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Italia under 20: l’analisi dei convocati verso il Sei Nazioni 2026

Il nuovo capo allenatore dell’Italia under 20, Andrea di Giandomenico, ha scelto 33 atleti per preparare il Sei Nazioni 2026 di categoria. L’ossatura del gruppo è formata dai ragazzi che hanno già disputato il Sei Nazioni dello scorso anno e il Mondiale under 20 in Italia, ai quali si sono aggiunti diversi prospetti classe 2006 e 2007 ad arricchire e rendere ancora più eterogeneo il gruppo. Gli avanti Davanti sarà il secondo Sei Nazioni per il pilone Christian Brasini, quattro presenze nel torneo 2025 (due da titolare) e chiamato quest’anno a un ruolo di grande responsabilità, essendo il più esperto tra i piloni. Lo scorso anno ha giocato principalmente a sinistra, ma può essere impiegato anche a destra. Sarà un torneo importante anche per Gioele Boccato, che lo scorso anno aveva fatto parte del gruppo pur giocando solo 17’ contro l’Inghilterra. Sarà interessante capire anche come sarà impiegato Giacomo Messori, pilone sinistro e anche tallonatore. A destra, invece, potrebbe arrivare la grande occasione da titolare per Luca Trevisan, spesso impiegato da impact-player nel 2025, mentre sarà il primo Sei Nazioni per Erik Meroi, così come per il classe 2007 Leonardo Tosi. Completamente rinnovato invece il reparto tallonatori, con Valerio Pelli, Ettore Dinarte (classe 2007) e Antonio Reina tutti al primo Sei Nazioni. In seconda linea ci si aspetta tanto da Enoch Opoku-Gyamfi, che dopo aver giocato tutta la stagione con gli Azzurrini ha esordito anche in Nazionale Maggiore contro il Cile. Il seconda linea di Bath ha avuto una crescita costante nel corso del 2025 e aver imparato a sfruttare al meglio la sua fisicità sarà fondamentale per fare la differenza lì davanti. C’è comunque tanta concorrenza nel ruolo, con Simone Fardin che ha giocato quasi tutto il Mondiale under 20 da subentrato e i nuovi arrivati Thomas Kurti e Marco Spreafichi, già testati da Di Giandomenico nel test di preparazione contro l’Irlanda. Inoltre, Fardin e Spreafichi rappresentano un’ulteriore opzione anche in terza linea. In terza linea ci si aspetta tanto da Carlo Antonio Bianchi e Anthony Italo Miranda. Il primo è cresciuto di partita in partita, cominciando il Sei Nazioni 2025 da impact-player e chiudendo l’annata con gli Azzurrini giocando 80 minuti in entrambe le partite della fase finale del Mondiale contro Australia e Galles. Il secondo ha giocato ben sette partite tra Sei Nazioni e Mondiale lo scorso anno, di cui sei da titolare. A giocarsi un’altra maglia in terza linea ci saranno Inza Dene, Davide Sette e Jahemin Noel Wilson. I trequarti Tanta concorrenza nel ruolo di mediano di mischia: Luca Rossi è già subentrato dalla panchina in tre partite dello scorso Mondiale under 20; Nikolaj Varotto ha già esordito in URC e in Challenge Cup con la maglia delle Zebre, pur giocando pochi minuti; e infine Alessandro Teodosio è stato il numero 9 titolare del test di gennaio contro l’Irlanda. Concorrenza altrettanto furiosa anche per la maglia numero 10, considerando che i mediani convocati da Andrea di Giandomenico si sono già contesi il posto da titolare lo scorso anno: Roberto Fasti e Pietro Celi (entrambi possono giocare anche estremo) si sono alternati durante tutto il Sei Nazioni, con il secondo costretto a saltare il Mondiale per infortunio. È arrivato allora il classe 2007 Francesco Braga, che ha esordito giocando da titolare contro Australia e Galles nella fase finale del torneo. Anche in questo caso, tutti e tre hanno le carte in regola per partire dall’inizio, e sarà una scelta molto difficile per Di Giandomenico. Passando ai centri, ci si aspetta tanto da Riccardo Casarin, una delle grandi sorprese dell’ultimo Mondiale. In lizza per una maglia anche Daniele Coluzzi, che aveva già fatto parte del gruppo del Sei Nazioni 2025 pur non scendendo in campo, ma ha giocato titolare al fianco di Casarin nel test contro l’Irlanda, dove è subentrato anche Thomas Del Sureto. Completa l’elenco dei centri il 2007 Luca De Novellis, che si era fatto notare nell’ultimo Six Nations under 18 Festival. Per quanto riguarda le ali, chiaramente, ci sono tantissime aspettative su Malik Faissal, il giocatore di maggior esperienza internazionale, considerando le quattro presenze (tre da titolare) e le due mete segnate con la maglia delle Zebre tra URC e Challenge Cup. Le altre ali “pure” sono Tommaso Roda, già visto contro l’Irlanda, e Giovanni Marzotto, che può giocare anche centro ed è stato convocato anche dall’Italseven per il torneo di Dubai. Nel triangolo allargato, comunque, molti giocatori sono in grado di coprire più ruoli: i due estremi sono infatti Edoardo Vitale e Alessio Scaramazza, il primo può giocare anche centro e apertura, e il secondo può fare anche l’ala. Prime lineeGioele BOCCATO (pilone sinistro)Christian BRASINI (pilone destro e sinistro)Ettore DINARTE (tallonatore)Erik MEROI (pilone destro)Giacomo MESSORI (pilone sinistro e tallonatore)Valerio PELLI (tallonatore)Antonio REINA (tallonatore)Luca TREVISAN (pilone destro e tallonatore)Leonardo TOSI (pilone destro) Seconde lineeSimone FARDIN (anche terza linea)Thomas KURTIEnoch OPOKU-GYAMFIMarco SPREAFICHI (anche terza linea) Terze lineeCarlo Antonio BIANCHIInza DENEDavide SETTEJaheim Noel WILSONAntony Italo MIRANDA Mediani di mischiaLuca ROSSIAlessandro TEODOSIONikolaj VAROTTO Mediani di aperturaPietro CELI (anche estremo)Roberto FASTI (anche estremo)Francesco BRAGA CentriRiccardo CASARINDaniele COLUZZILuca DE NOVELLISThomas DEL SURETO AliMalik FAISSALTommaso RODAGiovanni MARZOTTO (anche centro) EstremiAlessio SCARAMAZZA (anche ala)Edoardo VITALE (anche centro e apertura)

