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Linee di meta: Francesca Granzotto e Stefano Raffin – Rugby Conegliano

“Stefano non è stato in realtà il mio primo allenatore. Mi ha allenata in Under 12 e, se non ricordo male, per un periodo neanche troppo lungo, un paio d'anni. Però penso che mi abbia fatto capire quanto effettivamente mi piacesse giocare a rugby. In quegli anni avevo una specie di filosofia: ogni fine stagione mi dicevo che quello sarebbe stato l'ultimo anno in cui avrei giocato a rugby, così durante l'estate non avrei più avuto troppi pensieri. Lo avevo pensato anche alla fine dell'Under 12, quando avrei dovuto passare al Villorba. Era più lontano, avrei iniziato il liceo e non avevo qualcuno che potesse accompagnarmi con continuità. Mi ricordo che ero convinta che quella sarebbe stata davvero l'ultima volta che avrei giocato a rugby. Poi, evidentemente, non è andata così. Stefano, in quegli anni, è sempre stato molto di supporto nei miei confronti. Non saprei indicare una motivazione precisa o uno specifico insegnamento che mi abbia lasciato, Penso però che mi abbia dato molto a livello umano e personale e che, in qualche modo, sia diventato per me una figura di riferimento. Anche negli anni successivi ha continuato a seguirmi e a supportarmi. Magari mi mandava un messaggio di incoraggiamento, se poteva venire a vedere una partita, c'era. Non è una persona con cui mi sento o mi vedo continuamente, ma è quella persona che, appena escono le convocazioni, mi manda la foto e mi scrive “complimenti”, oppure so che guarda la partita e che segue quello che faccio. Per questo, tra tutte le persone che hanno fatto parte del mio percorso, penso di identificarlo un po' come una figura particolare. Non solo per quello che mi ha insegnato tecnicamente, quanto per quello che ha rappresentato per me in quegli anni e per il modo in cui, ancora oggi, continua a dimostrarmi il suo affetto e il suo sostegno”. Stefano Raffin è un tecnico conosciuto nel mondo del rugby. La sua simpatia balza subito all’attenzione dell’interlocutore: una persona carismatica e molto preparata, che nel corso degli anni ha formato con passione e dedizione decine di atlete e atleti.  In questo senso, Francesca Granzotto, ala/estremo delle Exeter Chiefs e della Nazionale Femminile non fa eccezione.  Racconta Raffin: “Il primo club in cui ho conosciuto e allenato Francesca è stato il Conegliano, categoria Under 12, quando aveva dieci o undici anni. Mi hanno colpito subito la sua energia e la sua capacità di impegnarsi in tutto quello che faceva. Per me è stato quindi molto facile entrare in sintonia con lei, con il suo mondo e con la sua famiglia: persone fantastiche. Abbiamo fatto un bel viaggio insieme nel minirugby e poi lei è andata avanti nel suo percorso. La sua grande caratteristica è sempre stata proprio questa: la capacità di impegnarsi in tutto quello che fa. Per come la vedo, il talento è al servizio di qualcosa che è nell'indole dell'atleta. Il nostro è uno sport faticoso e impegnativo e, nello specifico, ragazze e ragazzi hanno anche i loro impegni extra-sportivi. La capacità di ritrovarsi in campo e metterci tutto fa parte proprio dell'indole della persona. Francesca, sin da subito, mi ha dato questa impressione e mi ha mandato questi segnali. Per questo è stato anche molto facile allenarla”. Granzotto è una giocatrice versatile, che riporta in campo tanti dei lati del suo carattere: la sua intelligenza, la propensione alla sfida e la volontà di esplorare e il suo dinamismo sono tratti distintivi di una personalità forte, nascosta sotto la chioma bionda che è evidentissima anche nelle foto della piccola Francesca che corre, salta avversari, segna. Ed è proprio in quelle foto che si capiscono le sue doti tecniche: lei sempre in campo con dei bambini, maschi, davanti a tutti, le facce degli avversari preoccupati mentre la rincorrono senza - verosimilmente - riuscire a prenderla. È successo a Conegliano anni fa, quando l’allenatore era Stefano Raffin, è successo undici volte con la maglia Azzurra, è successo a Ellie Kildunne, una delle migliori interpreti  nella storia del gioco, saltata da Granzotto con uno step da vedere e rivedere nella sfida di Premiership tra Exeter e Harlequins, nella stagione 2025/26. “Dal punto di vista tecnico - spiega Raffin - le ho sempre riconosciuto una grande capacità di lettura del gioco. Nel ruolo che ricopre è fondamentale riuscire ad anticipare le situazioni e questa capacità, secondo me, l'ha sempre avuta. Già nel minirugby capitava di trovarsi in situazioni in cui lei, con la palla in mano, aveva già letto quello che sarebbe successo. Il resto della sua squadra e gli avversari dovevano quasi rincorrerla. Questa capacità di anticipare il gioco l'ha sempre accompagnata ed è una delle qualità che ho riconosciuto in lei fin da piccolissima”.  Cosa significa però vedere che la persona a cui si è dato un impulso, che una ragazza con cui hai incrociato la tua vita grazie al rugby, arriva sui più grandi palcoscenici di quel mondo?  “Vedere un'atleta che è passata dal tuo percorso, dalle tue mani, arrivare a giocare il Sei Nazioni, la Coppa del Mondo e persino segnare una meta al Mondiale è una soddisfazione enorme. Quando vedo le atlete che ho allenato andare avanti nel loro percorso, il mio primo pensiero è sempre: “Non devo aver fatto troppi danni”. Ed è già un grande sollievo. Detto questo, mi emoziona sempre tantissimo. Sono davvero molto felice di aver fatto parte del percorso di Francesca. Con lei, come con altre atlete, abbiamo mantenuto un rapporto che va oltre il campo: è un rapporto di puro affetto. Sono anche grato a lei, perché attraverso il lavoro con giocatrici di questo spessore sono cresciuto anch'io come allenatore. Avere la possibilità di allenare atlete e atleti ti permette inevitabilmente di crescere e di migliorarti”.
24 Settembre 2026 - 5 ore fa
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Nel week end a Parma il primo Referee Training Camp di Rugby Europe

