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Serie A Elite maschile: il Mogliano si aggiudica l’anticipo della XVII giornata

Roma –  Vittoria sofferta per il Mogliano Veneto Rugby che, nella XVII giornata della Serie A Elite, supera i Rangers Vicenza 36-32 allo stadio “Maurizio Quaggia”. Avvio favorevole agli ospiti, avanti 20-8 all’intervallo grazie alle mete di Castro-Ansaldo e Pretz e alla precisione al piede di Perello-Alvarez. Mogliano fatica nella prima frazione, trovando punti solo con Teneggi e una meta di Castro-Ansaldo. Nella ripresa cambia tutto: Finotto riapre il match, poi una meta di punizione e la segnatura di Stefani ribaltano il punteggio sul 29-20. Vicenza però non molla e torna avanti con Vunisa e Coppo (29-32). Nel finale decisivo il guizzo di Dal Zilio, trasformato da Favaretto al 75’, che regala ai padroni di casa una vittoria preziosa al termine di una gara ricca di colpi di scena. Domani le altre gare. Il programma della XVII Venerdì 17 Aprile Ore 18,30 Mogliano Veneto Rugby – Rangers Rugby Vicenza 36 – 32 (5-2) Sabato 18 aprile Ore 15,30 Biella Rugby – Rugby Rovigo Delta diretta TRC Ore 15,45 Fiamme Oro – Rugby Viadana diretta TRC Petrarca – Valorugby diretta Raisport Classifica: Valorugby Emilia punti 56; Petrarca 55; Femi-CZ Rovigo 52; Rugby Viadana 1970 49; Fiamme Oro Rugby 45; Mogliano Veneto 30; Rugby Vicenza 23 Sitav Lyons e Biella 15. Mogliano Veneto – Stadio “Maurizio Quaggia” –  venerdi 17 aprile 2026 SERIE A ELITE XVII giornata  Mogliano Veneto Rugby vs Rangers Vicenza 36 - 32 (8-20) Marcatori: pt. 2' cp. Perello-Alvarez (0-3); 10' cp. Teneggi (3-3); 13' m. Castro-Ansaldo, tr.  Perello-Alvarez (10-3); 18' m. Dal Zilio (8-10); 22’ cp.  Perello-Alvarez (8-13); 36' m. Pretz, tr.  Perello-Alvarez (8-20);  st. 42' m. Finotto, tr. Teneggi (15-20); 54' meta di punizione Mogliano Veneto Rugby (22-20); 58' m. Stefani, tr, Teneggi (29-20); 62' m. Vunisa (29 - 25); 69' m. Coppo, tr. Heymans (29-32); 75' m. dal Zilio, tr Favaretto (36-32); Mogliano Veneto Rugby: Padovani; Schiabel (70' Vanzella), Magni, Drago, Dal Zilio (Cap.); Teneggi (70' Favaretto), Tizzano (40' Bellotto); Semenzato, Miranda (51' Casartelli), Finotto; Pontarini (62' Pettinelli), Midena; Genovese (62' Santucho), Pelli (40' Stefani), Gentile All.: Umberto Casellato Rangers Vicenza: Sperandio; Tavuyara (23), Castro-Ansaldo, Leaupepe, Coppo (61'-64’ Bettinelli) (70’ Filippetto); Perello-Alvarez (56' Heymans), Panunzi (Cap.)(56' Gregorio); Vunisa, Ferrari, Pretz; Mugnaini (35’ Parolo), Riedo (75’ Menon); Leso (64’ Bettinelli), Ferrara (62' Chimenti-Borrell), Zago All.: Andrea Cavinato Arb. Cosimo ParisiAA1 Dario Merli AA2  Alex FrassonTMO: Giuseppe Vivarini Cartellini: 21' giallo Dal Zilio (Mogliano Veneto Rugby); 28' giallo  Vunisa; 54' giallo Leso (Rangers Vicenza) Calciatori: Teneggi 3/4 ; Favaretto 1/1 (Mogliano Veneto Rugby); Perello-Alvarez 4/7; Heymans 1/2 (Rangers Vicenza) Note: Tempo sereno, temperatura 20° C., terreno di gioco in buone condizioni, spettatori circa 700. Punti conquistati in classifica: Mogliano Veneto Rugby 5;   Rangers Vicenza 2 Player of the Match:  Filippo Drago (Mogliano Veneto Rugby) Foto: Alfio Guarise
17 Aprile 2026 - 7 minuti fa
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Al via la Coppa Conference femminile 2026

Roma - Chiuso il Campionato di Serie A Elite Femminile, che ha visto trionfare il Valsugana, questo fine settimana parte il primo turno della Coppa Conference Femminile. Mentre la Nazionale Maggiore e l’Italia under 21 sono impegnate nelle rispettive competizioni del Sei Nazioni, prende il via un torneo che ha come obiettivo quello di garantire continuità agonistica a tutte le atlete che non sono impegnate con l’attività internazionale e di consentire il confronto tecnico tra club appartenenti a campionati di diverso livello.  A contendersi il Trofeo saranno 12 squadre partecipanti, provenienti dalla Serie A Elite e dalla Serie A Femminile, suddivise in 4 gironi territoriali. Si confronteranno in una prima fase di qualificazione, a cui seguiranno le semifinali tra le vincenti dei 4 raggruppamenti e infine la finale, che il 7 giugno metterà in palio il Trofeo 2026.  Maria Cristina Tonna Coordinatrice Attività Femminile: "L’attività internazionale sempre più densa, sia seniores che juniores, ha un effetto anche sui campionati domestici, determinandone i tempi. Dopo l’assegnazione dello scudetto, e con la coda della Serie A tra barrage e finale, tutte le squadre hanno necessità di mantenere in attività le loro giocatrici, e la Coppa Conference rappresenta il giusto equilibrio tra continuità e possibilità di minutaggio per chi ha avuto meno spazio durante lo svolgimento dei campionati. In tutti e quattro i gironi abbiamo sia squadre di Elite che di Serie A, per dare a tutte stimoli sempre diversi, che possano essere motivo di crescita ulteriore." Questo il programma della prima giornata: Cus Piemonte Orientale - Volvera RugbyCUS Milano - Cus GenovaVillorba Rugby - Benetton Rugby TrevisoRoma Women - Neapolis Rugby
17 Aprile 2026 - 3 ore fa
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Nazionale Femminile U21, scelta la formazione per la gara d’esordio nell’U21 Six Nations Series con l’Irlanda 

