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Quesada ritrova Capuozzo, Galthié cambia le seconde linee: l’analisi delle formazioni di Francia-Italia

Tante conferme nelle formazioni di Francia-Italia, con pochi – ma importantissimi – cambi da entrambe le parti. Considerando solo i XV titolari, Gonzalo Quesada ritrova Ange Capuozzo dopo l’infortunio alla mano che lo ha tenuto fuori per due mesi. Fabien Galthié invece effettua due cambi tattici, rinunciando alle ormai celebri cinque terze linee per schierare due seconde di ruolo: Flament e Meafou, per garantire peso e centimetri alla mischia in una partita dalle tante chiavi tattiche. Gioco aperto Italia e Francia sono le due squadre che “giocano” di più: hanno dei trequarti pericolosi, capaci di attaccare la linea ma di sorprendere anche l’avversario in velocità. E in questo senso il ritorno di Capuozzo è fondamentale, soprattutto considerando che i Blues punteranno tantissimo sulle accelerazioni di uno scatenato Bielle-Biarrey, capace di saltare sempre il primo avversario. Grande attenzione quindi su Lynagh, che se lo troverà davanti, e poi lo stesso Capuozzo sarà chiamato eventualmente a giocarsela in velocità con l’ala francese sui palloni che Jalibert e Ramos potrebbero calciare cercando la profondità del campo. Dall’altra parte, l’imprevedibilità del ruolo da doppio regista di Marin e le imbucate di Menoncello potrebbero mettere in difficoltà una coppia di centri forte ma non espertissima come quella formata da Brau-Boirie e Gailleton. Attenzione come sempre a Monty Ioane, che se innescato con costanza potrebbe mettere in difficoltà Attissogbe. I cambi in mischia La mischia italiana ora fa paura. Galthié lo sa, ne ha riconosciuto apertamente la forza in conferenza stampa e ha preso le sue contromisure: niente più cinque terze linee, spazio a due seconde “pure” in sala macchine con Flament e Meafou che ritrovano una maglia da titolare al posto di Ollivon e Guillard, che con il loro dinamismo avevano fatto la differenza contro Irlanda e Galles. In questa occasione Galthié ha bisogno di contrastare la mischia italiana con chili e centimetri. Sarà importante anche la battaglia in mezzo al campo. La coppia di flanker formata da Lamaro e Zuliani è ormai una garanzia dal punto di vista della difesa e del workrate, mentre i fratelli Cannone dopo due giornate sono i giocatori con più placcaggi nel torneo: 37 Lorenzo e 35 Niccolò. Episodi Si prospetta un match molto combattuto, con la difesa italiana che dovrà confermarsi difficile da superare e con entrambe le squadre che possono trovare l’imbucata giusta in qualsiasi momento. Sarà un match molto orientato alla ricerca degli spazi, ma senza tralasciare il piede. Non ci si aspetta molto ping-pong, ma entrambe le squadre useranno i calci come vera e propria arma offensiva: nelle prime due giornate i calci dalla base di Fusco e gli up&under di Garbisi sono serviti a mandare in avanscoperta Ioane e Lynagh, o per riconquistare il pallone o per mettere pressione agli avversari con placcaggi durissimi. Dall’altra parte la Francia ha spesso provato a innescare Bielle-Biarrey e Attissogbe con dei calci-passaggi calibrati perfettamente da Jalibert o con dei calcetti verso l’angolo di Ramos. Proprio l’estremo francese sarà un elemento chiave anche dal punto di vista della disciplina, uno dei “nei” azzurri di queste prime due giornate: se la Francia dovesse decidere di piazzare, Ramos può punire gli Azzurri da qualsiasi posizioni, e allo stesso modo se i padroni di casa dovessero decidere di andare in touche, il numero 15 di Tolosa potrebbe mandare i compagni nei 22 ovunque si trovi. Fondamentale, quindi, non concedere falli gratuiti. E poi c’è il fattore X per eccellenza: Antoine Dupont. Quando si accende può fare tutto: per questo, più che contrastarlo nell’uno contro uno, sarà fondamentale creare una ragnatela difensiva in grado di rispondere alle giocate del numero 9 francese. Le panchine Due scelte da un lato similari e dall’altro opposte in panchina per Quesada e Galthié. Anche se entrambe le formazioni presentano un 6+2, l’Italia ha a disposizione giocatori molto fisici come Favretto e Odiase e un totem come Ruzza in grado di garantire esperienza ed equilibrio, oltre ovviamente a una prima linea di riserva che potrà come sempre fare la differenza, aggiungendo forze fresche come Dimcheff e Zilocchi. Dall’altro lato, invece, Galthié potrebbe riproporre a partita in corso quanto visto nelle prime due sfide, con Ollivon e Guillard dentro a garantire potenza e dinamismo per alzare ulteriormente il ritmo. L’altra chiave sarà la sfida tra i due mediani di mischia, con l’imprevedibilità di Serin e le capacità di gestione del possesso di Alessandro Garbisi. Le formazioni di Francia-Italia Francia: 15 Thomas Ramos, 14 Théo Attissogbe, 13 Émilien Gailleton, 12 Fabien Brau-Boirie, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Matthieu Jalibert, 9 Antoine Dupont, 8 Anthony Jelonch, 7 Oscar Jegou, 6 François Cros, 5 Emmanuel Meafou, 4 Thibaud Flament, 3 Dorian Aldegheri, 2 Julien Marchand, 1 Jean-Baptiste Gros. A disposizione: 16 Peato Mauvaka, 17 Rodrigue Neti, 18 Georges-Henri Colombe, 19 Charles Ollivon, 20 Mickaël Guillard, 21 Lenni Nouchi, 22 Baptiste Serin, 23 Pierre-Louis Barassi. Italia: 15 Ange Capuozzo, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti. A disposizione: 16 Pablo Dimcheff, 17 Mirco Spagnolo, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu

