A guidare i lavori lo staff della Nazionale Italiana Maschile: il Commissario Tecnico Gonzalo Quesada, German Fernandez e Sergio Parisse.
La giornata si è sviluppata in due momenti distinti: una prima sessione teorica in aula a partire dalle 16:30, seguita da un’articolata seduta pratica sul terreno di gioco conclusasi alle 19:30. Al centro del lavoro svolto con i partecipanti ci sono stati i temi chiave del rugby moderno: l’organizzazione offensiva (continuità diretta, gestione del punto d’incontro, gioco da palla veloce, sviluppo dopo break e da palla in equilibrio) oltre alle dinamiche di ricezione kick-off, restart e contrattacco.
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Estremamente soddisfatto per la riuscita dell’evento e per la risposta dei tecnici locali il Presidente del Comitato Regionale Abruzzo, Marco Molina: “È un momento sicuramente molto importante. Abbiamo chiesto l’intervento dello staff tecnico della Nazionale e ringrazio la Federazione che ha consentito questo appuntamento nell’ambito del tour che stanno facendo i tecnici e lo staff, perché abbiamo bisogno tanto di formazione. È un momento fondamentale di crescita per tutti i tecnici e per i club coinvolti in questa iniziativa. Per noi qui in Abruzzo è un’ulteriore occasione per mettere in luce il nostro sport, i suoi valori e ciò che esso trasmette nei ragazzi e negli adulti che lo praticano. Sicuramente è un appuntamento che innalzerà il livello di tutti i club, dei tecnici e degli addetti ai lavori.”
Soddisfatto anche il Commissario Tecnico Quesada: “È stata una bella esperienza e abbiamo voluto dare il nostro meglio. Non è mai facile, perché abbiamo parlato ad allenatori che operano in contesti non omogenei: l’idea era fare qualcosa che servisse sia a chi allena squadre di alto livello in Serie A o Serie B, sia a chi lavora con i giovani dai 14 ai 16 anni. Oggi il tema principale era l’attacco, ma abbiamo approfittato della giornata per parlare di come si costruisce una squadra, come mettere le basi per creare senso di appartenenza, un livello di impegno superiore, identità e cultura. Una volta condivisi questi concetti, si può sviluppare il modo di giocare e il ‘game model’. Abbiamo voluto proporre contenuti semplici ma efficaci, cose che utilizziamo con la Nazionale Maggiore ma applicabili a tutti i livelli. Abbiamo fatto sei ore di macchina per essere qui, ma lo facciamo con immenso piacere perché crediamo sia un lavoro fondamentale per tutto il movimento.”

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