Categoria: dalla base
A Biella il primo Memorial Grazio Menga
La prima edizione del Memorial Grazio Menga è andata in scena domenica 16 novembre a Biella. Il quadrangolare è stato il risultato concreto della collaborazione tra il Comitato Regionale FIR Puglia e il Comitato Regionale FIR Piemonte, che insieme hanno promosso un’iniziativa mirata a rafforzare il percorso di crescita tecnica del rugby giovanile italiano. Un progetto condiviso, sostenuto dal consigliere federale Vittorio Musso, che ha voluto creare un’occasione di incontro tra realtà distanti geograficamente ma unite dalla stessa visione educativa e sportiva.L’evento ha ricordato Grazio Menga, già presidente del Comitato Regionale Pugliese e consigliere federale, figura di riferimento per tutto il movimento meridionale. Il torneo ha inteso celebrare la sua eredità: un rugby aperto, inclusivo, capace di superare le distanze territoriali attraverso lo spirito di collaborazione e la volontà di offrire ai giovani opportunità concrete di crescita.In questo quadro si inserisce la presenza della Selezione Under 16 della Puglia, ospite del Biella Rugby per l’intero fine settimana. La rappresentativa pugliese ha potuto vivere un’esperienza formativa che va oltre la semplice partecipazione a un torneo: la possibilità di confrontarsi sul campo con Biella Rugby, Novega e Urpa ha offerto ai suoi giovani atleti un livello di competizione altrimenti difficilmente raggiungibile nel normale contesto stagionale. Un’occasione preziosa per misurarsi con realtà strutturate del nord Italia, confrontandosi con stili di gioco e ritmi differenti, elementi fondamentali per consolidare il percorso tecnico dei ragazzi.L’ospitalità del Biella Rugby ha reso l’esperienza ancora più significativa, trasformando la Club House in un luogo di accoglienza, dialogo e condivisione tra dirigenti, tecnici e atleti. Un clima che ha rispecchiato appieno lo spirito del progetto, fondato sulla collaborazione e sulla volontà di creare una rete nazionale di opportunità per i giovani rugbisti.Soddisfazione è stata espressa dal presidente FIR Puglia, Leo Amoruso: «È stata un’esperienza preziosa per i nostri ragazzi e per tutto lo staff. Ringraziamo il Biella Rugby per l’ospitalità e la disponibilità dimostrate. Un ringraziamento particolare va al consigliere federale Vittorio Musso, che ha creduto in questo progetto condiviso con il Comitato Regionale Piemonte. Saremo lieti di ricambiare presto l’invito: aspettiamo con piacere le selezioni piemontesi in Puglia».Il quadrangolare di Biella rappresenta dunque un passo significativo verso un modello di collaborazione che favorisca la crescita del movimento giovanile su tutto il territorio nazionale. Dare continuità a iniziative di questo tipo significa proseguire nel solco tracciato da Grazio Menga e valorizzare il potenziale dei giovani atleti, offrendo loro esperienze tecniche e umane di alto profilo.