Dal 25 al 27 settembre 2026, Parma diventa la capitale dell'arbitraggio continentale. Rugby Europe, organizzato dalla Federazione Italiana Rugby e con il supporto delle Zebre Parma, promuove il primo Referee Training Camp, uno stage d’eccellenza pensato per la crescita dei migliori fischietti emergenti del panorama europeo. L'iniziativa, ideata e coordinata dal Referee Manager di Rugby Europe Carlo Damasco, riunisce in Italia quindici tra i più promettenti arbitri dalle Union di Tier 2 affiancati dai due giovani fischietti azzurri invitati dalla FIR, Alice Torra del CR Lombardia ed Enrico Masetto del CR Veneto, entrambi già messi alla prova in contesti internazionali.La delegazione internazionale vede protagonisti giovani direttori di gara provenienti da ogni angolo del continente: la belga Adele Robert, i tre olandesi Katherine Ritchie, Edwin Van Der Spek e Bram Oudman, il georgiano Sabah Makaradze, il tedesco Benedikt Niklaas, gli spagnoli Carlos Guerrero e Alberto Diaz, il polacco Wissam Baamara, i tre portoghesi Marco Minelli, Diogo Inacio e Diogo Miranda, il croato Luka Lerotic, il rumeno Andrei Ballok e lo svizzero Ethan Glass.La tre giorni parmigiana si caratterizza per un programma ad alta intensità che alterna lavoro teorico in aula e sessioni pratiche sul campo da gioco. L'apertura dei lavori nella giornata di venerdì 25 settembre è affidata ai saluti del Coordinatore degli Arbitri FIR Riccardo Bonaccorsi, per Rugby Europe il Chairman Jens Aage Skare Nielse e l’Head of Competitions Philippe Tuccelli. A seguire, Carlo Damasco introdurrà il corso lasciando poi la parola a John Lacey, Talent ID Manager di World Rugby, per una sessione incentrata sulle sperimentazioni della regola sull'altezza del placcaggio, touche e maul. Il pomeriggio proseguirà con quiz e video test curati dallo stesso Damasco, fino all'intervento conclusivo di Andy Bracy, arbitro professionista della federazione irlandese, dedicato alla visione dell'arbitraggio ad alto livello.La giornata di sabato 26 settembre si aprirà al mattino con lo studio approfondito del punto d'incontro e dei principi di gestione del gioco condotto da Damasco e Lacey, arricchito da momenti di discussione ai tavoli e debriefing. Nel pomeriggio i giovani fischietti scenderanno sul campo da gioco per una sessione di allenamento pratico a cui prenderà parte Philippe Lenne, Performance Reviewer di Rugby Europe. In serata i partecipanti assisteranno al match di United Rugby Championship tra Zebre e Bulls. L'evento si chiuderà domenica 27 settembre con la revisione delle prestazioni, il debriefing finale sulle sessioni di campo e la redazione dei report individuali coordinati da Philippe Lenne.Di assoluto rilievo la platea dei relatori coinvolti tra cui Jens Aage Skare Nielsen, John Lacey, Andy Bracy e Philippe Lenne. L’obiettivo di questa iniziativa è avviare una collaborazione strutturata e permanente tra World Rugby e Rugby Europe, destinata a diventare un appuntamento annuale ospitato ogni volta da una Union diversa. Un percorso formativo pensato per sostenere e valorizzare i migliori prospetti del continente, fornendo loro fin da subito linee guida condivise e una visione comune del ruolo.
24 Settembre 2026 - 8 ore fa
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Nazionale Femminile, la formazione delle Azzurre per la sfida con il Sudafrica di Sabato

