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Sei Nazioni femminile: la presentazione di Italia-Inghilterra

Comincia la seconda parte del Sei Nazioni femminile: dopo la pausa l’Italia torna in campo contro l’Inghilterra campione del mondo in carica. È la partita più difficile del torneo, ma anche un importante banco di prova per misurare il percorso di crescita delle Azzurre, reduci da una bella vittoria contro la Scozia che ha permesso loro di portarsi al terzo posto, mentre le ragazze di Mitchell hanno superato il Galles e sono in testa alla classifica a pari punti con la Francia, con 3 vittorie su 3. Calcio d’inizio alle 15 di sabato 9 maggio allo Stadio “Lanfranchi” di Parma. Come arriva l’Italia Le Azzurre sono riuscite a trovare la continuità che era mancata a inizio torneo: al bel primo tempo contro la Francia era seguita una ripresa sottotono, mentre contro l’Irlanda la squadra di Roselli ha sofferto tantissimo nella prima frazione, per poi reagire nella ripresa e conquistare il punto di bonus offensivo. Contro la Scozia l’Italia ha raggiunto l’obiettivo prefissato alla vigilia: proporre una prestazione di qualità per 80 minuti, e insieme è arrivato anche un grande risultato, con il successo per 41-14 che è valso anche un altro bonus offensivo che ha portato le Azzurre al momentaneo terzo posto in classifica. Il match contro l’Inghilterra è sempre un caso a parte, ma la prestazione sarà importante anche in vista dell’ultima partita – probabilmente decisiva per la classifica azzurra – contro il Galles a Cardiff. L’Italia ha bisogno di continuare a crescere, e quello contro l’Inghilterra è sempre un test importante per mettersi alla prova e migliorare. Come arriva l’Inghilterra L’Inghilterra sta giocando il solito torneo da dominatrice con 3 vittorie su 3: superata l’Irlanda, grande sorpresa di questi ultimi anni di rugby femminile, la squadra di Mitchell ha dominato la Scozia a Murrayfield vincendo 84-7, poi ha superato anche il Galles 62-24, pur concedendo alle gallesi un punto di bonus offensivo. Le inglesi stanno vivendo una fase particolare, con una lunga serie di assenze che ha costretto Mitchell e il suo staff ad accelerare il ricambio: contro l’Italia ci saranno solo 5 reduci della finale mondiale contro il Canada, e questa è la dimostrazione della grandissima profondità inglese. “Vincere questo Sei Nazioni con un gruppo così giovane varrebbe più del Mondiale, considerando il turnover di giocatrici” ha detto Louis Deacon, assistente allenatore di Mitchell. Tutte le informazioni per seguire Italia-Inghilterra La sfida tra Italia e Inghilterra, valida per la quarta giornata del Sei Nazioni femminile, si giocherà sabato 9 maggio alle ore 15 e sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Max e NOW. Il match sarà diretto dall’australiana Jess Ling, coadiuvata da Robbie Jenkinson (Irlanda) e Berenice Loubet (Francia) come assistenti. Al TMO l’irlandese Leo Colgan (IRFU), al bunker il francese Julien Castaignede. Le formazioni di Italia-Inghilterra Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà, 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Beatrice Veronese, 5 Alessandra Frangipani, 4 Valeria Fedrighi, 3 Vittoria Zanette, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Gaia Maris, 18 Gaia Dosi, 19 Giordana Duca, 20 Francesca Sgorbini, 21 Alia Bitonci, 22 Emma Stevanin, 23 Francesca Granzotto Inghilterra: 15 Emma Sing, 14 Mia Venner, 13 Megan Jones (C), 12 Helena Rowland, 11 Ellie Kildunne, 10 Zoe Harrison, 9 Lucy Packer, 8 Abi Burton, 7 Marlie Packer, 6 Demelza Short, 5 Delaney Burns, 4 Haineala Lutui, 3 Maud Muir, 2 Amy Cokayne, 1 Kelsey Clifford A disposizione: 16 Connie Powell, 17 Mackenzie Carson, 18 Sarah Bern, 19 Christiana Balogun, 20 Haidee Head, 21 Flo Robinson, 22 Holly Aitchison, 23 Claudia Moloney-MacDonald

Italia Femminile | 09/05/2026

Roselli rilancia Veronese e Frangipani, sei cambi per Mitchell: l’analisi delle formazioni di Italia-Inghilterra

