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Rugby Tag e scuola: la formula vincente per i Giochi della Gioventù

dalla base News |

L’anno scolastico 2025/26, che proprio in questi giorni giunge a conclusione con gli esami di maturità, ha rappresentato una stagione di profondo consolidamento per il binomio tra la promozione del Rugby Tag e gli istituti scolastici, contribuendo a rafforzare questa forma di gioco senza contatto come come una delle formule più efficaci di diffusione e promozione del rugby in ambito scolastico. Il gioco senza contatto si sta affermando come uno strumento strategico nei percorsi di educazione motoria, capace di coniugare accessibilità, inclusione e sviluppo delle competenze trasversali, rafforzando il ruolo della scuola come primo presidio educativo e sportivo sul territorio.

In questo quadro si inserisce il percorso dei Giochi della Gioventù, che ha visto il coinvolgimento di circa 150 istituti scolastici e 1.500 studenti nelle fasi regionali, confermando una crescita costante della disciplina e la sua capacità di radicarsi nei programmi scolastici delle scuole secondarie di primo e secondo grado su scala nazionale. Il modello proposto, basato sulla partecipazione mista e sulla centralità del gioco di squadra, si integra pienamente negli obiettivi formativi legati allo sviluppo delle competenze sociali, relazionali e motorie.
Il progetto ha trovato il suo momento conclusivo nelle Finali dei Giochi della Gioventù, ospitate negli impianti sportivi dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, che hanno rappresentato il punto di arrivo di un percorso educativo strutturato e condiviso.
Alla manifestazione hanno preso parte circa 450 tra studenti, docenti accompagnatori e rappresentanti istituzionali del Ministero e di Sport e Salute, in una giornata che ha sintetizzato il valore della collaborazione tra sistema scolastico e istituzioni sportive.
Nel quadro della proposta educativa del Rugby Tag, la competizione ha mantenuto la sua formula inclusiva, articolata in due momenti distinti di gioco che hanno coinvolto separatamente la componente maschile e femminile delle squadre, con il punteggio finale determinato dalla somma delle due frazioni. Un modello che continua a valorizzare la partecipazione di tutti gli studenti e a promuovere dinamiche di cooperazione e responsabilità condivisa.
“Il Rugby Tag rappresenta oggi un progetto educativo strutturato che mette al centro la scuola come luogo di crescita complessiva della persona. – ha sottolineato Giuseppe Giovannetti, Responsabile Scuola della Fir – Non si tratta soltanto di un’attività sportiva, ma di uno strumento capace di sviluppare competenze relazionali, senso di responsabilità e partecipazione attiva. La sinergia tra istituzioni, mondo scolastico e realtà sportive è la condizione fondamentale per consolidare un percorso che sta dimostrando grande efficacia e una crescita costante su tutto il territorio nazionale.”
Le Finali di Roma hanno rappresentato dunque il momento conclusivo di un percorso ampio e articolato, che ha confermato il Rugby Tag come disciplina in grado di coniugare partecipazione, inclusione e crescita educativa, contribuendo in modo concreto agli obiettivi dei Giochi della Gioventù.