Categoria: Rugby oltre le sbarre
Rugby Oltre le Sbarre: al penitenziario di Torino incontro con La Drola
Torino - Un pomeriggio intenso di sport e condivisione ha fatto da cornice alla seconda tappa del tour FIR/Macron, che vede, a partire da quest’anno, il sostegno del partner tecnico dell’ItalRugby alle squadre partecipanti al progetto federale di responsabilità sociale “Rugby Oltre le Sbarre”. L’appuntamento, svoltosi presso la Casa Circondariale Lorusso Cutugno di Torino, ha visto protagonisti i detenuti della squadra La Drola Rugby insieme agli atleti e alle atlete azzurre, rappresentando non solo un momento di allenamento congiunto, ma anche un’occasione di confronto umano profondo. La Drola Rugby, prima squadra ad aver introdotto il rugby in carcere nel 2011, ha accolto gli atleti azzurri in un clima di grande partecipazione ed emozione. Durante il pomeriggio, la giocatrice Mihaela Pirpiliu e i giocatori Mirko Belloni, Matteo Canali, Matteo Giorgio Noventa e Marco Spreafichi, guidati dallo staff tecnico della squadra, hanno preso parte alle attività tecniche di campo. “Rugby Oltre le Sbarre è uno dei progetti di responsabilità sociale FIR di più lungo corso, capace negli anni di portare il Gioco in numerosi istituti in tutta Italia e di coinvolgere migliaia di detenuti, cambiando per sempre le loro vite – le parole del Presidente del Comitato Regionale Piemonte, Sergio Manto –. La possibilità, per le squadre delle carceri, di partecipare attivamente al Campionato di Serie C è solo uno degli aspetti più coinvolgenti della progettualità che, grazie anche al protocollo d’intesa recentemente rinnovato dal Presidente FIR Andrea Duodo con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, consente di rafforzare un processo virtuoso avviato grazie all’impegno di alcuni pionieri come Walter Rista, che hanno investito tempo e capacità in un progetto che ha richiesto sostanza e dedizione per la sua attuazione”. Nel corso dell’incontro, il rappresentante di Macron, Tommaso Fabbrocini, e gli azzurri presenti hanno consegnato l’abbigliamento tecnico-sportivo alla squadra della Drola, coerentemente con l’impegno dell’azienda, che sostiene attivamente programmi sportivi ad alto impatto sociale, contribuendo concretamente, in questo caso, al supporto dei club che utilizzano il rugby come strumento educativo e di inclusione sociale. «La leadership che Macron ha costruito nel mondo del rugby è il risultato di un allineamento profondo e autentico con i valori di questo sport – ha sottolineato Angelo Marino, Chief Brand & Communications di Macron –. Il rugby è la disciplina in cui emerge con maggiore evidenza il valore dello spirito di squadra al servizio della crescita del singolo individuo e il progetto Rugby Oltre le Sbarre ne rappresenta un’applicazione perfetta in ambito di responsabilità sociale. Siamo quindi orgogliosi di farne parte insieme alla Federazione Italiana Rugby». Come spesso accade in queste occasioni, lo scambio è stato reciproco: se da un lato i detenuti hanno potuto confrontarsi con modelli sportivi di alto livello, dall’altro gli atleti e le atlete delle Nazionali hanno vissuto un’esperienza significativa, toccando con mano il valore dello sport come strumento di cambiamento, anche nei contesti più complessi. «Momenti come questi per me sono un sogno che si avvera – afferma Walter Rista, Presidente dell’Associazione Ovale Oltre le Sbarre –. I nostri più valenti giocatori delle Nazionali si confrontano con persone che stanno vivendo, attraverso lo sport, un vero momento di riscatto. Questo mi conferma che il sogno che mi ha guidato nella creazione di questo progetto era giusto. Ringrazio la Federazione Italiana Rugby per il sostegno costante e Macron per il contributo fondamentale in termini di materiali». Grazie al sostegno di Macron, il tour proseguirà con nuove tappe, continuando a promuovere, attraverso i valori fondanti del rugby – rispetto, disciplina, spirito di squadra – un’opportunità concreta di crescita personale e di riscatto.