Per la sfida più difficile del torneo, contro l’Inghilterra, coach Fabio Roselli opera due cambi nel pacchetto di mischia, confermando invece tutto il reparto trequarti. Accanto a Fedrighi spazio ad Alessandra Frangipani, prima da titolare quest’anno, con Duca che parte dalla panchina. Ritorna in campo anche Beatrice Veronese, schierata flanker al posto di Francesca Sgorbini, anche lei a disposizione. In panchina c’è anche una possibile esordiente, la 21enne Gaia Dosi, pilone destro. L’Inghilterra conferma la sua grande profondità cambiando sei giocatrici ma mantenendo comunque un livello altissimo: rispetto al match contro il Galles partono dall’inizio Sing (al posto di Moloney-MacDonald, con Kildunne che si sposta all’ala), Venner (al posto dell’altra ala David), l’apertura Harrison al posto di Aitchinson in un’altra alternanza tipica della nazionale inglese, le piloni Clifford e Muir al posto di Carson e Bern e la giovanissima flanker Short (19 anni e terza presenza internazionale) al posto dell’infortunata Kabeya. La chiave Kildunne Coach Mitchell continua l’alternanza fra le trequarti, con Kildunne che si sposta nuovamente all’ala per fare spazio ad Emma Sing ad estremo. È una delle due soluzioni scelte dal tecnico inglese in questo torneo ed è stata già adottata contro la Scozia: l’altra idea – vista contro Irlanda e Galles – vedeva la miglior giocatrice del mondo del 2024 nel suo ruolo principale, quello di estremo, con Moloney-McDonald all’ala, che in questo caso parte invece dalla panchina. Non è un caso che questo schieramento sia stata proposto contro Scozia e Italia, le due squadre che calciano meno nel torneo e che di conseguenza avrebbero dato poche possibilità a Kildunne di ripartire in campo aperto, la sua specialità. Nel ruolo di ala, invece, la stella delle Harlequins Women (dove gioca anche Silvia Turani) può essere maggiormente trovata allargando il gioco, e dovrà essere brava l’Italia a non concederle spazi. In particolare Aura Muzzo, che giocherà sullo stesso lato, sarà chiamata a un grande lavoro difensivo. La presenza ad estremo di Emma Sing, dotata di grandissime mani e capace non solo di attaccare lo spazio ma anche di proporsi in fase di impostazione creando la superiorità numerica, oltre ad avere un ottimo piede, fa pensare a un’Inghilterra che vorrà provare a far correre il più possibile le Azzurre da un lato all’altro del campo per provare a farle cedere alla distanza. Conferme e cambi L’Italia è cresciuta col passare delle giornate, e ha dimostrato come sempre di poter far male soprattutto muovendo il pallone e attaccando gli spazi in mezzo al campo. Chiaramente contro una corazzata contro l’Inghilterra è tutto molto più difficile, ma se in attacco le inglesi si sono dimostrate come sempre una sentenza in difesa stanno invece concedendo più del solito, ed è in questo frangente che le Azzurre possono confermare la crescita già vista contro la Scozia. In un match dove la chiave sarà la prestazione riuscire a mettere in difficoltà le inglesi potrebbe rappresentare un viatico importante per la sfida finale di Cardiff. Non è un caso che Roselli confermi in blocco il reparto trequarti, con Alyssa D’Incà che rimane all’ala dopo la doppietta contro la Scozia, con la coppia di centri Mannini-Sillari e la mediana Stefan-Madia pienamente confermate. Detto di Aura Muzzo, che avrà un compito molto difficile, in un partita dove sarà difficile vincere la collisione davanti saranno proprio le trequarti ad avere un ruolo chiave sia in fase di copertura difensiva sia in attacco, dove l’Italia dovrà finalizzare ogni occasione che l’Inghilterra concederà. Le formazioni di Italia-Inghilterra Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà, 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Beatrice Veronese, 5 Alessandra Frangipani, 4 Valeria Fedrighi, 3 Vittoria Zanette, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Gaia Maris, 18 Gaia Dosi, 19 Giordana Duca, 20 Francesca Sgorbini, 21 Alia Bitonci, 22 Emma Stevanin, 23 Francesca Granzotto Inghilterra: 15 Emma Sing, 14 Mia Venner, 13 Megan Jones (C), 12 Helena Rowland, 11 Ellie Kildunne, 10 Zoe Harrison, 9 Lucy Packer, 8 Maddie Feaunati, 7 Marlie Packer, 6 Demelza Short, 5 Delaney Burns, 4 Abi Burton, 3 Maud Muir, 2 Amy Cokayne, 1 Kelsey Clifford A disposizione: 16 Connie Powell, 17 Mackenzie Carson, 18 Sarah Bern, 19 Haineala Lutui, 20 Haidee Head, 21 Flo Robinson, 22 Holly Aitchison, 23 Claudia Moloney-MacDonald

