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Italia, Zanette: “Quando ho saputo che avrei giocato titolare stavo disegnando, ho sentito il cuore saltare un battito”

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Una doppietta contro la Scozia, a 21 anni, alla quinta presenza in Nazionale e alla prima da titolare al Sei Nazioni: il match del Lanfranchi ha visto esplodere Vittoria Zanette, pilone destro dell’Italia e del Lione, autrice di una grandissima prestazione che ha contribuito al primo successo delle Azzurre nel torneo. “Quello che è successo due sabati fa è diventato l’argomento principale delle conversazioni in famiglia (ride, ndr), anche perché giocando in Francia riesco a venire poche volte in Italia, quindi ho fatto il giro dei parenti e ovviamente tutti parlavano della partita” racconta Zanette: “E poi il Sei Nazioni è così, anche nella settimana di riposo ce l’hai sempre in testa. E poi è stata una vittoria davvero importante: venivamo da un inizio molto duro contro Francia e Irlanda, nella prima partita avevamo giocato bene il primo tempo facendo fatica nel secondo, nella seconda è successo il contrario. Avevamo bisogno di fare una prestazione importante per 80 minuti: siamo riuscite a destrutturare la Scozia per poi dare spazio al nostro gioco, come ci eravamo prefissate”.

Cosa hai provato quando hai saputo che avresti giocato titolare per la prima volta?

“È stato tutto inaspettato. Quando l’ho saputo ero nella mia stanza e stavo colorando un mandala mentre ascoltavo musica, una delle cose che faccio per rilassarmi e concedermi del tempo per me stessa. A un certo punto entra Alessia Pilani in camera, con il sorriso stampato in faccia, e mi fa ‘Vick, sei contenta?’. Io la guardo perplessa, e lei mi dice che sabato avrei giocato titolare. Ho sentito il cuore saltare qualche battito (ride, ndr), poi ho pensato ‘oh, cavolo’, però alla fine la gioia è stata tantissima. È un onore portare quella maglia numero 3 sulla schiena, che è stata di tante grandi giocatrici italiane, ed era il mio sogno fin da quando ho iniziato a giocare 13 anni fa”.

È bello anche che a darti la notizia sia stata la ragazza con cui sei in concorrenza per la stessa maglia.

“Sì, ma il mio rapporto con Alessia è bellissimo. Prima di tutto siamo amiche, e tra noi c’è una competizione assolutamente sana. Ci aiutiamo a vicenda in campo e nessuna di noi si arrabbia o si offende se è l’altra a conquistare il posto da titolare. Al contrario, siamo felici l’una per l’altra, fiere del fatto che un’amica abbia questa opportunità, e questo ci motiva a dare ancora di più per avere la possibilità di giocare”.

Hai detto di aver iniziato a giocare 13 anni fa: come hai scoperto il rugby?

“Per una serie di coincidenze. Fin da piccola ho praticato pattinaggio artistico su rotelle ma avevo perso un po’ la passione, quindi ho deciso di cambiare. Avevo iniziato col nuoto, ma intanto mia sorella continuava a pattinare nella stessa società, e un giorno – andando a vedere una sua gara – ho incontrato il compagno della mamma di un’altra ragazza che pattinava, e mi ha proposto di provare a giocare a rugby. Non sapevo nemmeno cosa fosse, ma ho voluto provare e mi ha consigliato subito Villorba: dopo il terzo allenamento di prova dovevo decidere cosa fare, uscii dal campo ancora tutta sporca di fango e dissi a mio padre che volevo fare questo per tutta la vita. E infatti non ho più smesso”.

C’è un anno che di fatto cambia la tua carriera, il 2024: prima lo scudetto con Villorba, poi le Summer Series under 20 – dove vieni inserita nel Team of the Series – e poi l’esordio in Nazionale Maggiore.

“Sì. Credo sia stato l’anno più bello finora. È stato tutto un crescendo: è arrivato prima lo scudetto con Villorba, una delle soddisfazioni più importanti anche perché è arrivata con una squadra che per me sarà sempre casa e nella quale ho sempre giocato fino a quando non mi sono trasferita a Lione. Poi sono arrivate le Summer Series dove abbiamo fatto delle prestazioni importanti, e da lì è arrivata la chiamata in Nazionale Maggiore per il WXV in Sudafrica, dove ho fatto il mio esordio. Non pensavo sarebbe successo tutto così velocemente, anche perché dopo i test match è arrivata la chiamata di Lione, che mi ha proposto di trasferirmi da loro. È successo davvero tutto in fretta”.

Come hai vissuto invece un 2025 complicato, con l’infortunio che alla fine ti ha precluso il Mondiale?

“Due giorni dopo l’inizio di uno dei raduni di preparazione mi sono stirata il femorale e sono stata costretta a tornare a casa. Mancavano ancora tre settimane e ho provato a dare il tutto per tutto, ma ovviamente i tecnici dovevano fare delle scelte e hanno dato priorità a chi stava meglio. Sicuramente sarebbe stato bellissimo ottenere la convocazione, ma tutto questo mi ha motivata ancora di più e mi ha spinto a fare ancora meglio per conquistare un posto in Nazionale e provare a partecipare al prossimo Mondiale”.

Hai parlato prima di musica e disegni, quali altre passioni hai fuori dal campo?

“In generale mi piace molto stare all’aria aperta, e amo il giardinaggio. Qui in Italia ho la fortuna di avere un giardino molto grande, quindi quando torno posso divertirmi con una cosa che mi ha sempre appassionata. E proprio perché non riesco a tornare a casa spesso cerco sempre di passare più tempo possibile con le persone che amo, perché ogni volta che parto alla fine lascio qui un pezzetto di cuore. E poi ho iniziato ad appassionarmi al True Crime, il mio Youtube è pieno di video di Elisa True Crime ormai (ride, ndr). Credo sia la più brava in Italia. Ma anche su Netflix guardo tantissime cose a tema True Crime”.

Giardinaggio come Peter O’Mahony, quindi…

“Beh, sicuramente è un bel paragone (ride, ndr)”