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Sei Nazioni: la presentazione di Italia-Scozia

Un anno dopo si riparte di nuovo da Italia-Scozia, la stessa sfida che aveva dato il via al Sei Nazioni delle due squadre un anno fa. Gli Azzurri si presentano all’appuntamento forti della consapevolezza di essere competitivi maturata in questi anni, mentre la Nazionale del Cardo aspira come sempre a fare quell’ultimo passo in più per potersi giocare il titolo. Italia-Scozia è già un primo crocevia che può indirizzare il Sei Nazioni delle due squadre, e per questo entrambe sanno di non poter concedere nulla. Si gioca allo Stadio Olimpico di Roma, calcio d’inizio alle 15.15. Come arriva l’Italia Il novembre degli Azzurri è stato di altissimo livello: una grande vittoria con l’Australia, una prestazione di alto livello di fronte a un Sudafrica che ha tremato per 70 minuti e un altro successo – seppur meno brillante – contro un bel Cile. L’Italia non arriva a questo Sei Nazioni a ranghi completa, e i tanti infortuni hanno inevitabilmente influenzato le scelte di Gonzalo Quesada, ma proprio in queste occasioni deve venir fuori la profondità acquisita dagli Azzurri, che nonostante le tante assenze possono schierare comunque un XV di alto livello. L’Italia comincia questo Sei Nazioni con tanta voglia di confermarsi, ma sa anche di non poter sprecare nessuna occasione: la Scozia in trasferta sta facendo tanta fatica, ed è un fattore che gli Azzurri devono assolutamente sfruttare, soprattutto con un Olimpico sold out. Come arriva la Scozia Da anni ormai la Scozia è una realtà consolidata a livello mondiale, ma non ha avuto un 2025 esaltante, e a novembre ha buttato via in maniera clamorosa una partita che sembrava già vinta contro l’Argentina, dopo aver sprecato l’opportunità di fare il colpo dell’anno contro gli All Blacks. La Scozia non batte una Tier 1 dall’8 marzo 2025 (35-29 contro il Galles) e lo scorso anno in trasferta ha vinto solo contro Maori All Blacks e Samoa, perdendo anche con le Fiji. Certamente dal punto di vista della qualità la squadra di Townsend è una certezza, sia dal punto di vista tecnico sia da quello della profondità, e gli scozzesi sanno che per fare il definitivo salto di qualità bisogna tornare a vincere le partite che contano anche lontano da Edimburgo. Tutte le informazioni per seguire Italia-Scozia Italia-Scozia si giocherà sabato 7 febbraio alle 15.15 allo Stadio Olimpico di Roma: diretta tv su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, diretta streaming su NOW e tv8.it. L’arbitro del match sarà il neozelandese Ben O’Keeffe, con il connazionale James Doleman come primo assistente. Il secondo assistente sarà il giapponese Katsuki Furuse, con il neozelandese Richard Kelly al TMO. Al bunker il sudafricano Marius van der Westhuizen. Le formazioni di Italia-Scozia Italia: 15 Leonardo Marin, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 Alessandro Garbisi, 22 Giacomo Da Re, 23 Lorenzo Pani Scozia: 15 Tom Jordan, 14 Kyle Steyn, 13 Huw Jones, 12 Sione Tuipulotu (C), 11 Jamie Dobie, 10 Finn Russell, 9 Ben White, 8 Jack Dempsey, 7 Rory Darge, 6 Matt Fagerson, 5 Grant Gilchrist, 4 Scott Cummings, 3 Zander Fagerson, 2 Ewan Ashman, 1 Pierre Schoeman A disposizione: 16 George Turner, 17 Nathan McBeth, 18 Elliot Millar Mills, 19 Max Williamson, 20 Gregor Brown, 21 George Horne, 22 Adam Hastings, 23 Darcy Graham

