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Italia, Alia Bitonci: “Questo ambiente ti fa crescere sempre. E i test ci aiuteranno a migliorare verso il Sei Nazioni”

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Per l’Italia femminile inizia un nuovo ciclo, con Plinio Sciamanna sulla panchina azzurra e tante giovani pronte all’esordio o al salto di qualità. C’è anche però chi, a soli 20 anni, ha già un ruolo importante in questa Nazionale come la numero 9 Alia Bitonci, classe 2006 del Valsugana Padova che conta già 15 caps: “Questo ambiente ti permette di crescere e imparare costantemente. Mi piacerebbe essere ancora qui tra 10 anni e dire che devo ancora migliorare tante cose, perché è uno sviluppo continuo. Sicuramente giocare in un club come il Valsugana, dove c’erano tante ragazze della Nazionale, mi ha aiutato a costruire le basi per arrivare in azzurro, ma una volta indossata la maglia dell’Italia devi continuare a lavorare giorno dopo giorno verso traguardi sempre più importanti e senza mai sentirti ‘arrivata’. È bello anche che il gruppo stia diventando sempre più eterogeneo, con tante fasce d’età, tante esperienze diverse che ci rendono più complete: in questo modo tutte impariamo qualcosa dalle altre” ha raccontato in vista dell’esordio azzurro nelle WXV Global Series previsto sabato 19 a Fontanafredda contro il Giappone, alle 14.30. Le altre partite dell’Italia saranno contro il Sudafrica e gli USA (doppia sfida oltreoceano).

Alia, come procede questo inizio di percorso con il nuovo allenatore?

“Stiamo lavorando per costruire un sistema di gioco che esalti le nostre caratteristiche, sia individuali sia collettive. Chiaramente poi sarà il campo a farci capire quale sarà il percorso migliore, e in questo senso queste 4 partite sono una bella occasione sia per metterci alla prova sia per ingranare la marcia in vista del Sei Nazioni, dove comunque avremo un’ulteriore esigenza dal punto di vista del risultato. Ovviamente noi scendiamo sempre in campo per vincere e lo faremo anche in queste quattro partite, ma questi test ci danno anche la possibilità di sistemare alcuni aspetti del gioco nel caso in cui ci fossero delle cose che non vanno. Anche perché dall’allenamento si possono imparare tante cose ma poi il banco di prova reale è sempre la partita, quindi abbiamo bisogno di questi test per crescere”.

Stai avendo sempre più minutaggio e sei ormai una presenza costante nelle 23. Cominci a percepire un aumento delle responsabilità e delle aspettative o riesci a viverlo in modo più leggero?

“Non vivo con molta ansia il fatto di giocare un po’ di più, anzi, ne sono felice e spero di avere sempre più opportunità per dare il mio contributo in campo. Credo che le responsabilità arrivino principalmente dal ruolo, perché comunque tante cose soprattutto dal punto di vista offensivo dipendono da come 9 e 10 gestiscono la partita, quindi in questo senso so che può esserci un po’ più di ‘paura’ di sbagliare scelte a livello tecnico, ma come detto io sono qui per migliorare ed è una cosa che vorrò sempre fare. Ora come fra 10 anni”.

A proposito di responsabilità, a livello tattico ve ne è stata data una importante, improntando gran parte del gioco al piede sulle mediane di mischia…

“Sì, perché sicuramente la riteniamo una piattaforma più sicura e che può portare una maggiore efficienza proprio a livello strategico. L’apertura è sottoposta a una pressione maggiore trovandosi in linea, mentre creando uno snake il calcio dalla base ci dà maggiore sicurezza e lo usiamo non solo per uscire dai nostri 22 ma anche per provare ad attaccare e mettere pressione alle avversarie. Proprio per questo so di dover ulteriormente migliorare al piede, uno dei fondamentali nei quali sento di non essere al meglio e di dover lavorare tanto, proprio perché il nostro gioco ci porta ad avere tanta responsabilità su questo aspetto”.

Si parte col Giappone, una squadra che l’Italia ha affrontato spesso negli ultimi anni e che conoscete bene. Che partita ti aspetti?

“Le partite contro il Giappone sono sempre caratterizzate da un gioco molto aperto, perché comunque loro non puntano molto sulla fisicità ma sono particolarmente veloci, quindi dovremo rispondere alla loro rapidità. In particolare il Giappone ha una grande capacità di recupero palla nei punti d’incontro. Sarà per noi un’occasione per lavorare sulla sfida uno contro uno, soprattutto a livello tecnico e sulla velocità. Sarà la prima partita dopo il Sei Nazioni, quindi sicuramente ci sarà da ingranare la marcia all’inizio perché è da un po’ che non giochiamo tutte assieme e ci sono stati anche dei ritiri importanti, ma sappiamo di poterci esprimere bene contro di loro e di poter fare una bella partita”.

Un anno e mezzo fa esordivi in Nazionale. Adesso in rosa ci sono tantissime ragazze della tua età che potrebbero ottenere il primo cap. Che effetto fa stare “dall’altra parte”?

“Ho avuto la fortuna di condividere il percorso in under 18 e in under 20 con alcune di loro. Vederle esordire sarebbe davvero emozionante, anche perché essendo arrivata da poco capisco perfettamente cosa si prova in quel momento. Sarò felicissima di condividere quel momento, perché ho visto il loro percorso e loro hanno visto il mio. Chiaramente poi ci saranno le più esperte che daranno loro i consigli giusti per vivere al meglio questo momento, ma da parte mia ci sarà sicuramente molta emozione nel giocare con loro e condividere insieme un altro tassello importante del nostro percorso”.