I Club per il sociale


IL CERCHIO DELLA VITA, QUALCHE VOLTA, E' OVALE PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Lunedì 03 Dicembre 2018 17:01

42085523 2283962588499881 378333395542867968 oUn venerdì di novembre di quelli, per fortuna, con un po’ di pioggerellina e una accenno di nebbia. Forse non il tempo ideale per allenarsi all’aperto, ma i bambini e i ragazzi che stanno giocando qui “alla casa del rugby” non sembrano infastiditi dal clima. In fondo, la tensostruttura è illuminata; è li che incontriamo Fabrizio, il papà di Simone (*).

Simone si è iscritto da poco al RugbyTotse ora si sta allenando insieme ai compagni di squadra, guidati da Federico. A guardar bene, il coach  sembra uscito dalle pagine di Collodi, ma è un Mangiafuoco dolce mentre segue i salti e le corse dei bambini. E’ attento, le regole sono precise, uguali per tutti perché “la linea” deve avanzare insieme ma, come ricorda il motto, l’apprendimento può essere divertente. Ed è proprio questa atmosfera divertente che si respira qui, sotto il tendone illuminato dalle corse dei bambini. Lo sguardo di Fabrizio, però, racconta anche un’altra storia, la storia di Simone.

A pochi mesi di vita, Simone ha avuto una emorragia cerebrale che ha dato il via al calvario di Simone e dei suoi genitori. Oltre 300 i giorni di ospedalizzazione in così pochi anni di vita, ai quali si aggiungono le terapie continue. La diagnosi è grave: emiparesi destra e conseguente riduzione del campo visivo. Una sentenza drammatica con la quale occorre imparare a convivere. Visite, terapie, psicomotricità, i genitori non si arrendono e fanno l’impossibile per aiutare Simone a crescere al massimo delle sue possibilità, ma a un bambino serve di più: serve divertirsi e giocare con gli altri bambini, esattamente quello che Simone sta facendo in questo venerdì di novembre nel campo di via Carso. 

Fabrizio lo guarda da bordo campo con un po’ di apprensione e molto orgoglio perché, ci racconta, è stupito dei risultati che suo figlio ha raggiunto in questo breve lasso di tempo.   Nessun miracolo, si intende, e nessuna illusione. Le terapie tradizionali continuano, ma è riuscito a inserire nell’intenso programma di cura, anche l’allenamento del RugbyTots dove, oltre alla necessaria psicomotricità, Simone sperimenta l’emozione di essere parte della squadra. Fabrizio e la mamma di Simone, vogliono ringraziare gli allenatori e i ragazzi del Rugby Parabiago 1948 dove, sottolinea, ha trovato persone tecnicamente e umanamente di spessore.

Mentre parliamo, i bambini saltano gli ostacoli, si infilano nel tunnel, prendono confidenza con i palloni ovali, sono concentrati, non vogliono perdere l’occasione di conquistarsi un nuovo sticker a fine allenamento. Un applauso segna lo scadere del tempo, i genitori sono pronti ad accogliere i piccoli. Mentre ci salutiamo penso al cerchio della vita, quella perfezione che ognuno di noi auspica per i propri figli. Quel cerchio che ogni tanto la vita schiaccia sotto il peso di prove durissime fino a farlo a farlo diventare ovale. Per fortuna ci sono posti in cui la palla ovale è l’inizio di un’avventura e non la fine di una storia, quindi Simone, benvenuto al Tots! 

(*) I nomi indicati sono di fantasia, i fatti narrati sono reali. 

