FIR ESPRIME VICINANZA AL RUGBISTA MARCO ZENNARO, DETENUTO IN SUDAN PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Lunedì 24 Maggio 2021 16:58

 

7fb82738-73e9-4de0-9766-5216b380ac67La Federazione Italiana Rugby esprime la massima vicinanza al 46enne rugbista veneziano Marco Zennaro, ex giocatore ed attuale dirigente del Venezia Rugby rimasto coinvolto in una vicenda giudiziaria che da oltre cinquanta giorni lo sta costringendo ad una durissima detenzione in Sudan.

Il rugby italiano non può esimersi dal richiedere con forza che le Autorità sudanesi provvedano ad allineare immediatamente le insostenibili condizioni di carcerazione cui Marco è costretto agli standard detentivi internazionali, tenendo in dovuta considerazione le sue generali condizioni psico-fisiche, già precarie a causa di alcune patologie ed ora in rapido e preoccupante deterioramento.

Conosco Marco personalmente avendo avuto la fortuna di essere stato suo allenatore alcuni anni fa, apprezzandone le qualità umane ancora prima che quelle tecniche o atletiche. Come Presidente della Federazione Italiana Rugby ritengo doveroso raccogliere l’appello della famiglia, invitando tutte le rugbiste e i rugbisti italiani a sostenere questo loro compagno di squadra nel momento più duro della sua vita.Abbiamo naturalmente la massima fiducia nel lavoro che il Governo Italiano, anche e soprattutto attraverso l’Ambasciata locale, sta incessantemente svolgendo per giungere ad una soluzione della vicenda: a Marco confermo tutto il mio affetto e la piena solidarietà della grande famiglia del rugby italiano, nella speranza che questo possa aiutarlo a sentirsi meno solo contribuendo altresì ad accelerare le risposte attese da parte delle Autorità sudanesi” ha dichiarato il Presidente della FIR, Marzio Innocenti. 

La Federazione invita tesserati e Club ad aderire ad una campagna di sensibilizzazione veicolando attraverso i propri canali social l’hashtag #SosteniamoMarco

 

 
[VIDEO] FIR RACCONTA “LIBERA RUGBY” NELLA GIORNATA CONTRO L’OMOLESBOBITRANSFOBIA PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Lunedì 17 Maggio 2021 11:12

liberacerchio

 

La Federazione Italiana Rugby celebra la giornata mondiale contro l’omolesbobitransfobia di lunedì 17 maggio raccontando il percorso e l’impegno di Libera Rugby Club, Società affiliata dichiaratamente gay-friendly.


Il servizio, disponibile sui canali social di FIR, racconta il Club capitolino e l’impegno a favore dell’inclusione e la lotta alla discriminazione che lo vede protagonista nelle parole del Presidente Zito, di coach Amodeo e del prima linea Zuiani durante una normale giornata di allenamento sul campo dell’Arnold Rugby, con il coinvolgimento del direttore di gara Emanuele Tomò, impegnato a sua volta al fianco di Libera Rugby Club.  

 

 


 
IL RUGBY IN CARCERE, UNA GUIDA PER OPERATORI PENITENZIARI, SOCIALI, SPORTIVI PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Lunedì 03 Maggio 2021 13:42

bando rugbyIn seguito alle esperienze del progetto Rugby Oltre le Sbarre nasce ‘Il Rugby in Carcere – Una guida per operatori penitenziari, sociali, sportivi’ a cura di Paolo Maddonni, strumento utile per chi già si adopera per il rugby in carcere e stimolo per chi invece non lo fa ancora, ma ne intuisce le potenzialità. Con questa guida si vuole incoraggiare la diffusione della pratica del rugby nei penitenziari italiani, mostrando quanto già esiste e quanto ancora si può mettere in campo per sviluppare le finalità di recupero sociale della persona che sconta una condanna, indicate dalla Costituzione della Repubblica Italiana e attuabili con gli strumenti delle leggi penitenziarie. L’autore, Paolo Maddonni, è funzionario giuridico-pedagogico (educatore) per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Ministero della Giustizia. Negli istituti in cui ha operato ha introdotto il Rugby e attualmente lavora negli istituti penitenziari di Civitavecchia dove il Rugby è stato attivo fino allo scoppiare della pandemia. Inoltre, fa parte del gruppo di lavoro dell’Ufficio Responsabilità Sociale FIR per il progetto nazionale di promozione del Rugby nelle carceri italiane.

