©2026 Federazione Italiana Rugby

Consiglio Federale, aperte le manifestazioni d’interesse per la cessione di Zebre Rugby SrL

- FIR disponibile alla cessione dell’intero capitale sociale di Zebre Rugby S.r.L.- piena continuità alla partecipazione di due Franchigie italiane all’URC- impegno minimo di sei stagioni e condivisione tra FIR e proprietà sull’indirizzo sportivo Il Consiglio Federale della FIR, riunitosi a Roma nella giornata di martedì 17 dicembre, ha reso nota la disponibilità a cedere la propria quota di capitale sociale - pari al 100% - della Società Zebre Rugby S.r.L., partecipante al BKT United Rugby Championship e alle competizioni organizzate dall’European Professional Rugby Club. Le manifestazioni d’interesse da parte dei soggetti interessati dovranno pervenire alla Federazione Italiana Rugby entro il termine delle ore 12 del 15 gennaio 2025, con la possibilità per FIR di riservarsi di proseguire nella conduzione diretta della Franchigia.  La documentazione completa per la presentazione di tali manifestazioni è scaricabile da federugby.it L’eventuale cessione della Franchigia potrà avvenire con termini e modalità idonei a consentire alla nuova proprietà di gestire la partecipazione alle manifestazioni previste a partire dalla Stagione Sportiva 2025/26, continuando a garantire la presenza di due entità sportive italiane alle competizioni internazionali europee per Club. Tra i requisiti inderogabili identificati dalla Federazione per la presentazione delle manifestazioni d’interesse l’espresso divieto di trasferimento dell’attività al di fuori del territorio nazionale, la disponibilità di uno Stadio dalla capienza minima di cinquemila posti, un budget economico e finanziario annuale non inferiore al contributo FIR previsto per la Stagione Sportiva 2025/26 e l’impegno a condividere con la Federazione le scelte sportive coerenti con gli obiettivi di partecipazione ad URC ed EPCR. FIR manterrà la piena titolarità dei diritti di partecipazione, garantendo all’eventuale nuova proprietà - per tutta la durata del coinvolgimento negli eventi URC ed EPCR e comunque per un periodo non inferiore alle sei stagioni sportive - un contributo economico funzionale al perseguimento dell’obiettivo  primario della partecipazione al BKT United Rugby Championship ed alle competizioni EPCR, ossia il costante aumento della competitività sportiva e dell’attrattività commerciale delle proprie Franchigie e, di conseguenza, della Squadra Nazionale Maschile.

Campionati | 18/12/2024

URC: Zebre, che vittoria con gli Ospreys. Un punto per il Benetton a Edimburgo. L’analisi del settimo turno