IL RUGBYTOTS
Rugbytots e’ il primo programma ovale motorio strutturato in Italia per bambini e bambine dai 2 ai 5 anni 

Nasce nel 2007 in Inghilterra e Rugby Parabiago 1948 lo ha portato come primo club di rugby nel nostro paese nel 2013,
Da allora abbiamo avuto una crescita costante e oggi siamo arrivati a 320 bambini iscritti alle nostre lezioni che si tengono ovviamente a Parabiago, Rho, Lainate, Magenta, Albairate, Legnano, Castellanza e Gallarate.
Per info www.rugbytots.it o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
COGOLETO ORGANIZZA "PLACCHIAMO LA VIOLENZA" PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Venerdì 30 Novembre 2018 14:35

prova 3Per il secondo anno il CFFS Cogoleto Rugby organizza, il prossimo 24 febbraio nella cittadina ligure, il Torneo "Placchiamo la violenza" allo scopo di sostenere il Centro antiviolenza Mascherona e sensibilizzare i propri tesserati e simpatizzanti sul tema della violenza sulle donne.

Per maggiori info consultare il sito del Club, www.cogoletorugby.it

 
ANCHE IL RUGBY CAMPANO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Giovedì 29 Novembre 2018 10:47

 MG 8274L’Amatori Napoli è stato tra i numerosi Club scesi in campo nel fine settimana con un’iniziativa per sensibilizzare contro la violenza di genere. Presso il “Villaggio del Rugby”, in occasione della terza tappa del Campionato Interregionale U18 Femminile, tutte le giocatrici coinvolte sono scese in campo con un NO su di una guancia e la linea di rossetto rosso sull’altra. Testimonial di giornata l’attrice Cristina Donadio.

 
IOGIOCOALLAPARI: IL VIDEO DI RUGBY BASSANO PER LA PARITA' DI GENERE PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Giovedì 29 Novembre 2018 10:38

 

iogioco“Iogiocoallapari”, unvideo che chiede l’impegno di ciascuno inprima persona per realizzare la parità di genere nellerelazioni trauominiedonne. Realizzatoall’internodelprogettoRe-Living con la partecipazione della Società Rugby Bassano 1976 ASD dallo Studio Cremasco di Schio, il video è espressamente dedicato ai giovaniuomini.

Il video fa parte del progetto Re-Living, portato avanti per 15 mesi nei territori dell’Alto- Vicentino e del Bassanese con l’obiettivo di attivare un processo  di sensibilizzazione sulle tematiche della parità di genere e di prevenire e combattere i fenomeni di violenza e di povertà ed esclusione sociale delledonne.

CLICCA QUI PER IL VIDEO DEL RUGBY BASSANO

Re-Living si compone di due fasi:

- laprimadedicataapercorsidiinclusioneeaccompagnamentolavorativo,coordinati da professionisti e professioniste, per sostenere favorire l’autonomia personale e lavorativa delledestinatarie.

-la seconda destinata alla sensibilizzazione al tema, poiché le disparita’ e le discriminazionedigeneresonol’originedelleviolenzeecostruisconounasocieta’nonparitaria.

Le attività di sensibilizzazione sono state realizzate attraverso diverse azioni coordinate che mirano a creare o potenziare una riflessione condivisa sul rispetto di genere che agisca in più direzioni e che si rivolga a destinatari provenienti da diversi ambiti sociali. Nello specifico sono stati coinvolti, attraverso diverse azioni mirate, più di 1300 studenti tra gli Istituti Superiori di Schio e quelli di Bassano del Grappa, 115 giornalisti e giornaliste 50 aziende. È stato inoltre realizzato, oltre ai due eventi aperti alla cittadinanza, anche un video con la partecipazione della Società Rugby Bassano 1976 ASD. Il video è stato inviato a tutte le palestre e le associazioni dell’Alto Vicentino unitamente ad un cartellino di invito alla visione destinato agli spogliatoi e contenente ilQrcode.

 

 
LE ZEBRE SOSTENGONO RUGBY SCUOLA DI VITA, IL VIDEO CONTRO IL BULLISMO PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 17 Ottobre 2018 13:32

 

Gioele e Matteo Chiarello [Matteo Chiarello ed il figlio Gioele, giovane minirugbista]

L’INTERVISTA ESCLUSIVA AL REGISTA MATTEO CHIARELLO

Parma, 17 Ottobre 2018 - Lo Zebre Rugby Club sostiene il progetto editoriale del regista Matteo Chiarello che ha realizzato uno spot contro il bullismo con protagonisti i piccoli giocatori minirugby. "Rugby, scuola di vita" é un omaggio ai valori cardine del nostro sport che ha ispirato il regista a realizzare questo messaggio che vede il rugby quale metafora di vita; dove a vincere é il sostegno ed il gioco di squadra.