Italia | 20/02/2026

Italrugby, Quesada: “Francia squadra completa in ogni reparto”

Lille – Annunciata la formazione dell’Italia che affronterà la Francia domenica 22 febbraio alle 16.10 alla Decathlon Arena Stade Pierre Mauroy di Lille, match valido per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 che sarà trasmesso in diretta su Sky Sport Arena, in streaming su NowTV e in chiaro su TV8. “La Francia? E’ una squadra che non ha punti deboli, è forte in tutte le fasi del gioco – ha esordito Gonzalo Quesada nella conferenza di annuncio formazione – e in tutte le individualità. Nei test di novembre avevano avuto un po’ di problemi e lo staff tecnico ha cambiato qualcosa nel gioco e inserito giovani che stanno facendo benissimo nel Top 14. Vediamo una squadra che può muoversi in tanti modi diversi. Noi dovremo innanzitutto cercare di non farli giocare troppo in libertà e in fiducia”. “Ci siamo allenati bene in settimana. Capuozzo poteva essere pronto per giocare contro l’Irlanda ma abbiamo scelto di dare fiducia a chi si era allenato bene nelle prime tre settimane, come ad esempio Lorenzo Pani che ha fatto una buona partita contro l’Irlanda. Daremo una opportunità ora a Ange che avrà una motivazione in più”. “La sfida che ci aspetta sarà su tutti i livelli. Hanno una difesa fortissima con le squadre avversarie che fanno fatica a trovare spazi. Hanno il migliore attacco al mondo con possibilità di giocare al piede davvero di alto livello. E’ una squadra che ha grandissime individualità. Più che guardare i loro potenziali punti deboli, ci siamo focalizzati su dove possiamo essere più performanti. C’è stato tanto focus su noi stessi: è una squadra fortissima e abbiamo analizzato i vari possibili scenari. Proviamo a portare in campo quello che siamo” Chiusura sulla maglia rossa: “E’ una opportunità diversa. A me personalmente piace molto. Da quando l’ho vista la prima volta mi è piaciuta sia esteticamente che per il messaggio storico legato. E’ interessante anche per i tifosi vedere la propria squadra giocare in maglie diverse” ha dichiarato Quesada.

Italia | 20/02/2026

L’Italia in rosso Garibaldi per la sfida alla Francia: torna Capuozzo dall’inizio