Italia | 07/02/2026

Sei Nazioni U20: la Scozia batte l’Italia 36-10

Comincia con una sconfitta il Sei Nazioni under 20 dell'Italia, battuta 36-10 dalla Scozia a Monigo nella prima giornata del torneo. Ospiti subito in vantaggio con Moncrieff, gli Azzurrini ritornano sotto con il piede di Fasti ma la Scozia va a segno ancora con Roberts, Dalziel (player of the match), Kesterton, McHaffie e Preston. Non basta all'Italia la meta di Coluzzi. La squadra di Andrea di Giandomenico tornerà in campo venerdì prossimo alla 20.45 contro l'Irlanda. La cronaca di Italia-Scozia under 20 L'Italia rimane temporaneamente in 14 dopo poco meno di due minuti, per un placcaggio pericoloso di Rossi su Widdowson. Dall'altra parte la Scozia usa il piede con Dalziel che mette sotto pressione Celi con un calcetto insidioso, e l'estremo azzurro è costretto a portarsi il pallone in area di meta. Sulla mischia successiva MacArthur gioca su Dalziel che usa ancora il piede e con un cross-kick sul lato destro trova Moncrieff per la prima meta del match: 0-5. Gli Azzurrini assorbono il colpo e non concedono altre occasioni alla Scozia, poi una volta recuperata la parità numerica creano la prima occasione della loro partita: rimessa vinta bene all'altezza dei 22 e pallone subito mosso al largo con la bella corsa di Celi che crea la superiorità numerica ma poi non si intende con Faissal, che controlla male il passaggio e perde l'ovale. L'ala delle Zebre si fa subito perdonare, conquistando il calcio di punizione che vale i primi punti dell'Italia con il piede di Fasti al 18'. Il match si fa più bloccato, con la Scozia che però sfrutta l'indisciplina azzurra per tornare in attacco: al 27' gli ospiti innescano una maul avanzante dopo il lancio di capitan Roberts, che attende il momento giusto per staccarsi e poi va a schiacciare per il 3-12 con trasformazione di MacArthur. La Scozia continua a spingere e Widdowson con un calcio insidioso mette in difficoltà Faissal, che perde l'ovale in avanti e concede un'altra occasione agli avversari, che dalla successiva penaltouche trovano la terza meta: sponda interna di MacArthur per la corsa di Kesterton, che trova l'imbucata e firma il 3-17 con cui si chiude il primo tempo. A inizio ripresa la Scozia sfiora la quarta meta: altro calcetto di Dalziel che trova al largo Moncrieff, ma l'ala scozzese perde l'ovale in avanti al momento di schiacciare e grazia gli Azzurrini. Al 46' Casarin compie un mezzo miracolo su MacArthur lanciato verso la meta, ma la Scozia insiste e Dalziel con un calcetto per se stesso supera la prima linea di difesa e con l'aiuto del palo schiaccia in mezzo ai pali per il 3-24. Al 50' il gioco si ferma per un brutto infortunio a Celi, portato fuori dal campo in barella tra gli applausi di Monigo: al suo posto Vitale. Nel momento più complicato l'Italia trova una bella reazione. Una bella mischia avanzante recupera palla dopo l'introduzione scozzese, poi Opoku trova il break e porta i compagni nei 22. La squadra di Di Giandomenico guadagna un calcio di punizione e va in rimessa laterale, ma il pallone viene recuperato dalla Scozia e l'azione sfuma. Al 58' però è ancora Opoku a ispirare l'azione degli Azzurri, con un offload stupendo per la corsa al largo di Coluzzi che salta tre avversari e schiaccia in bandierina. Fasti trasforma per il 10-24. L'Italia continua a spingere ma spreca un paio di possessi importanti, e al 72' la Scozia trova la meta che chiude la partita, con McHaffie che sfrutta un errore in ricezione di Vitale e trova la difesa azzurra scoperta. L'ala scozzese schiaccia in mezzo ai pali per il 10-31. Al 77' arriva l'ultima meta del match con Preston che schiaccia sugli sviluppi di una maul e firma il 10-36 finale. Treviso, Stadio Monigo, 6 febbraio 2026U20 Six Nations - I turnoItalia U20 v Scozia U20 10-36 (3-17)Marcatori: p.t 3’ m. Moncrieff (0-5); 18’ cp. Fasti (3-5); 28’ m. Roberts tr. MacArthur (3-12); 34’m. Kesterton (3-17); s.t 8’m. Dalziel tr, MacArthur (3-24); 20’ m. Coluzzi tr. Fasti (10-24); 33’ m. McHaffie tr. MacArthur (10-31); 38’ m. Preston (10-36)Italia U20: Celi (12’st Vitale); Faissal, Coluzzi (36’st Roda), Casarin (Cap), Rossi; Fasti, Teodosio (28’st Varotto); Sette, Bianchi (28’ st Wilson), Miranda; Opoku-Gyamfi, Fardin (36’st Spreafichi); Meroi (11’st Tosi), Dinarte (27’pt. Pelli), Brasini (12’st Messori)all. Andrea Di GiandomenicoScozia U20: Widdowson; Moncrieff, Waughm Kesterton (35’pt. Jessop), McHaffie; Dalziel, MacArthur (37’st McKenzie); Purvis (29’st Russell), Utterson (24’ st Preston), Byrd; Blackett (14’st Ronnie), Lindsay; Blyth-Lafferty (11’st Stewart), Roberts (Cap, 37’st McAughtrie), Mckenna (11’st Pearce)all. Fergus Pringlearb: Kevin Bralley (FFR)AA: Evan Urruzmendi (FFR); Damien Dauvissat (FFR)TMO: Julien CastaignedeCartellini:  1’pt. Giallo a Rossi (Italia)Calciatori:  MacArthur (3/5); Fasti (2/2); Dalziel (0/1)Player of the Match: Dalziel (Scozia)Note: serata fresca, 3136 spettatoriPunti in classifica: Italia U20 0; Scozia U20 5

Italia U20 | 06/02/2026

Italrugby, Lamaro verso la Scozia: “Ha una grande profondità. I risultati passano dalla prestazione”