dalla base | 19/11/2025
ClubHouse – il rugby oltre il rugby, Biella Rugby
Appena entri, sei avvolto da un profumo familiare: birra, hamburger, spaghetti al ragù e patatine. Odori che si mescolano a quelli del sudore, dello shampoo, del bagnoschiuma. Tante voci si rincorrono: quelle di un gruppo di amici, di giocatori, di bimbi con il borsone più grande di loro, mano nella mano con i genitori. È un connubio di suoni e odori che ti fa sentire a casa. Una casa diversa, ma sempre una casa di famiglia, solo un po’ più grande: è la Clubhouse del Biella Rugby. È la casa del club. A raccontare l’evoluzione della Clubhouse è Riccardo Paganoni, consigliere della società, tra coloro che custodiscono la memoria del Biella Rugby, che hanno affrontato negli anni ogni difficoltà e che hanno portato il club a diventare punto di riferimento per il territorio. Come inizia questa avventura per il Biella Rugby?“All’inizio la Clubhouse era stata messa in piedi alla meglio, con il lavoro dei soci stessi. Erano i tempi in cui la società si organizzava da sola per le cene, i terzi tempi e tutto il resto. Il locale, però, era piuttosto lontano dal campo. Dopo le partite, si chiedeva alle squadre di spostarsi con le proprie macchine per raggiungerlo.” Poi ci fu un primo passo in avanti?“Sì, una seconda Clubhouse, sempre non vicinissima, ma un po’ più comoda e soprattutto più capiente. La prima, infatti, era davvero minuscola. Questa nuova sede si trovava in centro a Biella e rappresentò un passo avanti importante.” La Cittadella, la nuova struttura, nuovi spazi e, finalmente, una Clubhouse attaccata al campo.“Oggi la Clubhouse è tutt’altra storia: una struttura vera e propria, accogliente e funzionale. Ma, soprattutto, è vicina al campo. È la terza Clubhouse nella storia del Biella Rugby, ma la più rappresentativa. È diventata un punto di riferimento per tutta la società: per i ragazzi, per i genitori, per chiunque viva il club. È bello vedere i genitori che accompagnano i figli agli allenamenti fermarsi a parlare, conoscersi, creare legami. È proprio questa vicinanza che cementa la comunità e dà forza alla società.” Massimo Tarello è invece colui che materialmente ha iniziato la costruzione della Clubhouse, aiutato dai tanti amici che lo hanno seguito. Ricordando i primi passi, ride e spiega:“È stata costruita partendo da due porte di una stazione ferroviaria francese, comprate in un mercatino da uno dei nostri soci. In buona sostanza, ho prima piazzato le porte, poi ho costruito i muri perimetrali.” La Clubhouse di oggi non ha nulla a che fare con quella degli albori.“No, all’inizio era solo un bar, con un bancone e una birra alla spina. Poi si è ampliato: una sala ristorazione, una cucina professionale, dispense e locali per i frigoriferi. È diventato un elemento fondamentale per la vita del club. A breve avremo il permesso per aprirlo al pubblico, non solo ai soci.” C’è un aneddoto particolare legato alla Clubhouse?“In alcuni casi, per realizzare certe cose ci vuole un pizzico di follia: a ripensarci, noi l’abbiamo avuta. Abbiamo iniziato la costruzione senza il permesso del Comune, arrivato solo successivamente. Il tempo ha sistemato tutto, ma non nascondo che la scelta, all’epoca, fu un azzardo.”
dalla base | 13/11/2025
ClubHouse – il rugby oltre il rugby, ASD Pordenone Rugby
