Ministero dello Sport e Municipio Roma XI insieme per lo Stadio del Rugby di Corviale, stanziati 750.000€. Vaccari: “Impianto dal grande valore sportivo e sociale”
fonte Ministero per lo Sport e i GiovaniStipulato l’accordo tra il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e il Municipio Roma XI, sotto gli auspici della Federazione Italiana Rugby, che prevede il cofinanziamento per la riqualificazione dell’impianto del rugby in via degli Alagno a Corviale, grazie a un contributo complessivo di 750 mila euro, dei quali 700 mila euro stanziati dal Ministro Abodi, a valere sulla riserva di fondi per la realizzazione di interventi sull’impiantistica sportiva di particolare interesse sociale, costituita nell’ambito del Fondo Sport e Periferie, e 50 mila euro dal Municipio Roma XI.
I lavori di riqualificazione dell’impianto di proprietà di Roma Capitale e in gestione al Municipio XI, che inizieranno in autunno, saranno realizzati da Sport e Salute e prevedono la sostituzione completa del manto erboso sintetico e del sottostante tappeto antitrauma.
Questo impegno intrapreso dalle parti coinvolte rappresenta un passo concreto per restituire al quartiere un ulteriore luogo di aggregazione, crescita e partecipazione, confermando il valore dello sport come strumento di inclusione e coesione sociale, di educazione e rigenerazione urbana, seguendo l'indirizzo del comma 7 dell’art. 33 della nostra Costituzione.
L’intervento conferma l’impegno del Governo nel promuovere la rinascita dei territori attraverso lo sport, riconoscendo agli impianti sportivi un ruolo strategico non solo sotto il profilo infrastrutturale, ma anche come presìdi educativi, di socialità e cittadinanza attiva.
La riqualificazione dell’impianto di Corviale rappresenta, quindi, un investimento sul futuro con effetti immediati: un luogo restituito alla comunità, capace di generare opportunità, rafforzare i legami sociali e offrire ai giovani uno spazio nel quale crescere attraverso i valori e la pratica dello sport.
Per il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi “oggi è una giornata importante per Corviale perché con questo investimento del Governo vogliamo restituire ai cittadini un ulteriore impianto all’altezza delle loro aspettative, delle loro esigenze. Lo sport è un diritto, ma anche un’opportunità per costruire relazioni, prevenire il disagio, contrastare la solitudine, promuovere benessere e rafforzare il senso di comunità. La conclusione dell’iter amministrativo è un passaggio fondamentale che ci permette di trasformare un impegno in un progetto concreto, destinato a generare benefici duraturi per il territorio, per la comunità”.Il Presidente del Municipio Roma XI Gianluca Lanzi ha dichiarato: “Voglio ringraziare il Ministro Abodi per aver accolto la mia richiesta di finanziamento dell’intervento di manutenzione straordinaria del manto erboso sintetico dell’impianto del rugby di Corviale. Grazie al lavoro comune, in tempi rapidissimi - sette mesi -, si è giunti alla stipula dell’accordo e allo stanziamento dei fondi necessari da parte del Ministero e di Roma Capitale. Corviale sta diventando sempre più una cittadella dello sport, dotata di numerosi impianti sportivi pubblici: oltre all’impianto del rugby, ci sono la piscina comunale, due centri sportivi municipali (di cui uno entrerà per la prima volta in funzione a settembre), il “Campo dei miracoli” del Calciosociale su area regionale, tre campi da street basket (uno nella nuova piazza e due nel nuovo “Parco Est”) e poi il sogno che si sta avverando nei prossimi mesi con l’apertura del PalaCorviale realizzato da Roma Capitale con i fondi del PNRR”.
Il Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma ha sottolineato che "Sport e Salute è al fianco del Governo e delle altre istituzioni per tradurre le risorse pubbliche in progetti concreti capaci di migliorare la qualità della vita sportiva delle comunità. Questo intervento, per il quale siamo stati incaricati dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, conferma la nostra missione: essere al servizio del territorio, ascoltando i bisogni delle periferie e trasformandoli in opportunità reali per chi le vive ogni giorno”.