Italia Femminile | 09/05/2026

Nazionale Femminile, la formazione per la sfida del Lanfranchi con l’Inghilterra

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha scelto le 23 atlete che scenderanno in campo sabato 9 maggio allo Stadio Sergio Lanfranchi di Parma nella sfida all’Inghilterra, Campionessa del Mondo in carica e detentrice degli ultimi sette Sei Nazioni Femminili.  Una sfida intensa, per la quale Roselli sceglie una prima linea composta da Turani, Vecchini e Zanette, con Fedrighi e Frangipani in seconda linea, Veronese, Ranuccini e la Capitana Elisa Giordano in terza. Mediana con Stefan e Madia, i centri saranno Mannini e Sillari, mentre il triangolo allargato sarà composto da D’Incà, Muzzo e Ostuni Minuzzi. In panchina spazio all’esordiente Gaia Dosi. Assieme a lei Cheli, Maris, Duca, Sgorbini, Bitonci, Stevanin, Granzotto. Italia v Inghilterra, con calcio d’inizio alle 15:00 del 9 maggio, sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Max. I biglietti per la sfida sono acquistabili su federugby.ticketone.it, con offerte riservate ai tesserati FIR. La formazione Azzurra per Italia v Inghilterra 15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 47 caps)14. Aura MUZZO (LOU Rugby, 61 caps)13. Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 96 caps)12. Sara MANNINI (Rugby Colorno, 15 caps)11. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 38 caps)10. Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 63 caps)9. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 104 caps)8. Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 81 caps)7. Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 21 caps)6. Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon, 33 caps)5. Alessandra FRANGIPANI (Villorba Rugby, 14 caps)4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 70 caps)3. Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 5 caps)2. Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)1. Silvia TURANI (Harlequins, 50 caps)A disposizione:16. Chiara CHELI (Rugby Colorno, 3 caps)17. Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 45 caps)18. Gaia DOSI (Rugby Colorno, Esordiente)19. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 63 caps)20. Francesca SGORBINI (ASM Clermont, 40 caps)21. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 13 caps)22. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 30 caps)23. Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 26 caps)

Italia Femminile | 07/05/2026

Luca Morisi, si ritira l’Azzurro numero seicentodiciannove

“Avventura pazzesca, porto con me la doppietta di Twickenham” Il centro dell’Italia e delle Zebre Parma Luca Morisi, 50 caps e due Rugby World Cup disputate con la maglia azzurra, ha ufficializzato il proprio addio al rugby giocato al termine della stagione 2025/26.Uno dei pezzi pregiato del vivaio milanese, classe 1991, numero dodici capace di coniugare doti tecniche non comuni a una grande fisicità, per dieci anni Morisi ha rappresentato una delle prime opzioni per il ruolo di primo centro della Nazionale, superando a più riprese alcuni gravi infortuni che - dall’asportazione della milza alla ricostruzione dei legamenti crociati - hanno segnato la sua carriera.Figlio d’arte, cresciuto nel Rugby Milano, “Morris” è stato tra i primi atleti provenienti dal’Accademia “Ivan Francescato”, all’epoca di stanza a Tirrenia, a debuttare in Nazionale, seicentodiciannovesimo atleta nella storia a vestire l’azzurro.Permit player per la Benetton Rugby