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Ministero dello Sport e Municipio Roma XI insieme per lo Stadio del Rugby di Corviale, stanziati 750.000€. Vaccari: “Impianto dal grande valore sportivo e sociale”

fonte Ministero per lo Sport e i GiovaniStipulato l’accordo tra il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e il Municipio Roma XI, sotto gli auspici della Federazione Italiana Rugby, che prevede il cofinanziamento per la riqualificazione dell’impianto del rugby in via degli Alagno a Corviale, grazie a un contributo complessivo di 750 mila euro, dei quali 700 mila euro stanziati dal Ministro Abodi, a valere sulla riserva di fondi per la realizzazione di interventi sull’impiantistica sportiva di particolare interesse sociale, costituita nell’ambito del Fondo Sport e Periferie, e 50 mila euro dal Municipio Roma XI. I lavori di riqualificazione dell’impianto di proprietà di Roma Capitale e in gestione al Municipio XI, che inizieranno in autunno, saranno realizzati da Sport e Salute e prevedono la sostituzione completa del manto erboso sintetico e del sottostante tappeto antitrauma.  Questo impegno intrapreso dalle parti coinvolte rappresenta un passo concreto per restituire al quartiere un ulteriore luogo di aggregazione, crescita e partecipazione, confermando il valore dello sport come strumento di inclusione e coesione sociale, di educazione e rigenerazione urbana, seguendo l'indirizzo del comma 7 dell’art. 33 della nostra Costituzione. L’intervento conferma l’impegno del Governo nel promuovere la rinascita dei territori attraverso lo sport, riconoscendo agli impianti sportivi un ruolo strategico non solo sotto il profilo infrastrutturale, ma anche come presìdi educativi, di socialità e cittadinanza attiva. La riqualificazione dell’impianto di Corviale rappresenta, quindi, un investimento sul futuro con effetti immediati: un luogo restituito alla comunità, capace di generare opportunità, rafforzare i legami sociali e offrire ai giovani uno spazio nel quale crescere attraverso i valori e la pratica dello sport. Per il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi “oggi è una giornata importante per Corviale perché con questo investimento del Governo vogliamo restituire ai cittadini un ulteriore impianto all’altezza delle loro aspettative, delle loro esigenze. Lo sport è un diritto, ma anche un’opportunità per costruire relazioni, prevenire il disagio, contrastare la solitudine, promuovere benessere e rafforzare il senso di comunità. La conclusione dell’iter amministrativo è un passaggio fondamentale che ci permette di trasformare un impegno in un progetto concreto, destinato a generare benefici duraturi per il territorio, per la comunità”.Il Presidente del Municipio Roma XI Gianluca Lanzi ha dichiarato: “Voglio ringraziare il Ministro Abodi per aver accolto la mia richiesta di finanziamento dell’intervento di manutenzione straordinaria del manto erboso sintetico dell’impianto del rugby di Corviale. Grazie al lavoro comune, in tempi rapidissimi - sette mesi -, si è giunti alla stipula dell’accordo e allo stanziamento dei fondi necessari da parte del Ministero e di Roma Capitale. Corviale sta diventando sempre più una cittadella dello sport, dotata di numerosi impianti sportivi pubblici: oltre all’impianto del rugby, ci sono la piscina comunale, due centri sportivi municipali (di cui uno entrerà per la prima volta in funzione a settembre), il “Campo dei miracoli” del Calciosociale su area regionale, tre campi da street basket (uno nella nuova piazza e due nel nuovo “Parco Est”) e poi il sogno che si sta avverando nei prossimi mesi con l’apertura del PalaCorviale realizzato da Roma Capitale con i fondi del PNRR”.  Il Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma ha sottolineato che "Sport e Salute è al fianco del Governo e delle altre istituzioni per tradurre le risorse pubbliche in progetti concreti capaci di migliorare la qualità della vita sportiva delle comunità. Questo intervento, per il quale siamo stati incaricati dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, conferma la nostra missione: essere al servizio del territorio, ascoltando i bisogni delle periferie e trasformandoli in opportunità reali per chi le vive ogni giorno”. “A Corviale ci prepariamo a restituire molto più di un campo da rugby: uno spazio sicuro dove fare sport, un presidio di legalità e socialità, un luogo capace di generare opportunità, crescita e futuro per i giovani e per l’intera comunità. È il risultato di un grande lavoro di squadra. Questa è una delle missioni più importanti di Sport e Salute: valorizzare i territori attraverso lo sport. Lo stiamo facendo a Corviale e in tutta Italia, anche attraverso il progetto ‘Sport Illumina’, perché lo sport è vita. Continueremo a investire con determinazione in questa direzione. Un impianto sportivo non è soltanto un’infrastruttura: è un motore di inclusione, benessere, coesione sociale e sviluppo”, ha dichiarato Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute. “Lo Stadio del Rugby di Corviale è un impianto dal profondo valore simbolico per il rugby, romano e non solo. È la casa del Villa Pamphili, un Club che ha fatto dell’impegno sociale e del coinvolgimento delle comunità del proprio territorio un potentissimo strumento di partecipazione, e rappresenta uno straordinario presidio di socialità. Come Vicepresidente Vicario di FIR e Presidente della Commissione Impianti, ma soprattutto come uomo che si riconosce nei valori di cui il nostro Gioco è ambasciatore, sono felice di questa iniziativa congiunta del Ministro per lo Sport e i Giovani Abodi e del Presidente del Municipio XI di Roma Capitale Lanzi, volta a garantire allo Stadio del Rugby i necessari ammodernamenti in vista delle stagioni a venire, permettendo a rugbiste e rugbisti di tutte le età di continuare a praticare lo sport che amano ed avvicinandone di nuovi” ha dichiarato il Vice Presidente Vicario di FIR, Paolo Vaccari.

dalla base | 10/07/2026

Linee di meta: Riccardo Casarin ed Emiliano Mastropasqua – Amatori Union Rugby Milano