Il Responsabile Tecnico della Nazionale Femminile U21, Diego Saccà, ha scelto la formazione che sabato alle 15.20 italiane affronterà l’Irlanda al Dexcom Stadium di Galway nella gara d’esordio nell’U21 Six Nations Series. Per la sfida, che sarà trasmessa in diretta su federugby.it con commento in italiano, Saccà traccia il quadro del percorso delle Azzurrine, alcune delle quali fresche reduci dal Festival U18 al Wellington College:  “La nuova formula del Sei Nazioni Under 20 - spiega il Capo Allenatore - si inserisce in continuità con le Summer Series, con la principale differenza della contemporaneità con l’attività della Nazionale maggiore. Il gruppo è ampio e trasversale, con atlete nate prima di settembre 2004 fino al 2009, incluse cinque rientranti e diverse provenienti dal percorso Under 18. L’obiettivo è favorire un percorso di crescita individuale in un contesto internazionale strutturato su lavoro settimanale e preparazione alle gare. Rispetto al passato, cambia l’approccio: meno partite ravvicinate e maggiore attenzione alla qualità della preparazione.Per la sfida con l’Irlanda, il gruppo unisce giocatrici con esperienza Under 20/21 e profili emergenti.nSarà fondamentale costruire rapidamente coesione tra atlete provenienti da contesti diversi.L’Irlanda rappresenta un primo banco di prova impegnativo nella nuova competizione. Una tappa utile per ampliare le opportunità di crescita e confronto ad alto livello”. 15. Kristin KONE (CUS Milano Rugby)14. Matilde CECATI (Volvera Rugby)13. Sofia CATELLANI (Section Paloise Rugby)12. Elisa CECATI (Stade Rennais Rugby)11. Lucie MOIOLI (Montpellier Herault Rugby)10. Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)9. Nicole MASTRANGELO (Capitana, Unione Rugby Capitolina)8. Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina)7. Greta COPAT (Villorba Rugby)6. Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova)5. Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)4. Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)3. Antonella MAIONE (Neapolis Campania Felix)2. Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso)1. Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)A disposizione:16. Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)17. Laura Lina FOSCATO (CUS Milano Rugby)18. Maddison SPAMPANATO (Hartpury RFC)19. Diana DI FRANCO (Neapolis Campania Felix)20. Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)21. Rubina GRASSI (RCTPM Toulon)22. Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)23. Teresa BLASKOVIC (Villorba Rugby) I prossimi Impegni delle Azzurrine:18 aprile 2026, ore 15.20 italiane (in diretta su federugby.it), Galway, Dexcom StadiumIrlanda v Italia2 maggio 2026, ore 14.30 (in diretta su federugby.it), Piacenza, Stadio Walter BeltramettiItalia v Galles10 maggio 2026, ore 14.00 italiane (in diretta su federugby.it), Edimburgo, HIve StadiumScozia v Italia
17 Aprile 2026 - 5 ore fa
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Serie A Elite maschile, annunciate le formazioni dei posticipi della XVII giornata