giovanissimo nell’autunno 2011 e capace di mettersi in mostra giovanissimo nell’allora Celtic League con i Leoni biancoverdi, meritando un contratto per le stagioni successive, venne lanciato sulla scena dei test match, appena ventunenne, da Jacques Brunel nel giorno del debutto dell’Italia allo Stadio Olimpico di Roma in una gara del Sei Nazioni, sotto una Roma imbiancata di neve, contro l’Inghilterra. E, proprio con l’Inghilterra, Morisi avrebbe disputato nel 2015 una delle sue migliori prestazioni in Nazionale, mettendo a segno due mete a Twickenham che racchiudevano, nella loro fattura, tutte le doti del trequarti milanese, rientrato da poco sulla scena internazionale dopo l’incidente di Cremona contro le Fiji, nel novembre 2013, che lo aveva costretto a sottoporsi a una splenectomia d’urgenza.Fermato dalla rottura del crociato nel suo cammino verso la Rugby World Cup inglese dello stesso anno, Morisi sarebbe rientrato in azzurro tre anni dopo, sotto la gestione O’Shea, per prendere parte alla Rugby World Cup giapponese del 2019 e rimanendo stabilmente nel gruppo azzurro - nonostante una nuova serie di problemi fisici - per l’intero ciclo successivo e meritandosi un secondo viaggio iridato in Francia, nel 2023, ultima tappa del suo percorso internazionale: la cinquantesima e ultima apparizione in azzurro, infatti, è arrivata proprio contro i Bleus padroni di casa, a Lione, nell’ultima gara della fase a gironi.Per dieci anni punto fermo della linea arretrata della Benetton Rugby, Morisi lascia il rugby giocato dopo aver disputato le ultime tre stagioni con la maglia delle Zebre Parma, chiudendo - dopo una breve parentesi ai London Irish - la propria carriera nella stessa città dove, con i Crociati Rugby, aveva debuttato a livello seniores nel massimo campionato italiano.Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby, ha rivolto il ringraziamento del rugby italiano a Morisi: “Ho visto Luca in campo molte volte con la Benetton, l’Italia e più recentemente con le Zebre: ho sempre apprezzato, oltre che il suo grande talento, la sua pacatezza e la sua incredibile resilienza, una qualità che gli ha permesso di superare una lunga serie di infortuni e di contribuire per oltre dieci anni alla causa azzurra ed a quella dell’intero movimento. A nome mio e del Consiglio Federale auguro a lui ed alla sua splendida famiglia il meglio per questa nuova fase della vita che sta per cominciare, e so che Luca la interpreterà con lo stesso spirito che ha mostrato sul campo e nei momenti in cui è dovuto stare lontano da esso”.  Luca Morisi ha dichiarato: “Ripercorro con il ricordo gli anni passati all’Accademia di Tirrenia, nelle Nazionali giovanili, gli allenatori ed i compagni che hanno diviso con me un pezzo di strada, i momenti difficili ed i momenti belli che caratterizzano una carriera. Li rivivrei tutti. E’ stato un viaggio incredibile, l’avventura che il Luca che ha lasciato Milano ormai quasi vent’anni fa poteva solo sognare. Il debutto di Roma sotto la neve, l’incidente contro le Fiji a Cremona e le due mete di Twickenahm contro l’Inghilterra sono forse i ricordi più forti, ma porto con me ogni allenamento, ogni scherzo, tutte le sconfitte e tutte le vittorie vissute con i ragazzi con cui ho condiviso lo spogliatoio di Milano, di Treviso, di Parma e dell’Italia. A loro, ed a tutti i tifosi che mi hanno sostenuto, alla mia famiglia che mi è stata vicino nei momenti più difficili, voglio dire grazie dal più profondo del mio cuore. E’ stato un viaggio pazzesco”. 