Roma – Una giornata soleggiata ha fatto da sfondo al Captain’s Run dell’Italia allo Stadio Olimpico di Roma che domani – sabato 7 febbraio alle 15.10 – ospiterà il match d’esordio degli Azzurri contro la Scozia nel Guinness Sei Nazioni 2026. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su Now. Non sarà una partita qualunque per Michele Lamaro, capitano dell’Italia, che raggiungerà 50 caps in maglia azzurra così come Paolo Garbisi e Nacho Brex: “Disputiamo uno dei tornei più difficili al mondo – ha dichiarato il capitano azzurro nella conferenza stampa alla vigilia del match – e quanto il livello sia alto lo abbiamo già visto in Francia-Irlanda. Il nostro obiettivo è continuare a fare quello che stiamo facendo, concentrandoci sulla prestazione perché è l’unica cosa che ci può permette di competere, di arrivare nel finale attaccati nel punteggio e di provare a vincere le partite”. “Diciamo sempre che la prestazione è l’unica cosa su cui ci concentriamo ma nella testa abbiamo sempre un sogno ben fissato: vincere ogni partita che giochiamo in questo torneo, e dobbiamo crederci ogni volta che scendiamo in campo, sapendo che i risultati e la nostra efficacia in partita passano dalla prestazione. Senza quel sogno tutti gli sforzi che facciamo sarebbero inutili. Sommando gli ultimi due Sei Nazioni siamo riusciti ad essere performanti contro ogni squadra. Ora vogliamo farlo in un unico torneo”. Clicca Qui per il Media bin FIR “Quando giochiamo contro Glasgow troviamo molto di ciò che Franco Smith proponeva anche con noi, poi chiaramente tutto sta nel modo in cui le cose si eseguono in campo: quindi alla fine la lettura non è così diversa da quella che si fa nella preparazione di una qualsiasi partita”. Sulla Scozia ha sottolineato: “Ha una profondità importante e sono arrivati al punto in cui possono selezionare i giocatori in base alla forma perché sono tutti allo stesso livello. Sappiamo che anche per loro è una partita fondamentale. Fra i trequarti Dobie e Steyn hanno fatto un inizio di stagione di altissimo livello, e questo li ha portati ad essere selezionati al posto di Van der Merwe e Graham” ha concluso il capitano Azzurro.

Italia | 06/02/2026

Soule, dalla Costa d’Avorio all’incontro con Menoncello

Il giovane dei Briganti di Librino ospite della Nazionale Italiana a Roma Souleymane Koné, per i compagni di squadra Soule, ha visto realizzarsi il sogno di incontrare il centro azzurro Tommaso Menoncello e la Nazionale Italiana, oggi a Roma, alla vigilia del debutto degli Azzurri nel Guinness Sei Nazioni, in programma sabato 7 febbraio allo Stadio Olimpico contro la Scozia. Per il giovane rugbista ivoriano, tesserato per l’Under 18 dei Briganti di Librino – il club siciliano che lo ha accolto dopo il suo arrivo a Lampedusa nel 2024, appena quindicenne, al termine di un lungo viaggio attraverso l’Africa – si è trattato di una due giorni speciale nella Capitale, visitata per la prima volta. Un’occasione unica per vivere da vicino la propria passione per il rugby e per quell’Italia che sogna un giorno di poter rappresentare sul campo. La sua storia, raccontata nelle scorse settimane dalla stampa locale e ripresa a livello nazionale, insieme al desiderio di poter conoscere il trequarti centro della Benetton Rugby a cui Soule si ispira, ha attirato l’attenzione del Consiglio Federale della FIR che – in coordinamento con i Briganti di Librino e con il Comitato Regionale Siciliano presieduto dall’ex Azzurro Orazio Arancio – ha invitato il giovane atleta a trascorrere con l’Italrugby la vigilia del debutto nel Torneo 2026 contro gli highlanders di Gregor Townsend. Arrivato in mattinata a Roma da Catania, accompagnato dal Presidente del Comitato FIR Sicilia Orazio Arancio, Soule ha raggiunto l’Italrugby allo Stadio dei Marmi, assistendo prima alla preparazione per la foto ufficiale e poi, da bordo campo, al Captain’s Run della Nazionale. Dopo la conferenza stampa prepartita, Soule ha infine raggiunto il ritiro azzurro di Via Veneto insieme al Capitano Michele Lamaro, pranzando con la Squadra Nazionale e ricevendo da Lamaro e dal suo idolo Tommaso Menoncello un pallone autografato da tutti gli Azzurri che, sabato pomeriggio, sosterrà dagli spalti dell’Olimpico.