La guida per operatori penitenziari, sociali, sportivi è frutto del pensiero di persone che lavorano o operano da anni nelle carceri italiane come animatori di un progetto sportivo, culturale o sociale, conoscono e apprezzano lo sport del Rugby e credono che sia uno strumento utile di intervento sulla persona detenuta perché può incidere positivamente sul suo livello psicologico, fisico e culturale creando le condizioni favorevoli per un suo cambiamento.

Il documento è stato realizzato all’interno del progetto “Rugby Oltre le Sbarre” che I Bisonti di Rebibbia, il Giallo Dozza del carcere Dozza di Bologna e La Drola del carcere Lorusso e Cutugno di Torino hanno presentato e vinto all’interno dell’avviso pubblico per la selezione di progetti finalizzati alla “inclusione sociale attraverso lo sport”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio per lo Sport. Il progetto presentato dalle tre società affiliate FIR ha l’obiettivo di promuovere la loro attività all’interno delle carceri nelle quali già operano, di diffonderla in nuove realtà penitenziarie e di favorire un percorso di sviluppo del progetto in tutte le sue specificità attraverso molteplici strumenti, come la guida ‘Rugby in Carcere’, che saranno a disposizione di tutto il movimento rugbistico.

 
PARTITA LA RACCOLTA FONDI "IN META CON NOAH" DESTINATA ALL'ASSOCIAZIONE "LA NOSTRA FAMIGLIA" PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Lunedì 03 Maggio 2021 10:04

 

jaydenAlla fine del 2019, verso la fine della Coppa del mondo di rugby in Giappone, mia moglie mi ha chiamato per dirmi che a nostro figlio Noah era stato diagnosticato l’autismo, oltre a disturbi da deficit di attenzione/iperattività.

Ricordo di essermi sentito impotente e lontano da tutto. Non potevo essere con mia moglie e mio figlio, non potevo abbracciarlo, dirgli che lo amavo e che tutto ciò mi rendeva veramente triste. Ho pianto al telefono con mia moglie dicendole che il rugby non era più importante per me, che essere in Giappone e lontano da loro non aveva senso. Tutto quello che volevo fare era tornare a casa.

Quello che doveva essere il momento clou della mia carriera, improvvisamente era diventato insignificante. Ad altri potrà sembrare egoista, ma per me la famiglia viene prima di tutto. A quel tempo c’erano anche altri problemi di salute che fortunatamente adesso si sono risolti.

Mia moglie mi ha incoraggiato a rimanere e giocare per nostro figlio, poiché quella sarebbe stata la mia ultima opportunità di giocare un Mondiale. Con il passare dei mesi ho capito che non potevo più andare avanti, non mi sembra corretto nei confronti della mia famiglia.

Mio figlio soffre l’ansia da separazione e nell’ultimo periodo sono state molte le volte in cui avrei voluto smettere all’istante di giocare a rugby. Così ho deciso di abbandonare il rugby internazionale per poter essere a casa più spesso. Sapevo di aver preso la decisione giusta.

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FIR E ROBIMOOD INSIEME PER IL RUGBY INTEGRATO PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 21 Aprile 2021 10:33

 

rugbyintegratrorobimoodL’impegno di FIR verso il progetto Rugby Integrato si arricchisce di una nuova collaborazione. In seguito all’accordo sottoscritto tra FIR e Robimood, piattaforma etica che raccoglie fondi attraverso la vendita di vini prodotti nel rispetto degli individui e della natura, è possibile acquistare vini italiani eco-sostenibili e contribuire a far crescere le squadre di Rugby Integrato. Infatti, per ogni acquisto, attraverso un meccanismo automatico, il cliente stesso devolverà il 10% della spesa a sostegno di progetti virtuosi, di sviluppo sociale, di tutela delle persone e dell’ambiente, a sostegno della collettività. Tra questi è stato inserito anche il Progetto Rugby Integrato FIR al fine di raccogliere fondi per le attività delle squadre presenti in tutta Italia.

Per partecipare all'iniziativa CLICCA QUI

Il sostegno di FIR alle squadre di Rugby Integrato, attualmente più di 20 su tutto il territorio nazionale, ha l’obiettivo di accrescere la partecipazione al gioco non soltanto di persone con disabilità, ma di chiunque incontri barriere, nella convinzione che il Rugby è di tutti.

 

 


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