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Roselli punta su Zanette, cinque cambi per Fukofuka: l’analisi delle formazioni di Italia-Scozia
Diverse novità nella formazione scelta da Fabio Roselli per la sfida di sabato alle 17.30 contro la Scozia, la prima in casa di questo Sei Nazioni. In prima linea il tecnico lancia Vittoria Zanette a sinistra, affiancata dalla confermata Vecchini e da Silvia Turani, che torna titolare. Ripartono dall’inizio anche Duca e Madia, con Sillari e Mannini a formare una nuova coppia di centri e Alyssa D’Incà che si sposta all’ala. In totale sono 5 i cambi dell’Italia, così come sono 5 quelli della Scozia. Prima da titolare per Demi Swann, pilone sinistro alla terza presenza assoluta. Due cambi in terza linea: torna McLaclhan e spazio a Donaldson, con la capitana Malcom che si sposta a numero 8 per far fronte all’infortunio di Coubrough (concussion). Il secondo centro Scott sostituisce Willis (problema al braccio) mentre all’ala McGhie rileva l’altra indisponibile Lloyd (concussion). Ritmo L’Italia vuole insistere sull’idea proposta fin dall’inizio di questo Sei Nazioni: giocare a ritmi alti e aprire il più possibile le maglie della difesa avversaria. Delle prime due partite le Azzurre ci sono riuscite a tratti, segnando comunque 5 mete in totale e conquistando il punto di bonus offensivo contro l’Irlanda. L’obiettivo è dare continuità per 80 minuti, contro una squadra che in difesa può concedere qualcosa (80 placcaggi sbagliati in totale per la Scozia) e con un attacco ulteriormente rinforzato dalla presenza in contemporanea di Mannini, Sillari e D’Incà, con la trequarti di Blagnac schierata ala. Una delle chiavi sarà proprio riuscire ad innescare D’Incà anche in posizione più defilata, passando soprattutto dal ritmo alto che potrà imporra la mediana composta da Stefan e Madia. Anche la Scozia è andata a fiammate in queste due partite, anche se i match con l’Inghilterra sono sempre difficili da giudicare: l’assenza di Rhona Lloyd è quella più pesante, ma sarà sostituita da Francesca McGhie, a sua volta pericolosissima e al rientro da una serie di problemi fisici. Battaglia Anche la Scozia userà molto il piede di Nelson per mettere in difficoltà l’Italia, che dovrà gestire meglio i possessi in fase di partenza. L’Italia può essere molto pericolosa con la capacità di Ostuni Minuzzi di trovare spazi in mezzo al campo, mentre il pacchetto delle avanti dovrà sfruttare gli errori difensivi che la Scozia tende a commettere sotto pressione. L’innesto di Zanette, entrata molto bene contro l’Irlanda, può garantire un ulteriore avanzamento in mezzo al campo. Fedrighi e Duca insieme, oltre a Giordano, avranno il compito di rimettere a posto una rimessa laterale che a Galway ha sofferto, con Sgorbini, Vecchini e Turani che a loro volta saranno probabilmente molto utilizzate come ballcarrier. Dall’altra parte attenzione soprattutto a Cunningham, che pur non essendo al 100% (rientra da un infortunio al tendine) è una giocatrice di grandissima qualità. Le formazioni di Italia-Scozia Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà, 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Giordana Duca, 4 Valeria Fedrighi, 3 Vittoria Zanette, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Gaia Maris, 18 Alessia Pilani, 19 Alessandra Frangipani, 20 Margherita Tonellotto, 21 Alia Bitonci, 22 Emma Stevanin, 23 Francesca Granzotto Scozia: 15 Chloe Rollie, 14 Francesca McGhie, 13 Lucia Scott, 12 Meryl Smith, 11 Shona Campbell, 10 Helen Nelson (VC), 9 Leia Brebner-Holden, 8 Rachel Malcolm (C), 7 Rachel McLachlan, 6 Eva Donaldson, 5 Hollie Cunningham, 4 Emma Wassell, 3 Elliann Clarke, 2 Lana Skeldon, 1 Demi Swann A disposizione: 16 Elis Martin, 17 Leah Bartlett, 18 Molly Poolman, 19 Holland Bogan, 20 Louise McMillan, 21 Alex Stewart, 22 Rianna Darroch, 23 Rachel Phillips
Italia Femminile | 23/04/2026
Nazionale Femminile, scelta la formazione delle Azzurre per la sfida di Parma con la Scozia
