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Italrugby, l’analisi dei convocati di Quesada verso il Nations Championship

Italia Nazionali News |

Con il raduno a L’Aquila è cominciato ufficialmente l’avvicinamento dell’Italia al Nations Championship 2026, con gli Azzurri che nella parte estiva – in trasferta e in partenza nel pomeriggio odierno per Tokyo – sfideranno Giappone, Nuova Zelanda e Australia. Il capo allenatore Gonzalo Quesada ha scelto i 33 giocatori per questo tour estivo. Innanzitutto, il tecnico spiega che nonostante il passaggio da dei test match “singoli” a un torneo vero e proprio come il Nations Championship, non cambierà la preparazione. “Quando prepariamo una tournée estiva le sfide principali sono sempre quelle: gestire un gruppo con un livello di stanchezza importante, gestire dei viaggi lunghi, confermare quello che abbiamo fatto nel Sei Nazioni e trovare quindi continuità di rendimento” spiega Quesada: “Come sempre, l’approccio si basa su tutto ciò che possiamo controllare. Poi è chiaro che durante la partita l’essere in un torneo e quindi sapere che ogni punto può fare la differenza , può cambiare qualcosa nella gestione dei dettagli e dei momenti del match, ma non cambia l’idea di base: noi scendiamo in campo sempre per fare grandi partite con l’obiettivo di continuare a crescere e di essere competitivi contro tutti”.

Prima di analizzare le sue scelte reparto per reparto, Quesada ha risposto alla domanda sulle assenze di Giacomo Nicotera e Ange Capuozzo: “Abbiamo deciso di cominciare solo con i giocatori che sapevamo che avrebbero finito la stagione sabato scorso, a prescindere dai risultati. Poi se ci sarà bisogno saranno chiamati. Nicotera ha giocato tantissimo quest’anno e quindi faremo tutto il possibile per lasciargli la possibilità di riposare e staccare. Il campionato francese è estremamente duro e se vogliamo avere un Nicotera performante nella stagione 2026-27, che è quella del Mondiale, è necessario dargli un po’ di respiro, per cui se potremo evitare di chiamarlo lo faremo. Il caso di Capuozzo è un po’ diverso: ha avuto tanti infortuni quest’anno e ha giocato poco, e anche lui come Nicotera sarebbe stato disponibile molto tardi, quindi abbiamo deciso di lasciarlo inizialmente fuori per poter lavorare con chi sarebbe stato disponibile da prima. Essendo in finale di Top14 a prescindere non sarebbe stato disponibile per il Giappone. Se ci sarà un infortunio fra i trequarti verrà tenuto in considerazione per le due partite successive”.

L’analisi dei convocati: gli avanti

Partendo dai piloni, confermatissimi ovviamente Fischetti, Spagnolo e Riccioni, con l’ulteriore conferma di Hasa e la novità Neculai. Spiega Quesada: “Momo Hasa ha fatto bene in entrambi i ruoli e ci dà molta sicurezza avere un giocatore che può essere dominante sia a destra che a sinistra. Per noi è un pilone destro, e verrà impiegato a sinistra solo in caso di necessità. Ion Neculai ha fatto un buon finale di stagione, e avevamo bisogno di un terzo pilone destro dopo gli infortuni di Ferrari e Zilocchi: la scelta era tra Ion, Matteo Nocera e Pietro Ceccarelli, con Matteo che però ha avuto anche un problema al collo. Alla fine abbiamo scelto Neculai anche nell’ottica di includere in tutti i ruoli giocatori nuovi per dare loro l’opportunità di farsi conoscere e allargare ulteriormente la rosa”. Passando ai tallonatori, confermati Di Bartolomeo e Dimcheff, con Lucchesi che ritorna e Nicotera – come detto – tenuto a riposo: “Negli ultimi due anni abbiamo sempre avuto un gruppo di 4 tallonatori tra cui scegliere: Nicotera, Lucchesi, Di Bartolomeo e Dimcheff, per cui la decisione di far riposare ‘Mulo’ ci ha portati a una decisione naturale. Lucchesi non vedeva l’ora di tornare, ha fatto un buon finale di stagione e arriva in forma a questo tour, quindi è nella condizione ideale, così come Di Bartolomeo e Dimcheff hanno fatto delle ottime stagioni. Come alternative avevamo pensato anche a Nicholas Gasperini, così come ad Aminu e Gallorini tra i piloni: credo che abbiano le capacità, ma devono ancora crescere soprattutto dal punto di vista fisico per poter arrivare al livello degli altri”.

Per quanto riguarda le seconde e le terze linee – reparti da considerare quasi un tutt’uno, considerando la grande quantità di giocatori duttili – Quesada ha confermato tutti i giocatori disponibili che avevano già disputato il Sei Nazioni: i fratelli Cannone, Ruzza, Zambonin, Favretto, Lamaro ai quali si aggiunge il rientrante Vintcent. Per quanto riguarda i posti rimasti, il tecnico ha confermato David Odiase come in tutta l’ultima stagione e ha poi scelto Giulio Marini e Alessandro Ortombina per completare il reparto: “Seguiamo Giulio Marini da un paio di anni, purtroppo non è la prima volta che cerchiamo di chiamarlo ma ha sempre avuto piccoli infortuni che gli hanno impedito di avere continuità, quest’anno invece ha potuto finalmente giocare di più e crediamo sia un profilo che possa fare davvero bene in Nazionale. Al momento lo vediamo in terza linea e anche in seconda. Poi c’è Alessandro Ortombina che ha fatto una stagione di altissimo livello, dopo aver deciso di rientrare in Italia per giocare alle Zebre: ha meritato ampiamente la convocazione. Per quanto riguarda Odiase, la sua convocazione è in continuità con quanto fatto nell’ultima stagione: è stato spesso nei 23 e quando non lo è stato ci è andato sempre molto vicino, ed è un’opzione che prendiamo sempre in considerazione quando decidiamo chi far giocare. È andato molto vicino alla chiamata anche Samuele Locatelli: mi è dispiaciuto non convocarlo perché avrebbe meritato anche lui, ma dovendo fare delle scelte abbiamo preferito due giocatori che possono coprire più ruoli come Ortombina e Marini, soprattutto nell’ottica di un tour dall’altra parte del mondo dove è più difficile chiamare giocatori ‘da fuori’ all’ultimo momento come potrebbe invece succedere quando giochiamo in casa”.