Italia U20 | 02/02/2026

Italia: tutti i numeri di 97 anni di storia e le statistiche al Sei Nazioni

L’Italia è pronta a debuttare nella ventisettesima edizione del Sei Nazioni: la squadra azzurra si presenta all’appuntamento dopo un 2025 in cui ha ottenuto quattro vittorie, due delle quali di grandissimo peso: Galles, Namibia, Australia e Cile. Sarà anche il 97esimo anno di storia della Nazionale Italiana, che debuttò ufficialmente il 20 maggio 1929 a Barcellona contro la Spagna (9-0 per i padroni di casa), mentre la prima vittoria in assoluto arrivò 9 giorni dopo nella rivincita di Milano contro gli iberici. Anche nel 2025 l’Italia si è confermata tra le migliori dieci squadre al mondo, chiudendo l’anno proprio al decimo posto del World Rugby Ranking, conquistando anche la seconda fascia nel sorteggio della Rugby World Cup 2027, che la vedrà di fronte a Sudafrica, Georgia e Romania. Un po’ di storia In 97 anni di storia e 562 incontri giocati l’Italia ha ottenuto 209 vittorie, 15 pareggi e 338 sconfitte, mettendo a segno in totale 9892 punti e subendone 13277. Nel 2025, invece, l’Italia ha segnato 278 punti, subendone 351. Nel corso della sua storia l’Italia ha conquistato 29 vittorie contro squadre considerate Tier 1: il primo grande successo arrivò contro l’Argentina nel 1978 a Rovigo, con gli Azzurri – guidati da Pierre Villepreux – che sconfissero i Pumas 16-9. Le ultime due vittorie contro una Tier 1 sono arrivate proprio nel 2025: 22-15 al Galles nel Sei Nazioni (seconda vittoria di fila contro i gallesi e quarta nelle ultime tre partite) e 26-19 all’Australia nelle Quilter Nations Series, anche qui la seconda di fila contro i Wallabies. La squadra Tier 1 battuta più spesso è stata la Scozia con nove vittorie, di cui otto conquistate al Sei Nazioni. La vittoria più larga, a livello di distacco, della Nazionale Italiana risale al 18 maggio 1994: l’Italia sconfisse 104-8 la Repubblica Ceca. La peggior sconfitta della storia azzurra risale invece al 1999, quando il Sudafrica vinse 101-0 a Durban. Nel 2026 l’Italia giocherà dodici partite: le cinque del Sei Nazioni contro Scozia (in casa), Irlanda (in trasferta), Francia (in trasferta), Inghilterra (in casa) e Galles (in trasferta) e le sei del nuovo National Championship. Gli Azzurri giocheranno tre match in trasferta nell’Emisfero Sud a luglio contro Giappone, Nuova Zelanda e Australia, per poi sfidare in casa a novembre Sudafrica, Argentina e Fiji. L’ultima partita è prevista tra il 27 e il 29 novembre a Twickenham contro la pari classificata della graduatoria dell’Emisfero Sud del torneo. I numeri degli Azzurri Il miglior marcatore della storia dell’Italrugby è Diego Dominguez con 983 punti (9 mete, 208 calci di punizione, 127 trasformazioni e 20 drop). Il secondo, nonché primo azzurro in attività, è Tommaso Allan con 552, frutto di ben 15 mete, 92 calci di punizione, 99 trasformazioni e un drop. Nel 2023 l’azzurro ha superato Stefano Bettarello, terzo in questa speciale classifica con 483 punti. Tra i giocatori in attività al quinto posto c’è Paolo Garbisi, che nel 2025 ha superato anche Mirco Bergamasco e Ramiro Pez salendo a quota 266 punti segnati. Il giocatore più vicino adesso è Luigi Troiani, al quarto posto con 294 punti. Sergio Parisse, inserito meritatamente nella Hall of Fame di World Rugby, è il giocatore più presente della storia dell’Italrugby con 142 presenze, seguito da Castrogiovanni e Zanni, entrambi a quota 119. Parisse è anche l’azzurro con più partite giocate da capitano, 93, mentre l’attuale capitano Michele Lamaro è al secondo posto in questa speciale graduatoria con 39 partite da capitano, appaiato a Marco Bortolami. Subito dietro ci sono Massimo Giovanelli con 37 partite e Marco Bollesan con 36. Il giocatore in attività con più presenze totali è Tommaso Allan, con 87 partite disputate in azzurro: è al dodicesimo posto, a sole 2 partite da Mirco Bergamasco e McLean. Il giocatore con più mete