Il CT Azzurro Fabio Roselli ha scelto le 23 atlete che scenderanno in campo sabato alle 17.30 allo Stadio Sergio Lanfranchi di Parma contro la Scozia, nella gara valida per il terzo turno del Guinness Sei Nazioni Femminile, la prima casalinga nel Torneo. Le scelte di Roselli vedono coinvolta una prima linea formata da Turani, che scendendo in campo sabato raggiungerà i 50 caps, Vecchini e Zanette - prima da titolare per lei con la maglia Azzurra. Seconda linea d’esperienza con Fedrighi e Duca, mentre in terza linea viene confermato il terzetto Sgorbini, Ranuccini, Giordano. Mediana con Stefan e Madia, D’Incà torna all’ala, con Mannini e Sillari come centri, Muzzo come altra ala e Ostuni Minuzzi estremo. In panchina tornano Francesca Granzotto e Alessandra Frangipani, mentre Margherita Tonellotto è selezionata per la prima volta: in caso di esordio diventerebbe l’Azzurra numero 226. Italia v Scozia, con calcio d’inizio alle 17.30 del 25 aprile sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena. I biglietti per la sfida sono in vendita su federugby.ticketone.it 15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 46 caps)14. Aura MUZZO (LOU Rugby, 60 caps)13. Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 95 caps)12. Sara MANNINI (Rugby Colorno, 14 caps)11. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 37 caps)10. Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 62 caps)9. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 103 caps)8. Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 80 caps)7. Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 20 caps)6. Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby, 39 caps)5. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 62 caps)4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 69 caps)3. Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 4 caps)2. Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 42 caps)1. Silvia TURANI (Harlequins, 49 caps) A disposizione:16. Chiara CHELI (Rugby Colorno, 2 caps)17.Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)18. Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby, 11 caps)19. Alessandra FRANGIPANI (Villorba Rugby, 13 caps)20. Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova, esordiente)21. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 12 caps)22. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 29 caps)23. Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 25 caps)
Italia Femminile | 23/04/2026
Esercito, l’Accademia Militare ospita a Modena la Nazionale Femminile di Rugby
Giocatrici e Allievi si confrontano sui Valori alla base del mondo sportivo e militare L’Accademia Militare dell’Esercito ha accolto una delegazione della Nazionale Italiana femminile di rugby, un’iniziativa che si inserisce nel Protocollo d’Intesa volto a rafforzare la collaborazione tra l’Esercito Italiano e la Federazione Italiana Rugby (FIR), fondata su valori condivisi quali coraggio, disciplina, spirito di squadra, rispetto delle regole e impegno al servizio della collettività. La delegazione, composta dallo staff tecnico delle Azzurre, insieme alla Consigliera Federale Erika Morri e alle atlete Alessandra Frangipani e Giada Corradini, è stata accolta dal Comandante dell’Istituto, Generale di Divisione Stefano Messina e dagli allievi del 205° corso “Fierezza”, del 206° corso “Dignità” e del 207° corso “Fermezza”. La delegazione ha visitato alcune infrastrutture, tra le quali il campo da rugby utilizzato dalla squadra di “touch rugby”, la palestra e le aule didattiche dell’antico Istituto, responsabile della formazione di base dei futuri Ufficiali dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri. Al termine della visita la delegazione ha partecipato a un incontro dedicato al tema della leadership, soffermandosi sulle opportunità generate dalla collaborazione tra FIR ed Esercito Italiano. La sinergia si traduce in iniziative concrete come quella del prossimo 9 maggio, quando l’intero cerimoniale della quarta gara del Guinness Sei Nazioni Femminile tra Italia e Inghilterra sarà affidato all’Esercito. https://youtube.com/shorts/60nV3BfT5XE Nel corso degli anni, le Forze Armate hanno promosso diverse attività con le Nazionali Italiane (maschile e femminile): dalle attività di team building ai raduni a Corvara, fino a momenti strutturati di confronto e crescita. In questo contesto, la visita all’Accademia Militare di Modena assume un valore ulteriore, rafforzando un percorso condiviso che unisce sport e principi comuni.