A Pordenone la Club House è il fulcro attorno al quale si è sviluppata tutta la società. Rappresenta un riferimento. Un luogo di incontro tra generazioni, dove è il terzo tempo a dettare tempi e relazioni pubbliche. Nel Rugby Pordenone se pensi al club pensi a due rugbisti che da oramai 50 anni rappresentano l'anima del club: stiamo parlando di Pietro Zilli, per tutti "Pierino" ed Onelio Bigatton; amici da una vita, Pierino è di due anni più grande di Onelio, ma la loro storia di vita si intreccia con la crescita della società pordenonese. Il primo è stato giocatore storico del Pordenone, il secondo ha gestito la Club House per tanto tempo, dagli albori diciamo ed entrambi, attualmente, si occupano di mantenere tutto a norma; dai campi da gioco alle piccole manutenzioni. "La nostra Club House esiste dal 1984 - commenta Onelio Bigatton - l'abbiamo, letteralmente, presa a Gemona del Friuli. Si tratta di una struttura ricettiva usata nel post terremoto del 1976. Un passo alla volta, poi, l'abbiamo sistemata. Ampliata. Rimodernata. Portata al passo dei tempi che cambiavano. Qualche tempistica? Direi che dagli inizi del 2000 è diventata il nostro primo, vero, sponsor. Il nostro luogo di ritrovo. L'anima del nostro club". La realtà pordenonese, quindi, è cresciuta di pari passo alla Club House. E quest'ultima ha sempre garantito un servizio diciamo di sostentamento ai tutti i rugbisti che sono passati sui campi di Via Mantegna. "Il nostro club è cresciuto grazie alla CLub House - continua Pierino Zilli - ricordo terzi tempi infiniti, dopo le vittorie e altrettante riflessioni ovali dopo le sconfitte. Sono stato giocatore del Rugby Pordenone e poi, rimanendo come supporto, ho visto crescere ed esordire in prima squadra generazioni di rugbisti. Fermo restando che tutti sono passati per un terzo tempo, una birra, uno spritz, un caffè per la nostra Club House". Come in ogni cosa, poi, c'è un passamano e, ad oggi, terzi tempi, pranzi, cene di squadra, cene improvvisate ed aperitivi sono garantiti da due giovani che hanno preso in gestione questo luogo magico, fatto di storia ovale, aneddoti epici e tanto rugby: stiamo parlando di Lorenzo Foltran e Mary D’Errico, coloro i quali rendono viva quotidianamente la Club House per tutti i nuovi, giovani e meno giovani, rugbisti, tifosi ed appassionati del Rugby Pordenone.
dalla base | 06/11/2025
Progetto “Rugby per tutti – Restiamo in gioco”: al via le Feste del Rugby
Prenderanno il via questo nel settimana del 25 ottobre 2025, le Feste del Rugby, nell’ambito del progetto “Rugby Per Tutti – Restiamo in Gioco!”, promosso con il supporto di Sport e Salute S.p.A. per favorire la diffusione e lo sviluppo del rugby come strumento di inclusione, partecipazione e formazione.Il progetto, coordinato dai Comitati Regionali FIR, si articola in tre linee di intervento: il contrasto al drop-out, lo sviluppo del Rugby Integrato e la promozione del Rugby Inclusivo.La prima mira a ridurre l’abbandono dell’attività sportiva, la seconda punta a incrementare il numero dei praticanti nelle diverse forme della disciplina, mentre la terza è dedicata alla valorizzazione e alla diffusione del rugby come esperienza di inclusione sociale.Nei giorni scorsi la Commissione Tecnica FIR ha pubblicato le graduatorie, elaborate sulla base dei criteri previsti dagli Avvisi Pubblici e attraverso un processo di valutazione trasparente ed equo.Ora la parola passa al campo, con l’organizzazione di 180 Feste del Rugby lungo tutta la penisola.L’obiettivo è coinvolgere migliaia di bambini e bambine e avvicinarli alla pratica del rugby. La riuscita degli eventi sarà certificata tramite l’utilizzo di un QR code univoco e geolocalizzato, che consentirà di monitorare in modo preciso la portata e la partecipazione alle manifestazioni.