Roma – La Serie A Elite di rugby si prepara a vivere un fine settimana cruciale con la penultima giornata di campionato. Con la classifica ancora apertissima sia per il primato che per gli ultimi posti utili in ottica playoff, ogni match avrà un peso specifico enorme. Ad aprire il turno sarà, questa sera alle 18:30, la sfida tra Mogliano Veneto Rugby e Rangers Rugby Vicenza, con diretta su TRC. Domani alle 15:30 c’è in programma Biella Rugby contro Rugby Rovigo Delta. Per Rovigo, attualmente terzo con 52 punti, si tratta di un’occasione fondamentale per restare agganciato alla vetta e mettere pressione alle prime due della classe. Biella, invece, cercherà un risultato di prestigio. Alle 15:45 scenderanno in campo Fiamme Oro e Rugby Viadana in una sfida che profuma di playoff: i cremisi, quinti con 45 punti, vogliono migliorare la loro posizione, mentre Viadana (49 punti) punta a blindare l’accesso alla fase finale. Chiude il programma il big match tra Petrarca e Valorugby Emilia, trasmesso su Raisport. Si tratta della sfida più attesa del turno: la capolista Valorugby (56 punti) affronta la diretta inseguitrice Petrarca (55 punti) in uno scontro che potrebbe decidere il primo posto in classifica. Un turno, dunque, che promette spettacolo e verdetti importanti, con la corsa al vertice e quella per i playoff più aperte che mai. Il programma Venerdì 17 Aprile Ore 18,30 Mogliano Veneto Rugby – Rangers Rugby Vicenza diretta TRC Sabato 18 aprile Ore 15,30 Biella Rugby – Rugby Rovigo Delta diretta TRC Ore 15,45 Fiamme Oro – Rugby Viadana diretta TRC Petrarca – Valorugby diretta Raisport Classifica: Valorugby Emilia punti 56; Petrarca 55; Femi-CZ Rovigo 52; Rugby Viadana 1970 49; Fiamme Oro Rugby 45; Mogliano Veneto 25; Rugby Vicenza 2025 21 Sitav Lyons e Biella 15.______________________________________________________________________ Biella, Cittadella del Rugby di Biella – sabato 18 Aprile 2026 ore 15,30Campionato Serie A Elite, XVII giornataBiella Rugby – Rugby Rovigo Delta Biella Rugby Club: Ghelli; Nasaro, Cruciani, Grosso (cap.), Dapavo; Loro, Besso; J.B.Ledesma, Zucconi, Mondin; G.Loretti, De Biaggio; Vecchia, J.M. Leddesma, Sorbera. A disp.: M. Ouattara, Zavallone, Maina, Gonella, T. Ouattara, Mafrouh, Dabala, Salussolia All. Benettin Rugby Rovigo Delta: Gesi; Bruno, Belloni, Fisher, Elettri; Thomson, Visentin; Paganin, Sironi (cap.), Meggiato; Steolo, Ribbens; Tripodo, Frangini, Sanavia. A disp.: Cadorini, Della Sala, Bolognini, Ortis, Cosi, Malaspina, Krsul, Uncini.  All. Giazzon Arb.:BisettoAA1: NegroAA2: LuzzaTMO: Trentin ________________________________________________________________ Padova, Centro Sportivo Memo Geremia, Petrarca Rugby – 18 aprile 2026 ore 15,45Serie A Elite Maschile, XVII giornataPetrarca – Valorugby Emilia Petrarca: Lyle; De Sanctis, Broggin, Destro, Scalabrin; Donato, Citton; Botturi, Casolari, Nostran; Trotta, Nowlan, Alongi, Zapata, Pelliccioli. A disp.: Pisani, Minervino, Barbatti, Galetto, Ghigo, Romanini, Jimenez, De Masi All.: Jimenez Valorugby: Brisighella; Lazzarin, Cuminetti, Leituala, Colombo; Hugo, Casilio; Ruaro, Wagenpfeil (cap), Sbrocco; Portillo, Du Preez; Rimpelli, Cruz, Brugnara. A disp.Taddei, Diaz, Favre, Nasove, Perez Caffe, Cuoghi, Bianco, Bruno. All.: Violi Arb.: BottinoAA1: ParisiAA2: BorasoTMO: Roscini ________________________________________________________________  Roma, Stadio “Renato Gamboni” – sabato 18 aprile 2026 ore 15,45Campionato Serie A Élite, XVII giornata Fiamme Oro Rugby – Rugby Viadana 1970 Fiamme Oro: Sodo Migliori; Lai, Fusari A., Del Sureto, Guardiano (cap.); Di Marco, Teodosio; Giammarioli, Chianucci, Andreani; Pisicchio, Stoian; Carnio, Di Censi, Fiorentini. A disp.: Corvasce, Mazzanti, Morosi, Angelone, Bellucci, Tomaselli, Canna, Forcucci. All. Daniele Forcucci Rugby Viadana 1970: Ciardullo Oro, Bronzini, Orellana, Zaridze, Bussaglia, Ferro, Jelic, Segovia, Colledan, Boschetti (C), Sommer, Loretoni, Oubiña R., Olivari, Oubiña A. A disposizione: Casasola, Mistretta, Caro Saisi, Bruni Pleininger, Catalano, Di Chio, Ceballos, Gamboa. All.: Anesi Arb.: FavaroAA1: PompaAA2: IavaroneTMO: Schipani
17 Aprile 2026 - 7 ore fa
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Roselli lancia Buso e Costantini dall’inizio, tre cambi per Bemand: l’analisi delle formazioni di Irlanda-Italia

Ci sono due grandi sorprese nella formazione dell’Italia che sfida l’Irlanda. Prima da titolare al Sei Nazioni per Gaia Buso, che sostituisce Francesca Granzotto all’ala, e prima da titolare assoluta per Elettra Costantini, alla seconda presenza in azzurro. Per il resto, Fabio Roselli cambia la mediana (tornano Stefan e Stevanin) e rilancia dall’inizio Gaia Maris in prima linea. Tre cambi invece per il capo allenatore dell’Irlanda Scott Bemand, con il centro McGillivray che prosegue la staffetta con Higgins (partita titolare con l’Inghilterra), mentre l’ala O’Connor sostituisce Kinlan e in seconda linea tocca a Campbell al posto di Wall. Calcio d’inizio alle 18.40 di sabato 18 aprile. Breakdown Irlanda e Italia condividono un grande punto di forza: il breakdown. Entrambe le formazioni già nel primo turno hanno fatto vedere grandi cose nel punto d’incontro, e sono le squadre con i numeri migliori: entrambe hanno ottenuto 5 tenuti a terra, con le irlandesi che in totale contano 11 turnover mentre l’Italia è seconda con 9. Si prospetta quindi una grandissima battaglia in mezzo al campo, anche perché entrambe le squadre hanno bisogno di palloni veloci per poter imporre il proprio gioco. L’Irlanda ama attaccare sulla continuità diretta, logorando gli avversari fase dopo fase, mentre l’Italia cerca invece gli spazi in mezzo al campo con le proprie trequarti, provando ad imporre un ritmo quanto più alto possibile. Lato irlandese attenzione soprattutto a Erin King, onnipresente nel punto d’incontro e già capace di conquistare due tenuti contro l’Inghilterra, le Azzurre invece alternano più spesso le giocatrici nel breakdown, anche se a Grenoble si è particolarmente distinta Alyssa D’Incà, sempre più cresciuta anche dal punto di vista difensivo, come dimostrano anche i 3 placcaggi dominanti contro la Francia. Da considerare anche l’aggiunta nel XV azzurro di Elettra Costantini, che nel punto d’incontro sa farsi sentire.  Nell’Irlanda è stata Brittany Hogan a mettersi in evidenza dal punto di vista difensivo, con 19 placcaggi riusciti e una percentuale di efficacia del 95%, 18 placcaggi invece per i centri azzurri Mannini e D’Incà. In campo Se da un lato i cambi di Roselli non modificano l’idea iniziale – ovvero giocare ad alto ritmo e cercare gli spazi in mezzo al campo – dall’altro è probabile che le Azzurre facciano vedere qualcosa di diverso soprattutto in attacco. Buso rispetto a Granzotto è una giocatrice più elusiva, anche se dovrà essere maggiormente “coperta” in difesa, mentre la mediana Stefan-Stevanin appare più conservativa rispetto a quella vista a Grenoble, dove le Azzurre hanno rischiato maggiormente la giocata, soprattutto nel primo tempo. Da capire anche come cambierà il gioco al piede delle Azzurre, considerato che contro la Francia era stata soprattutto Bitonci a calciare, mentre l’Irlanda continuerà ad affidarsi alla lunga gittata di Dannah O’Brien, la giocatrice che ha guadagnato più metri al piede (una media 37 per calcio) nel primo turno. L’attacco dell’Italia continuerà ad affidarsi soprattutto alle iniziative palla in mano di Sara Mannini, capace di rompere 4 placcaggi e di mettere insieme 14 carries nella prima giornata. Le formazioni di Irlanda-Italia Irlanda: 15 Stacey Flood, 14 Béibhinn Parsons, 13 Aoife Dalton, 12 Nancy McGillivray, 11 Robyn O’Connor, 10 Dannah O’Brien, 9 Emily Lane, 8 Aoife Wafer, 7 Erin King (C), 6 Brittany Hogan, 5 Fiona Tuite, 4 Ruth Campbell, 3 Linda Djougang, 2 Cliodhna Moloney-MacDonald, 1 Ellena Perry A disposizione: 16 Neve Jones, 17 Niamh O’Dowd, 18 Sadhbh McGrath, 19 Dorothy Wall, 20 Sam Monaghan, 21 Katie Whelan, 22 Eve Higgins, 23 Anna McGann Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Gaia Buso, 13 Alyssa D’Incà, 12 Sara Mannini, 11 Aura Muzzo, 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Elettra Costantini, 4 Valeria Fedrighi, 3 Alessia Pilani, 2 Vittoria Vecchini, 1 Gaia Maris A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Silvia Turani, 18 Vittoria Zanette, 19 Giordana Duca, 20 Beatrice Veronese, 21 Alia Bitonci, 22 Veronica Madia, 23 Michela Sillari
16 Aprile 2026 - 1 giorno fa
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Club House – Neapolis Rugby Femminile