Italia Femminile | 23/04/2026
Sabrina Melis, azzurra numero 41: “Il Mondiale ’91 fu una svolta per il rugby femminile, ma oggi è cambiato tutto in meglio”
Cardiff, 11 aprile 1991: si gioca Italia-Svezia, terza gara del Mondiale azzurro valida per il torneo che assegna i piazzamenti dal 5° al 12° posto. All’esordio, nel ruolo di ala, c’è Sabrina Melis, azzurra numero 41, trequarti sarda che diventerà una delle azzurre più longeve di sempre, con ben 3 Mondiali disputati. Dopo il 1991, infatti, Melis vestirà la maglia azzurra anche nelle Coppe del Mondo del 1998 e nel 2002, a completamento di una carriera straordinaria. Melis ha potuto vivere per intero il decennio che ha cambiato il rugby femminile in Italia e nel mondo, a partire proprio da quel primo storico Mondiale: “Fu una svolta totale per il rugby femminile, anche se era il primo e anche se c’erano ancora delle situazioni molto particolari. Chiaramente eravamo all’inizio, ma da quel momento è iniziato un percorso che ha portato il rugby femminile ad essere ciò che è oggi: c’è ancora tanta strada da fare, ma essere stata parte di questo percorso è stato fantastico”. Il Mondiale 1991 Come molte ex azzurre hanno raccontato, quel Mondiale 1991 conserva dentro di sé tutte le emozioni e le particolarità delle “prime volte”: “Fu una prima volta per tante cose. Il rugby femminile era ancora in una fase totalmente dilettantistica, tanto che fino a quel momento – ho iniziato a giocare nel 1986 - eravamo noi giocatrici a pagarci il viaggio per i raduni, mentre il pernottamento ci veniva pagato. Ci sacrificavamo molto: viaggiavamo in nave, aereo, treno, spesso si rientrava la domenica. Quel Mondiale però fu qualcosa di incredibile. Fino a quel momento avevo giocato soltanto a livello di club e fatto qualche raduno con la Nazionale, senza mai esordire: l’esordio arrivò proprio al Mondiale, con la Svezia, e in generale in quelle due settimane mi colpì molto la qualità fisica e tecnica di nazionali come Inghilterra, Nuova Zelanda e Stati Uniti, che infatti vinsero il Mondiale. Era un altro mondo: la meta valeva ancora 4 punti, le touche non prevedevano le saltatrici, tutto completamente diverso. Però è stato un punto di svolta per il rugby femminile mondiale e anche italiano, con il riconoscimento da parte della FIR e l’inizio del sostegno da parte loro: da quel momento infatti la Federazione ha coperto molti costi che prima erano a carico nostro, con un’evoluzione importante anche dal punto di vista dell’organizzazione, come spostamenti e logistica”. Un decennio di crescita Anche solo dal primo Mondiale disputato da Melis (1991) al terzo (2002, dopo il 1998, mentre le Azzurre non parteciparono a quello del 1995) era già cambiato tutto: “Era un mondo completamente diverso. Non esistevano i social, il rugby femminile non era trasmesso in diretta tv se non per qualche incontro veramente importante, e anche la copertura giornalistica era limitata alla stampa locale. Già nel 1998 si è vista una presenza diversa dei media, soprattutto della stampa, e cominciarono ad arrivare anche le prime dirette tv importanti. Il terzo Mondiale in questo senso è stato quello che ha portato il rugby femminile ad avvicinarsi a quello che è oggi. Eppure, nonostante i grandi cambiamenti di quegli 11 anni, nulla di paragonabile a oggi: sarebbe stato impensabile vedere una finale mondiale in un Twickenham strapieno com’è accaduto nel 2025, e questo deve rendere orgogliose tutte le ragazze che in questi anni hanno giocato e contribuito a questa crescita. Sicuramente da quando ho iniziato a giocare a 16 anni, nel 1986, a oggi è cambiato veramente tutto. Avevo scoperto il rugby tramite una mia amica, volevo giocarci, ma purtroppo nella mia scuola non c’era una squadra femminile, quindi mi aggregai a un’altra scuola che aveva aperto le porte anche agli istituti vicini. In Sardegna però non c’era nulla, eravamo davvero delle pioniere a livello regionale: il nostro allenatore ci portò a giocare dei tornei a Roma in quegli anni, poi nel 1989 ci iscrivemmo al campionato nazionale UISP e cominciai anche a fare i primi raduni con la Nazionale. Da lì è iniziato il percorso che mi ha portato ad esordire in Nazionale contro la Svezia, a Cardiff”. La percezione del rugby femminile In questi anni, racconta Melis, è cambiata anche la percezione del rugby femminile da parte degli appassionati e della gente comune: “All’inizio addirittura alcuni rugbisti non avevano una grande considerazione del rugby femminile, dicevano che non era uno sport da donne. Il riconoscimento è arrivato con il tempo, e finalmente si comincia a capire che il rugby giocato dalle donne è lo stesso sport, anche se ha caratteristiche diverse: è diventato un rugby più basato sulla velocità e sull’evasione, ma la base è sempre la stessa. Sicuramente, parlando dell’Italia, l’attenzione della Federazione e dei media ha contribuito a questo percorso. E questo discorso si può allargare secondo me anche agli altri paesi. Ad esempio, ripensando al Mondiale 2002 – l’ultimo che ho giocato – ricordo un’attenzione di gran lunga maggiore all’accoglienza delle giocatrici, alla comunicazione e alla visibilità rispetto alle Coppe del Mondo precedenti. Ricordo che le città ospitanti erano piene di tifosi, c’erano manifesti ovunque. Credo sia stato il primo vero Mondiale con un’importante copertura mediatica, seppur ancora lontana rispetto a quello che vediamo oggi, ma bisogna sempre ricordare che eravamo ancora delle dilettanti: non avevamo contratti, ma solo delle diarie. In alcuni Paesi come l’Inghilterra le atlete erano pagate già ai Mondiali del 1998, e forse anche in Nuova Zelanda, ma sono convinta che anche in Italia le cose continueranno a migliorare, come sta accadendo già adesso, e mi auguro che si continui a lavorare per garantire le stesse opportunità rispetto al rugby maschile”.