Una vittoria e una sconfitta con bonus per le franchigie italiane scese in campo nella settima giornata di United Rugby Championship. A Parma le Zebre tornano al successo battendo gli Ospreys 22-17 in una partita sempre condotta dai ragazzi di Massimo Brunello, nonostante il brivido finale dopo la meta di Lloyd che aveva riaperto i giochi al 72’. Le Zebre abbandonano l’ultimo posto, superano i Dragons e raggiungono proprio i gallesi a quota 11 in classifica. A Edimburgo il Benetton sfiora una clamorosa rimonta dopo un primo tempo da dimenticare: sotto 35-0 all’intervallo, la squadra di Bortolami si è riportata sotto con una grande reazione. Cinque mete e partita addirittura riaperta, con Edimburgo che ha dovuto chiuderla negli ultimi minuti con la meta di Muncaster e il piazzato di Healy per il 50-33 finale. Ora i biancoverdi sono al 12° posto a quota 14 punti in classifica. Nulla è compromesso per i playoff: l’8° posto dista solo 4 punti. Festa a Parma Le Zebre tornano a vincere e lo fanno con una partita di grande sostanza: al Lanfranchi di Parma gli Ospreys sbattono contro una grandissima difesa, vanno sotto fin da subito e inseguono per 80 minuti senza però trovare mai il colpo del sorpasso. La squadra di Brunello è brava a sfruttare la lentezza della mediana gallese per riposizionarsi velocemente e chiudere ogni spazio. Al resto ci pensa un attacco bravo a capitalizzare le poche occasioni avute: Simone Gesi firma una doppietta, prima finalizzando un’ottima azione di tutti i trequarti delle Zebre, poi tenendo in campo un pallone difficilissimo con un gioco di prestigio prima di marcare in bandierina. Nella ripresa la meta di Trulla, dopo un’altra bellissima azione, scava il solco definitivo. Un po’ di brividi nel finale, con Lloyd che al 72’ riapre la partita per il 22-17, ma il punteggio non cambierà più e addirittura le Zebre non faranno più entrare gli Ospreys nei 22. Quella di Parma è stata anche la partita dei ritorni e dei nuovi inizi: Enrico Lucchin, dopo i 20 minuti giocati con gli Scarlets, è tornato a vestire la maglia da titolare e lo ha fatto con la solita prestazione di sostanza, dando avanzamento in attacco e placcando qualsiasi cosa in difesa. Prima da titolare per Bautista Stavile, una spina nel fianco costante per i gallesi in mezzo al campo e miglior placcatore del match con 16 interventi, mentre Nasove ha bagnato il suo esordio assoluto in maglia Zebre con un’ottima prestazione difensiva. Al fianco di Lucchin ennesima conferma per Giulio Bertaccini, sempre più a suo agio a questo livello, ma è difficile trovare una prestazione negativa nel match di Parma: premio di migliore in campo per Simone Gesi, non solo per la doppietta ma anche per la sua costante pericolosità in attacco e per l’ottima prestazione difensiva. Più volte infatti l’ala delle Zebre ha tenuto a bada Kasende, il più pericoloso degli Ospreys. Benetton a due facce È un punto particolare quello ottenuto dal Benetton nella pazza serata di Edimburgo. Da un lato, i biancoverdi erano arrivati in Scozia per giocarsi la partita e si sono ritrovati sotto 33-0 all’intervallo dopo un primo tempo non all’altezza, dall’altro con una grandissima reazione è arrivato un punto di bonus in una partita che a quel punto sembrava andata e che invece la squadra di Bortolami era addirittura riuscita a riaprire. La prima meta del Benetton nasce da un gran passaggio di Umaga su Smith – con Odogwu che finalizza – ma anche e soprattutto da un evidente cambio di marcia da parte di tutto il XV biancoverde, trascinato da un Agustín Creevy in grande spolvero. L’argentino segna due mete e in generale, con la sua leadership, rimette in pista una squadra che col passare dei minuti prende sempre più fiducia. Lo dimostra la reazione alla meta del 40-19 di Price che – dopo le tre mete del Benetton – avrebbe potuto nuovamente minare la fiducia della squadra di Bortolami, che invece ha assorbito bene il colpo e ha continuato a spingere alla ricerca del bonus. Segna subito Izekor, e il primo obiettivo è raggiunto, poi Umaga sfiora una meta che avrebbe avuto dell’incredibile con 3 calcetti uno dietro l’altro (l’ultimo fuori misura) e alla fine Fekitoa riapre per davvero i giochi. Sul 40-33 però si fa sentire la fisiologica stanchezza dopo una rincorsa incredibile, Edimburgo riesce a chiudere la partita con Muncaster e poi Healy fissa il punteggio sul definitivo 50-33. Un match a due facce per il Benetton, che si proietta alla doppia sfida di Champions contro Clermont e Bath consapevole di avere le carte in regola per giocarsela, ma anche di non potersi più permettere regali.

News | 01/12/2024

Benetton, beffa allo scadere. Zebre a due facce a Llanelli: l’analisi della 6° giornata di URC