Impegno Sociale | 26/03/2026
FIR e Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria rinnovano il protocollo per rafforzare il progetto “Rugby oltre le sbarre”
È stato sottoscritto il 7 marzo scorso, presso la Sala Stampa dello Stadio Olimpico di Roma, il Protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e la Federazione Italiana Rugby (FIR), volto a rafforzare e ampliare il progetto “Rugby Oltre le Sbarre” negli istituti penitenziari italiani. A firmare l’accordo sono stati il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele e il Presidente della Federazione Italiana Rugby Andrea Duodo. Il Protocollo, valido per l’intero quadriennio olimpico in corso fino a dicembre 2028, consolida una collaborazione già avviata con successo negli anni precedenti e finalizzata alla promozione di percorsi sportivi, formativi ed educativi rivolti alla popolazione detenuta e al personale dell’Amministrazione Penitenziaria. L’intesa si inserisce nel quadro delle finalità rieducative della pena previste dall’articolo 27 della Costituzione e riconosce nello sport, e nel rugby in particolare, uno strumento efficace di crescita personale, responsabilizzazione e reinserimento sociale. La disciplina rugbistica, fondata su lealtà, rispetto delle regole, solidarietà e spirito di squadra, rappresenta un modello educativo capace di incidere positivamente sui percorsi trattamentali. Tra gli obiettivi principali del Protocollo: il potenziamento delle attività sportive negli istituti penitenziari; l’organizzazione di corsi per arbitri e tecnici, con possibilità di conseguire qualifiche federali ufficiali; la partecipazione delle squadre penitenziarie ai campionati federali, con gare disputate all’interno degli istituti; l’attivazione di percorsi di tirocinio anche esterni, nei casi previsti dall’Ordinamento penitenziario; il monitoraggio dell’impatto del progetto attraverso la raccolta e l’analisi di dati relativi al benessere psico-fisico, alla socialità interna e ai percorsi di reinserimento; programmi dedicati al benessere del personale dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Protocollo prevede inoltre l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico paritetico, composto da rappresentanti del DAP e della FIR, con il compito di pianificare, monitorare e valutare le attività progettuali sul territorio. “Rugby Oltre le Sbarre” conferma così la propria vocazione a essere non soltanto un progetto sportivo, ma un’esperienza concreta di responsabilità, appartenenza e ricostruzione identitaria, capace di offrire opportunità reali di formazione e qualificazione professionale. Con l’estensione dell’accordo, giustizia e sport rinnovano un’alleanza strategica per promuovere inclusione, legalità e coesione sociale, nella convinzione che il rispetto delle regole e il gioco di squadra possano rappresentare un ponte tra il tempo della detenzione e il futuro nella comunità civile. Per leggere il nuovo Protocollo CLICCA QUI
FIR per il Sociale | 10/03/2026
Macron e la Federazione Italiana Rugby insieme per il progetto “Rugby Oltre le Sbarre”: una delegazione Azzurra in visita al Giallo Dozza Bologna Rugby
La nuova collaborazione in ambito di responsabilità sociale inaugurata con la consegna del materiale tecnico agli atleti del Giallo Dozza Bologna Rugby Bologna, 22 gennaio 2026 – Macron e la Federazione Italiana Rugby rinforzano ulteriormente la propria sinergia avviando una collaborazione nell’ambito del progetto di responsabilità sociale FIR “Rugby Oltre le Sbarre”: iniziativa nata con l’obiettivo di diffondere il gioco del rugby come strumento educativo e di inclusione sociale, contribuendo al percorso di risocializzazione delle persone detenute attraverso l’applicazione concreta dei valori fondanti di questo sport. Macron, che già da diversi anni sostiene attivamente diversi programmi sportivi di rieducazione all’interno delle case circondariali, ha sposato in maniera naturale il progetto “Rugby Oltre le Sbarre”, donando il materiale tecnico e vestendo tutti gli atleti coinvolti. Un elemento di grande valore dell’iniziativa risiede nell’organizzazione di momenti