Italia Femminile | 22/04/2026
Eni Rugby Tour 2026: al via la quarta edizione
Roma - I Comitati Regionali della Federazione Italiana Rugby ed Eni tornano a collaborare, per il quarto anno consecutivo, affiancando Società e territori in un appuntamento, quello dell’Eni Rugby Tour, dedicato alla promozione del rugby e dei suoi valori educativi tra i più giovani. Con cinque tappe che originano dalla Capitale, con l’appuntamento inaugurale di Roma del 26 aprile, L’ Eni Rugby Tour attraverserà anche nel 2026 tutta la Penisola, dalla Toscana alla Sicilia passando per la Puglia e l’Emilia-Romagna, portando sul campo centinaia di giovani atleti e atleti delle categorie comprese tra l’U6 e l’U12. Un mese di festa e condivisione, con la tappa finale di Livorno il 31 maggio a suggellare un’esperienza che unisce il divertimento del gioco all’opportunità, per le giovani ed i giovani praticanti, di vivere giornate dove spirito di squadra, fair-play, rispetto e socializzazione con l’avversario sono alla base del progetto, in linea con l’approccio al Gioco di FIR e dei propri partner. Ogni Festa vedrà la partecipazione di un numero variabile di club, uno dei quali nel ruolo di società ospitante, con il coinvolgimento di tecnici regionali FIR per coordinare l’attività sul campo. Maurizio Amedei, Presidente del Comitato Regionale Lazio della FIR, che darà fuoco alle polveri all’ Eni Rugby Tour con la tappa di Roma organizzata dal Villa Pamphili Rugby, presso lo stadio del Corviale ha dichiarato: “Siamo entusiasti di poter ospitare la prima tappa dell’Eni Rugby Tour a Roma, rinnovando grazie alla collaborazione con Eni un percorso fatto di divertimento, socialità e tanto divertimento per i più giovani tra i nostri partecipanti al Gioco. L’ Eni Rugby Tour è evoluto, negli anni, diventando un momento di partecipazione che i Club dei nostri territori attendono con entusiasmo, un’occasione per concludere le proprie stagioni insieme, all’insegna della socialità e della condivisione, nel più puro spirito del rugby ed in linea con la visione di FIR che mette partecipazione e fair-play al cuore dell’esperienza di ragazze e ragazzi”. Per Eni il supporto all’Eni Rugby Tour riflette l’importanza che la compagnia energetica attribuisce allo sport, contribuendo a creare forti legami tra le persone di più territori, e promuovendo valori fondamentali, come il rispetto per il prossimo e per l’ambiente. Per Eni lo sport costituisce un veicolo per collegare lo spirito di squadra ai valori fondamentali per l’azienda, come il rispetto della salute personale, l’integrazione sociale e il senso di appartenenza, valori su cui si basa l’Eni Rugby Tour. Eni è una global energy tech company presente in 62 Paesi, con oltre 32.000 dipendenti, è una società integrata dell’energia che ricopre un ruolo di primo piano nel garantire la sicurezza energetica e gioca un ruolo centrale nella transizione energetica. Le tappe del 2026 Il tour si snoderà tra aprile e maggio, attraversando diverse aree del Paese: 26 aprile – Comitato Regionale Lazio - Roma 8 maggio – Comitato Regionale Puglia - Brindisi 23 maggio – Comitato Regionale Sicilia - Gela/Caltanissetta 24 maggio – Comitato Regionale Emilia Romagna - Ravenna 31 maggio – Comitato Regionale Toscana - Livorno
dalla base | 21/04/2026
Italia, Stefan: “C’è tanto da lavorare, ma una partita negativa non definisce chi siamo”
