©2026 Federazione Italiana Rugby

Roberto Santamaria entra nello staff tecnico della Squadra Nazionale Maschile

Roma - La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato l’ingaggio di Roberto Santamaria che, dal’1 luglio 2026, entrerà a far parte dello staff tecnico della Squadra Nazionale Maschile come assistente allenatore per il reparto degli avanti, con responsabilità specifica sulla mischia. Classe 1986 – 40 anni il prossimo 21 settembre, ex tallonatore – Santamaria è cresciuto rugbisticamente nel Rugby Viadana, con una breve parentesi inglese, giocando anche con Aironi, Zebre, Benetton e chiudendo la carriera da giocatore con il Petrarca nel 2019, anno dove ha intrapreso la strada di tecnico, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità all’interno dei quadri tecnici federali sino a diventare capo allenatore della Squadra Nazionale Maschile U20 nel 2024/25 ed entrando successivamente, nella stagione attualmente in corso, a far parte dello staff delle Zebre Parma come tecnico degli avanti.Oltre al ruolo di assistente allenatore della Nazionale Italiana Maschile, Santamaria metterà le proprie competenze al servizio delle Società di Serie A Elite Maschile e, più in generale, dell'intero movimento.  “Con l’inserimento di Roberto Santamaria nello staff della nostra Nazionale Maschile, confermiamo l’impegno della FIR nell’ampliare e consolidare le competenze del gruppo di lavoro coordinato dal CT Gonzalo Quesada, offrendo nuovi strumenti d’eccellenza alla maglia azzurra e all'intero movimento. A nome del Consiglio Federale, desidero congratularmi con Roberto per questo incarico. È un traguardo che premia la serietà e l’etica del lavoro dimostrate nel suo percorso professionale, dalle Nazionali giovanili alle Zebre Parma, e si inserisce in un processo strutturato di valorizzazione delle professionalità cresciute all’interno dei quadri federali, rafforzando una scuola tecnica dal forte DNA italiano. Il suo debutto sulla scena internazionale, in una fase di profonda trasformazione globale del gioco come l'avvio della Nations Championship, rappresenta la naturale evoluzione della sua carriera. L’integrazione nello staff azzurro di profili giovani, determinati e già dotati di un solido bagaglio di esperienza, traccia chiaramente la strada che vogliamo percorrere: una visione in cui la competitività immediata e lo sviluppo tecnico di lungo termine convergono a beneficio dell’Italia e di tutto il nostro rugby” ha dichiarato Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby. “L’inserimento di Roberto Santamaria nello staff della Nazionale è un innesto molto importante che ci consente di iniziare a lavorare – con il gruppo staff al completo – verso i prossimi impegni sportivi in calendario. La profonda e costante collaborazione con le franchigie mi ha permesso di scoprire meglio Roberto. La conoscenza del lavoro specifico della mischia, insieme alle sue qualità umane e professionali hanno giocato un ruolo importante nella scelta. Abbiamo uno staff di grande qualità e che lavora molto bene insieme: carattere e competenze sono due aspetti fondamentali per me al fine di integrare qualcuno all’interno del gruppo” ha dichiarato Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile. “Entrare a far parte dello staff della Nazionale Italiana Maschile per me è un onore e una responsabilità che accolgo con grande entusiasmo. Dal 2020 ho avuto modo di lavorare e confrontarmi con realtà di respiro internazionale con le Nazionali u18 e U20 coprendo nel tempo ruoli diversi all’interno dello staff. Approdare in URC ha rafforzato e consolidato questo aspetto, oltre ad avermi arricchito sia a livello professionale che personale e per questo ci tengo a ringraziare la società delle Zebre, lo staff ed i giocatori per aver contribuito nel quotidiano alla mia crescita. È un privilegio potermi unire ad un gruppo di professionisti che lavora quotidianamente per consolidare l'identità della nostra Nazionale e che nel recente passato ha raggiunto risultati storici per il nostro movimento. Ringrazio la Federazione Italiana Rugby per questa grande opportunità e Gonzalo Quesada, con cui ho avuto modo di confrontarmi durante il suo costante supporto alle Franchigie, per la fiducia” ha dichiarato Roberto Santamaria.

