Autore: responsabilitasociale
Porta il Servizio Civile Universale nel tuo Club: aperta la fase di accreditamento fino ad ottobre!
Un’opportunità straordinaria per far crescere la tua società, valorizzare i giovani ed entrare a far parte di una rete nazionale in continua espansione. Grazie all’accordo tra la Federazione Italiana Rugby e OPES, come ormai da diversi anni tutte le società affiliate hanno l'opportunità di diventare Sedi di Accoglienza per i volontari del Servizio Civile Universale (SCU). C’è tempo fino al 15 ottobre per presentare la domanda. La procedura si effettua una sola volta, infatti una volta ottenuto il riconoscimento di “Ente di Accoglienza”, il Club rimarrà accreditato per sempre, garantendosi la possibilità di accogliere le ragazze e i ragazzi del Servizio Civile anche nelle edizioni future, previa partecipazione alla fase di progettazione annuale. Ad oggi sono già 151 le realtà del nostro movimento - tra Club, Comitati Regionali e la Sede Nazionale - accreditate come sedi d'accoglienza. Un numero in costante aumento di anno in anno, a testimonianza di come il Servizio Civile stia diventando una risorsa fondamentale per le società. Accogliere volontari SCU significa immettere nuove energie, idee ed entusiasmo nella vita quotidiana del Club, offrendo al contempo ai giovani un'esperienza formativa unica, ad alto impatto sociale e professionale. Vivere il mondo del rugby da protagonisti attraverso il Servizio Civile lascia un segno profondo nel bagaglio personale dei giovani partecipanti. Ecco il racconto di chi ha vissuto questa esperienza sul campo: Diego e Alessandro(Volontari SCU 2026 – Sede Centrale) «Lavorare nell’Ufficio Responsabilità Sociale della FIR come operatori volontari ci ha dato la possibilità di affiancare club e associazioni per portare un sorriso e un’opportunità concreta di riscatto nei contesti più fragili della nostra società.» Per accreditare il tuo club ed entrare nella rete del Servizio Civile, trovi le informazioni e la modulistica necessaria nella sezione dedicata al Servizio Civile Federugby.it. A titolo riassuntivo, riportiamo qui sotto la slide con tutte le fasi da seguire per i club non accreditati. Inoltre, a questo link è disponibile un video esplicativo su procedure e vantaggi per chi accoglie i volontari. Per qualsiasi ulteriore dubbio l’Ufficio Responsabilità Sociale FIR (responsabilitasociale@federugby.it) resta a completa disposizione per guidarvi passo dopo passo nell'iter di accreditamento.
FIR per il Sociale | 02/09/2026
Anche quando piove: la meta condivisa del Collettivo Brancaleone
Nel rugby, la meta non è mai il successo di un singolo, ma il punto d'approdo di una spinta collettiva che nasce dal sostegno reciproco e dalla condivisione di un obiettivo comune. Presso la Polisportiva Sieci, questa filosofia ha dato vita a un modello di sport integrato che ridefinisce il concetto stesso di club: il progetto "Terzo Spazio". Si tratta di una proposta strutturata che utilizza la pratica sportiva e l'educazione non formale come strumenti di salute e inclusione sociale, offrendo a bambini, giovani e adulti con disabilità intellettivo-relazionale una rete di sostegno che rafforza il loro capitale relazionale e la loro autonomia. Punta di diamante di questo percorso è il Collettivo Brancaleone, squadra amatoriale nata nel 2018 per dare continuità agonistica e sociale agli atleti che escono dai percorsi giovanili. La storia e l'impatto di questa realtà sono oggi raccontati nel documentario "Anche quando piove" - diretto da Gabriele Piazzesi - una testimonianza visiva che non si limita alla cronaca sportiva, ma esplora un progetto di ampio respiro volto a scardinare i pregiudizi attraverso il contatto, l'impegno e la partecipazione attiva. L’anima del Collettivo Brancaleone risiede nella sua composizione mista: atleti junior e adulti con disabilità giocano fianco a fianco con partner neurotipici, senza barriere di etichetta, in un contesto dove la diversità diventa il motore del gioco. Questa realtà è supportata da una solida rete che