Non è stato un inizio facile per l’Italia al Sei Nazioni femminile 2026: la sconfitta in Irlanda per 57-20, pur con il bonus offensivo, è un risultato che brucia soprattutto per le difficoltà riscontrate nel primo tempo, ma come spiega Sofia Stefan “una partita negativa non definisce chi siamo”. La mediana di mischia dell’Italia e di Tolone però non si nasconde: “C’è tanto da lavorare, sicuramente l’inserimento di tante ragazze nuove necessità di tempo e lavoro per essere performanti. Siamo confidenti in quello che è il nostro percorso. Sicuramente non è un momento facile, ma è una sfida anche questa e noi come sempre non molleremo mai”. Cosa è mancato nel primo tempo di Galway, cosa vi ha messe in difficoltà? “La facilità con cui con il gioco al piede ci hanno riportate spesso indietro di 60-70-80 metri ha fatto la differenza, e in quelle situazioni non siamo state abbastanza brave a risalire al campo, forse esagerando con il gioco alla mano quando avremmo potuto guadagnare un po’ di più al piede. Ci hanno messe in difficoltà sia tatticamente che tecnicamente, ma del resto l’Irlanda ha dimostrato di essere in grande crescita, due anni fa hanno battuto le Black Ferns e l’anno scorso hanno fatto un grande mondiale. Nel secondo tempo abbiamo dimostrato di poter essere competitive anche contro di loro, ma gli errori tecnico-tattici che abbiamo commesso hanno fatto la differenza”. Anche in una giornata difficilissima è arrivato un punto di bonus che magari potrà fare la differenza a fine torneo. “Sì, sicuramente il punto di bonus rappresenta un aspetto positivo, soprattutto in una competizione lunga dove ogni piccolo dettaglio è fondamentale. In generale nel secondo tempo siamo riuscite a impostare un po’ di più il nostro gioco. È stata una partita un po’ all’opposto rispetto a quella giocata con la Francia, dove avevamo fatto un bel primo tempo e siamo andate in difficoltà nel secondo. L’Irlanda è stata molto brava a riportarci sempre indietro nel nostro campo e questo ha permesso loro di poterci mettere più pressione”. Con quale stato d’animo si arriva alla partita con la Scozia? È più la tensione legata ai risultati o la fame di riscatto? “Sicuramente la fame. Chiaro che la tensione c’è sempre, ma quella c’è a prescindere, perché siamo al Sei Nazioni e ogni partita comporta un certo carico di pressione che bisogna gestire. Però in gruppo c’è davvero tanta fame e tanta voglia di dimostrare – e di dimostrare a noi stesse, ancora più che agli altri – quanto valiamo e cosa vogliamo ottenere. Non possiamo farci definire da una singola partita, anche se in questa partita abbiamo commesso tanti errori”. La Scozia ha un gioco molto diverso dall’Italia, ma dall’altra parte vive un po’ di “fiammate” nei vari momenti della partita, come le Azzurre. Non siete quindi due squadre così diverse? “Proprio per questo credo che la chiave di questa partita sarà la consistenza, sia dal punto di vista fisico sia nella capacità di fare le scelte tattiche giuste, e noi sappiamo di poter essere consistenti. In queste prime due partite ci sono stati momenti in cui abbiamo subito tanto in poco tempo, ma anche momenti in cui abbiamo fatto il nostro gioco e abbiamo reagito bene. La Scozia è una squadra molto forte a contatto e stiamo lavorando a una strategia che possa metterla in difficoltà, destrutturandola un po’ per poter accelerare il gioco e creare delle opportunità da sfruttare”. Anche l’anno scorso arrivò una brutta sconfitta con l’Irlanda, che poi chiuse il torneo sul podio con un solo punto di vantaggio proprio sull’Italia. Chissà che alla fine quel piccolo bonus, anche in una giornata negativa, non possa fare la differenza… “Come detto, tutti i punti sono importanti in un torneo così. In questi anni ci è capitato spesso di perdere delle posizioni per un punto o addirittura per la differenza punti, quindi abbiamo la consapevolezza di quanto ogni pallone, ogni punto, ogni trasformazione siano importanti. Come detto, anche se è un momento non facile abbiamo fiducia nel processo di crescita e non molleremo mai, come al solito”.
