Categoria: dalla base
Sergio Parisse incontra i club del territorio a Genova
Nel pomeriggio di lunedì 14 settembre una selezione di oltre settanta ragazzi U16 e U14 provenienti dai club liguri ha avuto la possibilità di svolgere un allenamento di quasi un'ora e mezza con Sergio Parisse. Prima dell’allenamento i tecnici del Comitato Ligure hanno svolto un briefing con lui sugli obiettivi prefissati, ossia divertimento ed entusiasmo: la sua idea era quella di insegnare cose semplici ma fatte bene, ripetendo spesso che anche in Nazionale si fanno cose semplici ma quello che cambia sono la velocità e la precisione con cui vengono eseguite. Il riscaldamento è servito soprattutto a "svegliare" i ragazzi a livello mentale, con un giochino attentivo, poi sono iniziati i movimenti con il pallone per prendere confidenza e farli arrivare pronti alle stazioni che erano state predisposte. I tecnici hanno allora diviso ragazzi in due macrogruppi con il criterio dell'età e poi ciascun gruppo è stato ulteriormente diviso in tre: tutti hanno svolto tre stazioni, con obiettivi come la ricerca degli spazi e la continuità diretta e in ogni stazione c’erano richieste e problemi differenti da risolvere. L'allenamento si è concluso con una partitella al bloccaggio, cercando di portare quanto fatto nella fase precedente in una situazione con numeri più ampi. Commenta il tecnico regionale Alessandro Regestro: "Sergio Parisse è stato veramente bravo e ha portato un grande entusiasmo che si è riversato a cascata sui ragazzi. È stata per tutti una bellissima esperienza ed è stato veramente strano vederlo sulla campo del Carlini". Al termine di questo allenamento il campo è stato letteralmente invaso da tanti bambini delle categoria Propaganda dei club liguri, che hanno placcato Sergio per foto e autografi.
dalla base | 15/09/2026
Lo Staff della Nazionale Maschile sul territorio: ufficializzate nuove date di incontri con i tecnici regionali
Roma – La Federazione Italiana Rugby annuncia nuove date relative agli incontri programmatici sul territorio nazionale tra lo staff tecnico della Nazionale Maschile e i tecnici regionali. Ogni appuntamento – che sarà organizzato dai Responsabili di Sviluppo Area in sinergia con i Comitati locali – vedrà la partecipazione di differenti figure dello staff azzurro che condivideranno linee di lavoro mirate in base alle proprie aree di specializzazione. Dopo il primo appuntamento a Paganica lo scorso venerdì 11 settembre, che ha visto il coinvolgimento di Gonzalo Quesada, German Fernandez, Sergio Parisse insieme ai tecnici territoriali e atleti provenienti dai settori giovanili delle squadre abruzzesi, sono state ufficializzate altre date che vedranno lo staff della Nazionale Italiana Maschile incontrare i tecnici del territorio. Oltre a quelle già annunciate di Calvisano di martedì 15 settembre – dove saranno presenti il Responsabile della Preparazione Atletica Michele Colosio e Carlo Orlandi, Responsabile Campionati Nazionali, Didattica e Centro Studi – e mercoledì 16 settembre in Ghirada, a Treviso, dove saranno presenti Roberto Santamaria e Sergio Parisse, rispettivamente assistenti allenatori con focus su mischia e la touche, sono stati inseriti altri appuntamenti sul territorio. Questo il calendario completo: 15 settembre, Calvisano, Rugby Calvisano(Lombardia) ore 18.30: Michele Colosio e Carlo Orlandi 16 settembre, Treviso, Ghirada (Veneto) ore 19: Sergio Parisse e Roberto Santamaria 21 settembre, Olbia, Olbia Rugby (Sardegna) ore 16.30: Gonzalo Quesada e German Fernandez 21 settembre, Catania, Briganti Rugby Librino (Sicilia) ore 18.15: Sergio Parisse e Roberto Santamaria 22 settembre, Cagliari, 7Fradis Rugby, (Sardegna) ore 16.30: Gonzalo Quesada e German Fernandez 23 settembre, Napoli, RNA Napoli (Campania) ore 18: Sergio Parisse e Roberto Santamaria 25 settembre, Livorno (Toscana) ore 18: Richard Hodges e Philippe Doussy 28 settembre, Reggio Emilia, Canalina (Emilia Romagna) ore 18: Michele Colosio e Carlo Orlandi 30 settembre, Biella, Cittadella del Rugby (Piemonte) ore 18.30: Gonzalo Quesada e German Fernandez 30 settembre, Padova, La Guizza (Veneto) ore 19: Richard Hodges e Philippe Doussy