Lille – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la formazione che affronterà la Francia domenica 22 febbraio alle 16.10 alla Decathlon Arena Stade Pierre Mauroy di Lille. La partita, valida per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026, sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena, in chiaro su TV8 e in streaming su NOWtv. Sarà il confronto numero 51 tra le due squadre con l’ultimo precedente in Francia giocato proprio a Lille e terminato sul 13-13 con il palo colpito da Paolo Garbisi a tempo scaduto, su calcio piazzato, che non ha spostato il risultato dal pareggio. Un solo cambio rispetto alla partita contro l’Irlanda nel XV iniziale dell’Italia che, nel match che metterà in palio il Trofeo Garibaldi, giocherà per l’occasione con la maglia interamente in ‘Rosso Garibaldi’, colore che richiama le giubbe dei garibaldini. Triangolo allargato formato da Capuozzo – che torna a vestire la maglia numero 15 dopo l’infortunio con il suo club che lo ha tenuto ai box per le prime due partite del Sei Nazioni – Lynagh e Ioane. Coppia di centri formata da Menoncello e Marin con le chiavi della mediana affidate a Paolo Garbisi e Alessandro Fusco. In terza linea insieme a capitan Lamaro presenti Lorenzo Cannone e Manuel Zuliani. Seconda linea composta da Zambonin e Niccolò Cannone, mentre in prima linea ci saranno Ferrari, Nicotera e Fischetti. Pronti a subentrare dalla panchina Dimcheff – alla prima presenza in lista gara nel Sei Nazioni – Spagnolo, Zilocchi, Ruzza – che potrebbe toccare quota 70 caps con la Nazionale – Favretto, Odiase, Alessandro Garbisi e Odogwu. La partita sarà arbitrata dal fischietto irlandese Andrew Brace. Questa la formazione che scenderà in campo:15 Ange CAPUOZZO (Stade Toulousain, 31 caps)14 Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 11 caps)13 Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 36 caps)12 Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 19 caps)11 Monty IOANE (Lione, 44 caps)10 Paolo GARBISI (Toulon, 51 caps)9 Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 22 caps)8 Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 35 caps)7 Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 40 caps)6 Michele LAMARO (Benetton Rugby, 51 caps) – capitano5 Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 16 caps)4 Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 60 caps)3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 71 caps)2 Giacomo NICOTERA (Stade Français, 38 caps)1 Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 60 caps) a disposizione16 Pablo DIMCHEFF (Colomiers Rugby, 3 caps)17 Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 21 caps)18 Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 24 caps)19 Federico RUZZA (Benetton Rugby, 69 caps)20 Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 10 caps)21 David ODIASE (Zebre Parma, 4 caps)22 Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 21 caps)23 Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 8 caps)

Italia | 20/02/2026

Aristide Barraud e la sua nuova vita da artista: “Provo a portare la visione del numero 10 nei miei progetti”

Parigi, 13 novembre 2015. Una serata iniziata come tante altre: “Dove andiamo stasera?” E’ venerdì, inizia il weekend. C’è chi va a cena, chi a teatro, chi semplicemente ha approfittato di fare un giro con la sua famiglia o con i suoi amici per le vie del centro. Ma, in questa situazione, c’è un maledetto “rovescio della medaglia”. Già, perché oltre alle persone che sono uscite per una serata che sarebbe potuta essere “ordinaria”, ce ne sono altre che non hanno avuto la possibilità di rientrare a casa in seguito agli attentati terroristici che hanno colpiti la capitale francese. Una giornata che Aristide Barraud, ex mediano di apertura di Mogliano e Lyons, ricorda benissimo e che ha avuto la fortuna di poter raccontare essendo uno dei