dalla base | 24/10/2025
La FIR celebra i propri Club e i loro traguardi: a Genova consegnati i primi cap alle Società
Dopo aver introdotto nel 2013 la consegna dei caps agli atleti e alle atlete Azzurri, aver dato vita alla comunità dei Centurioni nel 2021 e consegnato un cap celebrativo per la partecipazione al Guinness Sei Nazioni ai propri direttori di gara internazionali a partire dal 2025, la Federazione Italiana Rugby inaugura la tradizione del cap ufficiale, riservato a quelle Società che vantano un’affiliazione consecutiva almeno quarantennale all’organo di governo del rugby italiano.Un riconoscimento pensato per festeggiare insieme ai Club i propri percorsi e i propri traguardi, e che anno dopo anno si rinnoverà con delle speciali cerimonie di consegna di cap celebrativi in occasione degli eventi internazionali del Guinness Sei Nazioni Maschile e Femminile e della finestra d’autunno dell’Italia Maschile.Esclusivi cap tricolore e azzurri, ricamati con l’anniversario di affiliazione di ciascuna società - a partire dal quarantesimo sino al centesimo anno, per ogni decennale, dalla stagione 2024/25 - saranno consegnati a partire dalle Quilter Nations Series 2025 a tutti i Presidenti di Società nel corso di speciali cerimonie prepartita, celebrando simbolicamente il senso d’appartenenza e la centralità del ruolo dei Club nel contesto rugbisti nazionale.La nuova tradizione introdotta dal Consiglio Federale vivrà il primo momento formale sabato 22 novembre a Genova, in occasione della gara conclusiva delle Quilter Nations Series tra Italia e Cile, quando trentaquattro Club che hanno celebrato tra il 2024 ed il 2025 l'anniversario di affiliazione saranno invitati dal Presidente FIR Andrea Duodo a ritirare il proprio cap ed a prendere posto in campo insieme agli Azzurri per l’inno nazionale prima del calcio d’inizio del test contro i Condores sudamericani. “L’attività internazionale e l’impegno di Azzurre, Azzurri e dei nostri arbitri d’élite sono un incredibile biglietto da visita per il rugby italiano - ha detto il Presidente della FIR Andrea Duodo, annunciando l’istituzione dei nuovi cap per le Società - ma il nostro intento è stato, da subito, quello di riconoscere e valorizzare lo straordinario impegno che ogni giorno Club, dirigenti, volontari mettono al servizio del nostro sport in Italia, di cui costituiscono il cuore pulsante.A partire dalla partita di Genova contro il Cile, e per tutti gli anni a venire, individueremo uno o più momenti della finestra internazionale per celebrare insieme ai nostri fans, agli Azzurri, ai nostri sponsor e a tutta la nostra comunità quelle Società che da quaranta o più anni contribuiscono con il proprio impegno a costruire giornalmente il futuro del rugby italiano”.Queste le Società che riceveranno a Genova il cap per l’anniversario celebrato nel 2024/25: 40 anni di attivitàRugby Fiumicello Rugby GubbioRugby PiaveIvrea Rugby 50 anni di attivitàLecco RugbyCus CataniaCus PaviaReno Rugby BolognaRugby CodognoEtruria PiombinoMonti Rovigo JuniorRugby ParabiagoRugby ConeglianoManiago RugbyCogoleto Rugby Rugby VicenzaRugby ThieneValpolicella RugbyRugby MantovaRugby Riviera 1975Rugby ColornoAmatori Alghero 60 anni di attivitàRugby BeneventoCenturioni RugbyCus Padova Modena Rugby 1965 Colleferro Rugby 70 anni di attivitàRugby PaeseMogliano Veneto RugbyFiamme Oro Rugby 80 anniASR Milano 90 anni Cus SienaRugby RovigoNota: tutte le Società coinvolte nella consegna dei cap celebrativi riceveranno una comunicazione ufficiale dalla Federazione Italiana Rugby con i dettagli della cerimonia sul proprio indirizzo email @federugby.it
dalla base | 22/10/2025
Pubblicate le graduatorie dei bandi “Rugby Per Tutti – Restiamo in Gioco!”