La clubhouse del Neapolis, squadra femminile nata da una costola della società Amatori Napoli Rugby, nasce nel 2015 in concomitanza con l’acquisizione dell’attuale struttura situata all’interno dell’ex Base NATO di Bagnoli. Un luogo che, nel giro di pochi anni, ha assunto un significato che va ben oltre la sua funzione originaria: non soltanto uno spazio logistico, ma un ambiente vivo, capace di incarnare lo spirito più autentico del rugby. Fin dalla sua fondazione, la clubhouse si è affermata come punto di riferimento imprescindibile per atlete, staff e famiglie. È qui che le giornate di gara iniziano e si concludono, è qui che si costruisce quella continuità tra campo e vita quotidiana che rappresenta uno degli elementi distintivi della cultura rugbistica. Prima del fischio d’inizio, tra concentrazione e rituali condivisi; dopo la partita, tra analisi, racconti e momenti di convivialità: ogni passaggio trova nella clubhouse il suo naturale spazio di espressione. Col tempo, questo ambiente ha saputo trasformarsi in un crocevia di storie, esperienze e generazioni. Dalle più piccole che muovono i primi passi con il pallone ovale alle atlete della prima squadra, passando per allenatori, dirigenti e volontari: ognuno contribuisce a rendere la clubhouse un luogo dinamico, in cui il senso di appartenenza si costruisce giorno dopo giorno. Non è soltanto un punto di ritrovo, ma un vero e proprio laboratorio umano, dove si trasmettono valori, si consolidano relazioni e si alimenta una visione comune. E’ il lugo dove il Sei Nazioni, che stanno disputando le ragazze di Roselli, diventa l’occasione per rendere vivi i valori e i principi attono a cui si costruisce giorno dopo giorno l’identità del club. In questo contesto, la dimensione dell’accoglienza assume un ruolo centrale. La testimonianza di Valentina Alvarez, atleta colombiana arrivata a Napoli per vivere da vicino l’esperienza del rugby italiano, restituisce con immediatezza la forza di questo ambiente:“Qui a Napoli ho trovato una famiglia, nessuno mi ha mai fatto sentire sola. Fin dal primo giorno sono stata accolta con calore e affetto. Quando ero in Colombia le squadre nazionali europee mi sembravano estremamente lontane, oggi non posso dire lo stesso. Ogni azione sento di viverla sulla mia pelle, contribuire allo sviluppo di questo movimento mi fa rendere conto sempre di più che stiamo costruendo qualcosa di veramente grande. Non vedo l’ora di vedere una loro partita allo stadio.” Le sue parole raccontano un aspetto fondamentale: la clubhouse non è soltanto uno spazio interno al club, ma anche una porta aperta verso l’esterno, capace di attrarre, includere e mettere in relazione realtà diverse. È un luogo in cui il rugby si fa linguaggio universale, capace di superare confini geografici e culturali. A completare questo quadro è il contributo silenzioso ma essenziale di chi, lontano dai riflettori del campo, rende possibile tutto il resto. Nicola Campoccio, storico collaboratore della cucina, rappresenta una di queste figure:“È da vent’anni che sono legato a questo club, da quando mio figlio mi portò a vedere la sua prima partita. Da allora non me ne sono più andato. Ho visto passare intere generazioni: tante bambine e tanti bambini muovere i primi passi rugbistici su questo campo e crescere, fino ad arrivare a giocare in prima squadra. È sempre un enorme piacere dar loro da mangiare, è un modo per prendermi cura di loro anche fuori dal campo.” Il suo racconto mette in luce un altro elemento distintivo: la cura. Non solo quella tecnica o atletica, ma quella quotidiana, fatta di gesti concreti e attenzioni che contribuiscono a creare un ambiente familiare. Anche nei momenti più complessi, come durante i grandi tornei, questo spirito non viene meno:“La fatica non manca, soprattutto nei momenti più intensi, come durante i tornei. Ricordo ancora quando mi trovai a preparare il pasto per 800 bambini: una giornata impegnativa, ma anche piena di soddisfazione. Alla fine, però, quello che conta davvero è altro. La mia soddisfazione più grande è vederli tornare sempre qui, in clubhouse, anche dopo tanti anni, con le loro radici ben salde. Questo vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di buono, che abbiamo costruito non solo una squadra, ma una vera comunità.” Ed è proprio questo il punto: la clubhouse del Neapolis non è soltanto il cuore pulsante della struttura, ma il simbolo di un’identità condivisa. Un luogo in cui il tempo non cancella i legami, ma li rafforza; in cui ogni ritorno rappresenta una conferma del lavoro svolto; in cui il rugby smette di essere soltanto uno sport per diventare esperienza, memoria e futuro. Guardando avanti, la clubhouse continua a rappresentare una base solida su cui costruire. Non solo per sostenere l’attività sportiva, ma per alimentare quel tessuto umano che rende unico ogni club. Perché, al di là dei risultati, ciò che resta davvero sono le relazioni, le storie e il senso di appartenenza che luoghi come questo riescono a generare e custodire nel tempo.