sopravvissuti a quella notte che nessuno dimenticherà: “Da quel novembre 2015 la mia vita è totalmente cambiata. Nella sua organizzazione, nel quotidiano, nella logistica. Anche il legame che ho con il tempo non è più lo stesso. Ora sono un artista e sono molto più libero rispetto a un giocatore di rugby che per forza di cose dipende da un campionato, da un ritmo di squadra. Ora per me è molto più importante la qualità del lavoro e la somma dei progetti. In questa prima fase della mia nuova carriera ho poco spazio per il riposo. Ma lo reputo una fortuna: i miei progetti sono sempre impegnativi, ricchi di bellezza e mi danno una grande gioia”. Classe 1989, trentasette anni il prossimo 17 marzo, Barraud nella sua nuova vita da artista cerca di portare quella visione fantasiosa e intraprendente che aveva in campo, senza dimenticare i suoi studi di “Storia, Tecniche ed Estetica del cinema” alla Sorbona di Parigi: “Vedo tutto quello che faccio adesso con gli occhi tipici del numero 10 cercando di dare sempre un ritmo preciso alle mie azioni. Quando scrivo, o quando sono il regista per un cortometraggio o quando immagino un progetto, ho questa visione molto più ampia mirata a come gestire le situazioni che ti portano energie positive e quelle meno positive. Capire come comunicare con la propria squadra, con i media, con le istituzioni per arrivare al massimo.  Essere un artista, alla fine, secondo me si basa su una cosa fondamentale: quello di convincere il pubblico nel credere in quel progetto, in quella storia e in quell’opera che si va a proporre. Convincere anche i finanziatori di sostenere la creazione e  il centro artistico/museo di accogliere il progetto che porta con se il mio modo di vedere il mondo. E’ qui che vedo un grande parallelismo con il numero 10 in un campo da rugby: il mediano di apertura deve convincere lo staff e la squadra di avere le capacità di guidare l’attacco nel piano di gioco. Oltre alle capacità sportive, ci vogliono altre skills come la fiducia, il body language, la comunicazione: è una somma di sfide che conosciamo da giovani e che ci accompagnano tutta la vita. Oggi vedo il rugby nei miei progetti: la voglia di creare squadra, di esplorare dei modi differenti di creare, di portare agli altri la mia fortuna di essere diventato artista, di avere una visione sempre più ampia”. Nella sua carriera rugbistica Aristide Barraud ha avuto modo di incrociare due persone che ora – in ruoli diversi – fanno parte della Nazionale Italiana Maschile: Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico dell’Italrugby e suo ex allenatore ai tempi dello Stade Francais, e Paolo Garbisi che per un breve periodo ha seguito a Mogliano contribuendo alla crescita dell’attuale numero 10 della Nazionale Maschile focalizzandosi soprattutto sul supporto sui calci piazzati quando Garbisi era in età adolescenziale. Barraud, in uno dei suoi progetti nella nuova veste di artista, ha voluto raccontare Paolo Garbisi fuori dal campo di gioco in una intervista – pubblicata sul Magazine de L’Equipe – realizzata in una visita nelle meravigliose, storiche, stanze di Palazzo Farnese a Roma prima di Italia-Scozia: “Ho conosciuto Paolo a Mogliano. Ci siamo allenati insieme principalmente sui calci piazzati. Lo vedevo giocare e mi ricordo di aver capito subito che poteva diventare un grande numero 10 che sarebbe stato di grande aiuto per la nazionale. Nel giocatore favoloso che è diventato, vedo molto chiaro il suo talento e ancora dei margini di crescita. Sono stato spesso ridondante – come forse nel racconto presente nel servizio per l’Equipe Magazine – perchè vorrei che il mondo lo vedesse come lo vedo io: uno dei migliori di questo sport. Manca poco per arrivare all’età perfetta per la maturazione definitiva. Sono sicuro che i prossimi anni porteranno alla sua esplosione: non vedo l’ora di assistere a questa fase della sua carriera” ha sottolineato Barraud.

