©2026 Federazione Italiana Rugby

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L’Azzurra Francesca Sgorbini candidata al premio di MVP del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026

La terza linea della Nazionale Italiana Femminile Francesca Sgorbini è tra le quattro atlete che si contenderanno il titolo di miglior giocatrice del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026. Sgorbini, autrice di tre mete nel corso del Torneo: due nella sfida del Lanfranchi con le Campionesse del Mondo dell’Inghilterra nel corso della quale le Azzurre hanno conquistato per la prima volta un punto di bonus offensivo contro le Red Roses, e una nella gara finale, vinta a Cardiff con il Galles. Al di là delle tre marcature, Sgorbini si è distinta durante tutto il Sei Nazioni per consistenza, efficacia offensiva e difensiva, e leadership: nonostante la giovane età, la pesarese è diventata da tempo un cardine nelle rotazioni del CT Roselli e un punto stabile della mischia del suo club, l’ASM Clermont, con cui al momento guida la classifica nell’Elite 1 francese, che ha vinto nel 2021, dopo essersi laureata Campionessa d’Italia a Colorno nel 2018, non ancora maggiorenne. A contendersi il titolo con Francesca Sgorbini, la Capitana inglese Meg Jones, la numero 8 irlandese Aoife Wafer e la mediana di mischia francese Pauline Bourdon-Sansus. Si potrà votare fino alle 10:00 del 28 Maggio a questo link.La vincitrice verrà nominata MVP del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026.
22 Maggio 2026 - 2 ore fa
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Francesca Sgorbini nel Team of The Championship del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026

La terza linea Azzurra Francesca Sgorbini è stata inserita dai tifosi nel XV ideale del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026. La community ha infatti potuto votare per comporre la formazione che contiene le migliori atlete ad aver preso parte a questa edizione del Torneo. Sgorbini, Player of the Match di Italia v Scozia e MVP dello stesso turno, il terzo, ha messo insieme prestazioni di altissimo livello, segnando ben tre mete (due contro l'Inghilterra, partendo dalla panchina, e una contro il Galles) e diventando un elemento prezioso per la formazione di coach Roselli. Un traguardo per la flanker pesarese, che compone una terza linea ideale assieme alle irlandesi Erin King e Aoife Wafer e che da anni è uno dei punti di forza del suo club, l'ASM Clermont, al momento primo in classifica nell'Elite 1 francese, e con cui si è laureata campionessa di Francia nel 2021. Il Team of the Championship del Guinness Sei Nazioni 202615. Ellie Kildunne (Inghilterra)14. Anaïs Grando (Francia)13. Meg Jones (Inghilterra)12. Aoife Dalton (Irlanda)11. Jess Breach (Inghilterra)10. Zoe Harrison (Inghilterra)9. Pauline Bourdon-Sansus (Francia) 8. Aoife Wafer (Irlanda)7. Francesca Sgorbini (Italia)6. Erin King (Irlanda)5. Abi Barton (Inghilterra)4. Madoussou Fall-Raclot (Francia)3. Sarah Bern (Inghilterra)2. Amy Cokayne (Inghilterra)1. Ambre Mwayembe (Francia)
21 Maggio 2026 - 23 ore fa
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L’Eni Tour nel fine settimana approda a Caltanissetta e Ravenna

Roma - Prosegue il viaggio dell’ENI Rugby Tour 2026, il progetto promosso dai Comitati Regionali FIR ed Eni dedicato alla diffusione dei valori del rugby, dell’inclusione e della partecipazione sui territori. Nel secondo weekend del tour nazionale, saranno Caltanissetta e Ravenna ad accogliere giovani atleti, famiglie e società sportive in due appuntamenti che dedicati al rugby di base. Sabato 23 maggio, a partire dalle ore 9:30, lo Stadio “Marco Tomaselli” di Caltanissetta ospiterà la tappa nazionale dell’ENI Rugby Tour inserita nel calendario ufficiale della quarta edizione del circuito, insieme agli appuntamenti di Roma, Brindisi, Ravenna e Livorno. La manifestazione, coordinata dal Comitato Regionale FIR Sicilia insieme al Nissa Rugby, coinvolgerà centinaia di bambini e bambine provenienti da tutta l’isola nelle attività di minirugby Under 6, Under 8, Under 10 e Under 12, trasformando il “Marco Tomaselli” in una grande cittadella dello sport, dell’aggregazione e della condivisione. Nel corso della giornata si svolgeranno inoltre le finali regionali di TAG Rugby valide per il Trofeo CONI 2026 e sarà presentato il progetto “Sport di tutti carceri – Insieme alla meta”, iniziativa dedicata al valore educativo e sociale dello sport. Nel fine settimana ci sarà anche la tappa di Ravenna presso il Campo Sportivo di Via Isonzo 22/A, con l’organizzazione del Ravenna Rugby FC. Anche la tappa romagnola sarà una giornata all’insegna del rugby giovanile, della partecipazione e della crescita sportiva, coinvolgendo società, famiglie e appassionati all’interno di un percorso che attraversa il territorio nazionale promuovendo cultura sportiva, formazione e inclusione. L’ENI Rugby Tour rappresenta oggi uno strumento rilevante per la promozione del rugby di base in Italia attraverso i Comitati regionali, capace di valorizzare il ruolo educativo dello sport e il legame tra comunità e nuove generazioni.
21 Maggio 2026 - 1 giorno fa
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Seven maschile: i convocati per il raduno di Pordenone