Italia | 06/02/2026

Sei Nazioni under 20: la presentazione di Italia-Scozia

Come l’anno scorso il Sei Nazioni under 20 dell’Italia comincia contro la Scozia: a Edimburgo nel 2025 finì 22-10 per gli Azzurrini, chiamati a confermarsi in una partita difficile che inaugura il nuovo ciclo con il capo allenatore Andrea di Giandomenico. Nell’ultimo Sei Nazioni gli Azzurrini si sono classificati al quarto posto, sfiorando il podio, con due vittorie, per poi chiudere il Mondiale al settimo posto. Gli scozzesi invece hanno chiuso quinti l’ultimo Sei Nazioni di categoria e decimi il Mondiale. Italia e Scozia si affronteranno venerdì 6 febbraio a Monigo alle 20.15, diretta Sky Sport Max. Come arriva l’Italia C’è tanta curiosità su come l’Italia scenderà in campo contro la Scozia. Gli ultimi precedenti sono stati sempre a favore degli Azzurrini, che non perdono dal 2020, ma ogni anno a livello under 20 le cose cambiano rapidamente, e la squadra di Andrea di Giandomenico dovrà farsi trovare pronta. La prima partita, poi, è sempre la più ricca di incognite, perché si conosce pochissimo della squadra avversarie ed è necessario non farsi mai trovare impreparati. Certamente gli Azzurrini possono basarsi a un gruppo in cui sono presenti diversi giocatori già rodati in under 20: Casarin, Faissal, Opoku (che ha esordito anche in Nazionale Maggiore), Brasini, Bianchi, Miranda, Celi, Fasti, Fardin. I risultati del 2025 sono stati convincenti, con il settimo posto Mondiale miglior risultato di sempre nella storia azzurra: adesso però c’è bisogno di confermarsi. Come arriva la Scozia La Scozia è uscita da una fase di crisi a livello under 20, culminata con la retrocessione nel Trophy del Mondiale e il mancato ritorno al primo colpo nel Championship, il massimo livello del torneo giovanile. Gli scozzesi però sono tornati competitivi nel 2025, battendo il Galles al Sei Nazioni e chiudendo il Mondiale al decimo posto dopo aver superato l’Irlanda. Si prospetta quindi una sfida difficile per l’Italia, soprattutto perché la Scozia può contare sulla stessa prima linea che già nel 2025 aveva messo in difficoltà tante squadre. Tutte le informazioni per seguire Italia-Scozia under 20 Italia e Scozia si affronteranno venerdì 6 febbraio alle 20.15 allo Stadio Monigo di Treviso: diretta tv su Sky Sport Max e diretta streaming su NOW. Quaterna arbitrale tutta francese: l’arbitro del match sarà Kevin Bralley, con Evan Urruzmendi e Damien Dauvissat assistenti. Al TMO Julien Castaignede. Le formazioni di Italia-Scozia under 20 Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Roberto Fasti, 9 Alessandro Teodosio, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Antony Italo Miranda, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Simone Fardin, 3 Erik Meroi, 2 Ettore Dinarte, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Valerio Pelli, 17 Giacomo Messori, 18 Leonardo Tosi, 19 Jaheim Noel Wilson, 20 Marco Spreafichi, 21 Nikolaj Varotto, 22 Edoardo Vitale, 23 Tommaso Roda Scozia U20: 15 Henry Widdowson, 14 Nairn Moncrieff (VC), 13 Campbell Waugh, 12 Henry Kesterton, 11 Rory McHaffie, 10 Jake Dalziel, 9 Hamish MacArthur, 8 Rory Purvis, 7 Jack Utterson, 6 Sam Byrd, 5 Alfie Blackett, 4 Christian Lindsay, 3 Ollie Blyth-Lafferty, 2 Joe Roberts (C), 1 Oliver McKenna A disposizione: 16 Jamie McAughtrie, 17 Will Pearce, 18 Jamie Stewart, 19 Fin Ronnie, 20 Harvey Preston, 21 Oliver Finlayson-Russell, 22 Adam McKenzie, 23 Calum Jessop

Italia U20 | 06/02/2026

Sei Nazioni: Quesada schiera Marin ad estremo. Townsend col doppio mediano di mischia. L’analisi delle formazioni