Italia | 19/02/2026

Sliding Doors Azzurre: la rimonta, i piazzati e la gioia del Flaminio. Mirco Bergamasco ricorda Italia-Francia del 2011

Roma, Stadio Flaminio. È il 60’ di Italia-Francia quando Andrea Masi trova la meta dell’11-18 dopo una bellissima azione della squadra di Mallett, che sta tenendo testa a una squadra che è venuta a Roma per fare punti e provare a vincere il Sei Nazioni. Sulla piazzola, per la trasformazione, arriva Mirco Bergamasco: fino a quel momento non era stato perfetto, aveva sbagliato due calci tutto sommato agevoli, ma da posizione angolata stavolta non sbaglia. Il Flaminio esplode, l’Italia accorcia sul 13-18 e da quel momento inizia la rimonta che la porterà a battere per la prima volta la Francia al Sei Nazioni, proprio grazie ai calci di Mirco Bergamasco, che da quel momento diventerà un cecchino infallibile: altri tre piazzati, tutti perfetti, per il 22-21 finale. I piazzati In quel momento, l’Italia aveva assoluto bisogno dei punti di Mirco per ritornare sotto: “Avevo sbagliato due calci, uno addirittura centrale in cui avevo preso più terra che pallone. Ma ho sempre cercato di non focalizzarmi troppo sull’errore, di non portarmelo dietro. Ho sempre pensato al presente, al calcio successivo: inconsciamente, forse, quella trasformazione difficile mi ha dato una carica in più, ma anche se l’avessi sbagliata avrei continuato a provarci. Ero convinto delle mie capacità, tanto che subito dopo abbiamo ottenuto un altro calcio (quello del 16-18) e quando l’arbitro ha fischiato ho subito detto a Sergio Parisse ‘fammela calciare’. E nemmeno lui ha esitato, anche lui era convinto che potessi metterlo dentro. Non pensavo alla difficoltà o agli errori precedenti: pensavo solo che dovevo mettere dentro 3 punti importanti per la squadra”. La storia Dietro i calci di Mirco Bergamasco, che rimarranno per sempre legati a quella partita, c’è una storia che comincia due anni prima, quando il capo allenatore dell’Italia Nick Mallett e l’assistente Philippe Doussy (oggi skills coach degli Azzurri) decidono di provare un nuovo piazzatore: “Io piazzavo da ragazzo, poi da adulto per diversi motivi non avevo più avuto la possibilità di farlo e quindi ho deciso di lasciar perdere. Continuavo a calciare per divertimento, ma quando nel 2009 alla vigilia dei test autunnali Philippe mi disse che l’Italia stava cercando un nuovo piazzatore ci ho provato. Era una sorta di test su 25 calci da posizioni diverse: ne misi dentro 23 su 25. Ricordo che anche Tito Tebaldi, che era molto giovane, calciò molto bene e ne mise 22. Ricordo anche che, siccome non piazzavo da tanto, usai la piazzola di Luke McLean per esercitarmi. Dopo quei 23 calci Mallett disse ‘Ok, partiamo con Mirco’, e da lì è iniziato tutto”. Vacanze Romane Un anno e mezzo dopo, Mirco Bergamasco si sarebbe trovato a mettere dentro i piazzati importanti della sua carriera, dopo una partita particolare in cui l’Italia stava mettendo in grande difficoltà i francesi ma che allo stesso tempo non riusciva a sfruttare le occasioni a disposizione: “Anche se a un certo punto eravamo sotto con un certo distacco nel punteggio (6-18) sapevamo di star facendo una buona partita, di star tenendo testa alla Francia. Ci eravamo resi conto che non riuscivano a fare quello che pensavano. Era una giornata particolare, noi eravamo motivatissimi anche dal clima che si era creato. Ricordo che i giornali francesi scrissero ‘Vacanze Romane’ in relazione a quella partita, la consideravano già vinta. Molti di noi all’epoca giocavano in Francia, abbiamo preso un po’ a cuore quella cosa, ci ha dato ancora più forza per reagire. Già alla fine del primo tempo (6-11 per la Francia) ci eravamo resi conto che non erano così imbattibili come si diceva, e anche dopo aver subito un’altra meta abbiamo continuato a giocare convinti di poter lottare fino alla fine. Poi la meta di Masi ci ha dato quella spinta in più per capire che potevamo davvero ribaltare il risultato”. Il calcio decisivo e quella mischia E allora si ritorna sempre lì, ai calci di Mirco Bergamasco, che al 75’ firma il sorpasso col piazzato del 22-21: “Ricordo che il Flaminio era una bolgia. Come se tutti avessero avuto la sensazione di star vivendo qualcosa di importante: potevamo finalmente ottenere la prima vittoria con la Francia al Sei Nazioni. Abbiamo stretto i denti, abbiamo sofferto, cercando di mantenere il vantaggio. Ricordo l’ormai celebre assalto finale con la mischia: non finiva più! (Ride, ndr). Sapevamo di non poter concedere calci di punizione, perché sarebbe stata una posizione favorevole per segnare, e di non poter concedere altro avanzamento. Gli avanti hanno fatto un grande lavoro. Credo che in qualche modo certe partite siano ‘scritte’: quella dovevamo vincerla noi, quel giorno nulla avrebbe potuto fermarci. È difficile da spiegare perché ovviamente in campo non ci pensi, ci pensi dopo. Riguardando la partita, ti accorgi che nulla poteva andare in maniera diversa da com’è andata: per la settimana che avevamo vissuto, per la motivazione che avevamo, per la partita che abbiamo giocato. Dovevamo vincerla noi, e l’abbiamo vinta” conclude Mirco.

Italia | 19/02/2026

Italrugby, Spagnolo: “Grande prestazione in Irlanda, peccato per il risultato. Furlong? Serve rispetto, è una leggenda”

