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Roselli lancia Buso e Costantini dall’inizio, tre cambi per Bemand: l’analisi delle formazioni di Irlanda-Italia

Ci sono due grandi sorprese nella formazione dell’Italia che sfida l’Irlanda. Prima da titolare al Sei Nazioni per Gaia Buso, che sostituisce Francesca Granzotto all’ala, e prima da titolare assoluta per Elettra Costantini, alla seconda presenza in azzurro. Per il resto, Fabio Roselli cambia la mediana (tornano Stefan e Stevanin) e rilancia dall’inizio Gaia Maris in prima linea. Tre cambi invece per il capo allenatore dell’Irlanda Scott Bemand, con il centro McGillivray che prosegue la staffetta con Higgins (partita titolare con l’Inghilterra), mentre l’ala O’Connor sostituisce Kinlan e in seconda linea tocca a Campbell al posto di Wall. Calcio d’inizio alle 18.40 di sabato 18 aprile. Breakdown Irlanda e Italia condividono un grande punto di forza: il breakdown. Entrambe le formazioni già nel primo turno hanno fatto vedere grandi cose nel punto d’incontro, e sono le squadre con i numeri migliori: entrambe hanno ottenuto 5 tenuti a terra, con le irlandesi che in totale contano 11 turnover mentre l’Italia è seconda con 9. Si prospetta quindi una grandissima battaglia in mezzo al campo, anche perché entrambe le squadre hanno bisogno di palloni veloci per poter imporre il proprio gioco. L’Irlanda ama attaccare sulla continuità diretta, logorando gli avversari fase dopo fase, mentre l’Italia cerca invece gli spazi in mezzo al campo con le proprie trequarti, provando ad imporre un ritmo quanto più alto possibile. Lato irlandese attenzione soprattutto a Erin King, onnipresente nel punto d’incontro e già capace di conquistare due tenuti contro l’Inghilterra, le Azzurre invece alternano più spesso le giocatrici nel breakdown, anche se a Grenoble si è particolarmente distinta Alyssa D’Incà, sempre più cresciuta anche dal punto di vista difensivo, come dimostrano anche i 3 placcaggi dominanti contro la Francia. Da considerare anche l’aggiunta nel XV azzurro di Elettra Costantini, che nel punto d’incontro sa farsi sentire.  Nell’Irlanda è stata Brittany Hogan a mettersi in evidenza dal punto di vista difensivo, con 19 placcaggi riusciti e una percentuale di efficacia del 95%, 18 placcaggi invece per i centri azzurri Mannini e D’Incà. In campo Se da un lato i cambi di Roselli non modificano l’idea iniziale – ovvero giocare ad alto ritmo e cercare gli spazi in mezzo al campo – dall’altro è probabile che le Azzurre facciano vedere qualcosa di diverso soprattutto in attacco. Buso rispetto a Granzotto è una giocatrice più elusiva, anche se dovrà essere maggiormente “coperta” in difesa, mentre la mediana Stefan-Stevanin appare più conservativa rispetto a quella vista a Grenoble, dove le Azzurre hanno rischiato maggiormente la giocata, soprattutto nel primo tempo. Da capire anche come cambierà il gioco al piede delle Azzurre, considerato che contro la Francia era stata soprattutto Bitonci a calciare, mentre l’Irlanda continuerà ad affidarsi alla lunga gittata di Dannah O’Brien, la giocatrice che ha guadagnato più metri al piede (una media 37 per calcio) nel primo turno. L’attacco dell’Italia continuerà ad affidarsi soprattutto alle iniziative palla in mano di Sara Mannini, capace di rompere 4 placcaggi e di mettere insieme 14 carries nella prima giornata. Le formazioni di Irlanda-Italia Irlanda: 15 Stacey Flood, 14 Béibhinn Parsons, 13 Aoife Dalton, 12 Nancy McGillivray, 11 Robyn O’Connor, 10 Dannah O’Brien, 9 Emily Lane, 8 Aoife Wafer, 7 Erin King (C), 6 Brittany Hogan, 5 Fiona Tuite, 4 Ruth Campbell, 3 Linda Djougang, 2 Cliodhna Moloney-MacDonald, 1 Ellena Perry A disposizione: 16 Neve Jones, 17 Niamh O’Dowd, 18 Sadhbh McGrath, 19 Dorothy Wall, 20 Sam Monaghan, 21 Katie Whelan, 22 Eve Higgins, 23 Anna McGann Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Gaia Buso, 13 Alyssa D’Incà, 12 Sara Mannini, 11 Aura Muzzo, 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Elettra Costantini, 4 Valeria Fedrighi, 3 Alessia Pilani, 2 Vittoria Vecchini, 1 Gaia Maris A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Silvia Turani, 18 Vittoria Zanette, 19 Giordana Duca, 20 Beatrice Veronese, 21 Alia Bitonci, 22 Veronica Madia, 23 Michela Sillari

Italia Femminile | 16/04/2026

Lorena Nave, l’estremo delle prime Azzurre: “Ci dicevano di andare a fare la maglia, ma abbiamo aperto la strada al rugby femminile in Italia”

