Autore: Redazione Onrugby
WXV Global Series: buona la prima per l’Italia, Giappone battuto 55-21
L'Italia comincia nel migliore dei modi le WXV Global Series: a Fontanafredda la squadra di Plinio Sciamanna, all'esordio da capo allenatore delle Azzurre, domina e batte il Giappone 55-21 giocando un match di grande qualità, passando subito in vantaggio, rispondendo alla prima rimonta nipponica e chiudendo il match già nel primo tempo. Alla fine sono 9 le mete segnate dall'Italia: tra queste, da segnalare le prime marcature in maglia azzurra di Alessandra Frangipani e Margherita Tonellotto e soprattutto quella di Vittoria Ostuni Minuzzi, che raggiunge quota 21 e diventa la miglior marcatrice della storia della Nazionale. Vanno a segno anche Muzzo (doppietta), D'Incà, Vecchini, Duca e Sgorbini. La cronaca di Italia-Giappone L'Italia parte forte e passa un vantaggio dopo un'azione splendida: due minuti e mezzo di possesso continuo e avanzante. L'azione parte dal primo break della neo-capitana Ostuni Minuzzi, che ricicla subito su Sgorbini (tanti offload da parte delle Azzurre, che cercano sempre di mantenere vivo il pallone) e dà il via a una lunga serie di cariche avanzanti, con Stefan che sposta il gioco da una parte e dall'altra costringendo il Giappone a ripiegare sempre più faticosamente. Alla fine Stevanin trova Muzzo al largo con un ottimo cross-kick, e l'ala azzurra finalizza battendo Imakugi nella battaglia aerea e marcando per il 5-0. La squadra di Sciamanna fa valere il suo predominio fisico: Turani e Zanette guadagnano tanti metri nei 22 giapponesi, poi il passamano di Sgorbini libera l'ottimo taglio di Frangipani che può volare in mezzo ai pali per il 12-0 con trasformazione di D'Incà. Il Giappone esce da questo momento di difficoltà con le fasi statiche. Le Sakura XV sfruttano un calcio di punizione per entrare per la prima volta nei 22, fanno strada col drive e alla fine è Asari a marcare, con la trasformazione di Nishi: 12-7. Al 14' è ancora la maul giapponese a mettere in difficoltà l'Italia: touche vinta sul secondo blocco di Asari, il drive è nuovamente avanzante ed è la tallonatrice Kuge a marcare per il pareggio, con Nishi che firma la trasformazione del sorpasso: 12-14. I primi 20 minuti sono caratterizzato da un ritmo altissimo. L'Italia si affida maggiormente al piede di Stefan per alleggerire la pressione di un Giappone molto aggressivo e al 20' gioca velocemente due calci di punizione, prima con D'Incà che sorprende la difesa nipponica, poi un secondo penalty giocato alla mano viene però disinnescato dall'intervento nel breakdown di Kawamura. Al 22' è costretta ad uscire Zanette per infortunio: dentro Pilani. In un momento di grande pressione l'Italia trova una splendida fiammata per tornare in vantaggio: Mannini mantiene il possesso dopo aver ricevuto sotto pressione il calcio di Nishi, va a contatto contro la difesa giapponese e dalla base del raggruppamento riparte a sorpresa D'Incà che trova la difesa giapponese totalmente scoperta, scambia con Stefan e poi va a marcare per il 19-14 con trasformazione di Granzotto. Le Azzurre continuano a spingere: touche vinta su Ranuccini e stavolta è il drive dell'Italia da avanzare, pallone sempre nelle mani di Vecchini che timona la maul azzurra e va a schiacciare la quarta meta, 24-14. Le ragazze di Sciamanna trovano anche la quinta meta con un'altra splendida giocata in campo aperto: pallone allargato su Muzzo che attacca lo spazio e trova Stevanin all'interno, l'apertura azzurra riesce a servire con un bel sottomano Duca, che di forza rompe i placcaggi di Nishi e Tsukui e schiaccia per il 31-14 con trasformazione di Granzotto. Il primo tempo si chiude con le Azzurre davanti. A inizio ripresa l'Italia continua a mettere sotto pressione il Giappone, e soprattutto continua ad