Italia | 06/05/2026

Chiara Peguiron, azzurra numero 51: “Ho scoperto il rugby per caso ed è diventato di famiglia. E quella vittoria con la Francia…”

Ci sono momenti che cambiano la storia di una singola ragazza, com’è successo a Chiara Peguiron, che ha scoperto il rugby per caso con un incontro scolastico. E ci sono momenti che cambiano la storia del rugby italiano, com’è successo a Mira (Veneto) nel 1998, con la clamorosa vittoria dell’Italia femminile contro la Francia, uno dei primi grandi successi azzurri contro le big mondiali, il secondo di sempre contro le Bleues dopo quello in Coppa Europa del 1996. E in campo c’era anche Chiara Peguiron, azzurra numero 51 e apertura-centro di quella squadra: “È la partita che forse ci ha fatto capire che il rugby femminile italiano poteva fare il salto di qualità. Vincemmo 13-11 con la Francia, un successo completamente inaspettato. Avevamo le solite maglie oversize, con pantaloncini enormi, in campo abbiamo dato tutto. Dopo aver segnato la prima meta Michela Tondinelli si girò, ci chiamò tutte e disse “oh ragazze, qui si segna!”. Ci diede un grande segnale, perché non eravamo abituate a fare tanti punti contro squadre così forti, ci fece capire che non partivamo sconfitte, nemmeno contro le big”. Affare di famiglia “Ho iniziato a 14 anni e non mi sono praticamente più staccata dal rugby” racconta Peguiron: “L’avevo scoperto per caso, oggi è diventato una cosa di famiglia: mio marito è stato un rugbista, e anche mio figlio ha voluto subito giocare a rugby. Ha fatto sei mesi di calcio, poi a 6 anni mi ha detto “mamma, non è per me” ed è voluto passare alla palla ovale. Quando ho iniziato venivo dalla danza, vennero a scuola a promuovere una serie di allenamenti: mia madre non era molto d’accordo, ma la passione è nata subito. Lo sport di squadra è una cosa che forse può capire soltanto chi lo fa per davvero, anche per il legame che si crea con le ragazze. Era un gruppo molto eterogeneo: c’erano ragazze giovanissime e donne molto più grandi, ma si stava sempre insieme e non si sentiva la differenza d’età. Anche un’altra mia compagna di squadra e di Nazionale, Daniela Gini, era mia coetanea e come me era arrivata in squadra da piccola, ma poi c’erano anche ragazze che andavano all’università e donne che avevano 27, 28 anni. Ma si è creato davvero un gruppo incredibile: molte di loro le vedo e le sento ancora oggi. Anche perché frequentiamo lo stesso ambiente, avendo i figli che giocano a rugby. Il mio ha 13 anni e ora è in under 14. Alla fine il rugby è diventato davvero una cosa di famiglia. E grazie al rugby ho conosciuto mio marito, Giampiero Mazzi, che ha giocato anche in Nazionale ed era nella squadra maschile della Rugby Roma. Alla fine una volta entrati in questo mondo bellissimo non ne siamo più usciti. Mio marito allena, io faccio l’accompagnatrice e mi piace tantissimo stare sul campo, seguire i ragazzi, dare loro grinta e supporto” racconta Peguiron. Le difficoltà Le difficoltà e lo scetticismo generale sono state purtroppo una costante, fin dalla prima Nazionale del 1985 in poi, e anche Chiara Peguiron e tutta la sua generazione hanno dovuto affrontare diversi problemi: “Mia madre all’inizio non voleva che giocassi, faceva fatica a vedermi in mezzo ai contatti, nei placcaggi, però quando sono entrata nel giro della Nazionale ha dovuto arrendersi. Ho esordito nel 1995, a 18 anni, e alla fine ha detto ‘va bene’. Mio padre invece mi ha sempre seguita, veniva tutte le domeniche. Lo scetticismo maggiore arrivava dal rugby maschile, dai ragazzi della mia età. Ricordo che quando avevo 18-19 anni i ragazzi dell’under 19 ci dicevano ‘ma che giocate a fare?’, ‘Che sport è il rugby femminile?’. Più che scetticismo, credo che non ci prendessero sul serio. Il rugby femminile era poco conosciuto, eravamo poche squadre e molte sparivano. Ricordo l’Aquila Rugby e il Messina, squadre molto forti. A Messina avevano anche portato anche delle straniere, neozelandesi e inglesi: a noi sembrava incredibile”. Il cambiamento Peguiron ricorda le tante cose che sono cambiate dagli anni ’90 ad oggi: “Le ragazze hanno molta più sicurezza, anche grazie all’impegno della Federazione, e hanno una preparazione molto diversa dalla nostra. Tra di noi c’era chi lavorava in fabbrica, chi aveva i negozi, mi ricordo di una compagna che faceva la parrucchiera e spesso non riusciva a venire ai raduni. Anche oggi le ragazze devono far fronte agli impegni di lavoro, ma sicuramente c’è un supporto maggiore. Prima era tutto più complicato, avevamo tanta passione ma non sempre bastava, oggi la Federazione ha investito tanto, anche grazie all’ingresso nel Sei Nazioni. Anche le condizioni erano diverse: giocavamo con maglie recuperate da altre selezioni, a volte gigantesche. Io giocavo apertura o primo centro e avevo una XXL, mi stava più o meno sei volte (ride, ndr) oggi invece ci sono gli sponsor tecnici, le ragazze hanno le stesse divise della Nazionale maschile, è un mondo completamente diverso. Però sono stati anni bellissimi, che ricordo con gioia”. Il Mondiale 1998 e la vittoria di Mira “Siccome facevamo pochi raduni, per il Mondiale del 1998 provammo a recuperare in poco tempo tutto il lavoro che non avevamo potuto fare prima” racconta Peguiron: “Vedevo le neozelandesi che facevano due saltelli e via, mentre noi facevamo ore e ore di allenamento. È stata un’esperienza bellissima ma molto dura. Alla fine arrivammo undicesime battendo Russia e Germania e perdendo di un soffio, di soli due punti, con il Galles. Un’esperienza bellissima. E poi ricordo il test match di Mira contro la Francia, forse il ricordo più bello della mia carriera, vincemmo 13-11. Partivamo spesso contro Francia, Inghilterra o Irlanda pensando già di perdere, invece la prima meta di Tondinelli ci diede una scossa, capimmo che potevamo farcela. Difendemmo tantissimo, con le unghie e con i denti, ma sapevamo di potercela fare e ce l’abbiamo fatta. Ricordo davvero quello spirito di squadra, e poi c’era sempre un gruppo di supporter che ci incitava, come la mamma di Elena Bisetto che ci seguiva ovunque. Che bello”.

Italia Femminile | 06/05/2026

Italia, Zanette: “Quando ho saputo che avrei giocato titolare stavo disegnando, ho sentito il cuore saltare un battito”

