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Restiamo in Gioco

Il progetto “Rugby per Tutti – Restiamo in Gioco”, finanziato da Sport e Salute, nasce per ampliare le opportunità di accesso al rugby e rafforzarne il valore educativo, sociale e inclusivo nei territori.

Attraverso il coinvolgimento delle Società sportive, dei tecnici, dei dirigenti e delle comunità locali, il progetto promuove attività rivolte a bambini, bambine, adolescenti e persone con disabilità, creando contesti di gioco accoglienti, sicuri e capaci di favorire partecipazione, benessere e relazioni positive.

Le azioni previste sostengono la diffusione del rugby giovanile, del rugby integrato e di forme di gioco a contatto attenuato, con l’obiettivo di avvicinare nuovi partecipanti, accompagnarli nel tempo, rendere l’esperienza sportiva più accessibile e contribuire al contrasto dell’abbandono sportivo.

Accanto alle attività sul campo, il progetto ha previsto un percorso formativo dedicato a educazione, leadership e benessere nel rugby giovanile, rivolto ad allenatori, dirigenti, educatori e operatori sportivi, per rafforzare le competenze di chi accompagna quotidianamente la crescita dei giovani.

In questa prospettiva, il rugby diventa uno spazio di crescita personale e collettiva, dove inclusione, collaborazione, responsabilità e senso di appartenenza possono tradursi in esperienze concrete per le persone e per le comunità sportive coinvolte.

Promozione e Partecipazione

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Accademia Nazionale Ivan Francescato: gli atleti selezionati per la stagione 2026/27. Dal 6 al 19 settembre in programma un tour in Argentina