“A Corviale ci prepariamo a restituire molto più di un campo da rugby: uno spazio sicuro dove fare sport, un presidio di legalità e socialità, un luogo capace di generare opportunità, crescita e futuro per i giovani e per l’intera comunità. È il risultato di un grande lavoro di squadra. Questa è una delle missioni più importanti di Sport e Salute: valorizzare i territori attraverso lo sport. Lo stiamo facendo a Corviale e in tutta Italia, anche attraverso il progetto ‘Sport Illumina’, perché lo sport è vita. Continueremo a investire con determinazione in questa direzione. Un impianto sportivo non è soltanto un’infrastruttura: è un motore di inclusione, benessere, coesione sociale e sviluppo”, ha dichiarato Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute.
“Lo Stadio del Rugby di Corviale è un impianto dal profondo valore simbolico per il rugby, romano e non solo. È la casa del Villa Pamphili, un Club che ha fatto dell’impegno sociale e del coinvolgimento delle comunità del proprio territorio un potentissimo strumento di partecipazione, e rappresenta uno straordinario presidio di socialità. Come Vicepresidente Vicario di FIR e Presidente della Commissione Impianti, ma soprattutto come uomo che si riconosce nei valori di cui il nostro Gioco è ambasciatore, sono felice di questa iniziativa congiunta del Ministro per lo Sport e i Giovani Abodi e del Presidente del Municipio XI di Roma Capitale Lanzi, volta a garantire allo Stadio del Rugby i necessari ammodernamenti in vista delle stagioni a venire, permettendo a rugbiste e rugbisti di tutte le età di continuare a praticare lo sport che amano ed avvicinandone di nuovi” ha dichiarato il Vice Presidente Vicario di FIR, Paolo Vaccari.
Linee di meta: Riccardo Casarin ed Emiliano Mastropasqua – Amatori Union Rugby Milano
Uno ha scoperto il rugby quasi per caso, durante un evento in un parco, dopo averlo visto da lontano attraverso lo zio. L’altro ha iniziato a Sesto San Giovanni, dopo aver provato tanti sport diversi, e poi ha trovato nell’Amatori Union il posto in cui crescere. Riccardo Casarin (capitano e centro dell’Italia under 20) ed Emiliano Mastropasqua (pilone dell’Italia under 20) hanno condiviso gran parte del percorso nelle giovanili milanesi, poi l’Accademia e infine la Nazionale under 20. Un’amicizia nata in campo e diventata negli anni un rapporto sempre più importante anche fuori.
I primi passi nel rugby
Per Casarin il rugby è arrivato attraverso due strade diverse: "L’ho scoperto in due modi. Mio zio ha sempre giocato a rugby, ma non l’avevo mai provato perché il campo era lontano da casa. Poi un giorno stavo facendo un giro in bici e c’era un evento per promuovere il rugby, si chiamava “Rugby nei Parchi”. Ho provato, mi è piaciuto subito e poco dopo l’Amatori Junior Milano ha iniziato a fare gli allenamenti in un campo ad Affori. Ho cominciato lì, poi ho fatto tutto il minirugby con l’Amatori Junior. Successivamente, dall’Under 12, ci siamo uniti alla Union, un’altra squadra di Milano, ed è nata l’Amatori Union. Da lì ho fatto tutto il percorso, dall’Under 12 fino ai Seniores". Mastropasqua ha iniziato invece al GS Rugby Sesto, vicino a casa: "Sono di Sesto San Giovanni, vicino Milano, e ho cominciato a giocare lì. Da piccolo avevo provato tanti sport: nuoto, calcio e altri ancora, ma quando ho provato il rugby ho visto subito qualcosa di diverso. Dal secondo anno di Under 10 mi sono spostato all’Amatori Union insieme ad altri due o tre compagni".
