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Trofeo Nazionale 7s U16 “Piero Dotto”: a Silea vince Rugby Parma 1931

È il Rugby Parma F.C. 1931 ad aggiudicarsi il Trofeo Nazionale Seven U16 “Piero Dotto Seven Cup”, superando il Verona Rugby (24-7) nella finale che ha chiuso una intensa e spettacolare mattinata di rugby sui campi del Rugby Silea, in provincia di Treviso. Sul terzo gradino del podio sale Rugby Club Pasian di Prato, vincitore sul Rugby IV Circolo Benevento nella finale per il terzo e quarto posto (24-0). Le squadre sono state premiate dal Presidente Federale Andrea Duodo, mamma Lella e Alessandro, mamma e fratello di Piero Dotto. Dopo le qualificazioni disputate nel pomeriggio di ieri, le finali sono riprese questa mattina alle ore 9.00 con i quarti di finale delle fasi Plate e Cup. A contendersi il trofeo principale sono state Florentia Rugby ASD, Verona Rugby, Rugby Club Pasian di Prato ASD, Milano Rugby Sud ASD, Rugby Jesi 1970 SSD ARL, Rugby IV Circolo Benevento ASD, ASD Villorba e Rugby Parma F.C. 1931 Soc. Coop. S.D., qualificatesi per la fase Cup al termine della prima giornata di gare. La manifestazione, dedicata alla disciplina olimpica del rugby a sette e intitolata alla memoria di Piero Dotto, estremo della Nazionale Italiana e della Benetton Rugby Treviso, è stata organizzata dalla Federazione Italiana Rugby insieme agli Amici di Piero Dotto e ha riunito 192 atleti appartenenti a 16 club provenienti da tutta Italia. Le squadre hanno conquistato l’accesso alle finali nazionali al termine delle fasi interregionali disputate nel mese di maggio, dando vita a due giornate di sport, confronto e crescita tecnica nel segno dei valori del rugby. FASE CUPQUARTI DI FINALEFlorentia vs Rugby Parma F.C. 1931 – 5-29Rugby Club Pasian di Prato vs Rugby Jesi 1970 – 22-0Verona Rugby vs Villorba Rugby – 10-5Milano Rugby Sud vs Rugby IV Circolo Benevento – 15-26 SEMIFINALI 1°-4° POSTORugby Parma F.C. 1931 vs Rugby Club Pasian di Prato – 33-7Verona Rugby vs Rugby IV Circolo Benevento – 21-12 SEMIFINALI 5°-8° POSTOFlorentia vs Rugby Jesi 1970 – 31-17Villorba Rugby vs Milano Rugby Sud – 15-19 FINALE 1°-2° POSTORugby Parma F.C. 1931 vs Verona Rugby – 24-7 FINALE 3°-4° POSTORugby Club Pasian di Prato vs Rugby IV Circolo Benevento – 24-0 FINALE 5°-6° POSTOFlorentia vs Milano Rugby Sud – 12-19 FINALE 7°-8° POSTORugby Jesi 1970 vs Villorba Rugby – 5-26 FASE PLATEQUARTI DI FINALESan Gregorio Rugby vs Rugby Perugia Junior - 7-15Polisportiva Abruzzo Rugby vs Rugby San Mauro - 5-227 Fradis Rugby vs C.U.S. Genova – 5-42Bisceglie Rugby vs Rugby Roma Olimpic Club 1930 – 0-52 SEMIFINALI 9°-12° POSTORugby Perugia Junior vs Rugby San Mauro – 14-7C.U.S. Genova vs Rugby Roma Olimpic Club 1930 – 19-26 SEMIFINALI 13°-16° POSTOSan Gregorio Rugby vs Polisportiva Abruzzo Rugby – 26-07 Fradis Rugby vs Bisceglie Rugby – 31-7 FINALE 9°-10° POSTORugby Perugia Junior vs Rugby Roma Olimpic Club 1930 – 5-21 FINALE 11°-12° POSTORugby San Mauro vs C.U.S. Genova – 0-50 FINALE 13°-14° POSTOSan Gregorio Rugby vs 7 Fradis Rugby – 21-7 FINALE 15°-16° POSTOPolisportiva Abruzzo Rugby vs Bisceglie Rugby – 17-0 CLASSIFICA FINALE Rugby Parma F.C. 1931  Verona Rugby Rugby Club Pasian di Prato Rugby IV Circolo Benevento Milano Rugby Sud Florentia Villorba Rugby Rugby Jesi 1970 Rugby Roma Olimpic Club 1930 Rugby Perugia Junior C.U.S. Genova  Rugby San Mauro  San Gregorio Rugby 7 Fradis Rugby Polisportiva Abruzzo Rugby  Bisceglie Rugby