dalla base | 14/09/2026
Le ragazze del Vulcano Etna in Friuli per seguire le Azzurre grazie ad una raccolta fondi
Il sogno della Vulcano Etna Rugby diventa realtà. La società etnea aveva avviato una raccolta fondi per consentire alle proprie ragazze di raggiungere Fontanafredda e assistere dal vivo alla partita della Nazionale italiana femminile contro il Giappone, in programma sabato 19 settembre alle 14.30 allo Stadio Omero Tognon. Grazie al contributo di quanti hanno deciso di sostenere l'iniziativa, la raccolta ha raggiunto l'obiettivo e le ragazze della Vulcano Etna Rugby potranno vivere un'esperienza significativa, a contatto con il rugby internazionale e con le Azzurre. Un risultato accolto con soddisfazione dal presidente del Comitato Regionale FIR Sicilia, Orazio Arancio. “Sono molto contento che questo sogno sia stato realizzato e voglio rivolgere un ringraziamento sincero a tutte le persone che hanno contribuito alla raccolta fondi e alla Federazione. Per le ragazze sarà un'esperienza importante, non soltanto per la possibilità di assistere a una partita della Nazionale, ma anche per ciò che potranno vedere, vivere e portare con loro al ritorno”. La vicenda, allo stesso tempo, riporta l'attenzione sulla necessità di continuare a investire sul rugby femminile nel Mezzogiorno. “Questa non può essere la modalità attraverso la quale, ogni volta, si devono creare le condizioni per consentire alle nostre ragazze di vivere determinate esperienze”, aggiunge Arancio. “È però un punto di partenza e ci fa capire quanto entusiasmo ci sia. Dobbiamo lavorare affinché il rugby femminile al Sud possa avere sempre maggiori opportunità, attraverso una crescita delle società, dei settori giovanili e delle occasioni di confronto. Le ragazze devono poter avere la possibilità di inseguire i propri sogni senza che la distanza geografica rappresenti un limite”. “È un gesto che racconta ancora una volta il volto più autentico del nostro rugby – sottolinea Emanuele Stefanelli, presidente del Comitato FIR FVG –. Il sostegno e la solidarietà sono valori profondamente radicati nel nostro sport e, in questa occasione, è venuto fuori il meglio del movimento. Fin dal primo momento abbiamo deciso di essere al fianco di queste ragazze e Pordenone ha scelto concretamente di fare la propria parte, destinando una parte del contributo regionale previsto per l’ospitalità del progetto anche al sostegno del loro viaggio. È un segnale importante, che va oltre il semplice gesto sportivo e testimonia la volontà di costruire una vera rete di solidarietà. Ora cercheremo di accoglierle nel migliore dei modi, facendo sentire loro tutto il calore della nostra comunità rugbistica”. Il viaggio della Vulcano Etna Rugby rappresenta così anche un messaggio per tutto il movimento: creare opportunità significa investire sul futuro del rugby femminile e permettere alle giovani atlete di avere modelli, esperienze e obiettivi ai quali guardare. Sabato 19 settembre, per le ragazze della società etnea, il viaggio verso Fontanafredda sarà la realizzazione di un sogno costruito insieme alla comunità del rugby.