La Nazionale Italiana Seven Maschile si ritroverà a Pordenone dal 24 al 27 maggio per un raduno di preparazione in vista dell’“EAAST International Rugby 7’s Development Tournament”, in programma ad Haguenau, in Francia, il 29 maggio. Gli Azzurri si raduneranno domenica 24 maggio presso l’Hotel Santin di Pordenone, dove prenderà il via il programma di lavoro coordinato dallo staff tecnico federale. Nel corso della permanenza in Friuli sono previste sessioni tecniche, riunioni video, attività in palestra e allenamenti sul campo del Pordenone Rugby. Al termine dell’allenamento pomeridiano di martedì 26 maggio saranno comunicati i tredici atleti che prenderanno parte al torneo internazionale in Francia. La delegazione azzurra partirà per Haguenau nella mattinata di mercoledì 27 maggio. Il torneo rappresenta un'altra tappa importante per la crescita della Nazionale Seven Maschile e un’occasione di confronto internazionale utile allo sviluppo del gruppo in vista dei prossimi impegni stagionali. I convocati Luca BELLONI (Rugby Rovigo Delta) Sebastiano BILLIO (Rugby Paese) Nicola BOZZO (SC Albi) Filippo BOZZONI (Rugby Calvisano) Thomas BUSSAGLIA (Rugby Viadana 1970) Nelson CASARTELLI (Mogliano Veneto Rugby) Massimo CIOFFI (Civitavecchia Rugby Centumcellae) Rocco DEL BONO (Livorno Rugby) Christian DOTTO (Rugby Paese) Arturo FUSARI (Fiamme Oro Rugby Roma) Ferdinando FUSARI (Fiamme Oro Rugby Roma) Francesco IMBERTI (Valence Romans) Francesco KRSUL (Rugby Rovigo Delta) Cristian LAI (Fiamme Oro Rugby Roma) Michael MBA (Fiamme Oro Rugby Roma) Pietro RODINA (Rugby Lyons) Vittorio SANTARELLI (Unione Rugby Capitolina)
21 Maggio 2026 - 1 giorno fa
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Al via il Trofeo Italiano Beach Rugby 2026: primo weekend tra Tuoro, Maccarese e Gallipoli