coinvolge allenatori formati, educatori specializzati e l’associazionismo locale. Proprio la collaborazione con partner come l’Associazione Unopertutti odv e la P.A. Croce Azzurra Pontassieve ha permesso di attivare negli anni un’azione di scouting continuo: non una ricerca di talenti in senso tradizionale, ma un monitoraggio attivo sul territorio per intercettare il bisogno di inclusione e offrire una risposta concreta alle famiglie e alle persone con disabilità. Sul piano educativo, il progetto si fonda su un principio di solidarietà attiva: chi possiede maggiori capacità tecniche ha il compito fondamentale di adattarsi al passo dell’altro. È una forma di cura reciproca che trova nella sfida quotidiana del campo il suo ambiente naturale. Le avversità atmosferiche, protagoniste del documentario, non sono mai un ostacolo, bensì un’occasione per temprare il carattere e il senso di appartenenza a una comunità che vede nello sport un autentico dono di vita. Il rugby diventa così una palestra di autonomia, capace di restituire ad atleti adolescenti e adulti un’identità forte, legata alla maglia che indossano. L'impegno del Collettivo Brancaleone si spinge regolarmente oltre i confini del campo di casa, portando la squadra a partecipare a tornei nazionali in tutta Italia, da Colorno a Bari. Questi viaggi sono tappe fondamentali per la crescita personale e l'autostima dei giocatori, favorendo lo sviluppo di competenze sociali in persone con disturbi dello spettro autistico o dell'attenzione. Oltre l'aspetto agonistico, il Collettivo Brancaleone vive di momenti di socialità profonda che culminano nel Terzo Tempo, lo spazio sacro della condivisione dove ogni barriera relazionale viene abbattuta attraverso il confronto e l'amicizia. L’esperienza della Polisportiva Sieci dimostra che il Rugby Integrato promosso dalla FIR può generare contesti di vita quotidiana migliori. Il Collettivo Brancaleone non è solo una squadra, ma la dimostrazione concreta che la meta più preziosa è quella raggiunta insieme, avanzando compatti anche quando il cielo si fa scuro e la pioggia batte forte.GUARDA QUI IL TRAILER DEL DOCUMENTARIO
Impegno Sociale | 04/05/2026
Servizio Civile, via al reclutamento dei volontari e delle volontarie per il 2026
La Federazione Italiana Rugby, in collaborazione con OPES, offre anche nel 2026 la possibilità di svolgere il Servizio Civile presso la sede centrale FIR di Roma, i Comitati Regionali o una tra le Società affiliate accreditate presso il Dipartimento per le Politiche Giovanili ed il Servizio Civile. Volontarie e volontari dai 18 ai 28 anni potranno essere avviati in uno dei 3 Progetti approvati dal Dipartimento: “Le vie dello sport“, “Un impegno sportivo: il rugby per il sociale“, “Un grande prato verde”. Il primo è dedicato al rugby come strumento per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale attraverso la pratica sportiva; Il secondo mira a migliorare la qualità della vita individuale e collettiva, promuovendo il rugby quale strumento di inclusione sociale e di pari opportunità. Nello specifico, l’attenzione è rivolta al rugby in carcere, un'attività che vede numerosi club impegnati da anni all'interno del progetto federale 'Rugby Oltre le Sbarre'; il terzo si focalizza sull'educazione ambientale nei contesti sportivi, utilizzando il rugby outdoor per sensibilizzare alla tutela del territorio e alla cittadinanza attiva. Gli aspiranti Operatori Volontari che vorranno presentare la domanda di partecipazione possono farlo solo ed esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone al seguente indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it/ . La guida per la presentazione delle domande è scaricabile sul sito Federugby, nella sezione Documenti utili – Servizio Civile dell’area Responsabilità Sociale, dove sarà anche possibile scaricare i 3 progetti approvati. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre le ore 14.00 dell’8 aprile 2026. La scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è stata prorogata alle ore 14:00 del 16 aprile 2026.