dalla base | 14/09/2026
Club House – Messina Rugby
«La nostra Club House è il cuore pulsante e la memoria storica del rugby messinese», sentenzia Pino Del Lorenzo, decano del rugby peloritano, «non c’è club senza una casa». E la Club House è proprio questo: casa. Un luogo che negli anni è cresciuto insieme al club, grazie soprattutto all’impegno e alla passione dei volontari degli Old, arricchendosi di oggetti, immagini e ricordi che raccontano la storia dello sport.Alcuni pannelli che ne impreziosiscono l’arredo sono stati realizzati grazie a un progetto portato avanti con il liceo artistico cittadino. I vecchi giocatori hanno donato le loro maglie, i cimeli, le fotografie in bianco e nero. Ogni parete racconta una storia, ogni oggetto custodisce un pezzo della nostra identità. Ma la Club House non è soltanto memoria. È soprattutto un luogo di incontro, aperto a tutti: atleti, genitori, Oldies, dirigenti, sostenitori e sostenitrici. «La cosa più bella è vedere che qui le persone si incontrano e si sentono subito parte di qualcosa – racconta Orazio Musumesci, chef di casa –. Che sia un Terzo Tempo dopo una partita, la festa di compleanno di un Under 8 o la nostra rituale “mangiata” del giovedì dopo l’allenamento degli Oldies, alla fine ci ritroviamo sempre intorno a un tavolo. Il rugby è anche questo: genuinità, ospitalità e condivisione». E questo spirito diventa ancora più evidente durante il Mese del Rugby e gli Open Day, quando le porte del club si aprono a bambini e famiglie che spesso si avvicinano per la prima volta al nostro mondo. I bambini entrano in campo, provano il rugby, corrono, giocano e scoprono un nuovo sport. Ma mentre loro sono impegnati sul terreno di gioco, anche i genitori iniziano a conoscere il club. Si fermano in Club House, parlano con altri genitori, incontrano le persone che la frequentano. Fanno domande, ascoltano storie e, magari, scoprono che dietro a quel pallone ovale c’è una comunità molto più grande di quanto immaginassero. «Durante gli Open Day capita spesso che un genitore arrivi pensando semplicemente di accompagnare il proprio figlio a provare uno sport – spiega Giovanni Rizzo, capitano della prima squadra –. Poi entra in Club House, vede le maglie, le fotografie, incontra le persone e comincia a capire che non sta semplicemente scegliendo un’attività per suo figlio: sta entrando in una famiglia sportiva. È questo che ci piacerebbe trasmettere a chi viene a conoscerci». La Club House diventa così una sorta di porta d’ingresso al club. Un posto dove chi arriva per la prima volta può sentirsi accolto, conoscere la storia della società e comprendere quei valori che sul campo prendono forma attraverso il gioco: rispetto, amicizia, inclusione e condivisione.Ma è anche il teatro delle mille attività del club: dal Cineforum organizzato in estate ai tornei di biliardo e tennistavolo tra atleti e dirigenti. Offre un insostituibile supporto logistico per la realizzazione dei camp — da “Messina chiama Ucraina” all’Haka Camp, fino ai camp regionali — ed è il naturale punto di riferimento per tutta la vita della società. “La Club House è, soprattutto, il luogo in cui chi arriva da fuori può capire immediatamente che tipo di club siamo - spiega Pino De l Lorenzo - durante un Open Day, mentre sul campo un bambino scopre per la prima volta cosa significa passarsi una palla ovale, magari in Club House un genitore scopre qualcosa di altrettanto importante: un ambiente nel quale ci si conosce, ci si aiuta e si condivide. Il rugby, in fondo, comincia sul campo. Ma spesso è in Club House che nasce il senso di appartenenza. E la nostra casa continua a crescere. Stiamo lavorando per creare uno spazio dedicato ai giovani atleti dove possano svolgere i compiti scolastici nei pomeriggi di allenamento: una vera e propria Aula-Studio, per ottimizzare il tempo e rendere la Club House ancora più parte della quotidianità dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze"