Roma - Prende ufficialmente il via nel weekend del 23 e 24 maggio il VI Trofeo Italiano Beach Rugby 2026, il circuito nazionale organizzato dalla Federazione Italiana Rugby in collaborazione con Vittoria Assicurazioni, che per undici settimane porterà il rugby estivo sulle spiagge di tutta Italia fino al Master Finale di San Benedetto del Tronto, in programma il 25 e 26 luglio. Ad inaugurare la stagione saranno tre appuntamenti distribuiti tra Umbria, Lazio e Puglia, con un fine settimana che unirà sport, spettacolo e promozione del territorio. Sabato 23 maggio, dalle ore 10, la spiaggia di Punta Navaccia a Tuoro sul Trasimeno ospiterà la sola tappa umbra del circuito nazionale. Sul litorale lacustre scenderanno in campo le Sabbie Mobili, presenti con due formazioni dal Lazio, gli Spruzzi Pazzi da Ancona e i Bula Bula da Belluno, pronti a contendersi i primi punti della stagione. La giornata vedrà inoltre protagoniste le juniores femminili del Perugia Rugby e le attività open dedicate agli old players. L’evento è promosso in collaborazione con Rugby Perugia e Umbria Rugby Femminile, con il patrocinio del Comune di Tuoro sul Trasimeno. Sempre sabato 23 maggio, a partire dalle ore 14, sarà il Centro Sportivo delle Fiamme Oro di Maccarese ad accogliere la tappa nazionale d’apertura organizzata dal Gruppo Sportivo della Polizia di Stato insieme alla FIR e al Comitato Regionale Lazio. Sulla spiaggia dello stabilimento Fiamme Oro si sfideranno le squadre protagoniste del primo appuntamento ufficiale del torneo, con premiazioni finali dedicate alle prime tre classificate, al trofeo OPES Long Distance e al premio Fair Play Fiamme Oro. Il Beach Rugby, disciplina del Rugby a 5 insieme a Touch, Snow e Tag Rugby, conferma così il proprio ruolo centrale nella promozione di un rugby dinamico, inclusivo e spettacolare. Domenica 24 maggio il Trofeo Italiano Beach Rugby farà tappa a Gallipoli con la seconda edizione della No Borders Cup, in programma dalle 9 alle 14 presso il Lido Mar y Sol. L’evento rappresenta il primo appuntamento ufficiale del calendario 2026 e vedrà la partecipazione dei campioni d’Italia in carica The Rockets, vincitori dell’edizione inaugurale disputata lo scorso anno proprio sulle spiagge salentine. Oltre alle categorie senior maschili e femminili, spazio anche alle attività dedicate ai giovani delle categorie Under 12 e Under 14, confermando l’attenzione verso la crescita del movimento giovanile. Inserita nel calendario di “Puglia Regione Europea dello Sport 2026”, la No Borders Cup unisce sport e valorizzazione territoriale grazie al supporto di Comune di Gallipoli, Provincia di Lecce, Regione Puglia, Sport e Salute e CONI. Con 39 appuntamenti distribuiti in quattordici regioni italiane, il Trofeo Italiano Beach Rugby 2026 si prepara così ad animare l’estate italiana, coinvolgendo migliaia di appassionati lungo alcune delle spiagge più suggestive del Paese.
21 Maggio 2026 - 1 giorno fa
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Partite

W 6 Nations 2026
W 6 Nations 2026 • Femminile

17 Mag 26 alle 13:15

Galles Femminile

WAL

24 - 43
Italia Femminile

ITA

Dettaglio match
WR U20
WR U20 • U20 Maschile

 

Italia U20

ITA

27 Giu 26
alle 11:00

Scozia U20

SCO

 

WR U20
WR U20 • U20 Maschile

 

Italia U20

ITA

2 Lug 26
alle 18:30

Japan U20

JPN

 

Elisa Cucchiella, azzurra numero 105: “Il mondiale del 2017? Un passaggio importante. Bello vedere come il rugby femminile si è evoluto”