segnate è Marcello Cuttitta, a quota 26, seguito da Paolo Vaccari a 23 e dalla coppia formata a Carlo Cecchinato e Manrico Marchetto a 21. Tra i giocatori in attività il più prolifico è Monty Ioane, che nel 2025 ha guadagnato ulteriori posizioni salendo a quota 19, appaiando al quarto posto Alessandro Troncon. I numeri dell’Italia al Sei Nazioni Dal suo ingresso nel Torneo delle Sei Nazioni, avvenuto nel 2000, l’Italia giocato 130 partite ottenendo 16 vittorie, due pareggi (nel 2006 con il Galles e nel 2024 con la Francia) e 112 sconfitte, con 1906 punti fatti e 4414 subiti. Gli Azzurri hanno battuto otto volte la Scozia, cinque il Galles, due la Francia e una l’Irlanda. L’Italia ha vinto anche tre Trofei Garibaldi, conquistati battendo la Francia nel 2011 e nel 2013, mentre quello del 2024 – in seguito al pareggio di Lille – è stato assegnato a pari merito ad entrambe, che hanno tenuto il trofeo sei mesi a testa. Gli Azzurri hanno conquistato anche la Cuttitta Cup nel 2024, battendo la Scozia all’Olimpico. Per due volte un italiano ha conquistato il titolo di miglior giocatore del Sei Nazioni: Andrea Masi nel 2011 e Tommaso Menoncello nel 2024. La vittoria più larga dell’Italia al Sei Nazioni risale al 2007: 37-17 a Edimburgo contro la Scozia, in un match rimasto nella storia per quelle tre mete segnate nei primi sette minuti di gioco, con Mauro Bergamasco a segno per la prima volta dopo soli sedici secondi. La peggior sconfitta, in termini di distacco, risale al 2001, quando gli Azzurri persero 80-23 in Inghilterra. Nel 2007 e nel 2013 l’Italia ha ottenuto il miglior piazzamento della sua storia, quarta con due vittorie: nel primo caso contro Scozia e Galles, nel secondo contro Francia e Irlanda. Anche se con un piazzamento inferiore (quinto posto) a livello di risultati il miglior Sei Nazioni della storia azzurra è stato quello del 2024, perché alle due vittorie delle altre annate citate si è aggiunto anche il pareggio con la Francia. L’unica squadra del Torneo ancora mai battuta dagli Azzurri è l’Inghilterra. Per quanto riguarda i premi individuali, per 23 volte da quando viene assegnato il premio di Player of the match è stato vinto da un azzurro: 5 volte da Sergio Parisse, 2 da Alessandro Troncon, Alessandro Zanni, Andrea Masi e Juan Ignacio Brex, una da Mirco Bergamasco, Fabio Semenzato, Martin Castrogiovanni, Luciano Orquera, Michele Campagnaro, Josh Furno, Luke McLean, Tommaso Allan, Tommaso Menoncello e Lorenzo Cannone. Sergio Parisse è il giocatore più presente della storia del Sei Nazioni, con 69 partite giocate, davanti a Cian Healy (67), Brian O’Driscoll (65), Alun Wyn Jones e Rory Best (64). Per quanto riguarda gli italiani, Parisse è davanti a Castrogiovanni (60) e Zanni (54). Il primo azzurro in attività è Tommaso Allan, con 38 partite, e nel 2025 ha superato Santiago Dellapè conquistando il tredicesimo. Proprio Tommaso Allan nel 2024 è diventato il giocatore italiano con più mete segnate nel Sei Nazioni, otto, staccando Mirco Bergamasco e Sergio Parisse. Tommaso Allan è anche il miglior marcatore azzurro nella storia del Sei Nazioni, con 210 punti segnati. Al secondo posto Diego Dominguez con 163, che resta però l’azzurro con più punti segnati in una singola partita: ben 29 nel successo all’esordio assoluto nel Sei Nazioni 2000 contro la Scozia, battuta 34-20. L’unico azzurro che ha fatto registrare un “full house” nel Sei Nazioni (almeno una meta, una trasformazione, un calcio di punizione e un drop nella stessa partita) è Carlo Canna, nel 2016 contro la Francia. Fuori dal Torneo, prima di lui ci erano riusciti Stefano Bettarello (nell’83 contro il Canada) e Diego Dominguez, contro l’Australia nel 1993 e contro il Sudafrica nel 2001. Nel corso di queste 25 edizioni, l’Italia ha avuto otto capitani ufficiali: Alessandro Troncon, Alessandro Moscardi, Andrea De Rossi, Marco Bortolami, Sergio Parisse, Leonardo Ghiraldini, Luca Bigi e dal 2022 Michele Lamaro.

