Linee di meta: Francesca Granzotto e Stefano Raffin – Rugby Conegliano
“Stefano non è stato in realtà il mio primo allenatore. Mi ha allenata in Under 12 e, se non ricordo male, per un periodo neanche troppo lungo, un paio d'anni. Però penso che mi abbia fatto capire quanto effettivamente mi piacesse giocare a rugby.
In quegli anni avevo una specie di filosofia: ogni fine stagione mi dicevo che quello sarebbe stato l'ultimo anno in cui avrei giocato a rugby, così durante l'estate non avrei più avuto troppi pensieri. Lo avevo pensato anche alla fine dell'Under 12, quando avrei dovuto passare al Villorba. Era più lontano, avrei iniziato il liceo e non avevo qualcuno che potesse accompagnarmi con continuità. Mi ricordo che ero convinta che quella sarebbe stata davvero l'ultima volta che avrei giocato a rugby.
Poi, evidentemente, non è andata così.
Stefano, in quegli anni, è sempre stato molto di supporto nei miei confronti. Non saprei indicare una motivazione precisa o uno specifico insegnamento che mi abbia lasciato, Penso però che mi abbia dato molto a livello umano e personale e che, in qualche modo, sia diventato per me una figura di riferimento. Anche negli anni successivi ha continuato a seguirmi e a supportarmi. Magari mi mandava un messaggio di incoraggiamento, se poteva venire a vedere una partita, c'era. Non è una persona con cui mi sento o mi vedo continuamente, ma è quella persona che, appena escono le convocazioni, mi manda la foto e mi scrive “complimenti”, oppure so che guarda la partita e che segue quello che faccio.
Per questo, tra tutte le persone che hanno fatto parte del mio percorso, penso di identificarlo un po' come una figura particolare. Non solo per quello che mi ha insegnato tecnicamente, quanto per quello che ha rappresentato per me in quegli anni e per il modo in cui, ancora oggi, continua a dimostrarmi il suo affetto e il suo sostegno”.
Stefano Raffin è un tecnico conosciuto nel mondo del rugby. La sua simpatia balza subito all’attenzione dell’interlocutore: una persona carismatica e molto preparata, che nel corso degli anni ha formato con passione e dedizione decine di atlete e atleti.
In questo senso, Francesca Granzotto, ala/estremo delle Exeter Chiefs e della Nazionale Femminile non fa eccezione.
Racconta Raffin: “Il primo club in cui ho conosciuto e allenato Francesca è stato il Conegliano, categoria Under 12, quando aveva dieci o undici anni. Mi hanno colpito subito la sua energia e la sua capacità di impegnarsi in tutto quello che faceva. Per me è stato quindi molto facile entrare in sintonia con lei, con il suo mondo e con la sua famiglia: persone fantastiche. Abbiamo fatto un bel viaggio insieme nel minirugby e poi lei è andata avanti nel suo percorso. La sua grande caratteristica è sempre stata proprio questa: la capacità di impegnarsi in tutto quello che fa.
Per come la vedo, il talento è al servizio di qualcosa che è nell'indole dell'atleta. Il nostro è uno sport faticoso e impegnativo e, nello specifico, ragazze e ragazzi hanno anche i loro impegni extra-sportivi. La capacità di ritrovarsi in campo e metterci tutto fa parte proprio dell'indole della persona. Francesca, sin da subito, mi ha dato questa impressione e mi ha mandato questi segnali. Per questo è stato anche molto facile allenarla”.
Granzotto è una giocatrice versatile, che riporta in campo tanti dei lati del suo carattere: la sua intelligenza, la propensione alla sfida e la volontà di esplorare e il suo dinamismo sono tratti distintivi di una personalità forte, nascosta sotto la chioma bionda che è evidentissima anche nelle foto della piccola Francesca che corre, salta avversari, segna. Ed è proprio in quelle foto che si capiscono le sue doti tecniche: lei sempre in campo con dei bambini, maschi, davanti a tutti, le facce degli avversari preoccupati mentre la rincorrono senza - verosimilmente - riuscire a prenderla. È successo a Conegliano anni fa, quando l’allenatore era Stefano Raffin, è successo undici volte con la maglia Azzurra, è successo a Ellie Kildunne, una delle migliori interpreti nella storia del gioco, saltata da Granzotto con uno step da vedere e rivedere nella sfida di Premiership tra Exeter e Harlequins, nella stagione 2025/26.