Non mancano le sorprese nelle formazioni di Italia e Scozia che si sfideranno sabato 7 febbraio a Roma (calcio d’inizio ore 15.15, diretta Sky/Tv8) nella prima giornata del Sei Nazioni. Gonzalo Quesada punta sulla fantasia di Leonardo Marin, schierato ad estremo, con Lynagh e Ioane confermatissimi alle ali, mentre in mediana tocca ad Alessandro Fusco affiancare Paolo Garbisi. Il numero 9 delle Zebre torna titolare in maglia azzurra dopo il tour estivo 2025. Dall’altra parte, invece, Townsend sorprende tutti e schiera Jamie Dobie all’ala: il giocatore dei Glasgow Warriors è principalmente un numero 9, ma nel club viene utilizzato spesso anche in questo ruolo. Si accomoda in panchina invece Darcy Graham, che è un’ala pura e può cambiare le carte in tavola a partita in corso. L’altra sorpresa è rappresentata da Tom Jordan, schierato ad estremo al posto di Kinghorn, che alla vigilia sembrava favorito. Anche Jordan, come Marin, è un utility back che in passato ha giocato sia centro che apertura in Nazionale, e questo renderà il match ancora più imprevedibile. Incognite Buona parte del gioco della Scozia passa chiaramente da Finn Russell, l’uomo più importante. Di solito, però, l’obiettivo del campione scozzese è aprire gli spazi non solo per le imbucate dei centri Tuipulotu e Jones, ma anche fare il modo che il pallone arrivi alle forti ali scozzesi, che solitamente sono Van der Merwe e Graham. La scelta di schierare un’ala più fisica come Steyn e un mediano adattato come Dobie invece può cambiare le carte in tavola, rendendo ulteriormente imprevedibile l’attacco scozzese, così come potrebbe farlo Tom Jordan, che ha caratteristiche diverse rispetto a Kinghorn e garantisce un’altra opzione in cabina di regia. Una scelta simile a quella degli Azzurri, con Quesada che gioca la carta Marin. Nel 2025 nel ruolo di estremo si sono alternati Ange Capuozzo e Tommaso Allan, entrambi assenti per infortunio: l’estremo di ruolo è a disposizione in panchina, ed è Lorenzo Pani, ma Quesada ha deciso di partire con un utility back che garantisce un’ulteriore opzione in fase di impostazione. Marin è un giocatore particolarmente duttile, capace di coprire ogni ruolo dal 10 al 15, e nel corso degli 80 minuti potrebbe anche cambiare posizione. Inoltre è un giocatore di grande fantasia, che può garantire una certa imprevedibilità in attacco. Battaglia Prima di muovere il pallone bisognerà vincere la battaglia in mezzo al campo. Italia e Scozia sono due squadre notoriamente furiose nel breakdown ed entrambe usano tanti uomini nel punto d’incontro per sporcare i possessi avversari e provare a recuperare palla quando possibile. In questo senso, Quesada ha preferito ovviare all’assenza di un ballcarrier “puro” come Negri con una terza linea più dinamica possibile, con Lamaro e Zuliani insieme e Lorenzo Cannone numero 8. Il tecnico potrebbe poi cambiare le cose a partita in corso, avendo scelto per la panchina Riccardo Favretto, uno degli avanti più fisicamente prestanti a sua disposizione. Entrambe le formazioni, inoltre, si affidano molto ai propri centri: nell’Italia Brex è il regista del reparto trequarti, mentre Menoncello può usare tutto il suo talento sia attaccando per linee dirette, sia provando a cercare gli spazi in accelerazione; nella Scozia invece c’è Tuipulotu che attacca spesso per linee dirette, con Huw Jones invece più elusivo. Entrambe le coppie di centri saranno molto sollecitate in difesa, e quella che si dimostrerà più solida potrebbe fare la differenza anche nel risultato finale. Fasi statiche Se si parla di battaglia, non si può non pensare alla mischia ordinata, uno dei fondamentali in cui l’Italia è cresciuta di più negli ultimi anni. La prima linea titolare è quella di sempre, così come la panchina, ad eccezione dell’infortunato Riccioni con Hasa al suo posto. Dall’altra parte anche Townsend non fa esperimenti: ci sono Schoeman e Fagerson, con McBeth e Millar Mills dalla panchina. In un confronto che si prospetta equilibrato la prevalenza di uno dei due pacchetti potrebbe indirizzare il match da una parte e dall’altra. Per quanto riguarda la rimessa laterale si attende una conferma importante da parte di Andrea Zambonin, chiamato a giocarsela contro due giocatori esperti come Cummings e Gilchrist. Nel Sei Nazioni 2025 la percentuale di rimesse laterali vinte è stata praticamente identica: 90% per l’Italia, 90.5% per la Scozia, ma anche una sola rimessa vinta nel momento giusto può fare la differenza. Piede e ripartenze L’incognita principale riguarda il gioco al piede. Nessuna delle due squadre ha schierato un estremo “puro”, considerando che Marin e Jordan sono entrambi aperture e centri, e anche i due mediani d’apertura Garbisi e Russell non sono giocatori da lunga battaglia tattica: entrambi tendono piuttosto a usare il piede per sorprendere la difesa avversaria. Il gioco al piede, quindi, potrebbe essere molto più legato alla volontà di mettere pressione agli avversari e di riconquistare il pallone, ed essere quindi affidato ai due numeri 9: Fusco da una parte e White (o Dobie) dall’altra. Anche perché entrambe le formazioni sanno come ripartire velocemente: Steyn (e ancor di più Graham dalla panchina) e Ioane sono due giocatori difficili da fermare, e basta un calcio sbagliato dagli avversari per innescarli. La presenza in panchina di Pani, giocatore in grado di creare scompiglio nelle difese avversarie, può rappresentare un’ulteriore opzione, soprattutto nel finale di partita quando gli spazi potrebbero aumentare. Le formazioni di Italia-Scozia Italia: 15 Leonardo Marin, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 Alessandro Garbisi, 22 Giacomo Da Re, 23 Lorenzo Pani Scozia: 15 Tom Jordan, 14 Kyle Steyn, 13 Huw Jones, 12 Sione Tuipulotu (C), 11 Jamie Dobie, 10 Finn Russell, 9 Ben White, 8 Jack Dempsey, 7 Rory Darge, 6 Matt Fagerson, 5 Grant Gilchrist, 4 Scott Cummings, 3 Zander Fagerson, 2 Ewan Ashman, 1 Pierre Schoeman A disposizione: 16 George Turner, 17 Nathan McBeth, 18 Elliot Millar Mills, 19 Max Williamson, 20 Gregor Brown, 21 George Horne, 22 Adam Hastings, 23 Darcy Graham

Italia | 06/02/2026

Italrugby, Quesada: “Scozia squadra pericolosa. Emozionante giocare con lo stadio Olimpico pieno”