Uno ha scoperto il rugby quasi per caso, durante un evento in un parco, dopo averlo visto da lontano attraverso lo zio. L’altro ha iniziato a Sesto San Giovanni, dopo aver provato tanti sport diversi, e poi ha trovato nell’Amatori Union il posto in cui crescere. Riccardo Casarin (capitano e centro dell’Italia under 20) ed Emiliano Mastropasqua (pilone dell’Italia under 20) hanno condiviso gran parte del percorso nelle giovanili milanesi, poi l’Accademia e infine la Nazionale under 20. Un’amicizia nata in campo e diventata negli anni un rapporto sempre più importante anche fuori. I primi passi nel rugby Per Casarin il rugby è arrivato attraverso due strade diverse: "L’ho scoperto in due modi. Mio zio ha sempre giocato a rugby, ma non l’avevo mai provato perché il campo era lontano da casa. Poi un giorno stavo facendo un giro in bici e c’era un evento per promuovere il rugby, si chiamava “Rugby nei Parchi”. Ho provato, mi è piaciuto subito e poco dopo l’Amatori Junior Milano ha iniziato a fare gli allenamenti in un campo ad Affori. Ho cominciato lì, poi ho fatto tutto il minirugby con l’Amatori Junior. Successivamente, dall’Under 12, ci siamo uniti alla Union, un’altra squadra di Milano, ed è nata l’Amatori Union. Da lì ho fatto tutto il percorso, dall’Under 12 fino ai Seniores". Mastropasqua ha iniziato invece al GS Rugby Sesto, vicino a casa: "Sono di Sesto San Giovanni, vicino Milano, e ho cominciato a giocare lì. Da piccolo avevo provato tanti sport: nuoto, calcio e altri ancora, ma quando ho provato il rugby ho visto subito qualcosa di diverso. Dal secondo anno di Under 10 mi sono spostato all’Amatori Union insieme ad altri due o tre compagni". Il percorso Nel percorso di Casarin una figura centrale è stata Simone Merlo, allenatore avuto in Under 14: "È stato un allenatore molto rigido, però grazie a lui ho capito l’importanza della disciplina, del sacrificio e di tutti quegli aspetti che contano sia in campo che fuori. Con lui ci siamo tolti anche tante soddisfazioni come squadra. Ci ha fatto appassionare a questo sport, ci ha insegnato ad allenarci e a lasciare tutto in campo, e secondo me quella è stata anche la forza del gruppo che poi in Under 17 è arrivato quarto in Italia. Grazie a lui abbiamo creato legami che portiamo avanti ancora oggi, dentro e fuori dal campo. C’è un episodio che ricordo in particolare: a inizio anno Simone ci faceva scrivere un foglietto, quasi un contratto, in cui ci impegnavamo a evitare bevande gassate e zuccherate, a non andare al fast food, a non mangiare cibo spazzatura, a dormire tanto e a mantenere una dieta bilanciata. Sembrano cose banali per un ragazzo di 14 anni, però alla lunga ti aiutano, sono degli insegnamenti per vivere in maniera sana a prescindere dal rugby. E poi quando il rugby comincia a diventare più serio, più professionale, sono abitudini che ti porti dietro e che ti permettono di crescere. A me è servito tanto". Mastropasqua racconta invece di Federico Riva, allenatore avuto per diversi anni e poi anche compagno di squadra: "Ce ne sono state diverse di persone importanti, però quella con cui mi sono sempre ritrovato di più è Federico Riva. È stato il mio allenatore per diversi anni, fino alla stagione precedente a questa, poi nell’ultima stagione abbiamo anche giocato insieme in prima squadra. È stato bellissimo ritrovarmi in campo fianco a fianco con una persona che era stata il mio allenatore per così tanto tempo. Lui mi ha sempre sostenuto, mi ha insegnato tante cose sul campo e mi ha dato una mano non solo da allenatore, ma anche da amico. Il suo insegnamento è passato soprattutto dal modo di vivere il gruppo, mi ha insegnato a divertirmi e a godermi non solo il piacere del gioco, ma anche l’unità del gruppo, il rapporto con i compagni”. L’amicizia Casarin e Mastropasqua si sono conosciuti in Under 12, pur avendo un anno di differenza. “Era di un anno più piccolo ma solo anagraficamente (ride, ndr) – racconta Casarin – perché fisicamente era già molto grande. Anche questo è stato un aspetto su cui abbiamo legato. Io ero più piccolo fisicamente e ogni volta andare contro di lui, giocarmi il placcaggio anche in allenamento, è stato un motivo di crescita per entrambi. Da lì abbiamo costruito un legame. Ci conosciamo da quasi dieci anni e vedersi ogni giorno per tutto questo tempo è bellissimo. Poi con lui ho passato anche un anno in Accademia e si crea un rapporto a 360 gradi: se c’è qualcosa che non va gli scrivo, se c’è qualcosa che non va a lui mi scrive. È un bellissimo rapporto nato grazie a questo sport". Il percorso comune è arrivato fino alla maglia azzurra: "È un grande orgoglio per entrambi. Pensare al primo allenamento fatto insieme, quando eravamo semplicemente Emiliano e Riccardo che si presentavano, e poi ritrovarci magari uno accanto all’altro durante l’inno, è una cosa bellissima" conclude il capitano degli Azzurrini. Anche Mastropasqua racconta un rapporto nato presto e diventato sempre più forte: "Ho conosciuto Riccardo nel mio primo anno di Under 12, il primo anno in cui ho giocato con quelli più grandi all’Amatori. Ormai siamo davvero tanto amici, quasi fratelli. Il gruppo dell’Amatori, anche nelle giovanili, è sempre stato molto affiatato e io e lui abbiamo sempre condiviso la passione per questo sport e la voglia di dare il massimo in campo. Per questo abbiamo un’amicizia molto stretta. Ritrovarsi insieme in Nazionale è veramente una grande emozione. Essendo Riccardo di un anno più grande, per me è sempre stato un punto di riferimento per la voglia e per l’attitudine che metteva in campo". Il lavoro dell’Amatori con i giovani Per Casarin, il percorso fatto all’Amatori è stato decisivo anche per le persone incontrate negli anni: "Senza l’Amatori, senza le persone che ci hanno allenato, nel mio caso non solo Simone Merlo ma anche i ragazzi più grandi con cui abbiamo giocato in Seniores negli ultimi due anni, io ed Emi non saremmo arrivati qui. I rapporti costruiti, la loro esperienza e anche solo il divertimento che ci hanno trasmesso sono stati un motivo di crescita. Tutte le esperienze fatte grazie a loro ci hanno portato dove siamo adesso". Mastropasqua lega il lavoro dell’Amatori soprattutto ai valori trasmessi al gruppo: "Al di là dell’aspetto tecnico, che è sicuramente importante, i valori principali di quella società sono quelli che poi ritrovi anche in campo: il sostegno, l’appartenenza al gruppo, la collaborazione e il legame forte tra i giocatori della squadra. Sono cose che ti restano e che ti aiutano a crescere".