Tra i tanti spunti offerti da Irlanda-Italia, l’ennesima prestazione dominante della mischia chiusa è quello che salta maggiormente all’occhio. Anche i media internazionali hanno riconosciuto il grande lavoro di crescita della prima linea dell’Italia, capace ancora una volta di mantenere lo stesso livello di prestazioni anche con i cambi e mettendo in seria difficoltà l’Irlanda in una partita che poteva finire anche diversamente dal 20-13 con cui i padroni di casa hanno portato a casa il match. Lo ha spiegato Mirco Spagnolo, pilone sinistro del Benetton e della Nazionale: “È stata una prestazione assolutamente positiva, in un campo difficile e in cui in passato abbiamo spesso fatto fatica, ma chiaramente quando finisce così rimane un po’ di rimpianto, siamo andati vicini al pareggio e avremmo potuto segnare nel finale. Peccato non esserci riusciti, sarebbe stato bello chiudere almeno con un pari una partita che abbiamo giocato bene”. Come contro la Scozia, anche con l’Irlanda c’è stato un dominio in mischia, e quella vinta al 65’ contro Furlong ha fatto il giro del web. “Sì, però mi dispiace perché credo si stia un po’ esagerando. Un conto è il video della mischia, ma sto vedendo anche tanti meme che secondo me sono irrispettosi: stiamo parlando di Furlong, una leggenda di questo sport. Un conto è l’aspetto sportivo e capisco il voler sottolineare la forza della nostra mischia, ma quando si va oltre e si fanno dei "meme" per mettere in ridicolo un pilone che ha fatto la storia del rugby non va bene”. Al di là della singola mischia, la prestazione di Dublino conferma ancora una volta la crescita costante di tutto il pacchetto. Qual è la chiave di questa evoluzione? “Sono diverse. Prima di tutto, chiaramente, il tantissimo lavoro che stiamo facendo sulla mischia e la volontà di migliorarsi sempre di più e di essere davvero dominanti. E poi credo sia importante anche l’affiatamento che si è creato: noi prime linee siamo davvero un grande gruppo, come una famiglia, siamo sempre insieme e anche quando arriva qualche ragazzo nuovo come Momo Hasa o l’anno scorso Tommaso di Bartolomeo riesce subito ad integrarsi. Lavoriamo tantissimo per diventare una cosa sola, praticamente. Poi comunque ci conosciamo tutti molto bene e lo staff è stato bravo a unire il tutto. Anche in allenamento con Moro (Andrea Moretti, allenatore degli avanti, ndr) sappiamo quando c’è da scherzare e divertirci e quando invece c’è da fare sul serio, e quando si fanno le mischie non si scherza per niente”. Come sono gli allenamenti in mischia? “Spesso le facciamo a fine allenamento. Anche perché essendo a fine allenamento siamo più stanchi e quindi riviviamo la stanchezza della partita, e come in partita devi dare tutto perché se non lo fai non c’è modo di uscirne. A ogni mischia sai di dover dare il 100%, e alla fine questa cosa ritorna anche in partita, perché il nostro obiettivo è essere dominanti”. Come vivete la concorrenza? “Secondo me è una cosa molto positiva. Intanto perché comunque siamo un gruppo molto unito, come ho detto: non è che quando Fischio (Fischetti, ndr) gioca titolare e io vado in panchina allora mi arrabbio. Anzi, è uno stimolo in più per migliorare e allo stesso tempo lui sa che c’è qualcuno dietro di lui che spinge. È una concorrenza positiva: sai che hai di fronte un ragazzo che è un tuo grande amico, ma quando si fanno le mischie contro tutti vogliamo sempre avanzare. Ad esempio, faccio spesso le mischie contro Simone Ferrari, che gioca a destra, e anche se siamo molto amici tutti vogliamo prevalere in quel momento. Alla fine la mischia è questo, e poi i risultati di tutto questo processo e di questa concorrenza forte, ma positiva, si vedono in partita”. Contro la Francia si prospetta un match completamente diverso dal punto di vista tattico, viste le caratteristiche dei Blues. Dal punto di vista della mischia, invece, che partita sarà? “Giocano in casa e stanno dominando il torneo, arriveranno sicuramente molto decisi e mi aspetto una battaglia incredibile davanti. Anche perché in Top 14 le mischie sono davvero durissime, ci sono giocatori esperti e provenienti da grandi squadre. Il nostro obiettivo, come sempre, è quello di essere il più performanti possibile e dare sempre il 100%. Lo abbiamo fatto bene in queste prime due partite ma dobbiamo continuare a farlo per tutto il Sei Nazioni”. Come si studiano i piloni avversari prima di una partita? “All’inizio si fa una revisione generale di tutti i piloni convocati dalla squadra avversaria, perché fino a due giorni prima della partita non sappiamo chi giocherà. Una volta vista la formazione, riguardiamo tutte le clip dei due piloni in lista gara, sia chi parte titolare sia chi parte dalla panchina. Poi ci sono i casi in cui ti trovi davanti un pilone che hai già affrontato altre volte, però lo studio comunque non cambia: guardi cosa fa, come attacca, come si muove in mischia e pensi a come puoi difenderti e controbattere”.