coordinati nei quali atlete e atleti delle Nazionali Italiane di Rugby incontrano gli atleti detenuti, condividendo momenti di gioco, confronto e convivialità. Il primo evento del 2026 di “Rugby Oltre le Sbarre” si è svolto a Bologna e ha coinvolto il Giallo Dozza Bologna Rugby, squadra che grazie alla normativa specifica rivolta alle società impegnate in progetti a forte impatto sociale partecipa al campionato federale di Serie C. Dopo gli interventi istituzionali di Macron e della Federazione Italiana Rugby gli atleti della squadra hanno avuto modo di fare una serie di esercizi con i campioni dell’ItalRugby presenti: l’atleta della Nazionale Femminile Alessandra Frangipani, i giocatori della Nazionale Maschile Simone Gesi e Jacopo Trulla e dall’Accademia FIR Fabio Salvanti e Nikolaj Varotto. Angelo Marino, Chief Brand & Communications Macron: "La leadership che Macron ha costruito nel mondo del rugby è il risultato di un allineamento profondo e autentico con i valori di questo sport. Il rugby è la disciplina in cui emerge con maggiore evidenza il valore dello spirito di squadra al servizio della crescita del singolo individuo, e il progetto Rugby Oltre le Sbarre ne rappresenta un'applicazione perfetta in ambito di responsabilità sociale. Siamo quindi orgogliosi di farne parte insieme alla Federazione Italiana Rugby e particolarmente felici che il primo evento sia stato organizzato proprio a Bologna coinvolgendo Giallo Dozza, una realtà straordinaria di cui siamo partner ormai da diversi anni". Antonella Gualandri, VicePresidente Federazione Italiana Rugby: “Rugby oltre le sbarre è uno dei progetti di responsabilità sociale di più lungo corso della nostra Federazione, in cui la squadra del carcere di Bologna ha sempre rivestito un ruolo di assoluto rilievo, contribuendo a ispirare e consolidare questa progettualità. L’impegno del nostro sponsor tecnico Macron e la partecipazione delle nostre Azzurre e dei nostri Azzurri, che stagione dopo stagione hanno sposato attivamente questo progetto, testimonia come Rugby oltre le sbarre sia entrato profondamente nel tessuto istituzionale di FIR e dei suoi più importanti portatori d’interesse, arricchendo sempre più l’offerta sportiva e formativa dell’iniziativa. Siamo orgogliosi dell’impegno delle giocatrici e dei giocatori, che si confermano i migliori testimonial delle doti formative e sociali uniche del nostro Gioco e che, con il loro impegno nel sociale e nella divulgazione dello sport, ci rendono particolarmente orgogliosi”. Matteo Carassiti, Presidente Giallo Dozza Bologna Rugby: “Il progetto di Giallo Dozza nasce dalla piena consapevolezza che il rugby non è solo uno sport, ma uno strumento di crescita personale, di responsabilità e di riscatto. Questa giornata di Rugby Oltre le Sbarre, per la quale vogliamo ringraziare Macron e la Federazione Italiana Rugby, ci permette di dare ancora più forza e dignità a questo percorso, facendo sentire i nostri atleti parte di una comunità vera, che li riconosce, li sostiene e crede nel loro quotidiano percorso di impegno a migliorarsi. È questo l’obiettivo più grande del Giallo Dozza.” Con questa collaborazione, Macron e la Federazione Italiana Rugby rafforzano il proprio impegno nel sociale, confermando il rugby come strumento concreto di educazione, crescita e inclusione, capace di andare oltre il campo di gioco e di incidere positivamente nella comunità. Anche grazie a questa iniziativa Macron conferma il proprio impegno per sostenere la crescita globale del rugby e il suo sviluppo a ogni livello. Un impegno che ha condotto il brand italiano a una posizione di leadership nello sport della palla ovale, dove il Macron Hero spicca sul petto di tre nazionali del Six Nations (Italia, Scozia e Galles), dei più importanti club a livello europeo e di arbitri e staff di World Rugby, l’organismo di governo internazionale del rugby a 15 e a 7 con cui il contratto è stato rinnovato recentemente fino al 2029. Gli appuntamenti di “Rugby Oltre le Sbarre” proseguiranno nel corso del 2026 all’interno di altri istituti penitenziari e realtà coinvolte nel progetto su tutto il territorio nazionale.