Italia Femminile | 21/04/2026
Sei Nazioni femminile 2026: i precedenti tra Italia e Scozia
Il 25 aprile l’Italia esordisce in casa al Sei Nazioni 2026, in occasione della terza giornata: l’avversaria è la Scozia, la squadra battuta più volte dalle Azzurre, ma che l’ultima volta al Lanfranchi ha avuto la meglio, nel 2024. La partita numero 29 tra le due squadre sarà come sempre una sfida combattutissima e non scontata, anche se i precedenti sorridono all’Italia. I precedenti tra Italia e Scozia femminile Italia e Scozia si sono affrontate 28 volte in partite ufficiali, con 18 vittorie italiane, un pareggio e 9 successi scozzesi. Le Azzurre hanno messo a segno 603 punti, subendone 404. Il primo incontro tra Scozia e Italia risale al 1995 proprio a Edimburgo, quando le Azzurre vinsero 12-10. Il primo incontro fra Italia e Scozia al Sei Nazioni invece ha sorriso alle scozzesi, che vinsero 26-6 nel 2007. La vittoria più larga dell’Italia è un 45-5 a Caserta nel Sei Nazioni 2014, mentre quella Scozzese è l’8-37 di Amsterdam alla Coppa del Mondo 1998. Verso la storia Tra le 16 vittorie conquistate dalle Azzurre, quella del 2019 resta una delle più belle e importanti, anche perché proprio da quel 28-7 a Glasgow cominciò la cavalcata che portò le ragazze guidate da Andrea di Giandomenico al secondo posto nel Sei Nazioni. Sono tante le soddisfazioni legate alle partite contro la Scozia: Arrighetti firmò il vantaggio azzurro, poi la Scozia diede vita a un assalto che costò due gialli all’Italia (Giordano e Ruzza) e solo in 15 contro 13 riuscì a segnare la meta del pareggio. Nella ripresa, però, le Azzurre si scatenarono e vinsero 28-7 con mete di Franco, Rigoni e Giordano, che valsero anche il bonus offensivo. Nel 2021, in un anno stranissimo per via della pandemia, l’Italia sfidò e sconfisse la Scozia due volte in pochi mesi: ad aprile, in un torneo caratterizzato da una formula da sole 3 partite, le Azzurre vinsero 41-20 con tripletta di Furlan, doppietta di Rigoni, mete di Ostuni Minuzzi e Arrighetti e 3 trasformazioni di Sillari. L’Italia si ripeté pochi mesi dopo nella sfida che indirizzò subito al meglio il torneo di qualificazione al Mondiale: a Parma finì 38-17 con mete di Franco, Magatti, Barattin, Arrighetti, Sillari (autrice anche di 4 trasformazioni) e Furlan. Un’altra vittoria fondamentale fu quella del 2022: l’Italia aveva avuto un inizio di Torneo difficile e veniva da una brutta sconfitta in Irlanda, ma nel diluvio del Lanfranchi la squadra guidata allora da Di Giandomenico giocò una partita coraggiosa nonostante le difficoltà di quel periodo, rimontando il 3-10 del primo tempo con le mete di Bettoni e Turani (appena tornata da un lunghissimo infortunio) e con il piede di Sillari per il 20-13 finale. Le ultime sfide L’Italia ha affrontato la Scozia 2 volte nel 2025, ottenendo in entrambi i casi la vittoria. A Edimburgo arrivò il primo successo dell’era Roselli, con una partita giocata splendidamente dal punto di vista tattico: l’Italia difende splendidamente disinnescando l’attacco delle scozzesi con una grande salita difensiva, risponde con Sgorbini alla prima meta di Rollie, poi un capolavoro di Sillari regala il primo vantaggio. La trequarti azzurra con una sola finta manda fuori tempo due scozzesi e serve al largo Muzzo, che a quel punto deve solo schiacciare per il 10-7. La Scozia ribalta il match con la meta di Gallagher a inizio ripresa, ma al 55’ Ostuni Minuzzi inizia e finisce una grande azione in coppia con Muzzo per il controsorpasso. Una grande azione corale porta alla meta di D’Incà per il 20-12, la Scozia accorcia con McGhie ma nel finale cede definitivamente alla quinta meta azzurra, segnata da Muzzo dopo l’assistenza della solita Ostuni Minuzzi. Le due squadre si sono rincontrate a luglio a Viadana, nel primo test di preparazione al Mondiale: anche in questo caso sono state le Azzurre a prevalere per 34-29 dopo un primo tempo dominato e una ripresa in cui la squadra di Roselli ha rischiato la rimonta, con la meta di Gallagher al 79’ a riaprire i giochi. Decisive, alla fine, la tripletta di una scatenata Alyssa D’Incà e le mete di Vecchini, Muzzo e Rigoni.
