In merito ad alcune recenti ed errate ricostruzioni apparse in data odierna su alcuni media e relative all’andamento del numero dei tesserati del rugby italiano, la Federazione Italiana Rugby ritiene doveroso intervenire sul tema, a tutela della reputazione dell’Ente e, soprattutto, dell’impegno e dei risultati ottenuti dai club dall’intero movimento.
Occorre, innanzitutto, ristabilire una corretta interpretazione metodologica dei dati diffusi e utilizzati nelle ricostruzioni giornalistiche, poiché la natura stessa dei cicli stagionali su cui si basa l’attività richiede valutazioni effettuate su periodi omogenei o, preferibilmente, sul dato di fine stagione, unica finestra che consente una misurazione effettivamente rappresentativa.
Prendendo in considerazione il dato relativo alle sole atlete ed ai soli atleti che hanno svolto attività agonistica nel corso della Stagione Sportiva 25/26, il dato ufficiale FIR evidenzia una crescita percentuale dell’1%, per un totale di 65.114 praticanti a fronte dei 64.414 che risultavano aver disputato attività nel corso del 2024/25.
Il dato percentuale è tanto più significativo poiché evidenzia un primo, confortante segnale di ripresa della crescita di praticanti dopo la costante curva decrescente che aveva caratterizzato le stagioni riconducibili al precedente mandato, con una perdita complessiva di atlete e atleti pari al -4,47% tra il 2021/22 e il 2023/24*.
È inoltre opportuno evidenziare come la Federazione Italiana Rugby sia pienamente consapevole di come la propria mission statutaria poggi sullo sviluppo della disciplina e sull’ampliamento della base di praticanti quale elemento strategico per garantire la sostenibilità futura del movimento, in ogni sua componente, nonché la sua crescita tanto qualitativa quanto quantitativa a ogni livello del Gioco.
Tutti i progetti programmatici e le azioni intraprese dalla Federazione sono e rimarranno volte a garantire il benessere e lo sviluppo del rugby italiano e delle Società affiliate nel lungo periodo, consci delle difficoltà che il contesto sociale e storico attuale, il calo demografico e la crescente tendenza all’abbandono della pratica sportiva in età adolescenziale costituiscano oggi la sfida primaria non solo per la disciplina del rugby ma per l’intero sistema-sport in Italia.
Alla luce di tutto questo, l’aumento dell’1% dei praticanti va interpretato come il risultato concreto dell’impegno profuso quotidianamente dal movimento di base. Un segnale incoraggiante che testimonia il lavoro svolto dalle Società affiliate, dai dirigenti, dai tecnici, dai volontari e da tutte le persone che, con passione e dedizione, operano ogni giorno per promuovere il rugby sui territori, coinvolgere nuovi praticanti e garantire opportunità di crescita sportiva e umana alle nuove generazioni.
A tutte le Società che stanno affrontando con determinazione le sfide del contesto attuale va il riconoscimento della Federazione Italiana Rugby per il prezioso contributo fornito allo sviluppo e al futuro del nostro sport. I risultati registrati rappresentano prima di tutto il frutto del loro lavoro, della loro capacità di fare comunità e del loro costante impegno a favore del rugby italiano.
*tutti i dati sono calcolati alla data del 17 giugno di ciascun anno preso in esame e relativi al numero di atlete e atleti effettivamente partecipanti all’attività sportiva. I dati non tengono in considerazione tutte le altre categorie (arbitri, tecnici, dirigenti) che contribuiscono alla quota tesserati.

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