Il CT Azzurro Plinio Sciamanna ha scelto le 23 Azzurre che scenderanno in campo sabato 26 settembre allo Stadio Omero Tognon di Fontanafredda per affrontare il Sudafrica nel secondo turno delle WXV Global Series (calcio d’inizio alle ore 14.30, diretta su federugby.it e Sky Sport, biglietti in vendita su federugby.ticketone.it).  Rispetto alla sfida del 19 settembre vinta in modo convincente con il Giappone con il risultato di 55-21, Sciamanna opera diversi cambi: in prima linea Alessia Pilani sostituisce Vittoria Zanette, in terza linea rientra Elisa Giordano, con Sgorbini che scala nel ruolo di flanker. Confermata la mediana Stefan-Stevanin, nella linea dei trequarti rientra Michela Sillari, con conseguente spostamento di Alyssa D’Incà all’ala e con Francesca Granzotto che si siede in panchina. Ed è proprio in panchina che c’è una novità: con la maglia numero 20 ci sarà infatti Mascia Jelic, che, scendendo in campo, esordirebbe, diventando così l’Azzurra numero 230. Seconda-terza linea di Benetton Rugby, originaria di Pesaro, Mascia Jelic è la sorella di Ratko, giocatore che in passato ha vestito, tra le altre, la maglia della Nazionale Seven e delle Zebre Parma. Il CT Azzurro Sciamanna ha così commentato le scelte: “La partita con il Sudafrica sarà diversa rispetto a quella con il Giappone, per questo abbiamo apportato delle modifiche nelle formazione. Il ritorno di Elisa e Michela ci permette di variare nelle decisioni e porta esperienza in vista di una sfida intensa, ma abbiamo comunque avuto modo di dar spazio a Mascia, che partirà dalla panchina sabato”. La formazione delle Azzurre per Italia v Sudafrica 15 Vittoria OSTUNI MINUZZI (Capitana, Grenoble Amazones, 50 caps)14 Aura MUZZO (ASM Clermont Rugby, 64 caps)13 Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 98 caps)12 Sara MANNINI (Harlequins, 18 caps)11 Alyssa D’INCÁ (Blagnac Rugby, 41 caps)10 Emma STEVANIN (Grenoble Amazones, 33 caps)9 Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 107 caps)8 Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova, 83 caps)7 Alissa RANUCCINI (ASM Clermont, 24 caps)6 Francesca SGORBINI (ASM Clermont, 43 caps)5 Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 66 caps)4 Alessandra FRANGIPANI (Arredissima Villorba Rugby,3 Alessia PILANI (Stade Bordelais, 12 caps)2 Vittoria VECCHINI (Gloucester Hartpury, 47 caps)1 Silvia TURANI (Harlequins, 53 caps) A disposizione: 16 Chiara CHELI (Arredissima Villorba Rugby, 5 caps)17 Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby, 1 cap)18 Gaia DOSI (Rugby Parma FC, 2 caps)19 Giulia CAVINA (AC Bobigny, 6 caps)20 Mascia JELIC (Benetton Rugby Treviso, esordiente)21 Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 16 caps)22 Beatrice RIGONI (Sale Sharks, 88 caps)23 Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 29 caps) CT: Plinio Sciamanna
24 Settembre 2026 - 9 ore fa
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Il rugby in tv del fine settimana

Entra nel vivo la nuova stagione del grande rugby internazionale e di club, con un fine settimana ricchissimo di appuntamenti di altissimo livello per le due franchigie italiane e per la nostra Nazionale Femminile. Venerdì sera si alza ufficialmente il sipario sulla nuova edizione del BKT United Rugby Championship: il Benetton Rugby inaugura il proprio cammino casalingo di fronte al pubblico di Monigo ospitando i gallesi dei Dragons RFC. Sabato pomeriggio i riflettori si sposteranno sulle Azzurre guidate dal CT Plinio Sciamanna, impegnate nella prestigiosa vetrina della WXV Global Series per un match chiave contro il Sudafrica. A chiudere il programma del weekend saranno le Zebre Parma, pronte a scendere sul terreno di gioco dello Stadio Lanfranchi per sfidare i temibili sudafricani dei Vodacom Bulls nel primo round del campionato. Di seguito il dettaglio completo delle dirette TV e degli streaming per non perdersi neanche un minuto delle sfide in programma tra venerdì 25 e sabato 26 settembre. Il palinsesto del weekend Venerdì 25 settembre Ore 20:45  BKT United Rugby Championship – I giornata (in diretta su Sky Sport Max - canale 205, NOW e Sky Go) Benetton v Dragons Sabato 26 settembre Ore 14:30 WXV Global Series (in diretta su Sky Sport Mix - canale 211, NOW, Sky Go e in streaming gratuito sui canali FIR) Italia v SudafricaOre 18:30BKT United Rugby Championship – I giornata (in diretta su Sky Sport Max - canale 205, NOW e Sky Go) Zebre v Bulls
24 Settembre 2026 - 10 ore fa
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Italia, Granzotto: “Col Giappone tante giovani e tante cose positive. Ora testa al Sudafrica, ma senza farci condizionare dal passato”