Italia | 02/02/2026

Italia under 20: la storia, i record, i risultati e le statistiche al Sei Nazioni

Dal 2008, anno di nascita della versione giovanile del Sei Nazioni under 20 e del Mondiale di categoria, il mondo del rugby giovanile è nettamente cambiato, con due competizioni (poi si è aggiunto anche il Rugby Championship giovanile nell’Emisfero Sud) a ricalcare il calendario mondiale dei “grandi” e a creare un primo vero trampolino di lancio per i campioni del futuro. L’Italia under 20 è sempre stata protagonista di entrambi i tornei, ha partecipato a tutte le edizioni del Sei Nazioni U20 e del Mondiale di categoria (tredici volte nella massima serie e due nel Trophy, la seconda divisione, vincendo in entrambi i casi). In totale, dal 2008 a oggi, l’Italia under 20 ha giocato 169 partite, ottenendo 52 vittorie, due pareggi e 115 sconfitte considerando il Sei Nazioni di categoria, il World Rugby under 20 Championship e le Summer Series 2022 che in quell’occasione sostituirono la rassegna mondiale. I risultati dell’Italia under 20 Il miglior piazzamento dell’Italia al Sei Nazioni under 20 risale al 2023, quando gli Azzurrini chiusero al terzo posto con due vittorie, ma ottenendo punti in tutte le partite, prima e unica selezione azzurra a riuscirci. Il record di vittorie invece risale al 2022, quando gli Azzurrini ottennero ben tre successi contro Inghilterra, Scozia e Galles, e chiusero in classifica appaiati all’Inghilterra ma quarti per differenza punti. Al Mondiale, invece, l’Italia ha recentemente migliorato il proprio miglior piazzamento di sempre, conquistando il settimo posto al World Rugby under 20 Championship disputato proprio in Italia, battendo l’Irlanda e pareggiando con la Georgia nella fase a gironi e battendo poi il Galles nella finale per il settimo posto. Prima del 2025, l’Italia si era classificata per due volte all’ottavo posto, nel 2017 e nel 2018. Alle due retrocessioni nel Trophy, la seconda divisione, nel 2009 e nel 2012 sono sempre seguite due vittorie del trofeo con l’immediato ritorno fra i “grandi”. La vittoria più larga dell’Italia risale al 2021, quando sul campo neutro di Arms Park la squadra di Brunello demolì la Scozia 43-3. La peggiore sconfitta è invece un 74-3 subito dall’Inghilterra al Sei Nazioni 2011. La Scozia è la squadra battuta più spesso dagli Azzurrini: ben 13 volte tra Sei Nazioni e Mondiali. Solo una squadra non è mai stata battuta dall’Italia under 20 in partite ufficiali: la Nuova Zelanda. Recentemente l’Italia ha rotto anche il tabù Irlanda al Sei Nazioni, battendola nell’ultima giornata del torneo 2025: fino a quel momento aveva vinto soltanto al Mondiale 2017, per poi fare il bis anche nell’ultima rassegna. L’Italia under 20 è stata guidata dal 2008 al 2011 da Andrea Cavinato, dal 2011 al 2012 da Craig Green, dal 2012 al 2013 da Gianluca Guidi, dal 2013 al 2017 da Alessandro Troncon, dal 2017 al 2020 da Fabio Roselli, dal 2020 al marzo del 2024 da Massimo Brunello, dal 2024 al 2025 da Roberto Santamaria, e il Sei Nazioni 2026 rappresenterà l’inizio dell’avventura di Andrea di Giandomenico sulla panchina degli Azzurrini. L’ultimo Sei Nazioni U20 L’Italia under 20 ha sfiorato il podio all’ultimo Sei Nazioni di categoria, chiudendo al quarto posto con 10 punti, frutto di due vittorie contro Scozia e Irlanda e due punti di bonus conquistati contro Galles e Inghilterra. Gli Azzurrini sono partiti bene, battendo nettamente la Scozia a Edimburgo per 22-10, poi contro il Galles è arrivata la prima sconfitta in una partita particolare, in cui l’Italia ha sprecato tanto e alla fine è stata battuta 20-18. L’unico vero passo falso di questo torneo è stato però alla terza giornata, con la Francia che ha vinto nettamente 58-5 a Treviso. Poi, nella partita più difficile, è arrivata una grande reazione d’orgoglio dell’Italia che contro la favoritissima Inghilterra ha tirato fuori una grandissima prestazione, trascinata da un Malik Faissal in stato di grazia. Non è bastato a conquistare la vittoria, ma è arrivato comunque un punto di bonus nel 33-24 finale con le mete di Faissal (doppietta), Drago e Casartelli. Ritrovata la fiducia, l’Italia ha ritrovato anche la vittoria, superando l’Irlanda 15-12 nell’ultima giornata del torneo. Un successo che poteva valere il podio, sfuggito a causa dell’impresa del Galles, che superando a sorpresa l’Inghilterra è rimasto davanti agli Azzurrini in classifica. L’Italia al Sei Nazioni U20 L’Italia under 20 esordisce al Sei Nazioni, nella sua prima partita ufficiale, al Dubarry Park di Athlone, Irlanda, perdendo 6-0 contro i padroni di casa. Quell’anno arriverà anche la prima vittoria, 14-13 a Mogliano contro la Scozia. L’Italia ha ottenuto un terzo posto nel 2023 e quattro quarti posti nel 2018, nel 2022, nel 2024 e nell’ultima edizione del 2025. Dopo le difficoltà delle prime edizioni, gli Azzurrini sono stati sempre competitivi negli ultimi cinque anni, riuscendo sempre ad ottenere almeno una vittoria: l’ultimo “cucchiaio di legno” risale al 2017. Un caso a parte è rappresentato dal Sei Nazioni 2020, mai concluso a causa della pandemia: l’Italia vinse contro il Galles all’esordio, per poi perdere contro Francia e Scozia (di misura) prima dell’interruzione, e non riuscì a recuperare le due partite mancanti contro Irlanda e Inghilterra. La squadra battuta più volte nel Torneo è proprio la Scozia: dieci volte su diciotto edizioni del Torneo, l’ultima vittoria è stata il 22-10 di Edimburgo nella gara d’esordio del torneo 2025. Nel 2013 arrivò il primo – e unico – pareggio degli Azzurrini, 25-25 contro l’Irlanda. Il primo successo al Sei Nazioni contro il Galles risale al 2018, con gli Azzurrini che vinsero 18-7 a Colwyn Bay, per poi ripetersi due anni dopo nello stesso stadio. Il 2022 è stato l’anno della storia: prima vittoria in assoluto contro l’Inghilterra (6-0 a Monigo), per poi fare il bis anche durante le Summer Series, e tre vittorie totali in un Torneo da ricordare, con il podio che sfuggì solo per la differenza punti proprio contro l’Inghilterra, dopo aver battuto anche Scozia e Galles. Il 2023 è stato poi l’anno della conferma: due imprese sfiorate contro Francia e Inghilterra, poi un’altra sconfitta con bonus con l’Irlanda, infine le due vittorie contro Galles e Scozia che sono valse il primo podio dell’Italia under 20 al Sei Nazioni. Nel 2024 e nel 2025 sono arrivati altri due quarti posti, a conferma dell’ormai costante competitività degli Azzurrini nel torneo.