Nella sesta giornata di United Rugby Championship il Benetton ha sfiorato una vittoria di grandissimo prestigio, conducendo il match con i Bulls fino al 77’ e perdendo 17-15: decidono la meta di Van der Merwe e la difficile trasformazione di Kriel. Se da un lato questa sconfitta brucia, perché arrivata dopo aver giocato alla pari contro una squadra davvero forte, dall’altro la prestazione di Monigo è un altro importante segnale di ripresa che fa il paio con le 2 vittorie consecutive precedenti: i biancoverdi sono definitivamente venuti fuori dalle difficoltà dell’inizio di stagione, dov’era arrivato un solo pari e 2 sconfitte. Zebre a due facce a Llanelli, nella partita giocata in contemporanea in Galles: la squadra di Brunello gioca un buon primo tempo, spreca anche delle opportunità per chiudere in vantaggio ma nella ripresa cede alle imbucate degli Scarlets, che segnano 2 mete in pochi minuti e cambiano la partita. Finisce 30-8. Un grande Benetton Primo tempo molto bloccato con i biancoverdi avanti grazie ai piazzati di Albornoz e Smith. Bulls in grande difficoltà soprattutto nella battaglia tattica al piede, e in questo senso ha pagato la scelta di Bortolami di schierare un doppio estremo con Smith e Gallagher contemporaneamente in campo. I due, insieme ad Albornoz, mettono sotto costante pressione il triangolo allargato dei sudafricani, spesso in ritardo sul pallone e presi d’assalto soprattutto da Smith e Albornoz. Dall’altra parte i Bulls soffrono ma non escono mai dalla partita, con la consueta concretezza nelle fasi calde del match che poi porterà a ribaltare il risultato a 3 minuti dalla fine con Van der Merwe sugli sviluppi di una maul. Col senno di poi, il Benetton non è riuscito a sfruttare fino in fondo la sua netta superiorità nel punto d’incontro: ogni volta che i Bulls acceleravano sbattevano contro la furia degli avanti biancoverdi, che in totale conquistano ben 9 turnover in tutto il match, rallentando spesso i possessi avversari. Nella ripresa, come preventivabile, i Bulls sono venuti fuori di forza. Niccolò Cannone ha salvato con un gran placcaggio su Arendse, poi la meta di Ludwig ha reso il finale un assalto. Il Benetton ha concesso un paio di falli di troppo negli ultimi minuti, permettendo ai Bulls di risalire il campo e costruirsi un’ultima azione: a quel punto, contro la maul sudafricana, era davvero difficile difendere. Resta una prestazione di alto livello: spiccano – oltre ai già citati Albornoz, Smith e Gallagher – l’ottima prestazione offensiva di Menoncello e quella difensiva di Lorenzo Cannone e Maile (16 placcaggi, il migliore dei suoi) mentre Bernasconi ha offerto un’ottima prova in difesa (100% di placcaggi riusciti) ma deve ancora sistemare qualcosa al lancio. Zebre, non basta un buon primo tempo Un primo tempo equilibrato a Llanelli, poi i gallesi sono venuti fuori nella ripresa. Le Zebre che si affidano come sempre alle invenzioni e al piede di Prisciantelli (autore del drop del 3-3) e alla rapidità dei propri trequarti, come dimostra la bella meta di Cambriani. Dall’altra parte gli Scarlets fanno una partita di sostanza, nella prima frazione cercano soprattutto di limitare le scorribande avversarie e colpiscono alla prima occasione. Zebre penalizzate anche dagli infortuni: nel primo tempo sono costretti ad uscire Fischetti, Licata e Cambriani, il migliore dei suoi fino a quel momento. La squadra di Brunello è messa bene in campo, ma paga ancora una volta l’indisciplina e i troppi errori nei placcaggi: 8 placcaggi sbagliati e soprattutto 8 difensori battuti da parte degli Scarlets, che segnano per 3 volte con 3 imbucate a metà campo. A quel punto la partita cambia e i gallesi riescono anche a portare a casa il punto di bonus.

News | 26/10/2024

URC: Benetton, 5 punti fondamentali. Zebre, ottimi segnali. L’analisi del 5° turno

Settimana agrodolce per le franchigie italiane impegnate nella quinta giornata di United Rugby Championship. Il Benetton dà continuità al successo della scorsa settimana contro gli Sharks e nonostante un po’ di sofferenza nel primo tempo viene fuori alla distanza e batte 31-21 i Dragons a Newport, con mischia e drive dei biancoverdi protagonisti assoluti ed elementi principali di questo successo. Questi 5 punti portano il Benetton, per la prima volta in stagione, in zona playoff: ora la squadra di Bortolami è ottava. Le Zebre giocano una buona partita in condizioni meteo difficili contro i Lions e alla fine vengono battute di un punto. A decidere è la meta di Van der Merwe dopo un match giocato alla pari e vinto 10-9 dai sudafricani. Il punto di bonus guadagnato, comunque, permette alle Zebre di scavalcare gli Ospreys e lasciare l’ultimo posto in classifica, e soprattutto arriva contro una squadra ancora imbattuta, che era terza in classifica – adesso seconda – nonostante una partita in meno. Benetton: inizio difficile, poi la rimonta I Dragons di questo inizio di stagione si sono dimostrati ancora una volta una squadra ostica, capace di imporre al Benetton un ritmo più basso rispetto a quello che avrebbe voluto per poi affidarsi alle improvvise fiammate di Rio Dyer. D’altra parte, i biancoverdi hanno dovuto affrontare diverse difficoltà a inizio partita: hanno perso Ferrari prima ancora di cominciare causa influenza, poi dopo 7 minuti è uscito anche Mendy, mentre al 15’ è arrivato un giallo per Bernasconi. Nonostante tutto, il Benetton in realtà non ha concesso occasioni, e la meta subita è arrivata per un intercetto di Westwood su un – raro – errore di Brex. Dopo la prima mezz’ora di difficoltà il Benetton è venuto fuori di forza, soprattutto grazie alla qualità del proprio pacchetto di mischia: il rientrante Gallo e l’ancora una volta ottimo Avaca hanno fatto la differenza, e al 36’ è arrivata la meta da maul di Bernasconi, mentre i calci di Umaga hanno permesso ai biancoverdi di chiudere il primo tempo in vantaggio. Nella ripresa, al di là di alcune belle fiammate dei Dragons, la partita è finita gradualmente nelle mani del Benetton, capace di mettere in difficoltà i gallesi nel gioco al piede e di marcare proprio con uno dei migliori del match: un Enzo Avaca che nel giro di poche partite si è già imposto a questo livello. Anche se la partita si è subito riaperta con la meta un po’ rocambolesca di Evans, nel secondo tempo il Benetton non ha mai dato l’impressione di poter concedere possibilità di rimonta ai Dragons, definitivamente stesi prima da una bella carica di Manfredi – bravo a sorprendere la difesa gallese cambiando improvvisamente senso dell’attacco – e poi da una mischia dominante ai 5 metri, finalizzata da Lorenzo Cannone. Zebre beffate Quella tra Zebre e Lions è stata una partita particolare: due squadre abituate a giocare tanto e a muovere il pallone sono state sbalzate fuori dalla propria comfort zone dal diluvio di Parma. Entrambe sono riuscite, a tratti, ad adattarsi alle condizioni meteo, e soprattutto le Zebre sono state brave a vincere la battaglia tattica al piede con un’ottima prestazione di Montemauri e del solito Prisciantelli. Alla fine il match è stato deciso dall’unica vera occasione per i Lions, nata da un calcio di punizione girato per fallo di Fusco: da lì si è sviluppata la classica azione da squadra sudafricana, con una bella serie di cariche prima di allargare verso la bandierina su Edwill van der Merwe. Nella ripresa le Zebre hanno dato l’impressione di poter ribaltare la partita, senza però riuscire a costruirsi un’opportunità concreta per marcare. Il punto di bonus, per quanto comunque importante per superare gli Ospreys in classifica, sta un po’ stretto per quanto fatto vedere dalle Zebre contro una squadra che da inizio campionato staziona ai piani alti del torneo.