dalla base | 10/07/2026

Rugby Tag e scuola: la formula vincente per i Giochi della Gioventù

L’anno scolastico 2025/26, che proprio in questi giorni giunge a conclusione con gli esami di maturità, ha rappresentato una stagione di profondo consolidamento per il binomio tra la promozione del Rugby Tag e gli istituti scolastici, contribuendo a rafforzare questa forma di gioco senza contatto come come una delle formule più efficaci di diffusione e promozione del rugby in ambito scolastico. Il gioco senza contatto si sta affermando come uno strumento strategico nei percorsi di educazione motoria, capace di coniugare accessibilità, inclusione e sviluppo delle competenze trasversali, rafforzando il ruolo della scuola come primo presidio educativo e sportivo sul territorio. In questo quadro si inserisce il percorso dei Giochi della Gioventù, che ha visto il coinvolgimento di circa 150 istituti scolastici e 1.500 studenti nelle fasi regionali, confermando una crescita costante della disciplina e la sua capacità di radicarsi nei programmi scolastici delle scuole secondarie di primo e secondo grado su scala nazionale. Il modello proposto, basato sulla partecipazione mista e sulla centralità del gioco di squadra, si integra pienamente negli obiettivi formativi legati allo sviluppo delle competenze sociali, relazionali e motorie.Il progetto ha trovato il suo momento conclusivo nelle Finali dei Giochi della Gioventù, ospitate negli impianti sportivi dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, che hanno rappresentato il punto di arrivo di un percorso educativo strutturato e condiviso.Alla manifestazione hanno preso parte circa 450 tra studenti, docenti accompagnatori e rappresentanti istituzionali del Ministero e di Sport e Salute, in una giornata che ha sintetizzato il valore della collaborazione tra sistema scolastico e istituzioni sportive.Nel quadro della proposta educativa del Rugby Tag, la competizione ha mantenuto la sua formula inclusiva, articolata in due momenti distinti di gioco che hanno coinvolto separatamente la componente maschile e femminile delle squadre, con il punteggio finale determinato dalla somma delle due frazioni. Un modello che continua a valorizzare la partecipazione di tutti gli studenti e a promuovere dinamiche di cooperazione e responsabilità condivisa.“Il Rugby Tag rappresenta oggi un progetto educativo strutturato che mette al centro la scuola come luogo di crescita complessiva della persona. – ha sottolineato Giuseppe Giovannetti, Responsabile Scuola della Fir - Non si tratta soltanto di un’attività sportiva, ma di uno strumento capace di sviluppare competenze relazionali, senso di responsabilità e partecipazione attiva. La sinergia tra istituzioni, mondo scolastico e realtà sportive è la condizione fondamentale per consolidare un percorso che sta dimostrando grande efficacia e una crescita costante su tutto il territorio nazionale.”Le Finali di Roma hanno rappresentato dunque il momento conclusivo di un percorso ampio e articolato, che ha confermato il Rugby Tag come disciplina in grado di coniugare partecipazione, inclusione e crescita educativa, contribuendo in modo concreto agli obiettivi dei Giochi della Gioventù. https://www.youtube.com/watch?v=WYfQych6AMI&feature=youtu.be