Italia U20 | 02/02/2026

Italrugby, invitato Thomas Dominguez al raduno di Roma

Roma – Iniziata ufficialmente a Roma la settimana in preparazione a Italia-Scozia, match in calendario sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico di Roma che aprirà il Guinness Sei Nazioni 2026 per gli Azzurri. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8. Mattinata intensa per la squadra guidata da Gonzalo Quesada presso il CPO Giulio Onesti, quartier generale degli Azzurri in preparazione al torneo di rugby più antico del mondo. Dopo una riunione che ha coinvolto tutta la squadra, il gruppo azzurro si è spostato sul campo per il primo allenamento settimanale provando gli schemi in vista dell’esordio contro la Scozia. A seguire, tutta la squadra ha svolto un lavoro in palestra. Nel pomeriggio sono in calendario attività di recupero. Al raduno di Roma è stato invitato anche Thomas Dominguez, mediano di mischia in forza alle Zebre. Classe 1999, figlio d’arte con papà Diego che ha scritto la storia in maglia Azzurra, ha raggiunto il gruppo nella capitale svolgendo regolarmente la seduta odierna insieme ai suoi compagni di squadra. “Siamo focalizzati sulla nostra performance – ha dichiarato Tommaso Di Bartolomeo nell’incontro stampa odierno – e a tutte le variabili che possiamo controllare. Conosciamo la Scozia e tutte le insidie che può portare un match del genere. Avremo anche a sostenerci uno Stadio Olimpico pieno: il supporto dei tifosi non è banale ma è un fattore molto importante per noi”. “La competizione interna è uno degli aspetti importanti per la crescita della squadra. Tutti puntiamo ad entrare in lista gara e avere l’onore di rappresentare la Nazionale. Uno degli aspetti principali della forza di questo gruppo è quello di essere unito anche fuori dal campo” ha sottolineato il tallonatore della Nazionale e delle Zebre. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali)

Italia | 02/02/2026

Italrugby, gli Azzurri convocati per l’esordio contro la Scozia nel Guinness Sei Nazioni 2026