Roma – La Federazione Italiana Rugby ha reso nota la lista degli atleti selezionati per l’Accademia Nazionale Ivan Francescato per la stagione sportiva 2026/27. Staff ed atleti hanno iniziato a Parma il lavoro in vista della nuova stagione sportiva. Sede dell’Accademia sarà la Cittadella del Rugby “Giancarlo Dondi”, già casa della franchigia federale delle Zebre. Il primo appuntamento stagionale è in calendario dal 6 al 19 settembre, in Argentina, dove l’Accademia Nazionale Ivan Francescato avrà un importante momento di confronto con i pari età dei Centri di Alto Rendimento UAR. Il gruppo – guidato da Andrea Di Giandomenico – volerà in Argentina il 6 settembre dove il 13 affronterà una selezione proveniente dai Centri di Alto Rendimento UAR di Cordoba, Tucuman e Mendoza, mentre il 18 l’Accademia si confronterà con una selezione dei Centri Alto Rendimento di Buenos Aires e Rosario. Sono in calendario anche allenamenti congiunti l’11 e il 15 settembre. La trasferta rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita dei potenziali futuri giovani talenti azzurri, offrendo un banco di prova di alto livello in uno dei Paesi con la tradizione rugbistica più solida al mondo. Al rientro dalla trasferta in Argentina l’Accademia sarà impegnata nel weekend 26/27 settembre per l’esordio in Coppa Italia, in casa, contro i Lyons Piacenza. “Facendo tesoro dell’esperienza maturata nella scorsa stagione, la Federazione ha compiuto uno sforzo significativo per aumentare le opportunità di confronto internazionale nell’arco dell’anno. Questa volontà trova una concreta realizzazione nel tour in Argentina, durante il quale avremo la possibilità di disputare due incontri e svolgere due sedute di allenamento congiunte con gli atleti selezionati dai Centri di Alto Rendimento argentini. L’iniziativa, resa possibile dall’immediata disponibilità e dal prezioso supporto della UAR, rappresenterà un’importante opportunità per il gruppo di atleti e per lo staff dell’Accademia Nazionale. Sarà un periodo intenso di lavoro e condivisione, all’interno di un contesto altamente sfidante e caratterizzato da riferimenti tecnici e culturali differenti. In questa fase iniziale della stagione, l’obiettivo sarà innanzitutto quello di costruire solide relazioni e gettare le basi del lavoro comune, prima ancora di concentrarci sulla prestazione. Parallelamente, continuiamo a sviluppare rapporti di collaborazione con alcune delle migliori Accademie del panorama internazionale, con l’obiettivo di consolidare e ampliare l’offerta formativa destinata agli atleti, alle loro famiglie e ai club di appartenenza. Il focus rimane chiaro: innalzare progressivamente le competenze dei nostri giovani giocatori, in particolare nella gestione della gara” ha sottolineato Maurizio Zaffiri, Responsabile Operativo del Progetto Elite Giovanile. Questo il programma dell’Accademia Nazionale Ivan Francescato in Argentina: 6 settembre partenza per Argentina 11 e 15 settembre allenamenti congiunti con Centri di Alto Rendimento UAR 13 settembre confronto con Selezione Centri di Alto Rendimento UAR di Cordoba, Tucuman e Mendoza 18 settembre confronto con Selezione Centri di Alto Rendimento UAR di Buenos Aires e Rosario Questo lo staff dell’Accademia Nazionale Ivan Francescato per la stagione 2026/27: Responsabile Tecnico: Andrea Di Giandomenico Assistente Allenatore: Michele Rizzo Team Manager: Sebastiano Sara Responsabile Preparazione Fisica: Giovanni Biondi Assistente Preparatore Fisico: Valerio Nulli Video Analyst: Dario Valente Medici: Ilaria Spartà, Roberto Alessandrini Fisioterapisti: Matteo Polini, Ricky Ronzoni Psicologo dello Sport: Alessandro Bargnani Nutrizionista: Manuel Terbonati Questa la lista degli atleti selezionati per l’Accademia Nazionale Ivan Francescato per la stagione 2026/27: Francesco ALDERIGHI (Scandicci Rugby) Augusto ALESSANDRI (Rugby Perugia Junior) Stefano ALFONSETTI (Rugby Experience L’Aquila) Dario ARGENTON (Cus Padova) Lorenzo BARBOGLIO CRAINZ (Brixia Rugby) Ioan Cristian BELEAUA (Polisportiva L’Aquila Rugby) Leon BLETA (Rugby Parma F.C. 1931) Alberto CIMINO (Rugby Club Cavalieri) Edoardo D’AMMANDO (Livorno Rugby) Luca DE NOVELLIS (Pesaro Rugby) Jacopo DE ROSSI (Livorno Rugby) Giovanni DEGLI ANTONI (Rugby Parma F.C. 1931) Ettore Patricio DINARTE (Valpolicella Rugby 1974) Giacomo FALCHETTO (Benetton Rugby) Federico FORTI (Valsugana Rugby Junior Padova) Lorenzo FRANCOLINI (Pesaro Rugby) Adam HAJRAOUI (Cus Padova) Simone INVERNIZZI (Rugby Como) Ernesto MARTINEZ BARAJAS (Unione Rugby Firenze) Emiliano MASTROPASQUA (Amatori&Union Rugby Milano) Massimo MOLINA (Rugby Experience L’Aquila) Fabio SALVANTI (Unione Rugby Firenze) Riccardo SANCHEZ (Rugby Cavalieri) Manuel SCAPPINI (Unione Rugby Capitolina) Alessio SCARAMAZZA (Rugby Experience L’Aquila) Matteo SEBASTIANI (Stade Valdotain Rugby) Davide SETTE (Rugby Experience L’Aquila) Lorenzo SICILIANO (Unione Rugby Capitolina) Edoardo VITALE (Cus Milano Rugby) Jaheim Noel WILSON (Rugby Club Pasian di Prato)