dalla base | 08/09/2026
Accademia Nazionale Ivan Francescato: gli atleti selezionati per la stagione 2026/27. Dal 6 al 19 settembre in programma un tour in Argentina
Roma – La Federazione Italiana Rugby ha reso nota la lista degli atleti selezionati per l’Accademia Nazionale Ivan Francescato per la stagione sportiva 2026/27. Staff ed atleti hanno iniziato a Parma il lavoro in vista della nuova stagione sportiva. Sede dell’Accademia sarà la Cittadella del Rugby “Giancarlo Dondi”, già casa della franchigia federale delle Zebre. Il primo appuntamento stagionale è in calendario dal 6 al 19 settembre, in Argentina, dove l’Accademia Nazionale Ivan Francescato avrà un importante momento di confronto con i pari età dei Centri di Alto Rendimento UAR. Il gruppo – guidato da Andrea Di Giandomenico – volerà in Argentina il 6 settembre dove il 13 affronterà una selezione proveniente dai Centri di Alto Rendimento UAR di Cordoba, Tucuman e Mendoza, mentre il 18 l’Accademia si confronterà con una selezione dei Centri Alto Rendimento di Buenos Aires e Rosario. Sono in calendario anche allenamenti congiunti l’11 e il 15 settembre. La trasferta rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita dei potenziali futuri giovani talenti azzurri, offrendo un banco di prova di alto livello in uno dei Paesi con la tradizione rugbistica più solida al mondo. Al rientro dalla trasferta in Argentina l’Accademia sarà impegnata nel weekend 26/27 settembre per l’esordio in Coppa Italia, in casa, contro i Lyons Piacenza. “Facendo tesoro dell’esperienza maturata nella scorsa stagione, la Federazione ha compiuto uno sforzo significativo per aumentare le opportunità di confronto internazionale nell’arco dell’anno. Questa volontà trova una concreta realizzazione nel tour in Argentina, durante il quale avremo la possibilità di disputare due incontri e svolgere due sedute di allenamento congiunte con gli atleti selezionati dai Centri di Alto Rendimento argentini. L’iniziativa, resa possibile dall’immediata disponibilità e dal prezioso supporto della UAR, rappresenterà un’importante opportunità per il gruppo di atleti e per lo staff dell’Accademia Nazionale. Sarà un periodo intenso di lavoro e condivisione, all’interno di un contesto altamente sfidante e caratterizzato da riferimenti tecnici e culturali differenti. In questa fase iniziale della stagione, l’obiettivo sarà innanzitutto quello di costruire solide relazioni e gettare le basi del lavoro comune, prima ancora di concentrarci sulla prestazione. Parallelamente, continuiamo a sviluppare rapporti di collaborazione con alcune delle migliori Accademie del panorama internazionale, con l’obiettivo di consolidare e ampliare l’offerta formativa destinata agli atleti, alle loro famiglie e ai club di appartenenza. Il focus rimane chiaro: innalzare progressivamente le competenze dei nostri giovani giocatori, in particolare nella gestione della gara” ha sottolineato Maurizio Zaffiri, Responsabile Operativo del Progetto Elite Giovanile. Questo il programma dell’Accademia Nazionale Ivan Francescato in Argentina: 6 settembre partenza per Argentina 11 e 15 settembre allenamenti congiunti con Centri di Alto Rendimento UAR 13 settembre confronto con Selezione Centri di Alto Rendimento UAR di Cordoba, Tucuman e Mendoza 18 settembre confronto con Selezione Centri di Alto Rendimento UAR di Buenos Aires e Rosario Questo lo staff dell’Accademia Nazionale Ivan Francescato per la stagione 2026/27: Responsabile Tecnico: Andrea Di Giandomenico Assistente Allenatore: Michele Rizzo Team Manager: Sebastiano Sara Responsabile Preparazione Fisica: Giovanni Biondi Assistente Preparatore Fisico: Valerio Nulli Video Analyst: Dario Valente Medici: Ilaria Spartà, Roberto Alessandrini Fisioterapisti: Matteo Polini, Ricky Ronzoni Psicologo dello Sport: Alessandro Bargnani Nutrizionista: Manuel Terbonati Questa la lista degli atleti selezionati per l’Accademia Nazionale Ivan Francescato per la stagione 2026/27: Francesco ALDERIGHI (Scandicci Rugby) Augusto ALESSANDRI (Rugby Perugia Junior) Stefano ALFONSETTI (Rugby Experience L’Aquila) Dario ARGENTON (Cus Padova) Lorenzo BARBOGLIO CRAINZ (Brixia Rugby) Ioan Cristian BELEAUA (Polisportiva L’Aquila Rugby) Leon BLETA (Rugby Parma F.C. 1931) Alberto CIMINO (Rugby Club Cavalieri) Edoardo D’AMMANDO (Livorno Rugby) Luca DE NOVELLIS (Pesaro Rugby) Jacopo DE ROSSI (Livorno Rugby) Giovanni DEGLI ANTONI (Rugby Parma F.C. 1931) Ettore Patricio DINARTE (Valpolicella Rugby 1974) Giacomo FALCHETTO (Benetton Rugby) Federico FORTI (Valsugana Rugby Junior Padova) Lorenzo FRANCOLINI (Pesaro Rugby) Adam HAJRAOUI (Cus Padova) Simone INVERNIZZI (Rugby Como) Ernesto MARTINEZ BARAJAS (Unione Rugby Firenze) Emiliano MASTROPASQUA (Amatori&Union Rugby Milano) Massimo MOLINA (Rugby Experience L’Aquila) Fabio SALVANTI (Unione Rugby Firenze) Riccardo SANCHEZ (Rugby Cavalieri) Manuel SCAPPINI (Unione Rugby Capitolina) Alessio SCARAMAZZA (Rugby Experience L’Aquila) Matteo SEBASTIANI (Stade Valdotain Rugby) Davide SETTE (Rugby Experience L’Aquila) Lorenzo SICILIANO (Unione Rugby Capitolina) Edoardo VITALE (Cus Milano Rugby) Jaheim Noel WILSON (Rugby Club Pasian di Prato)
dalla base | 25/08/2026
Italrugby, Gonzalo Quesada in visita in Puglia il 28 agosto
Taranto ospiterà la visita ufficiale di Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile di Rugby, nella giornata di venerdì 28 agosto. Nel corso della sua permanenza in città, l’allenatore argentino incontrerà i tecnici del Comitato FIR Puglia, con i quali si confronterà su metodologie di allenamento e sviluppo del movimento rugbistico sul territorio presso il campo Polivalente di Taranto alle 15.30. L'appuntamento coinvolgerà inoltre gli atleti Under 14 e Under 16 provenienti dai club pugliesi, che in seguito alla parte in aula con i tecnici avranno l'opportunità di partecipare a una sessione di allenamento sotto la guida del Commissario Tecnico azzurro. Un momento di grande valore formativo e motivazionale per i giovani rugbisti della regione, chiamati a confrontarsi con una delle figure di riferimento del rugby internazionale. La visita di Quesada rappresenta un'occasione importante per il rugby pugliese, in continuità con gli incontri sul territorio iniziati dal CT della Nazionale Maschile nell’aprile del 2025 e proseguiti con il coinvolgimento dello staff dell’Italrugby sul territorio nazionale.
dalla base | 25/08/2026
La Cittadella del Rugby di Parma intitolata al past President Giancarlo Dondi
La Federazione Italiana Rugby ha appreso con grande soddisfazione il parere favorevole espresso dalla Commissione Toponomastica del Comune di Parma in merito all'intitolazione della Cittadella del Rugby a Giancarlo Dondi, Presidente FIR dal 1996 al 2012 e Presidente Onorario sino alla sua scomparsa, avvenuta nel marzo 2025. La notizia è stata comunicata al Presidente federale Andrea Duodo dal Sindaco di Parma, Michele Guerra. Il Presidente Duodo, nel ringraziare il Sindaco Guerra e gli uffici comunali per la celerità nel dare seguito alla proposta avanzata dalla FIR subito dopo la scomparsa di Giancarlo Dondi, e facendosi interprete dei sentimenti della famiglia, ha attivato la struttura federale per definire, di concerto con il Comune di Parma e le Zebre, la data più idonea per la cerimonia ufficiale di intitolazione.