United Rugby Championship | 20/10/2024

URC: un Benetton rinato. Zebre, troppi errori. L’analisi della quarta giornata

Serviva una grande risposta dopo un inizio complicato, e il Benetton l’ha data: 38 punti agli Sharks in una partita dominata, una sola meta concessa – a tempo scaduto e col match in cassaforte – e una prestazione di alto livello dal primo all’ultimo minuto. Quello che aveva chiesto Bortolami, quello che serviva: 38-10 e 5 punti importantissimi per cominciare la risalita. Per le Zebre, invece, match per certi versi simile a quello con gli Stormers, con Glasgow che prende in mano la partita col passare dei minuti e la fa sua facendo valere la propria superiorità. Difficile chiedere di più in casa dei campioni in carica, ma la squadra di Brunello ha comunque pagato i troppi errori nel momento in cui si poteva finalizzare e portare a casa punti importanti. Il 33-3 per Glasgow appare eccessivo per le tante occasioni create dalle Zebre. Benetton, che reazione Tra i tanti spunti che questa partita offre ce n’è uno in particolare che ha probabilmente svoltato la giornata di Monigo. Dopo i primi 3 punti di Umaga è arrivata la prevedibile reazione degli Sharks, che con la loro fisicità hanno provato a mettere sotto assedio la difesa biancoverde, che dopo tantissime fasi ha retto benissimo, concedendo solo un calcio di punizione e costringendo i sudafricani ad accontentarsi dei 3 punti. Quella grande difesa, poi ripetuta nel corso di tutti gli 80 minuti, è stato il primo segnale della reazione del Benetton dopo le prime 3 partite. Quando poi la squadra di Bortolami è tornata dall’altra parte non ce n’è stata per nessuno: il punteggio finale di 38-10 non lascia spazio a interpretazioni. Importante la firma di un Odogwu tornato ai livelli pre-infortunio, strepitosa la prestazione di Rhyno Smith, ma soprattutto fondamentale il ritorno degli ultimi Nazionali, con la coppia di seconda Cannone-Ruzza che si conferma imprescindibile per i biancoverdi e un Nacho Brex che come sempre si dimostra granitico in difesa. Da segnalare anche la prestazione di Enzo Avaca: il pilone destro si è trovato di fronte un mito degli Springboks, Trevor Nyakane, e gli ha tenuto testa per 58 minuti concedendo un solo calcio di punizione in mischia. Ancora una volta, nonostante le tantissime assenze (soprattutto a destra) la prima linea biancoverde è stata decisiva per garantire stabilità e possessi puliti al resto della squadra. Come detto, il rientro di Rhyno Smith è stato fondamentale per ridare al Benetton quella marcia in più in attacco, ma tutta la formazione di Marco Bortolami sembra aver ritrovato quel cinismo e quella capacità di finalizzare che a questi livelli è fondamentale. La prima meta di Odogwu arriva dopo un passaggio visionario – anche se non precisissimo – di Umaga, ma poi ci ha pensato l’ala azzurra a metterci la firma con le gambe e il fisico. La seconda meta è stata invece il manifesto del match: ogni volta che i biancoverdi hanno mosso il pallone al largo hanno messo in difficoltà gli Sharks, e poi ci ha pensato uno strepitoso Izekor a fare la differenza, prima che Umaga e poi Smith chiudessero l’azione. Il resto del match è stata una grande dimostrazione di gestione: Sharks annullati e poi meta del bonus al 64’ dopo aver tenuto i sudafricani a secco. Considerando che mancano ancora gli internazionali argentini più utilizzati nel Rugby Championship (Gallo, Albornoz e Bazan Velez) questo Benetton può ancora salire di colpi. Zebre: impresa ardua, ma troppi errori in attacco In casa dei Glasgow Warriors campioni in carica è durissima per tutti, eppure le Zebre hanno costruito tanto e sprecato altrettanto, a dimostrazione – l’ennesima in queste prime 4 partite – del tanto potenziale di questa squadra, ma anche del tanto lavoro che c’è da fare in fase di finalizzazione. Lo dimostra il primo tempo: i Warriors hanno creato 3 occasioni in 40 minuti e le hanno sfruttate tutte, segnando 21 punti, le Zebre ne hanno create altrettante ma hanno portato a casa solo 3 punti. Nella ripresa gli scozzesi non hanno poi creato tantissimo, limitandosi a gestire, mentre la squadra di Brunello ha avuto molte opportunità per riavvicinarsi nel punteggio – e magari provare a conquistare un bonus – ma ancora una volta sono stati gli errori di handling a punirla oltremisura. Il 33-3 alla fine è anche eccessivo, considerando la prestazione in campo, ma a questi livelli i dettagli fanno una grandissima differenza. Resta comunque indubbio che queste Zebre siano molto ben messe in campo e abbiano tanti margini di crescita, e potranno dimostrarlo già la prossima settimana contro i Lions.