Impegno Sociale | 26/02/2026
FIR e AWorld: rinnovata la collaborazione per un rugby d’impatto. La community della sostenibilità scende in campo per il Sei Nazioni 2026
La Federazione Italiana Rugby è lieta di annunciare il rinnovo della collaborazione con AWorld, la piattaforma ufficiale a supporto della campagna delle Nazioni Unite ActNow. Dopo la community FIR, Rugby & Sostenibilità lanciata durante il World Rugby U-20 Championship 2025, la collaborazione si rafforza e si proietta verso il prestigioso palcoscenico del Guinnes Sei Nazioni 2026. Il legame tra FIR e AWorld non è più solo una novità digitale, ma una sinergia che invita l’intera famiglia del rugby — atleti, staff, volontari e l'incredibile pubblico del Sei Nazioni — a confermare il proprio ruolo di "giocatori attivi" nel cambiamento climatico e sociale. Un impegno certificato: lo standard ISO20121 Il Torneo Sei Nazioni rappresenta un’importante occasione per scendere in campo insieme a FIR. In linea con la Certificazione ISO20121, fiore all’occhiello delle partite giocate a Roma, invitiamo tutti i tifosi ad adottare azioni concrete durante i match day e nella vita quotidiana: Seguire le regole della corretta raccolta differenziata. Aderire al principio delle 3R (riduci, ricicla, riutilizza). Prediligere la mobilità sostenibile per raggiungere lo stadio. Favorire l'accessibilità e l'inclusione, valori cardine del DNA rugbistico. Partecipa alla sfida: l’obiettivo 2026 A partire da oggi, attraverso la piattaforma AWorld, tutti i membri della community possono dare il proprio contributo tangibile: Registrare le proprie azioni sostenibili quotidiane. Partecipare ai "Team Challenge" legati alle sfide del Sei Nazioni. Accumulare punti per scalare la classifica della sostenibilità e sbloccare ricompense esclusive nel marketplace virtuale. Raggiungere l’obiettivo collettivo: quest'anno puntiamo a superare le 20.000 attività sostenibili registrate durante il periodo del torneo. Attraverso questo rinnovo, la FIR ribadisce i propri valori autentici: partecipazione, inclusione e sostenibilità, trasformando la passione per la palla ovale in un motore di impatto reale e misurabile per il pianeta. Fai meta nel Marketplace: guadagna gemme e premi La tua partecipazione non fa bene solo al pianeta, ma ti premia direttamente: Ogni attività completata ti permette di guadagnare punti XP e scalare la classifica. Completando le Missioni specifiche potrai accumulare gemme. Con 500 gemme potrai ottenere uno sconto Macron per l'acquisto del merchandising ufficiale Azzurro! Vuoi fare la differenza? Scarica o aggiorna AWorld dagli store digitali, accedi alla community FIR "Rugby&Sostenibilità" e inizia a certificare le tue azioni. Ogni piccolo gesto conta per la meta finale.