dalla base | 20/08/2026
Radici Ovali – Gli 80 anni dell’Alessandria Rugby
Ottant’anni di passione, battaglie sul campo e continua evoluzione. Un nuovo video racconto ripercorre la ricca storia dell'Alessandria Rugby, tracciando le tappe fondamentali che hanno segnato la crescita del movimento palla ovale nel territorio alessandrino. La storia comincia nel 1946, quando un gruppo di pionieri decide di dare vita alla prima squadra cittadina radunando i ragazzi della palestra Garatti. Dai primi allenamenti sul terreno adattato di Piazza d’Armi, il gruppo cresce fino ad approdare allo storico stadio Moccagatta. Negli anni '50 arriva la vittoria dello spareggio per la Serie A, seguita dalla parentesi della polisportiva e dal periodo dedicato al rugby a 13 negli anni '60. Negli anni '70, dopo lo scioglimento della prima squadra e la partenza di molti atleti verso piazze come Genova e Milano, il rugby alessandrino ritrova una casa al Dopolavoro Ferroviario di Viale Brigata Ravenna. Nasce così il DLF Rugby Alessandria, guidato da figure storiche come Ezio Zucconi, Gallucci e Ballardini. È l'epoca del rugby "spartano", fatto di ragazzi giovanissimi mossi da una passione viscerale, che scappavano di casa pur di scendere in campo. Tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 prende forma anche il primo vero vivaio giovanile. Dopo le sfide di ricambio generazionale degli anni '90, il nuovo millennio segna una forte strutturazione. Attorno all'ossatura di atleti cresciuti nel vivaio (tra cui i fratelli Piccinin, Casarin e i fratelli Nosenzo) e al rientro di una figura di rilievo internazionale come l'ex azzurro Franco Berni, la squadra torna a puntare in alto. Dopo tre finali consecutive disputate dal 2007, nel 2009 arriva lo storico e tanto atteso ritorno in Serie B sotto la guida tecnica di German Parra e Claudio Del Trovi. Negli ultimi anni il movimento ha saputo guardare oltre i confini cittadini. Dalla sinergia tra le società del territorio — guidata dall'intuizione di dirigenti come Michael Pires, Paolo Cavallini, Alessio Giacomini e Giorgio Frisone — è nata l'URPA (Unione Rugby Provinciale Alessandria). Una realtà collettiva che da oltre quattro anni permette alle selezioni giovanili (dall'Under 14 all'Under 18) di competere stabilmente nei campionati Élite di categoria. Oggi il rugby alessandrino continua a lavorare su una doppia sfida: avvicinare sempre più giovani alla palla ovale e consolidare la qualità tecnica e organizzativa di tutto il movimento provinciale. https://www.youtube.com/watch?v=RzpKPyZEdYg&feature=youtu.be
dalla base | 31/07/2026
Club House – Unione Rugby San Benedetto
Ci sono luoghi che raccontano la storia di un club meglio di qualsiasi albo d'oro. La Club House "Luigi Camiscioni" del Rugby San Benedetto è uno di questi. Nata insieme alla crescita della società e costruita passo dopo passo grazie all'impegno di dirigenti, volontari e giocatori, oggi rappresenta il cuore pulsante della vita rossoblù, il posto dove il rugby continua anche dopo il fischio finale. La sua storia è quella di un progetto cresciuto nel tempo. Dai primi anni, quando gli spazi erano ridotti all'essenziale, fino all'attuale struttura, ogni ampliamento è stato il risultato del lavoro condiviso di una comunità che ha scelto di investire su sé stessa. Ogni mattone racconta ore di volontariato, idee trasformate in realtà e la volontà di creare un ambiente accogliente per chiunque entri a far parte della famiglia del Rugby San Benedetto. «La clubhouse ha una storia particolare», racconta Lorenzo Benigni, ex giocatore e oggi dirigente del club. «Siamo partiti da una piccola stanza ricavata all'interno della struttura e, grazie al lavoro di volontari, giocatori e di tutte le persone che vivono questo ambiente, siamo riusciti a realizzare uno spazio di cui andiamo davvero orgogliosi. Oggi è molto più di un edificio: è il luogo in cui tutti noi ci sentiamo a casa.» Quella della Club House è una funzione che va ben oltre l'accoglienza. È il punto in cui si incontrano giocatori, famiglie, tecnici, dirigenti, tifosi e sponsor, creando una rete di relazioni che sostiene quotidianamente la società. Le domeniche di campionato, dopo le partite, i