News | 13/10/2024

URC: le Zebre pagano i tanti falli. Troppo Leinster per il Benetton. L’analisi del 3° turno

Non è stato un sabato facile per le franchigie italiane, entrambe sconfitte nella terza giornata dello United Rugby Championship. Il Benetton ha ceduto in casa contro Leinster per 35-5, con gli irlandesi che hanno schierato a Monigo una formazione stellare con 15 internazionali (14 irlandesi e uno Springbok) mentre al Lanfranchi di Parma le Zebre hanno sprecato tante occasioni contro gli Stormers, che alla fine sono usciti fuori alla distanza e hanno conquistato un successo dal punteggio (36-5) forse troppo pesante rispetto a quanto visto in campo. Leinster stellare, Benetton coraggioso nel secondo tempo Al Leinster bastano 4 marcature nei primi 26 minuti per chiudere la partita, approfittando anche del giallo a Mirco Spagnolo che fa crollare la maul in occasione della meta tecnica che apre il match. Con l’uomo in più gli irlandesi sono diventati devastanti e a quel punto diventava difficile opporre resistenza. Il Benetton lo ha fatto nel secondo tempo, anche grazie ad alcuni cambi che hanno permesso ai biancoverdi di essere più incisivi in attacco e di marcare con Manfredi, prima della meta di Barron. Nel 35-5 finale pesano soprattutto la difficoltà nel trovare spazi contro l’aggressiva difesa di Leinster e i tanti placcaggi sbagliati, 25 su 119 totali con una percentuale di riuscita del 79%, troppo bassa per questo livello. Pur nelle difficoltà si è distinto Leonardo Marin, bravo a capire come disinnescare la furiosa salita difensiva di Leinster messa a punto da Jacques Nienaber – ex allenatore del Sudafrica campione del mondo e ora specialista della difesa degli irlandesi – e a mettere i compagni sul piede avanzante. Tra i migliori anche Simone Ferrari, dominante in mischia nel primo tempo, ma in generale entrambe le prime linee biancoverdi – quella titolare e quella dalla panchina – hanno funzionato bene. Zebre: match scivolato dalle mani Le immagini della partita, soprattutto del primo tempo, non avrebbero mai lasciato presagire un punteggio così alto. Gli Stormers hanno espugnato il Lanfranchi di Parma per 36-5 venendo fuori alla distanza e approfittando soprattutto dell’indisciplina della squadra di Brunello, che ha commesso il doppio dei falli (16 a 8) dei sudafricani. Il match era cominciato bene, con le Zebre spesso in attacco ma poco ciniche nel momento di portare a casa i punti. Gli Stormers, in questo senso, pur soffrendo hanno fatto valere la loro maggiore esperienza, prendendosi tutti i punti concessi dai troppi falli delle Zebre e fissando con i calci di un preciso Matthee un primo parziale di 9-0 pur non entrando quasi mai nei 22 avversari. La meta di Zas allo scadere del primo tempo, poi, ha tagliato le gambe alla squadra di Brunello, che si è ritrovata sotto di 16 punti pur non avendo demeritato. Da questo punto di vista ha anche pesato il cambio di inerzia della mischia ordinata, che nei primi minuti sembrava appannaggio delle Zebre e che invece è scivolata dalla parte dei sudafricani, che quando sono diventati dominanti con la loro prima linea hanno tolto certezze e stabilità offensiva alla franchigia di Parma, che non è più riuscita a costruire come nella prima parte di gara. A quel punto la partita era completamente in mano agli Stormers, che sono riusciti anche a raggiungere il punto di bonus con il 36-5 finale. Tra i migliori, nelle Zebre, anche una volta Samuele Locatelli, autore di 14 placcaggi e di una solida partita difensiva. Bravo in difesa anche Ruggeri, mentre Gesi quando è stato innescato ha spesso battuto il primo avversario.