 

 

Ecco l’intervista realizzata col regista che ci racconta come si è avvicinato al rugby, cosa l’ha colpito di questa disciplina sportiva e le ragioni che l’hanno portato a realizzare questo spot che ha avuto un riscontro davvero positivo anche al di la della comunità ovale.

Come ti sei avvicinato al mondo del rugby? Mio fratello minore da adolescente aveva un problema di sovrappeso nonostante avesse una forza e un’agilità fuori dal comune. Erano gli anni in cui l’Italia entrò nel Sei Nazioni e mi venne spontaneo proporgli di provare a giocare a rugby, così lo portai nel club più vicino. In pochi mesi non solo il suo fisico si trasformò ma anche le sue relazioni sociali migliorarono nettamente. Da quel giorno il rugby è diventato di casa.

Cosa ti ha colpito di questo sport e dei suoi valori? Sacrificio, sostegno verso il prossimo, gioia, dolore, amicizia, fiducia, solidarietà, rispetto: sono gli stessi valori e le medesime emozioni che ritroviamo nella vita di tutti i giorni se scegliamo di seguire una strada onesta e sincera. Il terzo tempo poi è una caratteristica che non esiste in nessun’altro sport. Una pratica, quella di condividere il pasto insieme al proprio avversario a fine partita, che ricorda riti ancestrali di purificazione dello spirito.

Da dove nasce l'idea di realizzare questo video? Mio figlio Gioele che oggi ha 8 anni gioca nella stessa squadra dove giocava mio fratello. Da appassionato di questo sport spesso mi sono ritrovato ad invitare i genitori dei coetanei di mio figlio a fare una prova al campo. A volte però percepisco dai loro volti diffidenza; il rugby per chi non lo conosce è visto come uno sport violento, pericoloso e non è facile rompere il pregiudizio. Ed ecco quindi l’idea di mettere a disposizione la mia professionalità e produrre uno spot in cui si elencassero i valori del rugby e il loro impatto positivo non solo sul piano motorio ma soprattutto sulla formazione morale dei bambini. Ho presentato l’idea al club di mio figlio, la Us Primavera Rugby Roma, che ha accolto con grande entusiasmo l’iniziativa mettendosi pienamente a diposizione per ogni tipo di necessità.

Come è stato accolto il video dai media e dal pubblico? E’ stato un successo inaspettato, migliaia di visualizzazioni e altrettante condivisioni grazie anche al supporto di quotidiani on line nazionali che hanno sposato la causa. Una divulgazione così capillare che si è espansa oltre i confini del mondo del rugby raggiungendo gruppi extrascolastici, associazioni di altri sport, organizzazioni di supporto sociale etc. Ciò che poi mi riempie di orgoglio è che nel video non c’è nessun specchietto per le allodole come testimonial famosi o scene shock che oggigiorno sono  fondamentali per rendere un filmato virale. Ma è stato il solo e puro messaggio a rapire l’attenzione e spero il cuore di tutti coloro che l’hanno visto e condiviso.

Com'è stato dirigere sul set questi giovani attori? Una vera emozione. Prima di girare i genitori intimiditi mi avvertivano e un po’ cercavano di mettere le mani avanti sul fatto che i loro figli probabilmente non avrebbero atteso alle mie aspettative, non essendo appunto attori professionisti. Tutto smentito! E’ stata quasi sempre buona la prima. Non c’è stato nemmeno bisogno di spiegare loro il senso della scena: è come se sapessero ancora prima di me dove volevo arrivare! Meravigliosi!

RUGBY, scuola di vita!

 

 


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