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Nazionale U21 Femminile, la formazione dell’Italia per la sfida di Piacenza con il Galles

Il Responsabile Tecnico della Nazionale U21 Femminile, Diego Saccà, ha scelto la formazione che sabato 2 maggio alle ore 14.30 affronterà allo Stadio Beltrametti di Piacenza le pari età del Galles nella seconda giornata delle U21 Six Nations Series. Dopo l’esordio a Galway con l’Irlanda dunque, le Azzurrine torneranno in campo per una sfida che si preannuncia intensa, in una città, Piacenza,  che in passato è stata già teatro di incontri internazionali - ultima volta il 14 settembre 2024 con il test match tra le Nazionali Maggiori Femminili di Italia e Giappone. Per la partita con il Galles, che sarà trasmessa in diretta su federugby.it, coach Diego Saccà fa il punto: “La nuova formula del Sei Nazioni ha cambiato l’esperienza rispetto al passato, soprattutto per un gruppo ampio e con atlete nate tra il 2003 e il 2009. Prima i periodi continuativi di 15-20 giorni garantivano maggiore continuità di lavoro, ora la suddivisione in blocchi impone di ottimizzare ogni momento. L’obiettivo è amalgamare circa 40 atlete con età e vissuti diversi: la squadra sta rispondendo bene a questo nuovo contesto. La trasferta in Irlanda si è rivelata dura, sabato affronteremo una squadra che conosciamo bene e che abbiamo affrontato spesso negli ultimi anni. Il lavoro settimanale si è concentrato sugli aspetti da migliorare e sulla preparazione a questa sfida. Il percorso è positivo, con segnali di crescita e atlete U23, con alcune che sono sempre più vicine alla Nazionale Maggiore”. I biglietti per Italia U21 v Galles U21 saranno acquistabili il giorno gara direttamente allo Stadio Beltrametti di Piacenza.  La formazione dell’Italia:  15. Kristin KONE (CUS Milano Rugby)14. Lara PETRETTI (Rugby Colorno)13. Matilde CECATI (Volvera Rugby)12. Sofia CATELLANI (Lons Section Paloise, 3 caps con la Nazionale Maggiore)11. Mihaela PIRPILIU (Cus Torino)10. Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)9. Nicole MASTRANGELO (Capitana, Unione Rugby Capitolina, 1 cap con la Nazionale Maggiore)8. Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina, 1 cap con la Nazionale Maggiore)7. Greta COPAT (Villorba Rugby)6. Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova, 1 cap con la Nazionale Maggiore)5. Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)4. Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)3. Gaia DOSI (Rugby Colorno)2. Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)1. Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)A disposizione:16. Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso, 5 caps con la Nazionale Maggiore)17. Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby)18. Antonella MAIONE (Neapolis Campania Felix)19. Cecilia STAFOGGIA (US Roma Rugby)20. Diana DI FRANCO (Neapolis Campania Felix)21. Ania ROSINI (Rugby Colorno)22. Lucie MOIOLI (Montpellier Herault Rugby)23. Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)

Italia U21 Femminile | 01/05/2026

Novant’anni di Rugby a Siena: il bilancio di un’istituzione sportiva e sociale

La storia del rugby nella città di Siena rappresenta un caso esemplare di resilienza sportiva, le cui origini risalgono alla metà degli anni '30. La disciplina nacque inizialmente per dare seguito alle direttive nazionali che promuovevano l'attività atletica nei poli accademici. Nonostante l'entusiasmo iniziale, il movimento dovette scontrarsi con le limitazioni demografiche dell'epoca; l'Università di Siena contava infatti solo poche centinaia di iscritti, rendendo estremamente complesso il reclutamento dei quindici titolari e delle riserve necessarie per garantire la continuità agonistica. Con l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, la pratica della palla ovale subì una brusca interruzione, scomparendo dal panorama cittadino prima ancora di essersi consolidata nel tessuto sociale. La rinascita del movimento si verificò solo decenni dopo, grazie all'iniziativa di Gianfranco Brombin, docente di educazione fisica ed ex atleta del Petrarca Padova. Il suo trasferimento a Siena permise di avviare un nuovo ciclo formativo presso la Mens Sana, culminato nella partecipazione ai Giochi della Gioventù del 1970.  Tale slancio ha trovato la sua naturale evoluzione nella creazione della sezione rugby all'interno del CUS Siena, legando indissolubilmente lo sport al Centro Universitario Sportivo. Questa struttura ha permesso di coordinare non solo l'attività agonistica, ma anche la collaborazione con le realtà limitrofe della Valdelsa e delle Crete Senesi, creando un polo d'attrazione per l'intero territorio. Le recenti celebrazioni presso l'impianto Tommaso Rizzi, precedentemente noto come Sabbione, hanno segnato il traguardo dei novant'anni di storia. La prospettiva per i prossimi decenni si concentra sul mantenimento dello spirito identitario che ha permesso a questa disciplina di superare le crisi storiche, confermando l'impegno dell'istituzione nel promuovere i principi più autentici della cultura sportiva. https://www.youtube.com/watch?v=rcLk11d02EI&list=PLvE7_2p4iKLKaH6RRSFcH6jcV1dwOa83E