News | 05/02/2026
Il progetto SAME chiude in meta: una giornata di rugby e inclusione a Sapienza Sport
Domenica 14 dicembre 2025 gli impianti di Sapienza Sport, in viale di Tor di Quinto a Roma, sede del Club Primavera Rugby, hanno ospitato la giornata finale del Progetto europeo SAME – Sports Activities for Mental Enhancement, azione preparatoria del programma ERASMUS+ Sport, coordinata da ECOS in collaborazione con Programma Integra – Federazione Rugby – Next Salute e Servizi, nata con l'obiettivo di favorire l’integrazione di giovani rifugiati di guerra attraverso attività sportive. Durante l'evento di domenica minori e famiglie dei Centri SAI di Roma e dei programmi di Sport Senza Frontiere, associazione che si occupa di progetti di inclusione sociale attraverso lo sport, hanno potuto vivere una giornata di rugby e di sport. L’iniziativa è stata realizzata grazie all'intesa tra FIR, il Social partner Sport Senza Frontiere, con cui la Federazione è in partnership dal 2022, e il Club Primavera Rugby, che ha messo a disposizione uno dei suoi campi da rugby e due tecnici che hanno fatto giocare e divertire tutti i/le presenti. In campo sono scesi 55 minori, e 38 genitori presenti a bordo campo, ma anche in alcuni giochi di rugby con i figli e le figlie. Presente anche un gruppo di 15 giovani adulti richiedenti asilo del centro SAI “Roma Libera”, accompagnati dai loro educatori, che hanno giocato con dedizione e passione. Minori, giovani e famiglie provenienti da contesti e Paesi diversi, tra cui Afghanistan, Burkina Faso, Camerun, Egitto, Eritrea, Mali, Somalia, Sudan, Ucraina e area curda, sono stati guidati dai tecnici del rugby in esercizi, giochi con la palla ovale e mini-partite. Inoltre, grazie agli istruttori di Sport Senza Frontiere minori e giovani hanno potuto cimentarsi anche in altri sport, dal calcio alla pallavolo. La giornata è stata pensata per permettere a tutti i partecipanti di vivere un vero e proprio allenamento di rugby: riscaldamento, attività a stazioni, partite finali e un momento conclusivo condiviso. L’obiettivo era offrire a chi si trova in percorsi di vita complessi la possibilità di vivere un giornata di serenità, sentendosi parte di una squadra e vivendo i valori del rugby e dello sport. Il tutto condito con il classico Terzo Tempo del Rugby durante il quale chi ha condiviso il campo da gioco si ritrova al termine delle attività per mangiare e stare insieme. Per FIR e per i Partner coinvolti questa giornata ha rappresentato la sintesi degli obiettivi promossi nel progetto SAME: un’esperienza reale di squadra, incontro e inclusione. La fine di un progetto che guarda al futuro e che mira a coinvolgere nel mondo del rugby tutti e tutte coloro che provenendo da situazioni difficili cercano un posto da chiamare casa: la conferma che il campo da rugby può essere, ogni giorno, un luogo dove sentirsi accolti e compresi.
Bandi Europei e Nazionali | 19/12/2025
Roma, il 14 dicembre il finale del Progetto SAME con una giornata di rugby e inclusione
La Federazione Italiana Rugby, in collaborazione con il social partner Sport Senza Frontiere, organizza domenica 14 dicembre 2025 una giornata di festa e condivisione all’Impianto Tor di Quinto – Sapienza Sport di Roma, per celebrare l’evento conclusivo del progetto europeo SAME – Sports Activities for Mental Enhancement, di cui è partner. Al centro della giornata ci sarà il rugby come strumento di inclusione, benessere e crescita personale, con attività pensate in particolare per i minori e le famiglie dei Centri SAI di Roma e per le bambine ed i bambini coinvolti nei programmi educativi e sportivi di Sport Senza Frontiere, associazione che si occupa di progetti di inclusione sociale attraverso lo sport. Durante la giornata i partecipanti potranno cimentarsi anche in altre attività sportive a cura degli educatori di Sport Senza Frontiere, come il pugilato e la pallavolo. La mattinata sarà dedicata ad attività in campo e dei tecnici FIR, con una rappreentanza della Società Primavera Rugby Roma, con proposte ludico-motorie e introduzione al rugby strutturate per fasce d’età, in un contesto sicuro, accompagnato e accogliente. L’obiettivo è offrire a bambine, bambini e famiglie un’esperienza di rugby, gioco e relazione. Nel corso della giornata è previsto anche un momento di saluti e interventi da parte dei referenti delle realtà promotrici, per condividere il senso del lavoro svolto e ringraziare educatori, operatori e famiglie che hanno reso possibile questo percorso. A rendere ancora più simbolico l’evento sarà l’impresa di un giovane atleta ucraino, che a partire dalle ore 8:00 correrà 100 km all’interno dell’impianto: una sfida di resistenza e determinazione che richiama i temi della resilienza, della forza interiore e della capacità dello sport di accompagnare i percorsi di vita anche nei momenti più complessi. La parte conviviale, con pranzo condiviso e un momento finale di festa, permetterà a tutti i partecipanti – famiglie, ragazzi, educatori, tecnici e volontari – di ritrovarsi fuori dal campo, rafforzando quel senso di comunità che il progetto SAME ha cercato di costruire e consolidare attraverso il rugby. Con questo appuntamento, FIR conferma il proprio impegno nel promuovere il rugby come veicolo di inclusione sociale e di benessere psicosociale, valorizzando pluriennale la collaborazione con Sport Senza Frontiere e con tutti i partner coinvolti nel progetto SAME e mettendo al centro, ancora una volta, le persone e le loro storie.