Impegno Sociale | 22/01/2026
Rugby oltre le sbarre: una domenica di libertà, sport e rispetto
Dalla C.C. "Le Sughere" - Livorno UNA GIORNATA PARTICOLARE Non servono troppe parole per commentare quello che è successo sabato 5 aprile a Livorno, campo dei Lions Amaranto, per il Campionato Toscano Old: si sono incontrate le formazioni dei Rinocerotti Livorno e gli Allupins di Prato.Una partita particolare perché i livornesi sono i tutor della squadra del carcere delle Sughere: le “Pecore Nere” (anche loro fanno parte del Campionato Old); dall'altra parte, i pratesi sono i tutor della squadra del carcere di San Gimignano, gli “Haka”, entrambe inserite nel progetto FIR “Rugby oltre le sbarre”. Ieri, tre “ragazzi” degli Haka hanno ricevuto dal Giudice di Sorveglianza il permesso di partecipare alla partita. E allora Vincenzo, Roberto e Gino, con l'auto di Leonardo, sono arrivati a Livorno, dove si sono messi la maglia degli Allupins, giocando una partita tirata fino all'ultimo minuto.Poi, grande “terzo tempo” e ritorno a Ranza, con l'augurio che sia la prima volta di molte. Una domenica particolare, alla cui riuscita hanno partecipato molte persone, alle quali, come Amatori Rugby Toscana, società responsabile dei due progetti, voglio fare un ringraziamento:all'inossidabile Maurizio Berti, allo staff della direzione della Casa Circondariale di San Gimignano, al Giudice di Sorveglianza, all'Ufficio Responsabilità Sociale della FIR, al Comitato Regionale Toscano, a Leonardo Panci, Celso Biscardi, Antonino Ruggieri e Leonardo Abrusci, i “ragazzi” degli Allupins che allenano a San Gimignano, e al sempre presente arbitro Castagnoli. Un ringraziamento particolare a tutte le squadre e a tutti i giocatori del Campionato Toscano Old che, con la loro presenza, permettono la riuscita del progetto.
Impegno Sociale | 07/04/2025
Rugby Oltre le Sbarre, presentato il nuovo progetto del carcere di San Gimignano
Il numero delle carceri italiane in cui si gioca a rugby si arricchisce di una nuova realtà grazie all’impegno dell’Amatori Rugby Toscana, già attiva da tempo nella Casa Circondariale Le Sughere di Livorno. La nota società toscana, fiore all’occhiello di Rugby Oltre le Sbarre, ha trasmesso l’impegno e l’importanza del progetto ad un gruppo di appassionati, allenatori e non, che ogni domenica mattina, da marzo scorso, si recano nella Casa di Reclusione di Ranza a San Gimignano per far conoscere il gioco della palla ovale e i suoi valori tra i detenuti. Il progetto è stato ufficialmente presentato il 20 settembre nella sala del Consiglio del Comune di San Gimignano alla presenza delle istituzioni comunali e regionali, del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e della Polizia penitenziaria. Il Sindaco di San Gimignano, Andrea Marrucci, e l’Assessora regionale alle politiche sociali, Serena Spinelli, hanno mostrato grande sostegno all’ingresso del rugby all’interno di una realtà carceraria di Alta sicurezza, quale è quella di Ranza. Presenti anche il Presidente del Comitato Regionale Toscano, Riccardo Bonaccorsi, i referenti dell’Ufficio Responsabilità Sociale della FIR che coordinano il progetto a livello nazionale, il Presidente dell’Amatori Rugby Toscana, Stefano Maganzi, e i referenti delle squadre OLD Toscane che partecipano, insieme alla squadra della C.C. Le Sughere ‘Le Pecore Nere’ al Campionato OLD Toscano. Largo spazio alle testimonianze di chi entra ogni settimana nell’istituto Ranza e Le Sughere, tra gli altri Leonardo Panci e Maurizio Berti, protagonisti fondamentali per la riuscita del progetto. Tra i racconti, l’emozione degli atleti detenuti nel ricevere i tesserini FIR, segno del loro ingresso nella famiglia del rugby italiano. Haka è il nome scelto per la squadra, che gli allenatori auspicano in futuro possa entrare, come la sua sorella livornese, a far parte del Campionato OLD toscano. L’istituto Ranza in provincia di Siena si unisce alle altre 17 realtà carcerarie all’interno delle quali si gioca a rugby in Italia.