dalla base | 29/04/2026

Essere capitana: l’empatia, l’esempio e il rapporto con gli arbitri. Il racconto di Sara Barattin

Capitana del Villorba da sempre, capitana della Nazionale dal 2016 al 2018, Sara Barattin è una di quelle Azzurre che hanno scritto la storia recente del rugby italiano. E lo ha fatto sempre tramite l’esempio, sul campo e fuori, con una carriera straordinaria sia a livello di club che internazionale e con quel sorriso che è da sempre uno dei suoi tratti distintivi: “Sono capitana del Villorba praticamente da quando è nato (ride, ndr), l’anno prossimo festeggeremo i 10 anni della squadra femminile. In Nazionale, invece, sono diventata capitana nel 2016 dopo l’addio di Silvia Gaudino, che voleva diventare mamma. Fu Andrea di Giandomenico (ai tempi capo allenatore dell’Italia femminile) a propormelo. Lì per lì sono stata assalita dai dubbi, ho iniziato a chiamare tutte (ride, ndr), Paola Zangirolami, la stessa Silvia Gaudino, chiedevo ‘ma ce la posso fare?’. Tutte mi rispondevano di stare tranquilla, e alla fine ho accettato”. Essere capitana “Essere capitana è qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno” spiega Barattin: “È una presenza costante, sia in settimana durante gli allenamenti, sia in partita, e in qualche modo ogni giorno si acquisisce qualcosa di nuovo, come se non si finisse mai di imparare, anche se lo fai da tanti anni. Ci sono cose in cui in questi anni sono cambiata, ad esempio sono diventata un po’ più brava con le parole rispetto a prima, ma ho sempre pensato di essere una capitana ‘di campo’ e di riuscire a guidare la squadra attraverso il mio modo di giocare. Forse, proprio perché so di non essere bravissima a parole, cerco di essere sempre semplice e diretta quando parlo alla squadra, quindi alla fine forse è anche un vantaggio. A volte faccio qualche danno (ride, ndr) però va bene così, la cosa importante è che ci sia sempre empatia tra noi, credo sia la parola chiave”. E alla domanda “cosa consiglierebbe Sara Barattin a un’ipotetica futura capitana del Villorba” l’ex azzurra risponde: “Prima di tutto di portare avanti tutto quello che abbiamo costruito, di essere una trascinatrice tramite l’esempio e il comportamento, ma soprattutto di trasmettere sempre al gruppo la gioia di stare insieme, di fare fatica insieme, di esserci sempre l’una per l’altra” Attraverso le generazioni Sara Barattin ha vissuto tante diverse fasi della storia recente del rugby italiano, e di conseguenza si è rapportata a generazioni molto diverse tra loro: “Sicuramente tra una generazione e l’altra è cambiato il mio modo di rapportarmi con le ragazze. Cerco sempre di adattarmi, di capire con chi posso usare un determinato tono o determinate parole e con chi invece devo usare un approccio diverso. E poi c’è un fattore che secondo me è fondamentale: il periodo del Covid ha cambiato completamente la vita di molte ragazze, che in una fase fondamentale del loro percorso come l’adolescenza sono state quasi due anni chiuse in casa, quindi hanno un vissuto completamente diverso dal nostro. Bisogna fare molta attenzione a trovare il modo giusto per comunicare con loro, con la giusta sensibilità”. Il rapporto con gli arbitri Un altro aspetto fondamentale del capitanato è sicuramente il rapporto con gli arbitri, raccontato da Barattin con la consueta schiettezza e ironia: “Il mio rapporto con gli arbitri? Bisognerebbe chiederlo a loro (ride, ndr). Scherzi a parte, credo che l’aspetto fondamentale sia sempre il rispetto della loro figura e delle loro decisioni, è fondamentale che si crei questo rapporto di rispetto affinché la partita sia fluida e corretta, che alla fine è l’obiettivo di tutte le persone che sono in campo. Quando gioco sono molto concentrata e a volte mi capita di esagerare, ma il rispetto non viene mai a mancare e quando esagero chiedo scusa. Anche dal punto di vista tecnico un buon rapporto con gli arbitri valorizza tutto il gioco: si gioca di più e meglio, con un tempo effettivo maggiore, quindi la collaborazione è fondamentale”. Il rapporto capitana-arbitro Ci sono momenti in cui il rapporto tra capitani e arbitri viene messo costantemente alla prova, soprattutto quando si chiede una spiegazione dopo una decisione: “Personalmente cerco sempre di essere molto specifica e chiara con gli arbitri, spiegando loro se ho notato determinate situazioni da segnalare. Poi chiaramente ci sono momenti e momenti, alcuni anche molto simpatici. Ricordo quando nel 2017 segnammo all’Inghilterra dopo 3 minuti con Sofia Stefan e andammo in vantaggio, e le ragazze mi dissero in veneto: “Come si dice in inglese ‘fischia la fine?’ Dillo all’arbitro!” (ride, ndr). Barattin racconta anche la differenza tra il rapportarsi con arbitri italiani o con i quali comunque ci si conosce bene e arbitri internazionali con i quali invece bisogna creare un rapporto da zero: “Cambia molto. Quando c’è più confidenza ti senti più libera di parlare, a volte magari anche sbagliando. Quando invece non conosci gli arbitri cerchi prima di tutto di capire cosa vuole, quali sono le sue esigenze, cosa tende a fischiare, c’è una concentrazione maggiore. Alla fine è un aspetto fondamentale: capire cosa l’arbitro vuole in campo può cambiare una partita in un senso o nell’altro”.