Era il 30 giugno 1985, a Riccione l’Italia femminile scendeva in campo per la prima volta nella storia. L’avversaria è quella di sempre, la Francia. Finì 0-0, e 41 anni dopo le Azzurre sono ancora lì a giocarsela con tutte, a combattere, e a ottenere risultati importanti. In campo quella sera, con la maglia numero 15, c’era Lorena Nave, che aveva scoperto il rugby solo due anni prima e che avrebbe poi vinto scudetti a raffica con il Benetton, fino a partecipare al primo Mondiale della storia femminile, quello del 1991: “È stato tutto inaspettato, a partire dalla convocazione. Quando ho iniziato a giocare a rugby non era nemmeno nei miei sogni indossare la maglia della Nazionale, e poi avevo cominciato per caso, grazie a una mia amica. E poi ancora l’emozione di quella sera, gli abbracci con le compagne, gli inni, le lacrime – bellissime – che scendevano. E per finire c’è stato anche un bel risultato, un pareggio contro la Francia alla prima partita in assoluto, una cosa non scontata. È sempre bello ricordare quel momento, anche perché alla fine tutto è partito da lì”. L’inizio Come racconta Lorena Nave, il rugby era arrivato per caso due anni prima: “Era il 1983. Una mia amica mi disse che c’era una squadra femminile che si stava allenando a Lancenigo di Villorba e mi propose di provare. Io risposi che non conoscevo nulla del rugby, non sapevo neanche le regole. A furia di insistere e di dirmi ‘dai vieni’ alla fine mi convinse. Era una sera di novembre, freddissima, sono andata in questo campo a Lancenigo ed è stato amore a prima vista. Ho trovato un gruppo di ragazze eccezionali con le quali sono ancora in contatto dopo 40 anni. A livello fisico ero pronta perché già praticavo atletica, ma tutto il resto è stata una sorpresa, una magia, dallo sport in sé alle amicizie che si sono create. È stata una scuola di vita, per me e penso per tutte le mie compagne, con una serie di insegnamenti e di valori che mi sono portata dietro anche nel mio lavoro, quello di poliziotta”. Sostegno e difficoltà Com’è facilmente immaginabile, non è stato facile addentrarsi in uno sport considerato – soprattutto più di 40 anni fa – prettamente maschile: “La mentalità dell’epoca era quella, il rugby era considerato uno sport per maschi e per cominciare a giocare abbiamo trovato tante difficoltà, tante persone non erano d’accordo. Ci dicevano che non era uno sport adatto a noi donne, che era troppo fisico, che ci saremmo fatte male, che non saremmo mai riuscite ad evolverci. Invece con pazienza e tenacia abbiamo ottenuto dei risultati importantissimi, abbiamo aperto la strada che poi ha portato il rugby femminile a ottenere i risultati di oggi. Ricordo che quando ci allenavamo ci gridavano ‘andate a casa a fare la maglia, andate a fare l’uncinetto’. Noi però abbiamo sempre lavorato duro, anche se non è stato facile. Va anche detto però che tutti erano così, anzi: sono riuscita a far convivere il lavoro di poliziotta con lo sport che amavo. Mi permettevano di andare ai primi raduni della Nazionale e anzi, il fatto che giocassi per l’Italia fu accolto benissimo, al lavoro erano contenti che rappresentassi le Azzurre, era una cosa di prestigio”. Il Mondiale 1991 Nella storia del rugby femminile italiano c’è un secondo passaggio fondamentale: il primo Mondiale della storia, nel 1991 in Galles. “Un’esperienza bellissima” racconta Nave: “Per la prima volta abbiamo partecipato a una Coppa del Mondo. Al di là dei risultati (una vittoria e tre sconfitte, ndr) quello che fu davvero importante è la possibilità di confrontarci a livello Mondiale per la prima volta, per di più in un Paese come il Galles dove si respirava rugby in ogni angolo, dove si pensa al rugby 365 giorni all’anno. Ho vissuto 15 giorni eccezionali, immersi nel grande rugby. Certo, essendo il primo Mondiale femminile non era tutto facile, anzi: ricordo che aiutammo le atlete dell’Unione Sovietica, che si erano autofinanziate per poter partecipare, e con le quali scambiavamo cibo e oggetti. Ad esempio, loro ci portavano il caviale e noi ricambiavamo andando a prendere loro del pane o altre cose, e si è creata una connessione particolare pur non conoscendo la lingua. Alla fine eravamo tutte lì per partecipare al nostro primo Mondiale, per fare qualcosa di storico. Credo che facendo un bilancio sia stata un’esperienza bellissima, l’unica cosa che mi manca – per motivi anagrafici – è il Sei Nazioni, perché l’Italia femminile ha iniziato nel 2007 e quando giocavo io non partecipava nemmeno la squadra maschile, c’era il Cinque Nazioni. Ecco, giocare il Sei Nazioni sarebbe stato fantastico, ma ho avuto tantissime soddisfazioni e va bene così, e sono felice di vedere le ragazze di oggi disputare questo torneo fantastico”. Il ruolo di estremo “Ho giocato in tanti ruoli, dall’apertura all’ala, ma credo che l’estremo sia sempre stato un ruolo cucito addosso a me. Per me è il più bello in assoluto” racconta Nave: “Da estremo hai la visione di tutto ciò che accade in campo. Devi gestire le trequarti, guidarle nella salita, dire loro quando devono stare più su o più profonde, e poi bisogna sempre guardare chi porta palla. E in attacco ho sempre amato inserirmi, partire da lontano, sfruttare le mie capacità atletiche. In questi ultimi anni il ruolo di estremo si è ulteriormente evoluto, soprattutto nel gioco al piede, quindi è importante lavorare per restare al passo. In questo senso, anche 40 anni fa, ero aiutata dall’avere tre fratelli maschi in casa che giocavano a calcio, quindi avevo già imparato ad usare i piedi e a calciare”.