Roma – Ufficializzata la formazione dell’Italia che affronterà la Scozia sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico di Roma, partita che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su TV8. Sul match contro la Scozia, prima giornata del torneo, Quesada ha sottolineato: “Se penso alla partita contro l’Inghilterra di due anni fa che abbiamo perso di pochi punti… mi ha fatto “impazzire”. C’erano tantissime cose positive in quella partita, ma si poteva vincere e non abbiamo vinto, anche se l’ambiente in generale era contento della gara disputata. Adesso arriviamo a giocare contro la Scozia, che ha dichiarato più volte di puntare al Sei Nazioni, in una maniera differente, vista dagli altri. Oggi possiamo pensare di giocarcela davvero contro di loro, senza sorprese. E’ strano pensare che per qualcuno la vittoria della Scozia sarebbe una sorpresa: sono una grande squadra”. Sulla pericolosità della Scozia e le partite giocate nella finestra autunnale: “Abbiamo visto le partite e le abbiamo analizzate: la Scozia ha fatto cose importanti per 55-60 minuti col pallone in mano. Con l’Argentina erano 21-0, poi l’Argentina è stata brava a rimanere in partita e a trovare con la panchina la forza di ribaltare l’incontro, soprattutto grazie alla prestazione di Santiago Carreras: sono andati all’arrembaggio non avendo più nulla da perdere e l’hanno ribaltata. Non dimentichiamo però che anche noi siamo stati capaci negli ultimi anni di rimontare: a Roma due anni fa perdevamo 3-14, l’anno scorso a Murrayfield 14-0, in entrambe le circostanze dopo pochi minuti. In un caso abbiamo vinto e in un caso abbiamo perso, abbiamo analizzato le situazioni con attenzione”. Sulle scelte di formazione, in particolare in panchina: “Stare sul 6+2 ci piace molto, anche perché il rugby di oggi va in quella direzione. Di solito avendo Page-Relo e Allan andiamo verso quella strada, anche perché sono comunque tutti piazzatori. Questo è un fattore da non sottovalutare: i piazzatori servono sempre, sono partite del Sei Nazioni e soprattutto in questo caso si potrebbero giocare su pochi punti, quindi abbiamo deciso di portare Giacomo Da Re, che lo sa fare e che può coprire più di un ruolo. Vedendo come siamo messi e tutti gli elementi che la partita potrebbe portaci a utilizzare e a interpretare abbiamo pensato che il 5+3 fosse la cosa migliore: non vogliamo prendere rischi anche sui ruoli. Federico Ruzza e Favretto ci daranno duttilità in seconda e terza linea e nella linea arretrata abbiamo giocatori che sanno ricoprire diverse posizioni. Dobbiamo essere una squadra organizzata in tutte le circostanze, eventualmente anche per infortuni, cartellini o altro. Non vogliamo fare troppi adattamenti, ma avere soluzioni”. Sullo Stadio Olimpico pieno ha dichiarato: “Giocheremo davanti alle nostre famiglie, in uno stadio pieno: sarà qualcosa di incredibile. Sappiamo che ci saranno anche tanti scozzesi, sarà una partita importante. Speriamo di essere di ispirazione per i giovani, che è uno dei nostri obiettivi. Sentiamo che i tifosi ci supportano: è una bella responsabilità, ma anche un’enorme gioia e motivazione” ha concluso Quesada.

Italia | 05/02/2026

Italrugby, il XV per la sfida alla Scozia

Roma – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la formazione che affronterà la Scozia sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico di Roma, match valido per la prima giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NowTv. Sarà il confronto numero 39 tra le due squadre con l’ultimo confronto allo Stadio Olimpico di Roma che sorride agli Azzurri, primo successo dell’era Quesada con la Nazionale Maschile. Sarà un match speciale per tre atleti che avranno l’onore di entrare in campo prima della squadra: Michele Lamaro, Juan Ignacio Brex e Paolo Garbisi toccheranno quota 50 caps nel match d’esordio del torneo. Inedito triangolo allargato con Marin nel ruolo di estremo e Ioane-Lynagh. Torna la coppia di centri formata da Brex e Menoncello, mentre le chiavi della mediana saranno affidate a Paolo Garbisi e Alessandro Fusco che ha collezionato il primo cap da titolare nel Sei Nazioni proprio contro la Scozia nel 2023 a Edimburgo. In terza linea – insieme a capitan Lamaro – ci saranno Lorenzo Cannone e Zuliani. In seconda linea Zambonin e Niccolò Cannone, mentre in prima linea scenderanno in campo Ferrari, Nicotera e Fischetti. Prima convocazione in lista gara – nel Guinness Sei Nazioni – per Di Bartolomeo, Hasa e Da Re. Insieme ai tre giocatori in forza alle Zebre, pronti a subentrare dalla panchina Spagnolo, Ruzza, Favretto, Alessandro Garbisi e Pani. Non sarà disponibile per la partita Martin Page-Relo: il mediano di mischia in forza al Bordeaux non ha recuperato dal suo infortunio ed è rientrato al suo club di appartenenza, mentre Stephen Varney in settimana ha svolto allenamento differenziato per recuperare da un infortunio muscolare agli adduttori. Dirigerà il match il fischietto neozelandese Ben O’Keeffe. Questa la formazione che scenderà in campo: 15 Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 17 caps) 14 Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 9 caps) 13 Juan Ignacio BREX (Tolone, 49 caps) 12 Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 34 caps) 11 Monty IOANE (Lione, 42 caps) 10 Paolo GARBISI (Tolone, 49 caps) 9 Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 20 caps) 8 Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 33 caps) 7 Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 38 caps) 6 Michele LAMARO (Benetton Rugby, 49 caps) – capitano 5 Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 14 caps) 4 Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 58 caps) 3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 69 caps) 2 Giacomo NICOTERA (Stade Français, 36 caps) 1 Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 58 caps) A disposizione 16 Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 6 caps) 17 Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 19 caps) 18 Muhamed HASA (Zebre Parma 4 caps) 19 Federico RUZZA (Benetton Rugby, 67 caps) 20 Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 8 caps) 21 Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 19 caps) 22 Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps) 23 Lorenzo PANI (Zebre Parma, 8 caps)