Italia Femminile | 29/04/2026

Club House – Juvenilia Rugby

Nel cuore del Friuli Venezia Giulia, lontano dai riflettori delle grandi città ma vicino all’essenza del rugby, la club house della Juvenilia Rugby a Bagnaria Arsa rappresenta molto più di una semplice struttura di servizio. È un punto di riferimento, un luogo di incontro e condivisione per le atlete del Forum Iulii Rugby, realtà che unisce diverse società del territorio: Pordenone Rugby, Venjulia Trieste, Black Ducks Gemona, Gorizia Rugby, Juvenilia Rugby e Montebelluna 1977. Qui, tra un allenamento e una partita, si costruiscono relazioni, si condividono esperienze e si rafforza quel senso di appartenenza che è alla base di ogni squadra. La club house diventa così uno spazio sociale prima ancora che sportivo, capace di accogliere atlete provenienti da percorsi e città diverse, creando un’identità comune. Non è raro vedere gruppi di ragazze fermarsi oltre la fine delle attività sul campo: chi ripassa appunti universitari, chi si confronta su una partita appena giocata, chi si rilassa, magari davanti a un pasto condiviso. «Per me che arrivo da fuori regione, questo posto è diventato subito una seconda casa», racconta Camilla Linarello, seconda linea padovana che studia in Friuli Venezia Giulia. «Dopo gli allenamenti ci fermiamo qui, parliamo, studiamo, ridiamo. È un modo per conoscersi davvero, oltre il campo. Il gruppo cresce anche così». Le sue parole riassumono perfettamente lo spirito del luogo: un ambiente accogliente, informale, ma profondamente significativo, in cui ogni atleta può sentirsi parte di qualcosa di più grande. La club house svolge inoltre un ruolo fondamentale anche nei momenti lontani dal campo. Durante il Sei Nazioni Femminile, infatti, diventa il punto di ritrovo per seguire insieme le partite e sostenere le Azzurre, vivendo ogni azione come una squadra nella squadra. Tra cori, commenti e condivisione, le ragazze del Forum Iulii rafforzano il proprio legame, alimentando quella passione che le unisce dentro e fuori dal terreno di gioco. In quelle occasioni, l’atmosfera si accende: ogni meta viene celebrata, ogni placcaggio discusso, ogni azione vissuta con partecipazione autentica. Un valore condiviso da chi la club house la vive e la gestisce quotidianamente. «Non è solo un luogo fisico, ma uno spazio di comunità», spiega Marzia Bianchini, una delle responsabili della Club House Juvenilia. «Qui si incontrano generazioni diverse, si organizzano momenti conviviali e si costruiscono legami che vanno oltre il rugby. È un presidio sociale importante per il territorio». E in effetti, la club house non è frequentata solo dalle atlete: famiglie, volontari e sostenitori contribuiscono a renderla un luogo vivo, dinamico, sempre aperto al confronto e alla partecipazione. In un progetto come quello del Forum Iulii femminile, che unisce realtà differenti sotto un’unica maglia, la club house assume un ruolo ancora più centrale: è il punto in cui le distanze si annullano e il gruppo prende forma. Qui si sviluppa una cultura condivisa fatta di rispetto, collaborazione e crescita reciproca. È anche uno spazio in cui si trasmettono valori fondamentali alle più giovani, che trovano nelle compagne più esperte un esempio e un sostegno. Perché il rugby si gioca in campo, ma si costruisce ogni giorno anche fuori, attorno a un tavolo, in uno spazio che sa di casa. Ed è proprio in luoghi come questo che nascono le squadre più solide: quelle che non si limitano a giocare insieme, ma imparano a vivere insieme, dentro e fuori dal campo.

