ITALRUGBY IN CAMPO IN SOSTEGNO DELLA PROTONTERAPIA PDF Stampa E-mail
Nazionali Azzurre
Lunedì 08 Luglio 2019 17:59

oshea protonterapiaPergine Valsugana – Primo giorno di lavoro sul campo per la Nazionale Italiana Rugby che nella giornata di ieri ha iniziato il terzo dei quattro raduni in calendario a Pergine Valsugana in preparazione alla Rugby World Cup in Giappone. Gli Azzurri hanno svolto una doppia seduta di lavoro tra campo e palestra in in mattinata e nel pomeriggio.

Al termine dell’allenamento mattutino una delegazione composta da Conor O’Shea, Marco Fuser e Marcello Violi ha fatto visita al centro di Protonterapia, Unità operativa dell’ospedale Santa Chiara di Trento altamente specialistica dedicata alla cura dei tumori che svolge anche attività di ricerca nell’ambito clinico, preclinico, spaziale, dei sensori e delle infrastrutture.

“Il nostro supporto per questo tipo di attività è sempre massimo. Donare sorrisi a chi non ha avuto molta fortuna nella propria vita è il minimo che possiamo fare. Il centro di Protonterapia di Trento è una struttura all’avanguardia che svolge una funzione importantissima per la salute di tante persone, bambini in particolare. Visitare il loro centro è stata una esperienza particolare e ringrazio tutto lo staff del centro ospedaliero per averci reso partecipi del grande lavoro che svolgono giornalmente” ha dichiarato Conor O’Shea.

La protonterapia è un trattamento radiante di precisione che utilizza particelle pesanti – i protoni – per irradiare le cellule tumorali con estrema precisione, risparmiando i tessuti sani intorno alla lesione. 

Il Centro dispone di due sale dotate di gantry (la struttura che permette di indirizzare con grande precisione le radiazioni, ruotando a 360° intorno al paziente) e di una sala ad uso sperimentale e di ricerca, dotata di un fascio fisso. 

 Attualmente  Trento è l’unico Centro di protonterapia afferente ad un’azienda sanitaria pubblica in attività in Europa ed è l’unico in Italia ad essere dotato di gantry e della tecnologia PBS (pencil beam scanning) per l’erogazione del fascio di protoni. 

Il primo paziente è stato trattato il 22 ottobre 2014: nel corso dei primi quattro anni di attività, lo studio e l’esperienza maturate dal personale del Centro hanno consentito di allargare progressivamente le tipologie di tumore trattate, conseguendo una serie di importanti primati scientifici a livello nazionale ed internazionale. Nel corso del 2018 sono stati trattati 301 pazienti provenienti dal Trentino, dall'Italia e dall'estero.

 
 

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