Impegno Sociale | 25/09/2024
Pubblicato il Report ‘L’impatto di Mondovale Responsabile 2023’
La Responsabilità Sociale (CSR) è alla base delle strategie di sviluppo del movimento rugbistico, in ragione dell’impatto generato dai nostri valori nella società civile. Consapevoli di rappresentare un veicolo educativo per le persone che si avvicinano alla palla ovale, si promuovono scelte in grado di tenere insieme le attività sportive con la dimensione etica, sociale e ambientale ritenendo imprescindibile il connubio tra la pratica sportiva e i principi di cittadinanza della società civile. Aderendo al modello di Sport quale attore per lo sviluppo sociale promosso dall’Agenda 2030: “Anche lo sport è un attore importante per lo sviluppo sostenibile. Riconosciamo il crescente contributo dello sport per la realizzazione dello sviluppo e della pace attraverso la promozione di tolleranza e rispetto e attraverso i contributi per l’emancipazione delle donne e dei giovani, degli individui e delle comunità, così come per gli obiettivi in materia di inclusione sociale, educazione e sanità”. [Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile], si adottano scelte socialmente responsabili che rispondano alle aspettative economiche, ambientali e sociali di tutti i portatori di interesse per il conseguimento di uno sviluppo sostenibile in rispetto delle generazioni di domani. Rispondendo alle numerose richieste di coinvolgimento in progettazioni sociali che provengono da parte del mondo civile (Organizzazioni no profit, Onlus, Enti e Ministeri) il rugby diventa strumento di un cambiamento culturale che ha l’ambizione di formare cittadini migliori. “Mondo Ovale Responsabile” è il contenitore della Federazione nel quale si muovono tutte le progettualità che, in coerenza con i valori del rugby e con i principi di equità, promuovono e sviluppano un gioco inclusivo aperto a tutti e a tutte. È stato redatto, a cura del settore Strategia e Responsabilità Sociale, il primo report ‘l’impatto di Mondovale Responsabile 2023’ che valorizza le azioni e i progetti di CSR della FIR e dei suoi Club che hanno generato per il movimento rugbistico italiano nel 2023 un valore economico pari a 1.485.247€. Per leggere e scaricare il report clicca QUI.
Bandi Europei e Nazionali | 16/09/2024
Rugby Oltre le Sbarre, al Trofeo Illumia vince il Rugby
C.C. Rocco D’Amato, Bologna – 22 giugno 2024 Continua a collezionare successi in giro per l’Italia il progetto Rugby Oltre le Sbarre che, grazie alla dedizione di arbitri, allenatori e Club, diffonde lo sport della palla ovale in istituti penitenziari e strutture dedicate alla rieducazione e risocializzazione. L’ultimo traguardo ottenuto è la qualifica di arbitro da parte di 21 atleti/detenuti della squadra ‘Giallo Dozza’, attiva nella C.C. di Bologna dal 2013. Gli atleti, guidati dall’ex Arbitro internazionale Carlo Damasco, attuale Coordinatore tecnico del Progetto C.N.A. Arbitri Oltre Le sbarre FIR, e dall’Arbitro FIR Massimo Celli, hanno partecipato al corso nei mesi scorsi e sostenuto il 22 giugno l’esame per diventare arbitro a tutti gli effetti. Una qualifica che potranno utilizzare sia durante la detenzione, nel caso in cui sussistano le condizioni previste dalle normative in tema di permessi di uscita, sia al termine della stessa, come già avvenuto per altri detenuti partecipanti al progetto. Dopo l’esame, nel pomeriggio, i nuovi arbitri sono scesi sul campo del carcere, insieme al resto dei compagni di squadra, per disputare il Trofeo Illumia contro i ‘Cinghiali del Setta Rugby’ davanti ai propri familiari che hanno potuto assistere alla vittoria dei loro figli, fratelli, fidanzati, mariti, amici. Infatti, la squadra ‘Giallo Dozza’, che milita da diversi anni in serie C, ha sconfitto la squadra ospite che non ha potuto far altro che constatare la superiorità tecnica della squadra di casa, stimolata costantemente dal loro allenatore Fiorenzo Guermandi con suggerimenti di gioco dalla panchina. I ragazzi del ‘Giallo’ corrono come siluri e non lasciano al caso neanche un punto, giocando in maniera pulita e organica. Al termine della partita, tra le strette di mano e gli abbracci con i familiari e i ‘Cinghiali del Setta’, ormai da tempo amici del Giallo Dozza, non è mancato il consueto Terzo Tempo, preceduto da un momento di saluti da parte dei dirigenti della società Giallo Dozza Bologna, del capo della Polizia Penitenziaria dell’istituto e dei referenti dell’Ufficio Responsabilità Sociale FIR presenti. Ospite della giornata l’ex Azzurro Andrea Gritti che si è complimentato con le due squadre per la partita vista in campo e, in particolare con il Giallo Dozza, per le doti tecniche. Il progetto Rugby Oltre le Sbarre della C.C. di Bologna, quest’anno finanziato dal bando Sport di Tutti – Carcere di Sport e Salute, rappresenta un fiore all’occhiello del progetto federale che si auspica possa diffondersi a macchia d’olio in tutte le strutture penitenziarie italiane affinché il Rugby possa portare valori, serenità e spirito di gruppo a coloro che vogliono rimediare al loro vissuto e costruire una nuova vita.