dalla base | 28/04/2026

Nazionale Femminile U21, le convocate in preparazione di Italia v Galles del 2 maggio a Piacenza

Il Responsabile Tecnico della Nazionale Femminile U21, Diego Saccà, ha diramato la lista delle atlete convocate e invitate al raduno che si terrà a Parma dal 27 aprile, in preparazione della sfida tra Italia e Galles, seconda giornata dell'U21 Six Nations Series, in programma il 2 maggio allo stadio Walter Beltrametti di Piacenza. Dopo l'esordio a Galway con l'Irlanda, le Azzurrine saranno dunque di scena in casa, nella seconda di tre partite che la Nazionale U21 affronterà in questo torneo. Tra le convocate, presente anche Margherita Tonellotto, fresca di esordio nella Nazionale Maggiore, sabato 25 aprile nella sfida vinta dalle Azzurre di coach Fabio Roselli con la Scozia con il risultato di 41-14. In lista anche altre atlete che hanno già avuto modo di conquistare un cap internazionale, come Elena Errichiello, Sofia Catellani, Desiree Spinelli e Nicole Mastrangelo. Qui di seguito la lista delle atlete convocate e invitate: Atlete Convocate:Martina BARABINO (CUS Milano Rugby)Teresa Sofia BLASKOVIC (Villorba Rugby)Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)Martina BUSANA (Villorba Rugby)Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)Sofia CATELLANI (Lons Section Paloise)Elisa CECATI (Stade Rennais Rugby)Matilde CECATI (Volvera Rugby)Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)Greta COPAT (Villorba Rugby)Celeste CORTINI (Romagna RFC)Diana DI FRANCO (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina)Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)Laura Lina FOSCATO (CUS Milano Rugby)Sofia GIACOMINI (Benetton Rugby Treviso)Rubina Emma GRASSI (RCTPM Toulon)Kristin Camilla KONE (CUS Milano Rugby)Antonella MAIONE (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Zoe MASI (CUS Milano Rugby)Nicole MASTRANGELO (Unione Rugby Capitolina)Lucie Jeanne MOIOLI (Montpellier Rugby Féminin)Mihaela PIRPILIU (CUS Torino)Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)Sara SCUDERI (CUS L’Aquila)Alessia Saffron SKEATES (Exeter Chiefs)Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso)Cecilia STAFOGGIA (US Roma Rugby)Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova)Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova) Atlete invitate: Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)Giulia ANGELI (Rugby Colorno)Gaia DOSI (Rugby Colorno)Mascia JELIC (Rugby Colorno)Ania ROSINI (Rugby Colorno)

Italia U21 Femminile | 27/04/2026

Le reazioni dopo Italia v Scozia, Roselli e Giordano: “Una vittoria costruita col lavoro, portiamo con noi la nostra storia”