“Dal punto di vista tecnico - spiega Raffin - le ho sempre riconosciuto una grande capacità di lettura del gioco. Nel ruolo che ricopre è fondamentale riuscire ad anticipare le situazioni e questa capacità, secondo me, l'ha sempre avuta. Già nel minirugby capitava di trovarsi in situazioni in cui lei, con la palla in mano, aveva già letto quello che sarebbe successo. Il resto della sua squadra e gli avversari dovevano quasi rincorrerla. Questa capacità di anticipare il gioco l'ha sempre accompagnata ed è una delle qualità che ho riconosciuto in lei fin da piccolissima”.
Cosa significa però vedere che la persona a cui si è dato un impulso, che una ragazza con cui hai incrociato la tua vita grazie al rugby, arriva sui più grandi palcoscenici di quel mondo? “Vedere un'atleta che è passata dal tuo percorso, dalle tue mani, arrivare a giocare il Sei Nazioni, la Coppa del Mondo e persino segnare una meta al Mondiale è una soddisfazione enorme. Quando vedo le atlete che ho allenato andare avanti nel loro percorso, il mio primo pensiero è sempre: “Non devo aver fatto troppi danni”. Ed è già un grande sollievo. Detto questo, mi emoziona sempre tantissimo. Sono davvero molto felice di aver fatto parte del percorso di Francesca. Con lei, come con altre atlete, abbiamo mantenuto un rapporto che va oltre il campo: è un rapporto di puro affetto. Sono anche grato a lei, perché attraverso il lavoro con giocatrici di questo spessore sono cresciuto anch'io come allenatore. Avere la possibilità di allenare atlete e atleti ti permette inevitabilmente di crescere e di migliorarti”.
Nel week end a Parma il primo Referee Training Camp di Rugby Europe
Dal 25 al 27 settembre 2026, Parma diventa la capitale dell'arbitraggio continentale. Rugby Europe, organizzato dalla Federazione Italiana Rugby e con il supporto delle Zebre Parma, promuove il primo Referee Training Camp, uno stage d’eccellenza pensato per la crescita dei migliori fischietti emergenti del panorama europeo. L'iniziativa, ideata e coordinata dal Referee Manager di Rugby Europe Carlo Damasco, riunisce in Italia quindici tra i più promettenti arbitri dalle Union di Tier 2 affiancati dai due giovani fischietti azzurri invitati dalla FIR, Alice Torra del CR Lombardia ed Enrico Masetto del CR Veneto, entrambi già messi alla prova in contesti internazionali.La delegazione internazionale vede protagonisti giovani direttori di gara provenienti da ogni angolo del continente: la belga Adele Robert, i tre olandesi Katherine Ritchie, Edwin Van Der Spek e Bram Oudman, il georgiano Sabah Makaradze, il tedesco Benedikt Niklaas, gli spagnoli Carlos Guerrero e Alberto Diaz, il polacco Wissam Baamara, i tre portoghesi Marco Minelli, Diogo Inacio e Diogo Miranda, il croato Luka Lerotic, il rumeno Andrei Ballok e lo svizzero Ethan Glass.La tre giorni parmigiana si caratterizza per un programma ad alta intensità che alterna lavoro teorico in aula e sessioni pratiche sul campo da gioco. L'apertura dei lavori nella giornata di venerdì 25 settembre è affidata ai saluti del Coordinatore degli Arbitri FIR Riccardo Bonaccorsi, per Rugby Europe il Chairman Jens Aage Skare Nielse e l’Head of Competitions Philippe Tuccelli. A seguire, Carlo Damasco introdurrà il corso lasciando poi la parola a John Lacey, Talent ID Manager di World Rugby, per una sessione incentrata sulle sperimentazioni della regola sull'altezza del placcaggio, touche e maul. Il pomeriggio proseguirà con quiz e video test curati dallo stesso Damasco, fino all'intervento conclusivo di Andy Bracy, arbitro professionista della federazione irlandese, dedicato alla visione dell'arbitraggio ad alto livello.La giornata di sabato 26 settembre si aprirà al mattino con lo studio approfondito del punto d'incontro e dei principi di gestione del gioco condotto da Damasco e Lacey, arricchito da momenti di discussione ai tavoli e debriefing. Nel pomeriggio i giovani fischietti scenderanno sul campo da gioco per una sessione di allenamento pratico a cui prenderà parte Philippe Lenne, Performance Reviewer di Rugby Europe. In serata i partecipanti assisteranno al match di United Rugby Championship tra Zebre e Bulls. L'evento si chiuderà domenica 27 settembre con la revisione delle prestazioni, il debriefing finale sulle sessioni di campo e la redazione dei report individuali coordinati da Philippe Lenne.Di assoluto rilievo la platea dei relatori coinvolti tra cui Jens Aage Skare Nielsen, John Lacey, Andy Bracy e Philippe Lenne. L’obiettivo di questa iniziativa è avviare una collaborazione strutturata e permanente tra World Rugby e Rugby Europe, destinata a diventare un appuntamento annuale ospitato ogni volta da una Union diversa. Un percorso formativo pensato per sostenere e valorizzare i migliori prospetti del continente, fornendo loro fin da subito linee guida condivise e una visione comune del ruolo.