Italia | 05/02/2026

Scozia, la formazione che a Roma affronta l’Italia

Russell e White in regia, 14 Warriors nella lista dei 23 di Townsend Il Commissario Tecnico della Scozia Gregor Townsend ha ufficializzato la formazione che sabato 7 febbraio affronterà l’Italia allo Stadio Olimpico di Roma nella prima giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 (ore 15.10, diretta Sky Sport/TV8 e streaming NOW). Sione Tuipulotu, capitano scozzese per il Torneo, è affiancato da Huw Jones nella consueta coppia di centri: quella con l’Italia sarà la diciottesima partita internazionale in cui i due scenderanno in campo insieme. Jamie Dobie conquista la sua prima apparizione da titolare nel Sei Nazioni all’ala sinistra, con Kyle Steyn a destra e Tom Jordan come estremo.Il mediano di mischia Ben White e Finn Russell ripropongono ancora una volta la loro combinazione in regia, con l’apertura indicata anche come uno dei due vice-capitani allo Stadio Olimpico.Tra gli avanti, Zander Fagerson scende in campo come pilone destro con Pierre Schoeman a sinistra ed Ewan Ashman, che lo scorso anno è diventato il miglior marcatore di mete di sempre tra gli avanti della Scozia, viene schierato come tallonatore. Scott Cummings, assente nell’edizione dello scorso anno a causa di un infortunio, torna nel Sei Nazioni formando la seconda linea insieme a Grant Gilchrist.Rory Darge, altro vice-capitano di Tuipulotu, parte titolare come flanker di lato aperto, con Matt Fagerson a lato chiuso e Jack Dempsey, schierato numero 8, a completare una terza linea che ha già giocato insieme in numerose occasioni sia a livello di club sia in nazionale. Questa la formazione della Scozia:15 Tom JORDAN (Bristol Bears, 12 caps)14 Kyle STEYN (Glasgow Warriors, 28 caps)13 Huw JONES (Glasgow Warriors, 58 caps)12 Sione TUIPULOTU (Glasgow Warriors, 33 caps) - capitano11 Jamie DOBIE (Glasgow Warriors, 17 caps)10 Finn RUSSELL (Bath Rugby, 89 caps)9 Ben WHITE (Toulon, 31 caps)8 Jack DEMPSEY (Glasgow Warriors, 29 caps)7 Rory DARGE (Glasgow Warriors, 34 caps)6 Matt FAGERSON (Glasgow Warriors, 59 caps)5 Grant GILCHRIST (Edinburgh Rugby, 84 caps)4 Scott CUMMINGS (Glasgow Warriors, 45 caps)3 Zander FAGERSON (Glasgow Warriors, 76 caps)2 Ewan ASHMAN (Edinburgh Rugby, 32 caps)1 Pierre SCHOEMAN (Edinburgh Rugby, 44 caps) a disposizione16 George TURNER (Harlequins, 50 caps)17 Nathan MCBETH (Glasgow Warriors, 5 caps)18 Elliot Millar MILLS (Northampton Saints, 11 caps)19 Max WILLIAMSON (Glasgow Warriors, 9 caps)20 Gregor BROWN (Glasgow Warriors, 12 caps)21 George HORNE (Glasgow Warriors, 40 caps)22 Adam HASTINGS (Glasgow Warriors, 35 caps)23 Darcy GRAHAM (Edinburgh Rugby, 50 caps)

Italia | 05/02/2026

Paolo Garbisi: “L’Under 20 è un passaggio fondamentale, ma è importante non sentirsi ‘arrivati’. Godetevela col sorriso”