Campionati | 07/06/2026

Trofeo Italia Touch Rugby: a Parma trionfano i “Tre Amigos”

Roma - Si è conclusa con uno straordinario successo di partecipazione e spirito sportivo la quinta edizione del Trofeo Italiano di Touch Rugby, ospitata ieri presso la Cittadella del Rugby di Parma. Nonostante le sfide logistiche e un caldo estivo che ha messo a dura prova la resistenza degli atleti, la giornata ha rappresentato un autentico trionfo per il rugby a 5, confermando la costante crescita dell'intero movimento nazionale. A sollevare il trofeo sono stati i "Tres Amigos", compagine storica che ha fatto valere la superiorità tecnica di un gruppo di altissimo profilo. Sul secondo gradino del podio si conferma una realtà in costante ascesa, il CUS Tor Vergata, sesta posizione per il Club Free Time Rugby: una formazione giovanissima e dotata di una velocità sorprendente, che non ha mostrato alcun timore reverenziale di fronte ai veterani. Il momento più autentico della giornata è stato senza dubbio il calore sugli spalti dello stadio Lanfranchi, teatro delle finali. La formula che ha visto le squadre del Trofeo Nazionale misurarsi insieme alle compagini amatoriali si è rivelata vincente: con momenti unici di condivisione e amicizia non solo durante il Terzo Tempo. L'evento ha segnato un importante salto di qualità anche sotto il profilo tecnologico e arbitrale. L’introduzione di una specifica applicazione per la gestione dei risultati in tempo reale ha garantito una fluidità inedita, mentre il significativo aumento del numero di arbitri in campo, coordinati dal Referee Manager Jaco Erasmus, ha testimoniato il crescente impegno della Commissione Nazionale Arbitri nel formare ufficiali di gara specializzati. La giornata è stata onorata dalla presenza della vice presidente federale Antonella Gualandri, che ha voluto toccare con mano la vivacità di questo settore. "E' stata prima di tutto una festa - le parole della vicepresidente Gualandri - a conferma che il rugby touch può essere un volano importante per avvicinare tante persone al nostro sport. L'essenza del rugby è racchiusa in una sola parola: divertimento e amicizia, ciò che si respirava alla Cittadella dello Sport di Parma per le finali del rugby touch". "La giornata si è svolta nel migliore dei modi, nonostante il gran caldo e qualche imprevisto sulla viabilità che ha rischiato di bloccare alcune squadre lungo la strada per Parma" – ha commentato Zeno Zanandrea, responsabile nazionale delle discipline alternative. – Ogni anno compiamo un passo avanti. Le società storiche lo sanno: stiamo lavorando a grandi novità per il prossimo anno, sempre con l’aiuto di tutti". Un successo collettivo reso possibile anche grazie all'instancabile lavoro di figure chiave come Adriano Conti e Paolo Barravecchia, il cui supporto logistico è stato fondamentale. Con queste premesse, il Touch Rugby italiano guarda ora al futuro, forte di un movimento che, passo dopo passo, sta trovando la sua dimensione ideale all’interno della grande famiglia del rugby italiano.