La Federazione Italiana Rugby rende note le graduatorie ufficiali relative ai bandi del progetto “Rugby Per Tutti – Restiamo in Gioco!”, promosso con il supporto di Sport e Salute S.p.A. per favorire lo sviluppo e la diffusione del rugby come strumento di inclusione, partecipazione e formazione. Aggiornamento, alla data del 3 dicembre 2025: La Federazione Italiana Rugby informa che, nell’ambito del progetto “Rugby Per Tutti – Restiamo in Gioco!”, in rapporto alle linee di Intervento 1 - 2A - 2B, è stata effettuata un’integrazione della graduatoria dei Club ammessi al contributo. L’integrazione è stata deliberata dal Consiglio Federale, a seguito della rimodulazione del budget complessivo del progetto e delle nuove tempistiche definite da Sport e Salute S.p.A., che hanno consentito di ampliare la platea delle società beneficiarie. Tutti i dettagli sono disponibili e consultabili nei documenti in calce - INTEGRAZIONE LINEA DI INTERVENTO 1 - 2A - 2B Le manifestazioni di interesse sono state aperte da martedì 30 settembre a martedì 7 ottobre 2025 e hanno registrato un’ampia partecipazione di Club su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa, articolata in tre linee di intervento, ha sostenuto attività finalizzate alla crescita e al radicamento del movimento rugbistico di base: Linea 1 – Contrasto al Drop Out: organizzazione di 180 Feste del Minirugby con la presenza di Rugby a Contatto Attenuato, per promuovere la continuità della pratica sportiva e la partecipazione dei più giovani. Linea 2A – Sviluppo del Rugby Integrato: sostegno a 20 squadre impegnate nella promozione dell’inclusione attraverso il Rugby Integrato. Linea 2B – Circuito del Rugby Integrato: contributo a 8 Club organizzatori delle Feste del Circuito Nazionale del Rugby Integrato. Le graduatorie sono state definite da una Commissione tecnica FIR, sulla base dei criteri previsti dagli Avvisi Pubblici e secondo un processo di valutazione trasparente ed equo. Le relazioni complete e gli elenchi dei Club ammessi e non ammessi al finanziamento sono consultabili ai link seguenti: Linea 1 – Contrasto al Drop Out: CONSULTA LE GRADUATORIE QUI RELAZIONE - ATTRIBUZIONE LINEA DI INTERVENTO 1Download INTEGRAZIONE - LINEA DI INTERVENTO 1Download Linea 2A – Sviluppo del Rugby Integrato: RELAZIONE - ATTRIBUZIONE LINEA DI INTERVENTO 2ADownload INTEGRAZIONE - LINEA DI INTERVENTO 2ADownload Linea 2B – Circuito del Rugby Integrato: RELAZIONE - ATTRIBUZIONE LINEA DI INTERVENTO 2BDownload INTEGRAZIONE - LINEA DI INTERVENTO 2BDownload
dalla base | 17/10/2025
Rugby per Tutti – Restiamo in gioco, aperte le candidature per il bando destinato alle società affiliate
Federazione Italiana Rugby è lieta di comunicare l’apertura della Manifestazione di Interesse per il progetto “Rugby per Tutti – Restiamo in Gioco!”, un’iniziativa strategica della Federazione Italiana Rugby (FIR) finalizzata a contrastare l’abbandono sportivo, rafforzare il ruolo sociale dei Club e promuovere inclusione e partecipazione attraverso il rugby. Il progetto mette a disposizione dei Club tre linee di finanziamento per la Stagione Sportiva 2025/26. Per ciascuna linea è previsto un contributo forfettario di € 1.800,00. (Le modalità di partecipazione saranno inviate alle mail delle società e dei presidenti) A. Linea 1 – Contrasto al Drop Out (fino a 180 Club)CLICCA QUI PER SCARICARE L'AVVISO PUBBLICO Obiettivo: mantenere attivamente coinvolti nel rugby i giovani atleti di età compresa tra 6 e 14 anni.Attività: organizzazione di una festa del minirugby che includa la pratica del rugby a contatto attenuato.Contributo: € 1.800,00 per ogni singolo evento.Link al modulo di candidatura: https://forms.gle/GCJSsHeQyUm2aVmL7 B. Linea 2A – Supporto all’attività di Rugby Integrato (fino a 20 squadre)CLICCA QUI PER SCARICARE L'AVVISO PUBBLICO Obiettivo: garantire