Il percorso
Nel percorso di Casarin una figura centrale è stata Simone Merlo, allenatore avuto in Under 14: "È stato un allenatore molto rigido, però grazie a lui ho capito l’importanza della disciplina, del sacrificio e di tutti quegli aspetti che contano sia in campo che fuori. Con lui ci siamo tolti anche tante soddisfazioni come squadra. Ci ha fatto appassionare a questo sport, ci ha insegnato ad allenarci e a lasciare tutto in campo, e secondo me quella è stata anche la forza del gruppo che poi in Under 17 è arrivato quarto in Italia. Grazie a lui abbiamo creato legami che portiamo avanti ancora oggi, dentro e fuori dal campo. C’è un episodio che ricordo in particolare: a inizio anno Simone ci faceva scrivere un foglietto, quasi un contratto, in cui ci impegnavamo a evitare bevande gassate e zuccherate, a non andare al fast food, a non mangiare cibo spazzatura, a dormire tanto e a mantenere una dieta bilanciata. Sembrano cose banali per un ragazzo di 14 anni, però alla lunga ti aiutano, sono degli insegnamenti per vivere in maniera sana a prescindere dal rugby. E poi quando il rugby comincia a diventare più serio, più professionale, sono abitudini che ti porti dietro e che ti permettono di crescere. A me è servito tanto".
Mastropasqua racconta invece di Federico Riva, allenatore avuto per diversi anni e poi anche compagno di squadra: "Ce ne sono state diverse di persone importanti, però quella con cui mi sono sempre ritrovato di più è Federico Riva. È stato il mio allenatore per diversi anni, fino alla stagione precedente a questa, poi nell’ultima stagione abbiamo anche giocato insieme in prima squadra. È stato bellissimo ritrovarmi in campo fianco a fianco con una persona che era stata il mio allenatore per così tanto tempo. Lui mi ha sempre sostenuto, mi ha insegnato tante cose sul campo e mi ha dato una mano non solo da allenatore, ma anche da amico. Il suo insegnamento è passato soprattutto dal modo di vivere il gruppo, mi ha insegnato a divertirmi e a godermi non solo il piacere del gioco, ma anche l’unità del gruppo, il rapporto con i compagni”.
L’amicizia
Casarin e Mastropasqua si sono conosciuti in Under 12, pur avendo un anno di differenza. “Era di un anno più piccolo ma solo anagraficamente (ride, ndr) – racconta Casarin – perché fisicamente era già molto grande. Anche questo è stato un aspetto su cui abbiamo legato. Io ero più piccolo fisicamente e ogni volta andare contro di lui, giocarmi il placcaggio anche in allenamento, è stato un motivo di crescita per entrambi. Da lì abbiamo costruito un legame. Ci conosciamo da quasi dieci anni e vedersi ogni giorno per tutto questo tempo è bellissimo. Poi con lui ho passato anche un anno in Accademia e si crea un rapporto a 360 gradi: se c’è qualcosa che non va gli scrivo, se c’è qualcosa che non va a lui mi scrive. È un bellissimo rapporto nato grazie a questo sport". Il percorso comune è arrivato fino alla maglia azzurra: "È un grande orgoglio per entrambi. Pensare al primo allenamento fatto insieme, quando eravamo semplicemente Emiliano e Riccardo che si presentavano, e poi ritrovarci magari uno accanto all’altro durante l’inno, è una cosa bellissima" conclude il capitano degli Azzurrini.
Anche Mastropasqua racconta un rapporto nato presto e diventato sempre più forte: "Ho conosciuto Riccardo nel mio primo anno di Under 12, il primo anno in cui ho giocato con quelli più grandi all’Amatori. Ormai siamo davvero tanto amici, quasi fratelli. Il gruppo dell’Amatori, anche nelle giovanili, è sempre stato molto affiatato e io e lui abbiamo sempre condiviso la passione per questo sport e la voglia di dare il massimo in campo. Per questo abbiamo un’amicizia molto stretta. Ritrovarsi insieme in Nazionale è veramente una grande emozione. Essendo Riccardo di un anno più grande, per me è sempre stato un punto di riferimento per la voglia e per l’attitudine che metteva in campo".