Campionati | 31/05/2026

Si chiude a Livorno l’ENI Tour 2026

Si chiude a Livorno l'ENI Tour 2026, dedicato alla promozione del rugby nei confronti delle persone più giovani. Sabato 30 e domenica 31 il Centro Sportivo Priami di Stagno, alle porte della città labronica, ospiterà il torneo conclusivo della rassegna. I Lions Amaranto, club padrone di casa, hanno allestito una competizione che coinvolgerà tutte le categorie del minirugby, dalla U6 alla U12, e la categoria U14. Quest'ultima sarà in campo sabato, mentre agli atleti e alle atlete più giovani sarà dedicata la giornata di domenica. Una due giorni dedicata alla palla ovale, che vedrà un vortice di partite alternarsi senza sosta su tre diversi campi da gioco, con la partecipazione di tante formazioni toscane ma non solo per oltre 50 formazioni a sfidarsi. Divertimento, condivisione e sport sono gli ingredienti di un weekend che rappresenta la perfetta conclusione per l'edizione 2026 dell'ENI Tour, supportato per l'occasione dal Comitato Regionale Toscana. Edoardo Barcaglioni, presidente del CR, ha dichiarato: "Siamo felici di portare di nuovo a Livorno l'ENI Tour, questa volta coinvolgendo un altro degli attori del territorio come i Lions Amaranto. Sarà una festa con al centro i valori simbolo del nostro sport come spirito di squadra, fair-play e socializzazione."

dalla base | 29/05/2026

Anche Il Museo del Rugby protagonista al GoGo 7s di Pordenone dal 5 al 7 giugno

Non solo grande rugby internazionale in campo, ma anche storia, tradizione e cultura sportiva. In occasione del GoGo 7s, il pubblico avrà la possibilità di vivere un viaggio unico attraverso il tempo grazie alla presenza della mostra dedicata alle maglie storiche del rugby, realizzata con il coinvolgimento del Museo del Rugby. L’esposizione accompagnerà appassionati, curiosi e visitatori alla scoperta dell’evoluzione del rugby attraverso alcuni dei simboli più iconici di questo sport: le maglie. Dai colori storici dei club italiani e internazionali alle casacche legate a grandi eventi e nazionali, ogni pezzo racconta una storia fatta di passione, sacrificio, appartenenza e memoria sportiva. La mostra rappresenta un’importante occasione culturale all’interno del GoGo 7s, arricchendo la manifestazione con uno spazio dedicato alla tradizione rugbistica e al valore identitario di questo sport. Un’iniziativa pensata non soltanto per gli appassionati, ma anche per i più giovani, che potranno conoscere da vicino il patrimonio storico del rugby e comprendere quanto questo gioco abbia saputo costruire nel tempo una forte cultura di comunità. La collaborazione con il Museo del Rugby conferma la volontà degli organizzatori di rendere il GoGo 7s un evento capace di unire spettacolo sportivo, territorio e memoria, trasformando Pordenone in un punto di incontro internazionale per il rugby dentro e fuori dal campo.Le Maglie del Rugby, Storia, Identità e PassionePordenone, 5-7 giugnoSala Espositiva Biblioteca, Piazza XX SettembreOrari di apertura: 5/6 dalle 10.00 alle 20.30; 6/6 dalle 10.00 alle 19.00; 7/6 dalle 9.00 alle 17.00Ingresso Libero