Nazionale Femminile, la formazione delle Azzurre per la sfida con il Sudafrica di Sabato
Il CT Azzurro Plinio Sciamanna ha scelto le 23 Azzurre che scenderanno in campo sabato 26 settembre allo Stadio Omero Tognon di Fontanafredda per affrontare il Sudafrica nel secondo turno delle WXV Global Series (calcio d’inizio alle ore 14.30, diretta su federugby.it e Sky Sport, biglietti in vendita su federugby.ticketone.it).
Rispetto alla sfida del 19 settembre vinta in modo convincente con il Giappone con il risultato di 55-21, Sciamanna opera diversi cambi: in prima linea Alessia Pilani sostituisce Vittoria Zanette, in terza linea rientra Elisa Giordano, con Sgorbini che scala nel ruolo di flanker. Confermata la mediana Stefan-Stevanin, nella linea dei trequarti rientra Michela Sillari, con conseguente spostamento di Alyssa D’Incà all’ala e con Francesca Granzotto che si siede in panchina.
Ed è proprio in panchina che c’è una novità: con la maglia numero 20 ci sarà infatti Mascia Jelic, che, scendendo in campo, esordirebbe, diventando così l’Azzurra numero 230. Seconda-terza linea di Benetton Rugby, originaria di Pesaro, Mascia Jelic è la sorella di Ratko, giocatore che in passato ha vestito, tra le altre, la maglia della Nazionale Seven e delle Zebre Parma.
Il CT Azzurro Sciamanna ha così commentato le scelte: “La partita con il Sudafrica sarà diversa rispetto a quella con il Giappone, per questo abbiamo apportato delle modifiche nelle formazione. Il ritorno di Elisa e Michela ci permette di variare nelle decisioni e porta esperienza in vista di una sfida intensa, ma abbiamo comunque avuto modo di dar spazio a Mascia, che partirà dalla panchina sabato”.
La formazione delle Azzurre per Italia v Sudafrica
15 Vittoria OSTUNI MINUZZI (Capitana, Grenoble Amazones, 50 caps)14 Aura MUZZO (ASM Clermont Rugby, 64 caps)13 Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 98 caps)12 Sara MANNINI (Harlequins, 18 caps)11 Alyssa D’INCÁ (Blagnac Rugby, 41 caps)10 Emma STEVANIN (Grenoble Amazones, 33 caps)9 Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 107 caps)8 Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova, 83 caps)7 Alissa RANUCCINI (ASM Clermont, 24 caps)6 Francesca SGORBINI (ASM Clermont, 43 caps)5 Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 66 caps)4 Alessandra FRANGIPANI (Arredissima Villorba Rugby,3 Alessia PILANI (Stade Bordelais, 12 caps)2 Vittoria VECCHINI (Gloucester Hartpury, 47 caps)1 Silvia TURANI (Harlequins, 53 caps)
A disposizione:
16 Chiara CHELI (Arredissima Villorba Rugby, 5 caps)17 Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby, 1 cap)18 Gaia DOSI (Rugby Parma FC, 2 caps)19 Giulia CAVINA (AC Bobigny, 6 caps)20 Mascia JELIC (Benetton Rugby Treviso, esordiente)21 Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 16 caps)22 Beatrice RIGONI (Sale Sharks, 88 caps)23 Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 29 caps)
CT: Plinio Sciamanna
Entra nel vivo la nuova stagione del grande rugby internazionale e di club, con un fine settimana ricchissimo di appuntamenti di altissimo livello per le due franchigie italiane e per la nostra Nazionale Femminile.