United Rugby Championship | 07/10/2024

URC: Zebre, impresa strepitosa. Benetton tradito dall’indisciplina. L’analisi del 2° turno

Weekend a due facce per il rugby italiano: il Benetton cade 42-10 in casa dei Glasgow Warriors campioni in carica dopo una partita difficile, condizionata dai cartellini (un rosso e due gialli) e dalla troppa indisciplina. A Parma, però, le Zebre fanno l’impresa e battono Munster 42-33 dopo una partita piena di emozioni e un secondo tempo pazzesco, conquistando il bottino pieno con 5 punti e portandosi a quota 6 in classifica dopo 2 partite. L’impresa del Lanfranchi A un certo punto la sfida contro Munster sembrava essersi instradata verso il solito copione: Zebre pericolose, volitive, avanti nel punteggio e poi inesorabilmente rimontate. Stavolta non è andata così. La svolta è arrivata un minuto dopo il ritorno in campo nel secondo tempo, sul 28-15 per Munster: Jacopo Trulla capisce prima di tutti che Haley sta per fare un passaggio lento e telefonato, si avventa sul pallone, apre il gas e schiaccia la meta che riapre la partita e squarcia le certezze degli irlandesi. A quel punto il match cambia fisionomia (anche se la squadra di Brunello aveva fatto ottime cose anche nel primo tempo, in particolare la prima meta – strepitosa – sempre marcata da Trulla dopo una grande azione corale) e Licata accorcia per il -1. Il match è di nuovo in bilico, e Alessandro Fusco ripete la magia già fatta nel primo tempo: pallone raccolto dalla ruck, finta e tanti saluti alle guardie ai lati del raggruppamento. E pensare che la sua partita era cominciata con un errore che aveva portato alla prima meta di Munster, ma del resto il mediano azzurro è sempre stato capace di reagire anche nelle situazioni più difficili. Alla fine è stata la partita delle rinascite, come quella di Jacopo Trulla, che aveva finito la scorsa stagione in crescendo, riprendendosi anche la Nazionale dopo 2 anni di assenza, e ha ricominciato questa ancora meglio, con una grande partita e una doppietta decisiva. Le mete di Trulla, Licata e Fusco sono 3 colpi dai quali nemmeno il pugile più esperto potrebbe riprendersi. E le Zebre con l’ingresso di Baronio (come Locatelli, ancora una volta bene i permit players) alzano ulteriormente il ritmo e marcano un'altra meta di pregevolissima fattura con Prisciantelli. Del resto anche contro Cardiff si era vista una squadra messa benissimo in campo e consapevole di ciò che doveva fare: in Galles era mancata l’esecuzione, con i troppi errori individuali che avevano compromesso il match, una volta migliorata quella i risultati si sono visti. La meta dei McCarthy ha messo un po’ di brividi sulle spalle di Brunello, ma tutto sommato le Zebre sono parse in controllo fino alla fine, con la ciliegina sulla torta finale: il calcio di Da Re che toglie pure il bonus difensivo agli irlandesi. Benetton: cartellini decisivi Quella di Glasgow è stata la partita dei cartellini. Che i Warriors, soprattutto in casa, fossero una macchina da guerra si sapeva, ma il 14-7 con cui si stava chiudendo il primo tempo prima del fallo di Scrafton lasciava presagire una partita comunque aperta. Difficile, certo, come del resto doveva essere contro i campioni in carica, ma assolutamente aperta. In 14 i biancoverdi hanno retto finché potevano, accorciando anche le distanze per il 14-10 ma cedendo di netto sotto i colpi degli scozzesi, capaci di muovere il pallone accentuando sempre di più la superiorità numerica, diventata poi impossibile da gestire per il Benetton dopo i gialli a Odogwu e Favretto. Per 5 minuti il Benetton è stato addirittura in 12, e chiaramente è difficile anche valutare una partita di questo tipo. L’indisciplina, però, era stata un problema già nel primo tempo, e i 17 falli totali sono un numero davvero elevato. Tra le note positive ci sono sicuramente – e al di là dei due gialli, presi comunque a risultato già compromesso – Riccardo Favretto e Paolo Odogwu, entrambi costretti a un minutaggio più elevato del previsto: il primo addirittura dall’inizio dopo il problema alla schiena di Snyman, il secondo entrato dopo 10 minuti per l’infortunio di Ratave. Una partita di grande sostanza per entrambi, dopo un periodo caratterizzato da problemi fisici e – per il secondo – da un gravissimo infortunio che lo aveva tenuto lontano dai campi dal dicembre del 2023.