dalla base | 28/05/2026

Open Day 2026: momenti promozione con il rugby inclusivo

Roma - Gli Open Day rappresentano uno degli strumenti più importanti attraverso cui il movimento rugbistico promuove il proprio sviluppo sul territorio, favorendo l’avvicinamento di nuovi praticanti e rafforzando il legame tra club, famiglie e comunità locali. Attraverso attività aperte, momenti di prova e iniziative dedicate a tutte le fasce d’età, gli Open Day consentono di trasmettere i valori fondanti del rugby – inclusione, partecipazione, rispetto e spirito di squadra – offrendo un’esperienza diretta e accessibile del gioco. In questo contesto, il touch rugby si conferma uno strumento sempre più centrale per favorire la diffusione della disciplina, grazie a una formula semplificata, dinamica e aperta a tutti. Variante senza contatto del gioco, il touch rugby consente infatti di vivere l’esperienza rugbistica in modo immediato e coinvolgente, mantenendo intatti i principi fondamentali del rugby – sostegno, avanzamento, collaborazione e rispetto – ma eliminando la componente fisica del placcaggio. Una modalità che rende il gioco particolarmente adatto agli Open Day, alle attività promozionali e ai percorsi dedicati a chi si avvicina per la prima volta al mondo della palla ovale. Negli ultimi anni il touch rugby ha registrato una crescita significativa anche in Italia, diventando non soltanto uno strumento di promozione, ma una vera e propria disciplina capace di coinvolgere adulti, giovani, ex atleti e praticanti provenienti da altri sport. La semplicità delle regole, l’elevato livello di socialità e la possibilità di giocare in contesti misti e inclusivi ne hanno favorito la diffusione all’interno dei club e delle iniziative territoriali. Proprio il tema dell’accessibilità e del valore aggregativo del touch rugby è al centro di un’intervista realizzata con Riccardo Pittis, ex campione della pallacanestro italiana e oggi appassionato praticante della disciplina. “Il rugby touch mi ha aiutato a superare il distacco dall’attività agonistica – le parole di Pittis – ma soprattutto mi ha fatto conoscere un mondo fatto di condivisione e divertimento”. L’esperienza di Pittis rappresenta un esempio concreto di come il touch rugby possa diventare un ponte tra mondi sportivi diversi, offrendo un ambiente aperto, inclusivo e orientato alla condivisione. Un messaggio particolarmente significativo nel contesto degli Open Day, iniziative pensate non soltanto per far conoscere il rugby, ma per promuovere una cultura sportiva fondata sulla partecipazione, sul benessere e sulla socialità. “Gli Open Day rappresentano un’occasione concreta per avvicinare nuove persone al rugby - le parole del Direttore Tecnico della Fir Daniele Pacini –allargando la comunità e trasmettendo i valori e le opportunità che il nostro sport offre senza barriere e sperimentando le diverse forme del gioco, come il touch e il tag che permettono un primo approccio alla disciplina senza contatto”. https://youtu.be/tAlLpm3TizY