Italia | 13/05/2026

Guinness Sei Nazioni Femminile: annunciato il calendario per l’edizione 2027

Le date e gli orari delle gare della Nazionale Femminile Italiana nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2027 sono state svelate. L’edizione che celebrerà il ventesimo anniversario dall’ingresso della Nazionale Italiana nella competizione, inizierà per le Azzurre in casa, il 10 aprile alle 13:30 con la Francia. Il Sei Nazioni proseguirà poi con Italia v Galles il 17 aprile alle 13.15, Inghilterra v Italia il 24 aprile alle 18:00 italiane, Scozia Italia l’8 maggio alle 18 italiane e, infine, Italia v Irlanda il 15 maggio alle 13:15.Dopo un’edizione che ha fatto registrare ottimi dati di affluenza per le gare interne, l’Italia giocherà nel 2027 tre sfide casalinghe, in un contesto di crescita globale del movimento femminile, come certificato in generale dai record di partecipazione in tutte le sfide del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026, con il dato esemplare di Inghilterra v Irlanda, giocata a Twickenham davanti a 77120 spettatori e arbitrata dall’italiana Clara Munarini.  Le gare dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2027 (orari italiani): 10 aprile 2027, ore 13:30Italia v Francia 17 aprile 2027 - ore 13:15Italia v Galles 24 aprile 2027 - ore 18:00Inghilterra v Italia 8 maggio 2027 - ore 18:00Scozia v Italia 15 maggio 2027 - ore 13.15Italia v Irlanda

Nazionali | 13/05/2026

Italia, il primo Sei Nazioni di Cheli: “L’esordio un mix di emozioni non spiegabile. Imparo qualcosa ogni giorno”

È stato un Sei Nazioni lungo, per certi versi anche complesso, ma comunque soddisfacente per l’Italia, che arriva alla sfida finale di Cardiff contro il Galles (domenica 17 maggio alle 13.15, diretta Sky/NOW) con l’opportunità di cogliere la seconda vittoria stagionale dopo il successo con la Scozia e i due punti di bonus conquistati contro Irlanda e Inghilterra. Proprio il match contro le inglesi, nonostante la sconfitta, ha dato ulteriore fiducia al gruppo, come racconta la tallonatrice Chiara Cheli, una delle tante giovani che hanno esordito in questo Sei Nazioni: “Credo che la chiave sia stata la possibilità di lavorare tanto insieme in queste settimane. Abbiamo trovato la giusta armonia e siamo migliorate giorno dopo giorno. Con l’Inghilterra, anche se abbiamo avuto delle fasi di partita difficili, ci sentivamo bene e alla fine siamo riuscite a ottenere un risultato che in qualche modo era anche oltre le nostre aspettative”. Qual è secondo te la chiave della crescita di questa Italia, che ha saputo riprendersi alla grande dopo un inizio difficile? “La capacità di voltare subito pagina, sia quando le cose vanno bene sia quando vanno male, e di pensare sempre alla prossima sfida. Lo abbiamo fatto dopo partite difficili come quelle contro l’Irlanda e lo faremo anche adesso. Sicuramente il bonus con l’Inghilterra ci dà ulteriore fiducia, perché ci ha fatto capire che possiamo ottenere risultati concreti anche contro le più forti del mondo. Dall’altra parte, siamo sempre brave a ripartire dopo ogni partita – positiva o negativa – e sappiamo che a Cardiff ci aspetta una battaglia, una partita tosta e fisicamente impegnativa”. Sei arrivata in Nazionale dopo due anni di Summer Series under 20 (adesso diventate Sei Nazioni under 21). Com’è stato l’adattamento al rugby internazionale Seniores? “Sicuramente è stata una bella sfida, un’esperienza bella e stimolante. Ma