ITALDONNE, VITTORIA E BONUS IN SCOZIA PER LE AZZURRE PDF Stampa E-mail
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Venerdì 01 Febbraio 2019 22:49

A GLASGOW MANUELA FURLAN E COMPAGNE PASSANO 28-7 

Glasgow (Scozia) – L’Italdonne di Andrea Giandomenico debutta nel Sei Nazioni 2019 con una vittoria esterna allo Scotstoun di Glasgow, superando le padrone di casa della Scozia 7-28, inanellando la quinta vittoria consecutiva dell’anno e centrando allo scadere il punto bonus. 

Nel primo tempo le Azzurre partono al meglio, ma sprecano il possesso, non riescono a concretizzare quanto costruito e si fanno raggiungere dalle padrone di casa, chiudendo anche la prioma frazione in doppia inferiorità numerica per gialli a Ruzza e Giordano.

Nella ripresa, sempre in inferiorità, le italiane riprendono il controllo del campo, tornano sopra 7-14 ma poi devono faticare a lungo in difesa per limitare la squadra di casa: nel finale, micidiale uno-due di Rigoni e Giordano, che consegna la vittoria alle Azzurre.

Prossimo turno sabato a Lecce contro il Galles.  

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ITALIA, LA FORMAZIONE PER LA SCOZIA: PARISSE RECORD, GHIRALDINI FA 100, SISI DALL'INIZIO PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 30 Gennaio 2019 13:44

 

formazione020219Edinburgo (Scozia) - Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha reso nota la formazione che sabato 2 febbraio affronterà la Scozia al BT Murrayfield Stadium di Edinburgo nella prima giornata del Guinness Sei Nazioni 2019.

L’incontro, in programma alle 14.15 locali (15.15 in Italia) sarà trasmesso in diretta da DMAX canale 52. By Telecronaca di Antonio Raimondi, commento tecnico di Vittorio Munari e collegamento in diretta con Rugby Social Club, condotto da Daniele Piervincenzi, a partire dalle ore 14.35 italiane. 

Il debutto nel ventesimo Torneo della storia italiana propone una grande classica contro gli highlanders, attualmente settima forza del ranking World Rugby, e vede il rientro dal primo minuto con gli Azzurri di capitan Sergio Parisse, rimasto ai margini in novembre per infortunio: per il numero otto aquilano dello Stade Francais è la centotrentacinquesima presenza in Nazionale e la sessantaseiesima apparizione del Sei Nazioni, un record che nessun giocatore ha saputo eguagliare nell’ultracentenaria storia della manifestazione.

Traguardo di prestigio anche per un altro veterano azzurro, il tallonatore e vice-capitano della Nazionale Leonardo Ghiraldini che scenderà per primo sul prato dello storico stadio scozzese per celebrare il centesimo cap internazionale, ottavo atleta italiano ad entrare nel Club dei centurioni internazionali.

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IL GUINNESS SEI NAZIONI SPALANCA LE PORTE DEI MUSEI DI ROMA PDF Stampa E-mail
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Lunedì 28 Gennaio 2019 13:30

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IV TEMPO RUGBY E CULTURA, LA NUOVA CAMPAGNA FOTOGRAFICA FIR


Roma – 
Grande rugby, ma non solo. Il 6 Nazioni a Roma, dal 5 febbraio del 2000 ad oggi, è sempre stato molto di più: festa, divertimento, incontro gioioso di culture.

E proprio la cultura, di cui la Capitale è permeata in ogni suo angolo, ha assunto nelle ultime stagioni una centralità nell’offerta di FIR e dei propri partner, sempre impegnati a garantire la più affascinante ed ampia esperienza possibile alle decine di migliaia di appassionati provenienti da tutta Italia e tutta Europa per le gare dello Stadio Olimpico.