dalla base | 26/05/2026

Al via i Giochi della Gioventù, tra le discipline c’è il rugby

Roma - La grande festa dello sport scolastico fa il suo attesissimo ritorno nella Capitale. Da oggi, martedì 26, a venerdì 29 maggio, Roma ospita la Fase Nazionale dei Nuovi Giochi della Gioventù, la più importante manifestazione sportiva scolastica del Paese. Un appuntamento storico, rilanciato con un format inedito che vede coinvolti oltre 6.500 tra studentesse, studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, insegnanti e accompagnatori provenienti da tutte le regioni d'Italia. Tra le 11 discipline protagoniste di questa straordinaria quattro giorni di sport, cerimonie e attività educative, la Federazione Italiana Rugby scende in campo in prima linea con il Rugby Tag, la versione inclusiva, veloce e senza contatto della palla ovale, ideale per promuovere i valori del gioco di squadra e del rispetto reciproco all'interno del mondo scolastico. Il QG della Palla Ovale: Sapienza Sport a Tor di Quinto Il quartier generale del rugby scolastico per le giornate di mercoledì 27 e giovedì 28 maggio (dalle 9:30 alle 18:00) sarà lo splendido impianto di Sapienza Sport, a Tor di Quinto. Sui campi del centro romano, le delegazioni scolastiche regionali si sfideranno in un fitto calendario di gare e competizioni. Accanto all'agonismo e al divertimento sul rettangolo di gioco, i giovani atleti avranno l'opportunità di partecipare a laboratori educativi e a speciali "Incontri con il Campione", pensati per trasmettere lo spirito e i sani stili di vita che il rugby incarna da sempre.  A presidiare e supportare le attività sul campo per l'intera durata dei tornei sarà presente lo staff tecnico e federale FIR. Testimonial del torneo di rugby sarà Lucia Gai, centuriona azzurra. “E’ per me un onore poter trascorrere del tempo insieme ai bambini che iniziano a praticare il rugby – le parole di Lucia Gai – credo che il ruolo della scuola sia fondamentale per la trasmissione dei valori propri dello sport e del rugby in particolare e i Giochi della Gioventù sono una grande festa che i bimbi ricorderanno per tanto tempo”. “E’ un’importante occasione di promozione per il nostro sport – la riflessione di Giuseppe Giovannetti, Responsabile del progetto scuola della Fir – le varianti del gioco senza contatto o con contatto attenuato, permettono un approccio graduale al rugby e sono uno strumento strategico per la diffusione della disciplina” Il Programma dell'Evento Il cammino dei Nuovi Giochi della Gioventù si articolerà attraverso momenti di grande condivisione istituzionale e sportiva: Martedì 26 maggio (Pomeriggio): Il via ufficiale a Piazza del Popolo (dalle 17:30 alle 20:00) con la sfilata delle delegazioni regionali, i saluti delle istituzioni e lo show d'apertura Mercoledì 27 e Giovedì 28 maggio (Giornata Intera): Il cuore delle competizioni. A Sapienza Sport si giocano i titoli nazionali scolastici di Rugby Tag. Venerdì 29 maggio (Mattina): La suggestiva cornice dello Stadio Olimpico ospiterà la cerimonia di chiusura e le premiazioni ufficiali di tutte le categorie e discipline sportive. Un momento in cui la FIR e le altre Federazioni celebreranno i vincitori e assegneranno i prestigiosi premi Fair Play, prima dei saluti finali. Il viaggio dei tantissimi studenti-atleti, iniziato mesi fa tra le fasi d'istituto, provinciali e regionali, trova a Roma la sua meta più bella, confermando lo sport della scuola come il primo, fondamentale mattone per la crescita dei rugbisti di domani.

dalla base | 26/05/2026

L’Eni Tour nel fine settimana approda a Caltanissetta e Ravenna

Roma - Prosegue il viaggio dell’ENI Rugby Tour 2026, il progetto promosso dai Comitati Regionali FIR ed Eni dedicato alla diffusione dei valori del rugby, dell’inclusione e della partecipazione sui territori. Nel secondo weekend del tour nazionale, saranno Caltanissetta e Ravenna ad accogliere giovani atleti, famiglie e società sportive in due appuntamenti che dedicati al rugby di base. Sabato 23 maggio, a partire dalle ore 9:30, lo Stadio “Marco Tomaselli” di Caltanissetta ospiterà la tappa nazionale dell’ENI Rugby Tour inserita nel calendario ufficiale della quarta edizione del circuito, insieme agli appuntamenti di Roma, Brindisi, Ravenna e Livorno. La manifestazione, coordinata dal Comitato Regionale FIR Sicilia insieme al Nissa Rugby, coinvolgerà centinaia di bambini e bambine provenienti da tutta l’isola nelle attività di minirugby Under 6, Under 8, Under 10 e Under 12, trasformando il “Marco Tomaselli” in una grande cittadella dello sport, dell’aggregazione e della condivisione. Nel corso della giornata si svolgeranno inoltre le finali regionali di TAG Rugby valide per il Trofeo CONI 2026 e sarà presentato il progetto “Sport di tutti carceri – Insieme alla meta”, iniziativa dedicata al valore educativo e sociale dello sport. Nel fine settimana ci sarà anche la tappa di Ravenna presso il Campo Sportivo di Via Isonzo 22/A, con l’organizzazione del Ravenna Rugby FC. Anche la tappa romagnola sarà una giornata all’insegna del rugby giovanile, della partecipazione e della crescita sportiva, coinvolgendo società, famiglie e appassionati all’interno di un percorso che attraversa il territorio nazionale promuovendo cultura sportiva, formazione e inclusione. L’ENI Rugby Tour rappresenta oggi uno strumento rilevante per la promozione del rugby di base in Italia attraverso i Comitati regionali, capace di valorizzare il ruolo educativo dello sport e il legame tra comunità e nuove generazioni.