tavoli si riempiono di centinaia di persone che condividono il tradizionale terzo tempo, trasformando ogni gara in un momento di aggregazione aperto all'intera comunità. «Per noi è un vero punto di riferimento», spiega Mauro Mascitti, tesoriere del club. «Qui vengono le famiglie, gli amici, gli appassionati. Molti scelgono perfino di festeggiare compleanni o ricorrenze all'interno della clubhouse perché vogliono far conoscere questo ambiente e i valori che rappresenta. È un luogo che vive ogni giorno, non solo durante gli allenamenti o le partite». La Club House è anche uno strumento fondamentale per la crescita del club. È qui che nascono nuove collaborazioni, si consolidano rapporti con il tessuto economico del territorio e prendono forma molte delle iniziative che permettono alla società di continuare a investire nello sviluppo del rugby. Un ambiente informale, dove una conversazione davanti a un tavolo può trasformarsi in un progetto, in un sostegno concreto o in una nuova opportunità per il movimento. La sua identità è profondamente legata anche alla memoria di Luigi Camiscioni, figura storica del Rugby San Benedetto alla quale la struttura è dedicata. Uomo di straordinaria convivialità e punto di riferimento per tutta la comunità rossoblù, Camiscioni ha incarnato quello spirito di accoglienza che ancora oggi caratterizza la vita della Club House. Intitolargli questo spazio è stato un modo per rendere permanente il ricordo di chi ha saputo trasformare il rugby in una grande occasione di amicizia e condivisione. La crescita della struttura ha accompagnato quella della società, diventata negli anni un punto di riferimento non solo per il rugby marchigiano ma per l'intera città di San Benedetto del Tronto. L'impegno dei volontari, la partecipazione delle famiglie e il forte senso di appartenenza hanno permesso di creare un ambiente capace di accogliere chiunque, dal bambino che entra per la prima volta in un campo da rugby al vecchio compagno di squadra che continua a vivere il club anche dopo aver smesso di giocare.
dalla base | 30/07/2026
Linee di meta: Davide Sette e Alessio Scaramazza – Rugby Experience L’Aquila
Uno ha iniziato quasi per caso, spinto da chi vedeva nel suo fisico un motivo più che valido per portarlo su un campo da rugby. L’altro ci è arrivato grazie al padre, e alla Rugby Experience L’Aquila ha trovato subito un posto in cui sentirsi a casa. Davide Sette e Alessio Scaramazza, rispettivamente terza linea e centro/ala degli Azzurrini, sono cresciuti insieme, dalle giovanili aquilane all’Accademia fino alla Nazionale under 20, e oggi condividono anche il Mondiale di categoria in Georgia. I primi passi nel rugby Per Davide Sette tutto è cominciato prima ancora della scuola elementare: “C’era questo mio amico il cui padre diceva continuamente a mia madre che, vista la mia stazza, avrei dovuto iniziare a giocare a rugby. Dopo vari tentativi mia madre mi portò alla Polisportiva L’Aquila Rugby: lì feci il mio primo allenamento ed è stato subito bellissimo, un amore a prima vista. Mi innamorai immediatamente di questo sport”. Dopo i primi anni alla Polisportiva, il passaggio alla Rugby Experience L’Aquila ha segnato l’inizio del percorso più importante: “Ho fatto tre anni alla Polisportiva L’Aquila Rugby e poi sono passato alla Rugby Experience, dove c’è stata la mia vera crescita rugbistica. Ho fatto l’Under 10, l’Under 12 e poi tutto il percorso fino all’Under 18. Sono stati anni bellissimi”. Anche per Scaramazza l’inizio è stato legato alla famiglia: “Ho iniziato grazie a mio padre, che mi ha fatto scoprire il rugby, e sono entrato subito alla Rugby Experience, la società in cui ho giocato fino ad oggi. Mi sono sentito subito a casa, perché si era creato un bel gruppo, una bella famiglia”. Il percorso e le persone più importanti La finale scudetto Under 18 di due anni fa resta uno dei ricordi più forti per Sette: “Quello è stato forse l’anno più bello. Siamo arrivati fino alla finale scudetto con l’annata 2005-2006-2007, ed eravamo veramente una famiglia, non solo una squadra. Eravamo legatissimi, tra compagni e allenatori, e abbiamo vissuto esperienze bellissime. Poi sono arrivate l’Accademia Federale di Roma e