credo che in realtà non ci si ‘adatti’ mai del tutto a questo livello: c’è sempre qualcosa da migliorare, un aspetto a cui fare più attenzione, un’opportunità di crescita. E credo che alla fine sia questa la chiave per essere sempre performanti. Per quanto riguarda il passaggio dell’under 20 e ora under 21 credo sia molto importante, e per me lo è stato. E con questa nuova formula che ripercorre ancora di più il Sei Nazioni Seniores diventa un tassello ancora più importante per arrivare più preparate in un contesto in cui si affrontano le migliori giocatrici al mondo ed è chiaramente diverso da tutto il resto. Personalmente sto continuando a lavorare sotto tutti gli aspetti: tecnico, fisico e mentale. So di essere ancora ‘alle prime armi’ e di avere bisogno di un lavoro costante su tanti fondamentali, come il lancio. Sicuramente in questo mese – giocando con avversarie di altissimo livello e allenandomi ogni giorno con compagne fortissime – mi sento migliorata tanto, ma è frutto di un lavoro costante che dura da anni”. Cosa hai provato quando hai saputo della convocazione in azzurro? E quando ti hanno detto che avresti giocato? “Ho saputo della convocazione mentre ero al sushi con le mie amiche (ride, ndr). Non me l’aspettavo, è stata una sorpresa. In generale tendo a non aspettarmi mai niente, ma quando ho ricevuto la notizia è stato davvero emozionante, una gioia incredibile. Sapere che sarei entrata in lista gara nella prima partita contro la Francia è stato altrettanto bello, ma è un’emozione diversa, anche più profonda in un certo senso perché subentrano tanti pensieri. È un’emozione ancora più forte, perché sai che potresti scendere in campo per la prima volta con la maglia azzurra, e allo stesso tempo percepisci la tensione e la paura di un qualcosa di nuovo, perché la prima volta magari hai paura di non essere all’altezza. Non saprei descrivere questo mix di sensazioni, perché è una cosa che non avevo mai provato prima”. Quando hai iniziato a giocare a rugby? Come l’hai scoperto? “Prima di arrivare a Colorno ho iniziato a giocare al Rugby Rufus San Vincenzo, un paesino vicino a dove vivevo io, a Venturina Terme. Un giorno, quando andavo alle medie, vennero in classe per farci provare durante l’ora di educazione fisica. Praticavo altri sport ma non mi entusiasmavano così tanto, e così chiesi ai miei genitori di portarmi al campo e farmi provare. E da lì non ho più smesso. Ho iniziato a 11 anni, poi dopo i 12 – quando non si gioca più con le squadre miste – abbiamo iniziato a viaggiare un po’ per le varie società: Puma Bisenzio, Livorno, e c’erano tutte le ragazze della regione come Sara Mannini e Alice Antonazzo. Ora si chiude in Galles, una partita difficile ma che l’Italia può vincere. Come la state preparando? “Come detto, anche se i risultati positivi che abbiamo ottenuto sicuramente ci danno ancora più fiducia ogni partita è a sé. E soprattutto sappiamo che andare a Cardiff è sempre difficilissimo, anche perché non avremo i quasi 5000 del Lanfranchi che ci hanno sostenute tantissimo contro Scozia e Inghilterra. Siamo consapevoli di affrontare una squadra tosta e che giocherà per ottenere un grande risultato, e che proverà a metterci in difficoltà soprattutto a livello fisico. Dati alla mano hanno una mischia molto performante, così come il drive. Ci aspettiamo una partita combattuta fino all’ultimo, dove bisognerà essere brave a gestire anche la stanchezza di un torneo così lungo”.