Nazionali | 21/04/2026
Inaugurata a Parma “La Bellezza della Forza”: la mostra sul rugby femminile italiano visitabile gratuitamente fino al 9 maggio
Una delegazione della Nazionale Femminile, presente a Parma dove è in raduno per preparare le gare interne nel Guinness Sei Nazioni 2026, che si terranno allo Stadio Lanfranchi e che vedranno l’Italia affrontare Scozia e Inghilterra, prima della sfida conclusiva nel Torneo, all’Arms Park di Cardiff contro il Galles, ha partecipato all’inaugurazione della mostra “La Bellezza della Forza”, che rimarrà aperta fino al 9 maggio, con ingresso gratuito, Presso la Sala delle Colonne in Vicolo delle Asse 5, a Parma. L’esposizione, allestita per accompagnare la presenza delle Azzurre in città, propone un percorso attraverso materiali, documenti e testimonianze provenienti dal Museo del Rugby e dagli archivi federali, raccontando le principali tappe di evoluzione della disciplina e il suo radicamento nel territorio. Nel corso della giornata, la delegazione azzurra ha visitato la mostra, soffermandosi sui contenuti espositivi e sui materiali messi a disposizione. “Questa mostra rappresenta un’occasione importante per la città di Parma per raccontare lo sport come strumento di crescita culturale e sociale – ha dichiarato l’assessore allo sport Marco Bosi –. Il rugby femminile è un esempio di come determinazione, lavoro e visione possano costruire un movimento solido e riconosciuto, capace di ispirare le nuove generazioni. Ospitare a Parma la Nazionale Femminile e accompagnarne la presenza con un’iniziativa culturale come ‘La Bellezza della Forza’ significa valorizzare non solo un grande evento sportivo, ma anche i valori di inclusione, rispetto e identità che lo sport porta con sé. Parma si conferma una città che investe nello sport, nelle sue storie e nel suo ruolo educativo, dentro e fuori dal campo.” Il direttore del Museo del Rugby, Corrado Mattoccia, ha dichiarato: “La mostra dedicata al rugby femminile nasce con l’intento di raccontare non solo uno sport, ma un percorso di emancipazione, determinazione e identità. Attraverso testimonianze e materiali storici, questo progetto espositivo mette in luce la crescita di un movimento che ha saputo conquistare spazio, rispetto e visibilità, superando stereotipi e barriere culturali. Questa esposizione vuole essere un omaggio a tutte le donne che hanno scelto il rugby come linguaggio per esprimere forza, passione e appartenenza. Ringrazio il Comune di Parma e la Federazione Italiana Rugby per aver reso possibile la realizzazione e l’allestimento di questa mostra, offrendo un’importante occasione di visibilità e racconto. Il suo supporto ha contribuito in modo determinante alla valorizzazione del rugby femminile. Nel percorso espositivo si inserisce anche il lavoro fotografico di Sabrina Conforti, che contribuisce ad arricchire la mostra con una selezione dei suoi scatti fotografici: immagini di gioco e ritratti capaci di restituire la presenza, la forza e l’identità delle atlete, tra intensità dello sguardo e tracce lasciate dal campo. Un racconto per immagini che accompagna il rugby femminile nella sua dimensione più vera e umana”. Nel corso dell’incontro è stato inoltre ricordato il contributo di Giancarlo Dondi allo sviluppo del rugby italiano, figura centrale nella crescita del movimento e nella realizzazione delle principali infrastrutture sportive del Paese. “Siamo felici che la Nazionale Femminile torni a Parma per le due gare interne del Sei Nazioni Femminile 2026 e che una delegazione Azzurra sia qui per l’apertura di una mostra che racconta il percorso che è stato fatto dalla prima gara del 1985 a oggi. Per la prima volta apriamo le porte di un luogo che accoglie le maglie che hanno segnato una parte importante del percorso del nostro movimento.”, ha dichiarato la Vice Presidente FIR Antonella Gualandri, che ha proseguito: “Parma si conferma la casa di una squadra che con il tempo sta legando sempre di più la sua storia al territorio emiliano. Un territorio che - mi preme ricordarlo - richiama la visione di un uomo di sport come il Presidente Dondi, che sempre tenuto insieme radici e sviluppo, sapendo leggere il futuro del rugby italiano a partire dalla sua base. Auguriamo a tutte le atlete e allo staff un buon prosieguo del Guinness Sei Nazioni: Non vediamo l’ora di vederle scendere in campo al Lanfranchi nelle sfide del 25 aprile e del 9 maggio”. A rappresentare la delegazione