dalla base | 25/08/2026

Radici Ovali – Gli 80 anni dell’Alessandria Rugby

Ottant’anni di passione, battaglie sul campo e continua evoluzione. Un nuovo video racconto ripercorre la ricca storia dell’Alessandria Rugby, tracciando le tappe fondamentali che hanno segnato la crescita del movimento palla ovale nel territorio alessandrino. La storia comincia nel 1946, quando un gruppo di pionieri decide di dare vita alla prima squadra cittadina radunando i ragazzi della palestra Garatti. Dai primi allenamenti sul terreno adattato di Piazza d’Armi, il gruppo cresce fino ad approdare allo storico stadio Moccagatta. Negli anni ’50 arriva la vittoria dello spareggio per la Serie A, seguita dalla parentesi della polisportiva e dal periodo dedicato al rugby a 13 negli anni ’60. Negli anni ’70, dopo lo scioglimento della prima squadra e la partenza di molti atleti verso piazze come Genova e Milano, il rugby alessandrino ritrova una casa al Dopolavoro Ferroviario di Viale Brigata Ravenna. Nasce così il DLF Rugby Alessandria, guidato da figure storiche come Ezio Zucconi, Gallucci e Ballardini. È l’epoca del rugby “spartano”, fatto di ragazzi giovanissimi mossi da una passione viscerale, che scappavano di casa pur di scendere in campo. Tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 prende forma anche il primo vero vivaio giovanile. Dopo le sfide di ricambio generazionale degli anni ’90, il nuovo millennio segna una forte strutturazione. Attorno all’ossatura di atleti cresciuti nel vivaio (tra cui i fratelli Piccinin, Casarin e i fratelli Nosenzo) e al rientro di una figura di rilievo internazionale come l’ex azzurro Franco Berni, la squadra torna a puntare in alto. Dopo tre finali consecutive disputate dal 2007, nel 2009 arriva lo storico e tanto atteso ritorno in Serie B sotto la guida tecnica di German Parra e Claudio Del Trovi. Negli ultimi anni il movimento ha saputo guardare oltre i confini cittadini. Dalla sinergia tra le società del territorio — guidata dall’intuizione di dirigenti come Michael Pires, Paolo Cavallini, Alessio Giacomini e Giorgio Frisone — è nata l’URPA (Unione Rugby Provinciale Alessandria). Una realtà collettiva che da oltre quattro anni permette alle selezioni giovanili (dall’Under 14 all’Under 18) di competere stabilmente nei campionati Élite di categoria. Oggi il rugby alessandrino continua a lavorare su una doppia sfida: avvicinare sempre più giovani alla palla ovale e consolidare la qualità tecnica e organizzativa di tutto il movimento provinciale. https://www.youtube.com/watch?v=RzpKPyZEdYg&feature=youtu.be

dalla base | 31/07/2026

Club House – Unione Rugby San Benedetto

Ci sono luoghi che raccontano la storia di un club meglio di qualsiasi albo d’oro. La Club House “Luigi Camiscioni” del Rugby San Benedetto è uno di questi. Nata insieme alla crescita della società e costruita passo dopo passo grazie all’impegno di dirigenti, volontari e giocatori, oggi rappresenta il cuore pulsante della vita rossoblù, il posto dove il rugby continua anche dopo il fischio finale. La sua storia è quella di un progetto cresciuto nel tempo. Dai primi anni, quando gli spazi erano ridotti all’essenziale, fino all’attuale struttura, ogni ampliamento è stato il risultato del lavoro condiviso di una comunità che ha scelto di investire su sé stessa. Ogni mattone racconta ore di volontariato, idee trasformate in realtà e la volontà di creare un ambiente accogliente per chiunque entri a far parte della famiglia del Rugby San Benedetto. «La clubhouse ha una storia particolare», racconta Lorenzo Benigni, ex giocatore e oggi dirigente del club. «Siamo partiti da una piccola stanza ricavata all’interno della struttura e, grazie al lavoro di volontari, giocatori e di tutte le persone che vivono questo ambiente, siamo riusciti a realizzare uno spazio di cui andiamo davvero orgogliosi. Oggi è molto più di un edificio: è il luogo in cui tutti noi ci sentiamo a casa.» Quella della Club House è una funzione che va ben oltre l’accoglienza. È il punto in cui si incontrano giocatori, famiglie, tecnici, dirigenti, tifosi e sponsor, creando una rete di relazioni che sostiene quotidianamente la società. Le domeniche di campionato, dopo le partite, i tavoli si riempiono di centinaia di persone che condividono il tradizionale terzo tempo, trasformando ogni gara in un momento di aggregazione aperto all’intera comunità. «Per noi è un vero punto di riferimento», spiega Mauro Mascitti, tesoriere del club. «Qui vengono le famiglie, gli amici, gli appassionati. Molti scelgono perfino di festeggiare compleanni o ricorrenze all’interno della clubhouse perché vogliono far conoscere questo ambiente e i valori che rappresenta. È un luogo che vive ogni giorno, non solo durante gli allenamenti o le partite». La Club House è anche uno strumento fondamentale per la crescita del club. È qui che nascono nuove collaborazioni, si consolidano rapporti con il tessuto economico del territorio e prendono forma molte delle iniziative che permettono alla società di continuare a investire nello sviluppo del rugby. Un ambiente informale, dove una conversazione davanti a un tavolo può trasformarsi in un progetto, in un sostegno concreto o in una nuova opportunità per il movimento. La sua identità è profondamente legata anche alla memoria di Luigi Camiscioni, figura storica del Rugby San Benedetto alla quale la struttura è dedicata. Uomo di straordinaria convivialità e punto di riferimento per tutta la comunità rossoblù, Camiscioni ha incarnato quello spirito di accoglienza che ancora oggi caratterizza la vita della Club House. Intitolargli questo spazio è stato un modo per rendere permanente il ricordo di chi ha saputo trasformare il rugby in una grande occasione di amicizia e condivisione. La crescita della struttura ha accompagnato quella della società, diventata negli anni un punto di riferimento non solo per il rugby marchigiano ma per l’intera città di San Benedetto del Tronto. L’impegno dei volontari, la partecipazione delle famiglie e il forte senso di appartenenza hanno permesso di creare un ambiente capace di accogliere chiunque, dal bambino che entra per la prima volta in un campo da rugby al vecchio compagno di squadra che continua a vivere il club anche dopo aver smesso di giocare.