l’Accademia Ivan Francescato. A Roma ho iniziato a capire come funziona il rugby vero, quello professionistico. Quest’anno sono arrivato all’Accademia Ivan Francescato, con l’Under 20, lavorando con Andrea Di Giandomenico e Michele Rizzo. Mi stanno dando moltissime conoscenze, mi stanno facendo crescere e sto imparando tanto”. Nel percorso azzurro c’è anche la Nazionale Under 18, con un ricordo speciale legato alla sua città: “Ho avuto l’onore di essere capitano al Sei Nazioni di Vichy e anche nelle partite giocate in Italia, tra cui quella all’Aquila contro il Galles. Giocare allo stadio Tommaso Fattori, davanti a tanta gente, agli amici, alla mia famiglia e soprattutto ai miei nonni, è stato uno dei momenti più emozionanti. Vederli orgogliosi di me è qualcosa che non dimenticherò. Anche perché ho sempre avuto un grandissimo appoggio da parte di mia madre, di mio padre e dei miei nonni. Tutto questo lo devo soprattutto a loro, anche per l’impegno che hanno messo nel permettermi di allenarmi e arrivare fino a qui”. Nell’identificare una persona in particolare che a L’Aquila è stata fondamentale, Sette ricorda Marco Molina: “Ogni allenatore mi ha dato qualcosa, ma devo tanto soprattutto a Marco Molina, che ci ha allenato all’inizio ma che poi ci ha sempre seguiti come dirigente. Ci ha sempre accompagnati nelle trasferte, comprese le finali scudetto, è sempre stato vicino al gruppo ed è stata una figura di supporto fondamentale. Mi ha trasmesso la voglia e la costanza che servono per continuare in questo sport, quella forza che ancora oggi mi serve per andare avanti”. Il percorso di Scaramazza è passato invece anche da un momento particolare: “All’inizio mi sono trovato sempre meglio, anche se in un primo periodo non ero convinto di continuare. Pensavo di non essere portato per questo sport, che magari non facesse per me. In quel momento ci sono state diverse persone importanti che mi hanno spinto a proseguire: prima di tutto i miei amici e i miei compagni, sono stati i primi a chiedermi di continuare, di riprovarci e di non lasciare così il rugby, e lo hanno fatto anche i miei allenatori. E tra gli allenatori c’è una delle persone più importanti per il mio percorso: Marco Rotilio, il mio primo coach. È stato lui a farmi appassionare a questo sport. Oltre che un grande allenatore è stato una grande persona: è riuscito a unire un gruppo di ragazzi di 7-8 anni e a farli appassionare al rugby senza creare competizione interna, pensando soltanto a farci divertire”. L’amicizia Sette e Scaramazza si sono conosciuti a L’Aquila, quando il primo è arrivato nel club e il secondo stava iniziando il suo percorso. Da lì hanno condiviso quasi tutto. “Con Alessio siamo come fratelli” racconta Sette: “Ci siamo incontrati quando sono arrivato alla Rugby Experience L’Aquila e da lì abbiamo condiviso di tutto. Adesso siamo arrivati insieme al Mondiale ed è bello poter stare qui con un amico di una vita. Ci siamo sempre aiutati a vicenda, nei viaggi e in tutto il resto. Il rapporto è molto stretto, abbiamo condiviso veramente tutto”. Scaramazza usa parole molto simili: “Con Davide ho sempre avuto un grandissimo rapporto. Quando ho iniziato io è arrivato anche lui e siamo diventati subito grandi amici. Poi abbiamo condiviso anche il percorso dell’Accademia e della Nazionale. Vedo più lui che i miei genitori (ride, ndr) quindi direi che è una persona molto importante”. Il lavoro della Rugby Experience con i giovani La Rugby Experience L’Aquila, per entrambi, è stata soprattutto un luogo di crescita. Scaramazza ne sottolinea il lavoro fatto fin dal minirugby: “Credo che l’importanza del lavoro del club parta dalle basi. Parte dal minirugby, senza mettere pressione ai ragazzi ma facendoli divertire. Il messaggio era: ‘venite al campo e pensate soltanto a divertirvi’. Da lì, con un clima sereno e di amicizia, è nato quello che siamo stati negli ultimi anni”. Per Sette salutare quel mondo non è stato semplice: “Lasciare L’Aquila, soprattutto quest’anno che era l’ultimo, e salutare tutti gli allenatori è stato un momento difficile. È lì che sono cresciuto davvero come giocatore, ed è un posto che mi ha dato tanto”.
dalla base | 15/07/2026

Completa la registrazione