Elisa Giordano e Fabio Roselli raccontano sensazioni e pensieri al termine di Italia v Scozia, partita che con il suo 41-14 ha consegnato alle Azzurre la prima vittoria nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2026. "Questa vittoria - analizza Roselli - è arrivata alla quarta settimana di lavoro insieme e dopo la prima settimana in cui siamo riuscite a lavorare in 34, aumentando costantemente la qualità del lavoro. Sapevamo di poter costruire una partita come quella che i tifosi hanno visto, lavorando bene in settimana e studiando al meglio le possibilità. La meta segnata in 13 contro 15 (da Giordana Duca, ndr.) è un segnale di maturità che ci dà fiducia". All'arrivo al Lanfranchi, le Azzurre hanno trovato un allestimento particolare: un muro con la lista dei nomi di tutte le atlete che hanno vestito la maglia della Nazionale nella storia. "È stata una bellissima sorpresa - spiega il CT - e siamo rimaste colpite da un'immagine che ci ha dato tanta fiducia". Al termine della gara, proprio l'esordiente di giornata, Margherita Tonellotto, ha inserito il suo nome - con un pennarello - sul pannello. "Sono felice che Margherita abbia avuto modo di esordire in questa partita - commenta Giordano-. La nostra è una storia lunga che portiamo con noi quotidianamente. Questa è la dimostrazione che tutte le Azzurre, nessuna esclusa, hanno contribuito a definire chi siamo. Nessuna viene mai lasciata lungo la strada".

Nazionali | 26/04/2026

URC: colpaccio Benetton contro Leinster. Zebre beffate allo scadere dai Dragons. L’analisi della 16a giornata

Il Benetton fa l’impresa e batte Leinster nella 16esima giornata di United Rugby Championship: i biancoverdi passano 29-26 con un piazzato di Umaga nel finale, dopo una grande rimonta e un match giocato sempre alla pari con la franchigia irlandese, alla quale la squadra di MacRae non ha mai permesso di chiudere realmente la partita. Le Zebre, nell’anticipo del sabato, sfiorano il successo e vengono beffate ancora una volta per un punto, con i Dragons che passano 19-18 con la meta di Richards a tempo scaduto. Impresa Benetton Di fronte allo squadrone di Leinster i biancoverdi giocano una partita aggressiva ma anche solida, tiene duro nei momenti di maggiore difficoltà e con una grande reazione porta a casa una grandissima vittoria. Il Benetton parte subito forte: prima Cannone sfiora la meta del vantaggio, poi è Alessandro Garbisi a trovare la prima marcatura del match dopo una bellissima azione di Odogwu al largo. Il Leinster reagisce e al 14’ trova il sorpasso con O’Tighearnaigh, che finalizza una lunga azione nei 22 dopo diverse cariche degli avanti. In questa fase di gioco il Benetton paga un po’ di indisciplina, e gli irlandesi ne approfittano per ritornare in attacco prima con una touche vinta in zona rossa, poi con una lunga sequenza di fasi che porta alla meta di Van der Flier. Tra il primo e il secondo tempo Leinster sembra poter chiudere la questione, soprattutto quando Sheehan serve a Gibson Park la palla del 5-19. Nel momento più complicato il Benetton però reagisce alla grande: prima Mendy brucia Gibson Park sul lato destro e riporta i biancoverdi sotto break, poi Gasperini finalizza una bella maul avanzante per il 19-19. A quel punto il match cambia, diventa più chiuso e basato principalmente sui singoli episodi: il Leinster sfrutta un errore di gestione del Benetton per ritornare in attacco a marcare con Frawley, ma dall’altra parte è di nuovo il drive biancoverde a fare la differenza con Gasperini che finalizza di nuovo per il 26-26. Gli irlandesi hanno più territorio (chiuderanno col 64% alla fine, con 458 metri guadagnati) ma non basta a superare una bella difesa del Benetton, che serra le fila e a tempo scaduto costruire l’occasione della vittoria: grande intervento di Gallorini nel raggruppamento, il pilone biancoverde viene ripulito irregolarmente e l’arbitro assegna il calcio di punizione, con Umaga che mette dentro i punti che valgono il 29-26 finale: una vittoria costruita sulla capacità di restare in partita anche nei momenti più complessi e sull’efficacia nelle fasi statiche, in particolare nella maul, oltre che sulla solidità difensiva. Zebre, che peccato Finisce con una beffa l’ultima uscita casalinga delle Zebre, battute 19-18 dai Dragons al termine di una partita molto equilibrata: decide la meta di Richards a tempo scaduto dopo diverse occasioni non concretizzate dalla squadra di Brunello, che non riesce a chiudere il match nei momenti più favorevoli. I Dragons soffrono a lungo, costruendo poche opportunità ma riuscendo a finalizzarle con efficacia. Zebre che hanno condotto la gara per lunghi tratti e creando diverse occasioni, ma pagano una gestione non ottimale del possesso negli ultimi minuti. Le Zebre prendono progressivamente il controllo della gara, passano col piede di Da Re ma non riescono a trasformare in punti la grande mole di gioco costruita, mentre i Dragons passano alla prima opportunità al 24’ con Rosser. Come la prima frazione, anche la ripresa si apre con le Zebre in attacco, e stavolta la squadra di Brunello passa con Di Bartolomeo per l’8-7 sugli sviluppi di una maul. È il momento chiave della partita, anche perché i Dragons restano in 14 per il giallo a Douglas, ma i ducali non riescono a sfruttare la superiorità numerica. Prima Gesi viene fermato a un passo dalla linea, poi la meta di Nocera viene annullata per ostruzione. Al 53’ Da Re allunga ancora, ma alla fine le Zebre pagano il non aver chiuso la partita, subendo la meta del controsorpasso da Carter dopo un lungo multifase gallese. Le Zebre reagiscono con una grande iniziativa di Montemauri, che rompe più placcaggi e dà il via a un’azione prolungata, finalizzata al 70’ da Locatelli, ma nel finale i Dragons tornano a spingere, anche perché la squadra di Brunello gestisce in modo non ottimale gli ultimi possessi del match, permettendo ai gallesi di tornare in attacco. Young riesce ad andare oltre ma viene tenuto alto, poi nell’ultima azione i Dragons costruiscono una lunga azione che li porta nuovamente nei 22 delle Zebre. Dopo una serie di cariche degli avanti Lloyd apre su De Beer che, sotto pressione, riesce a servire Richards: l’ala gallese schiaccia in bandierina per il 18-19 finale.

