“RUGBY OLTRE LE SBARRE”, A PESARO IL PRIMO CORSO PER ARBITRI PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 12 Giugno 2019 08:49

Cornice Carcere Pesaro Arbitri 2 

Roma – Rugby oltre le sbarre” muove un nuovo passo in avanti, allargandosi grazie alla collaborazione con il CNAr al settore arbitrale della FIR, in coerenza con gli obiettivi della progettualità realizzata con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio per lo Sport e che mira a disseminare la pratica del rugby, come forma di inclusione sociale, in altre strutture penitenziarie italiane, sulle orme della strada tracciata da La Drola di Torino e Giallo Dozza di Bologna, che partecipano al campionato federale di serie C2, e i Bisonti di Rebibbia, tre squadre interamente composte da atleti detenuti negli istituti di pena dei capoluoghi di Piemonte, Emilia Romagna e Lazio. 

La progettualità, che conta sul supporto della Federazione Italiana Rugby, ha portato nel recente passato il gioco all’interno di circa 18 Istituti di Pena sul territorio nazionale con l’obiettivo di contribuire, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby.

 

Ora, “Rugby oltre le sbarre” allarga i propri orizzonti con il primo corso arbitrale per detenuti, recentemente organizzato all’interno del carcere di Villa Fastiggi a Pesaro e che ha diplomato direttori di gara nove detenuti dell’istituto e cinque partecipanti esterni (due atleti del Pesaro Rugby, due atlete dell’Urbino Rugby, un allenatore): la loro partecipazione è legata all’opportunità di favorire la relazione tra l’interno e l’esterno che il rugby da anni cerca di diffondere nelle carceri per aprire le porte della reclusione.

Il rugby nel carcere di Pesaro è promosso da Giuseppantonio De Rosa, che ha esteso il progetto anche a Rimini promuovendone la diffusione attraverso eventi che abbracciano anche altri ambiti come il teatro, con la recente performance “Rugby, corpo a corpo. Ricordi e ritorni tra gioco e sogno di una vita” che è stata presentata il 3 giugno nella Sala teatro della Casa Circondariale di Pesaro. Un impegno, quello di De Rosa, che in costante collaborazione con Drola e Dozza prepara i ragazzi per il campionato ufficiale: infatti due dei detenuti diplomati arbitri a Pesaro sono in attesa di trasferimento per aggregarsi al Giallo Dozza di Bologna in qualità di atleti giocatori.

A consegnare i diplomi ai nuovi direttori di gara è stato, presso la sede di Villa Fastiggi, il Presidente del Comitato Regionale Marche Maurizio Longhi. L'attività rientra nel protocollo firmato tra la Federazione Italiana Rugby e il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria che mira non solo al miglioramento della condizione psico-fisica della popolazione detenuta, ma anche al riconoscimento delle diversità culturali e dei rapporti interpersonali. A premiare anche il Delegato CONI Pesaro-Urbino, Alberto Paccapelo e, in  rappresentanza della Casa Circondariale Pesaro-Villa Fastiggi, la Dott.ssa Enrichetta Vilella, responsabile dell'Area Pedagogica.

Mauro Dordolo, Presidente del CNAr, ha commentato: “La partecipazione al corso arbitrale di questi ragazzi ribadisce da un lato l’impegno concreto di tutte le componenti del movimento nell’applicazione dei nostri valori fondanti e, dall’altro, insegna come nessun momento o circostanza della vita possano far mai venir meno la speranza. Essere arbitro porta inevitabilmente a rispettare e far rispettare le regole e le norme, accrescendo inoltre l’attenzione al rispetto del prossimo come espressione del diritto a terzi: in tal senso sono felice di dire che questo percorso aiuterà in modo concreto questi giovani nuovi arbitri. Voglio ringraziare il Direttore della  Casa Circondariale di Pesaro, agli agenti penitenziari e agli operatori che ci hanno coadiuvato e che hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa che evidenzia quel sentimento di recupero e speranza che è alla base del Progetto Carceri di FIR e sono certo che la consegna degli attestati ai nostri nuovi affiliati CNAr rappresenterà per loro il primo passo di un cammino in grado di portarli quanto prima, e con l’impegno di tutti, a dirigere la loro prima partita”.

 

 
 

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