Italia Femminile | 12/05/2026

Diletta Veronese, azzurra numero 126: “La vittoria sul Galles del 2010 ha cambiato la storia del rugby femminile italiano”

Brewery Field di Bridgend: è il 57’ di Galles-Italia, quando Diletta Veronese firma la meta che porta le Azzurre in vantaggio per la prima volta dopo un match passato a rincorrere e il pareggio raggiunto con la doppietta di Flavia Severin. Sarà la marcatura decisiva che varrà il primo storico successo contro il Galles, il vero spartiacque della storia del rugby femminile italiano. C’è un prima e un dopo Bridgend: fino a quel momento le Azzurre – entrate nel Sei Nazioni nel 2007 – avevano vinto una sola volta, contro la Scozia. Da lì in poi inizierà il ciclo vincente dell’Italia di Andrea Di Giandomenico, capace di ottenere vittorie di peso ogni anno fino a conquistare il podio nel 2019. È la stessa Diletta Veronese, ala del Valsugana e azzurra numero 126, a ricordare quei momenti: “Quella partita rimane una delle più belle della mia vita. Ci sono dei video, anche se amatoriali, di quella partita, e ogni tanto li riguardo perché rivivere quel momento mi dà tanta forza. Non so come spiegarlo, quella meta e quella vittoria mi danno ogni volta una sensazione di positività anche nella vita. E poi quella vittoria ha effettivamente cambiato la nostra storia, è stata un nuovo inizio: fino a quel momento alternavamo vittorie e sconfitte contro la Scozia ma non eravamo mai riuscite a battere il Galles, era un po’ la nostra bestia nera. Da lì siamo riuscite a vincere diverse volte: l’anno dopo in casa, a La Spezia (sempre con meta di Veronese e di Maria Grazia Cioffi, ndr) e poi nel 2014 di nuovo in trasferta. E poi c’è un’altra vittoria che secondo me ha cambiato la nostra storia, quella di Rovato nel 2013 contro la Francia. Non ho parole per raccontare quella giornata, è come se la memoria avesse immagazzinato non tanto i momenti, ma le emozioni di quella partita, che a distanza di anni sono ancora fortissime. Battemmo una potenza assoluta del rugby mondiale, poi in casa, ancora più bello”. Gli inizi Diletta Veronese è arrivata tardi al rugby: “Ho cominciato intorno ai 21 anni grazie a due persone che mi hanno fatto scoprire questo sport. Una è il mio fidanzato – e ora papà di mio figlio – Francesco Ragazzi, che arriva da una famiglia di rugbisti e lui stesso giocava, e l’altra è Roberta Giraudo, una persona che ha sempre fatto un grande lavoro per avvicinare le ragazze al rugby. Era un periodo in cui il rugby femminile non era ancora molto noto, e non godeva della stessa considerazione che ha oggi. Però mi sono innamorata di questo sport, e gli ho dedicato la mia vita: io sono laureata in scenografia e amo la storia dell’arte, ma ho cercato di trovare un lavoro che si potesse adattare alla mia vita sportiva, che mi permettesse di prendere delle ferie nei periodi dell’anno necessari per giocare. Avevamo delle diarie, ma erano abbastanza esigue. Il nostro obiettivo era allenarci, giocare, vincere, trovando il tempo anche all’ultimo secondo di andare al campo, riuscendo ad incastrare tutto. Non c’era molto: pochi soldi, tanti viaggi lunghi, tanta dedizione, tanti sacrifici anche per quanto riguardava la nostra vita personale. Poi avendo iniziato tardi ero un po’ ‘sprovveduta’ su alcune cose, perché conoscevo pochissime regole. Cercavo di farmi strada soprattutto col mio atletismo e la mia velocità, e infatti giocavo anche a Rugby Seven: ricordo Granatelli, uno dei miei allenatori, che mi disse “Ti porto al Mondiale di Dubai nel 2009, ma tu con le tue gambe mi porterai al Sei Nazioni”. Il cambiamento Negli anni il rugby femminile ha compiuto tanti passi avanti. Il lavoro da fare è ancora lungo, ma come racconta Veronese, ciò che è stato fatto negli ultimi anni disegna una grande differenza col passato: “Col passare del tempo poi il rugby femminile si è evoluto molto, e anche in generale c’è molta più attenzione a tante cose, ad esempio le concussion. Ricordo con tanto affetto, tanta tenerezza e un pizzico di malinconia quel periodo: è stato molto formativo, però sicuramente tanti problemi che c’erano allora oggi non ci sono più. Le ragazze sono più seguite ed è giusto che sia così, e sono felice di aver fatto parte di tutto quello che c’era prima e che è servito affinché loro arrivassero a questo punto. E poi oggi c’è molta più attenzione alle partite: basta vedere quanto è seguito il Sei Nazioni femminile adesso rispetto a prima, per non parlare dei Mondiali. C’è molta più visibilità: delle partite in Nazionale dei miei tempi ricordo al massimo qualche diretta streaming, forse qualcosina in televisione, ma niente di paragonabile a oggi, con tutte le partite dell’Italia che vengono trasmesse. L’Italia di oggi è formata da un gruppo di atlete fantastiche, seguite molto più attentamente anche dallo staff dei loro club con grande attenzione dal punto di vista fisico e medico, le trasferte sono organizzate molto meglio e ci sono tanti accorgimenti fondamentali per il benessere degli sportivi. Sono grandi conquiste delle quali spero siano orgogliose, senza dimenticare mai da dove il rugby femminile è partito”. Una nuova era Diletta Veronese ha fatto parte del primo gruppo del ciclo di coach Andrea Di Giandomenico, il ciclo che ha cambiato la storia del rugby femminile e ne ha modificato anche la percezione all’esterno: “Andrea è una persona estremamente umana e questo ha aiutato tantissimo a cambiare le sensazioni che c’erano all’interno della squadra, agendo anche sull’aspetto relazionale. Ci ha dato grinta, sicurezza, ci ha fornito gli strumenti giusti per crescere e ha portato grande attenzione sul rugby femminile. Ci teneva davvero, non solo come lavoro ma come soddisfazione personale, affinché crescessimo. So che un allenatore andrebbe visto come un ‘capo’, ma lui era un capo che riusciva ad avere un rapporto con le persone che aveva attorno. Mi azzarderei a definirlo un amico, perché per me lo è stato. Andrea è riuscito a regalarci quel comfort e quella spensieratezza unite ad una grande determinazione che hanno permesso di iniziare una svolta per il rugby femminile italiano, ci siamo sentite apprezzate e ascoltate, questo grazie al suo lato estremamente umano”.