Venerdì sera si alza ufficialmente il sipario sulla nuova edizione del BKT United Rugby Championship: il Benetton Rugby inaugura il proprio cammino casalingo di fronte al pubblico di Monigo ospitando i gallesi dei Dragons RFC. Sabato pomeriggio i riflettori si sposteranno sulle Azzurre guidate dal CT Plinio Sciamanna, impegnate nella prestigiosa vetrina della WXV Global Series per un match chiave contro il Sudafrica. A chiudere il programma del weekend saranno le Zebre Parma, pronte a scendere sul terreno di gioco dello Stadio Lanfranchi per sfidare i temibili sudafricani dei Vodacom Bulls nel primo round del campionato.
Di seguito il dettaglio completo delle dirette TV e degli streaming per non perdersi neanche un minuto delle sfide in programma tra venerdì 25 e sabato 26 settembre.
Il palinsesto del weekend
Venerdì 25 settembre Ore 20:45 BKT United Rugby Championship – I giornata (in diretta su Sky Sport Max - canale 205, NOW e Sky Go) Benetton v Dragons
Sabato 26 settembre Ore 14:30 WXV Global Series (in diretta su Sky Sport Mix - canale 211, NOW, Sky Go e in streaming gratuito sui canali FIR) Italia v SudafricaOre 18:30BKT United Rugby Championship – I giornata (in diretta su Sky Sport Max - canale 205, NOW e Sky Go) Zebre v Bulls
Italia, Granzotto: “Col Giappone tante giovani e tante cose positive. Ora testa al Sudafrica, ma senza farci condizionare dal passato”
Le WXV Global Series dell’Italia sono iniziate nel modo migliore, con una bella vittoria per 55-21 contro il Giappone. Risultato e prestazione sono stati convincenti, pur con delle cose ancora da migliorare, e adesso le Azzurre stanno preparando il secondo impegno sempre a Fontanafredda contro il Sudafrica, prima della doppia sfida in trasferta con gli Stati Uniti. La prestazione con le Sakura XV è un ottimo trampolino di lancio verso le altre sfide, ma è importante mantenere alta la concentrazione e continuare a migliorare, come spiega Francesca Granzotto, trequarti della Nazionale Italiana e di Exeter: “L’obiettivo era portare a casa il risultato con una prestazione soddisfacente. All’inizio non è stato facile, perché abbiamo preso due mete in pochi minuti e per un periodo il Giappone è stato anche in vantaggio, ma credo che comunque abbiamo sempre avuto la partita abbastanza sotto controllo. Ora testa al Sudafrica, senza dimenticare quello che è successo al Mondiale ma senza nemmeno farci condizionare da una partita ormai passata”.
Era un’Italia con diversi cambi, con un nuovo allenatore e alla prima partita dopo 4 mesi: qual è stata la prima impressione?
“Sicuramente l’aver segnato subito, e con una sequenza così lunga, ci ha dato grande fiducia. E poi è stato bello ritornare in campo. C’erano dei nuovi innesti, ragazze giovani, un nuovo allenatore, delle cose nuove: sicuramente ci sono delle cose da migliorare, ma penso che il bilancio sia assolutamente positivo, data la larghezza del risultato e la prestazione che abbiamo portato in campo e che possiamo portarci dietro anche per le prossime partite. Dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo fatto finora”.
Il risultato è arrivato anche con un’Italia non in formazione “tipo”. È un ulteriore passo avanti verso l’allargamento del gruppo?
“Sicuramente è molto positivo che ci siano state prestazioni di livello da parte di tutte le ragazze scese in campo. Non era facile perché bisognava comunque trovare un connubio tra le giocatrici più giovani e quelle più esperte, con alcune ragazze che sono rientrate dopo tanto tempo come Giulia (Cavina, ndr) e anche due esordienti. Ma tutte hanno dimostrato di essere all’altezza, quindi non vorrei essere nei panni dell’allenatore quando dovrà scegliere la formazione (ride, ndr). Ma l’obiettivo è proprio questo: allargare la rosa in modo che lo staff possa scegliere la squadra migliore in base alla partita che vuole fare, senza essere obbligato a puntare sempre sulle stesse 15 o 23 giocatrici”.
A un anno di distanza c’è di nuovo il Sudafrica. Il ricordo della sconfitta del Mondiale è ancora presente? Come affronterete la settimana?