Roma – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la lista degli atleti convocati per il raduno di Roma in preparazione alla partita contro la Scozia – valida per la prima giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 – in calendario sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico. La diretta del match è prevista su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8. L’Italrugby si ritroverà a Roma nel pomeriggio odierno presso il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, quartier generale degli Azzurri durante il torneo. Nella lista degli atleti convocati torna Page-Relo, mentre tra gli invitati c’è il nome di Albert Batista, ala delle Zebre. "Il gruppo si è allenato molto bene a Verona lavorando intensamente al Payanini Center, nelle consuete condizioni ottimali che ci offre il centro, verso l'esordio nel torneo contro la Scozia. Nella rosa dei convocati ritroviamo Page-Relo, assente inizialmente, e avremo l'opportunitá di avere nuovamente in allenamento Brex che ha avuto una settimana incentrata soprattutto sul recupero. Non avremo l'infortunato Todaro: ha lavorato con una attitudine impeccabile e speriamo di poterlo rivedere il prima possibile sul campo. Abbiamo fatto una valutazione più ampia per sostituirlo: sono stati valutati atleti che saranno impegnati con l'Italia XV, nazionale che ha una importanza strategica per FIR. Al fine di consentire allo staff guidato da Massimo Brunello di lavorare al meglio verso l'impegno contro la Scozia A e non alterare la rosa a sua disposizione, abbiamo deciso di invitare al raduno Albert Batista che si unirá oggi al gruppo a Roma" ha dichiarato Quesada. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali) Gli Azzurri convocati: Piloni Simone FERRARI (Benetton Rugby, 69 caps) Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 58 caps) Muhamed HASA (Zebre Parma 4 caps) Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 19 caps) Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 24 caps) Tallonatori Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 6 caps) Pablo DIMCHEFF (Colomiers Rugby, 3 caps) Giacomo NICOTERA (Stade Français, 36 caps) Seconde Linee Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 58 caps) Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 8 caps) Federico RUZZA (Benetton Rugby, 67 caps) Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 14 caps) Terze Linee Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 33 caps) Alessandro IZEKOR (Benetton Rugby, 8 caps) Michele LAMARO (Benetton Rugby, 49 caps) Samuele LOCATELLI (Zebre Parma, esordiente) David ODIASE (Zebre Parma, 3 caps) Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 38 caps) Mediani di mischia Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 20 caps) Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 19 caps) Martin PAGE-RELO (Bordeaux, 21 caps) Stephen VARNEY (Exeter Chiefs, 36 caps) Mediani di apertura Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps) Paolo GARBISI (Toulon, 49 caps) Centri Juan Ignacio BREX (Toulon, 49 caps) Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 17 caps) Damiano MAZZA (Zebre Parma, esordiente) Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 34 caps) Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 7 caps) Ali/Estremi Matt GALLAGHER (Benetton Rugby, 3 caps) Monty IOANE (Lione, 42 caps) Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 9 caps) Lorenzo PANI (Zebre Parma, 8 caps) Invitato Albert BATISTA (Zebre Parma, esordiente) Atleti non considerati per infortunio: Tommaso ALLAN (Perpignan, 87 caps) Ange CAPUOZZO (Stade Toulousain, 31 caps) Gianmarco LUCCHESI (Toulon, 33 caps) Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 65 caps) Marco RICCIONI (Saracens, 36 caps) Edoardo TODARO (Northampton Saints, 1 cap) Jacopo TRULLA (Zebre Parma, 17 caps) Ross VINTCENT (Exeter Chiefs, 19 caps)

Italia | 01/02/2026

Bollettino Medico Nazionale Italiana Maschile

Verona – Lo staff medico della Nazionale Italiana Maschile ha condiviso il seguente bollettino medico: Nel corso del raduno a Verona, Edoardo Todaro ha riportato un infortunio al ginocchio. Gli esami strumentali effettuati hanno evidenziato una lesione del legamento crociato anteriore destro. Il giocatore farà rientro presso il proprio club di appartenenza dove proseguirà il percorso di recupero e la riabilitazione seguito dallo staff medico del Northampton in sinergia con quello della Nazionale Maschile.

Italia | 31/01/2026

Italrugby, allenamento congiunto con l’Italia U20. Quesada: “Momento di crescita reciproca”

Verona – Ultimo giorno di raduno a Verona per la Nazionale Italiana Maschile in preparazione al Guinness Sei Nazioni 2026. Gli Azzurri affronteranno la Scozia sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico di Roma, prima partita degli Azzurri nel torneo che sarà trasmessa in diretta Sky Sport Uno e TV8. Una giornata ricca di spunti dove la Nazionale Italiana Maschile si è allenata insieme all'Italia U20 in vista del rispettivo esordio all’interno del Sei Nazioni. Mattinata dedicata al lavoro in palestra e alle skills dove i due gruppi hanno lavorato fianco a fianco condividendo metodologie e approcci al lavoro con scambio continuo di informazioni. Nel pomeriggio allenamento collettivo con entrambe le squadre impegnate sul campo del Payanini Center. “Abbiamo chiuso a Verona un raduno molto intenso. Già a novembre – prima delle Nations Series – abbiamo scelto di iniziare qui la preparazione e per noi era importante iniziare il cammino verso il Guinness Sei Nazioni in una struttura come il Payanini Center che ci da la possibilità di prepararci al meglio verso gli appuntamenti che ci attendono sul campo. La giornata trascorsa insieme alla Nazionale U20 ha una grande valenza a 360 gradi: è stato un momento di grande scambio reciproco di informazioni. Abbiamo avuto modo di avere una visione allargata dei giocatori a disposizione e, oltre che sul presente, lavorare con lo staff degli Azzurrini ci da l’opportunità di avere uno sguardo sui futuri prospetti del rugby italiano. C’è un confronto costante con Andrea Di Giandomenico mirato al raggiungimento degli obiettivi a medio-lungo termine e crescere insieme” ha sottolineato Gonzalo Quesada. “E’ stata una giornata di lavoro molto interessante sotto vari punti di vista. Potersi confrontare con la Nazionale Maggiore Maschile, a una settimana esatta dall’inizio del torneo, è stato un importante test per tutti noi per valutare lo stato della squadra e capire le aree di sviluppo in vista dell’esordio del torneo. Ho visto i ragazzi molto motivati e concentrati nel vivere un contesto che un domani potrebbe rappresentare il proprio futuro. C’è stato un confronto costante con lo staff, in ogni settore, che per noi è stato prezioso” ha dichiarato Andrea Di Giandomenico