Il Mondiale 2017 ha rappresentato il grande ritorno dell’Italia sul palcoscenico più importante, dopo 15 anni di assenza, e per Elisa Cucchiella – pilone e azzurra numero 105 – ha rappresentato anche il coronamento di 13 anni di carriera internazionale, a partire dall’esordio del 2004 contro l’Inghilterra. Cucchiella ha quindi vissuto i diversi periodi del rugby femminile italiano: da quello pre-Sei Nazioni (e l’esordio infatti arrivò in Coppa FIRA) alle prime grandi vittorie, fino al Mondiale 2017 che lanciò tante ragazze che avrebbero poi scritto la storia dell’Italia femminile. “Il rugby era di casa perché ci giocava mio padre, anche se in realtà ho cominciato tardi. All’inizio non mi interessava, poi a 19 anni una mia compagna di scuola insistette affinché provassi, ho fatto il primo allenamento ed è scattato qualcosa, mi è piaciuto e ho deciso di continuare. All’inizio non capivo le regole, però ero tosta e questo piaceva agli allenatori. Piano piano sono cresciuta, ho cominciato a fare i raduni con la Nazionale e nel 2004 sono arrivata in azzurro” racconta Cucchiella. Il Sei Nazioni e il lavoro Nel 2007 l’Italia entra nel Sei Nazioni femminile, scrivendo un altro pezzo di storia di questo sport. Elisa Cucchiella è parte integrante del gruppo, e lo sarà per i 10 anni successivi, pur con qualche stop forzato: “Ci sono stati un paio d’anni di stop, ho dovuto saltare anche alcuni Sei Nazioni come quelli del 2013 e del 2014 perché lavoravo. Ho avuto molti datori di lavoro che mi permettevano di conciliare le due cose, ma in quel periodo invece trovai un titolare che mi disse ‘o lavori o giochi’, e a quel punto sono stata costretta a stare fuori dal giro. Nonostante questo ho dei bellissimi ricordi degli anni in Nazionale: ricordo i primi europei FIRA, in cui ho esordito in azzurro prima del Sei Nazioni, e poi l’impegno maggiore richiesto dopo l’ingresso nel torneo. Anche perché, come detto, ogni ragazza di quella squadra o studiava o lavorava, eppure eravamo sempre lì pronte a dare il meglio di noi stesse. Ricordo i tanti allenamenti in palestra, mi piacevano, e in generale vedevo tanta voglia di crescere, di diventare sempre più forti, soprattutto tra le più giovani, quelle che poi sono entrate nel gruppo in ottica Mondiale 2017”. Il Mondiale 2017 e le differenze con il mondo di oggi Nel 2017, infatti, l’Italia femminile ritorna ai Mondiali dopo 15 anni di assenza, ed Elisa Cucchiella è tra le convocate di coach Andrea Di Giandomenico: “Quel Mondiale fu già un passaggio importante per il rugby italiano, vedevo già un approccio diverso rispetto a quando avevo iniziato. Quando ho cominciato ci seguivano davvero in pochi, stampavamo noi le magliette, era un mondo ancora poco seguito e lo vivevamo come un divertimento, anche se chiaramente abbiamo sempre dato tutto. Nella generazione successiva, anche grazie all’avvento dei social che hanno consentito al rugby femminile di avere più visibilità, c’è stato un ulteriore cambiamento: più seguito voleva dire maggiore considerazione, e questo portava a darsi da fare ancora di più. Con il tempo sono cambiate tante cose: ci sono i contratti, le dirette televisive di tutte le partite, e questa evoluzione mi rende felice. Adesso le ragazze che si avvicinano al rugby trovano una realtà diversa: non c’è solo la passione, che ovviamente non deve mai mancare, ma c’è anche qualcosa dietro, delle garanzie diverse, delle possibilità in più rispetto alla nostra generazione. È bello vedere anche tante ragazze che a fine partite cercano le giocatrici, chiedono foto, autografi, è il sintomo di un lavoro fatto dalle società che vanno nelle scuole, che lavorano per portare in giro questo sport e per far capire che il rugby non è uno sport soltanto per uomini. Anzi, direi proprio che non è uno sport né da femmine né da maschi, è uno sport e basta che come tutti può essere praticato da entrambi e che ha lo stesso valore”.

Italia Femminile | 22/05/2026

Stefano Casertano: dagli spot per FIR alla meta più vecchia della Serie C

La statistica non è ufficiale, quindi ci scusiamo in anticipo con altri potenziali recordman e li invitiamo a scriverci per esprimere le proprie lagnanze.Ma la storia merita comunque di essere raccontata.Stefano Casertano è un volto noto del rugby, che bazzica sin dall’adolescenza, ed è un volto noto della comunicazione rugbistica: regista e sceneggiatore, ha realizzato per la Federazione e per alcuni dei partner istituzionali e commerciali alcuni spot andanti in onda a livello nazionale negli ultimi anni.Trovare un regista già non è facile. Trovarlo appassionato di rugby può essere complicato. Andare a scovarne uno che del rugby ha fatto, se non la propria ragione di vita, quantomeno un pilastro del proprio percorso umano e sportivo è, oggettivamente, più impossibile che improbabile.Quando ci siamo ritrovati Stefano per le mani, abbiamo capito subito che era uno di quelli con il fuoco ovale dentro. Abbiamo lavorato bene insieme, i partner sono stati contenti, siamo rimasti in contatto come accade sempre tra persone dell’ambiente.Sapevamo che Stefano aveva giocato, che era stato alla Primavera da quando aveva 10 anni e al CUS Roma, prima di andare a studiare e fare cinema in giro per il mondo: del resto, il nostro gli anni se li porta bene, ma era abbastanza evidente che le scarpe da flanker fossero ormai riposte da qualche tempo nell’armadio, o appese al fantomatico chiodo.Insomma, non è che avessimo approfondito troppo, ecco.Stefano, tra un set e l’altro (sue produzioni sono state in selezione ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia, alla Berlinale e alla Festa del Cinema di Roma), ha fatto qualche apparizione sugli spalti dell’Olimpico per le partite del Sei Nazioni da spettatore interessato, ci ha mandato qualche messaggio entusiasta quando non poteva essere allo Stadio, è – come si suol dire – rimasto nel giro.Domenica scorsa, il 17 maggio, ha mandato un messaggio alle 17.59: “E niente, ho fatto meta in Serie C a 48 anni”: merito dell’aggiornamento delle tabelle anagrafiche che il Ministero della Salute ha approvato lo scorso dicembre, innalzando a 48 anni il limite per la pratica agonistica.Ovviamente, Stefano non ci aveva detto nulla della sua volontà di tirare fuori le scarpe chiodate dallo sgabuzzino. Zitto zitto, da buon sceneggiatore, si è costruito la sua storia perfetta: ha ripreso ad allenarsi – in effetti, sembra molto più magro dell’ultima volta che ci siamo visti su un set – è andato dalla squadra della sua vecchia università, la Luiss Avio di Roma, ha convinto l’allenatore che meritava un posto in squadra per la giornata finale della Serie C, girone laziale-abruzzese.E, una manciata di giorni prima di compiere 48 anni, è tornato in campo ancora una volta nella vittoria della Luiss contro il Tuscia Rugby: ci ha anche mandato un video, a testimonianza della sua impresa.Il video è un po’ ballerino, ma del resto Stefano era in campo per la sua ultima partita e la sua ultima meta, con il possibile e discutibile record di metaman più vecchio nella storia dei campionati FIR.Adesso, lo rimettiamo dietro la telecamera.