News | 26/04/2026

Sei Nazioni femminile: una grande Italia domina e batte la Scozia 41-14

Una grande Italia trova la sua prima vittoria nel Sei Nazioni 2026: allo Stadio Lanfranchi di Parma le Azzurre dominano la Scozia e la battono 41-14 con 7 mete. Vanno a segno D'Incà (doppietta), Zanette (doppietta), Muzzo, Vecchini e Duca. Mete scozzesi di Skeldon e Poolman, player of the match per Francesca Sgorbini. Partita subito indirizzata dal dominio della squadra di Roselli nel punto d'incontro, il fondamentale che ha permesso alle Azzurre di avere spesso possessi di qualità e di arginare tutte le iniziative scozzesi, che hanno sofferto anche dal punto di vista fisico contro il grande dinamismo di un'Italia furiosa. Dopo la pausa l'Italia tornerà in campo sabato 9 maggio alle 15 contro l'Inghilterra. La cronaca di Italia-Scozia Sul primo assalto scozzese l'Italia dimostra di aver recuperato la compattezza difensiva già vista nel primo tempo contro la Francia, poi alla prima occasione colpisce. Calcetto di Ostuni Minuzzi a mettere pressione su Rollie, che si ritrova addosso la pressione di Ranuccini e concede il tenuto. Stefan gioca velocemente e innesca di nuovo Ostuni Minuzzi, che trova un altro break e crea la superiorità numerica al largo. Si passa da un altro raggruppamento, poi Sillari allarga su D'Incà che si tuffa in bandierina per il 5-0. La Scozia continua a soffrire e nonostante i tentativi di riportarsi in attacco col piede di Nelson soffre la furiosa pressione delle Azzurre, che al 14' ritornano in attacco: touche vinta su Fedrighi, maul avanzante con Stefan che si stacca e arriva corta di poco, ma arriva subito in sostegno Zanette che con un'altra carica chiude l'azione e schiaccia per il 10-0. La risposta scozzese è affidata a una maul avanzante e pericolosa, che prima conquista un calcio di punizione per tornare ai 5 metri, poi al 27' viene invece ben disinnescata dalle Azzurre, con Sgorbini che dopo una serie di cariche avversarie riesce a recuperare il pallone. La squadra di Roselli appare in controllo totale del match e alla mezz'ora trova anche la terza meta: D'Incà batte McGhie sul lato destro e apre un primo varco, seguita dal sostegno di Madia che viene fermata a un passo dalla linea di meta. Ancora una volta è Zanette ad arrivare per prima e a finalizzare di nuovo per la marcatura del 15-0. L'Italia continua a spingere: l'azione parte ancora da una Stefan dominante e padrona del gioco, Sillari batte due avversarie con una finta, Sgorbini arriva a un passo dalla linea, poi Madia allarga benissimo su D'Incà che si tuffa in bandierina e segna la quarta meta del match: Sillari trasforma per il 22-0. Il primo tempo è un monologo azzurro, e allo scadere del 40' arriva anche la quinta meta: splendido incrocio di Madia che innesca l'imbucata di Muzzo, che supera due avversarie e schiaccia per il 29-0. Le Azzurre partono bene anche nella ripresa: Duca viene ripresa a fatica da Scott, Sgorbini dà ancora continuità all'azione e poi Stefan allarga su Muzzo che sta per schiacciare