Italia | 18/02/2026

Italrugby, Fischetti: “Prestazioni frutto di un lungo lavoro. Ora focus sulla Francia”

Dublino – Prosegue la preparazione della Nazionale Italiana Maschile verso il prossimo match in calendario contro la Francia domenica 22 febbraio alle 16.10 alla Decathlon Arena Stade Pierre Mauroy di Lille, partita valida per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e in chiaro su TV8. Lavoro concentrato nella mattina con il gruppo – diviso in reparti – tra lavoro in palestra, riunioni specifiche focalizzate sul prossimo match e un allenamento collettivo con il gruppo al completo a disposizione dello staff tecnico. “Abbiamo offerto una buona prestazione a Dublino contro l’Irlanda – ha esordito Danilo Fischetti nell’incontro stampa odierno dal raduno della Nazionale Maschile – ma è chiaro che c’è un po’ di amarezza per il risultato finale. Ora il focus è unicamente sulla prossima partita”. “Le prestazioni dell’Italia? Sono frutto di un lungo lavoro fatto negli anni da giocatori e staff. Dal primo giorno che sono arrivato in Nazionale ho sempre visto tutti i miei compagni che si allenavano per provare a vincere le partite. In nessun ambito le squadre scendono in campo per ottenere risultati che non siano positivi”. “La Francia è una delle migliori squadre al mondo, è sotto gli occhi di tutti. Hanno grandi qualità individuali con un gioco alla mano di alto livello. La nostra posizione in classifica? Sogno di arrivare il più in alto possibile, ma ragioniamo sempre partita per partita” ha sottolineato Danilo Fischetti. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) 20-13 (4-1) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali)

Italia | 17/02/2026

Italrugby, gli Azzurri convocati per la Francia

Dublino – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la lista degli atleti convocati per il raduno in preparazione a Francia-Italia, match in calendario a Lille domenica 22 febbraio alle 16.10 alla Decathlon Arena Stade Pierre Mauroy. La partita, valida per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026, sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e in chiaro su TV8. Nella lista dei convocati rientrano Martin Page-Relo e Giulio Bertaccini. Assente Stephen Varney: il mediano di mischia in forza ad Exeter non ha completato il recupero dall’infortunio all’adduttore sinistro e non sarà disponibile per il match contro la Francia. Il giocatore è rientrato presso il proprio club di appartenenza per proseguire il percorso riabilitativo in sinergia con lo staff medico della Nazionale Maschile. L’Italrugby proseguirà a Dublino la preparazione verso il prossimo match contro la Francia. La partenza per Lille è in programma venerdì 20 febbraio. Lo stesso giorno, alle 15.30, sarà annunciata la formazione che affronterà i transalpini nel match che assegnerà il Trofeo Garibaldi. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) 20-13 (4-1) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali) Gli Azzurri convocati: Piloni Simone FERRARI (Benetton Rugby, 71 caps) Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 60 caps) Muhamed HASA (Zebre Parma 6 caps) Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 21 caps) Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 24 caps) Tallonatori Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 8 caps) Pablo DIMCHEFF (Colomiers Rugby, 3 caps) Giacomo NICOTERA (Stade Français, 38 caps) Seconde Linee Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 60 caps) Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 10 caps) Federico RUZZA (Benetton Rugby, 69 caps) Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 16 caps) Terze Linee Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 35 caps) Alessandro IZEKOR (Benetton Rugby, 8 caps) Michele LAMARO (Benetton Rugby, 51 caps) Samuele LOCATELLI (Zebre Parma, esordiente) David ODIASE (Zebre Parma, 4 caps) Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 40 caps) Mediani di mischia Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 22 caps) Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 21 caps) Martin PAGE-RELO (Bordeaux, 21 caps) Mediani di apertura Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps) Paolo GARBISI (Toulon, 51 caps) Centri Giulio BERTACCINI (Zebre Parma, 4 caps) Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 19 caps) Damiano MAZZA (Zebre Parma, esordiente) Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 36 caps) Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 8 caps) Ali/Estremi Ange CAPUOZZO (Stade Toulousain, 31 caps) Matt GALLAGHER (Benetton Rugby, 3 caps) Monty IOANE (Lione, 44 caps) Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 11 caps) Lorenzo PANI (Zebre Parma, 10 caps) Atleti non considerati per infortunio/in fase di recupero/Motivazioni familiari: Tommaso ALLAN (Perpignan, 87 caps) Juan Ignacio BREX (Toulon, 50 caps) Gianmarco LUCCHESI (Toulon, 33 caps) Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 65 caps) Marco RICCIONI (Saracens, 36 caps) Edoardo TODARO (Northampton Saints, 1 cap) Jacopo TRULLA (Zebre Parma, 17 caps) Stephen VARNEY (Exeter Chiefs, 36 caps) Ross VINTCENT (Exeter Chiefs, 19 caps)