L’analisi dei convocati: la mediana

Per quanto riguarda i numeri 9, Varney ritorna a pieno regime e vengono confermati Fusco e Alessandro Garbisi, con Page-Relo fuori per infortunio: “Quest’anno ci siamo trovati nella situazione opposta rispetto alla stagione precedente, quando sia Varney che Page-Relo avevano giocato poco. Stavolta invece hanno giocato tanto, arrivando anche a più di 10 partite consecutive, e questo ha causato anche degli infortuni da sovraccarico che ci hanno impedito di averli a disposizione nel Sei Nazioni, e Martin alla fine ha dovuto operarsi e quindi non sarà disponibile. Dall’altro lato, questo ha reso più ‘facile’ la scelta perché ogni volta è sempre difficile dover escludere uno dei 4 mediani, perché li considero tutti di alto livello, con Fusco che ha fatto un grandissimo Sei Nazioni e Alessandro Garbisi che dopo un inizio di stagione difficile è cresciuto tantissimo, ha fatto molto bene al Sei Nazioni e ha chiuso bene anche la stagione al Benetton”.

Per quanto riguarda i mediani di apertura, oltre alle conferme di Paolo Garbisi e Giacomo Da Re si registra il ritorno di Tommaso Allan, che come sempre potrà giocare anche estremo. Spiega Quesada: “Per l’inizio della tournée pensiamo a Tommy Allan principalmente come numero 15 insieme a Lorenzo Pani, mentre Garbisi e Da Re si alleneranno più come numero 10, poi analizzeremo le varie opzioni e prenderemo le decisioni più adatte perché Allan potrà giocare anche 10”.

L’analisi dei convocati: i trequarti

Partendo dai centri, Quesada ha analizzato i possibili impieghi di Leonardo Marin, come sempre il giocatore più duttile a disposizione dell’Italia: “Fin dal mio arrivo è stato un giocatore che ho sempre voluto in raduno, anche quando magari aveva poco minutaggio. Ho sempre avuto tanta fiducia in lui. Sulla sua duttilità, ciò che è sicuro è che da un anno a questa parte lui è un centro e ha quasi sempre giocato in questo ruolo in Nazionale. Poi sappiamo che può coprire altri ruoli, ha fatto perfettamente l’estremo contro la Scozia e all’occorrenza può finire la partita come 10 se sarà necessario, ma per noi è principalmente un centro”. Quesada ha poi spiegato le condizioni di Menoncello e Brex: “Anche se hanno avuto tanto minutaggio, non hanno fatto i playoff e non hanno giocato le ultime partite di stagione regolare, quindi hanno avuto la possibilità di recuperare e questo li aiuta ad arrivare nelle condizioni migliori. Per quanto riguarda Menoncello, andremo a fare una valutazione a 360 gradi della sua gestione tenendo conto anche del pre-stagione che andrà a svolgere con Tolosa una volta finita la finestra internazionale. Per quanto riguarda gli altri convocati, abbiamo scelto Odogwu e Bertaccini per le loro eccellenti prestazioni in club, sempre regolari e di alto livello. Anche Zanon e Mori sono stati in lizza per una convocazione, mentre purtroppo Mazza si è fatto male e non abbiamo potuto considerarlo tra le possibili scelte”.

Per concludere, nel triangolo allargato ci saranno a disposizione i confermati Ioane e Lynagh oltre al già citato Allan. L’altro possibile estremo è Lorenzo Pani: “Ha avuto una stagione delicata, perché veniva da un lungo infortunio e ha avuto qualche problema fisico nel corso della stagione, ma ha lavorato davvero bene, anche in momenti difficili come quando a novembre è stato convocato senza mai giocare, ma le prestazioni sia al Sei Nazioni sia alle Zebre ci hanno portati a chiamarlo nuovamente. Alle ali, oltre a Ioane e Lynagh abbiamo deciso di convocare Malik Faissal per la stagione che ha fatto sia con l’Under 20 sia con le Zebre. Volevamo vedere come lavorava a un livello ancora più alto e se continua ad allenarsi come sta facendo avrà sicuramente un’occasione per andare in campo. Con Andrea Di Giandomenico (capo allenatore dell’Italia U20, ndr) c’è un bel rapporto di stima professionale e amicizia, sta facendo un grande lavoro come tutta l’Accademia e il Centro di Formazione, e lo dimostra il fatto che uno come Malik – che potrebbe ancora giocare in Under 20 – è già nelle condizioni di competere per una maglia a livello Seniores. Abbiamo seguito sempre lo stesso principio: ‘rubiamo’ un giocatore all’Under 20 solo se siamo certi che possa giocarsi un posto in squadra e avere l’opportunità di scendere in campo. Proprio in virtù di questo principio abbiamo lasciato in Under 20 Enoch Opoku: poteva essere tra le opzioni per una convocazione ma sarebbe stato la quarta scelta in seconda linea, con poche possibilità di giocare, quindi non avrebbe avuto senso togliere un giocatore importante per l’Under 20 al Mondiale per poi non farlo giocare con noi”.

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