Una doppietta contro la Scozia, a 21 anni, alla quinta presenza in Nazionale e alla prima da titolare al Sei Nazioni: il match del Lanfranchi ha visto esplodere Vittoria Zanette, pilone destro dell’Italia e del Lione, autrice di una grandissima prestazione che ha contribuito al primo successo delle Azzurre nel torneo. “Quello che è successo due sabati fa è diventato l’argomento principale delle conversazioni in famiglia (ride, ndr), anche perché giocando in Francia riesco a venire poche volte in Italia, quindi ho fatto il giro dei parenti e ovviamente tutti parlavano della partita” racconta Zanette: “E poi il Sei Nazioni è così, anche nella settimana di riposo ce l’hai sempre in testa. E poi è stata una vittoria davvero importante: venivamo da un inizio molto duro contro Francia e Irlanda, nella prima partita avevamo giocato bene il primo tempo facendo fatica nel secondo, nella seconda è successo il contrario. Avevamo bisogno di fare una prestazione importante per 80 minuti: siamo riuscite a destrutturare la Scozia per poi dare spazio al nostro gioco, come ci eravamo prefissate”. Cosa hai provato quando hai saputo che avresti giocato titolare per la prima volta? “È stato tutto inaspettato. Quando l’ho saputo ero nella mia stanza e stavo colorando un mandala mentre ascoltavo musica, una delle cose che faccio per rilassarmi e concedermi del tempo per me stessa. A un certo punto entra Alessia Pilani in camera, con il sorriso stampato in faccia, e mi fa ‘Vick, sei contenta?’. Io la guardo perplessa, e lei mi dice che sabato avrei giocato titolare. Ho sentito il cuore saltare qualche battito (ride, ndr), poi ho pensato ‘oh, cavolo’, però alla fine la gioia è stata tantissima. È un onore portare quella maglia numero 3 sulla schiena, che è stata di tante grandi giocatrici italiane, ed era il mio sogno fin da quando ho iniziato a giocare 13 anni fa”. È bello anche che a darti la notizia sia stata la ragazza con cui sei in concorrenza per la stessa maglia. “Sì, ma il mio rapporto con Alessia è bellissimo. Prima di tutto siamo amiche, e tra noi c’è una competizione assolutamente sana. Ci aiutiamo a vicenda in campo e nessuna di noi si arrabbia o si offende se è l’altra a conquistare il posto da titolare. Al contrario, siamo felici l’una per l’altra, fiere del fatto che un’amica abbia questa opportunità, e questo ci motiva a dare ancora di più per avere la possibilità di giocare”. Hai detto di aver iniziato a giocare 13 anni fa: come hai scoperto il rugby? “Per una serie di coincidenze. Fin da piccola ho praticato pattinaggio artistico su rotelle ma avevo perso un po’ la passione, quindi ho deciso di cambiare. Avevo iniziato col nuoto, ma intanto mia sorella continuava a pattinare nella stessa società, e un giorno – andando a vedere una sua gara – ho incontrato il compagno della mamma di un’altra ragazza che pattinava, e mi ha proposto di provare a giocare a rugby. Non sapevo nemmeno cosa fosse, ma ho voluto provare e mi ha consigliato subito Villorba: dopo il terzo allenamento di prova dovevo decidere cosa fare, uscii dal campo ancora tutta sporca di fango e dissi a mio padre che volevo fare questo per tutta la vita. E infatti non ho più smesso”. C’è un anno che di fatto cambia la tua carriera, il 2024: prima lo scudetto con Villorba, poi le Summer Series under 20 – dove vieni inserita nel Team of the Series – e poi l’esordio in Nazionale Maggiore. “Sì. Credo sia stato l’anno più bello finora. È stato tutto un crescendo: è arrivato prima lo scudetto con Villorba, una delle soddisfazioni più importanti anche perché è arrivata con una squadra che per me sarà sempre casa e nella quale ho sempre giocato fino a quando non mi sono trasferita a Lione. Poi sono arrivate le Summer Series dove abbiamo fatto delle prestazioni importanti, e da lì è arrivata la chiamata in Nazionale Maggiore per il WXV in Sudafrica, dove ho fatto il mio esordio. Non pensavo sarebbe successo tutto così velocemente, anche perché dopo i test match è arrivata la chiamata di Lione, che mi ha proposto di trasferirmi da loro. È successo davvero tutto in fretta”. Come hai vissuto invece un 2025 complicato, con l’infortunio che alla fine ti ha precluso il Mondiale? “Due giorni dopo l’inizio di uno dei raduni di preparazione mi sono stirata il femorale e sono stata costretta a tornare a casa. Mancavano ancora tre settimane e ho provato a dare il tutto per tutto, ma ovviamente i tecnici dovevano fare delle scelte e hanno dato priorità a chi stava meglio. Sicuramente sarebbe stato bellissimo ottenere la convocazione, ma tutto questo mi ha motivata ancora di più e mi ha spinto a fare ancora meglio per conquistare un posto in Nazionale e provare a partecipare al prossimo Mondiale”. Hai parlato prima di musica e disegni, quali altre passioni hai fuori dal campo? “In generale mi piace molto stare all’aria aperta, e amo il giardinaggio. Qui in Italia ho la fortuna di avere un giardino molto grande, quindi quando torno posso divertirmi con una cosa che mi ha sempre appassionata. E proprio perché non riesco a tornare a casa spesso cerco sempre di passare più tempo possibile con le persone che amo, perché ogni volta che parto alla fine lascio qui un pezzetto di cuore. E poi ho iniziato ad appassionarmi al True Crime, il mio Youtube è pieno di video di Elisa True Crime ormai (ride, ndr). Credo sia la più brava in Italia. Ma anche su Netflix guardo tantissime cose a tema True Crime”. Giardinaggio come Peter O’Mahony, quindi… “Beh, sicuramente è un bel paragone (ride, ndr)”