Italia Femminile | 16/04/2026

Italia, Sillari: “Stiamo costruendo un gioco che rispecchi la nostra identità”

Per la sfida di Galway contro l’Irlanda (sabato alle 18.40) torna a disposizione anche Michela Sillari, assente nella partita d’esordio con la Francia. La trequarti del Valsugana neo-campione d’Italia arriva in raduno molto fiduciosa, sottolineando comunque gli aspetti positivi del match con le Bleus e raccontando cosa si aspetta da una settimana e da una partita molto impegnativa: “È stato bello ritornare, ora bisogna riabituarsi ai ritmi molto alti che stiamo tenendo. Stiamo costruendo un modo di giocare molto intenso, che rispecchi la nostra identità e che sia orientato sul lungo termine, non solo per la singola partita o per questo Sei Nazioni. Chiaramente è un tipo di gioco che richiede tempo e fatica, soprattutto a livello di corsa, ma quando riesce è molto funzionale e anche tanto divertente”. Come hai visto da fuori la partita con la Francia? “Nel primo tempo ho pensato davvero che potessimo farcela, perché le ragazze sono partite davvero bene, proponendo il tipo di gioco che vogliamo fare. Purtroppo ha fatto la differenza il non riuscire a segnare quando abbiamo avuto delle opportunità, soprattutto nei primi 20 minuti, mentre la Francia – che forse non si aspettava un’Italia che giocasse a questo ritmo – è riuscita ad assorbire il colpo e a segnare praticamente nell’unica occasione che ha costruito nel primo tempo. Per la Francia credo che andare all’intervallo in vantaggio abbia fatto la differenza, perché ha dato loro fiducia dopo una prima frazione complicata. Poi noi avevamo speso molte energie, con sequenze molto lunghe, e nel secondo tempo abbiamo calato l’intensità e non siamo riuscite a ripetere ciò che abbiamo fatto nel primo tempo, e a quel punto la Francia ha preso il largo con un punteggio che forse è anche eccessivo rispetto a quanto si è visto in campo”. Con l’Irlanda quindi l’Italia riproporrà lo stesso atteggiamento? “Sì. Vogliamo continuare a lavorare su questo stile di gioco, poi chiaramente ci possono essere delle scelte strategiche specifiche legate alla singola partita, in funzione dell’avversario, ma l’idea è sempre quella di provare a fare la partita e imporre il nostro ritmo. Anche in difesa abbiamo giocato un ottimo primo tempo, poi quando calano le energie e il punteggio diventa più ampio diventa difficile continuare su quel ritmo, ma bisognerà farlo, anche perché alla fine il risultato finale non rende merito al modo in cui abbiamo difeso”. Quali sono le principali caratteristiche dell’Irlanda? “L’Irlanda è una squadra molto solida, soprattutto dal punto di vista dell’impatto, e ha delle ballcarrier molto forti. Hanno anche un buon gioco al piede perché la numero 10 Dannah O'Brien ha una buona gittata e una bella visione di gioco. Contro l’Inghilterra sono riuscite a segnare due mete e a tenere il punteggio basso, una cosa che non succede molto spesso contro le inglesi, anche se dall’altra parte loro avevano molte giocatrici nuove, quindi non era l’Inghilterra vista al Mondiale. Come sempre la prima partita dà tanti segnali diversi, perché è tutto nuovo. Sicuramente però ci aspettiamo una partita molto dura dal punto di vista fisico e nel gioco tattico al piede, dove l’Irlanda proverà a metterci in difficoltà”. Come può rispondere invece l’Italia? “Sicuramente con la nostra imprevedibilità, ma per farlo dobbiamo riuscire a muovere il pallone molto velocemente perché hanno una difesa che tende molto ad attendere sulla linea, quindi dovremo essere brave noi a trovare degli spazi che loro cercheranno di non concederci in nessun modo. Poi chiaramente lo studio della partita si basa su quanto visto nelle sfide precedenti, ma sappiamo che ogni squadra può poi preparare un piano di gioco specifico per quella singola giornata, loro come noi, per cui un’altra delle chiavi sarà sicuramente l’adattarsi a ciò che troveremo in campo. Come detto, però, vogliamo continuare a proporre il tipo di gioco a cui stiamo lavorando. Sicuramente il lavorare insieme per tanto tempo, come accade al Sei Nazioni, ci permetterà giorno dopo giorno di riprendere certi meccanismi e di riabituarci a giocare insieme”.