Le WXV Global Series dell’Italia sono iniziate nel modo migliore, con una bella vittoria per 55-21 contro il Giappone. Risultato e prestazione sono stati convincenti, pur con delle cose ancora da migliorare, e adesso le Azzurre stanno preparando il secondo impegno sempre a Fontanafredda contro il Sudafrica, prima della doppia sfida in trasferta con gli Stati Uniti. La prestazione con le Sakura XV è un ottimo trampolino di lancio verso le altre sfide, ma è importante mantenere alta la concentrazione e continuare a migliorare, come spiega Francesca Granzotto, trequarti della Nazionale Italiana e di Exeter: “L’obiettivo era portare a casa il risultato con una prestazione soddisfacente. All’inizio non è stato facile, perché abbiamo preso due mete in pochi minuti e per un periodo il Giappone è stato anche in vantaggio, ma credo che comunque abbiamo sempre avuto la partita abbastanza sotto controllo. Ora testa al Sudafrica, senza dimenticare quello che è successo al Mondiale ma senza nemmeno farci condizionare da una partita ormai passata”. Era un’Italia con diversi cambi, con un nuovo allenatore e alla prima partita dopo 4 mesi: qual è stata la prima impressione? “Sicuramente l’aver segnato subito, e con una sequenza così lunga, ci ha dato grande fiducia. E poi è stato bello ritornare in campo. C’erano dei nuovi innesti, ragazze giovani, un nuovo allenatore, delle cose nuove: sicuramente ci sono delle cose da migliorare, ma penso che il bilancio sia assolutamente positivo, data la larghezza del risultato e la prestazione che abbiamo portato in campo e che possiamo portarci dietro anche per le prossime partite. Dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo fatto finora”. Il risultato è arrivato anche con un’Italia non in formazione “tipo”. È un ulteriore passo avanti verso l’allargamento del gruppo? “Sicuramente è molto positivo che ci siano state prestazioni di livello da parte di tutte le ragazze scese in campo. Non era facile perché bisognava comunque trovare un connubio tra le giocatrici più giovani e quelle più esperte, con alcune ragazze che sono rientrate dopo tanto tempo come Giulia (Cavina, ndr) e anche due esordienti. Ma tutte hanno dimostrato di essere all’altezza, quindi non vorrei essere nei panni dell’allenatore quando dovrà scegliere la formazione (ride, ndr). Ma l’obiettivo è proprio questo: allargare la rosa in modo che lo staff possa scegliere la squadra migliore in base alla partita che vuole fare, senza essere obbligato a puntare sempre sulle stesse 15 o 23 giocatrici”. A un anno di distanza c’è di nuovo il Sudafrica. Il ricordo della sconfitta del Mondiale è ancora presente? Come affronterete la settimana? “Sicuramente chi era in campo al Mondiale sente la voglia di prendersi la rivincita, ma non dobbiamo concentrarci solo su questo e non deve diventare qualcosa che ci condiziona. Il nostro obiettivo è continuare col lavoro che stiamo facendo e in campo dobbiamo dimostrare di essere all’altezza di questa partita, utilizzando al meglio i nuovi innesti e continuando a sviluppare il nostro gioco. Poi è chiaro che la ferita brucia e chi scenderà in campo sarà consapevole del ricordo della partita del Mondiale, ma dobbiamo rimanere focalizzati sul futuro senza farci condizionare: lo sguardo deve essere sempre avanti”. A livello tattico Giappone e Sudafrica sono due squadre praticamente opposte: come si preparano due partite così diverse in sette giorni? “Credo che la cosa importante sia concentrarci sul nostro gioco e sul nostro lavoro, ovviamente tenendo conto del tipo di avversario che abbiamo davanti e lavorando di conseguenza. Stiamo studiando il Sudafrica e abbiamo guardato le loro partite, così come loro avranno guardato le nostre. Dovremo sfruttare ed esaltare i nostri punti di forza e la nostra velocità, evitando che la partita finisca nei terreni preferiti dal Sudafrica”. Contro il Giappone sei stata anche tra le piazzatrici. Stai lavorando su questo fondamentale? In questo momento come avviene la scelta della calciatrice? “In generale, il gioco al piede è un’area nella quale stiamo tutte cercando di migliorare, anche perché il rugby femminile sta andando in quella direzione. Per quanto riguarda i piazzati ci sto lavorando sia in Nazionale sia personalmente a Exeter, anche se lì ci sono tante piazzatrici, ma è un discorso che riguarda sia il miglioramento personale sia la volontà di avere più alternative possibili. Per quanto riguarda le gerarchie, quando c’è Michela Sillari non ci sono dubbi ovviamente su chi va per i pali. Contro il Giappone, sapendo che Michi non ci sarebbe stata, abbiamo cominciato con Alyssa che però ha sentito un fastidio alla gamba e quindi ho proseguito io. Poi quando è entrata Beatrice Rigoni, che ha grande esperienza, ho lasciato a lei il compito. Ma è stata una cosa molto tranquilla e lineare, gestita in base a chi se la sentiva in quel momento: credo sia importante costruirsi più opzioni possibili, considerando che – come detto – il piede e di conseguenza anche i piazzati stanno diventando fondamentali nel rugby femminile”. Quanto ti senti cresciuta in questi anni in Nazionale? Cosa ti ha dato anche l’esperienza in Inghilterra? “So di avere ancora tanto da imparare e mi dico sempre che non ho ancora fatto niente, ma mi sento cresciuta sia rugbisticamente che umanamente in questo gruppo, e questo mi ha portato ad acquisire più confidenza sia dentro che fuori dal campo. Anche l’esperienza in Inghilterra a Exeter ha contribuito e mi ha permesso di acquisire ulteriore consapevolezza delle mie abilità, e sto cercando di portare tutto questo anche in Nazionale”. Quando sei arrivata in azzurro si pensava potessi giocare principalmente mediana di mischia, poi col tempo ti sei stabilizzata nel triangolo allargato. Che percorso è stato? “Guardandomi indietro è stato inaspettato, perché fin da piccola ho lavorato soprattutto come numero 9, ma essendo veloce e rapida mi consideravano adatta anche per giocare all’ala, anche perché quando sono arrivata in Nazionale c’era già Sofia Stefan che faceva entrambi i ruoli, quindi non era qualcosa di nuovo. E anche con la Capitolina negli ultimi anni non avevo giocato 9 con continuità. È stata una cosa graduale, perché venivo utilizzata sempre più spesso nel triangolo allargato e di conseguenza sia io che gli allenatori ci siamo regolati di conseguenza, andando sempre più verso questa direzione. Chiaramente è stato un percorso particolare, essendo cresciuta principalmente come 9, ma sono tutte qualità che mi porto dietro e che sono utili in qualsiasi ruolo, oltre ad avere la consapevolezza che – in caso di necessità – potrò comunque giocare anche in mediana. Anche l’esperienza in Inghilterra mi ha permesso di mettere ulteriormente in chiaro dove voglio focalizzarmi, perché anche ad Exeter gioco quasi sempre nel triangolo allargato, e questo mi porta ad avere degli obiettivi più chiari a livello personale”.
23 Settembre 2026 - 2 giorni fa
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Sergio Parisse e Roberto Santamaria incontrano i tecnici territoriali in Sicilia e Campania