dalla base | 17/04/2026

La piccola Eva ospite della Nazionale Femminile in raduno, l’incontro con Turani, l’abbraccio delle Azzurre

C’è un filo diretto che lega la Nazionale Femminile al suo movimento, ed è fatto di gesti semplici, accesso, condivisione. Durante il raduno al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, in preparazione alle prime due gare del Guinness Sei Nazioni 2026, questo legame ha preso una forma concreta nella storia di Eva. Undici anni, atleta dell’Under 12 della Lazio Rugby, Eva è una presenza abituale a bordo campo insieme al fratello Ettore. Seguono la Nazionale ogni volta che possono, aspettano la fine degli allenamenti, cercano un contatto, un autografo. Un’attitudine che racconta più di tante parole la crescita e l’attrattività del movimento. Mercoledì 15 aprile, sotto una pioggia insistente, Eva ha assistito all’allenamento senza mai allontanarsi dal campo. Poi, nella parte finale della seduta, ha avuto modo di avvicinarsi alle giocatrici, osservare da vicino le fasi di lavoro e partecipare in maniera spontanea alla raccolta dei palloni, fino a scambiare qualche passaggio con Sara Mannini e Alia Bitonci. Al termine dell’allenamento, come spesso accade, le Azzurre si sono fermate a bordocampo. In questo contesto si inserisce anche l’incontro con Silvia Turani, legato a un episodio nato nei mesi precedenti: Eva si allena abitualmente con una maglia degli Harlequins, lo stesso club di appartenenza della giocatrice azzurra. Da qui l’idea di creare un momento dedicato, che si è concretizzato proprio al termine della seduta. Turani ha incontrato Eva, condividendo con lei del tempo fuori dal campo e consegnandole una maglia del club londinese in cui milita dal 2023. Una giornata che, nonostante la pioggia, la piccola Eva non dimenticherà mai: le Azzurre ancora una volta sono state promotrici di un’iniziativa che ha avvicinato le piccole praticanti al gruppo della Nazionale, in uno scambio di emozioni e di buone vibrazioni che sarà utile tanto alla giovane atleta, quanto al gruppo squadra in vista delle prossime sfide.

dalla base | 17/04/2026

La Formazione delle Azzurre per la sfida di Galway con l’Irlanda

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha annunciato la formazione che scenderà in campo sabato 18 aprile alle ore 18.40 italiane al Dexcom Stadium di Galway contro l’Irlanda, nella seconda giornata del Guinness Sei Nazioni Femminile. In prima linea Gaia Maris, con Vittoria Vecchini e Alessia Pilani, seconda linea composta da Valeria Fedrighi e da Elettra Costantini, alla prima da titolare in Nazionale, solo una settimana dopo il suo esordio in Azzurro. Terza linea confermata rispetto alla sfida di Grenoble con la Francia con Sgorbini, Ranuccini e con la Capitana, Elisa Giordano. Cambia la mediana: 9-10 saranno Sofia Stefan ed Emma Stevanin, mentre i centri saranno Mannini e D’Incà. Il triangolo allargato sarà invece composto da Aura Muzzo, Gaia Buso, prima presenza dal primo minuto nel Sei Nazioni anche per lei, e Vittoria Ostuni Minuzzi. In panchina c’è un’aggiunta di grande esperienza: torna infatti in gruppo Michela Sillari. Assieme a lei Chiara Cheli, Silvia Turani, Vittoria Zanette, Giordana Duca, Beatrice Veronese, Alia Bitonci e Veronica Madia. Irlanda v Italia, con calcio d’inizio alle 18.40 del 18 aprile sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena  15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 45 caps)14. Gaia BUSO (Villorba Rugby, 5 caps)13. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 36 caps)12. Sara MANNINI (Rugby Colorno, 13 caps)11. Aura MUZZO (LOU Rugby, 59 caps)10. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 28 caps)9. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 102 caps)8. Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 79 caps)7. Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 19 caps)6. Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby, 38 caps)5. Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, 1 cap)4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 68 caps)3. Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby, 10 caps)2. Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 42 caps)1. Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 43 caps) A disposizione:16. Chiara CHELI (Rugby Colorno, 1 cap)17. Silvia TURANI (Harlequins, 48 caps)18. Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 3 caps)19. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 61 caps)20. Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon, 32 caps)21. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 11 caps)22. Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 61 caps)23. Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 94 caps)