Bandi Europei e Nazionali | 11/12/2025
La FIR al Convegno conclusivo del Progetto Europeo UPPER: accessibilità e inclusione al centro della Settimana Europea della Mobilità
La Federazione Italiana Rugby ha partecipato al convegno conclusivo del Progetto Europeo UPPER, tenutosi venerdì 19 settembre presso l’Università Roma Tre, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità 2025.L’incontro, aperto dall’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, ha riunito istituzioni, università e organizzazioni del territorio per condividere esperienze e buone pratiche in tema di mobilità sostenibile, accessibile e inclusiva. A rappresentare la Federazione è stata Simona Gherardo, referente FIR per l’accoglienza delle persone con disabilità, che ha illustrato le iniziative realizzate durante il Guinness Sei Nazioni 2025, nell’ambito della collaborazione con il Comune di Roma e del programma #RomaGiocaSostenibile.Nel suo intervento, Simona Gherardo ha evidenziato l’impegno della FIR nel rendere i grandi eventi sportivi più accessibili e inclusivi, con soluzioni concrete che integrano sport e responsabilità sociale. In particolare, in occasione delle gare interne del Sei Nazioni 2025, la Federazione ha attivato diverse iniziative per favorire la fruizione dell’evento da parte dei tifosi diversamente abili. In collaborazione con Protezione Civile Arvalia, è stato organizzato un servizio di trasporto dedicato per raggiungere lo stadio, e all’interno del perimetro del Villaggio del Foro Italico sono state messe a disposizione tre golf car elettriche, a chiamata, per spostarsi agevolmente tra i vari settori. Il servizio era disponibile nei tre punti di pick-up, consentendo così a chi ha ridotta mobilità di avvicinarsi senza difficoltà alle aree dell’impianto.All’interno dello stadio, la Federazione ha inoltre ottimizzato percorsi, segnaletica e fruibilità delle tribune, offrendo un’accoglienza dedicata e servizi di assistenza personalizzati.Queste azioni hanno garantito a tutti i tifosi la possibilità di seguire l’evento con la stessa qualità di esperienza, a prescindere dalle capacità motorie. In occasione del Torneo, la Federazione ha poi promosso un piano di mobilità sostenibile per facilitare gli spostamenti verso lo Stadio Olimpico, grazie alla collaborazione con ATAC, MyCicero, Moovit e MooneyGo.Tra le azioni più significative, l’attivazione di un servizio di navette dedicate tra la Stazione Termini e lo Stadio Olimpico, operative ogni 30 minuti dal mattino fino al termine della partita, con tariffe agevolate per i tifosi e corse accessibili anche a persone con mobilità ridotta.La partnership con ATAC ha permesso di potenziare i collegamenti pubblici nei giorni di gara, assicurando la presenza di mezzi dotati di rampe, segnalazioni acustiche e visive, e spazi riservati.All’interno dell’impianto, la FIR ha inoltre migliorato i servizi di accoglienza e assistenza dedicata alle persone con disabilità, ottimizzando percorsi, segnaletica e fruibilità delle tribune. Tutti i dettagli sul sistema di accesso per persone con disabilità sono disponibili alla pagina dedicata: Accesso diversamente abili. Nel corso del Sei Nazioni 25, la collaborazione con Roma Servizi per la Mobilità ha consentito di promuovere l’utilizzo di mezzi condivisi e a basso impatto ambientale come bici elettriche, monopattini e car sharing nell’ambito del programma #RomaGiocaSostenibile, di cui FIR è partner attivo. Tra gli interventi del convegno, oltre a quello di Simona Gherardo, si sono susseguiti Anna Donati, Amministratrice Delegata di Roma Servizi per la Mobilità, che ha ripercorso dieci anni di #RomaGiocaSostenibile; Francesco Iacorossi di Eurocities, che ha approfondito i concetti di Mobility as a Right e Transport Poverty; e Marco Petrelli dell’Università Roma Tre, che ha presentato ricerche e proposte per una mobilità urbana più accessibile e giusta. La partecipazione della Federazione Italiana Rugby al convegno UPPER ha confermato il ruolo dello sport, e del rugby in particolare, come motore di inclusione e innovazione sociale, capace di contribuire concretamente a una mobilità più equa, sostenibile e condivisa.