Napoli – Tre giorni densi di attività tra attività in aula e campo quelli che hanno appena trascorso i tecnici della Nazionale Italiana Maschile Sergio Parisse – assistente allenatore degli avanti, con focus sulla touche – e il suo collega Roberto Santamaria, assistente allenatore degli avanti, con focus sulla mischia. I due allenatori azzurri hanno incontrato i tecnici della Sicilia e Campania spostandosi tra Catania, Ragusa e Napoli in una tre giorni ricca di spunti, attività che rientra negli incontri programmatici con i tecnici territoriali promossa dalla FIR. Il confronto in aula, insieme ai tecnici regionali, ha preceduto la parte in campo dove numerosi giovani atleti provenienti dalle Under 14 e Under 16 dei club locali hanno avuto l’opportunità di essere allenati per un giorno da parte dello staff tecnico della Nazionale Italiana Maschile. ““Tornare sul territorio e vivere in prima persona l’energia del rugby di base – ha esordito Sergio Parisse – è stata per me un’emozione unica. Il calore e l’entusiasmo che ho trovato in questi giorni in Sicilia e in Campania mi hanno colpito positivamente. Incontrare i club locali, confrontarmi e ascoltare dirigenti, allenatori, volontari  e ragazzi e ragazze che ogni giorno fanno enormi sacrifici per allenarsi e giocare a rugby è stato per me un momento molto importante: sono il nostro patrimonio più importante. Uno dei momenti più gratificanti è stato senza dubbio scendere in campo insieme a loro. Lavorare con questi giovani atleti e atlete, poter trasmettere loro qualche dettaglio tecnico e soprattutto vedere la loro energia nel vivere il rugby è stata una esperienza che mi ha riempito di gioia. Dopo tanti anni giocando e allenando all’estero, tornare in italia e avere la possibilità di vedere con i miei occhi le diverse realtà dei nostri club mi fa capire davvero quali siano le necessità e le virtù del nostro movimento. Ringrazio di cuore tutte le società siciliane e campane per l’accoglienza straordinaria che ci hanno riservato” ha dichiarato Sergio Parisse, assistente allenatore della Nazionale Italiana Maschile di rugby. “Vivere da vicino la realtà del rugby in Sicilia e in Campania è stata un’esperienza di enorme valore, sia dal punto di vista tecnico che umano, considerate le mie origini. La passione viscerale e l’impegno che si respirano nei club di queste regioni – ha sottolineato Roberto Santamaria – sono la linfa vitale del nostro movimento. Il confronto diretto con gli allenatori, i presidenti e tutti i volontari è essenziale per la crescita del nostro movimento e ci permette di toccare con mano il lavoro straordinario, e spesso silenzioso, che viene fatto ogni giorno sul territorio. Ma la gioia più grande è stata poter condividere il campo con i ragazzi: ero “uno di loro” tanti anni fa e tornare qui con la maglia della Nazionale è una emozione unica. Abbiamo lavorato intensamente sui fondamentali e, in particolare, sul reparto degli avanti. La mischia chiusa non è solo una piattaforma tecnica, è il cuore pulsante del nostro gioco: richiede postura, disciplina e, soprattutto, un’attitudine mentale votata al sacrificio per il compagno. Ringrazio di cuore tutte le società per un’accoglienza incredibilmente calorosa. Continuiamo a spingere, tutti insieme, nella stessa direzione” ha dichiarato Roberto Santamaria, assistente allenatore della Nazionale Italiana Maschile di Rugby.