in bandierina ma viene fermata da un intervento provvidenziale di McGhie. La Scozia non riesce però ad uscire alla pressione e al 44' il drive azzurro fa la differenza, avanza costantemente con Vecchini che timona il pacchetto azzurro e al momento giusto schiaccia per il 34-0. Le Azzurre rimangono temporaneamente in 13 per due gialli a Madia e Giordano, con la Scozia che prova subito ad approfittarne: Rollie gioca il due contro uno su Campbell che accelera verso la bandierina ma al momento di schiacciare viene fermata da un grande intervento di Ostuni Minuzzi, che salva tutto. La squadra di Fukofuka insiste e marca al 52' con Skeldon sugli sviluppi di una maul. Nelson trasforma per il 34-7. La Scozia insiste nel tentativo di riaprire la partita, ma si trova di fronte una grande difesa azzurra: prima due placcaggi dominanti di Mannini e Turani, poi il tenuto di Muzzo tengono al sicuro il vantaggio. Al 60' l'Italia va nuovamente a marcare nonostante la doppia inferiorità numerica: altra carica di Sgorbini che assorbe due avversarie, poi Mannini ne batte altre due con un cambio di passo. Ne nasce un lungo multifase che viene finalizzato da Giordana Duca, che schiaccia in mezzo ai pali per il 41-7. La squadra di Roselli gestisce il vantaggio, anche se al 74' una finta del pilone destro Molly Poolman apre lo spazio all'ingresso dei 22, con la prima scozzese che arriva in mezzo ai pali per il 41-14. Nel finale giallo a Mannini per un placcaggio alto ma il risultato non cambia più: l'Italia domina e batte la Scozia, trovando il primo successo del suo Sei Nazioni femminile. Parma, Stadio Sergio Lanfranchi, 25 aprile 2026Guinness Women’s Six Nations - III giornataItalia v Scozia 41-14 (29-0)Marcatrici: p.t. 7’ m. D’Incà (5-0); 15’ m. Zanette (10-0); 29’ m. Zanette (15-0); 34’ m. D’Incà tr. Sillari (22-0); 40’m. Muzzo tr. Sillari (29-0) s.t. 5’ m. Vecchini (34-0); 13’m. Skeldon tr. Nelson (34-7); 20’ m. Duca tr. Sillari (41-7); 34’ m. Poolman tr. Nelson (41-14)Italia: Ostuni Minuzzi; Muzzo (26’st Granzotto), Sillari, Mannini, D’Incà; Madia (26’st Stevanin), Stefan (23’st Bitonci); Giordano (Cap), Ranuccini, Sgorbini (26’st Tonellotto); Duca, Fedrighi (23’st Frangipani); Zanette (10’st Pilani), Vecchini (30’st Cheli), Turani (18’st Turani)all. Fabio RoselliScozia: Rollie; McGhie, Scott (20’st Philipps), Smith, Campbell; Nelson, Brebner-Holden (32’st Darroch); McLachlan (2’st Boyd), Stewart (2’st Bogan), Donaldson; Cunningham (20’st McMillan); Wassell (temp. 33’-40’st Martin); Clarke (17’ st Poolman), Skeldon (Cap), Swann (7’st Bartlett)All. Sione Fukofukaarb: Robbie Jenkinson (IRFU)AA: Zoe Naudé (SARU); Emily Hope (RFU)TMO: Dan Jones (RFU)Cartellini: 9’ st giallo a Madia (Italia); 10’st giallo a Giordano (Italia); 39’ giallo a Mannini (Italia)Calciatrici: Sillari (3/7); Nelson (2/2)Player of the Match: Francesca Sgorbini (Italia)Punti in classifica: Italia 5; Scozia 0Note: Giornata soleggiata, 50 caps per Silvia Turani, esordio in Azzurro per Margherita Tonellotto, Azzurra numero 226, 4787 spettatori