dalla base | 08/07/2026

Linee di meta: Luca Rossi e Luca De Novellis – Pesaro Rugby

Uno è cresciuto nel Pesaro Rugby fin da bambino, l’altro ci è arrivato dopo aver iniziato a Lecco: si sono ritrovati quasi per caso e sono arrivati insieme fino alla Nazionale under 20, dopo un percorso che li ha visti passare dalle giovanili e dall’Accademia fino all’azzurro. Sono Luca Rossi e Luca De Novellis, trequarti dell’Italia che sta disputando il Mondiale di categoria in Georgia. I primi passi nel rugby Per Rossi il rugby è arrivato prestissimo, anche grazie a un fratello maggiore che aveva già scelto questo sport: "Ho iniziato a giocare a 5 anni e l’ho scoperto tramite mio fratello, che lo praticava già. Poi ha smesso quando è diventato più grande, però gli è sempre piaciuto il rugby, soprattutto per i valori che trasmette, e mi ha indirizzato verso questa scelta. Ho iniziato a Pesaro, nelle Formiche Rugby, e ho sempre giocato lì fino a quando sono stato selezionato per il percorso di formazione a Roma, ormai tre anni fa". Il punto di partenza di De Novellis, invece, è stato Lecco: "Le mie radici sono legate al Rugby Lecco, perché prima di trasferirmi a Pesaro giocavo lì. Ho iniziato nel primo anno di Under 8 grazie a mio fratello. Ho capito subito che era qualcosa di diverso dagli altri sport, poi nel 2018 ci siamo trasferiti per motivi di famiglia, perché mio padre prima lavorava vicino a Lecco e poi ha avuto un’opportunità di trasferirsi a Pesaro, e lì ho conosciuto Luca”. Il percorso Nel percorso di Rossi ci sono state diverse figure importanti, in particolare due: Alex Grieve e Diego Antonelli. "Tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno trasmesso qualcosa e mi hanno fatto crescere. Se dovessi scegliere direi Alex Grieve e Diego Antonelli, che sono state le figure più importanti dal punto di vista non solo tecnico ma umano. Grieve è stato il mio allenatore per due anni in Under 18. È un allenatore inglese, arrivato a Pesaro dall’Inghilterra, e mi ha trasmesso tanto dal punto di vista tecnico. Con Diego Antonelli invece il rapporto è stato diverso: mi ha fatto appassionare ancora di più a questo sport, perché è sempre stata una figura in cui un giorno avrei voluto riconoscermi. È l’attuale capitano della prima squadra del Pesaro e per me è un grande esempio, per il giocatore che è ma soprattutto per la persona che è fuori dal campo. Queste due figure sono state fondamentali soprattutto dopo la delusione di non essere stato selezionato inizialmente per il percorso di formazione federale a Roma: loro mi spinsero a lavorare ancora più duramente, mi fecero capire che lavorando duro avrei potuto farcela, Alex principalmente dal punto di vista tecnico, facendomi crescere ulteriormente come giocatore, Diego soprattutto a livello caratteriale: è riuscito a inculcarmi la mentalità giusta che dovevo avere per poter fare questo salto. E alla fine la chiamata dell’Accademia è arrivata, anche grazie al loro lavoro”. Anche De Novellis lega il suo percorso a diverse persone, a partire da Massimiliano Gabucci: "A Pesaro avrei diversi nomi da fare. Inizialmente ho legato molto con Massimiliano Gabucci, l’allenatore che mi ha accompagnato nelle annate dell’Under 14 e anche dell’Under 16. Con lui ho stretto tanto anche fuori dal campo, perché mi ha sempre preso sotto la sua ala e mi ha insegnato tante cose, non solo sugli aspetti tecnici del rugby. Ho un bellissimo rapporto con lui, ha conosciuto anche la mia famiglia e spesso viene a cena da noi". E poi, anche De Novellis deve tanto alle capacità di insegnamento di Alex Grieve: "Anche se l’ho avuto per un solo anno, in poco tempo è riuscito a trasmettermi tantissime cose. Le sue correzioni mi sono servite molto dal punto di vista tecnico per diventare un trequarti migliore, e ancora oggi siamo in contatto”. Il rapporto con Gabucci, racconta De Novellis, è stato importante anche nei momenti più difficili: "È un allenatore che ti sprona sempre a fare meglio, e proprio per questo all’inizio sei portato a pensare che ce l’abbia con te. In realtà col tempo ho capito che lo faceva perché ci teneva tanto: all’inizio mi richiamava sempre, ma poi mi ha spiegato che lo faceva perché aveva visto del potenziale e ha sempre cercato di farmi migliorare, soprattutto dal punto di vista mentale. Ero uno che in campo si innervosiva molto, con se stesso e anche con gli altri: lui è riuscito a trasmettermi la mentalità giusta, a capire come dovevo gestire la pressione e il nervosismo, e questo è un insegnamento che poi vale anche fuori dal campo”. L’amicizia Il primo incrocio tra Rossi e De Novellis risale a quando erano ancora bambini. "Il primo incontro è stato un po’ casuale" racconta Rossi: "Lui non è di Pesaro, viene da Lecco, e ci eravamo già incrociati in un torneo da piccoli. Quando poi è venuto ad abitare a Pesaro l’ho subito riconosciuto. Siamo diventati molto amici e ancora oggi capita spesso di uscire insieme quando siamo in città o di sentirci anche quando siamo lontani: lui a Roma e io quest’anno a Parma. Abbiamo legato tanto, non solo in campo ma anche fuori. È stato un percorso graduale, adesso siamo molto amici e ci lega questa grande passione per il rugby". De Novellis ricorda l’arrivo a Pesaro e il rapporto nato quasi subito: "Ci siamo conosciuti appena sono arrivato, nel 2018. Io ero al secondo anno di Under 12, lui un anno più grande, ma dalla stagione successiva abbiamo giocato insieme e siamo andati d’accordo fin da subito. Abbiamo fatto insieme anche il primo anno di Accademia a Roma. Viaggiavamo spesso insieme per andare nella Capitale e quindi passavamo tantissimo tempo insieme, e alla fine si è creato un rapporto che va oltre il rugby, con tante amicizie in comune. Essere arrivati insieme fino al Mondiale è qualcosa di fantastico, siamo anche in camera insieme”. Il lavoro di Pesaro con i giovani Per Rossi, Pesaro ha sempre avuto una linea chiara nel lavoro con i ragazzi: farli giocare, farli crescere e farli appassionare: "Pesaro ha sempre creduto molto nella formazione dei ragazzi. Ci sono stati tecnici e allenatori di grande importanza che hanno influito tanto, come quelli che ho citato, e tuttora Pesaro è una società che punta sulla crescita dei ragazzi. Da piccolo ho vissuto questa cosa fin da quando giocavo nelle Formiche Rugby: c’è sempre stata la volontà di portare i bambini a fare tornei in tutta Italia, anche quando ci svegliavamo alle 5 del mattino per prendere il bus e andare a giocare. La società ha sempre voluto far giocare tanto i ragazzi, farli divertire e poi farli appassionare”. Nel caso di De Novellis il discorso parte da Lecco e arriva poi a Pesaro: "Lecco è la società che mi ha dato le basi per appassionarmi a questo sport, e ci è riuscita. Anche lì, come a Pesaro, c’era molta attenzione all’aspetto giovanile. Abbiamo fatto tanti viaggi, anche all’estero, e c’era il classico torneo della città di Lecco, con tanti ragazzi”. A Pesaro, racconta De Novellis, l’inserimento è stato immediato: "Quando mi sono spostato mi sono trovato subito bene con la squadra, con i ragazzi e con gli allenatori. Anche lì c’è tantissima attenzione verso i giovani. Ci sono le Formiche Rugby Pesaro, che sono le giovanili, e poi il Pesaro Rugby per i più grandi. Però non le ho mai vissute come due società diverse: è un’unica grande famiglia. Mi sono trovato bene fin dall’inizio e, con il passare degli anni, anche quando ho fatto il percorso fino alla Serie A, mi sono sempre stati vicini”.

dalla base | 26/06/2026

Al via la quarta edizione del Vittoria for Women Tour: cresce l’impegno a favore della prevenzione e del benessere fisico