“Sicuramente chi era in campo al Mondiale sente la voglia di prendersi la rivincita, ma non dobbiamo concentrarci solo su questo e non deve diventare qualcosa che ci condiziona. Il nostro obiettivo è continuare col lavoro che stiamo facendo e in campo dobbiamo dimostrare di essere all’altezza di questa partita, utilizzando al meglio i nuovi innesti e continuando a sviluppare il nostro gioco. Poi è chiaro che la ferita brucia e chi scenderà in campo sarà consapevole del ricordo della partita del Mondiale, ma dobbiamo rimanere focalizzati sul futuro senza farci condizionare: lo sguardo deve essere sempre avanti”.
A livello tattico Giappone e Sudafrica sono due squadre praticamente opposte: come si preparano due partite così diverse in sette giorni?
“Credo che la cosa importante sia concentrarci sul nostro gioco e sul nostro lavoro, ovviamente tenendo conto del tipo di avversario che abbiamo davanti e lavorando di conseguenza. Stiamo studiando il Sudafrica e abbiamo guardato le loro partite, così come loro avranno guardato le nostre. Dovremo sfruttare ed esaltare i nostri punti di forza e la nostra velocità, evitando che la partita finisca nei terreni preferiti dal Sudafrica”.
Contro il Giappone sei stata anche tra le piazzatrici. Stai lavorando su questo fondamentale? In questo momento come avviene la scelta della calciatrice?
“In generale, il gioco al piede è un’area nella quale stiamo tutte cercando di migliorare, anche perché il rugby femminile sta andando in quella direzione. Per quanto riguarda i piazzati ci sto lavorando sia in Nazionale sia personalmente a Exeter, anche se lì ci sono tante piazzatrici, ma è un discorso che riguarda sia il miglioramento personale sia la volontà di avere più alternative possibili. Per quanto riguarda le gerarchie, quando c’è Michela Sillari non ci sono dubbi ovviamente su chi va per i pali. Contro il Giappone, sapendo che Michi non ci sarebbe stata, abbiamo cominciato con Alyssa che però ha sentito un fastidio alla gamba e quindi ho proseguito io. Poi quando è entrata Beatrice Rigoni, che ha grande esperienza, ho lasciato a lei il compito. Ma è stata una cosa molto tranquilla e lineare, gestita in base a chi se la sentiva in quel momento: credo sia importante costruirsi più opzioni possibili, considerando che – come detto – il piede e di conseguenza anche i piazzati stanno diventando fondamentali nel rugby femminile”.
Quanto ti senti cresciuta in questi anni in Nazionale? Cosa ti ha dato anche l’esperienza in Inghilterra?
“So di avere ancora tanto da imparare e mi dico sempre che non ho ancora fatto niente, ma mi sento cresciuta sia rugbisticamente che umanamente in questo gruppo, e questo mi ha portato ad acquisire più confidenza sia dentro che fuori dal campo. Anche l’esperienza in Inghilterra a Exeter ha contribuito e mi ha permesso di acquisire ulteriore consapevolezza delle mie abilità, e sto cercando di portare tutto questo anche in Nazionale”.
Quando sei arrivata in azzurro si pensava potessi giocare principalmente mediana di mischia, poi col tempo ti sei stabilizzata nel triangolo allargato. Che percorso è stato?
“Guardandomi indietro è stato inaspettato, perché fin da piccola ho lavorato soprattutto come numero 9, ma essendo veloce e rapida mi consideravano adatta anche per giocare all’ala, anche perché quando sono arrivata in Nazionale c’era già Sofia Stefan che faceva entrambi i ruoli, quindi non era qualcosa di nuovo. E anche con la Capitolina negli ultimi anni non avevo giocato 9 con continuità. È stata una cosa graduale, perché venivo utilizzata sempre più spesso nel triangolo allargato e di conseguenza sia io che gli allenatori ci siamo regolati di conseguenza, andando sempre più verso questa direzione. Chiaramente è stato un percorso particolare, essendo cresciuta principalmente come 9, ma sono tutte qualità che mi porto dietro e che sono utili in qualsiasi ruolo, oltre ad avere la consapevolezza che – in caso di necessità – potrò comunque giocare anche in mediana. Anche l’esperienza in Inghilterra mi ha permesso di mettere ulteriormente in chiaro dove voglio focalizzarmi, perché anche ad Exeter gioco quasi sempre nel triangolo allargato, e questo mi porta ad avere degli obiettivi più chiari a livello personale”.
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