Italia | 30/01/2026

Nazionale U21 Femminile, le convocate per il raduno di Parma dal 5 al 7 febbraio

Il Responsabile Tecnico della Nazionale U21 Femminile, Diego Saccà, ha diramato la lista delle atlete convocate e invitate al Raduno di preparazione che si terrà dal 5 al 7 febbraio a Parma. Si tratta di un raduno che prosegue in continuità con il percorso di sviluppo, in avvicinamento agli impegni internazionali che vedranno le Azzurrine impegnate nella prima edizione del Sei Nazioni U21. In quell’occasione, l’Italia U21 disputerà due gare in trasferta, a Galway ed Edimburgo, e una casalinga, il 2 maggio allo stadio Beltrametti di Piacenza. Per preparare al meglio il tutto, Saccà si affida a un gruppo di 30 convocate a cui si aggiungono 4 invitate. Tra le atlete chiamate, anche la Exile Alessia Skeates, pilone compagna di squadra dell’Azzurra Francesca Granzotto nelle Exeter Chiefs. Atlete Convocate:Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)Martina BARABINO (CUS Milano Rugby)Teresa Sofia BLASKOVIC (Villorba Rugby)Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)Martina BUSANA (Villorba Rugby)Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)Sofia CATELLANI (Lons Section Paloise – FFR - 3 caps con la Nazionale Maggiore)Elisa CECATI (Stade Rennais Rugby)Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)Celeste CORTINI (Romagna RFC)Greta COPAT (Villorba Rugby)Diana DI FRANCO (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)Alice FORTUNA (Valsugana Rugby Padova)Laura Lina FOSCATO (CUS Milano Rugby)Sofia GIACOMINI (Benetton Rugby Treviso)Rubina Emma GRASSI (RCTPM Toulon)Mascia JELIC (Rugby Colorno)Kristin Camilla KONE (CUS Milano Rugby)Antonella MAIONE (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Nicole MASTRANGELO (Unione Rugby Capitolina)Lucie Jeanne MOIOLI (Montpellier Rugby Féminine)Mihaela PIRPILIU (CUS Torino)Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)Blerina SHARKU (Benetton Rugby Treviso)Alessia Saffron SKEATES (Exeter Chiefs)Cecilia STAFOGGIA (US Roma Rugby)Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova)Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova) Atlete InvitateGiulia ANGELI (Rugby Colorno)Emma GHIRONZI (Rugby Calvisano)Lara PETRETTI (Rugby Colorno)Ania ROSINI (Rugby Colorno)

Italia U21 Femminile | 30/01/2026

“80 minuti”: disponibile gratuitamente su RaiPlay il documentario sull’ingresso dell’Italia nel Sei Nazioni

80 minuti – Italrugby, l’ambizione di arrivare in alto, il documentario prodotto da Ascent Film e Luce Cinecittà che racconta il percorso della Nazionale italiana di rugby verso l’ingresso e la permanenza nel Torneo delle Sei Nazioni, a venticinque anni da uno dei passaggi più significativi nella storia dello sport italiano, è disponibile gratuitamente su RaiPlay Diretto da Matteo Mazzocchi e scritto da Shadi Cioffi e Matia Frignani, 80 minuti prende il nome dalla durata effettiva di una partita di rugby: un tempo simbolico che diventa la misura narrativa di una storia fatta di fatica, sacrifici, ambizione e identità collettiva. Il film ripercorre l’evoluzione dell’Italrugby fino alla sua affermazione nel contesto internazionale, utilizzando come asse portante il presente e in particolare l’edizione 2025 del Sei Nazioni, punto di osservazione privilegiato per rileggere il passato e comprenderne il significato. Attraverso immagini di gara, materiali di backstage e testimonianze dirette, il documentario costruisce un racconto corale che attraversa generazioni diverse, restituendo il senso di un movimento sportivo cresciuto nel tempo. Il film non si limita alla cronaca sportiva, ma si concentra sul valore culturale e umano del rugby in Italia, mettendo in relazione i momenti chiave della Nazionale con il contesto più ampio della sua storia “romantica, dura e spesso imperfetta”, come viene definita nel progetto. Elemento centrale del racconto è lo spogliatoio, luogo simbolico e reale attorno al quale si sviluppa la visione del regista. Matteo Mazzocchi riprende e amplia un’idea nata venticinque anni fa, quando realizzò un cortometraggio omonimo entrando per la prima volta con una telecamera nello spogliatoio della Nazionale. In 80 minuti quello spazio diventa uno “spogliatoio ideale”, nel quale le voci dei protagonisti – tra cui ex e attuali giocatori, allenatori e dirigenti – si intrecciano per ricostruire il cammino dell’Italrugby fino ai livelli raggiunti oggi. Tra gli interventi presenti nel documentario figurano, tra gli altri, Diego Dominguez, Massimo Giovanelli, Paolo Vaccari, Serafino Ghizzoni, Rino Francescato, Tommaso Allan, Paolo Garbisi, Ange Capuozzo e Michele Lamaro, insieme a numerose figure che hanno segnato la storia della Nazionale e del movimento rugbistico italiano. 80 minuti è una produzione Ascent Film e Luce Cinecittà, realizzata in collaborazione con Rai Documentari e la Federazione Italiana Rugby. Il film ha una durata di 90 minuti ed è stato prodotto da Andrea Paris, Matteo Rovere e Leonardo Godano. L’opera è stata realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. Disponibile su RaiPlay, 80 minuti si propone come un documento di memoria sportiva e culturale, capace di raccontare non solo l’ingresso dell’Italia nel Sei Nazioni, ma anche il significato profondo di un percorso collettivo che continua a svilupparsi dentro e fuori dal campo.