dalla base | 30/07/2026

Linee di meta: Davide Sette e Alessio Scaramazza – Rugby Experience L’Aquila

Uno ha iniziato quasi per caso, spinto da chi vedeva nel suo fisico un motivo più che valido per portarlo su un campo da rugby. L’altro ci è arrivato grazie al padre, e alla Rugby Experience L’Aquila ha trovato subito un posto in cui sentirsi a casa. Davide Sette e Alessio Scaramazza, rispettivamente terza linea e centro/ala degli Azzurrini, sono cresciuti insieme, dalle giovanili aquilane all’Accademia fino alla Nazionale under 20, e oggi condividono anche il Mondiale di categoria in Georgia. I primi passi nel rugby Per Davide Sette tutto è cominciato prima ancora della scuola elementare: “C’era questo mio amico il cui padre diceva continuamente a mia madre che, vista la mia stazza, avrei dovuto iniziare a giocare a rugby. Dopo vari tentativi mia madre mi portò alla Polisportiva L’Aquila Rugby: lì feci il mio primo allenamento ed è stato subito bellissimo, un amore a prima vista. Mi innamorai immediatamente di questo sport”. Dopo i primi anni alla Polisportiva, il passaggio alla Rugby Experience L’Aquila ha segnato l’inizio del percorso più importante: “Ho fatto tre anni alla Polisportiva L’Aquila Rugby e poi sono passato alla Rugby Experience, dove c’è stata la mia vera crescita rugbistica. Ho fatto l’Under 10, l’Under 12 e poi tutto il percorso fino all’Under 18. Sono stati anni bellissimi”. Anche per Scaramazza l’inizio è stato legato alla famiglia: “Ho iniziato grazie a mio padre, che mi ha fatto scoprire il rugby, e sono entrato subito alla Rugby Experience, la società in cui ho giocato fino ad oggi. Mi sono sentito subito a casa, perché si era creato un bel gruppo, una bella famiglia”. Il percorso e le persone più importanti La finale scudetto Under 18 di due anni fa resta uno dei ricordi più forti per Sette: “Quello è stato forse l’anno più bello. Siamo arrivati fino alla finale scudetto con l’annata 2005-2006-2007, ed eravamo veramente una famiglia, non solo una squadra. Eravamo legatissimi, tra compagni e allenatori, e abbiamo vissuto esperienze bellissime. Poi sono arrivate l’Accademia Federale di Roma e l’Accademia Ivan Francescato. A Roma ho iniziato a capire come funziona il rugby vero, quello professionistico. Quest’anno sono arrivato all’Accademia Ivan Francescato, con l’Under 20, lavorando con Andrea Di Giandomenico e Michele Rizzo. Mi stanno dando moltissime conoscenze, mi stanno facendo crescere e sto imparando tanto”. Nel percorso azzurro c’è anche la Nazionale Under 18, con un ricordo speciale legato alla sua città: “Ho avuto l’onore di essere capitano al Sei Nazioni di Vichy e anche nelle partite giocate in Italia, tra cui quella all’Aquila contro il Galles. Giocare allo stadio Tommaso Fattori, davanti a tanta gente, agli amici, alla mia famiglia e soprattutto ai miei nonni, è stato uno dei momenti più emozionanti. Vederli orgogliosi di me è qualcosa che non dimenticherò. Anche perché ho sempre avuto un grandissimo appoggio da parte di mia madre, di mio padre e dei miei nonni. Tutto questo lo devo soprattutto a loro, anche per l’impegno che hanno messo nel permettermi di allenarmi