invertire l'inerzia del punto d'incontro, passato gradualmente nelle mani delle Azzurre. Al 46' arriva la prima occasione del secondo tempo: altra touche ai 5 metri vinta su Ranuccini, pallone subito giocato fuori con Stefan che poi torna verso il lato chiuso e serve Ostuni Minuzzi per la meta che vale non solo il 36-14, ma che rende la capitan azzurra anche la miglior marcatrice della storia del rugby femminile italiano, con 21 segnature. Al 51' si registra il primo debutto azzurro: dentro Natascia Aggio al posto di D'Incà. Le Azzurre, pur giocando a ritmi più bassi rispetto ai primi 50 minuti, continuano a mantenere il possesso e a non concedere nulla al Giappone. Al 55' arriva anche il secondo esordio: Laura Foscato sostituisce Turani. Le Sakura XV non riescono più ad uscire dai propri 22 e alla fine squadra di Sciamanna va ancora a a segno con Francesca Sgorbini, 43-14. L'Italia continua a insistere: Aggio riceve palla ai 5 metri, batte 3 avversarie e arriva corta di poco, ma le Azzurre sono in costante avanzamento e alla fine vanno a segno con Margherita Tonellotto alla base del palo. Rigoni trasforma per il 50-14. Dopo la meta arriva anche un giallo per Jennifer Nduka a causa di un placcaggio alto su Pilani. Dall'altra parte invece ammonita Aggio per un altro placcaggio alto su Harada. Al 75' il Giappone accorcia le distanze e trova la terza meta con Kawamura, ma il finale è ancora a tinte azzurre: Bitonci attacca sul lato chiuso e serve Vittoria Ostuni Minuzzi, che con un "gancio" trova Muzzo per la meta del 55-21 con cui si chiude il match. Fontanafredda, Stadio Omero Tognon, 19 settembre 2026WXV Global SeriesItalia v Giappone 55-21 (31-14)Marcatrici: p.t. 3’ m. Muzzo (5-0); 7’ m Frangipani tr. D’Incà (12-0); 11m. Asari tr. Nishi (12-7); 15’ m. Kagetr Nishi (12-14); 24’ m. D’Incà tr. Granzotto (19-14); 28’ m. Vecchini (24-14); 32’ m. Duca tr. Granzotto (31-14) s.t. 7’m. Ostuni Minuzzi (36-14); 20’m. Sgorbini tr. Granzotto (43-14); 30’ m. Tonellotto tr. Rigoni (50-14); 36’ m. Kawamura tr. Nishi (50-21); 39 m. Muzzo (55-21)Italia: Ostuni Minuzzi (Cap); Muzzo, D’Incà (11’st Aggio), Mannini, Granzotto; Stevanin (25’st Rigoni), Stefan (11’st Bitonci); Sgorbini (29’st Veronese), Ranuccini, Tonellotto; Duca (21’st Cavina), Frangipani; Zanette (22’pt, Pilani), Vecchini (11’ st Cheli), Turani (16’st Foscato)all. Plinio SciamannaGiappone: Nishi; Nishimura, Hirotsu (7’st Kataoka), Furuta (16’st Hayashi), Imakugi; Harada (37’st Furuta), Tsukui (Cap); Nduka, Korai (16’st Havili Kagawa), Asari; Sato (21’st Yoshimura), Kawamura; Kitano (4’st Fuji), Kage (4’st Nagaoka), Homaki (4’st Yoshida)all. Toshizumi Kitagawaarb: Zoe Naude (SARU)AA: Berenice Loubet (FFR); Doriane Constanty (FFR)TMO: Quinton Immelman (SARU)Cartellini: 30’ st giallo a Nduka (Giappone); 34’st giallo ad Aggio (Italia)Calciatrici: D’Incà (1/2); Nishi (3/3); Granzotto (3/5); Rigoni (1/2)Player of the Match: Sara Mannini (Italia)Note: 50esimo cap e primo da Capitana Per Vittoria Ostuni Minuzzi; Prima partita da CT per Plinio Sciamanna; esordio in Azzurro per Natascia Aggio (Azzurra 228) e Laura Foscato (Azzurra 229), 1200 spettatori circa
Italia Femminile | 19/09/2026
WXV Global Series: la presentazione di Italia-Giappone
Allo Stadio Omero Tognon di Fontanafredda inizia il nuovo ciclo dell’Italia femminile, guidata da Plinio Sciamanna, promosso capo allenatore dopo 5 anni di lavoro in azzurro da assistente. Nel primo match delle WXV Global Series le Azzurre sfideranno il Giappone in un match diventato ormai un classico stagionale e che rappresenta per entrambe una ripartenza, considerando che anche le Sakura XV hanno cambiato allenatore da poco. Calcio d’inizio sabato 19 settembre alle 14.30. Come arriva l’Italia Il primo XV di Plinio Sciamanna è un mix di esperienza e novità: il