Italia Femminile | 12/05/2026

Italia U20, definito il calendario di avvicinamento al Mondiale di categoria

Azzurrini in campo a Gubbio contro la Spagna ed a Calvisano contro l’Inghilterra L’Italia U20 guidata da Andrea Di Giandomenico affronterà la Spagna il 6 giugno a Gubbio e l’Inghilterra il 12 giugno a Calvisano nei due incontri di preparazione al World Rugby Junior World Championship “Georgia 2026”, la rassegna iridata di categoria in programma tra il 27 giugno ed il 18 luglio.  Il Consiglio Federale, in occasione della riunione di sabato 9 maggio a Parma, ha accolto la proposta della Società Rugby Calvisano di ospitare la seconda e ultima gara di preparazione, che riporterà così al “San Michele” la Nazionale U20 dopo i successi di pubblico registrati nell’estate del 2025 in occasione dell’edizione italiana del Mondiale di categoria, dove l’Italia troverà nella fase a gironi Scozia, Giappone e Nuova Zelanda.La Nazionale Italiana Maschile U20 si radunerà a Gubbio domenica 31 maggio, in vista del primo dei due test-match di preparazione, che saranno entrambi prodotti e accessibili gratuitamente in streaming su federugby.itItalia U20, calendario preparazione al WRJWC “Georgia 2026”Gubbio, Stadio Comunale - sabato 6 giugno, ore 18Diretta Federugby.itItalia v SpagnaCalvisano, Stadio “San Michele” - venerdì 12 giugno, ore 18.30Diretta Federugby.itItalia v Inghilterra  

Italia U20 | 12/05/2026

Francesca Sgorbini candidata al Premio MVP del IV turno del Guinness Sei Nazioni 2026

Francesca Sgorbini è tra le quattro candidate al premio di MVP del IV turno del Sei Nazioni 2026. Per la terza linea pesarese si tratta della seconda candidatura consecutiva, dopo essere stata votata dai fan come miglior giocatrice del terzo turno. Sebbene partita dalla panchina, Sgorbini ha fornito una prova di grande consistenza fisica, impreziosita da due delle cinque mete con cui l'Italia si è assicurata il bonus offensivo per la prima volta contro l'Inghilterra. A contendersi il riconoscimento con Sgorbini ci sono l'inglese Marlie Packer, l'irlandese Aoife Wafer e la francese Carla Arbez. Si potrà votare cliccando qui.

Italia Femminile | 11/05/2026

Sei Nazioni femminile 2026: i precedenti tra Galles e Italia

L’Italia chiude il Sei Nazioni femminile 2026 contro il Galles: all’Arms Park di Cardiff si giocherà la 26esima sfida tra le due formazioni, con le Azzurre che vogliono confermare il successo dello scorso anno al Lanfranchi ma che in trasferta non vincono dal 2022. Sei Nazioni femminile: i precedenti tra Galles e Italia Galles e Italia si sono incontrate 25 volte in incontri ufficiali: le Azzurre hanno ottenuto 10 vittorie, un pari e 14 sconfitte. Nel Sei Nazioni invece il bilancio è a favore dell’Italia: 9-8 con un pareggio. L’Italia ha segnato in totale 337 punti, subendone 458. Le due squadre si sono incontrate per la prima volta al Mondiale 1998, con vittoria del Galles ad Amsterdam per 12-10. La prima sfida nel Sei Nazioni, nel 2007, finì 24-0 per il Galles a Roma, mentre il primo successo azzurro risale al 2010: 19-15 a Bridgend con doppietta di Severin, meta di Veronese e due trasformazioni di Tondinelli. Fu la partita della svolta, quella che diede il via al primo ciclo vincente delle Azzurre sotto la guida di Andrea di Giandomenico, che raggiunse l’apice con il secondo posto del 2019. Quella del 2010 fu la prima grande vittoria al Sei Nazioni contro il Galles, un successo che cambiò la storia del rugby femminile italiano. La vittoria più larga delle Azzurre è il 22-5 di Padova nel 2015, mentre quella gallese risale alla Coppa del Mondo 2002: 35-3 a Barcellona. L’unico pareggio tra le due formazioni risale al 2019: a Lecce finì 3-3 con calci di Wilkins e Sillari, e quei 2 punti alla fine si rivelarono decisivi per conquistare il secondo posto. L’ultimo successo in Galles è arrivato nel 2022, con Michela Sillari che decise il match di Cardiff allo scadere per il 10-8 finale dopo la meta di Barattin. L’ultima vittoria invece risale allo scorso anno, con un netto 44-12. L’ultima sfida Al Lanfranchi di Parma, lo scorso anno, l’Italia ottenne una grandissima vittoria contro il Galles: primo tempo alla pari, con le gallesi che passarono in vantaggio al 9’ con Williams. Le Azzurre risposero con la meta di Stefan in mezzo ai pali al 17’ e con un piazzato di Sillari al 22’, ma il Galles chiuse la prima frazione davanti con la meta di Prys a tempo scaduto. Nella ripresa però le Azzurre dominarono con un clamoroso 32-0 di parziale che valse il 44-12 finale. Andarono a segno Granzotto (doppietta), Turani, Ostuni Minuzzi e Muzzo.