Allenatori | 24/09/2026

Gonzalo Quesada e German Fernandez incontrano i tecnici del territorio in Sardegna

Cagliari – Due giorni intensi tra il nord e il sud della Sardegna per parlare di allenamento, metodologie di lavoro, costruzione della squadra e pianificazione di una stagione. E’ questo il riassunto della visita – presso le strutture dell’Olbia Rugby e del Sinnai 7Fradis Rugby Club – di Gonzalo Quesada e German Fernandez che rientra nel calendario programmatico di incontri con i tecnici sul territorio promosso dalla Federazione Italiana Rugby. CLICCA QUI PER IL CALENDARIO COMPLETO Due giornate dove il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, insieme all’assistente allenatore dei punti di incontro, hanno avuto modo di confrontarsi in una prima parte in aula con i tecnici provenienti dai club della Sardegna a cui ha fatto seguito poi una seduta di allenamento sul campo per mettere in pratica parte della teoria, vista qualche istante prima, insieme anche ai giovani atleti under 16 e under 14. “Per me essere in Sardegna è una bellissima opportunità. È la prima volta che vengo qui – ha esordito Gonzalo Quesada –  e, dopo tre anni in Italia, era una delle regioni che non vedevo l’ora di conoscere. Ho trovato quello che spesso incontro nel rugby di base italiano: tanta passione e tante persone che dedicano tempo, energie e competenze per far crescere i propri club e i propri ragazzi, anche affrontando difficoltà legate alle distanze e alla disponibilità degli impianti. Credo che la Sardegna sia una vera terra di rugby, con club che hanno una lunga storia e una forte tradizione. Negli anni ho conosciuto diversi argentini che sono venuti qui a giocare: alcuni sono rimasti, altri sono tornati in Argentina, ma tutti mi hanno sempre parlato con grande affetto del rugby sardo e delle persone che hanno incontrato. Clicca QUI per il Media BIN FIR Per me queste visite rappresentano soprattutto un’occasione per rimanere vicino al rugby di base e che considero il cuore del nostro sport. Mantengo ancora oggi un legame fortissimo con il mio club di sempre, l’Hindú Club di Buenos Aires, e so quanto siano importanti i genitori, gli educatori, gli allenatori e i dirigenti che ogni giorno creano un ambiente nel quale i ragazzi possano divertirsi, migliorare come giocatori e, soprattutto, crescere come persone. Insieme a Germán Fernández siamo venuti con l’obiettivo di condividere esperienze e strumenti concreti: parlare di allenamento, di metodologia, di come costruire una squadra, organizzare una seduta e pianificare una stagione, portando poi questi concetti anche sul campo. Se la nostra presenza potrà lasciare anche un piccolo contributo a tutte le persone che lavorano quotidianamente per far crescere il rugby in Sardegna, avremo raggiunto il nostro obiettivo” ha sottolineato il Commissario Tecnico dell’Italia. “In questi due giorni abbiamo ricevuto un grandissimo calore e affetto in Sardegna, così come in tutti i club che stiamo visitando sul territorio italiano. Per chi conosce bene le realtà dei club, sappiamo bene quanto siano importanti questi momenti. Nel rugby il verbo “dare” viene prima di “ricevere” e questo è uno degli aspetti che ci guida in ogni momento di confronto con i tecnici del territorio: poter dare loro tutto quello che abbiamo imparato nella nostra carriera e poterlo condividere con persone che ogni giorno con tanta passione si mettono a disposizione dei club. E’ bello vedere anche l’impegno profuso dai tanti giovani atleti presenti che hanno dimostrato una grande attitudine e voglia di mettersi in gioco” ha dichiarato German Fernandez. “Avere la possibilità di ospitare in Sardegna Gonzalo Quesada e German Fernandez per noi è stato un onore e un privilegio. Abbiamo visto un entusiasmo enorme da parte di tecnici e giovani atleti che hanno avuto l’occasione di confrontarsi con persone, prima che professionisti, di grande spessore. Sono sicuro che il loro intervento sará di grande aiuto per tutte le persone, durante il resto della stagione, che hanno avuto la fortuna di partecipare. Ringrazio la FIR per averci dato questa possibilità per proseguire a sviluppare il rugby in Sardegna, terra ricca di storia e tradizione, insieme ai tecnici e a tutte le persone che quotidianamente con passione supportano il lavoro dei club. Grazie anche ai club e a tutte le persone che ci hanno supportato in questi giornate, oltre che a Gonzalo e German per l’approccio, la disponibilità e la professionalità mostrata in questi due giorni tra Olbia e Sinnai. Il lato umano non è scontato che sia abbinato a quello professionale, ma in questo caso – e sono sicuro che sia così anche per i loro colleghi nello staff – ci siamo confrontati con persone di un livello incredibilmente alto” ha dichiarato Giovanni Atzori, Delagato FIR Sardegna.

dalla base | 23/09/2026

Clinic con Philippe Doussy, grande partecipazione a Udine per la formazione dei tecnici, attività di promozione di Italia v Fiji