Italia Femminile | 05/05/2026

Francesca Sgorbini è la MVP del terzo turno del Guinness Sei Nazioni Femminile

La terza line della Nazionale Italiana Francesca Sgorbini è la MVP del Terzo Turno del Guinness Sei Nazioni Femminile. La flanker dell'ASM Clermont, che era stata premiata come miglior giocatrice di Italia v Scozia, finita con il risultato di 41-14 per le Azzurre. La venticinquenne è stata autrice di una prova consistente, caratterizzata da placcaggi, palloni recuperati e palloni portati. Sgorbini ha superato nella votazione la concorrenza delle inglesi Meg Jones e Marlie Packer, e della francese Ambre Mwayembe, ricevendo il 42% dei voti totali

Italia Femminile | 05/05/2026

Nazionale U21 Femminile, le convocate per il raduno in preparazione di Scozia v Italia, sfida conclusiva delle U21 Six Nations Series

Il Responsabile Tecnico della Nazionale U21 Femminile, Diego Saccà, ha diramato la lista delle atlete convocate per il raduno in programma dal 5 maggio a Parma, in preparazione della sfida che si giocherà a Edimburgo il 10 maggio con la Scozia, gara conclusiva delle U21 Six Nations Series per le Azzurrine.  Nella lista, che tiene conto delle assenza di alcune atlete che contemporaneamente stanno lavorando per preparare Italia v Inghilterra del 9 maggio con la Nazionale Maggiore, c’è un rientro, quello della pilone del Valsugana Rugby Padova Alice Fortuna. In totale, Saccà e il suo staff lavoreranno con trenta atlete, a cui si aggiunge l’invitata Mascia Jelic. Scozia v Italia, in programma il 10 maggio con calcio d’inizio alle ore 14 italiane, sarà trasmessa in diretta su federugby.it Qui di seguito la lista delle atlete convocate: Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)Giulia ANGELI (Rugby Colorno)Martina BARABINO (CUS Milano Rugby)Teresa BLASKOVIC (Villorba Rugby)Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)Martina BUSANA (Villorba Rugby)Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)Matilde CECATI (Volvera Rugby)Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)Greta COPAT (Villorba Rugby)Celeste CORTINI (Romagna RFC)Diana DI FRANCO (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)Alice FORTUNA (Valsugana Rugby Padova)Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby)Sofia GIACOMINI (Benetton Rugby Treviso)Kristin KONE (CUS Milano Rugby)Antonella MAIONE (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Zoe MASI (CUS Milano Rugby)Nicole MASTRANGELO (Unione Rugby Capitolina, 1 cap con la Nazionale Maggiore)Lucie MOIOLI (Montpellier Rugby Feminin)Lara PETRETTI (Rugby Colorno)Mihaela PIRPILIU (CUS Torino)Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)Ania ROSINI (Rugby Colorno)Sara SCUDERI (CUS L'Aquila)Alessia SKEATES (Exeter Chief)Cecilia STAFOGGIA (US Roma Rugby)Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)Atlete invitate:Mascia JELIC (Rugby Colorno)