La quarta edizione del Vittoria for Women Tour, il viaggio itinerante realizzato da Vittoria Assicurazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione delle malattie oncologiche femminili, prende il via sabato 27 giugno dalla Spiaggia Libera Viale Alcide de Gasperi di Taormina. Ospitato anche quest’anno dal Trofeo Italiano di Beach Rugby, l’evento si sviluppa in collaborazione con la Federazione Italiana Rugby (FIR), LILT Milano (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) e cinque LILT provinciali.Accompagnate dal claim “la prevenzione femminile è la nostra meta”, le cinque tappe porteranno il tema della prevenzione direttamente sulle spiagge, in un contesto volutamente informale e a stretto contatto con le persone, con l’obiettivo di rafforzarne la consapevolezza e renderla parte di una cultura quotidiana di cura e responsabilità verso se stessi e i propri cari. La prevenzione gratuita del VittoriaBus Ad ogni fermata sarà presente il nuovo VittoriaBus, il centro di informazione e prevenzione itinerante adibito a sala medica. Grazie al supporto dei medici LILT attivi sui territori coinvolti, sarà possibileeffettuare gratuitamente delle visite senologiche, ricevere consigli in base all’età e al rischio personale, e ottenere un aiuto concreto su come e dove muoversi dopo un’eventuale indicazione di accertamento ricevuta al termine della visita. Inoltre, per tutta la durata dell’iniziativa, verrà promossa una raccolta fondi che sosterrà le visite e gli esami offerti da LILT in occasione della campagna Nastro Rosa di ottobre, dedicata alla prevenzione del tumore al seno.  Nel corso delle prime tre edizioni, il Vittoria for Women Tour ha registrato 4.270 visite effettuate e 211 casi indirizzati verso ulteriori approfondimenti. Numeri che testimoniano l’efficacia di un progetto capace di portare la prevenzione al di fuori dei contesti tradizionali e di avvicinare sempre più donne alla cultura del controllo periodico.  Dalla rete (social) alla spiaggiaTra le novità della quarta edizione, figura la collaborazione con un giovane gruppo di medici ed esperti di salute: Heimi Salute e Prevenzione, società cooperativa sociale attiva nella divulgazione medico-scientifica e conosciuta sui social per il proprio approccio divulgativo. Con una community che supera il milione di follower su Instagram, Heimi si distingue per la capacità di raccontare la medicina e i corretti stili di vita con un linguaggio accessibile, immediato e vicino alle generazioni più giovani. Durante il Tour, il team coinvolgerà il pubblico con attività dedicate alla sensibilizzazione sui temi della salute e della prevenzione, creando un ponte tra comunicazione digitale ed esperienza sul territorio. Una collaborazione che consentirà di amplificare ulteriormente il messaggio del Tour attraverso modalità creative, originali e coinvolgenti. Un ecosistema in evoluzione per la salute di tuttiIn questo viaggio per la prevenzione, l’edizione 2026 amplia ulteriormente il proprio perimetro, includendo due nuove iniziative dedicate alla salute e al benessere condiviso. I partecipanti potranno testare sul posto un’innovativa soluzione di Digital Health sviluppata da Come Stai, realtà parte di Vittoria Servizi, la società di Vittoria Assicurazioni che amplia la propria offerta con servizi ad alto valore per il Cliente grazie a ecosistemi completi e integrati. L’applicazione consente di monitorare i più importanti parametri vitali e di ricevere l’esito del check up direttamente sullo smartphone.In tre tappe del Tour, nello specifico a Taormina, Pescara e San Felice Circeo, sarà, inoltre, presente Pausetiv, la prima piattaforma digitale in Italia dedicata a offrire supporto concreto alla cura della menopausa. Startup Red Carpet incubata da Vittoria hub nel 2025, Pausetiv offre strumenti concreti e informazione qualificata su un tema ancora poco esplorato nel dibattito pubblico. Cinque weekend di salute, musica e sportNei fine settimana targati Vittoria for Women Tour, la salute si affiancherà a momenti di sport, intrattenimento e musica. I tormentoni dell’estate accompagneranno adulti e bambini che, affiancati da esperti e giocatori, potranno scoprire le tecniche del rugby e i valori che lo contraddistinguono, vivendo un'esperienza coinvolgente all'insegna della condivisione e del gioco di squadra. Anche quest'anno, inoltre, Vittoria Assicurazioni conferma il proprio sostegno al movimento del rugby femminile, destinando un contributo dedicato per garantire la partecipazione di almeno tre squadre femminili in ciascuna delle cinque tappe del Trofeo Italiano di Beach Rugby che ospita il Tour.Tutti gli eventi vedranno, infine, il coinvolgimento e la partecipazione diretta delle Agenzie Vittoria Assicurazioni di riferimento sul territorio. Le tappe del Vittoria for Women Tour 2026: 27-28/06 Taormina, Spiaggia Libera Viale Alcide de Gasperi 61 – Sicilia 04-05/07 Pescara, Stadio del Mare – Abruzzo 11-12/07 San Felice Circeo, Bora Bora Beach Club – Lazio 18-19/07 Alpago, Beach Arena – Veneto 25-26/07 San Benedetto del Tronto, Beach Arena – Marche “Con il Vittoria for Women Tour continuiamo a portare la prevenzione nei luoghi della quotidianità estiva, avvicinandola alle persone in modo semplice e accessibile. In questi anni abbiamo costruito un progetto capace di generare un impatto concreto sul territorio e l’edizione 2026 rappresenta un ulteriore passo avanti in questo percorso. Accanto alle visite senologiche gratuite, che restano il cuore dell’iniziativa, abbiamo scelto di ampliare il nostro raggio d’azione: da un lato, la presenza di Pausetiv rafforza il nostro impegno a favore del benessere femminile, dall’altro le collaborazioni con Come Stai e Heimi ci permettono di coinvolgere un pubblico ancora più ampio e sperimentare nuovi modi di informare su questi temi  – afferma Matteo Campaner, Amministratore Delegato di Vittoria Assicurazioni – Il nostro obiettivo resta comunque lo stesso di sempre: contribuire a diffondere una maggiore cultura della prevenzione, incoraggiando le persone a prendersi cura della propria salute con responsabilità e continuità, per se stessi e per chi hanno accanto.”  “Anno dopo anno il Vittoria for Women Tour è cresciuto sino a diventare un elemento distintivo della nostra stagione sportiva e un esempio concreto di come la collaborazione tra FIR ed i propri partner vada molto oltre la semplice sponsorizzazione, evolvendo verso una partnership orientata allo sviluppo del Gioco, in tutte le sue forme, e valorizzando il ruolo del rugby nella società. Anche quest’anno, le tappe Vittoria del nostro Trofeo Italiano di Beach Rugby saranno un momento di partecipazione, prevenzione e promozione, amplificando il nostro impegno nella diffusione di varianti del gioco capaci di allargare sempre più la base dei nostri praticanti. Ringrazio, da ex rugbista e a nome del Presidente e del Consiglio, il nostro main sponsor per affiancarci ogni giorno e in particolare in questo splendido appuntamento”, dichiara Leonardo Ghiraldini, Consigliere federale della FIR. “È per noi motivo di orgoglio essere stati confermati come partner sanitario del Vittoria for Women Tour. – dichiara Luisa Bruzzolo, direttrice generale LILT Milano – È un progetto in cui crediamo perché parla la lingua della prevenzione che ci appartiene, quella che esce dagli ambulatori e va incontro alle persone, anche in luoghi non convenzionali come le spiagge. Dietro a ogni tappa c'è un lavoro di rete prezioso: insieme ad altre cinque LILT provinciali, di Ascoli, Belluno, Latina, Messina, Pescara, ai medici, al personale e ai volontari che mettono entusiasmo e competenza al servizio delle donne che incontriamo. Promuovere la salute significa incoraggiare gli stili di vita corretti come controlli e movimento regolari, perché la prevenzione non è un singolo gesto, ma un'abitudine quotidiana di cura. Il cuore della prevenzione è arrivare prima. Ed è esattamente quello che, tappa dopo tappa, continueremo a fare.”  “Come medico, so quanto sia difficile che la prevenzione entri nelle priorità quotidiane delle persone: spesso arriva quando è tardi. Portarla in spiaggia, in un momento di leggerezza e socialità, ribalta questa logica — è la prevenzione che va incontro alle persone, non il contrario. Per noi di Heimi è la naturale estensione di ciò che facciamo ogni giorno online: rendere la salute un linguaggio semplice e vicino alla nostra community”, commenta Camilla Caimi, Medico di Medicina Generale e Presidente di Heimi.  “Rugby e impegno sociale sono un binomio vincente ed inscindibile, che trova nei valori fondanti del Gioco la propria essenza più vera. Come rugbista e come donna sono felice di poter contribuire a diffondere due messaggi che mi stanno particolarmente a cuore: portare lo sport che amo e che mi ha regalato momenti indimenticabili verso nuovi pubblici grazie alle tappe del Vittoria for Women Tour e contribuire a sensibilizzare donne e ragazze all’importanza della prevenzione oncologica”, conclude Lucia Gai, Centuriona FIR.