Italia Femminile | 25/04/2026

Lucia Gai e Vittoria Assicurazioni inaugurano il nuovo VittoriaBus: visite senologiche gratuite al “Lanfranchi” verso il Vittoria for Women Tour 2026

Il viaggio del VittoriaBus verso le tappe del Vittoria for Women Tour 2026, gli appuntamenti con la prevenzione che il main sponsor della Federazione Italiana Rugby, Vittoria Assicurazioni, organizza nel contesto del Trofeo Italiano Beach Rugby, ha preso il via dallo “Stadio Sergio Lanfranchi di Parma”. Prima del calcio d’inizio di Italia v Scozia di sabato 25 aprile, debutto interno delle Azzurre nel Guinness Six Nations Femminile, i vertici della FIR, di Vittoria Assicurazioni e di LILT Parma, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, hanno inaugurato il nuovo ambulatorio mobile dedicato allo screening senologico, uno dei principali presidi per la prevenzione oncologica femminile. Dopo il taglio del nastro del nuovo mezzo, che questa estate sarà un punto di riferimento nelle tappe del Trofeo Italiano Beach Rugby brandizzate Vittoria Assicurazioni, è stata la Centuriona azzurra Lucia Gai a inaugurare ufficialmente la campagna di prevenzione del main sponsor azzurro, sottoponendosi alla prima visita senologica della stagione.  Il VittoriaBus ha poi proseguito la prima giornata di operatività al “Lanfranchi”, a disposizione delle numerose fan che hanno assistito al primo test-match interno dell’Italia Femminile nel Torneo 2026.

Impegno Sociale | 25/04/2026

Al via l’Eni Rugby Tour con la tappa di Roma

Roma - Domenica 26 aprile torna il grande evento dell’Eni Rugby Tour con la tappa di Roma, primo appuntamento del circuito nazionale delle Feste del Rugby targate Eni, iniziativa arrivata alla quarta edizione. L’evento si terrà presso il Villa Pamphili Rugby, punto di riferimento per il rugby nella capitale.Dopo il successo delle precedenti edizioni, Eni rinnova il proprio impegno nella promozione del rugby giovanile, confermando anche quest’anno un calendario ricco di tappe su tutto il territorio nazionale. Quella di Roma rappresenta un momento centrale del tour, coinvolgendo club locali, famiglie e giovani atleti in una giornata all’insegna dello sport e della condivisione.Il progetto ENI Rugby Tour, realizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Rugby, propone giornate di incontri, giochi e attività dedicate a bambine e bambini. Ogni tappa riunisce diversi club del territorio, ciascuno con le proprie squadre, creando un ambiente inclusivo e partecipativo.Le giovani e i giovani partecipanti, insieme alle loro famiglie, saranno accolti dagli educatori del club ospitante, che li accompagneranno durante tutta la giornata, facendo conoscere loro i valori e le opportunità offerte dal rugby. Programma della giornata – 26 aprile 2026, Roma•⁠ ⁠Ore 10.00Benvenute e benvenuti alla Festa del Rugby, ospiti del Villa Pamphili Rugby•⁠ ⁠Ore 10.30Apertura ufficiale della tappa di Roma dell’Eni Rugby Tour e saluto delle istituzioni•⁠ ⁠Ore 10.45Inizio attività UNDER 12Giochi e attività rivolti a bambine e bambini, ragazze e ragazzi e alle loro famiglie•⁠ ⁠Ore 12.30Consegna dei gadget•⁠ ⁠Ore 12.45 – 13.30Terzo TempoUna giornata pensata per unire sport, divertimento e valori educativi, nel pieno spirito del rugby.

dalla base | 24/04/2026