Varato nel 2016, il progetto FIR “IV Tempo Rugby e Cultura” costituisce un contenitore ideale di tutte quelle iniziative, culturali e sociali, volte ad aggiungere valore al biglietto per le partite degli Azzurri nel Torneo, offrendo una vasta serie di opportunità di intrattenimento di qualità ai possessori dei tagliandi.

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O’SHEA: “FIDUCIA NEL NOSTRO GIOCO, SFRUTTARE LE OCCASIONI IN UN GRANDE TORNEO” PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 23 Gennaio 2019 17:13

 

e998e74b-0580-4a79-bb25-142aebb3836aDI GIANDOMENICO: “PERCORSO DI CRESCITA LEGATO ALLA PERFORMANCE, OGNI GARA DURA”

Londra – Il Guinness Sei Nazioni 2019 muove ufficialmente i primi passi dall’Hurlingham Club di Londra, sulle sponde del Tamigi, dove da questa mattina allenatori e capitani delle Nazionali maschili e femminili si sono dati appuntamento in vista del calcio d’inizio del Torneo.

Una serie infinita di scatti fotografici, interviste con le televisioni detentrici dei diritti e conferenze stampa hanno scandito la mattinata di Manuela Furlan, Sergio Parisse, Conor O’Shea e Andrea Di Giandomenico: dopo la conferenza stampa di lunedì al Salone d’Onore del CONI di Roma, una nuova opportunità per chiarire concetti, rilanciare messaggi, far conoscere il lavoro svolto e gli obiettivi delle sette settimane che attendono le rappresentative azzurre nel “più grande Torneo di rugby al mondo”.

“Conosciamo il livello della sfida, vivere il Sei Nazioni è un privilegio per chiunque, dai tecnici ai giocatori, dai fans agli sponsor” ha detto il CT dell’Italrugby Conor O’Shea, alla sua terza stagione sulla panchina dell’Italia. “In questi primi giorni di raduno ho trovato grande entusiasmo nel gruppo, sappiamo il livello della sfida che ci aspetta ma siamo una squadra di persone competitive, puntiamo ad offrire il nostro meglio, a lasciare tutto sul campo per poter essere fieri della nostra performance. Ma conosciamo il livello della sfida che ci attende”.

“Ho molta fiducia nel nostro gioco, dobbiamo creare le condizioni per segnare e sfruttare quei piccoli momenti che possono cambiare l’energia di una partita. C’è molto talento in Italia, in questi anni stiamo creando la struttura e le condizioni adeguate per continuare a crescere: Treviso con il lavoro di Crowley e Pavanello sta ottenendo grandi risultati, con le Zebre abbiamo un progetto a lungo termine che inizia a dare riscontri concreti e che le renderà più competiti e” ha proseguito O’Shea. 

“Nel 2018 abbiamo battuto la Georgia e il Giappone, le prestazioni con Scozia e Australia avrebbero potuto offrire un risultato diverso e dare vibrazioni positive a tutto il movimento, ma hanno comunque dimostrato quanto competitivi possiamo essere e la nostra sfida – ha detto il CT degli Azzurri – deve essere quella di replicare quel tipo di performance in ogni gara, a cominciare dal 2 febbraio a Murrayfield contro gli scozzesi. Sperando – ha sorriso O’Shea – che questa volta il calcio decisivo allo scadere porti la firma di Allan, Canna o McKinley”.

“Un tratto distintivo dei grandi atleti – ha aggiunto il tecnico irlandese – è la resilienza, dobbiamo giocare senza paura, prendere responsabilità. Ogni cosa che facciamo, in campo e fuori, mi da fiducia circa la qualità di questo gruppo. Per quanto riguarda la Scozia, nostra prima avversaria, è una gran bella squadra, con avanti di qualità, una mediana e dei trequarti eccellenti”.