e arrivare fino a qui”. Nell’identificare una persona in particolare che a L’Aquila è stata fondamentale, Sette ricorda Marco Molina: “Ogni allenatore mi ha dato qualcosa, ma devo tanto soprattutto a Marco Molina, che ci ha allenato all’inizio ma che poi ci ha sempre seguiti come dirigente. Ci ha sempre accompagnati nelle trasferte, comprese le finali scudetto, è sempre stato vicino al gruppo ed è stata una figura di supporto fondamentale. Mi ha trasmesso la voglia e la costanza che servono per continuare in questo sport, quella forza che ancora oggi mi serve per andare avanti”. Il percorso di Scaramazza è passato invece anche da un momento particolare: “All’inizio mi sono trovato sempre meglio, anche se in un primo periodo non ero convinto di continuare. Pensavo di non essere portato per questo sport, che magari non facesse per me. In quel momento ci sono state diverse persone importanti che mi hanno spinto a proseguire: prima di tutto i miei amici e i miei compagni, sono stati i primi a chiedermi di continuare, di riprovarci e di non lasciare così il rugby, e lo hanno fatto anche i miei allenatori. E tra gli allenatori c’è una delle persone più importanti per il mio percorso: Marco Rotilio, il mio primo coach. È stato lui a farmi appassionare a questo sport. Oltre che un grande allenatore è stato una grande persona: è riuscito a unire un gruppo di ragazzi di 7-8 anni e a farli appassionare al rugby senza creare competizione interna, pensando soltanto a farci divertire”. L’amicizia Sette e Scaramazza si sono conosciuti a L’Aquila, quando il primo è arrivato nel club e il secondo stava iniziando il suo percorso. Da lì hanno condiviso quasi tutto. “Con Alessio siamo come fratelli” racconta Sette: “Ci siamo incontrati quando sono arrivato alla Rugby Experience L’Aquila e da lì abbiamo condiviso di tutto. Adesso siamo arrivati insieme al Mondiale ed è bello poter stare qui con un amico di una vita. Ci siamo sempre aiutati a vicenda, nei viaggi e in tutto il resto. Il rapporto è molto stretto, abbiamo condiviso veramente tutto”. Scaramazza usa parole molto simili: “Con Davide ho sempre avuto un grandissimo rapporto. Quando ho iniziato io è arrivato anche lui e siamo diventati subito grandi amici. Poi abbiamo condiviso anche il percorso dell’Accademia e della Nazionale. Vedo più lui che i miei genitori (ride, ndr) quindi direi che è una persona molto importante”. Il lavoro della Rugby Experience con i giovani La Rugby Experience L’Aquila, per entrambi, è stata soprattutto un luogo di crescita. Scaramazza ne sottolinea il lavoro fatto fin dal minirugby: “Credo che l’importanza del lavoro del club parta dalle basi. Parte dal minirugby, senza mettere pressione ai ragazzi ma facendoli divertire. Il messaggio era: ‘venite al campo e pensate soltanto a divertirvi’. Da lì, con un clima sereno e di amicizia, è nato quello che siamo stati negli ultimi anni”. Per Sette salutare quel mondo non è stato semplice: “Lasciare L’Aquila, soprattutto quest’anno che era l’ultimo, e salutare tutti gli allenatori è stato un momento difficile. È lì che sono cresciuto davvero come giocatore, ed è un posto che mi ha dato tanto”.