dalla base | 19/05/2026

Sei Nazioni femminile: bilancio positivo per l’Italia, che chiude con due vittorie e 12 punti

Il Sei Nazioni femminile dell’Italia si chiude con segnali incoraggianti sia dal punto di vista dei risultati sia da quello della crescita del gruppo. Dopo un avvio complicato le Azzurre hanno trovato continuità, chiudendo il torneo al quarto posto con due vittorie e 12 punti complessivi, mostrando una progressione evidente nel corso delle varie settimane, culminata con la bella vittoria in Galles dopo il successo contro la Scozia e il primo storico punto conquistato contro l’Inghilterra. Crescita Le Azzurre hanno mostrato una grande capacità di ritrovare equilibrio e fiducia anche nei momenti più complessi. All’inizio è mancata la continuità, con un buon primo tempo in Francia al quale era seguita una ripresa complicata e – viceversa – una prima frazione negativa in Irlanda prima della reazione che nel secondo tempo aveva portato al bonus offensivo. Lavorando giorno dopo giorno le ragazze e lo staff di coach Roselli hanno limato i dettagli che hanno permesso all’Italia di diventare competitiva per 80 minuti, dominando la Scozia nella prima uscita casalinga e vincendo 41-14. A quel punto è cominciato un altro torneo, con le Azzurre brave a reagire contro la fortissima Inghilterra conquistando un altro bonus offensivo per poi chiudere a Cardiff trasformando la propria principale debolezza in punto di forza. Se ad inizio Sei Nazioni l’Italia non riusciva infatti a mantenere lo stesso livello di prestazione per 80 minuti, contro il Galles le Azzurre sono invece venute fuori alla distanza, dominando l’ultima mezz’ora dopo 50 minuti alla pari. Questo è uno degli aspetti più positivi del torneo. Esordi e miglioramenti È stato importante anche il lavoro svolto da coach Fabio Roselli nella gestione del ricambio generazionale. Nel corso del Sei Nazioni hanno trovato spazio diverse giocatrici giovani o con poca esperienza internazionale come Costantini, Cheli, Tonellotto, Dosi, Zanette, Pilani e Buso. Alcune di loro, in particolare Zanette, hanno mostrato fin da subito buone qualità a questo livello, mentre altre hanno comunque accumulato minuti ed esperienza importanti in ottica futura. Nel corso del torneo alcune scelte tecniche hanno contribuito a dare maggiore continuità alla manovra offensiva dell’Italia. L’utilizzo contemporaneo di Mannini, Sillari e D’Incà ha dato maggiore varietà all’attacco azzurro, migliorando sia la capacità di costruire gioco sia l’efficacia negli ultimi metri. Allo stesso tempo è cresciuto anche il contributo di Veronica Madia, tornata a garantire qualità nella gestione offensiva e imprevedibilità nelle scelte palla in mano. Dal punto di vista individuale, oltre al contributo delle giocatrici più esperte come Sgorbini, Turani, Duca, Vecchini e Giordano, sono arrivate indicazioni positive anche da Ranuccini, cresciuta nel corso del Sei Nazioni, e da Bitonci, sempre efficace nel dare ritmo e qualità negli ultimi minuti delle partite. Tra gli aspetti da consolidare restano le fasi statiche, in particolare la mischia, che ha avuto un rendimento altalenante, mentre la rimessa laterale è notevolmente cresciuta col passare del tempo. Per una squadra che basa molto del proprio gioco sulla qualità dei possessi, la continuità nella conquista resta un elemento centrale. I numeri dell’Italia al Sei Nazioni 2026 In questo Sei Nazioni si è vista un’Italia dominante nel punto d’incontro, con ben 27 turnover conquistati. Un numero impressionante considerando che la seconda squadra di questa particolare classifica è l’Irlanda a quota 19. Partita dopo partita l’Italia è migliorata anche in rimessa laterale, chiudendo al secondo posto con una percentuale dell’88.2% di rimesse vinte, dietro solo all’Inghilterra. Fabio Roselli ha messo fin da subito l’accento sulla necessità di migliorare in difesa, e i numeri gli hanno dato ragione considerando che le Azzurre sono state la seconda squadra per percentuale di placcaggi riusciti: 80,5%, dietro solo alla Francia, per un totale di 872 interventi riusciti. Ottimo anche il numero di placcaggi dominanti, 40. Da migliorare invece il gioco al piede, con l’Italia all’ultimo posto per metri guadagnati (solo 21,6 per calcio) e per piazzati messi a segno (47,8%) così come sarà importante continuare anche sulla collisione. L’Italia, infatti, è pericolosissima quando riesce ad attaccare lo spazio ma fa ancora fatica a guadagnare metri a contatto: solo 0,9 metri guadagnati per collisione. In ogni caso, il bilancio dell’Italia in questo Sei Nazioni è assolutamente positivo, ancora di più considerando non solo i risultati ma anche l’allargamento della profondità, con tante nuove ragazze entrate nel giro.