Il lavoro dell’Amatori con i giovani
Per Casarin, il percorso fatto all’Amatori è stato decisivo anche per le persone incontrate negli anni: "Senza l’Amatori, senza le persone che ci hanno allenato, nel mio caso non solo Simone Merlo ma anche i ragazzi più grandi con cui abbiamo giocato in Seniores negli ultimi due anni, io ed Emi non saremmo arrivati qui. I rapporti costruiti, la loro esperienza e anche solo il divertimento che ci hanno trasmesso sono stati un motivo di crescita. Tutte le esperienze fatte grazie a loro ci hanno portato dove siamo adesso". Mastropasqua lega il lavoro dell’Amatori soprattutto ai valori trasmessi al gruppo: "Al di là dell’aspetto tecnico, che è sicuramente importante, i valori principali di quella società sono quelli che poi ritrovi anche in campo: il sostegno, l’appartenenza al gruppo, la collaborazione e il legame forte tra i giocatori della squadra. Sono cose che ti restano e che ti aiutano a crescere".
Italrugby, Lamaro verso la Nuova Zelanda: “Dovremo avere la stessa mentalità della partita del 2021”
Wellington – Un cielo nuvoloso con vento e pioggia ha fatto da sfondo al Captain’s Run dell’Italia a Wellington dove gli Azzurri affronteranno i padroni di casa della Nuova Zelanda sabato 11 luglio alle 17.10 locali (7.10 italiane) nel match valido per la seconda giornata del Nations Championship. Il match sarà trasmesso in diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport Arena e in chiaro su TV8.
“Penso che abbiamo fatto un’ottima settimana – ha esordito Michele Lamaro nella conferenza stampa pre-partita – e affrontato i due allenamenti nel miglior modo possibile. Sarebbe stato facile non trovare le energie dopo la partita col Giappone, ma è stata una nostra scelta dare tutto fin dal primo giorno. Adesso la prova più importante resta quella di sabato: abbiamo fatto tutto quello che serviva per arrivarci il più pronti possibile”.
“Ogni tanto facciamo fatica soprattutto nella prima partita, siamo più imprecisi del solito. Ultimamente sembrava che questo trend fosse cambiato. Ad esempio mi viene da pensare al Sei Nazioni di quest’anno o alla partita contro l’Australia dello scorso novembre. L’intento e l’attitudine ci sono sempre, ma dobbiamo riuscire a essere più precisi fin dall’inizio”.
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“La partita contro la Nuova Zelanda è una di quelle che tutti sentiamo di più. Affronti una delle migliori squadre del mondo e probabilmente quella che almeno una volta nella vita hai tifato da rugbista. Giocare qui in Nuova Zelanda non capitava da tanto tempo e confrontarsi con i migliori è l’obiettivo di ognuno di noi. Personalmente non vedo l’ora che arrivi sabato: dovremo avere la stessa mentalità del 2021” ha sottolineato il capitano azzurro.
Trofeo Italiano Beach Rugby: si gioca nel Lazio, in Veneto Sicilia e in Sardegna
Roma - Un fine settimana all'insegna del beach rugby attende il Trofeo Italiano, che sabato 11 e domenica 12 luglio farà tappa a San Felice Circeo, Rosolina e Alghero, con tre appuntamenti che uniscono competizione, promozione e inclusione.
Ad aprire il programma sarà la tappa di San Felice Circeo, che per il terzo anno consecutivo ospiterà il Vittoria for Women Tour, il progetto itinerante promosso da Vittoria Assicurazioni per sensibilizzare sul tema della prevenzione delle malattie oncologiche femminili, realizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Rugby, LILT Milano e cinque LILT provinciali. L'11 e il 12 luglio, nella cornice del Bora Bora Beach Club, il villaggio del Tour offrirà visite senologiche gratuite a bordo del VittoriaBus, check-up digitali e consulenze dedicate alla menopausa, portando il messaggio della prevenzione direttamente sulle spiagge attraverso il claim "La prevenzione femminile è la nostra meta".