Italia Femminile | 11/05/2026

Six Nations U21 Series, l’Italia chiude il torneo con una vittoria contro la Scozia: a Edimburgo finisce 22-34 per le Azzurrine

L’Italia U21 Femminile torna vincitrice da Edimburgo: la squadra di Diego Saccà passa infatti all’Hive Stadium con il risultato  finale di 22-34. Le Azzurrine concludono il primo tempo in vantaggio 0-24 grazie alle mete di Matilde Cecati e Silvia Fent (due) e di un calcio di punizione di Martina Busana. Nella ripresa la Scozia torna in partita con tre marcature, prima della terza meta di giornata di Fent. Nel finale arriva la quarta meta anche per la Scozia, che riaccende le speranze di rimonta delle padrone di casa. Speranze che si infrangono a meno di due minuti dalla fine, quando la Capitana Nicole Mastrangelo segna la meta del definitivo 22-34. Edimburgo, Hive Stadium, 10 maggio 2026U21 Six Nations Series - III turnoScozia U21 v Italia U21 22-34 (0-24)Marcatrici: p.t. 15’m. M. Ccecati tr. Busana (0-7); 29’ m. Fent tr. Busana (0-14):34’ cp. Busana (0-17); 42’m. Fent tr, Busana (0-24 ) s.t. 9’m. Brown tr. MacRae (7-24); 16’ m. Down (12-24); 22’ m. Brown (17-24); 29’ m. Fent (17-29); 35’m. Tawake (22-29); 39’ m. Mastrangelo (22-34)Scozia U21: MacColl; Haddow (1’st Ramsay), Flynn, MacRae, Brown; Mellanby, Ainsworth (12’st Darroch); Moody (5’st Gunderson), Twigger, Down; Thomson (temp. 38’pt- 1’ st Russell), Merryweather (5’st Russell); Spence, Hyland (Cap, 5’st Ronald), Fletcher (1’ st Tawake). A disp: Loveall. Louise DalglieshItalia U21: Kone (17’st Moioli); Busana, M.Cecati, Blaskovic (34’st Petretti), Pirpiliu; Zeni (11’st Pratichetti), Mastrangelo (Cap); Giacomini (36’st Stafoggia), Di Franco, Copat; Carraro (31’st Masi), Andreoli; Skeates (8’st Foscato), Fent (30’st Burchielli), Cittadini (temp. 5’- 16’ pt Foscato, 30’st Fortuna)all. Diego Saccàarb: Emily Hope (RFU)AA: Mary Pringle (SRU); Rosie Evans (SRU)TMO: Jenny Davies (WRU)Cartellini: 14’st giallo a Mastrangelo (Italia U21)Calciatrici: Busana (4/6); MacRae (1/3)Player of the Match: Matilde Cecati (Italia U21)

Italia U21 Femminile | 10/05/2026

Sei Nazioni femminile: l’Inghilterra batte l’Italia 61-33, bonus offensivo per le Azzurre

