Nel rugby, la meta non è mai il successo di un singolo, ma il punto d’approdo di una spinta collettiva che nasce dal sostegno reciproco e dalla condivisione di un obiettivo comune. Presso la Polisportiva Sieci, questa filosofia ha dato vita a un modello di sport integrato che ridefinisce il concetto stesso di club: il progetto “Terzo Spazio”. Si tratta di una proposta strutturata che utilizza la pratica sportiva e l’educazione non formale come strumenti di salute e inclusione sociale, offrendo a bambini, giovani e adulti con disabilità intellettivo-relazionale una rete di sostegno che rafforza il loro capitale relazionale e la loro autonomia.
Punta di diamante di questo percorso è il Collettivo Brancaleone, squadra amatoriale nata nel 2018 per dare continuità agonistica e sociale agli atleti che escono dai percorsi giovanili. La storia e l’impatto di questa realtà sono oggi raccontati nel documentario “Anche quando piove” – diretto da Gabriele Piazzesi – una testimonianza visiva che non si limita alla cronaca sportiva, ma esplora un progetto di ampio respiro volto a scardinare i pregiudizi attraverso il contatto, l’impegno e la partecipazione attiva. L’anima del Collettivo Brancaleone risiede nella sua composizione mista: atleti junior e adulti con disabilità giocano fianco a fianco con partner neurotipici, senza barriere di etichetta, in un contesto dove la diversità diventa il motore del gioco.
Questa realtà è supportata da una solida rete che coinvolge allenatori formati, educatori specializzati e l’associazionismo locale. Proprio la collaborazione con partner come l’Associazione Unopertutti odv e la P.A. Croce Azzurra Pontassieve ha permesso di attivare negli anni un’azione di scouting continuo: non una ricerca di talenti in senso tradizionale, ma un monitoraggio attivo sul territorio per intercettare il bisogno di inclusione e offrire una risposta concreta alle famiglie e alle persone con disabilità.
Sul piano educativo, il progetto si fonda su un principio di solidarietà attiva: chi possiede maggiori capacità tecniche ha il compito fondamentale di adattarsi al passo dell’altro. È una forma di cura reciproca che trova nella sfida quotidiana del campo il suo ambiente naturale. Le avversità atmosferiche, protagoniste del documentario, non sono mai un ostacolo, bensì un’occasione per temprare il carattere e il senso di appartenenza a una comunità che vede nello sport un autentico dono di vita. Il rugby diventa così una palestra di autonomia, capace di restituire ad atleti adolescenti e adulti un’identità forte, legata alla maglia che indossano.
L’impegno del Collettivo Brancaleone si spinge regolarmente oltre i confini del campo di casa, portando la squadra a partecipare a tornei nazionali in tutta Italia, da Colorno a Bari. Questi viaggi sono tappe fondamentali per la crescita personale e l’autostima dei giocatori, favorendo lo sviluppo di competenze sociali in persone con disturbi dello spettro autistico o dell’attenzione.
Oltre l’aspetto agonistico, il Collettivo Brancaleone vive di momenti di socialità profonda che culminano nel Terzo Tempo, lo spazio sacro della condivisione dove ogni barriera relazionale viene abbattuta attraverso il confronto e l’amicizia. L’esperienza della Polisportiva Sieci dimostra che il Rugby Integrato promosso dalla FIR può generare contesti di vita quotidiana migliori. Il Collettivo Brancaleone non è solo una squadra, ma la dimostrazione concreta che la meta più preziosa è quella raggiunta insieme, avanzando compatti anche quando il cielo si fa scuro e la pioggia batte forte.
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