dalla base | 21/05/2026

Stefano Casertano: dagli spot per FIR alla meta più vecchia della Serie C

La statistica non è ufficiale, quindi ci scusiamo in anticipo con altri potenziali recordman e li invitiamo a scriverci per esprimere le proprie lagnanze.Ma la storia merita comunque di essere raccontata.Stefano Casertano è un volto noto del rugby, che bazzica sin dall’adolescenza, ed è un volto noto della comunicazione rugbistica: regista e sceneggiatore, ha realizzato per la Federazione e per alcuni dei partner istituzionali e commerciali alcuni spot andanti in onda a livello nazionale negli ultimi anni.Trovare un regista già non è facile. Trovarlo appassionato di rugby può essere complicato. Andare a scovarne uno che del rugby ha fatto, se non la propria ragione di vita, quantomeno un pilastro del proprio percorso umano e sportivo è, oggettivamente, più impossibile che improbabile.Quando ci siamo ritrovati Stefano per le mani, abbiamo capito subito che era uno di quelli con il fuoco ovale dentro. Abbiamo lavorato bene insieme, i partner sono stati contenti, siamo rimasti in contatto come accade sempre tra persone dell’ambiente.Sapevamo che Stefano aveva giocato, che era stato alla Primavera da quando aveva 10 anni e al CUS Roma, prima di andare a studiare e fare cinema in giro per il mondo: del resto, il nostro gli anni se li porta bene, ma era abbastanza evidente che le scarpe da flanker fossero ormai riposte da qualche tempo nell’armadio, o appese al fantomatico chiodo.Insomma, non è che avessimo approfondito troppo, ecco.Stefano, tra un set e l’altro (sue produzioni sono state in selezione ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia, alla Berlinale e alla Festa del Cinema di Roma), ha fatto qualche apparizione sugli spalti dell’Olimpico per le partite del Sei Nazioni da spettatore interessato, ci ha mandato qualche messaggio entusiasta quando non poteva essere allo Stadio, è - come si suol dire - rimasto nel giro.Domenica scorsa, il 17 maggio, ha mandato un messaggio alle 17.59: “E niente, ho fatto meta in Serie C a 48 anni”: merito dell’aggiornamento delle tabelle anagrafiche che il Ministero della Salute ha approvato lo scorso dicembre, innalzando a 48 anni il limite per la pratica agonistica.Ovviamente, Stefano non ci aveva detto nulla della sua volontà di tirare fuori le scarpe chiodate dallo sgabuzzino. Zitto zitto, da buon sceneggiatore, si è costruito la sua storia perfetta: ha ripreso ad allenarsi - in effetti, sembra molto più magro dell’ultima volta che ci siamo visti su un set - è andato dalla squadra della sua vecchia università, la Luiss Avio di Roma, ha convinto l’allenatore che meritava un posto in squadra per la giornata finale della Serie C, girone laziale-abruzzese.E, una manciata di giorni prima di compiere 48 anni, è tornato in campo ancora una volta nella vittoria della Luiss contro il Tuscia Rugby: ci ha anche mandato un video, a testimonianza della sua impresa.Il video è un po’ ballerino, ma del resto Stefano era in campo per la sua ultima partita e la sua ultima meta, con il possibile e discutibile record di metaman più vecchio nella storia dei campionati FIR.Adesso, lo rimettiamo dietro la telecamera.