Bandi Europei e Nazionali | 15/10/2025
Un’estate con il progetto Europeo SAME
Il racconto di tre allenatori di rugby Quest’estate abbiamo avuto il privilegio di vivere un’esperienza speciale con i bambini del Progetto SAME, grazie alla collaborazione con i campi estivi organizzati da Sport Senza Frontiere presso il Circolo “Le Muse” di Roma. Il Progetto Europeo SAME, promosso dall’associazione ECOS – European Culture and Sport Organization, in collaborazione con Programma Integra – Federazione Rugby – Next Salute e Servizi, nasce con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale di minori con background migratorio attraverso lo sport, e in particolare attraverso il rugby, con i suoi valori di squadra, rispetto reciproco e solidarietà. Da giugno ai primi di agosto, tre volte a settimana, come allenatori (Luigi, Damiano e Achraf) assegnati dalla FIR al progetto abbiamo portato il rugby dentro il campo estivo, incontrando bambini e ragazzi dai 4 ai 16 anni provenienti da contesti molto diversi. Ogni settimana ci trovavamo davanti a un gruppo nuovo: volti e storie che cambiavano continuamente, costringendoci a ricominciare da capo ogni volta, a spiegare le regole, a trasmettere i fondamentali del gioco e, soprattutto, ad accendere la scintilla della curiosità. La ricchezza di questa esperienza è stata proprio nella diversità: 151 bambini di 29 diverse nazionalità, molti dei quali con background migratorio, provenienti dai Centri SAI. Sudamericani, africani, asiatici, ucraini e palestinesi: ciascuno con la propria lingua e cultura, ma tutti capaci di ritrovarsi insieme in campo. La palla ovale è diventata il loro linguaggio comune, un ponte immediato che ha permesso di giocare, ridere e imparare senza barriere. In totale, nelle otto settimane, il Progetto Europeo SAME ha garantito 370 settimane di centro estivo donate gratuitamente a minori fragili, con oltre 700 ore di sport. Numeri che raccontano l’impatto reale e concreto di questa iniziativa: non solo attività sportiva, ma un’occasione di crescita, socializzazione e integrazione per decine di ragazzi e ragazze. Certo, non è stato sempre facile: il ricambio continuo dei bambini non ci ha permesso di seguire un percorso lungo, di vedere i progressi di un gruppo stabile. Ogni volta che iniziavamo a costruire un legame, arrivava già il momento dei saluti. Ma ciò che resta sono le espressioni di stupore e di gioia, i sorrisi che spuntavano dopo i primi passaggi, l’entusiasmo contagioso che trasformava timidezze e diffidenze in gioco condiviso. Il nostro scopo era trasmettere almeno un po’ della nostra passione: non sappiamo se tra quei volti ci sia un futuro giocatore o una futura giocatrice, se qualcuno continuerà a coltivare questa strada, ma sappiamo che, anche solo per qualche ora, quei bambini hanno potuto correre, divertirsi e sentirsi parte di una squadra, scoprendo la bellezza di uno sport che insegna a cadere e rialzarsi insieme. Un sentito ringraziamento va a tutte le persone e realtà che hanno reso possibile questa esperienza: a Daniela De Angelis della FIR, che per prima ci ha spronati e sostenuti, a Valeria Ciocchetti di Sport Senza Frontiere, che ha accompagnato sul campo l’organizzazione del centro estivo, e naturalmente all’associazione ECOS, che ha promosso e reso concreta questa opportunità. Grazie anche a educatori, volontari e tecnici delle altre discipline che hanno condiviso con noi questa estate di sport e inclusione. Quello che resta è l’immagine di un’estate piena di volti diversi, uniti per qualche ora sotto il segno del rugby. Ed è forse questo il risultato più grande del Progetto SAME: dimostrare che lo sport, se vissuto con passione e spirito di apertura, può diventare un vero strumento di incontro e integrazione. Firmato Luigi Scorrano, Damiano D'Aleo e Achraf Hliwa