continuità sportiva e sostegno alle attività esistenti.Attività: organizzazione di un allenamento gratuito settimanale (2 ore) per le squadre di Rugby Integrato.Contributo: € 1.800,00 per l’attività complessiva.Link al modulo di candidatura: https://forms.gle/wvz3PxnKVQujQbsc7 C. Linea 2B – Creazione del circuito feste di Rugby Integrato (fino a 8 Club)CLICCA QUI PER SCARICARE L'AVVISO PUBBLICO Obiettivo: costituire un circuito nazionale di eventi e promuovere la visibilità del movimento del Rugby Integrato.Attività: organizzazione di una festa dedicata al circuito.Contributo: € 1.800,00 per l’organizzazione dell’evento.Link al modulo di candidatura: https://forms.gle/uHyhinNRRxfWv8Er9 La Commissione valuterà le informazioni fornite, le verificherà tramite la piattaforma AS400 e controllerà i documenti allegati. Si raccomanda la massima precisione nella compilazione e nella descrizione delle attività svolte dal Club. Scadenza e invio della candidatura La manifestazione di interesse dovrà essere compilata e inviata entro e non oltre le ore 23.59 del 7 ottobre 2025.Le candidature saranno considerate valide solo se inviate tramite il Google Form indicato. Per qualsiasi esigenza di supporto tecnico o per chiarimenti sulla compilazione, è possibile scrivere a: andrea.demarchi@federugby.it Oppure inviare un messaggio - solo whatsapp - al numero +393520193004
dalla base | 30/09/2025
Campagna di reclutamento 2025/2026: nuova azione a favore dei Club
La Federazione Italiana Rugby avvia una nuova azione a supporto delle Società e della diffusione del Gioco, mettendo a disposizione di tutte le affiliate e, idealmente, di tutti i tesserati un primo video dedicato a promuovere e sensibilizzare alla partecipazione. Breve, moderno, immediatamente fruibile, il video - di libero utilizzo e di libera diffusione su tutti i supporti di comunicazione proprietari dei Club - si inserisce nel rilancio del movimento di base avviato nel 2024 con il rinnovo della governance e con la volontà espressa dal Consiglio Federale di offrire strumenti semplici, efficaci e coerenti con le necessità di comunicare all’intero movimento. “Unisciti a noi”, il claim del video che supporta la campagna di reclutamento giovanile 2025/26, nasce dalla volontà di rispondere a due esigenze: da un lato sostenere le società con contenuti già pronti e professionali, dall’altro valorizzare la narrazione del Gioco di base, facendo conoscere al grande pubblico i valori autentici del rugby.Quei valori – rispetto, lealtà, spirito di squadra – che i bambini e le bambine mettono in pratica ogni giorno sul campo e che rappresentano l’anima del nostro sport. L’iniziativa è la prima di un percorso più ampio, che mira a dotare i Club di strumenti di comunicazione sempre più mirati e a dare visibilità al Gioco di base come cuore pulsante dell’attività. L’impegno è quello di rendere il rugby accessibile e riconoscibile non solo come disciplina sportiva, ma anche come scuola di vita, capace di trasmettere valori educativi e sociali fondamentali. Con questo progetto, FIR rinnova la propria missione: affiancare i Club, sostenere i loro sforzi sul territorio e promuovere un rugby che sappia parlare alle famiglie, ai bambini e alle comunità, mettendo in luce la bellezza e la forza del Gioco. https://www.youtube.com/watch?v=TmDIzJbcDaw
dalla base | 29/09/2025
Lo staff della Nazionale Italiana Maschile in campo con i club della Toscana