Nazionali | 30/01/2026

Isabella Locatelli lascia la Nazionale: “È stata adrenalina pura”

La curiosità iniziale è che l’ultima partita di Isabella Locatelli con la maglia della Nazionale Italiana rimarrà per sempre quella culminata con la conquista del titolo di Player of the Match. Al di là della soddisfazione personale post Italia v Brasile, ultima gara della fase a gironi della Rugby World Cup 2025, per ripercorrere il filo della carriera Azzurra di Locatelli bisogna tornare indietro al  2014, allo Stadio del Rugby di Avezzano, per Italia v Scozia. In quella partita la seconda-terza linea lombarda conquistò il primo di 56 caps. Ora, questo percorso si conclude, dopo un periodo di riflessione al termine della Coppa del Mondo. Originaria di Vimercate, seconda-terza linea che nella seconda fase della sua carriera si sta riscoprendo anche trequarti, Locatelli ha vinto il campionato italiano nella stagione 2013-14, anno del suo debutto in Azzurro, con la maglia del Monza. Parte del gruppo di atlete che con la RWC 2025 ha raggiunto il traguardo delle tre partecipazioni iridate, ha saputo coniugare attività agonistica internazionale e impegno extra campo, diventando nel 2025, assieme a Francesca Granzotto, una delle due atlete capaci di laurearsi durante un raduno nel corso del Guinness Women’s Six Nations.  La notizia dell’addio alla Nazionale non allontanerà però Locatelli dai campi: resterà in fatti in rosa al suo club, il Rugby Colorno, con cui sta lottando per un piazzamento nei playoff di Serie A Elite Femminile. PARMA, 20 aprile 2024: da sx: Veronica Madia, Isabella Locatelli e Rhona Lloyd entrano in campo, celebrando il raggiungimento dei 50 caps con le Nazionali di Italia (per Madia e Locatelli) e Scozia (per Lloyd) Parlando della sua scelta, Isabella racconta le sensazioni e ripercorre il suo percorso pluriennale con le Azzurre:  “Sono così tante le emozioni che mi ha lasciato il rugby, che non saprei descriverle tutte, perchè comprenderebbero tutta la ruota delle emozioni di Plutchick”, dice.“È stato un percorso lungo e a volte molto complicato, che rifarei altre mille volte da capo e nello stesso modo in cui l’ho fatto. Mi ha reso felice in ogni momento, nonostante le difficoltà. A oggi, tutte le persone con cui e contro cui ho giocato mi hanno lasciato qualcosa. Dalle ragazze che hanno condiviso con me tutto il percorso a quelle che lo hanno appena iniziato, ognuna mi ha donato una parte di sé. Anche a livello internazionale ho sempre avuto la fortuna di condividere momenti meravigliosi fuori dal campo con le ragazze delle altre nazioni. Tra tutte, voglio citare Rhona Lloyd, con cui ho condiviso il mio 50° cap, promettendoci durante un viaggio a Edimburgo che, se fosse successo, saremmo entrate in campo mano nella mano. Non vorrei dimenticare che quel giorno con me c’era anche Veronica Madia a festeggiare le 50 presenze, un’atleta splendida, con cui ho trascorso tutta la vita rugbistica: dal giocare contro in selezione regionale, al farlo insieme nel rugby Colorno e in Nazionale. Il rugby mi ha dato tutto. Lascio la Nazionale con il groppo in gola, ma a volte può succedere che le cose prendano una piega diversa da quella che ci aspettiamo. Non rimpiango nulla, ho incontrato delle splendide persone, visitato posti di cui non avrei nemmeno mai saputo l’esistenza. È stata adrenalina pura”. Il Presidente Federale Andrea Duodo ha dichiarato “A Isabella, atleta e persona di grande spessore, va il ringraziamento per tutti gli anni di prezioso impegno al servizio del movimento italiano con la maglia della nostra Nazionale, con la quale ha contribuito a scrivere pagine di storia importanti e indimenticabili. Sono certo che questa seconda fase della sua carriera sportiva sarà altrettanto ricca di soddisfazioni e che il futuro le riserverà piacevoli sviluppi”

Italia Femminile | 29/01/2026