Italia Femminile | 18/05/2026

Sei Nazioni femminile: l’Italia chiude alla grande e batte 43-24 il Galles

L’Italia chiude il Sei Nazioni femminile 2026 nel modo migliore, battendo 43-24 il Galles all’Arms Park di Cardiff. La squadra di Roselli gioca punto a punto per 50 minuti, poi nell’ultima mezz’ora prende il largo dominando il finale di gara. Le Azzurre riescono a disinnescare per larghi tratti l’arma più pericolosa del Galles, il drive, per poi uscire alla distanza facendo valere il loro maggior atletismo e la solita grande pericolosità in attacco. Player of the match per Veronica Madia. L’Italia termina il Sei Nazioni con 12 punti, frutto di 2 vittorie con bonus offensivo e 2 bonus conquistati nelle sconfitte contro Irlanda e Inghilterra. La cronaca di Galles-Italia Calcetto di Stefan per la corsa di Madia che mette in difficoltà la difesa gallese. Arriva Mannini che fa tanta strada con una carica delle sue e porta le azzurre nei 22, con Ostuni Minuzzi che trova un bell’offload su Granzotto. Il Galles è costretto al fallo nel punto d’incontro, l’Italia non piazza e la scelta paga perché giocando alla mano arriva la prima meta del match: Mannini gira dietro per Madia che con un bel passaggio innesca la corsa di Ostuni Minuzzi, brava a marcare per il 5-0. Dall’altra parte il Galles risponde affidandosi alla mischia ordinata, che guadagna un primo calcio di punizione e permette a George di trovare una touche in attacco. In mezzo al campo fa tanta strada Prys che rompe due placcaggi e mette le compagne in avanzamento, poi George allarga su Keight che supera in velocità Ostuni Minuzzi e schiaccia in bandierina per il pareggio: 5-5 dopo 10 minuti. Il ritmo si alza e il Galles comincia a sbagliare, complice anche una bella difesa dell’Italia. George si fa stoppare da Sgorbini un calcio troppo frettoloso a metà campo, Granzotto è la più veloce ad avventarsi sul pallone vagante, lo raccoglie e accelera volando in meta per il secondo vantaggio azzurro, con Sillari che trasforma per il 12-5. Al 17′ il Galles utilizza per la prima volta il proprio marchio di fabbrica, il drive: il pacchetto gallese avanza ma in qualche modo viene arginato dalle ragazze di Roselli, poi sulla carica di Aiono è bravissima Mannini a recuperare l’ovale nel punto d’incontro. Dopo una fase di stasi il Galles accelera di nuovo: pallone tirato fuori dalla mischia e giocato su Keight, che trova una bella imbucata e viene provvidenzialmente fermata da Mannini. La difesa azzurra però è scoperta e concede un calcio di punizione per fuorigioco, il Galles va di nuovo in rimessa, poi Keight gioca su Cox che attacca lo spazio passando in mezzo a due azzurre e va a segno per il 12-12. La partita è fatta di continui ribaltamenti di fronte e sull’azione successiva le ragazze di Roselli tornano subito in vantaggio: grande offload di Ranuccini su Sullari che trova D’Incà all’esterno. L’ala di Blagnac accelera battendo George sullo scatto e schiaccia per il 17-12. La reazione gallese è affidata ancora una volta alla maul, che guadagna qualche metro ma poi viene ancora una volta arginata dalla difesa azzurra. Pallone mosso fuori con Mannini che piazza un gran placcaggio su Cox, poi Bevan attacca in prima persona ma Vecchini risolve tutto con un gran turnover. Le padrone di casa spingono ancora nel finale di primo tempo e conquistano un altro calcio di punizione in mischia, tornando in attacco, e dopo 39 minuti di tentativi stavolta il drive fa la differenza: la maul stavolta trova avanzamento immediato e Kelsey Jones finalizza per la terza meta, con Bevan che trova