Viareggio (Lucca) – Weekend di lavoro a 360 gradi per lo staff della Nazionale Italiana Maschile che in Toscana ha incontrato i club del territorio proseguendo la programmazione verso le Quilter Nations Series che vedranno l’Italia protagonista a Udine, Torino e Genova nella prossima finestra internazionale di Novembre. Viareggio ha ospitato la prima riunione stagionale di tutto lo staff al completo della Nazionale Italiana Maschile nella giornata di giovedì 18 settembre. Dopo aver concluso la prima giornata di lavoro, lo staff tecnico dell’Italrugby – insieme ai preparatori atletici – ha raggiunto lo stadio Ferracci, casa dei “Titani Rugby”, accolti da oltre 100 persone divise tra tecnici e giovani atleti Under 18. Prima parte del pomeriggio dedicato ad un lungo incontro improntato sullo scambio di esperienze e gestione del gruppo tra i tecnici territoriali e lo staff tecnico guidato da Gonzalo Quesada che, successivamente, ha svolto una seduta di allenamento portando la base della struttura del lavoro che viene svolto con la Nazionale Maschile a disposizione dei ragazzi presenti in rappresentanza di quasi tutti i club del territorio toscano. “L’entusiasmo che abbiamo visto sul campo da parte dei ragazzi presenti è incredibile. Il rugby è anche questo: dare prima di ricevere. Siamo stati tutti giovani atleti e ci siamo divertiti tantissimo con i nostri compagni di squadra nei nostri club di appartenenza quando eravamo adolescenti. I tecnici della Nazionale ricoprono un ruolo importante ed è fondamentale essere a disposizione dei club territorio per condividere esperienze, fare brainstorming e crescere tutti insieme. Ho partecipato in prima persona ad altre due giornate a Napoli e Benevento, lo scorso aprile, e ho conosciuto nuove persone e ho toccato con mano la passione e l’impegno che costantemente mettono i tecnici dei club, i giovani atleti e i rispettivi genitori che sono sempre presenti per sostenere la passione dei propri figli. E’ un piacere poter essere di supporto per il movimento italiano” ha dichiarato Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile. "Grande soddisfazione per l’incontro tecnico tenuto oggi dal Commissario Tecnico della Nazionale Maggiore Gonzalo Quesada presso lo Stadio Ferracci di Torre del Lago. È stato un momento prezioso di confronto e crescita per tecnici e giocatori provenienti da tutta la Toscana, che hanno potuto vivere un’esperienza formativa di altissimo livello Ringrazio lo staff della Nazionale per la disponibilità e l’attenzione dimostrata: iniziative come questa rafforzano il legame tra il territorio e la squadra azzurra e sono uno stimolo importante per tutto il movimento toscano” ha sottolineato Edoardo Barcaglioni, Presidente del Comitato Regionale FIR Toscana. Terminato il lavoro a Viareggio, Gonzalo Quesada si è spostato a Prato per presenziare all’inaugurazione del campo “Carlo Montano” accolto da centinaia di persone tra tecnici, giovani rugbisti e appassionati di rugby. Nella mattinata di sabato – a completamento dell’impegno dello staff e del Commissario Tecnico nel territorio toscano – Gonzalo Quesada ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione della stagione del rugby toscano presso la Sala D’Arme a Palazzo Vecchio a Firenze.
dalla base | 20/09/2025
ClubHouse – il rugby oltre il rugby, Verona Rugby e Femi-CZ Rovigo
Verona e Rovigo: dove il rugby incontra la comunità Nel rugby, c’è un tempo che non è regolato dal cronometro. È quello che arriva dopo la fatica, dopo il sudore, dopo il fischio finale. Un tempo fatto di parole, strette di mano, birre condivise e piatti fumanti. Quel tempo ha una casa, e si chiama clubhouse. Lo abbiamo raccontato con Calvisano e Viadana, due città che hanno vissuto da protagoniste il World Rugby U20 Championship 2025, e dove la clubhouse è molto più di un locale: è un luogo della memoria, dell’identità e della relazione. Ma lo stesso spirito vive anche a Verona e a Rovigo, le altre due sedi del Mondiale. Due realtà diverse, con storie e stili propri, ma unite dalla stessa idea: che il rugby, prima ancora che uno sport, sia un modo di stare insieme. VERONA RUGBY La casa di tutte le anime del club Il rugby a Verona si è ritagliato, negli ultimi anni, uno spazio