Rugby oltre le sbarre

 

Il Rugby è proposto e praticato, con il coordinamento di FIR, da Società tutor o singoli allenatori, all’interno di circa 18 Istituti di Pena sul territorio nazionale con l’obiettivo di contribuire, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby – il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro, il sostegno del compagno - alla risocializzazione del detenuto.

I risultati delle esperienze, dimostrano indubbi effetti benefici sul consolidamento dei rapporti umani all’interno del Carcere, attraverso una nuova percezione dell’altro, offrendo anche una nuova rete che può risultare preziosa in vista del loro reinserimento nella società civile.

Due squadre (La Drola di Torino,Giallo Dozza di Bologna) composte da detenuti, partecipano al Campionato Italiano di Serie C, grazie alla disponibilità delle restanti squadre partecipanti di disputare tutti gli incontri all’interno dei rispettivi istituti. Un’ulteriore opportunità di formazione che definiamo IN&OUT.
 

 



NÉ SPORCA, NÉ ULTIMA PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Venerdì 26 Luglio 2019 10:01

dozza con copertina 2di Enea Zoli (https://www.gagarin-magazine.it/)

Lo scorso 11 maggio il Faenza Rugby ha giocato un’amichevole «in casa» del Rugby Giallo Dozza, squadra formata dai detenuti della Casa circondariale della Dozza a Bologna. Entrambe le formazioni sono allenate da Edgardo
Eddy Venturi (già giocatore della Nazionale italiana negli anni ’90). Una partita dal grande significato sociale e spirito di inclusione e partecipazione.

Lo posso candidamente ammettere. L’idea di giocare una partita di rugby - ancorché amichevole - contro una squadra di detenuti e all’interno di un carcere mi fa cagare addosso. E poi questi giocano sempre in casa loro, chissà cosa nascondono in giro per il campo… Trascorro diversi giorni speculando su luoghi comuni cinematografico-escapologici di basso livello ma alla fine il giorno della gara arriva e quando ci ritroviamo per partire con gli altri compagni del Faenza Rugby siamo tutti piuttosto presi bene.

Tuttavia è sufficiente l’arrivo a Bologna, davanti al penitenziario della Dozza, per far cambiare il clima. Diventiamo stranamente silenziosi: tutti quei cancelli, quei muri, quei controlli prima di entrare ce la mettono un po’ d’ansia. Sono un promemoria omnidirezionale. Non stiamo andando a giocare in uno dei soliti campi.

Oltre il cancello perimetrale l’unica cosa che vediamo è cemento. Cemento in tutte le direzioni, se si eccettua una serie di fessure. Sono finestre, sbarrate da strati di grate. Dentro qualcuna si intravedono cose appese ad asciugare e ogni tanto qualche sguardo, di cemento pure quelli.

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“RUGBY OLTRE LE SBARRE”, A PESARO IL PRIMO CORSO PER ARBITRI PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 12 Giugno 2019 08:49

Cornice Carcere Pesaro Arbitri 2 

Roma – Rugby oltre le sbarre” muove un nuovo passo in avanti, allargandosi grazie alla collaborazione con il CNAr al settore arbitrale della FIR, in coerenza con gli obiettivi della progettualità realizzata con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio per lo Sport e che mira a disseminare la pratica del rugby, come forma di inclusione sociale, in altre strutture penitenziarie italiane, sulle orme della strada tracciata da La Drola di Torino e Giallo Dozza di Bologna, che partecipano al campionato federale di serie C2, e i Bisonti di Rebibbia, tre squadre interamente composte da atleti detenuti negli istituti di pena dei capoluoghi di Piemonte, Emilia Romagna e Lazio. 

La progettualità, che conta sul supporto della Federazione Italiana Rugby, ha portato nel recente passato il gioco all’interno di circa 18 Istituti di Pena sul territorio nazionale con l’obiettivo di contribuire, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby.

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PRIMO TORNEO DI RUGBY NEL CARCERE DI PORTO AZZURRO PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Lunedì 06 Maggio 2019 12:15

porto azzurro

 

13 aprile, Casa di reclusione "Pasquale De Santis", Porto Azzurro

Un cielo azzurro e il bellissimo mare che circonda l’isola accolgono un numeroso gruppo di persone che non sono arrivate a Porto Azzurro per visitare l’Elba in una piacevole giornata primaverile, ma per partecipare al Primo Torneo di Rugby nel carcere ‘Pasquale De Santis’ all’interno del Forte San Giacomo.

Dopo i consueti controlli all’ingresso la comitiva entra nella fortezza spagnola che ospita il carcere e si dirige al campo da calcio che i detenuti utilizzano anche per l’attività del rugby. Si respira un’aria serena, la struttura è vecchia ma il clima è disteso e i detenuti sembrano convivere tranquillamente con la polizia penitenziaria. Gli atleti del carcere sono già sul campo e con grande attenzione preparano il terreno di gioco disegnando le linee; qualcuno inizia il riscaldamento e non vede l’ora di iniziare.

Gli ospiti salutano gli atleti detenuti: ci sono i ragazzi dell’Etruria Rugby Piombino con il loro Presidente, Giacomo Grandi; quelli del Grosseto Rugby Club, accompagnati dal Consigliere Alessandro Zampieri, che sfideranno la squadra del carcere; c’è Stefano Maganzi, referente del progetto nella casa di reclusione di Porto Azzurro: Arienno Marconi, presidente dell’Amatori Toscana, società che da anni porta il rugby nelle carceri toscane.

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Rassegna stampa Rugby oltre le sbarre

copertina rassegna stampa rugby oltre le sbarre

Lettere dal carcere

copertina lettere dal carcere

IL PROGETTO RUGBY OLTRE LE SBARRE

opertina progetto carceri

IL PROTOCOLLO FIR DAP

copertina il prtocollo dap


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