la trasformazione del sorpasso. Il primo tempo si chiude sul 19-17 per il Galles. Nella ripresa il Galles parte forte. Prima è brava Giordano a recuperare un pallone importante nel punto d’incontro, poi George mette in difficoltà il triangolo allargato azzurro con due calci insidiosi, ma le ragazze di Roselli sono brave ad uscire da una situazione difficile. Dopo 5 minuti complicati l’Italia risponde alla grande, conquistando una touche nei 22: pallone vinto bene con Ranuccini, drive che costringe la difesa del Galles a ruotare e Sgorbini schiaccia per il controsorpasso, 22-19 per le Azzurre. La meta cambia l’inerzia del match e l’Italia si rende ancora pericolosa con un’altra maul avanzante. Poi la protagonista dell’azione diventa ancora una volta Ostuni Minuzzi, che prima attacca sul lato sinistro e serve Granzotto con un bell’offload, poi sul prosieguo dell’azione verso il centro arriva sparata sul passaggio di Madia e con un bell’angolo di corsa schiaccia per il 29-19. La reazione gallese è disinnescata da uno splendido turnover di Sgorbini, poi però l’Italia rimane in 14 a causa di un giallo a Granzotto, ammonita per un placcaggio a ribaltare su Prothero. Il Galles prova a sfruttare la superiorità numerica ancorandosi alle fasi statiche, ma sbatte ancora contro un’ottima difesa dell’Italia, che poi ritorna in attacco con un gran calcio di Ostuni Minuzzi che trova la penaltouche ai 5 metri: altro lancio vinto su Ranuccini, la difesa gallese difende con un buon sacking e poi Vecchini perde l’ovale a contatto. La squadra di Roselli però ha in mano il match e al 69′ chiude i conti con la meta più bella del match: combinazione velocissima tra Bitonci, Mannini e Sillari che prima assorbe l’avversaria con una finta e poi serve all’interno Madia che va a schiacciare per il 36-19 con trasformazione della stessa Sillari. Nel finale le Azzurre allungano ulteriormente con la meta di Alyssa D’Incà, che finalizza uno splendido cross-kick di Stevanin per il 43-19 con trasformazione di Sillari. Il Galles risponde chiudendo il match con la meta del bonus offensivo: Georgia trova bene Powell con un gran calcio, con l’estremo gallese che batte Muzzo e Stevanin e segna il 43-24 con cui si chiude il match. Cardiff, Arms Park, 17 maggio 2026Guinness Women’s Six Nations – V giornataGalles v Italia 24-43 (19-17)Marcatrici: p.t. 4’m. Ostuni Minuzzi (0-5); 10’ m. Keight (5-5); 13’m. Granzotto tr. Sillari (5-12); 25’ m. Cox tr. Bevan (12-12); 27’ m. D’Incà (12-17); 40’m. Jones tr. Bevan (19-17) s.t. 8’m. Sgorbini (19-22); 12’ m. Ostuni Minuzzi tr. Sillari (19-29); 29’m. Madia tr. Sillari (19-36); 37’m. D’Incà tr. Sillari (19-43)Galles: Powell; Singleton (5’pt. Prothero; 23’st Dallavalle), Cox, Keith, J. Joyce; George, Bevan (17’st Lockwood); King (24’st A.Joyce), Lewis (Cap), Aiono; Evans, Metcalfe (13’st John) ; Tuipulotu (28’st Rose), Jones (24’st Reardon), Pyrs (13’st Davies)all. Sean LynnItalia: Ostuni Minuzzi; Granzotto (30’st Muzzo), Sillari, Mannini, D’Incà; Madia (30’st Stevanin), Stefan (26’st Bitonci); Giordano (Cap), Ranuccini, Sgorbini (30’st Veronese); 5’st Duca, Fedrighi (30’st Frangipani); Maris (17’st Zanette; 34 st Dosi), Vecchini, TuraniA disposizione: Cheliall. Fabio Roselliarb: Maggie Cogger-Orr (NZR)AA: Emily Hope (RFU); Rebecca Piddlesden (RFU)TMO: Dan Jones (RFU)Cartellini: 18’st giallo a Granzotto (Italia)Calciatrici: Sillari (4/7); Bevan (2/3); George (0/1)Player of the Match: Veronica Madia (Italia)Punti in classifica: Galles 1; Italia 5Note: Giornata fresca, 3712 spettatori, ultima partita per Valeria Fedrighi