della Nazionale Femminile la capitana della Nazionale Femminile, portando la testimonianza del gruppo e il punto di vista sul percorso di crescita del rugby femminile italiano. “Ogni volta in cui vestiamo questa maglia - dice Giordano - portiamo con noi tutta la storia che ci ha precedute, una storia che ci caratterizza ancora oggi e che ha segnato l’identità del nostro movimento. Oggi siamo felici di essere qui: vorrei davvero che questa mostra si popoli di appassionati e di persone che scoprano la nostra cultura. Per quello che riguarda il campo: affronteremo la partita con la Scozia con impegno e dedizione, ma anche con la voglia di regalare ai nostri tifosi al Lanfranchi e a casa una bella giornata di festa”. La mostra offre uno sguardo sul rugby femminile dalle origini fino alle competizioni più recenti, mettendo al centro storie, protagoniste e passaggi chiave della sua evoluzione. L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione e sviluppo del movimento, confermando Parma come uno dei riferimenti per il rugby italiano e per i principali appuntamenti internazionali.
Italia Femminile | 20/04/2026
Guinness Sei Nazioni Femminile, la meta di Ostuni Minuzzi candidata per il premio Try of the Round del II turno del Torneo
La meta di Vittoria Ostuni Minuzzi, segnata nella partita tra Irlanda e Italia è tra le candidate per il premio Try of the Round del secondo turno del Guinness Women’s Six Nations 2026. La corsa dell’estremo del Valsugana Rugby Padova, autrice di ben trentatré mete nella Serie A Elite Femminile 2025/26 e abile a ricevere un ottimo passaggio di Gaia Buso figura tra le migliori marcatura di giornata, assieme a quelle delle irlandesi Parsons e Wafer, quella della scozzese Lloyd e quella dell’inglese Kildunne. Si potrà votare cliccando qui
Italia Femminile | 20/04/2026
Nazionale Femminile, le convocate per il raduno in preparazione di Italia v Scozia
Sono 34 le atlete scelte dal CT Azzurro Fabio Roselli per preparare la sfida del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026 con la Scozia, in programma sabato 25 aprile alle 17.30 allo Stadio Sergio Lanfranchi di Parma. Rispetto alla sfida con l’Irlanda tornano convocate Elena Errichiello, Alessandra Frangipani, Francesca Granzotto, Rubina Grassi, Desiree Spinelli e Margherita Tonellotto. Il 25 aprile, l’Italia aprirà per la prima volta in questa edizione del Torneo le porte del suo stadio di casa, in una sfida in cui Roselli se la vedrà con Fukofuka, neo allenatore delle scozzesi. Il raduno di preparazione si terrà alla Cittadella del Rugby di Parma. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 12 caps)Gaia BUSO (Villorba Rugby, 6 caps)Giulia CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby, 5 caps)Micol CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby, 5 caps)Chiara CHELI (Rugby Colorno, 2 caps)Giada CORRADINI (Montpellier Rugby Féminin, 2 caps)Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, 2 caps)Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 37 caps)Gaia DOSI (Rugby Colorno, esordiente)Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 62 caps)Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina, 1 cap)Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 69 caps)Alessandra FRANGIPANI (Villorba Rugby, 13 caps)Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 80 caps)Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 25 caps)Rubina GRASSI (RCT Toulon, esordiente)Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 62 caps)Sara MANNINI (Rugby Colorno, 14 caps)Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)Aura MUZZO (LOU Rugby, 60 caps)Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 46 caps)Alessia PILANI (Stade Bordelais, 11 caps)Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 20 caps)Gabriella SERIO (Rugby Colorno, esordiente)Francesca SGORBINI (ASM Clermont, 39 caps)Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 95 caps)Desiree SPINELLI (Benetton Rugby, 5 caps)Sofia STEFAN (RCT Toulon, 103 caps)Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 29 caps)Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova, esordiente)Silvia TURANI (Harlequins, 49 caps)Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 43 caps)Beatrice VERONESE (RCT Toulon, 33 caps)Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 4 caps)
Italia Femminile | 20/04/2026

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