Italia Femminile | 15/04/2026

Nazionale Femminile, le convocate in preparazione di Irlanda v Italia 

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha diramato la lista delle atlete convocate per il raduno che proseguirà a Roma fino a giovedì 16 aprile, quando la Nazionale Femminile partirà verso Galway, dove affronterà l’Irlanda nella seconda giornata del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026.Nella lista delle atlete scelte per lavorare in vista della trasferta irlandese rientra Michela Sillari, mentre, per la prima volta durante la gestione Roselli, arriva la chiamata per Giulia Cavina. L’avanti in forza al Bobigny Rugby ritroverà sua sorella gemella Micol, che già la scorsa settimana aveva fatto parte del gruppo. In totale sono 30 le Azzurre scelte per lavorare la CPO Giulio Onesti, a stretto contatto con la Nazionale U21, che sempre giovedì volerà, assieme alla Maggiore, in Irlanda, per affrontare le pari età sempre la Dexcom Stadium di Galway sabato 18 aprile alle 16.20. Le convocate in preparazione di Irlanda v Italia: Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova)Gaia BUSO (Villorba Rugby)Giulia CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby)Micol CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby)Chiara CHELI (Rugby Colorno)Giada CORRADINI (Montpellier Rugby Féminin)Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova)Alyssa D’INCÀ (Blagnac Sporting Club)Gaia DOSI (Rugby Colorno)Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova)Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina)Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno)Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova)Rubina Emma GRASSI (RCTPM Toulon)Veronica MADIA (Blagnac Sporting Club)Sara MANNINI (Rugby Colorno)Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova)Aura MUZZO (LOU Rugby)Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova)Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby)Alissa RANUCCINI (LOU Rugby)Gabriella SERIO (Rugby Colorno)Francesca SGORBINI (ASM Clermont Feminin)Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova)Sofia STEFAN (RCTPM Toulon)Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova)Silvia TURANI (Harlequins)Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova)Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon)Vittoria ZANETTE (LOU Rugby)

Italia Femminile | 13/04/2026

Sei Nazioni femminile: la Francia supera l’Italia 40-7 a Grenoble

La Francia batte l'Italia 40-7 nella prima giornata del Sei Nazioni femminile 2026. Non basta un buon primo tempo alle Azzurre, brave a mettere in difficoltà le padrone di casa andando all'intervallo sul 5-0 con più di qualche rimpianto per le diverse opportunità non concretizzate, poi nella ripresa le Bleus prendono il largo e conquistano il successo segnando 5 mete nei secondi 40 minuti, chiudendo con un distacco forse anche eccessivo per quanto fatto vedere dall'Italia, a segno nel finale con Buso. La cronaca di Francia-Italia Buona la partenza dell'Italia, combattiva nel breakdown e molto brava a mettere pressione su una Francia che inizialmente rimane guardinga. Tanto possesso e territorio inizialmente per le ragazze di Roselli, che però non riescono a capitalizzare la mole di gioco creata e al 7' si ritrovano in 14 per un giallo a Pilani a causa di un intervento irregolare in ruck. Nonostante l'inferiorità numerica l'Italia continua a spingere e spreca un'altra occasione nei 22 francesi al 10', con una touche in attacco fuori misura, poi un calcetto di Madia mette in grande difficoltà la difesa francese ma il rimbalzo tradisce D'Incà, che aveva un'autostrada davanti. Dopo 15 minuti di sofferenza la Francia si fa vedere in attacco, con Barrat che prova sfruttare la superiorità numerica servendo Murie al largo, ma l'ala francese viene portata fuori da D'Incà. Le Bleus però guadagnano gradualmente territorio e al 20', alla prima vera azione, passano in vantaggio: rimessa laterale vinta nei 22, poi Bourdon e Arbez muovono subito al largo su Grando che batte in velocità Ostuni Minuzzi e marca per il 5-0. La marcatura subita non scompone l'Italia, che continua a difendere bene e al 25' ritorna in attacco: touche vinta bene su Fedrighi, bella serie di cariche poi pallone allargato su Mannini che perde l'ovale a contatto. Le Bleus tengono e poi escono da una situazione complicata con un gran 50:22 di Vernier. Per la prima volta la Francia riesce a innescare una maul avanzante, Sgorbini salva sulla carica di Mwayembe, poi Arbez sfrutta la superiorità numerica a sinistra e allarga su Grisez che va a schiacciare, ma la meta viene annullata per un fallo in attacco in drive. A inizio ripresa diventa definitivo il cambio di Silvia Turani, fuori per HIA, con Maris che rientra a sinistra. La Francia dà una grande accelerazione alla partita, rischia spesso l'offload, e poi trova una gran carica con Mwayembe che mette le Bleus sul piede avanzante: a quel punto Bourdon-Sansus si inventa una giocata delle sue e innesca l'imbucata di Arbez per il 12-0. La Francia continua a spingere: Ostuni Minuzzi salva su Grisez (che si fa male appoggiando il ginocchio), mentre dall'altra parte l'Italia costruisce un altro ottimo multifase, di nuovo però fermato dalla difesa francese all'ingresso dei 22. Al 54' alla arriva la terza meta della Francia, che con un'altra accelerazione delle sue: calcetto di Barratt a riportare le Bleus nei 22, pallone spostato al largo su Bernadou, pallone rigiocato su Brosseau che controlla al volo l'ovale e riesce a schiacciare per il 19-0. La squadra di Ratier ingrana la marcia e al 60' segna la meta del bonus: touche vinta su Manae Feleu, maul avanzante e alla fine Khalfaoui marca per il 26-0 con trasformazione di Arbez. Al 70' la Francia allunga ancora con la marcatura di Murie, poi al 77' c'è gioia anche per Barrat per il 40-0. Nel finale arriva anche la meta dell'Italia, con un bellissimo cross-kick di Stevanin per la meta di Buso nell'angolo. D'Incà trasforma per il 40-7 con cui si chiude il match. Grenoble, Stade des Alpes, 11 aprile 2026Guinness Women’s Six Nations - I giornataFrancia v Italia 40-7 (5-0)Marcatrici: p.t. 21’ m. Grando (5-0); s.t. 4’ m. Arbez tr. Arbez (12-0); 14’ m. Brousseau tr. Arbez (19-0); 21’ m. Feleu tr. Arbez (26-0); m. Murie tr. Arbez (33-0); 35’ m. Barrat tr. Arbez (40-0); 38’ m. Buso tr. D’Incà (40-7)Francia: Barrat; Grando (temp 22’-32’st Bourdon Sansus), Grisez (6’st Rousset), Vernier (temp 8-14 pt. Rousset), Murie; Arbez, Bourdon Sansus (22’st Chambon); Champon, Feleu (Cap), Berthoumieu (22’st Correa); Fall Racket; Zago (10’st Escudero); Khalfaoui (22’st  Bernadou), Lazarko (22’st Riffonneau), Mwayembe (7’st Brosseau)all. François RatierItalia: Ostuni Minuzzi; Granzotto (temp. 9-18 pt. Maris; 22’st Buso), D’Incà, Mannini, Muzzo; Madia (18’st Stevanin), Bitonci (21’ st Stefan); Giordano (Cap), Ranuccini (22’ st Veronese) , Sgorbini; Duca, Fedrighi (15’st Costantini); Pilani (25’st Zanette) , Vecchini (25’st Cheli), Turani (31 pt. Maris)all. Fabio Roselliarb: Aimee Barrett-Theron (SARU)AA: Zoe Naude (SARU); Emily Hope (RFU)TMO: Quinton Immelman (SARU)Cartellini: 8’ pt. giallo a Pilani (Italia)Calciatrici: Arbez (5/6); D’Incà (1/1)Player of the Match: Assia Khalfaoui (FRA)Punti in classifica: Francia 5; Italia 0Note: Pomeriggio caldo e soleggiato, primo cap in Azzurro per Elettra Costantini(Azzurra numero 224) e Chiara Cheli (Azzurra numero 225). Cinquantesimo test internazionale da arbitra per Aimee Barrett-Theron; 14876 spettatori