United Rugby Championship | 29/09/2024

Benetton, pari che sta stretto. Zebre a due facce: l’analisi della 1a giornata di URC

Il Benetton fa e disfa, e alla fine strappa un pari (20-20) allo scadere contro gli Scarlets in un match che sembrava però alla portata dei biancoverdi. A Cardiff le Zebre si rimettono in piedi dopo un brutto primo tempo, ma sprecano troppo e alla fine devono accontentarsi di un punto di bonus difensivo nel 22-17 finale. Benetton: occasione sprecata Il 20-20 di Monigo vale comunque 2 punti, ma dopo il buon primo tempo la squadra di Bortolami ha fatto un passo indietro in una ripresa confusa dove i gallesi sono riusciti con la consueta concretezza a rimettersi in carreggiata e a ribaltare anche il risultato. La meta di Ratave (tra i migliori con Mirco Spagnolo) alla fine è valsa il pareggio, ma Umaga non ha trovato la trasformazione del sorpasso. E pensare che il match sembrava essersi messo bene: nel primo tempo gli Scarlets hanno fatto fatica a reggere il ritmo di un Benetton parso più in palla e capace di portarsi sul 12-0 dopo 35 minuti in pieno controllo. A cambiare la partita, probabilmente, è stata la meta subita nel finale di primo tempo, una di quelle marcature che restano nella testa e che ci si porta negli spogliatoi come un tarlo. La confusione della ripresa, poi, ha giovato più agli Scarlets che al Benetton, mentre ai biancoverdi è mancato l’avanzamento nelle fasi clou della partita, quando la difesa gallese è salita in cattedra con un’eroica resistenza finale all’assalto biancoverde. Tra le note positive sicuramente la prestazione di altissimo livello di Mirco Spagnolo, in campo 80 minuti e devastante in campo aperto e nel breakdown. Sugli scudi anche Onisi Ratave, una spina nel fianco costante per la difesa gallese e autore di 2 delle 3 mete biancoverdi. Ottimo anche Manuel Zuliani, come sempre furioso nel breakdown e autore di 10 placcaggi riusciti, il migliore dei suoi. Col senno di poi, il Benetton paga la scelta di non piazzare in più occasioni nei primi 20 minuti, con gli Scarlets in difficoltà ma comunque bravi a bloccare il match sullo 0-0. Una vittoria sarebbe stata fondamentale soprattutto nell’ottica di un calendario che adesso si prospetta durissimo con Glasgow (in trasferta), Leinster e Sharks una dopo l’altra. Zebre a due facce La prima uscita delle Zebre in quel di Cardiff era iniziata male, è finita con un punto di bonus e un po’ di rimpianti. La sconfitta per 22-17 lascia l’amaro in bocca per le tante occasioni sprecate nel secondo tempo, ma anche buoni segnali per il futuro. La squadra di Brunello è parsa fin da subito messa molto bene in campo, con un piano di gioco preciso e ordinato che però ha pagato i troppi errori individuali e di esecuzione, errori che alla fine sono costati la partita. Tra le note più positive il breakdown: le Zebre riescono a giocare anche 15-20 fasi senza perdere il pallone. Adesso va migliorata la seconda parte del lavoro, quella dell’avanzamento. Dal punto di vista individuale, ottime le prestazioni di alcuni elementi chiave come Trulla e Licata e l’ingresso di capitan Fischetti che ha cambiato l’inerzia della mischia. Molto bene anche i permit players. Bertaccini è cresciuto col passare dei minuti: qualche difficoltà in difesa all’inizio, poi sempre più presente in attacco fino alla bellissima linea di corsa che lo ha portato in meta. Bene anche la prima di Samuele Locatelli, bravo nella battaglia in mezzo al campo contro giocatori molto più esperti di lui e autore della meta del bonus. Da rivedere, appunto, su qualche piccolo errore di esperienza, come i ritardi nell’uscita dalla mischia quando il mediano avversario gioca il pallone. Ma il ragazzo si farà. Ottimo anche l’ingresso del mediano di mischia di Viadana Baronio, che rispetto a Jelic ha dato una marcia in più nel finale. Purtroppo la mediana non ha inciso come avrebbe dovuto, con lo stesso Jelic e Montemauri che non sono riusciti a dare continuità all’attacco delle Zebre. Bene invece l’ingresso di Giacomo Da Re nel finale.

