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Diario dalla Luna, il rugby al fianco della famiglia Foffano: “Nessuna lotta da sola”

Impegno Sociale Nazionali News |

Il rugby come strumento di condivisione, vicinanza e solidarietà. È questo il messaggio portato in campo sabato 26 settembre allo Stadio Omero Tognon di Fontanafredda dall’iniziativa “Diario dalla Luna”, protagonista di un momento speciale nell’intervallo della sfida tra Italia e Sudafrica delle WXV Global Series.

Nata dall’esperienza della famiglia Foffano, “Diario dalla Luna” ha trasformato una vicenda personale in un messaggio di sensibilizzazione rivolto a una comunità più ampia, attraverso il rugby e un pallone rosa dedicato alla prevenzione, alla sensibilizzazione e al sostegno alla ricerca.

Andrea Foffano, insieme alla moglie Daniela Mapelli e ai figli Marco e Davide, ha raccontato il percorso della propria famiglia, iniziato nel settembre 2025 con la diagnosi di una grave malattia alla moglie. Una difficoltà affrontata scegliendo di reagire insieme e di condividere la propria esperienza attraverso la pagina Instagram “Diario dalla Luna”.

“Siamo una famiglia di rugbisti. Mia moglie è una tifosa appassionata, mentre noi tre maschi di casa siamo tutti giocatori o ex giocatori. Il rugby, quindi, è sempre stato parte della nostra famiglia: un modo di stare insieme, di condividere emozioni, vittorie, sconfitte e soprattutto di esserci gli uni per gli altri”, ha raccontato Andrea Foffano.

Da questa esperienza sono nati i palloni rosa realizzati grazie alla collaborazione con Gilbert: acquistabili sul sito di Gilbert una parte del ricavato dalla loro vendita viene devoluta al CRO (Centro di riferimento oncologico) di Aviano. Un’iniziativa che ha scelto di racchiudere il proprio messaggio in una frase semplice: “Nessuna lotta da sola.” 

Il messaggio è stato raccolto in campo da Lucia Gai, Centuriona della Nazionale Italiana, che ha collegato la storia della famiglia al mondo del rugby femminile e al significato della condivisione che caratterizza lo sport.

“Nel rugby abbiamo imparato che nessuna partita si affronta da soli. Ci sono momenti in cui serve chi corre accanto a noi, chi ci sostiene, chi ci aiuta a rialzarci e a continuare a giocare. La storia di questa famiglia racconta esattamente questo. Una difficoltà personale è diventata un messaggio rivolto a tante altre persone: un invito alla prevenzione, alla ricerca e soprattutto alla vicinanza”, ha sottolineato Lucia Gai.

“E credo che non ci sia luogo migliore di un campo da rugby per ricordarlo. Perché il pallone rosa che oggi riceveremo non è soltanto un pallone. È un simbolo. Il simbolo di una squadra molto più grande, nella quale nessuno dovrebbe sentirsi solo. Nessuna lotta da sola.”

Durante l’intervallo, Andrea Foffano ha consegnato simbolicamente il pallone rosa a Lucia Gai, mentre Daniela Mapelli ha consegnato una targa a Veronica Madia e Margherita Tonellotto. Marco e Davide Foffano hanno invece affidato alle due Azzurre una sacca con i gadget dell’iniziativa, prima della fotografia che ha riunito la famiglia, Lucia Gai e le giocatrici della Nazionale.

Un momento che ha portato al centro dello Stadio Omero Tognon un messaggio che va oltre il campo da gioco: quello di una famiglia che ha scelto di trasformare una propria esperienza in un’occasione di sensibilizzazione e solidarietà, utilizzando il linguaggio e i valori del rugby.