dalla base | 15/07/2026

Ministero dello Sport e Municipio Roma XI insieme per lo Stadio del Rugby di Corviale, stanziati 750.000€. Vaccari: “Impianto dal grande valore sportivo e sociale”

fonte Ministero per lo Sport e i GiovaniStipulato l’accordo tra il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e il Municipio Roma XI, sotto gli auspici della Federazione Italiana Rugby, che prevede il cofinanziamento per la riqualificazione dell’impianto del rugby in via degli Alagno a Corviale, grazie a un contributo complessivo di 750 mila euro, dei quali 700 mila euro stanziati dal Ministro Abodi, a valere sulla riserva di fondi per la realizzazione di interventi sull’impiantistica sportiva di particolare interesse sociale, costituita nell’ambito del Fondo Sport e Periferie, e 50 mila euro dal Municipio Roma XI. I lavori di riqualificazione dell’impianto di proprietà di Roma Capitale e in gestione al Municipio XI, che inizieranno in autunno, saranno realizzati da Sport e Salute e prevedono la sostituzione completa del manto erboso sintetico e del sottostante tappeto antitrauma.  Questo impegno intrapreso dalle parti coinvolte rappresenta un passo concreto per restituire al quartiere un ulteriore luogo di aggregazione, crescita e partecipazione, confermando il valore dello sport come strumento di inclusione e coesione sociale, di educazione e rigenerazione urbana, seguendo l’indirizzo del comma 7 dell’art. 33 della nostra Costituzione. L’intervento conferma l’impegno del Governo nel promuovere la rinascita dei territori attraverso lo sport, riconoscendo agli impianti sportivi un ruolo strategico non solo sotto il profilo infrastrutturale, ma anche come presìdi educativi, di socialità e cittadinanza attiva. La riqualificazione dell’impianto di Corviale rappresenta, quindi, un investimento sul futuro con effetti immediati: un luogo restituito alla comunità, capace di generare opportunità, rafforzare i legami sociali e offrire ai giovani uno spazio nel quale crescere attraverso i valori e la pratica dello sport. Per il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi “oggi è una giornata importante per Corviale perché con questo investimento del Governo vogliamo restituire ai cittadini un ulteriore impianto all’altezza delle loro aspettative, delle loro esigenze. Lo sport è un diritto, ma anche un’opportunità per costruire relazioni, prevenire il disagio, contrastare la solitudine, promuovere benessere e rafforzare il senso di comunità. La conclusione dell’iter amministrativo è un passaggio fondamentale che ci permette di trasformare un impegno in un progetto concreto, destinato a generare benefici duraturi per il territorio, per la comunità”.Il Presidente del Municipio Roma XI Gianluca Lanzi ha dichiarato: “Voglio ringraziare il Ministro Abodi per aver accolto la mia richiesta di finanziamento dell’intervento di manutenzione straordinaria del manto erboso sintetico dell’impianto del rugby di Corviale. Grazie al lavoro comune, in tempi rapidissimi – sette mesi -, si è giunti alla stipula dell’accordo e allo stanziamento dei fondi necessari da parte del Ministero e di Roma Capitale. Corviale sta diventando sempre più una cittadella dello sport, dotata di numerosi impianti sportivi pubblici: oltre all’impianto del rugby, ci sono la piscina comunale, due centri sportivi municipali (di cui uno entrerà per la prima volta in funzione a settembre), il “Campo dei miracoli” del Calciosociale su area regionale, tre campi da street basket (uno nella nuova piazza e due nel nuovo “Parco Est”) e poi il sogno che si sta avverando nei prossimi mesi con l’apertura del PalaCorviale realizzato da Roma Capitale con i fondi del PNRR”.  Il Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma ha sottolineato che “Sport e Salute è al fianco del Governo e delle altre istituzioni per tradurre le risorse pubbliche in progetti concreti capaci di migliorare la qualità della vita sportiva delle comunità. Questo intervento, per il quale siamo stati incaricati dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, conferma la nostra missione: essere al servizio del territorio, ascoltando i bisogni delle periferie e trasformandoli in opportunità reali per chi le vive ogni giorno”. “A Corviale ci prepariamo a restituire molto più di un campo da rugby: uno spazio sicuro dove fare sport, un presidio di legalità e socialità, un luogo capace di generare opportunità, crescita e futuro per i giovani e per l’intera comunità. È il risultato di un grande lavoro di squadra. Questa è una delle missioni più importanti di Sport e Salute: valorizzare i territori attraverso lo sport. Lo stiamo facendo a Corviale e in tutta Italia, anche attraverso il progetto ‘Sport Illumina’, perché lo sport è vita. Continueremo a investire con determinazione in questa direzione. Un impianto sportivo non è soltanto un’infrastruttura: è un motore di inclusione, benessere, coesione sociale e sviluppo”, ha dichiarato Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute. “Lo Stadio del Rugby di Corviale è un impianto dal profondo valore simbolico per il rugby, romano e non solo. È la casa del Villa Pamphili, un Club che ha fatto dell’impegno sociale e del coinvolgimento delle comunità del proprio territorio un potentissimo strumento di partecipazione, e rappresenta uno straordinario presidio di socialità. Come Vicepresidente Vicario di FIR e Presidente della Commissione Impianti, ma soprattutto come uomo che si riconosce nei valori di cui il nostro Gioco è ambasciatore, sono felice di questa iniziativa congiunta del Ministro per lo Sport e i Giovani Abodi e del Presidente del Municipio XI di Roma Capitale Lanzi, volta a garantire allo Stadio del Rugby i necessari ammodernamenti in vista delle stagioni a venire, permettendo a rugbiste e rugbisti di tutte le età di continuare a praticare lo sport che amano ed avvicinandone di nuovi” ha dichiarato il Vice Presidente Vicario di FIR, Paolo Vaccari.

dalla base | 10/07/2026