Italia Femminile | 11/04/2026

Sei Nazioni femminile 2026: la presentazione di Francia-Italia

Francia e Italia ripartono da Grenoble: le Bleus con un nuovo tecnico e con la voglia di togliersi di dosso la nomea di eterna incompiuta, dopo il quarto posto dell’ultimo Mondiale, le Azzurre con un gruppo rinnovato e la voglia di ripartire dal bel Sei Nazioni disputato lo scorso anno, dimenticando la complicata avventura mondiale in Inghilterra. Si gioca sabato 11 febbraio, calcio d’inizio alle 13.25. Come arriva la Francia È arrivato un nuovo allenatore, François Ratier, già finalista mondiale con il Canada nel 2014 e due volte campione di Francia con lo Stade Bordelais nel 2024 e 2025. Il tecnico ha deciso di rivoluzionare la rosa, lanciando tante nuove giocatrici (tre esordienti dal primo minuto – Barrat, Grando e Lazarko – e altre tre dalla panchina) e ricostruendo soprattutto il reparto arretrato, pur lasciando fuori giocatrici importanti come Bourgeois e Queyroi. La Francia viene da un 2025 molto competitivo in cui però è sempre mancato il guizzo per arrivare al traguardo: il Sei Nazioni è sfuggito all’ultima azione dopo una rimonta quasi completata contro l’Inghilterra, mentre sempre contro gli inglesi le Bleus sono uscite nella semifinale dell’ultimo Mondiale, perdendo poi anche la finalina per il terzo posto contro la Nuova Zelanda. L’obiettivo di Ratier e del suo staff è permettere alla Francia di fare l’ultimo passo per arrivare ai vertici. Come arriva l’Italia È stato un 2025 in chiaroscuro per l’Italia, che ha chiuso il Sei Nazioni 2025 al quarto posto, è arrivata al Mondiale con grandi aspettative e forte di altre due vittorie contro Scozia e Giappone nei due test match estivi, salvo poi non riuscire ad esprimersi al meglio all’appuntamento più importante, uscendo contro Francia e Sudafrica nella fase a gironi e ottenendo soltanto una vittoria contro il Brasile. Il gruppo azzurro però è uscito più forte da quella delusione, e con una rosa rinnovata ma comunque basata sul blocco che ha ottenuto tanti risultati negli ultimi anni arriva a questo Sei Nazioni con tanta voglia di crescere. Tutte le informazioni per seguire Francia-Italia La sfida tra Francia e Italia si giocherà sabato 11 febbraio alle 13.25 e sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e NOW. A dirigere il match ci sarà la sudafricana Aimee Barrett-Theron, con la connazionale Zoe Naude e l’inglese Emily Hope come assistenti. AL TMO Quinton Immelman (Sudafrica), al bunker Finlay Brown (Scozia). Le formazioni di Francia-Italia Francia: 15 Pauline Barrat, 14 Anaïs Grando, 13 Joanna Grisez, 12 Gabrielle Vernier, 11 Léa Murie, 10 Carla Arbez, 9 Pauline Bourdon Sansus, 8 Léa Champon, 7 Manae Feleu (C), 6 Axelle Berthoumieu, 5 Madoussou Fall Raclot, 4 Kiara Zago, 3 Assia Khalfaoui, 2 Mathilde Lazarko, 1 Ambre Mwayembe A disposizione: 16 Elisa Riffonneau, 17 Yllana Brosseau, 18 Rose Bernadou, 19 Cloé Correa, 20 Siobhan Soqeta, 21 Charlotte Escudero, 22 Alexandra Chambon, 23 Aubane Rousset Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Alyssa D’Incà, 12 Sara Mannini, 11 Francesca Granzotto, 10 Veronica Madia, 9 Alia Bitonci, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Giordana Duca, 4 Valeria Fedrighi, 3 Alessia Pilani, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Gaia Maris, 18 Vittoria Zanette, 19 Elettra Costantini, 20 Beatrice Veronese, 21 Sofia Stefan, 22 Emma Stevanin, 23 Gaia Buso