sempre più importante. E la Clubhouse ne è stata il baricentro, fin dal primo giorno. Leonardo Quintieri, atleta e allenatore, ne conserva un ricordo nitido: «Il mio primo contatto con la Clubhouse è legato all’esordio in TOP12: la vittoria in casa contro la Lazio, lo stadio pieno, l’inaugurazione dell’impianto... È stato un impatto bellissimo». A Verona, la Clubhouse non è solo il cuore pulsante della prima squadra, ma è anche un ponte tra tutte le anime del club: mini rugby, Under, Accademia, staff, genitori e tifosi. Un luogo che segna il tempo che passa, ma anche quello che si costruisce insieme. «Ogni anno – racconta Quintieri – presentiamo qui tutte le squadre, è un momento simbolico, che unisce tutto il club. È importante che i ragazzi imparino il valore del terzo tempo e della Clubhouse, anche perché è lì che si creano i legami più duraturi, quelli che vanno oltre il campo». Il rugby, a Verona, si vive anche nella ritualità di ciò che accade dopo la partita: mangiare con gli avversari, ridere con i compagni, rivedere l’azione più bella o la meta mancata davanti a un piatto di pasta. «Anche chi non conosce il rugby sa che il terzo tempo è sacro. È un momento che ti insegna a stare insieme e a conoscere l’altro, anche se un attimo prima ti stava placcando». E in questo, la Clubhouse diventa molto più di un semplice locale: è la palestra sociale in cui si allenano lo spirito di gruppo e la cultura del rispetto. A ogni età. FEMI CZ-ROVIGO La Clubhouse come rito, famiglia e memoria Se Verona è la casa costruita sul futuro, Rovigo è quella fondata sulla storia. Qui il rugby è identità territoriale, rito collettivo, orgoglio condiviso. E la Clubhouse è il punto d’incontro di tutto questo. Perché, come dice Fabrizio Aggio, ex giocatore, volontario e tifoso da sempre: «La Clubhouse è nata nel 1990-91. Avevo sei anni. Da allora è il punto focale del campo. Qui a Rovigo, dove il rugby è una cosa seria, ci si ritrova sempre: per la birra, per la musica, per le foto, per stare insieme». La struttura ha visto passare generazioni di giocatori, tifosi e campioni: «Avevo 9 anni – ricorda Fabrizio – il pallone era finito sul tetto della Clubhouse. AJ Venter, il flanker degli Springboks che allora giocava a Rovigo, mi ha preso in braccio e me lo ha fatto recuperare. Una scena da film!». Ma la vera forza della Clubhouse rodigina è nella costanza. Chi la frequenta, giorno dopo giorno, diventa parte di una famiglia. Non è il rapporto classico tra cliente e gestore, è qualcosa di più: «Quando ti alleni quattro giorni a settimana, le persone che lavorano lì diventano amici, confidenti, quasi educatori – conclude Aggio – Fausto, che oggi la gestisce, per me è come un fratello maggiore». È questo senso di appartenenza che rende la Clubhouse di Rovigo un punto di riferimento per tutti, un luogo dove la squadra si ritrova anche fuori dagli schemi e dalle formazioni. Dove si festeggia, si discute, si ride e ci si consola. Il rugby si gioca anche qui Nel corso del World Rugby U20 Championship, Verona e Rovigo hanno ospitato alcune delle sfide più belle e intense del torneo. Ma fuori dal campo, si è giocata un’altra partita – silenziosa, quotidiana, autentica – nelle loro Clubhouse. Luoghi in cui non serve una palla ovale per sentirsi parte di qualcosa. Dove si accorciano le distanze, si allungano le serate, e si cementano legami che resistono alle stagioni e alle categorie. Storie di Clubhouse non finisce qui. Ma ogni volta che si alza un bicchiere, che si passa una teglia di lasagne, o che si racconta una meta davanti a un panino caldo, si aggiunge un nuovo capitolo. Che sia a Calvisano, Viadana, Verona o Rovigo, il rugby italiano ha trovato – e continua a trovare – il suo cuore lì. Lì dove si mangia, si beve, si ride. E si vive insieme.
dalla base | 19/09/2025

Completa la registrazione