United Rugby Championship | 22/09/2024

Zebre e Oyonnax pareggiano 17-17 a Parma

Parma (Italia) – 22 agosto 2024Gara amichevole Zebre Parma v Oyonnax Rugby 17-17 (p.t. 10-0) Marcatori: 25’ m. Bozzoni (5-0), 29’ m. Morisi (10-0); s.t. 43’ cp Holmes (10-3), 56’ m. Montemauri tr Montemauri (17-3), 61’ m. Durand tr Holmes (17-10), 80’ m. Hermet tr Holmes (17-17) Zebre Parma: Fusco, Gesi A., Gregory, Morisi, Bozzoni, Prisciantelli, Dominguez, Ruggeri, Bianchi, Locatelli, Ruffolo, Krumov, Nocera, Ribaldi, Rizzoli; All. Brunello (entrati a gara in corso: Di Bartolomeo, Vallesi, Pitinari, Canali, Salvan, Licata, Milano, Jelic, Manca, Montemauri, Lucchin, Bertaccini) Oyonnax Rugby: Bouraux, Sweetnam, Rabut, Mensa, Qadiri, Smith, Lobzhanidze, Ramototabua, Miquel, Lebreton, Fabregue, Leindekar, Oz, Narisia, Kebble; All. El-Abd (entrati a gara in corso: Abraham, Bordenave, Durand, Berthaud, Tafili, Grice, Battye, Odiase, Hermet, Kornath, Godener, David, Holmes, Coulibaly, Sawailau, Ikpefan, Salles) Arbitro: Andrea Piardi (Federazione Italiana Rugby)Assistenti: Lorenzo Pedezzi (Federazione Italiana Rugby) e Gianluca Selmi (Federazione Italiana Rugby) Calciatori: Prisciantelli (Zebre Parma) 0/2; Holmes (Oyonnax Rugby) 3/3; Montemauri (Zebre Parma) 1/1Cartellini: 77’ cartellino giallo a Giovanni Licata Note: Cielo parzialmente coperto. Temperatura 29°. Terreno in ottime condizioni. Prima convocazione con le Zebre per Giulio Bertaccini, Alessandro Gesi, Samuele Locatelli, Thomas Manca, Giacomo Milano, Francesco Ruffolo, Davide Salvan, Bruno Vallesi Cronaca: Termina su un equilibrato e combattuto 17-17 il primo incontro pre-stagionale delle Zebre che, dopo un buon primo tempo chiuso sul 10-0, soffrono la reazione e il dominio territoriale di Oyonnax nella ripresa. I gialloblù approcciano la sfida con carattere e solidità difensiva, forzando diversi turnover nelle cariche degli avanti francesi. Non mancano i guizzi offensivi: al 25’ Fusco buca la difesa e serve l’assist per Bozzoni, mentre al 29’ Dominguez sventaglia a largo per Morisi che segna dopo il gran tenuto-a-terra forzato da Rizzoli. Nella ripresa Oyonnax gioca costantemente nella metà campo italiana, ottenendo diversi calci di punizione a favore. Le Zebre, che pure allungano ulteriormente al 56’ con Montemauri che sfrutta bene una disattenzione della retroguardia rivale su un calcio di Jelic, salvano due mete in extremis ma cedono negli ultimi 20’ di gara. Al 61’ Durand porta i suoi sul 17-10 e all’80’ Hermet segna la meta del pareggio, sfruttando la superiorità numerica per un giallo a Licata al 77’. Le Zebre si ritroveranno alla Cittadella del Rugby di Parma lunedì 26 agosto aprendo la settimana di allenamenti in vista del secondo incontro pre-stagionale, in programma sabato 31 agosto a Reggio Emilia contro i Glasgow Warriors, neo-vincitori dell’URC.

Campionati | 22/08/2024

URC, Andrea Piardi è l’arbitro della finale tra Bulls e Warriors

Sarà il bresciano Andrea Piardi a dirigere la finale di United Rugby Championship 2023/24 tra Bulls e Glasgow Warriors in programma il prossimo 22 giugno allo stadio Loftus Versfeld di Pretoria, in Sudafrica. Per Piardi si tratta della seconda direzione di una finale di URC consecutiva, dopo quella del 2023. Un risultato che corona la sua stagione, culminata con la direzione della gara tra Irlanda e Galles del Sei Nazioni Maschile, diventando il primo italiano a dirigere una partita nella pluricentenaria storia della competizione. A supportare Piardi ci sarà un altro italiano, Matteo Liperini, designato per il TMO, mentre gli assistenti saranno l’irlandese Frank Murphy e il gallese Craig Evans. Nel corso di questa stagione il quasi trentaduenne fischietto italiano ha già arbitrato diverse gare in URC, compresa la semifinale tra Munster e Glasgow Warriors, che ha sancito l’accesso degli scozzesi, allenati dall’ex CT della Nazionale Maschile dell’Italia Franco Smith, alla finale in cui affronteranno la formazione sudafricana. La designazione di Bulls v Glasgow Warriors: Arbitro: Andrea Piardi (FIR)Assistente 1: Frank Murphy (IRFU)Assistente 2: Craig Evans (WRU)TMO: Matteo Liperini (FIR)

Arbitri | 18/06/2024