La statistica non è ufficiale, quindi ci scusiamo in anticipo con altri potenziali recordman e li invitiamo a scriverci per esprimere le proprie lagnanze.
Ma la storia merita comunque di essere raccontata.
Stefano Casertano è un volto noto del rugby, che bazzica sin dall’adolescenza, ed è un volto noto della comunicazione rugbistica: regista e sceneggiatore, ha realizzato per la Federazione e per alcuni dei partner istituzionali e commerciali alcuni spot andanti in onda a livello nazionale negli ultimi anni.
Trovare un regista già non è facile. Trovarlo appassionato di rugby può essere complicato. Andare a scovarne uno che del rugby ha fatto, se non la propria ragione di vita, quantomeno un pilastro del proprio percorso umano e sportivo è, oggettivamente, più impossibile che improbabile.
Quando ci siamo ritrovati Stefano per le mani, abbiamo capito subito che era uno di quelli con il fuoco ovale dentro. Abbiamo lavorato bene insieme, i partner sono stati contenti, siamo rimasti in contatto come accade sempre tra persone dell’ambiente.
Sapevamo che Stefano aveva giocato, che era stato alla Primavera da quando aveva 10 anni e al CUS Roma, prima di andare a studiare e fare cinema in giro per il mondo: del resto, il nostro gli anni se li porta bene, ma era abbastanza evidente che le scarpe da flanker fossero ormai riposte da qualche tempo nell’armadio, o appese al fantomatico chiodo.
Insomma, non è che avessimo approfondito troppo, ecco.
Stefano, tra un set e l’altro (sue produzioni sono state in selezione ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia, alla Berlinale e alla Festa del Cinema di Roma), ha fatto qualche apparizione sugli spalti dell’Olimpico per le partite del Sei Nazioni da spettatore interessato, ci ha mandato qualche messaggio entusiasta quando non poteva essere allo Stadio, è – come si suol dire – rimasto nel giro.
Domenica scorsa, il 17 maggio, ha mandato un messaggio alle 17.59: “E niente, ho fatto meta in Serie C a 48 anni”: merito dell’aggiornamento delle tabelle anagrafiche che il Ministero della Salute ha approvato lo scorso dicembre, innalzando a 48 anni il limite per la pratica agonistica.
Ovviamente, Stefano non ci aveva detto nulla della sua volontà di tirare fuori le scarpe chiodate dallo sgabuzzino. Zitto zitto, da buon sceneggiatore, si è costruito la sua storia perfetta: ha ripreso ad allenarsi – in effetti, sembra molto più magro dell’ultima volta che ci siamo visti su un set – è andato dalla squadra della sua vecchia università, la Luiss Avio di Roma, ha convinto l’allenatore che meritava un posto in squadra per la giornata finale della Serie C, girone laziale-abruzzese.
E, una manciata di giorni prima di compiere 48 anni, è tornato in campo ancora una volta nella vittoria della Luiss contro il Tuscia Rugby: ci ha anche mandato un video, a testimonianza della sua impresa.
Il video è un po’ ballerino, ma del resto Stefano era in campo per la sua ultima partita e la sua ultima meta, con il possibile e discutibile record di metaman più vecchio nella storia dei campionati FIR.
Adesso, lo rimettiamo dietro la telecamera.
Torna indietro

Completa la registrazione