Italia | 16/04/2026

Lorena Nave, l’estremo delle prime Azzurre: “Ci dicevano di andare a fare la maglia, ma abbiamo aperto la strada al rugby femminile in Italia”

Era il 30 giugno 1985, a Riccione l’Italia femminile scendeva in campo per la prima volta nella storia. L’avversaria è quella di sempre, la Francia. Finì 0-0, e 41 anni dopo le Azzurre sono ancora lì a giocarsela con tutte, a combattere, e a ottenere risultati importanti. In campo quella sera, con la maglia numero 15, c’era Lorena Nave, che aveva scoperto il rugby solo due anni prima e che avrebbe poi vinto scudetti a raffica con il Benetton, fino a partecipare al primo Mondiale della storia femminile, quello del 1991: “È stato tutto inaspettato, a partire dalla convocazione. Quando ho iniziato a giocare a rugby non era nemmeno nei miei sogni indossare la maglia della Nazionale, e poi avevo cominciato per caso, grazie a una mia amica. E poi ancora l’emozione di quella sera, gli abbracci con le compagne, gli inni, le lacrime – bellissime – che scendevano. E per finire c’è stato anche un bel risultato, un pareggio contro la Francia alla prima partita in assoluto, una cosa non scontata. È sempre bello ricordare quel momento, anche perché alla fine tutto è partito da lì”. L’inizio Come racconta Lorena Nave, il rugby era arrivato per caso due anni prima: “Era il 1983. Una mia amica mi disse che c’era una squadra femminile che si stava allenando a Lancenigo di Villorba e mi propose di provare. Io risposi che non conoscevo nulla del rugby, non sapevo neanche le regole. A furia di insistere e di dirmi ‘dai vieni’ alla fine mi convinse. Era una sera di novembre, freddissima, sono andata in questo campo a Lancenigo ed è stato amore a prima vista. Ho trovato un gruppo di ragazze eccezionali con le quali sono ancora in contatto dopo 40 anni. A livello fisico ero pronta perché già praticavo atletica, ma tutto il resto è stata una sorpresa, una magia, dallo sport in sé alle amicizie che si sono create. È stata una scuola di vita, per me e penso per tutte le mie compagne, con una serie di insegnamenti e di valori che mi sono portata dietro anche nel mio lavoro, quello di poliziotta”. Sostegno e difficoltà Com’è facilmente immaginabile, non è stato facile addentrarsi in uno sport considerato – soprattutto più di 40 anni fa – prettamente maschile: “La mentalità dell’epoca era quella, il rugby era considerato uno sport per maschi e per cominciare a giocare abbiamo trovato tante difficoltà, tante persone non erano d’accordo. Ci dicevano che non era uno sport adatto a noi donne, che era troppo fisico, che ci saremmo fatte male, che non saremmo mai riuscite ad evolverci. Invece con pazienza e tenacia abbiamo ottenuto dei risultati importantissimi, abbiamo aperto la strada che poi ha portato il rugby femminile a ottenere i risultati di oggi. Ricordo che quando ci allenavamo ci gridavano ‘andate a casa a fare la maglia, andate a fare l’uncinetto’. Noi però abbiamo sempre lavorato duro, anche se non è stato facile. Va anche detto però che tutti erano così, anzi: sono riuscita a far convivere il lavoro di poliziotta con lo sport che amavo. Mi permettevano di andare ai primi raduni della Nazionale e anzi, il fatto che giocassi per l’Italia fu accolto benissimo, al lavoro erano contenti che rappresentassi le Azzurre, era una cosa di prestigio”. Il Mondiale 1991 Nella storia del rugby femminile italiano c’è un secondo passaggio fondamentale: il primo Mondiale della storia, nel 1991 in Galles. “Un’esperienza bellissima” racconta Nave: “Per la prima volta abbiamo partecipato a una Coppa del Mondo. Al di là dei risultati (una vittoria e tre sconfitte, ndr) quello che fu davvero importante è la possibilità di confrontarci a livello Mondiale per la prima volta, per di più in un Paese come il Galles dove si respirava rugby in ogni angolo, dove si pensa al rugby 365 giorni all’anno. Ho vissuto 15 giorni eccezionali, immersi nel grande rugby. Certo, essendo il primo Mondiale femminile non era tutto facile, anzi: ricordo che aiutammo le atlete dell’Unione Sovietica, che si erano autofinanziate per poter partecipare, e con le quali scambiavamo cibo e oggetti. Ad esempio, loro ci portavano il caviale e noi ricambiavamo andando a prendere loro del pane o altre cose, e si è creata una connessione particolare pur non conoscendo la lingua. Alla fine eravamo tutte lì per partecipare al nostro primo Mondiale, per fare qualcosa di storico. Credo che facendo un bilancio sia stata un’esperienza bellissima, l’unica cosa che mi manca – per motivi anagrafici – è il Sei Nazioni, perché l’Italia femminile ha iniziato nel 2007 e quando giocavo io non partecipava nemmeno la squadra maschile, c’era il Cinque Nazioni. Ecco, giocare il Sei Nazioni sarebbe stato fantastico, ma ho avuto tantissime soddisfazioni e va bene così, e sono felice di vedere le ragazze di oggi disputare questo torneo fantastico”. Il ruolo di estremo “Ho giocato in tanti ruoli, dall’apertura all’ala, ma credo che l’estremo sia sempre stato un ruolo cucito addosso a me. Per me è il più bello in assoluto” racconta Nave: “Da estremo hai la visione di tutto ciò che accade in campo. Devi gestire le trequarti, guidarle nella salita, dire loro quando devono stare più su o più profonde, e poi bisogna sempre guardare chi porta palla. E in attacco ho sempre amato inserirmi, partire da lontano, sfruttare le mie capacità atletiche. In questi ultimi anni il ruolo di estremo si è ulteriormente evoluto, soprattutto nel gioco al piede, quindi è importante lavorare per restare al passo. In questo senso, anche 40 anni fa, ero aiutata dall’avere tre fratelli maschi in casa che giocavano a calcio, quindi avevo già imparato ad usare i piedi e a calciare”.

