[VIDEO] O’SHEA: “TETTO CHIUSO? MEGLIO, SIAMO QUI PER GIOCARE” PDF Stampa E-mail
Nazionali Azzurre
Venerdì 09 Marzo 2018 17:10

 

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Cardiff (Galles) – A due giorni dalla quarta giornata del Torneo, domenica al Principality Stadium contro il Galles, Conor O’Shea incontra i media gallesi nel quartier generale azzurro, nel centro di Cardiff,  a margine dell’annuncio della formazione che affronterà i Dragoni di Warren Gatland: “Il tetto dello stadio sarà chiuso, e a noi va benissimo così. Siamo venuti per giocare, per far vedere il nostro rugby. Per sfatare i preconcetti che vogliono l’Italia squadra difensiva e forte solo in mischia: siamo sulla strada giusta e vogliamo ribadirlo” spiega il CT.


 


Per lui un solo cambio, Bisegni per Boni, nel XV titolare; per il collega Gatland, ben dieci novità in formazione: “Una mancanza di rispetto? Non direi, basta guardare la formazione gallese, con atleti del calibro di Faletau, North e tanti altri ancora. Hanno grande profondità, normale che la sfruttino. Per Bisegni è l’occasione di confermare l’ottima stagione che ha fatto sino ad oggi alle Zebre, e di farlo nel suo ruolo naturale di secondo centro: Boni ha giocato molto e bene per noi negli ultimi sei mesi, sa dove deve lavorare e quali sono i suoi punti forti” ha detto O’Shea motivando l’unica novità in formazione.

 

“Abbiamo fiducia in questo gruppo – ha proseguito il tecnico irlandese – e nel lavoro che, tutti insieme con Zebre e Benetton, stiamo portando avanti. Anche i nostri partner nel PRO14 conoscono quanto stiamo facendo e, come noi, siamo consapevoli che tutto non può cambiare da un giorno all’altro. Ma io so di essere giudicato sui risultati: voglio vincere, come lo vogliono i giocatori. Contro l’Inghilterra e la Francia, quando abbiamo espresso il nostro rugby, siamo rimasti in partita, abbiamo dimostrato di poter competere a questo livello. Dobbiamo imparare ad approfittare dei momenti forti per far pendere dalla nostra parte l’inerzia del match, come sarebbe potuto accadere a Marsiglia” ha concluso O’Shea. 

 

 
 


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