È stato un successo il clinic teorico e pratico con Philippe Doussy, Skills Coach della Nazionale Italiana Maschile, organizzato lunedì 21 settembre al Rugby Stadium “O. Gerli” di via del Maglio a Udine dal Comitato Regionale FIR Friuli Venezia Giulia. Un appuntamento dedicato alla formazione e all’aggiornamento dei tecnici del territorio, che ha registrato una partecipazione importante e un grande interesse da parte degli addetti ai lavori. Il pomeriggio si è sviluppato in due momenti. Dalle 15.30 alle 17.00 Doussy ha incontrato i tecnici in aula, affrontando aspetti legati allo sviluppo delle skills individuali e alle metodologie di allenamento. A seguire, dalle 17.00 alle 18.30, il lavoro si è spostato sul terreno di gioco, coinvolgendo direttamente tecnici e atleti in una sessione pratica. Un’occasione preziosa per confrontarsi con un professionista inserito nello staff della Nazionale e approfondire strumenti e metodologie immediatamente applicabili nel lavoro quotidiano delle società. La grande partecipazione ha confermato l’attenzione del movimento regionale verso la formazione continua e la volontà di creare occasioni di crescita condivisa. «Siamo estremamente soddisfatti della riuscita di questo clinic – sottolinea Emanuele Stefanelli, presidente del Comitato Regionale FIR Friuli Venezia Giulia –. La partecipazione e l’interesse dimostrati dai tecnici testimoniano quanto sia importante investire nella formazione. Avere a disposizione un professionista come Philippe Doussy rappresenta un’opportunità significativa per tutto il nostro movimento. Il nostro obiettivo è continuare a creare momenti di confronto e aggiornamento che possano tradursi in una crescita concreta delle società e, di conseguenza, dei nostri atleti». Il clinic si inserisce nel percorso avviato dal Comitato Regionale per rafforzare competenze e collaborazione tra le realtà del Friuli Venezia Giulia, mettendo a disposizione dei tecnici occasioni di formazione di alto livello e favorendo la condivisione di esperienze e conoscenze.

Italia | 21/09/2026

Italia v Fiji, due mesi alla sfida del Bluenergy Stadium: Udine pronta ad accogliere il Nations Championship il 21 novembre

Udine – Due mesi esatti separano il Bluenergy Stadium di Udine dal calcio d’inizio di Italia v Fiji, la sfida che sabato 21 novembre porterà gli Azzurri di Gonzalo Quesada e la Nazionale delle isole del Sud Pacifico ad affrontarsi nel sesto e ultimo turno della fase a gironi del Nations Championship, prima delle finali di Twickenham di fine novembre. Un anniversario ideale per presentare ufficialmente, lunedì 21 settembre presso il Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia di Udine, l’appuntamento che riporta l’Italrugby per il terzo anno consecutivo nella casa dell’Udinese Calcio, dopo lo storico successo sull’Australia del 2025 e a nove anni dall’ultimo scontro diretto contro le Fiji, battute per 19-10 dall’Italia (allora guidata da Conor O’Shea) al “Massimino” di Catania. Quello di Udine sarà il tredicesimo confronto tra le due squadre, una sfida chiamata a interrompere il bilancio di perfetta parità che vede oggi sei vittorie a testa per italiani e figiani. I biglietti per Italia v Fiji sono disponibili su federugby.ticketone.it.Scopri tutti i dettagli del Nations Championship “Lo stadio pieno nelle ultime due occasioni racconta quanto Udine si sia affezionata anche alla Nazionale maschile di rugby, con un entusiasmo che gli Azzurri hanno potuto sentire durante tutta la loro permanenza in città – ha dichiarato il Vicepresidente e Assessore regionale alla cultura e allo sport Mario Anzil dando il benvenuto a ospiti e giornalisti nella casa della Regione Friuli Venezia Giulia –. Questa risposta del pubblico dà valore alla scelta di investire su questo sport e ci incoraggia a dare continuità a un rapporto che ha portato ottimi risultati. Con la Federazione Italiana Rugby lavoriamo molto bene grazie alla volontà comune di rendere il Friuli Venezia Giulia una presenza stabile nel calendario internazionale della disciplina. La sfida con le Fiji sarà un nuovo appuntamento di prestigio per lo Stadio Friuli e un’occasione per far conoscere il territorio ai tifosi e agli appassionati che verranno a seguire la partita.” “Per il terzo anno Udine avrà l’onore di ospitare la Nazionale italiana di rugby. Italia-Fiji sarà un’altra grande festa dello sport, che coinvolgerà tutta la città e richiamerà allo stadio decine di migliaia di appassionati. Con questa bella collaborazione con FIR, Udinese Calcio e Regione FVG confermiamo il ruolo di Udine come città dello sport della nostra regione, pronta ad accogliere eventi di livello internazionale con entusiasmo e capacità organizzativa.” Franco Soldati, Presidente di Udinese Calcio, ha ricordato la propria passione per il rugby: “L’ho praticato in gioventù come tallonatore, rimanendo legato e appassionato a questa splendida disciplina, che abbiamo portato con successo al Bluenergy Stadium durante questa collaborazione con la FIR. Confido che questo percorso possa proseguire anche in futuro, consolidando Udine e il nostro impianto come un polo di riferimento per grandi eventi, sportivi e non”. “Udine e il Bluenergy Stadium sono diventate una delle case dell’Italrugby. L’anno scorso abbiamo vissuto un indimenticabile pomeriggio con la vittoria degli Azzurri sull’Australia, quest’anno torniamo a Udine – ha detto il Presidente della FIR, Andrea Duodo – con un appuntamento che, al fascino dei test-match, aggiunge quello del turno conclusivo del Nations Championship, un nuovo grande torneo che porta nuove emozioni e rivalità al palcoscenico internazionale. Le Fiji sono un avversario imprevedibile, capace di produrre un rugby spettacolare su cui, negli ultimi anni, si è innestata maggiore concretezza e attenzione al piano di gioco. Sono certo che ci attende, per questo incontroche conclude un ciclo triennale al Bluenergy, una gara entusiasmante, e che ancora una volta il pubblico friulano – un territorio di costante espansione del nostro sport grazie all’impegno del Comitato Regionale – si farà trovare pronto. Ringrazio le istituzioni e l’Udinese per averci affiancati dal 2024 ad oggi e mi auguro di poter proseguire, negli anni a venire, lungo la strada che abbiamo iniziato a percorrere insieme”.