Impegno Sociale | 10/07/2024
Rugby Oltre le Sbarre, Una giornata con le Pecore Nere
Il racconto di una volontaria di Servizio Civile FIR Il 15 giugno 2024, ho avuto l'opportunità di partecipare per la prima volta a un evento speciale intitolato ‘Giornata dello Sport’ nella Casa Circondariale di Livorno "Le Sughere". Questo evento è stato organizzato con cura e ha previsto due partite: la prima è stata quella di calcio, dove i detenuti hanno sfidato una rappresentativa calcistica della CGIL e la seconda quella di rugby, dove la squadra, conosciuta come ‘Pecore Nere’, ha affrontato una selezione di giocatori Old provenienti da varie realtà toscane. Per i detenuti, questa giornata non è stata solo un'occasione per dedicarsi allo sport, ma anche un prezioso momento per riabbracciare le proprie famiglie, con le quali, di solito, durante l’anno possono solamente avere dei colloqui. Questo aspetto ha reso l'evento ancora più significativo, poiché ha permesso loro di condividere momenti di gioia e divertimento con i propri cari. Dopo la partita di calcio, terminata 8 a 2, il presidente del comitato toscano della FIR, Riccardo Bonaccorsi, ha dato il via alla partita introducendo l'evento con un breve discorso, poi ha poi passato la parola all’arbitro internazionale Carlo Damasco, il quale ha guidato la partita con grande maestria, condividendo la sua esperienza attraverso una telecronaca appassionata e coinvolgente. Grazie alla regola del carcere per cui è vietato portare oggetti elettronici, inclusi i telefoni, all’interno della struttura, ho avuto la fortuna di vivere l’intera esperienza in modo più autentico, immergendomi completamente nell'atmosfera e nell'energia dell'evento. La realtà che da esterna, contagiata da immagini e storie negative, mi sono creata si è ribaltata quando ho visto la scena di un giocatore che, dopo essere stato placcato in modo brusco, veniva aiutato a rialzarsi proprio da chi lo aveva placcato e dopo una pacca sulla spalla hanno proseguito il gioco. Un altro momento molto bello è stato quando negli ultimi minuti della partita l’arbitro di gara ha ceduto la sua maglia e il fischietto a uno dei giocatori delle Pecore Nere, di nome Davide, permettendogli di fare il suo debutto come arbitro dopo essersi diplomato, qualche settimana prima, al corso tenuto in carcere. Al termine della partita che si è conclusa, con il punteggio di 2 mete a 1, c’è stato il discorso di ringraziamento del direttore del carcere e successivamente una breve cerimonia di premiazione curata dall’ Associazione Amatori Rugby Toscana. Alla fine di tutto, i “ragazzi” del TERZO TEMPO sono arrivati con un grande buffet, composto da riso, pizza, ciambelle e per finire una deliziosa granita al limone, portando un’atmosfera di festa e di convivialità che ha subito contagiato tutti i presenti. Quando è arrivato il momento di andare, sono uscita da quel posto con un sorriso sulle labbra. Questa esperienza mi ha permesso di conoscere una realtà nuova e di incontrare persone straordinarie che mi hanno raccontato le esperienze. Sono profondamente grata al Servizio Civile in F.I.R. per avermi dato l’opportunità di vivere questa bellissima esperienza.