dalla base | 19/05/2026

A Brindisi la seconda tappa dell’Eni Tour

Venerdì 8 maggio 2026 il Campo da rugby Sant’Elia, all’interno del Parco Buscicchio di Brindisi, sarà sede della tappa pugliese dell’Eni Rugby Tour, iniziativa inserita nel circuito nazionale delle Feste del Rugby e giunta alla sua quarta edizione. Il progetto, promosso da Federazione Italiana Rugby e da Eni, sarà realizzato sul territorio con il coinvolgimento di Appia Rugby Puglia ASD e vedrà la partecipazione attiva degli studenti degli istituti scolastici locali. L’Eni Rugby Tour si conferma un appuntamento centrale nelle attività promozionali federali, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla pratica del rugby e favorire occasioni di incontro tra atleti, tecnici, famiglie e comunità. Ogni tappa si configura come una vera e propria Festa del Rugby, in cui gioco, socialità e condivisione rappresentano strumenti educativi fondamentali, coerenti con i valori della disciplina. La giornata di Brindisi sarà caratterizzata da un forte coinvolgimento del mondo scolastico. Le attività saranno rivolte alle classi IV e V della scuola primaria e agli studenti della scuola secondaria di primo grado, secondo categorie ispirate ai format dei Giochi della Gioventù 2026. I partecipanti saranno impegnati in attività di TAG Rugby, disciplina propedeutica che consente un primo approccio al gioco in forma sicura, inclusiva e partecipativa. Bambine, bambini, ragazze e ragazzi saranno accolti dai tecnici e dagli educatori del club ospitante, che li accompagneranno nel corso della giornata, offrendo loro un’esperienza diretta del rugby e delle opportunità sportive ed educative presenti sul territorio. Accanto alle attività rugbistiche, il programma prevede anche momenti multidisciplinari con la possibilità di praticare basket, pallavolo, tennis e ciclismo, grazie alla collaborazione con Legami di Comunità, rafforzando il valore inclusivo dell’iniziativa. Programma – 8 maggio 2026, Brindisi Ore 9.00 – Accoglienza dei partecipanti Ore 9.30 – Apertura ufficiale della tappa e saluto delle istituzioni A seguire – Attività di TAG Rugby e giochi per le categorie scolastiche Ore 12.30 – Consegna dei gadget e terzo tempo

dalla base | 06/05/2026

Novant’anni di Rugby a Siena: il bilancio di un’istituzione sportiva e sociale

La storia del rugby nella città di Siena rappresenta un caso esemplare di resilienza sportiva, le cui origini risalgono alla metà degli anni '30. La disciplina nacque inizialmente per dare seguito alle direttive nazionali che promuovevano l'attività atletica nei poli accademici. Nonostante l'entusiasmo iniziale, il movimento dovette scontrarsi con le limitazioni demografiche dell'epoca; l'Università di Siena contava infatti solo poche centinaia di iscritti, rendendo estremamente complesso il reclutamento dei quindici titolari e delle riserve necessarie per garantire la continuità agonistica. Con l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, la pratica della palla ovale subì una brusca interruzione, scomparendo dal panorama cittadino prima ancora di essersi consolidata nel tessuto sociale. La rinascita del movimento si verificò solo decenni dopo, grazie all'iniziativa di Gianfranco Brombin, docente di educazione fisica ed ex atleta del Petrarca Padova. Il suo trasferimento a Siena permise di avviare un nuovo ciclo formativo presso la Mens Sana, culminato nella partecipazione ai Giochi della Gioventù del 1970.  Tale slancio ha trovato la sua naturale evoluzione nella creazione della sezione rugby all'interno del CUS Siena, legando indissolubilmente lo sport al Centro Universitario Sportivo. Questa struttura ha permesso di coordinare non solo l'attività agonistica, ma anche la collaborazione con le realtà limitrofe della Valdelsa e delle Crete Senesi, creando un polo d'attrazione per l'intero territorio. Le recenti celebrazioni presso l'impianto Tommaso Rizzi, precedentemente noto come Sabbione, hanno segnato il traguardo dei novant'anni di storia. La prospettiva per i prossimi decenni si concentra sul mantenimento dello spirito identitario che ha permesso a questa disciplina di superare le crisi storiche, confermando l'impegno dell'istituzione nel promuovere i principi più autentici della cultura sportiva. https://www.youtube.com/watch?v=rcLk11d02EI&list=PLvE7_2p4iKLKaH6RRSFcH6jcV1dwOa83E

dalla base | 29/04/2026