Campionati | 18/06/2026

Comunicato Stampa FIR sui dati di tesseramento 2025/26

In merito ad alcune recenti ed errate ricostruzioni apparse in data odierna su alcuni media e relative all’andamento del numero dei tesserati del rugby italiano, la Federazione Italiana Rugby ritiene doveroso intervenire sul tema, a tutela della reputazione dell’Ente e, soprattutto, dell’impegno e dei risultati ottenuti dai club dall’intero movimento. Occorre, innanzitutto, ristabilire una corretta interpretazione metodologica dei dati diffusi e utilizzati nelle ricostruzioni giornalistiche, poiché la natura stessa dei cicli stagionali su cui si basa l’attività richiede valutazioni effettuate su periodi omogenei o, preferibilmente, sul dato di fine stagione, unica finestra che consente una misurazione effettivamente rappresentativa. Prendendo in considerazione il dato relativo alle sole atlete ed ai soli atleti che hanno svolto attività agonistica nel corso della Stagione Sportiva 25/26, il dato ufficiale FIR evidenzia una crescita percentuale dell’1%, per un totale di 65.114 praticanti a fronte dei 64.414 che risultavano aver disputato attività nel corso del 2024/25.  Il dato percentuale è tanto più significativo poiché evidenzia un primo, confortante segnale di ripresa della crescita di praticanti dopo la costante curva decrescente che aveva caratterizzato le stagioni riconducibili al precedente mandato, con una perdita complessiva di atlete e atleti pari al -4,47% tra il 2021/22 e il 2023/24*.  È inoltre opportuno evidenziare come la Federazione Italiana Rugby sia pienamente consapevole di come la propria mission statutaria poggi sullo sviluppo della disciplina e sull’ampliamento della base di praticanti quale elemento strategico per garantire la sostenibilità futura del movimento, in ogni sua componente, nonché la sua crescita tanto qualitativa quanto quantitativa a ogni livello del Gioco. Tutti i progetti programmatici e le azioni intraprese dalla Federazione sono e rimarranno volte a garantire il benessere e lo sviluppo del rugby italiano e delle Società affiliate nel lungo periodo, consci delle difficoltà che il contesto sociale e storico attuale, il calo demografico e la crescente tendenza all’abbandono della pratica sportiva in età adolescenziale costituiscano oggi la sfida primaria non solo per la disciplina del rugby ma per l’intero sistema-sport in Italia. Alla luce di tutto questo, l’aumento dell’1% dei praticanti va interpretato come il risultato concreto dell’impegno profuso quotidianamente dal movimento di base. Un segnale incoraggiante che testimonia il lavoro svolto dalle Società affiliate, dai dirigenti, dai tecnici, dai volontari e da tutte le persone che, con passione e dedizione, operano ogni giorno per promuovere il rugby sui territori, coinvolgere nuovi praticanti e garantire opportunità di crescita sportiva e umana alle nuove generazioni. A tutte le Società che stanno affrontando con determinazione le sfide del contesto attuale va il riconoscimento della Federazione Italiana Rugby per il prezioso contributo fornito allo sviluppo e al futuro del nostro sport. I risultati registrati rappresentano prima di tutto il frutto del loro lavoro, della loro capacità di fare comunità e del loro costante impegno a favore del rugby italiano. *tutti i dati sono calcolati alla data del 17 giugno di ciascun anno preso in esame e relativi al numero di atlete e atleti effettivamente partecipanti all'attività sportiva. I dati non tengono in considerazione tutte le altre categorie (arbitri, tecnici, dirigenti) che contribuiscono alla quota tesserati.  