Italia Femminile | 17/05/2026

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“Costruire il futuro dei Club” – il corso on-demand

Le puntate di “Costruire il futuro dei Club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby”, il percorso formativo gratuito promosso dalla Federazione Italiana Rugby e rivolto a Dirigenti, Presidenti, Presidentesse e figure organizzative delle società rugbistiche italiane svoltosi tra il 12 marzo e il 9 aprile sono interamente accessibili on-demand ai link sottostanti.L’obiettivo del corso è offrire ai Club, soprattutto quelli di base, strumenti concreti per rafforzare la propria struttura organizzativa, migliorare la sostenibilità economica e consolidare il ruolo delle società come presidio sportivo, educativo e sociale all’interno del territorio. Il percorso si è articolato in quattro moduli online ed è stato volto alla produzione di materiali operativi immediatamente utilizzabili nella quotidianità dei club. Il primo modulo è stato dedicato a Marketing e comunicazione del club ed ha affrontato la costruzione di una strategia semplice, sostenibile e coerente con la dimensione dei Club: dall’identità al posizionamento, dall’uso del digitale e dei social media fino alla gestione dei contatti e dei database, il modulo fornisce le basi per aumentare visibilità, rafforzare il rapporto con famiglie e atleti e migliorare l’attrattività verso sponsor e istituzioni. Il secondo appuntamento si è concentrato su reclutamento, accoglienza e inserimento, con particolare attenzione al rapporto con le famiglie e alla prevenzione dell’abbandono.Il terzo modulo affronta il tema delle sponsorizzazioni e della sostenibilità economica, analizzando la costruzione di relazioni durature con partner e sponsor.Il percorso si conclude con il modulo dedicato a community e fidelizzazione, elemento centrale per la vita di un club di rugby, che non vive solo di risultati sportivi ma di relazioni, partecipazione e senso di appartenenza.Episodio 1 https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=-cOo32MnFWU Episodio 2 https://www.youtube.com/watch?v=GUOp1-g-hxw Episodio 3 https://www.youtube.com/watch?v=ge-nqGiPW74 Episodio 4 https://www.youtube.com/watch?v=u6xD7GPaH4k

FIR Informa | 27/04/2026

Domenico Sironi riceve una medaglia per i 20 anni di carriera con Rugby Europe

Roma – Domenico Sironi ha ricevuto una medaglia da Rugby Europe per i venti anni di carriera continuativa in ambito internazionale. Classe 1968, cresciuto rugbisticamente nel Colleferro Rugby 1965 – in un contesto familiare dove la palla ovale l’ha fatta da padrona –  il fischietto italiano ha iniziato la carriera arbitrale a 29 anni. Nel 2005 la prima apparizione internazionale in un torneo seven di Rugby Europe. Quattro le sue collaborazioni con World Rugby – nel World Rugby Junior Trophy – come “Perfomance Review” all’interno del Mondiale Juniores. La sua ultima collaborazione in ambito internazionale – in ordine cronologico – risale allo scorso anno come “Referee Manager” a Parma nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2025. Sironi ha ricevuto la targa nella mattinata odierna presso l’ufficio presidenza FIR da Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby. “Voglio ringraziare il presidente Duodo per le belle parole e lo stimolo a continuare su questa strada. Rugby Europe in questi 20 anni mi ha messo nella condizione di esprimere tutta la mia passione per la palla ovale andata oltre ogni aspettativa come arbitro e, successivamente, nel permettermi di contribuire al percorso di direttori di gara che oggi dirigono ad alto livello. Dedico infine questo traguardo alla FIR della quale ho sempre portato con orgoglio i colori lavorando con passione, onestà e dedizione” ha dichiarato Domenico Sironi.

Arbitri | 25/03/2026

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