Italia Femminile | 16/04/2026

U19 Maschile, termina con due vittorie lo stage congiunto di Parma con la Scozia

Si conclude con un doppio, ampio successo contro i pari età della Scozia lo stage internazionale che tra il 7 ed il 15 aprile ha visto la selezione azzurra U19 impegnata al “Lanfranchi” di Parma insieme ai giovani highlanders. Sotto il coordinamento dello staff tecnico della Squadra Nazionale U20, impegnata in estate nel World Rugby Junior World Championship di categoria in Georgia, la rappresentativa italiana ha svolto i propri allenamenti e due incontri non ufficiali sul prato della Cittadella del Rugby di Parma, aggiudicandosi il successo sia nella partita del 10 aprile – 55 a 19 – che nella seconda sfida del 15 aprile, conclusasi sul 47-28 per i ragazzi di Andrea Di Giandomenico. “Siamo soddisfatti della settimana di lavoro – ha commentato il tecnico aquilano, a capo dell’Accademia Nazionale “Ivan Francescato” e dell’U20 azzurra – e dell’impegno che tutti gli atleti hanno dimostrato nel corso dello stage. Ringrazio la Scozia per questa settimana di lavoro congiunto, un momento di formazione rilevante per noi per proseguire nel processo di esposizione internazionale degli atleti e allo sviluppo della profondità della rosa di giocatori selezionabili per la Nazionale U20 in vista dei prossimi impegni internazionali”. Questi gli atleti coinvolti con la Selezione U19 per lo stage di Parma con la Scozia: Augusto ALESSANDRI (Livorno Rugby)Stefano ALFONSETTI (La Rugby L’Aquila)Cristian Beleaua (Rugby Experience L’Aquila)Jacopo CAMPANATI (Mogliano Veneto Rugby)Lorenzo CARATORI TONTINI (Livorno Rugby)Manuel D’AMICO (Rugby Parma 1931)Edoardo D’AMMANDO (Livorno Rugby)Dario DABIZZI (Cavalieri Union Prato Sesto)Luca DADDI (UR Firenze)Jacopo DE ROSSI (Livorno Rugby)Giovanni DEGLI ANTONI (Rugby Parma 1931)Patricio Ettore DINAPARTE (Valpolicella Rugby)Luca ESPOSITO LEE KEMP (Loughborough Students)Federico FORTI (Valsugana Rugby)Lorenzo FRANCOLINI (Pesaro Rugby)David LUISATO (Benetton Rugby)Angel MARTIN OWEN (Lyon Olympique)Giovanni MARZOTTO (Benetton Rugby)EmilianO MASTROPASQUA (Amatori&Union Milano)Massimo MOLINA (La Rugby L’Aquila)Giovanni NOSTRO (CUS Genova)John PIETERS GERSHOM (Benetton Rugby)Jacopo SALA (Rugby Parabiago)Fabio SALVANTI (UR Firenze)Alessio SCARAMAZZA (La Rugby L’Aquila)Lorenzo SICILIANO (UR Capitolina)Luca Richard TEAL (Ilkey RC)Leonardo TOSI (Livorno Rugby)Marco VESCOVINI (UR Firenze)

Italia U19 | 15/04/2026

Italia, Sillari: “Stiamo costruendo un gioco che rispecchi la nostra identità”

Per la sfida di Galway contro l’Irlanda (sabato alle 18.40) torna a disposizione anche Michela Sillari, assente nella partita d’esordio con la Francia. La trequarti del Valsugana neo-campione d’Italia arriva in raduno molto fiduciosa, sottolineando comunque gli aspetti positivi del match con le Bleus e raccontando cosa si aspetta da una settimana e da una partita molto impegnativa: “È stato bello ritornare, ora bisogna riabituarsi ai ritmi molto alti che stiamo tenendo. Stiamo costruendo un modo di giocare molto intenso, che rispecchi la nostra identità e che sia orientato sul lungo termine, non solo per la singola partita o per questo Sei Nazioni. Chiaramente è un tipo di gioco che richiede tempo e fatica, soprattutto a livello di corsa, ma quando riesce è molto funzionale e anche tanto divertente”. Come hai visto da fuori la partita con la Francia? “Nel primo tempo ho pensato davvero che potessimo farcela, perché le ragazze sono partite davvero bene, proponendo il tipo di gioco che vogliamo fare. Purtroppo ha fatto la differenza il non riuscire a segnare quando abbiamo avuto delle opportunità, soprattutto nei primi 20 minuti, mentre la Francia – che forse non si aspettava un’Italia che giocasse a questo ritmo – è riuscita ad assorbire il colpo e a segnare praticamente nell’unica occasione che ha costruito nel primo tempo. Per la Francia credo che andare all’intervallo in vantaggio abbia fatto la differenza, perché ha dato loro fiducia dopo una prima frazione complicata. Poi noi avevamo speso molte energie, con sequenze molto lunghe, e nel secondo tempo abbiamo calato l’intensità e non siamo riuscite a ripetere ciò che abbiamo fatto nel primo tempo, e a quel punto la Francia ha preso il largo con un punteggio che forse è anche eccessivo rispetto a quanto si è visto in campo”. Con l’Irlanda quindi l’Italia riproporrà lo stesso atteggiamento? “Sì. Vogliamo continuare a lavorare su questo stile di gioco, poi chiaramente ci possono essere delle scelte strategiche specifiche legate alla singola partita, in funzione dell’avversario, ma l’idea è sempre quella di provare a fare la partita e imporre il nostro ritmo. Anche in difesa abbiamo giocato un ottimo primo tempo, poi quando calano le energie e il punteggio diventa più ampio diventa difficile continuare su quel ritmo, ma bisognerà farlo, anche perché alla fine il risultato finale non rende merito al modo in cui abbiamo difeso”. Quali sono le principali caratteristiche dell’Irlanda? “L’Irlanda è una squadra molto solida, soprattutto dal punto di vista dell’impatto, e ha delle ballcarrier molto forti. Hanno anche un buon gioco al piede perché la numero 10 Dannah O’Brien ha una buona gittata e una bella visione di gioco. Contro l’Inghilterra sono riuscite a segnare due mete e a tenere il punteggio basso, una cosa che non succede molto spesso contro le inglesi, anche se dall’altra parte loro avevano molte giocatrici nuove, quindi non era l’Inghilterra vista al Mondiale. Come sempre la prima partita dà tanti segnali diversi, perché è tutto nuovo. Sicuramente però ci aspettiamo una partita molto dura dal punto di vista fisico e nel gioco tattico al piede, dove l’Irlanda proverà a metterci in difficoltà”. Come può rispondere invece l’Italia? “Sicuramente con la nostra imprevedibilità, ma per farlo dobbiamo riuscire a muovere il pallone molto velocemente perché hanno una difesa che tende molto ad attendere sulla linea, quindi dovremo essere brave noi a trovare degli spazi che loro cercheranno di non concederci in nessun modo. Poi chiaramente lo studio della partita si basa su quanto visto nelle sfide precedenti, ma sappiamo che ogni squadra può poi preparare un piano di gioco specifico per quella singola giornata, loro come noi, per cui un’altra delle chiavi sarà sicuramente l’adattarsi a ciò che troveremo in campo. Come detto, però, vogliamo continuare a proporre il tipo di gioco a cui stiamo lavorando. Sicuramente il lavorare insieme per tanto tempo, come accade al Sei Nazioni, ci permetterà giorno dopo giorno di riprendere certi meccanismi e di riabituarci a giocare insieme”.