dalla base | 17/06/2026

Scuole in meta: comitato laziale e Urap insieme per un rugby inclusivo

Grande successo per l'evento conclusivo del progetto "Scuole in Meta", svoltosi nelle giornate del 3 e 4 giugno 2026 a Latina, presso i campi dell'Unione Rugby Agro Pontino, al Centro sportivo Aenova di Borgo San Michele. Una splendida due giorni di sport, festa e condivisione all'aria aperta che ha visto la partecipazione di circa 250 bambini delle scuole elementari della provincia di Latina, riuniti nel segno del rugby e dell'inclusione.L'iniziativa, promossa dalla Federazione Italiana Rugby (FIR) in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, ha trovato il pieno sostegno del Comitato Regionale FIR Lazio, del CONI Lazio, del CIP Lazio e dell'associazione CONTACTUS. Fondamentale anche il lavoro di rete sul territorio svolto dalle associazioni rugbistiche URAP (Unione Rugby Agro Pontino) e TAKIWATANGA.Al centro della manifestazione il valore del rugby come strumento di abbattimento delle barriere e di inclusione sociale, con un focus particolare sul rugby integrato, che ha permesso a bambini con disabilità intellettiva di giocare e divertirsi insieme ai propri compagni di classe.La manifestazione ha visto il pieno coinvolgimento della scuola del 12° Circolo di Borgo Faiti, che comprende anche i plessi di Borgo San Michele, Borgo Grappa e Borgo Isonzo. Un’attività resa possibile grazie alla disponibilità della Dirigente Scolastica e del corpo insegnate.I rappresentanti delle istituzioni presenti hanno espresso grande entusiasmo per la riuscita dell'evento e per il clima di festa che ha coinvolto i piccoli atleti, auspicando che il progetto possa avere continuità e crescere ulteriormente nel prossimo anno scolastico.L'evento si è concluso tra i sorrisi dei bambini, uniti in un grande terzo tempo, a testimonianza di come lo sport possa davvero essere il veicolo ideale per superare ogni diversità e creare comunità. https://www.youtube.com/watch?v=IVC2V7dH5js&feature=youtu.be

dalla base | 17/06/2026

Conclusa l’edizione 2026 dell’Eni Rugby Tour, protagonista il rugby di base

Roma – Si è conclusa con la tappa di Livorno del 31 maggio l’edizione 2026 dell’Eni Rugby Tour, il progetto promosso dalla Federazione Italiana Rugby in collaborazione con Eni che, per il quarto anno consecutivo, ha accompagnato centinaia di giovani rugbiste e rugbisti delle categorie U6-U12 in un percorso all’insegna del gioco, della condivisione e dei valori educativi del rugby. Partito da Roma, il Tour ha attraversato l’Italia facendo tappa a Brindisi, Caltanissetta, Ravenna e infine Livorno, coinvolgendo società, tecnici regionali FIR, volontari e famiglie in un mese di attività che ha visto al centro la partecipazione, il fair-play e la socializzazione tra i più giovani. Cinque appuntamenti distribuiti lungo la Penisola hanno trasformato ogni giornata in una vera e propria festa del rugby, offrendo alle bambine e ai bambini l’opportunità di vivere esperienze di crescita e confronto in un ambiente inclusivo, nel pieno rispetto dei valori che caratterizzano il Gioco e che rappresentano uno degli elementi fondanti della visione federale. L’Eni Rugby Tour si conferma così un appuntamento atteso dai Club e dai territori, capace di favorire relazioni, creare occasioni di incontro e valorizzare il ruolo educativo dello sport, grazie al lavoro condiviso tra i Comitati Regionali FIR e il sostegno di Eni, partner che riconosce nello sport uno strumento fondamentale per promuovere spirito di squadra, integrazione sociale, senso di appartenenza e rispetto per le persone e per l’ambiente. La conclusione della tappa toscana ha idealmente posto il sigillo su un’edizione che ha saputo ancora una volta coniugare il divertimento del gioco con la crescita personale delle giovani generazioni, confermando l’Eni Rugby Tour come uno degli appuntamenti di riferimento della stagione dedicata al minirugby. Con la conclusione del Tour si chiude un altro capitolo di una collaborazione ormai consolidata tra FIR ed Eni, che continua a investire nella diffusione dei valori del rugby e nella crescita delle giovani generazioni, attraverso un percorso che mette al centro il gioco, la partecipazione e il piacere di condividere esperienze dentro e fuori dal campo. “L’Eni Rugby Tour rappresenta perfettamente la visione che la Federazione promuove quotidianamente sul territorio - le parole di Daniele Pacini Direttore Tecnico della Fir - In queste settimane abbiamo visto centinaia di bambine e bambini vivere il rugby nella sua forma più autentica, fatta di partecipazione, inclusione, amicizia e rispetto. Il successo di questa quarta edizione è il risultato del lavoro condiviso tra i Comitati Regionali, le società ospitanti, i tecnici, i volontari e le famiglie che rendono possibile tutto questo. Ringraziamo Eni per il sostegno e per aver creduto ancora una volta in un progetto che mette al centro la crescita delle giovani generazioni e i valori che rendono il nostro sport un’esperienza educativa unica”.

dalla base | 11/06/2026

Club House – Rugby Gubbio

Per una società di rugby, la club house non è semplicemente un edificio con un bancone e qualche tavolo. È il luogo in cui lo spirito del gioco si trasferisce dal campo alla vita di tutti i giorni, trasformando un gruppo di atleti e atlete in una vera e propria famiglia. Lo sa bene il Rugby Gubbio, una realtà che ha fatto del senso di appartenenza e dell'accoglienza il proprio marchio di fabbrica, compiendo un cammino faticoso ma straordinario, iniziato nei primi anni ottanta e culminato oggi nell'inaugurazione di una struttura nuova di zecca. La storia del club umbro è un viaggio itinerante scandito dalla ricerca costante di uno spazio in cui stringersi attorno ai valori della palla ovale. Andrea Frondizi, presidente del club dal 2018 e legato alla società fin dal 1986, ricorda come il Rugby Gubbio avesse già dagli anni novanta la tradizione consolidata di un luogo in cui vedersi e stare insieme dopo le partite. “Nel corso del tempo, questo bisogno di aggregazione ha trovato ospitalità nelle situazioni più disparate e caratteristiche: dalle taverne sotto il centro storico ai locali in pieno centro, passando per i vecchi fondachi rimessi a nuovo dai soci e persino per i garage. Oggi, dopo dieci anni di investimenti, sacrifici e infinita passione, il club vive finalmente nella sua nuova struttura, che comprende la clubhouse, spogliatoi rinnovati e una palestra”. Nelle parole del Presidente, questo percorso non è stato un insieme di tappe anonime, ma un vero e proprio filo rosso che lega ogni singola sede, perché la clubhouse è comunità ed è impossibile trasmettere il senso di una famiglia se questa non ha una casa da vivere, nel bene e nel male. Le radici di questa casa affondano nei ricordi dei veterani, come Luigi Moretti, classe 1961, che ha vissuto l'epopea del club fin dagli esordi nel 1984, quando ci si allenava su un campo in terra battuta con i pali fatti di tubi innocenti da cantiere. “In quegli anni invernali e rigidi, la prima clubhouse fu un prefabbricato con i vetri rotti, dove i giocatori si tassavano di cinquemila lire a testa pur di fare il terzo tempo e stare con gli avversari. È in contesti così genuini che sono nati aneddoti memorabili: dalle cene a base di gnocchi fatti a mano da "Zia Rita", la mamma di un giocatore che metteva tutta la squadra a impastare dopo la partita, fino alle improvvisazioni musicali dei "Druidi del Blues", una band del club che negli anni novanta si esibiva con strumenti decisamente arrangiati come la cacavella napoletana”. Non sono mancate nemmeno le sperimentazioni culinarie ad alto rischio, come quella sera in cui Moretti e il socio fondatore Cesare, nel tentativo di cucinare un'arista flambé, esagerarono con la grappa sollevando una fiammata alta fino al soffitto che rischiò di dare fuoco all'intera sede. In un territorio vastissimo ma demograficamente complesso – Gubbio è il settimo comune d'Italia per estensione, ma conta solo 30.000 abitanti – la clubhouse diventa lo strumento principale per fare rete, proteggere i ragazzi e "coccolarli" affinché rimangano legati al club. Il valore sociale e inclusivo della struttura emerge con forza straordinaria nel progetto di Rugby Integrato, coordinato da Simone Canova, allenatore e colonna della segreteria. “Avere una clubhouse nuova significa poter raggruppare tutte le famiglie e i tesserati sotto lo stesso tetto, garantendo un luogo sicuro dove i genitori possono fermarsi mentre i figli si allenano. Nel rugby integrato, i ragazzi con disabilità giocano con i normodotati, senza le timidezze o i filtri tipici degli adulti. Mangiano insieme alla Serie B o allo staff in assoluta libertà, e quando indossano la polo del club sono semplicemente giocatori”