Sul campo saranno nove le squadre maschili a contendersi la tappa – The Rockets, Crazy Crabs, Pirati di Nisida, Navy Gators, Wild Porks, Nigiri Boys, Sharks Beach Rugby, Griffons e Saracens – affiancate dalle tre formazioni femminili Spavalde, CUS L'Aquila Rugby Femminile e Wild Heels. Spazio anche al rugby integrato con Takiwatanga, Implaccabili Blu e Implaccabili Amaranto. Domenica il programma si completerà con i tornei giovanili, che vedranno in campo cinque squadre Under 14, due Under 12, circa trenta bambini delle categorie Under 8 e Under 10 e le attività del Trofeo CONI. Fondamentale, per la riuscita della manifestazione, il supporto del Comitato Regionale, che ha contribuito all'organizzazione di un fine settimana capace di coinvolgere l'intero movimento.
Sempre sabato 11 luglio il circuito farà tappa anche a Rosolina, dove il beach rugby festeggerà un traguardo speciale. Dieci anni di rugby sulla spiaggia, dieci anni di sfide, amicizie e momenti da condividere. Torna infatti il Rosolina Beach Rugby con la sua decima edizione, appuntamento ormai fisso del calendario estivo. Dalle 9 alle 19, con una pausa nella fascia centrale della giornata, il Tortuga Beach Club ospiterà il torneo con nove squadre maschili – The Monsters, Sandbulls, Bula Bula, Padova Beach, Sbura Boys, Sabbie Nomadi, Valpo Beach, Monster&Co e Sabbie Mobili – e sei formazioni femminili: Le Nutrie, Le Beline, Patavium/Black Shark, Pink Ladies, Sabbiette e The Fox. Al termine delle gare non mancheranno il tradizionale terzo e quarto tempo, mentre un ringraziamento speciale va al Tortuga Beach Club per l'ospitalità e il costante supporto all'organizzazione dell'evento.
Il Trofeo farà quindi rotta in Sicilia con la tappa nazionale di Catania, in programma domenica 12 luglio presso il Lido Blu Playa, sul litorale della Playa di Catania. Organizzata da I Maledetti, la manifestazione prenderà il via alle 15.30 e vedrà al via sette formazioni maschili: I Polemici (Ragusa), I Maledetti (Catania), Messina Rugby, CAS Reggio Calabria, I Benedetti (Catania), Trepuzzi e Briganti Librino (Catania). È inoltre iscritta una squadra femminile, che prenderà parte alla giornata dedicata al beach rugby siciliano.
Il programma del weekend si completerà in Sardegna con la tappa di Alghero, in programma al Summer Beach del Lido San Giovanni. Dopo l'apertura delle iscrizioni alle ore 15, dalle 16 prenderà il via il torneo che vedrà affrontarsi Amatori Rugby Alghero, Sardacens e Bulldog Rugby Sassari. Al termine delle gare spazio alle premiazioni e al tradizionale terzo tempo accompagnato dalla musica.
Quattro appuntamenti distribuiti lungo tutta la Penisola confermano la crescita del Trofeo Italiano Beach Rugby, capace di coniugare competizione, promozione, inclusione e sviluppo del movimento, portando il rugby sulle spiagge italiane e coinvolgendo atleti di ogni età.
Nations Championship: la presentazione di Nuova Zelanda-Italia
Seconda giornata del Nations Championship 2026: l’Italia sfida la Nuova Zelanda a Wellington, in uno degli appuntamenti più attesi del calendario estivo degli Azzurri. Si gioca sabato 11 luglio allo Sky Stadium, calcio d’inizio alle 7.10 italiane. Gli All Blacks arrivano alla sfida con una formazione di altissimo livello e senza particolari esperimenti, mentre l’Italia cerca una risposta importante dopo la sconfitta di Tokyo col Giappone, con Gonzalo Quesada che cambia tre uomini nella formazione titolare e torna alla struttura 6+2 in panchina.