Italia Femminile | 11/04/2026

Sei Nazioni femminile: Roselli lancia Bitonci e Pilani, Ratier schiera tre esordienti dall’inizio. L’analisi delle formazioni

L’Italia inizia il suo Sei Nazioni femminile a Grenoble contro la Francia (calcio d’inizio sabato alle 13.25) e lo fa con diverse novità di formazione. Fabio Roselli lancia dal primo minuto la mediana di mischia Alia Bitonci, affiancandola all’esperta Veronica Madia. Davanti si registra l’esordio dal primo minuto al Sei Nazioni per Alessia Pilani, mentre dalla panchina ci sono due possibili esordienti: la tallonatrice Chiara Cheli e la seconda linea Elettra Costantini. Occasioni importanti dalla panchina anche per Vittoria Zanette e Gaia Buso. Se il nuovo ciclo dell’Italia è legato principalmente al ricambio generazionale e all’inserimento di nuove giocatrici, la Francia invece riparte anche da un nuovo allenatore: François Ratier, già finalista mondiale con il Canada nel 2014 e campione di Francia con lo Stade Bordelais. Il tecnico opera scelte coraggiose, lasciando fuori ragazze come Bourgeois, Queyroi e Boulard e schiera ben tre esordienti dall’inizio: l’estremo Barrat, l’ala Grando e la tallonatrice Lazarko. Altre tre possibili esordienti in panchina: la seconda linea Correa, la terza linea Soqeta e l’utility back Rousset. Novità In mischia Pilani vince il ballottaggio con la più esperta Maris, principalmente pilone sinistra ma spostatasi a destra negli ultimi anni dopo il ritiro di Gai. Confermate le esperte Duca e Fedrighi in seconda linea, mentre in terza è Ranuccini a conquistarsi una maglia da titolare insieme alle già attese Sgorbini e Giordano. Come l’anno scorso a Parma, anche quest’anno sarà Alia Bitonci a partire dall’inizio contro la Francia, affiancata stavolta da Veronica Madia. Tante conferme invece nel reparto arretrato, con Mannini e D’Incà ai centri e Granzotto ala, con Muzzo e Ostuni Minuzzi a completare il triangolo allargato. Lato francese la principale novità è rappresentata da Pauline Barrat, che giocherà estremo dopo aver vinto lo scorso anno il premio di MVP delle Summer Series Under 20, giocando però da mediana di mischia. E soprattutto, giocherà lasciando fuori uno dei perni dell’ultimo ciclo francese, Morgane Bourgeois, che delle Bleus era anche la piazzatrice. Detto delle altre due esordienti Grando e Lazarko, attenzione anche alla giovane seconda linea Kiara Zago, 20 anni, che aveva già giocato lo scorso Sei Nazioni da titolare a soli 19 anni, per poi essere costretta a saltare il Mondiale a causa di un infortunio. In campo Con così tante novità e due squadre che notoriamente amano prendersi tanti rischi in mezzo al campo, quella di Grenoble si prospetta una partita dai fuochi d’artificio. Pur cambiando qualcosa l’Italia mantiene l’assetto dello scorso anno, che le ha permesso di essere la squadra che nel Sei Nazioni 2025 ha messo insieme più carries (714) e più placcaggi dominanti (ben 87). In questo senso si sentirà la mancanza di Sara Tounesi, mentre dall’altra parte sarà come sempre Manae Feleu (promossa capitana) a guidare la squadra in mezzo al campo con la sua fisicità. Serviranno anche tanti palloni di qualità, e anche per questo Roselli si affida a una seconda linea rodatissima con Duca e Fedrighi, con Elisa Giordano terza saltatrice (88.6% di touche vinte lo scorso anno) ma per restare attaccata alla partita l’Italia dovrà reggere soprattutto negli ultimi 20 minuti, e in questo senso diventano fondamentali due fattori decisivi: la tenuta in mischia e i cambi. Le chiavi del match Per quanto riguarda la prima linea, Turani e Vecchini sono ormai giocatrici consolidate, e dovranno a loro volta dare una mano a Pilani impegnata nella prima vera grande sfida della sua carriera. La tenuta in mischia sarà fondamentale per evitare che la Francia prenda in mano il match, così come lo saranno i cambi: le Azzurre dovranno prima resistere alla prevedibile sfuriata iniziale delle francesi, ma poi dovranno soprattutto reggere l’impatto dell’ultimo quarto di gara, che nelle ultime sfide (sia al Mondiale, sia al Sei Nazioni nel 2025 e nel 2023) ha permesso alle Bleus di far svoltare definitivamente il match dalla propria parte. In questo senso l’Italia può contare su cambi di grandissima affidabilità come Maris, Veronese, Stefan e Stevanin, ma anche su grandi novità come Cheli, Zanette, Costantini e Buso, il cui impatto potrebbe essere decisivo nell’economia del match. Le formazioni di Francia-Italia Francia: 15 Pauline Barrat, 14 Anaïs Grando, 13 Joanna Grisez, 12 Gabrielle Vernier, 11 Léa Murie, 10 Carla Arbez, 9 Pauline Bourdon Sansus, 8 Léa Champon, 7 Manae Feleu (C), 6 Axelle Berthoumieu, 5 Madoussou Fall Raclot, 4 Kiara Zago, 3 Assia Khalfaoui, 2 Mathilde Lazarko, 1 Ambre Mwayembe A disposizione: 16 Elisa Riffonneau, 17 Yllana Brosseau, 18 Rose Bernadou, 19 Cloé Correa, 20 Siobhan Soqeta, 21 Charlotte Escudero, 22 Alexandra Chambon, 23 Aubane Rousset Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Alyssa D’Incà, 12 Sara Mannini, 11 Francesca Granzotto, 10 Veronica Madia, 9 Alia Bitonci, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Giordana Duca, 4 Valeria Fedrighi, 3 Alessia Pilani, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Gaia Maris, 18 Vittoria Zanette, 19 Elettra Costantini, 20 Beatrice Veronese, 21 Sofia Stefan, 22 Emma Stevanin, 23 Gaia Buso