L'Inghilterra batte l'Italia 61-33 nella quarta giornata del Sei Nazioni femminile 2026. Le Azzurre però conquistano un altro importante punto di bonus che le porta a quota 7 in classifica e garantisce un ulteriore vantaggio sul Galles in vista della sfida di Cardiff di domenica 17 maggio. La squadra di Mitchell prende subito il largo, ma nonostante il risultato l'Italia non molla mai, si rende spesso pericolosa in attacco e alla fine porta a casa 5 mete con Vecchini, Ranuccini, Sgorbini (doppietta) e una meta di penalità: è il primo punto di sempre contro le inglesi. La cronaca di Italia-Inghilterra Dopo due minuti arriva la prima fiammata inglese, con Sing che si invola sul lato destro ed entra nei 22, poi Clifford e Muir caricano a testa bassa, Barton arriva a tutta velocità ma trova la grande opposizione di Madia, che con l'aiuto di Giordano tiene alta la terza linea inglese. La squadra di Mitchell però continua a spingere e passa al quinto minuto: Harrison scavalca la linea di difesa azzurra con un calcetto nell'angolo per la corsa di Packer, che anticipa Muzzo e schiaccia per il 7-0 con trasformazione della stessa apertura inglese. L'Inghilterra marca nuovamente al 9': calcio di punizione conquistato in mischia, Harrison trova la touche nei 22 e da lì si innesca una maul avanzante, finalizzata da Cokayne per il 14-0. La squadra di Mitchell trova la terza marcatura al 12': Kildunne arriva prima di tutte su un pallone vagante sul lato sinistro e con un calcio ben calibrato innesca la corsa di Helena Rowland per il 21-0. Due minuti dopo è Mia Venner a marcare per il bonus, trovando l'angolo di corsa giusto all'interno di Ostuni Minuzzi. La reazione dell'Italia arriva con un bel calcio di Sofia Stefan che mette in difficoltà Kildunne, costretta a concedere una rimessa laterale in attacco nel tentativo di recuperare palla: touche vinta su Ranuccini, maul avanzante in cui entrano anche le trequarti e che viene frenata a un passo dalla linea, ma Vecchini è brava ad allungarsi e a schiacciare per il 26-5. La risposta inglese arriva al 20' con un'altra maul avanzante, finalizzata nuovamente da Cokayne per il 33-5. La squadra di Roselli risponde con una grande azione, iniziata da due offload di Ranuccini e Turani. Le Azzurre tornano nei 22, ottengono un primo calcio di punizione - giocato alla mano - e poi Stefan allarga sul lato destro per D'Incà, ma il pallone è toccato in avanti da Kildunne con una mano. Per la direttrice di gara Ling è giallo e meta di punizione: 33-12. Al 32' l'Inghilterra va a segno sugli sviluppi di un'altra maul, con Marlie Packer a marcare dopo una touche vinta sull'ultimo blocco. Ancora immediata la risposta dell'Italia: gran break di Silvia Turani al limite dei 22 che sorprende la difesa inglese, due contro uno ben giocato su Ranuccini che vola in mezzo ai pali per la terza meta con cui si chiude il primo tempo, 40-19. Nella ripresa Roselli inserisce subito Duca e Sgorbini, con l'Inghilterra che però riparte forte e al 48' va a segno sugli sviluppi di una mischia ai 5 metri: la prima linea fa metri, poi Burton finalizza schiacciando. Subito dopo arriva un altro break inglese con le neoentrate Powell e Bern che fanno strada, pallone allargato da Harrison su Venner che batte Muzzo e poi serve Packer per la tripletta personale che vale il 54-19. L'Italia risponde e al 56' trova la meta che vale il punto di bonus: la segna Francesca Sgorbini che sorprende la difesa inglese raccogliendo velocemente il pallone dalla ruck dopo la carica di Maris e vola in mezzo ai pali, 24-54. L'Inghilterra risponde subito, ancora con una scatenata Packer, che riceve palla dopo un incrocio di Burton, resiste al ritorno della difesa azzurra e va a segno per la quarta meta personale. Nel finale i cambi e la stanchezza da entrambe le parti portano a un calo del ritmo, l'ultima azione però è dell'Italia che va a segno con una bella maul avanzante finalizzata da Sgorbini, che firma la quinta meta azzurra per il 61-33 finale. Parma, Stadio Sergio Lanfranchi, 9 maggio 2026Guinness Women’s Six Nations - IV giornataItalia v Inghilterra 33-61 (19-40)Marcatrici: p.t. 4’m. M.Packer tr. Harrison (0-7); 9’m. Cokayne tr. Harrison (0-14); 12’ m. Rowland tr. Harrison (0-21); 14’ m. Venner (0-26); 17’ m . Vecchini (5-26); 20’m. Cokayne tr. Harrison (5-33); 25’ m. di punizione per Italia (12-33); 32’ m M.Packer tr. Harrison (12-40); 34’m. Ranuccini tr. Sillari (19-40).s.t. 9’ m. Burton tr. Harrison (19-47); 12’m. M.Packer  tr. Harrison (19-54); 16’ m. Sgorbini tr. Sillari (26-54); 20’st m. M.Packer tr. Harrison (26-61); 41’m. Sgorbini tr. Sillari (33-61)Italia: Ostuni Minuzzi; Muzzo, Sillari, Mannini, D’Incà (22’st Granzotto); Madia (22’st Stevanin), Stefan (16’st. Bitonci); Giordano (Cap), Ranuccini, Veronese (5’st Sgorbini); Frangipani (5’st Duca), Fedrighi; Zanette(1’st Maris), Vecchini (30’st Cheli), Turani (25’st Dosi)all. Fabio RoselliInghilterra: Sing (24’st Moloney-MacDonald); Venner, Jones (Cap), Rowland (13’st Aitchison)., Kildunne; Harrison, L.Packer (10’st Robinson); Burton, M.Packer, Short (24’st Balogun); Burns, Lutui (10’st Head) ; Muir (10’st Bern), Cokayne (10’st Powell), Clifford (1’st Carson)all. John Mitchellarb:Jess Ling (RA)AA: Robbie Jenkinson (IRFU); Berenice Loubet (FFR)TMO: Leo Colgan (IRFU)Cartellini: 25’ pt. giallo a Kildunne (Inghilterra)Calciatrici: Harrison (8/9); Sillari (4/5)Player of the Match: Marlie Packer (Inghilterra)Punti in classifica: Italia 1; Inghilterra 5Note: Giornata soleggiata, esordio in Azzurro per Gaia Dosi, Azzurra numero 227, 4376 spettatori