Come arriva la Nuova Zelanda
Coach Dave Rennie sta subito dando la sua impronta alla squadra: gli All Blacks provano a giocare maggiormente il pallone, passando meno dai punti d’incontro e cercando il più possibile di alzare il ritmo, anche a costo di “forzare” l’allargamento dell’ovale prima del previsto. In questo senso ha convinto ampiamente il nuovo mediano di apertura Ruben Love, preferito per la seconda volta consecutiva al più esperto Beauden Barrett, con McKenzie presente nel ruolo di estremo. Dopo la sfida con la Francia vinta 34-32 con 5 punti, coach Dave Rennie opera 5 cambi nella formazione titolare, tutti di grande peso: Tyrel Lomax torna in prima linea al posto di Newell, Tupou Vaa’i rientra dopo la concussion che lo aveva costretto a saltare il match precedente e prende il posto di Lord, mentre in terza linea Wallace Sititi sostituisce Lakai. Sulla trequarti Leroy Carter viene preferito a Clarke all’ala, mentre Billy Proctor affianca Jordie Barrett ai centri al posto di Tupaea.
Come arriva l’Italia
L’Italia cambia 3 uomini rispetto alla partita persa 27-10 contro il Giappone: la scelta di confermare gran parte dell’ossatura della squadra è stata spiegata dallo stesso Quesada, che vuole dare più ritmo possibile ai giocatori e approfittare comunque dei minuti messi nelle gambe dagli Azzurri nel match di Tokyo. Tommaso Allan prende il posto dell’infortunato Lorenzo Pani nel ruolo di estremo, Louis Lynagh rientra all’ala al posto di Monty Ioane, mentre Ross Vintcent parte dall’inizio in terza linea al posto di Alessandro Ortombina. Confermato invece Malik Faissal, che aveva esordito contro il Giappone. C’è anche un possibile esordiente in panchina: il seconda/terza linea del Benetton Giulio Marini.
Tutte le informazioni per seguire Nuova Zelanda-Italia
La sfida tra Nuova Zelanda e Italia, valida per la seconda giornata del Nations Championship 2026, si giocherà sabato 11 luglio alle 7.10 italiane allo Sky Stadium di Wellington e sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport Uno, Sky Sport Arena e Tv8 e in streaming su NOW e tv8.it. L’arbitro è il francese Luc Ramos, coadiuvato dall’australiano Nic Berry e dall’inglese Luke Pearce. Al TMO il gallese Ben Whitehouse, al bunker il sudafricano Marius van der Westhuizen.
Le formazioni di Nuova Zelanda-Italia
Nuova Zelanda: 15 Damian McKenzie, 14 Will Jordan, 13 Billy Proctor, 12 Jordie Barrett, 11 Leroy Carter, 10 Ruben Love, 9 Cam Roigard, 8 Ardie Savea (C), 7 Luke Jacobson, 6 Wallace Sititi, 5 Tupou Vaa’i, 4 Sam Darry, 3 Tyrel Lomax, 2 Codie Taylor, 1 Ethan de Groot
A disposizione: 16 Samisoni Taukei’aho, 17 George Bower, 18 Pasilio Tosi, 19 Josh Lord, 20 Anton Segner, 21 Cortez Ratima, 22 Anton Lienert-Brown, 23 Josh Moorby
Italia: 15 Tommaso Allan, 14 Malik Faissal, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Louis Lynagh, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Lorenzo Cannone, 7 Michele Lamaro (C), 6 Ross Vintcent, 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Marco Riccioni, 2 Tommaso Di Bartolomeo, 1 Danilo Fischetti
A disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Giulio Marini, 20 Federico Ruzza, 21 Riccardo Favretto, 22 Alessandro Garbisi, 23 Leonardo Marin
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