Bandi Europei e Nazionali | 16/09/2025
Progetto Europeo SAME: in arrivo il Workshop ‘’ Sport e Inclusione: strumenti e approcci per il benessere psicosociale dei giovani rifugiati’’
Nell’ambito del Progetto Erasmus+ Sport SAME – Sports Activities for Mental Enhancement’ di cui FIR è partner, il 23 luglio 2025 dalle ore 16:00 alle ore 18:00 avrà luogo online su Microsoft Teams un workshop gratuito, destinato a Tecnici sportivi (allenatori, coach, istruttori), operatori sociali e club, dedicato all’uso dello sport come strumento per il benessere mentale e l’inclusione sociale dei giovani rifugiati. I formatori del workshop saranno Santo Rullo, Psichiatra ideatore di Crazy for Football, la nazionale italiana di calcio a 5 per persone con disturbi psichiatrici; Enrico Savoca Psicologo e Psicoterapeuta con esperienze pregresse in diversi contesti aventi come target gli adolescenti (casa famiglia, comunità, scuola); Antonio Ardolino educatore di strada e operatore sociale con esperienza in progetti sulla dispersione scolastica e i circuiti penali minorili; Ibrahim Kanj, educatore professionale e mediatore culturale, specializzato nell’accompagnamento di minori italiani e MSNA in contesti residenziali e di accoglienza. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. La partecipazione è gratuita, ma è necessario registrarsi compilando il seguente modulo:https://forms.gle/EJEndKhCCB5AZ5Hw5
Bandi Europei e Nazionali | 10/07/2025
Rugby oltre le sbarre: una domenica di libertà, sport e rispetto
Dalla C.C. "Le Sughere" - Livorno UNA GIORNATA PARTICOLARE Non servono troppe parole per commentare quello che è successo sabato 5 aprile a Livorno, campo dei Lions Amaranto, per il Campionato Toscano Old: si sono incontrate le formazioni dei Rinocerotti Livorno e gli Allupins di Prato.Una partita particolare perché i livornesi sono i tutor della squadra del carcere delle Sughere: le “Pecore Nere” (anche loro fanno parte del Campionato Old); dall'altra parte, i pratesi sono i tutor della squadra del carcere di San Gimignano, gli “Haka”, entrambe inserite nel progetto FIR “Rugby oltre le sbarre”. Ieri, tre “ragazzi” degli Haka hanno ricevuto dal Giudice di Sorveglianza il permesso di partecipare alla partita. E allora Vincenzo, Roberto e Gino, con l'auto di Leonardo, sono arrivati a Livorno, dove si sono messi la maglia degli Allupins, giocando una partita tirata fino all'ultimo minuto.Poi, grande “terzo tempo” e ritorno a Ranza, con l'augurio che sia la prima volta di molte. Una domenica particolare, alla cui riuscita hanno partecipato molte persone, alle quali, come Amatori Rugby Toscana, società responsabile dei due progetti, voglio fare un ringraziamento:all'inossidabile Maurizio Berti, allo staff della direzione della Casa Circondariale di San Gimignano, al Giudice di Sorveglianza, all'Ufficio Responsabilità Sociale della FIR, al Comitato Regionale Toscano, a Leonardo Panci, Celso Biscardi, Antonino Ruggieri e Leonardo Abrusci, i “ragazzi” degli Allupins che allenano a San Gimignano, e al sempre presente arbitro Castagnoli. Un ringraziamento particolare a tutte le squadre e a tutti i giocatori del Campionato Toscano Old che, con la loro presenza, permettono la riuscita del progetto.
Impegno Sociale | 07/04/2025

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