Italia Femminile | 09/05/2026

Nazionale U21 Femminile, la formazione delle Azzurrine per Scozia v Italia

L’U21 Six Nations Series si appresta a tornare in campo domenica con le sfide del terzo e ultimo turno della competizione che nel 2026 ha esordito con questa formula. L’Italia sarà di scena all’Hive Stadium di Edimburgo contro le pari età della Scozia, in una sfida intensa, ma con l’ambizione di concludere al meglio l’impegno internazionale, come spiega anche il Responsabile Tecnico Diego Saccà.  “Ci prepariamo ad affrontare domenica l’ultima partita di questo Sei Nazioni, un percorso che anche quest’anno si è rivelato importante per la crescita del gruppo e per permettere alle ragazze di confrontarsi con il livello del contesto internazionale attuale. Affronteremo la nostra seconda trasferta consecutiva, in Scozia, con un gruppo composto da atlete con esperienze diverse, tra cui alcune ragazze al loro debutto nel panorama internazionale Under 21.Sarà sicuramente una sfida interessante, che ci consentirà di compiere un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita del gruppo, arricchendo il bagaglio di esperienza delle atlete e continuando il lavoro di sviluppo intrapreso durante il torneo”.Scozia U21 v Italia U21 con calcio d’inizio alle ore 14 italiane del 10 maggio, sarà trasmessa in diretta su federugby.it. 15. Kristin KONE (CUS Milano Rugby)14. Martina BUSANA (Villorba Rugby)13. Matilde CECATI (Volvera Rugby)12. Teresa BLASKOVIC (Villorba Rugby)11. Mihaela PIRPILIU (Cus Torino)10. Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)9. Nicole MASTRANGELO (Capitana, Unione Rugby Capitolina, 1 cap con la Nazionale Maggiore)8. Sofia GIACOMINI (Benetton Rugby Treviso)7. Diana DI FRANCO (Neapolis Campania Felix)6. Greta COPAT (Villorba Rugby)5. Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)4. Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)3. Alessia SKEATES (Exeter Chiefs)2. Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)1. Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby) A disposizione:16. Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)17. Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby)18. Alice FORTUNA (Valsugana Rugby Padova)19. Cecilia STAFOGGIA (US Roma Rugby)20. Zoe MASI (CUS Milano Rugby)21. Lucie MOIOLI (Montpellier Herault Rugby)22. Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)23. Lara PETRETTI (Rugby Colorno)

Italia U21 Femminile | 09/05/2026