Per la sfida di Galway contro l’Irlanda (sabato alle 18.40) torna a disposizione anche Michela Sillari, assente nella partita d’esordio con la Francia. La trequarti del Valsugana neo-campione d’Italia arriva in raduno molto fiduciosa, sottolineando comunque gli aspetti positivi del match con le Bleus e raccontando cosa si aspetta da una settimana e da una partita molto impegnativa: “È stato bello ritornare, ora bisogna riabituarsi ai ritmi molto alti che stiamo tenendo. Stiamo costruendo un modo di giocare molto intenso, che rispecchi la nostra identità e che sia orientato sul lungo termine, non solo per la singola partita o per questo Sei Nazioni. Chiaramente è un tipo di gioco che richiede tempo e fatica, soprattutto a livello di corsa, ma quando riesce è molto funzionale e anche tanto divertente”.
Come hai visto da fuori la partita con la Francia?
“Nel primo tempo ho pensato davvero che potessimo farcela, perché le ragazze sono partite davvero bene, proponendo il tipo di gioco che vogliamo fare. Purtroppo ha fatto la differenza il non riuscire a segnare quando abbiamo avuto delle opportunità, soprattutto nei primi 20 minuti, mentre la Francia – che forse non si aspettava un’Italia che giocasse a questo ritmo – è riuscita ad assorbire il colpo e a segnare praticamente nell’unica occasione che ha costruito nel primo tempo. Per la Francia credo che andare all’intervallo in vantaggio abbia fatto la differenza, perché ha dato loro fiducia dopo una prima frazione complicata. Poi noi avevamo speso molte energie, con sequenze molto lunghe, e nel secondo tempo abbiamo calato l’intensità e non siamo riuscite a ripetere ciò che abbiamo fatto nel primo tempo, e a quel punto la Francia ha preso il largo con un punteggio che forse è anche eccessivo rispetto a quanto si è visto in campo”.
Con l’Irlanda quindi l’Italia riproporrà lo stesso atteggiamento?
“Sì. Vogliamo continuare a lavorare su questo stile di gioco, poi chiaramente ci possono essere delle scelte strategiche specifiche legate alla singola partita, in funzione dell’avversario, ma l’idea è sempre quella di provare a fare la partita e imporre il nostro ritmo. Anche in difesa abbiamo giocato un ottimo primo tempo, poi quando calano le energie e il punteggio diventa più ampio diventa difficile continuare su quel ritmo, ma bisognerà farlo, anche perché alla fine il risultato finale non rende merito al modo in cui abbiamo difeso”.
Quali sono le principali caratteristiche dell’Irlanda?
“L’Irlanda è una squadra molto solida, soprattutto dal punto di vista dell’impatto, e ha delle ballcarrier molto forti. Hanno anche un buon gioco al piede perché la numero 10 Dannah O’Brien ha una buona gittata e una bella visione di gioco. Contro l’Inghilterra sono riuscite a segnare due mete e a tenere il punteggio basso, una cosa che non succede molto spesso contro le inglesi, anche se dall’altra parte loro avevano molte giocatrici nuove, quindi non era l’Inghilterra vista al Mondiale. Come sempre la prima partita dà tanti segnali diversi, perché è tutto nuovo. Sicuramente però ci aspettiamo una partita molto dura dal punto di vista fisico e nel gioco tattico al piede, dove l’Irlanda proverà a metterci in difficoltà”.
Come può rispondere invece l’Italia?
“Sicuramente con la nostra imprevedibilità, ma per farlo dobbiamo riuscire a muovere il pallone molto velocemente perché hanno una difesa che tende molto ad attendere sulla linea, quindi dovremo essere brave noi a trovare degli spazi che loro cercheranno di non concederci in nessun modo. Poi chiaramente lo studio della partita si basa su quanto visto nelle sfide precedenti, ma sappiamo che ogni squadra può poi preparare un piano di gioco specifico per quella singola giornata, loro come noi, per cui un’altra delle chiavi sarà sicuramente l’adattarsi a ciò che troveremo in campo. Come detto, però, vogliamo continuare a proporre il tipo di gioco a cui stiamo lavorando. Sicuramente il lavorare insieme per tanto tempo, come accade al Sei Nazioni, ci permetterà giorno dopo giorno di riprendere certi meccanismi e di riabituarci a giocare insieme”.

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