Italia U21 Femminile | 04/05/2026

Sei Nazioni femminile 2026: i precedenti tra Italia e Inghilterra

Il Sei Nazioni dell’Italia femminile riparte con la sfida più difficile, contro l’Inghilterra: l’unica squadra europea mai battuta dalle Azzurre, un tabù che riguarda tante Nazionali di alto livello che non sono mai riuscite a vincere contro le inglesi. Sarà la sfida numero 27 tra Italia e Inghilterra. Sei Nazioni femminile: i precedenti tra Italia e Inghilterra Italia e Inghilterra si sono incontrate 26 volte in partite ufficiali, con le inglesi che hanno vinto in tutte le occasioni. Le Azzurre hanno segnato 143 punti contro i 1301 dell’Inghilterra, con la prima sfida che risale al 1988, quando in Coppa Europa le inglesi vinsero 32-9. Nel 1991 il primo incontro al Mondiale (25-9 per l’Inghilterra nella fase a gironi), poi con l’ingresso dell’Italia nel Sei Nazioni femminile, avvenuto nel 2007, le due squadre hanno iniziato ad incontrarsi ogni anno. Il primo incontro nel Torneo, che risale a quell’anno, finì 23-0 per le inglesi a Twickenham. Le imprese sfiorate C’è stata un’occasione in cui l’Italia ha dato realmente l’impressione di poter fare l’impresa e battere l’Inghilterra. Nel Sei Nazioni 2016 le Azzurre ospitarono le inglesi ad Ivrea in una partita che per loro si rivelò difficilissima: dopo 26 secondi l’Italia passò in vantaggio con lo splendido break di Maria Grazia Cioffi. L’Inghilterra reagì ribaltando il risultato e portandosi sul 7-14, ma un’invenzione di Rigoni per la corsa di Stefan permise alle Azzurre di accorciare le distanze con la meta del 12-14. Le inglesi chiusero il primo tempo con la marcatura di Clapp, ma nella ripresa arrivò l’immediata risposta con Elisa Giordano. Il secondo tempo fu di grande tensione per le inglesi, sorprese da un’Italia così arrembante: solo nell’ultimo quarto di partita riuscirono a venire a capo di un match complicatissimo, vincendo 33-24, con Este a siglare la quarta meta per l’Italia. L’Italia provò a cercare il colpaccio anche l’anno successivo al Twickenham Stoop (casa degli Harlequins) e passo in vantaggio dopo 3 minuti con la meta di Sofia Stefan, ma le inglesi rimontarono di forza e andarono a Segno con Wilson e Hardy, per poi chiudere il primo tempo con 4 mete grazie anche alle due marcature di Fleetwood, che nella ripresa siglò anche la sua tripletta personale. L’Italia reagì serrando le fila (l’Inghilterra non segnerà più dal 45’ in poi) e marcando due volte con Barattin e Furlan, ma non bastò a ribaltare il match, che finì 29-15 per le padrone di casa. L’ultima sfida Lo scorso anno a York contro l’Inghilterra iniziò il ciclo di Fabio Roselli sulla panchina dell’Italia femminile: le Azzurre soffrirono nel primo tempo, andando sotto con le mete di Venner, Scarratt, una meta di punizione, MacDonald e Cokayne, intervallata dalla marcatura di Sgorbini per il 33-5. Nella ripresa però l’Italia sfoderò una grande reazione, soprattutto dal punto di vista difensivo, e pur non riuscendo a marcare diede dei primi segnali importanti in vista di un Sei Nazioni chiuso bene, con due vittorie e un podio mancato di un solo punto in classifica, dietro all’Irlanda. A York Sing chiuse la questione al 79’, ma nonostante il 38-5 finale la prestazioni fu considerata positiva.

Italia Femminile | 04/05/2026

Nazionale Femminile, le convocate in preparazione di Italia v Inghilterra

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha diramato la lista delle atlete convocate per preparare la sfida del 9 maggio con le Campionesse del Mondo dell'Inghilterra, quarto turno del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026 (kickoff alle 15 allo Stadio Sergio Lanfranchi di Parma). Gruppo invariato rispetto a quello che ha preparato Italia v Scozia: Roselli si affida infatti alle 34 atlete con cui ha già lavorato nella settimana che ha portato alla prima vittoria stagionale nel Torneo. L'Italia si radunerà il 3 maggio a Parma e si allenerà alla Cittadella del Rugby di Parma, in attesa della sfida contro la squadra numero 1 del ranking mondiale. I biglietti per Italia v Inghilterra sono in vendita su federugby.ticketone.it con tariffe speciali dedicate ai tesserati FIR e iniziative ad hoc, come "Adotta un tifoso/a" (clicca qui per tutte le info) Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 13 caps)Gaia BUSO (Villorba Rugby, 6 caps)Giulia CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby, 5 caps)Micol CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby, 5 caps)Chiara CHELI (Rugby Colorno, 3 caps)Giada CORRADINI (Montpellier Rugby Féminin, 2 caps)Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, 2 caps)Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 38 caps)Gaia DOSI (Rugby Colorno, esordiente)Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 63 caps)Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina, 1 cap)Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 70 caps)Alessandra FRANGIPANI (Villorba Rugby, 14 caps)Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 81 caps)Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 26 caps)Rubina GRASSI (RCT Toulon, esordiente)Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 63 caps)Sara MANNINI (Rugby Colorno, 15 caps)Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 45 caps)Aura MUZZO (LOU Rugby, 61 caps)Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 47 caps)Alessia PILANI (Stade Bordelais, 12 caps)Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 21 caps)Gabriella SERIO (Rugby Colorno, esordiente)Francesca SGORBINI (ASM Clermont, 40 caps)Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 96 caps)Desiree SPINELLI (Benetton Rugby, 5 caps)Sofia STEFAN (RCT Toulon, 104 caps)Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 30 caps)Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova, 1 cap)Silvia TURANI (Harlequins, 50 caps)Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)Beatrice VERONESE (RCT Toulon, 33 caps)Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 5 caps)

Italia Femminile | 03/05/2026