FIR per il Sociale | 18/06/2024
Rugby Oltre le Sbarre, il racconto dell’ex azzurro Javier Dragotto
Comincia con l’appuntamento di oggi alle ore 19:00 il ciclo di incontri dedicati al Progetto federale ‘Rugby Oltre le Sbarre’. Il racconto della attività progettuali, lo scambio delle buone pratiche, gli approfondimenti di natura procedurale, e tanto altro, saranno al centro di questi incontri, che punteranno sullo scambio delle diverse esperienze presenti e passate, utile a chi è già attivo, e a chi inizierà a breve, un percorso che attraverso il rugby vuole offrire una opportunità di revisione del proprio vissuto e costruire una nuova vita. Organizzato dall’Ufficio Responsabilità Sociale della FIR, l’evento odierno avrà come protagonista la Fundation Espartanos di cui scopriremo l’impegno nelle carceri argentine attraverso il racconto dell’ex Azzurro Javier Dragotto. Prenderanno parte la dibattito, oltre ai Club attivi nel progetto federale, i Referenti di Sport e Salute Stefano Gobbi, Responsabile Politiche Sociali e Terzo Settore, Mattia Federico e Luisa Pollara, staff Sport in Carcere. Per avere maggiori informazioni sul progetto, sull’appuntamento di oggi e su quelli futuri scrivere a responsabilitasociale@federugby.it .
Azzurri per il sociale | 11/06/2024
Rugby Oltre le Sbarre, corso allenatori al carcere “Le Sughere” di Livorno
Dalla C.C. ‘Le Sughere’ di Livorno. È terminato il Corso Sperimentale per Allenatori di Rugby nella Casa Circondariale ‘Le Sughere’ di Livorno, pensato come step ulteriore all’interno del Progetto ‘Rugby Oltre le Sbarre’ FIR e nato per andare incontro al bando Sport di Tutti – Carcere di Sport e Salute, vinto, tra le diverse realtà di rugby che operano negli istituti penitenziari, anche dalle ‘Pecore Nere’, la squadra che ormai da numerosi anni è attiva nelle ‘Sughere’ con l’idea che lo sport, il rugby, è per le persone, e non le persone per lo sport. Sono state giornate intense: la mattina in aula e pomeriggio in campo, una partecipazione mista di dodici atleti delle Pecore Nere e cinque “esterni”: particolarità che, in linea con l’obiettivo In and Out del ‘Progetto Rugby Oltre le Sbarre’, dimostra sempre dare esiti positivi. Docente del corso l’eccezionale e noto Andrea Di Giandomenico, incaricato dalla FIR di tenere il Corso Sperimentale dal quale poi costruirà un modulo base dedicato ai tecnici che svolgeranno il corso nelle altre carceri vincitrici del bando, ma anche per il futuro progetto nel progetto ‘Allenatori Oltre le Sbarre’. Elevata conoscenza della materia, notevole intuito, fondamentale per la comprensione del contesto di intervento, grande capacità progettuale, rilevante capacità relazionale, assertiva, attrattiva, motivante, doti non comuni in tutti i luoghi, è sembrato che Andrea fosse già stato in contesti simili, mentre era la sua prima volta in assoluto in un istituto penitenziario. Accompagnando i partecipanti in un percorso di impegno, concentrazione, sforzo fisico e mentale, Di Giandomenico ha proposto un corso che ti mette di fronte alle responsabilità di guidare gli altri a dare il massimo per ottenere il risultato, che non è solo vincere, ma riuscire a migliorare, cercare, utilizzare, inventare esercizi per raggiungere lo scopo partendo dalle regole, dai principi del rugby e dalla coesione del gruppo; il tempo, lo spazio, la creatività, il sostegno, la difesa e l'attacco. Una serie di ringraziamenti sono d'obbligo: alla F.I.R., a tutto lo staff dell’Ufficio Responsabilità Sociale FIR, alla Direzione e al personale della Casa Circondariale di Livorno, una collaborazione che dura ormai da dieci anni, ai “ragazzi” della squadra old dei Rino..cerotti tutor delle Pecore Nere e al Comitato regionale toscano di Sport e Salute progetto “Sport di tutti – Carceri’’.
Impegno Sociale | 09/04/2024

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