Per molti ragazzi l’under 20 è un passaggio fondamentale, la prima vera “finestra” sul mondo del rugby internazionale. Tanti ragazzi che oggi fanno parte del nucleo della Nazionale maggiore sono passati dal Sei Nazioni under 20, come Paolo Garbisi, che ricorda con grande piacere quei due anni di crescita e di formazione: “È un’esperienza bellissima, perché è comunque la prima volta che fai un po’ le stesse cose che fanno i grandi. Giochi il Sei Nazioni negli stessi weekend della Maggiore, giochi un vero Mondiale, è un po’ il momento in cui anche le cose cominciano a diventare davvero serie. L’under 20 è un primo assaggio di quello che sarà poi l’alto livello, ed è una cosa molto stimolante e divertente. Ho avuto la fortuna di vivere due anni con due gruppi fantastici, con risultati magari altalenanti, ma siamo sempre stati competitivi: questo porta anche ad apprezzare di più il percorso”. La tua annata visse un periodo particolare, visto che nel 2020 il Sei Nazioni U20 si fermò a metà a causa del Covid… “Fu un enorme dispiacere, non solo per il torneo in sé ma per tutte le opportunità perdute. Ricordo che eravamo in raduno a Roma e ci avevano già detto che avremmo dovuto fare un allenamento congiunto con la Nazionale Maggiore in vista della quarta giornata contro l’Irlanda, quindi eravamo tutti felicissimi, non vedevamo l’ora di stare in campo insieme ai grandi. L’allenamento credo fosse previsto giovedì, ma già a inizio settimana ci mandarono a casa a causa del Covid: fu un periodo strano, tra il dispiacere di non poter giocare il Sei Nazioni e il dubbio di non sapere cosa sarebbe successo”. Ti è dispiaciuto non finire lì in modo lineare quel percorso? “Chiaramente sì, perché avrei voluto concludere il percorso con i ragazzi con cui l’avevo iniziato. Col senno di poi, è anche vero che non finire il Sei Nazioni mi ha permesso di concluderlo poi con la Nazionale Maggiore, esordendo a ottobre con l’Italia seniores contro l’Irlanda. Diciamo che nella sfortuna alla fine sono stato fortunato, ma chiaramente all’inizio il dispiacere è stato tanto, anche perché ovviamente non avevo la minima idea che pochi mesi dopo avrei esordito in Nazionale”. Il tuo è stato un salto rapidissimo: titolare nella prima uscita del Benetton della stagione 20-21, e poi titolare anche in Nazionale. Come l’hai vissuto? “È stato davvero tutto velocissimo. A giugno ho saputo che non avrei ricominciato con il Petrarca ma che mi sarei trasferito al Benetton, ma sapevo di essere la terza apertura dietro Tommy Allan e Ian Keatley, quindi sicuramente non mi aspettavo di giocare la prima partita. È stato tutto un insieme di fattori: Allan si fece male, Keatley stava per diventare padre ed è tornato in Irlanda, e sono rimasto solo io. È stato subito un primo balzo importante, ma pur avendo esordito col Benetton non mi aspettavo di essere chiamato in Nazionale, tantomeno di giocare subito. È stato un susseguirsi di eventi inaspettati. Alla fine mi hanno portato tanta gioia, tanto onore, perché alla fine il mio obiettivo è sempre stato arrivare in Nazionale”. Quanto ha inciso il tuo percorso in under 20 in questo “salto” così rapido? “Penso sia stata una tappa molto importante, perché come detto è il primo vero assaggio dell’alto livello, anche per il tipo di tornei che si giocano e per i contesti che si vivono, sia al Sei Nazioni sia al Mondiale. Dall’altro lato è comunque importante ricordare che c’è un divario grande tra l’under 20 e la Nazionale Seniores, per cui è un passaggio che deve essere trattato con la massima accuratezza e con la coscienza – da parte di noi ragazzi – che si tratta di una fase di passaggio comunque ancora lontana dall’altissimo livello. L’under 20 è importantissima ma deve essere considerata un punto di partenza dal quale continuare a migliorarsi sempre di più per cercare di arrivare al livello successivo. È importante non sentirsi mai “arrivati”, perché si rischia poi di subire l’impatto con quello che è il mondo professionistico. È un consiglio che mi permetto di dare ai ragazzi, ma principalmente per evitare che poi possano rimanerci male: non bisogna pensare che tutto poi arriverà in automatico solo perché si è arrivati in under 20, non bisogna pensare che sia sufficiente. Comunque tutte le nazionali precedenti impongono che ci sia un cambio di generazione di anno in anno, cosa che ovviamente non c’è in Nazionale Maggiore. Quindi è ovviamente a livello numerico più facile far parte di quelle nazionali dove ogni anno cambiano i giocatori, mentre invece a livello Seniores c’è un gruppo già consolidato nel quale devi provare ad entrare”. Che cosa ti disse Franco Smith quando ti disse che avresti giocato titolare contro l’Irlanda? “Mi disse una cosa che mi rimarrà sempre, fu un messaggio molto speciale. Mi disse che in Sudafrica c’è un detto: “If you are good enough, you are old enough”, se sei abbastanza bravo sei anche abbastanza grande. Era un modo per dirmi di non preoccuparmi, perché se ero arrivato fin lì me lo meritavo: è stato un modo per darmi fiducia e togliermi pressione. E poi mi ha detto di stare tranquillo e cercare di divertirmi”. Qual è stato invece il momento più bello della tua esperienza in under 20? “Il Mondiale in Argentina. Ne ho parlato più volte anche con mio fratello Alessandro, che purtroppo ha avuto la sfortuna di capitare nelle annate in cui a causa del Covid non si è giocato, è davvero un peccato per lui e per tutta la sua generazione aver perso questa esperienza. Ho avuto la fortuna di giocarlo in Argentina, un Paese che non avevo mai visitato prima, e fu un’esperienza incredibile: ti rendi conto che stai facendo qualcosa di bello, di importante, ci sono tutte le migliori nazioni del mondo, gli All Blacks, il Sudafrica, tutte quelle delle Sei Nazioni. Poi al tempo – non so se sia ancora così – c’erano due o tre squadre nello stesso hotel, quindi dopo tre o quattro settimane insieme finivi per creare legami importanti anche con ragazzi di altre Nazionali”. Quali altri consigli daresti a un ragazzo alla prima esperienza in under 20? “Come detto, oltre a stare attenti a non sentirsi mai “arrivati” perché il percorso è ancora lungo, credo che quella dell’under 20 sia un’esperienza da affrontare con l’idea di dare veramente tutto, ma bisogna anche godersela appieno. Può durare un anno, per i più fortunati al massimo due, quindi è breve ma molto intensa, ed è una cosa che a prescindere dalla carriera che si farà ci si porterà dietro per tutta la vita. Bisogna sempre avere in testa il fatto che ci sono tantissimi ragazzi che aspirano a giocare nell’Italia under 20, quindi è giusto spingere ogni giorno per dimostrare di meritare questa opportunità. Allo stesso tempo, però, è importante affrontare tutto col sorriso e con impegno allo stesso tempo: per dirla in modo semplice, l’under 20 è veramente una figata”.

Italia U20 | 05/02/2026