Italia Femminile | 10/04/2026

“Forza Maestra Giordana!” – L’in bocca al lupo degli alunni di una scuola elementare di Padova alla loro insegnante, Giordana Duca, in vista del Sei Nazioni Femminile

Giordana Duca ha sessanta caps in Nazionale e raggiungerà la sessantunesima sabato allo Stade des Alpes di Grenoble, quando, insieme alle compagne, scenderà in campo contro la Francia nella gara d’esordio del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026. Nata a Frascati, nel sud della provincia di Roma, ha trovato una seconda casa a Padova, dove gioca dal 2019 con la maglia del Valsugana. Con il club veneto ha conquistato, il 29 marzo, il terzo Scudetto della sua carriera, dopo quelli vinti nel 2022 e nel 2023. Della vicenda umana e sportiva della seconda linea Azzurra molto si può dire, ma gran parte si riassume in piccoli gesti che vanno oltre i confini del rugby e dello sport, arrivando a toccare corde profonde. Giordana, infatti, oltre a essere una delle seconde linee più riconoscibili del panorama internazionale, è anche un’insegnante di sostegno in una quinta elementare di una scuola della città veneta in cui vive e gioca: “Lavoro come maestra di sostegno per una bambina, ma in realtà aiuto un po’ tutti: mi muovo nella classe e do una mano a chi ne ha bisogno”. “Preparare un nuovo Sei Nazioni è una grande emozione”, racconta Duca. “Nei mesi precedenti non vedevo l’ora che arrivasse questo momento, anche perché è passato tanto tempo dall’ultima volta che abbiamo giocato insieme. Il gruppo è nuovo, ma le più giovani si sono integrate bene e stanno lavorando con qualità: è un segnale molto positivo”. La preparazione per una competizione come il Sei Nazioni è un percorso articolato, che si sviluppa su più piani e attraversa anche momenti inattesi, come quello che ha sorpreso la “maestra Giordana”, così come la chiamano i suoi alunni: “Prima di partire, i bambini mi hanno fatto un regalo: un cartellone in cui ognuno ha disegnato qualcosa e scritto una dedica. Molti hanno aggiunto “Forza maestra Giordana”, oppure “Vinci per la quinta A” e “Ce la farai, noi siamo con te”. È stato un momento molto forte, mi sono emozionata fino alle lacrime. Non me lo aspettavo. È successo durante una lezione: mi avevano detto che una bambina doveva spostarsi da un’altra maestra e io, tranquillamente, avevo dato l’ok. Poi, quando stavo per andare via, una collega mi ha chiesto di restare ancora un attimo. Mi sono girata e ho visto la bambina con il cartellone in mano. Subito dopo mi hanno letto anche una letterina, con parole di incoraggiamento davvero toccanti. Il ruolo di maestra è impegnativo, ma dà tante soddisfazioni. Stare con i bambini, aiutarli e vedere anche piccoli progressi, nonostante la loro vivacità, è qualcosa di molto gratificante. È una classe piuttosto agitata, ma proprio per questo è un’esperienza che mi sta facendo crescere tanto, sia dal punto di vista professionale sia personale”. Sulla differenza tra la Giordana Duca seconda linea e la Giordana Duca maestra aggiunge: “Il ruolo di seconda linea è impegnativo in modo diverso, molto più sul piano fisico, ma è una sfida che affronto con grande motivazione. I bambini sono andati a cercarmi su internet perché non credevano che giocassi in Nazionale. Hanno seguito anche la finale Scudetto e mi hanno detto di avermi vista in televisione. Sono sicura che quest’anno ci saranno più tifosi che faranno il tifo per noi. Credo sia importante creare un legame con le persone. Ho provato ad avvicinare alcuni di loro al rugby: qualcuno ha già fatto qualche esperienza. Avere nella quotidianità una figura che pratica uno sport e ne parla con entusiasmo può aiutare ad avvicinarsi, a seguirci e, magari un giorno, a iniziare a praticarlo”. Adesso la sfida è riuscire a plastificare il cartellone, perché è davvero molto grande, come racconta l’avanti Azzurra: “Ho già chiesto una mano a Beatrice Veronese per trovare un posto dove poter fare questa cosa. L’idea è di conservarlo e appenderlo nello studio della mia futura casa, senza rischiare di rovinarlo. Queste sono esperienze che non si dimenticano. Al di là delle partite, degli allenamenti e degli aspetti tecnici, quello che resta davvero sono i rapporti umani e ciò che si vive insieme. Questo è uno di quei momenti: qualcosa che porterò sempre con me. Da pelle d’oca”.