News | 21/09/2026

Campionati

WXV Global Series 2026 – Italia v Sudafrica – 26 settembre 2026, ore 14:30

#FIRTalks – Ep.24: Il mese del rugby e le sfide del reclutamento

FIR Informa

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Comunicato stampa del Consiglio Federale FIR di venerdì 18 settembre a Treviso

Destinati 500.000€ per l’impiantistica e definita l’allocazione dei 700.000€ del piano di sostegno ai Club Il Consiglio Federale della FIR, presieduto da Andrea Duodo, si è riunito venerdì 18 settembre all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso. In apertura di lavori, il Consiglio ha preso atto della relazione del Consigliere Lorigiola sull’Assemblea della Lega Italiana Rugby e dell’elezione della nuova governance LIR; successivamente, il Consiglio ha deliberato di assegnare alla Lega Italiana Rugby, in continuità con quanto avvenuto nelle stagioni 2024/25 e 2025/26, l’organizzazione della Finale di Coppa Italia 2026/27, della Finale Scudetto 2026/27 e della SuperCoppa 2027. Il Consiglio è proseguito con l’analisi della situazione del Comitato Regionale campano, a seguito delle dimissioni presentate da quattro consiglieri in data 8 settembre: il Consiglio, sentito il parere del consulente legale Avv. Alessandro Biasiolo, ha deliberato la decadenza immediata della governance territoriale e nominato Fulvio Lorigiola Commissario Straordinario e Claudio Perruzza Vice Commissario, con il compito di avviare il percorso di ricomposizione dell’organo territoriale. Su proposta della Commissione Impiantistica, il Consiglio Federale ha poi approvato il bando per l’impiantistica 2027 per il finanziamento di interventi di realizzazione o riqualificazione di impianti sportivi, con uno stanziamento complessivo di 500.000€ e contributi singoli compresi tra i 10.000€ ed i 40.000€.   Le modalità di accesso al bando per l’impiantistica verranno pubblicate su federugby.it e inviate agli indirizzi email istituzionali dei Club.  Infine, il Consiglio ha deliberato, sentito il Direttore Tecnico Daniele Pacini, la lista dei Club ammessi allo stanziamento dei 700.000€ dei contributi del piano di sostegno 2025/26: le singole erogazioni saranno comunicate via PEC alle affiliate e successivamente pubblicate sul sito istituzionale di Federugby.it

FIR Informa | 18/09/2026

“Mese del Rugby: alla via la campagna di reclutamento Fir

La nuova stagione sportiva è pronta ai nastri di partenza e i campi di tutta Italia si apprestano a riempirsi nuovamente del calore, dell’entusiasmo e della passione di ragazze e ragazzi di ogni età. Il fischio d’inizio dell’annata porta sempre con sé il sapore speciale delle nuove sfide e dei grandi propositi, ma soprattutto regala l’emozione di vedere per la prima volta i più piccoli muovere i primi passi sul prato verde e scoprirsi innamorati del magico universo della palla ovale. Dietro ogni ragazzo che scende in campo c’è il lavoro straordinario delle Società e dei loro staff, un impegno quotidiano e costante profuso per avvicinare nuovi tesserati e far crescere la nostra comunità. Consapevole delle sfide organizzative che le realtà territoriali affrontano all’inizio di ogni annata, la Federazione scende al loro fianco rinnovando l’iniziativa “Il Mese del Rugby”, un pacchetto di supporto concepito per affiancare concretamente i Club nella delicata fase del reclutamento. Per questa edizione si è scelto di puntare con decisione sulla forza della grafica e delle immagini multimediali: contenuti visivi immediati, dinamici e coinvolgenti rappresentano oggi il canale più efficace e moderno per dialogare con le famiglie e fare breccia sul pubblico più giovane. Video e materiali grafici permettono infatti di raccontare in pochi secondi la bellezza, l’energia e i valori educativi del rugby, fornendo al contempo ai Club una veste comunicativa curata e professionale per l’organizzazione degli open day. Il kit di comunicazione include una locandina grafica personalizzabile su Canva, pensata per consentire a ogni singola Società di integrare con facilità i propri recapiti, il logo del Club e la calendarizzazione dei propri eventi promozionali. Ad arricchire la dotazione vi sono inoltre diversi format video sui principi guida del nostro sport: uno spot promozionale disponibile direttamente su YouTube e differenti opzioni da poter scaricare e condividere sui propri canali. Le Società possono scegliere tra una versione con rinvio finale al portale federale oppure un modello con finale, ideale per aggiungere i contatti del singolo Club. Un insieme coordinato e flessibile di strumenti visivi al servizio delle Società affiliate, per iniziare insieme la stagione e continuare a far crescere la passione per la palla ovale in tutto il Paese.

FIR Informa | 11/09/2026

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