Sergio Parisse, capitano azzurro che diverrà l’atleta più presente nella storia del 6 Nazioni il prossimo 2 febbraio, ha condiviso la fiducia del tecnico: “Abbiamo battuto Fiji, Giappone, Georgia ma ci è mancata l’anno scorso una vittoria contro una squadra del livello superiore, non abbiamo concretizzato per quanto lavorato e cambiare questo è quanto vogliamo fare in questo Torneo. Treviso sta facendo bene, vedo entusiasmo e fiducia nel gruppo, ma dobbiamo ricordare che il livello del Sei Nazioni è diverso. Partire bene contro la Scozia, con una performance di qualità, sarà importante per dare il giusto tono al nostro Sei Nazioni”.

“Siamo concentrati sulla prima partita, perché affrontandola correttamente dal punto di vista mentale possiamo essere molto competitivi. Io vengo da un 2018 difficile, con tanti infortuni che hanno influenzato negativamente il mio rendimento. Fa parte della carriera, ora voglio giocare e divertirmi. Possiamo andare a Murrayfield e vincere, stiamo lavorando per questo, per rendere quella di Edinburgo solo la prima opportunità di molte, ma per portare a casa le partite dobbiamo saper approfittare delle opportunità, anche piccole, che si presenteranno durante gli ottanta minuiti di gioco”.

“Stiamo lavorando molto dietro le quinte per diventare una Nazionale migliore, sono elettrizzato all’idea di scendere in campo contro gli scozzesi, vogliamo una grande prova per instradare il Torneo lungo i migliori binari possibili” ha detto Parisse.

Andrea Di Giandomenico, al decimo Sei Nazioni sulla panchina di Italdonne, portate al settimo posto del ranking internazionale, ha commentato: “Novembre ci ha regalato due successi su Scozia e Sudafrica, ma dobbiamo evitare di cullarci nella sicurezza di queste vittorie perché il Sei Nazioni è di un differente livello. Ogni partita sarà durissima, dobbiamo concentrarci sul nostro rugby e proseguire nel percorso di crescita di questa squadra, che non può che essere legato alla performance”.

Le Azzurre debutteranno venerdì 1 febbraio a Glasgow (ore 20.30 italiane, Eurosport 2) mentre l’indomani alle 15.15 (DMAX canale 52) toccherà a Parisse e compagnij affrontare gli highlanders nel primo turno del Guinness 6 Nazioni. 

 

 
GUINNESS SEI NAZIONI, IL 2019 PARTE DAL SALOTTO DELLO SPORT ITALIANO PDF Stampa E-mail
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Giovedì 17 Gennaio 2019 17:31

GUINNESS SIX NATIONS LANDSCAPE STACKED RGBVIA IL 2 FEBBRAIO IN SCOZIA, DEBUTTO ALL’OLIMPICO IL 9 CONTRO IL GALLES

Roma - Venti edizioni del Guinness Six Nations: non sembra poi così lontano quel 5 febbraio del 2000 quando, allo Stadio Flaminio, la Nazionale Italiana Rugby fece il proprio debutto nel più antico e prestigioso Torneo del rugby internazionale.

Un pomeriggio indimenticabile, scandito dai calci di Diego Dominguez e dalla meta di Giampiero De Carli, concluso con la vittoria per 34-20 sulla Scozia campione in carica, rendendo storico il debutto italiano. 

Tra quel pomeriggio e l’imminente esordio stagionale del XV guidato da Conor O’Shea, sabato 2 febbraio a Murrafyield, di fronte anche questa volta la Scozia, una serie di momenti indimenticabili: le due vittorie esterne contro gli Highlanders, il debutto all’Olimpico innevato nel 2012, i due successi sulla Francia nell’ultima uscita al Flaminio e nel 2013 all’Olimpico sono alcune delle indelebile memorie dell’Italrugby, che vanno a braccetto con i successi colti in Galles dalle Azzurre - il loro ingresso nel Torneo è datato 2007 - capaci di espugnare anche il Principality Stadium l’anno passato e di chiudere al terzo posto nel 2015.

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