Italia Femminile | 09/04/2026

Verso Francia v Italia, Roselli: “Abbiamo lavorato ad alto livello, il primo focus sarà la difesa”

Il CT Azzurro Fabio Roselli, intervenuto in conferenza stampa dopo l’annuncio formazione per la sfida tra Francia e Italia dell’11 aprile allo Stade des Alpes di Grenoble, ha fatto il punto sulle scelte e sulla sfida che inaugura il Guinness Sei Nazioni Femminile 2026.  “Abbiamo lavorato tanto e a un livello molto alto in questa settimana. Il nostro focus primario rimarrà quello difensivo, ma stiamo costruendo le fondamenta del nostro gioco offensivo, in un percorso iniziato lo scorso anno e con cui proseguiamo. Nel corso di un briefing online con i media tenutosi nell’Innovation Hub di Aeroporti Di Roma all’interno dell’Aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino, grazie alla collaborazione tra FIR e ADR, sono stati tanti i temi trattati. Tra questi anche quello del calendario della competizione e di una sfida che mette le Azzurre davanti alla squadra quarta classificata alla Coppa del Mondo già dalla prima giornata: “Il Sei Nazioni è un torneo lungo e le squadre tengono ad arrivare al loro meglio verso la parte finale, ma questo vale sia per noi che per le nostre avversarie. Personalmente, ma è un’idea condivisa con tutta la squadra, preferisco iniziare contro avversarie di altissimo livello, posto che parliamo di un Torneo dove tutte le squadre presentano delle peculiarità. Sicuramente la Francia arriverà con una nuova guida tecnica, quindi vedremo come imposteranno la gara, ma il calendario va benissimo così”. Francia v Italia, con calcio d’inizio alle 13.25 dell’11 aprile, sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena.

Italia Femminile | 09/04/2026

Guinness Women’s Six Nations, La formazione dell’Italia per la sfida d’esordio a Grenoble con la Francia

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha scelto le 23 atlete che scenderanno in campo sabato 11 aprile alle 13.25 allo Stade des Alpes di Grenoble per Francia v Italia, sfida che inaugura l’edizione 2026 del Guinness Women’s Six Nations. Per affrontare le transalpine di coach Ratier, ex tecnico dello Stade Bordelais, all’esordio alla guida della sua nazionale, Roselli opta per una prima linea formata da Turani, Vecchini e Pilani, con Fedrighi e Duca in seconda linea e una terza linea composta da Sgorbini, Ranuccini e dalla Capitana Elisa Giordano. In mediana Bitonci e Madiam i centri saranno Mannini e D’Incà, con triangolo allargato Granzotto, Muzzo e Ostuni Minuzzi. In panchina il CT porta due esordienti: la tallonatrice di Colorno Chiara Cheli e la MVP della Finale di Serie A Elite Femminile e Campionessa D’Italia, la seconda linea di Valsugana Elettra Costantini. Assieme A loro Gaia Maris, Vittoria Zanette, Beatrice Veronese, la Centuriona Sofia Stefan, Emma Stevanin e Gaia Buso. Francia v Italia sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena, con calcio d’inizio alle 13.25: La formazione Azzurra per Francia v Italia:15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)14. Aura MUZZO (LOU Rugby, 58 caps)13. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 35 caps)12. Sara MANNINI (Rugby Colorno, 12 caps)11. Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 24 caps)10. Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 60 caps)9. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 10 caps)8. Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 78 caps)7. Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 18 caps)6. Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby, 37 caps)5. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 60 caps)4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 67 caps)3. Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby, 9 caps)2. Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 41 caps)1. Silvia TURANI (Harlequins, 47 caps) A disposizione:16. Chiara CHELI (Rugby Colorno, esordiente)17. Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 42 caps)18. Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 2 caps)19. Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, esordiente)20. Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon, 31 caps)21. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 101 caps)22. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 27 caps)23. Gaia BUSO (Villorba Rugby, 4 caps) I PROSSIMI IMPEGNI DELLE AZZURRE Sabato 11 aprile, ore 13.25, Grenoble, Stade des AlpesFrancia v Italia Sabato 18 aprile, ore 18.40, Galway, Dexcom StadiumIrlanda v Italia Sabato 25 aprile, ore 17.30, Parma, Stadio Sergio LanfranchiItalia v Scozia Sabato 9 maggio, ore 15:00, Parma, Stadio Sergio LanfranchiItalia v Inghilterra Domenica 17 maggio, ore 13:15, Cardiff, Arms ParkGalles v Italia

Italia Femminile | 09/04/2026