Italia | 16/02/2026

Italrugby, Olly in visita agli Azzurri a Dublino dopo il match con l’Irlanda

Dublino – La Nazionale Italiana Maschile, nella seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026, è stata superata con il risultato di 20-13 all’Aviva Stadium di Dublino dall’Irlanda. Un match combattuto che ha visto la squadra guidata da Gonzalo Quesada chiudere il primo tempo in vantaggio sul punteggio di 10-5. Nella seconda frazione di gioco è arrivata la rimonta dei padroni di casa con il forcing azzurro nel finale che ha tenuto con il fiato sospeso tutti gli appassionati di rugby presenti a Dublino. Tra gli spettatori che hanno assistito al match dell’Aviva Stadium era presente anche Federico Olivieri, noto al grande pubblico con il nome d’arte Olly. Classe 2001, 25 anni il prossimo 5 maggio, Federico prima di essere un cantante di successo – ed essere salito alla ribalta dei media nazionali e internazionali per la vittoria al Festival di Sanremo nel 2025 – ha un trascorso sui campi di rugby con il Cus Genova. Nel pre-partita è stato ospite a bordo campo in avvicinamento al match che ha vissuto sugli spalti insieme ai tanti tifosi italiani e irlandesi presenti. Al termine della partita Olly ha raggiunto l’Italrugby, invitato dagli Azzurri, nel quartier generale della Nazionale a Dublino. “E’ un sogno per me essere qui. Da bambino immaginavo di vivere questi momenti che adesso sto vivendo in veste diversa. Ho visto una squadra che sul campo ha dato tutto: è bello vedere dei ragazzi, giovani, che in campo si battono per difendere i colori della propria nazione con una passione incredibile. Sono davvero felice di aver potuto salutare tutto il gruppo” ha dichiarato Federico Olivieri. Al termine della consueta riunione di squadra, Michele Lamaro – capitano della Nazionale Maschile – ha introdotto Federico all’interno del consueto cerchio: “La sua discrezione e il suo approccio verso la squadra mi hanno colpito. Apprezzo molto il modo in cui si è posto: anche se abbiamo offerto una buona prestazione, si tratta comunque di una sconfitta. La sua sensibilità verso il momento specifico ci ha colpiti. E’ una persona speciale con cui abbiamo avuto la fortuna di condividere esperienze e passare insieme la serata nel post partita. Sarà sempre il benvenuto nella nostra famiglia” ha dichiarato Michele Lamaro.

Italia | 15/02/2026

Italrugby, Nicotera: “Match duro contro l’Irlanda, ripartiamo con segnali positivi”

Dublino – Giornata di recupero per la Nazionale Italiana Maschile che nella giornata di ieri – sabato 14 febbraio – è stata superata, in rimonta, dall’Irlanda con il risultato di 20-13 all’Aviva Stadium di Dublino nel match valido per la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. Gli Azzurri, dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo con il parziale di 10-5, nei primi minuti della ripresa sono stati rimontati dai padroni di casa. Il finale di partita ha tenuto lo stadio con il fiato sospeso con l’Italia che ha provato a pareggiare il risultato con una azione prolungata oltre all’ottantesimo minuto. “E’ stata una partita dura e abbiamo offerto una buona prestazione. Alla fine del primo tempo – ha dichiarato Giacomo Nicotera – ci siamo parlati sulle cose che non andavano bene e provare a correggerle. L’Irlanda ha difeso bene. Ci sono tanti segnali positivi che ci portiamo verso la prossima partita”. “Contro la Francia, parlando del reparto degli avanti, sarà importante la mischia chiusa. Dovremo cercare di essere concentrati e provare ad aumentare la pressione” ha dichiarato il tallonatore Azzurro. La Nazionale Maschile resterà a Dublino dove proseguirà la preparazione verso il match contro la Francia valido per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. Gli Azzurri si sposteranno venerdì 20 febbraio a Lille dove domenica 22 febbraio, alle 16.10 allo Stadio Pierre Mauroy, contenderanno ai transalpini il Trofeo Garibaldi. Questo il calendario completo delle partite dell’Italia: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) – 20-13 (4-1) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 marzo ore 16.40 (locali)

Italia | 15/02/2026