dalla base | 09/06/2026

Trofeo Nazionale 7s U16 “Piero Dotto”: a Silea vince Rugby Parma 1931

È il Rugby Parma F.C. 1931 ad aggiudicarsi il Trofeo Nazionale Seven U16 “Piero Dotto Seven Cup”, superando il Verona Rugby (24-7) nella finale che ha chiuso una intensa e spettacolare mattinata di rugby sui campi del Rugby Silea, in provincia di Treviso. Sul terzo gradino del podio sale Rugby Club Pasian di Prato, vincitore sul Rugby IV Circolo Benevento nella finale per il terzo e quarto posto (24-0). Le squadre sono state premiate dal Presidente Federale Andrea Duodo, mamma Lella e Alessandro, mamma e fratello di Piero Dotto. Dopo le qualificazioni disputate nel pomeriggio di ieri, le finali sono riprese questa mattina alle ore 9.00 con i quarti di finale delle fasi Plate e Cup. A contendersi il trofeo principale sono state Florentia Rugby ASD, Verona Rugby, Rugby Club Pasian di Prato ASD, Milano Rugby Sud ASD, Rugby Jesi 1970 SSD ARL, Rugby IV Circolo Benevento ASD, ASD Villorba e Rugby Parma F.C. 1931 Soc. Coop. S.D., qualificatesi per la fase Cup al termine della prima giornata di gare. La manifestazione, dedicata alla disciplina olimpica del rugby a sette e intitolata alla memoria di Piero Dotto, estremo della Nazionale Italiana e della Benetton Rugby Treviso, è stata organizzata dalla Federazione Italiana Rugby insieme agli Amici di Piero Dotto e ha riunito 192 atleti appartenenti a 16 club provenienti da tutta Italia. Le squadre hanno conquistato l’accesso alle finali nazionali al termine delle fasi interregionali disputate nel mese di maggio, dando vita a due giornate di sport, confronto e crescita tecnica nel segno dei valori del rugby. FASE CUPQUARTI DI FINALEFlorentia vs Rugby Parma F.C. 1931 – 5-29Rugby Club Pasian di Prato vs Rugby Jesi 1970 – 22-0Verona Rugby vs Villorba Rugby – 10-5Milano Rugby Sud vs Rugby IV Circolo Benevento – 15-26 SEMIFINALI 1°-4° POSTORugby Parma F.C. 1931 vs Rugby Club Pasian di Prato – 33-7Verona Rugby vs Rugby IV Circolo Benevento – 21-12 SEMIFINALI 5°-8° POSTOFlorentia vs Rugby Jesi 1970 – 31-17Villorba Rugby vs Milano Rugby Sud – 15-19 FINALE 1°-2° POSTORugby Parma F.C. 1931 vs Verona Rugby – 24-7 FINALE 3°-4° POSTORugby Club Pasian di Prato vs Rugby IV Circolo Benevento – 24-0 FINALE 5°-6° POSTOFlorentia vs Milano Rugby Sud – 12-19 FINALE 7°-8° POSTORugby Jesi 1970 vs Villorba Rugby – 5-26 FASE PLATEQUARTI DI FINALESan Gregorio Rugby vs Rugby Perugia Junior - 7-15Polisportiva Abruzzo Rugby vs Rugby San Mauro - 5-227 Fradis Rugby vs C.U.S. Genova – 5-42Bisceglie Rugby vs Rugby Roma Olimpic Club 1930 – 0-52 SEMIFINALI 9°-12° POSTORugby Perugia Junior vs Rugby San Mauro – 14-7C.U.S. Genova vs Rugby Roma Olimpic Club 1930 – 19-26 SEMIFINALI 13°-16° POSTOSan Gregorio Rugby vs Polisportiva Abruzzo Rugby – 26-07 Fradis Rugby vs Bisceglie Rugby – 31-7 FINALE 9°-10° POSTORugby Perugia Junior vs Rugby Roma Olimpic Club 1930 – 5-21 FINALE 11°-12° POSTORugby San Mauro vs C.U.S. Genova – 0-50 FINALE 13°-14° POSTOSan Gregorio Rugby vs 7 Fradis Rugby – 21-7 FINALE 15°-16° POSTOPolisportiva Abruzzo Rugby vs Bisceglie Rugby – 17-0 CLASSIFICA FINALE Rugby Parma F.C. 1931  Verona Rugby Rugby Club Pasian di Prato Rugby IV Circolo Benevento Milano Rugby Sud Florentia Villorba Rugby Rugby Jesi 1970 Rugby Roma Olimpic Club 1930 Rugby Perugia Junior C.U.S. Genova  Rugby San Mauro  San Gregorio Rugby 7 Fradis Rugby Polisportiva Abruzzo Rugby  Bisceglie Rugby

Campionati | 07/06/2026