarà focalizzato su Reclutamento, accoglienza e inserimento, con particolare attenzione al rapporto con le famiglie e alla prevenzione dell’abbandono.Il terzo modulo, giovedì 26 marzo, affronterà il tema di Sponsoring e sostenibilità economica, analizzando la costruzione di relazioni durature con partner e sponsor.Il percorso si concluderà giovedì 9 aprile con il modulo dedicato a Community e fidelizzazione, elemento centrale per la vita di un club di rugby, che non vive solo di risultati sportivi ma di relazioni, partecipazione e senso di appartenenza. Al termine del corso, i club partecipanti avranno a disposizione modelli, documenti e strumenti adattabili alla propria realtà, oltre a un metodo di lavoro chiaro e replicabile, pensato per sostenere la crescita nel medio e lungo periodo. Iscriviti cliccando qui

FIR Informa | 17/02/2026

Documenti

Vedi di più

Scopri la collezione 25/26

Visita il nostro store

Newsletter FIR

Iscriviti