Italia Femminile | 15/04/2026

Campionati

U21 6 Nations Festival – Femminile – Irlanda v Italia – 18 aprile ore 15.20

FIR Informa

Altri articoli

Domenico Sironi riceve una medaglia per i 20 anni di carriera con Rugby Europe

Roma – Domenico Sironi ha ricevuto una medaglia da Rugby Europe per i venti anni di carriera continuativa in ambito internazionale. Classe 1968, cresciuto rugbisticamente nel Colleferro Rugby 1965 – in un contesto familiare dove la palla ovale l’ha fatta da padrona –  il fischietto italiano ha iniziato la carriera arbitrale a 29 anni. Nel 2005 la prima apparizione internazionale in un torneo seven di Rugby Europe. Quattro le sue collaborazioni con World Rugby – nel World Rugby Junior Trophy – come “Perfomance Review” all’interno del Mondiale Juniores. La sua ultima collaborazione in ambito internazionale – in ordine cronologico – risale allo scorso anno come “Referee Manager” a Parma nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2025. Sironi ha ricevuto la targa nella mattinata odierna presso l’ufficio presidenza FIR da Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby. “Voglio ringraziare il presidente Duodo per le belle parole e lo stimolo a continuare su questa strada. Rugby Europe in questi 20 anni mi ha messo nella condizione di esprimere tutta la mia passione per la palla ovale andata oltre ogni aspettativa come arbitro e, successivamente, nel permettermi di contribuire al percorso di direttori di gara che oggi dirigono ad alto livello. Dedico infine questo traguardo alla FIR della quale ho sempre portato con orgoglio i colori lavorando con passione, onestà e dedizione” ha dichiarato Domenico Sironi.

Arbitri | 25/03/2026

Al via il corso online “Costruire il futuro dei club”: marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita del rugby

Roma – Giovedì 12 marzo prende il via il corso online “Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby”, un percorso formativo promosso dalla Federazione Italiana Rugby e rivolto a Dirigenti, Presidenti, Presidentesse e figure organizzative delle società rugbistiche. L’obiettivo del corso è fornire ai club, soprattutto quelli di base, strumenti concreti per rafforzare la propria struttura organizzativa, migliorare la sostenibilità economica e consolidare il ruolo delle società come presidio sportivo, educativo e sociale all’interno del territorio. Il percorso è articolato in quattro moduli online, in programma dal 12 marzo al 9 aprile, ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.00 (ad eccezione del 2 aprile), ed è orientato alla produzione di materiali operativi immediatamente utilizzabili nella quotidianità dei club. Il primo modulo, in calendario giovedì 12 marzo, è dedicato a Marketing e comunicazione del club e affronta la costruzione di una strategia semplice, sostenibile e coerente con la dimensione della società. Dall’identità al posizionamento, dall’uso del digitale e dei social media fino alla gestione dei contatti e dei database, il modulo fornisce le basi per aumentare visibilità, rafforzare il rapporto con famiglie e atleti e migliorare l’attrattività verso sponsor e istituzioni. Il secondo appuntamento, giovedì 19 marzo, sarà focalizzato su Reclutamento, accoglienza e inserimento, con particolare attenzione al rapporto con le famiglie e alla prevenzione dell’abbandono.Il terzo modulo, giovedì 26 marzo, affronterà il tema di Sponsoring e sostenibilità economica, analizzando la costruzione di relazioni durature con partner e sponsor.Il percorso si concluderà giovedì 9 aprile con il modulo dedicato a Community e fidelizzazione, elemento centrale per la vita di un club di rugby, che non vive solo di risultati sportivi ma di relazioni, partecipazione e senso di appartenenza. Al termine del corso, i club partecipanti avranno a disposizione modelli, documenti e strumenti adattabili alla propria realtà, oltre a un metodo di lavoro chiaro e replicabile, pensato per sostenere la crescita nel medio e lungo periodo. Iscriviti cliccando qui

FIR Informa | 17/02/2026

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