tecnico, come dichiarato alla vigilia, vuole sfruttare queste 4 partite per allargare il più possibile il gruppo e allo stesso tempo sviluppare un gioco che esalti le caratteristiche delle azzurre. In questo senso, Sciamanna ha lasciato alcune titolarissime nei ruoli chiave (Turani, Duca, Sgorbini, Stefan, Muzzo, la coppia di centri Mannini-D’Incà e la nuova capitana Ostuni Minuzzi) affiancandole però a giocatrici in crescita come Zanette e Frangipani, ad altre che si stanno affacciando da poco al livello internazionale come Tonellotto e ad altre ancora spesso presenti nelle 23 ma non sempre titolari, come Granzotto e Ranuccini. Inoltre, dalla panchina ci sono due possibili esordienti: la prima linea Laura Foscato e la trequarti Natascia Aggio, oltre a giocatrici di maggiore esperienza come Veronese e Rigoni, che torna in Nazionale dopo un anno. Come arriva il Giappone Anche le Sakura XV hanno cambiato allenatore: Toshizumi Kitagawa è stato promosso da tecnico degli avanti a capo allenatore, con un percorso quindi simile a quello dell’azzurro Sciamanna. Il Giappone ha già giocato una partita in questo inizio di stagione 2026-27, perdendo 15-12 contro le Fiji in una partita dove però si sono registrati due esordi (Asari e Nishi, presenti anche nella formazione che sfida le Azzurre) e alcuni esperimenti. Del Giappone si conoscono ormai le peculiarità: grande capacità di attaccare lo spazio, ottima velocità di riposizionamento difensivo e grande rapidità nel breakdown. Questi i punti di forza che l’Italia dovrà cercare di limitare, provando invece a far valere la propria maggiore capacità tecnica, le proprie strutture di gioco e la propria fisicità. Tutte le informazioni per seguire Italia-Giappone La sfida tra Italia e Giappone, valida per le WXV Global Series, si giocherà allo Stadio Omero Tognon di Fontanafredda sabato 19 settembre alle 14.30 e sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport Mix e in diretta streaming su NOW e sui canali ufficiali Federugby. Dirigerà il match la sudafricana Zoe Naude, affiancata dalle assistenti francesi Bérénice Loubet e Doriane Constanty. Al TMO il sudafricano Quinton Immelman, al bunker lo scozzese Finlay Brown. Le formazioni di Italia-Giappone Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi (C), 14 Aura Muzzo, 13 Alyssa D’Incà, 12 Sara Mannini, 11 Francesca Granzotto, 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan, 8 Francesca Sgorbini, 7 Alissa Ranuccini, 6 Margherita Tonellotto, 5 Giordana Duca, 4 Alessandra Frangipani, 3 Vittoria Zanette, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Laura Foscato, 18 Alessia Pilani, 19 Giulia Cavina, 20 Beatrice Veronese, 21 Alia Bitonci, 22 Beatrice Rigoni, 23 Natascia Aggio Giappone: 15 Maiko Nishi, 14 Sora Nishimura, 13 Haruka Hirotsu, 12 Mana Furuta, 11 Komachi Imakugi, 10 Sawa Harada, 9 Moe Tsukui, 8 Jennifer Nduka, 7 Sakurako Korai, 6 Nami Asari, 5 Yuna Sato, 4 Masami Kawamura, 3 Wako Kitano, 2 Asuka Kuge, 1 Hinata Komaki A disposizione: 16 Moe Nagaoka, 17 Nami Yoshida, 18 Juka Fuji, 19 Otoka Yoshimura, 20 Mele Yua Havili Kagawa, 21 Anan Seo, 22 Kanna Hayashi, 23 Uta Kataoka
Italia Femminile | 19/09/2026
Italia, Alia Bitonci: “Questo ambiente ti fa crescere sempre. E i test ci aiuteranno a migliorare verso il Sei Nazioni”
Per l’Italia femminile inizia un nuovo ciclo, con Plinio Sciamanna sulla panchina azzurra e tante giovani pronte all’esordio o al salto di qualità. C’è anche però chi, a soli 20 anni, ha già un ruolo importante in questa Nazionale come la numero 9 Alia Bitonci, classe 2006 del Valsugana Padova che conta già 15 caps: “Questo ambiente ti permette di crescere e imparare costantemente. Mi piacerebbe essere ancora qui tra 10 anni e dire che devo ancora migliorare tante cose, perché è uno sviluppo continuo. Sicuramente giocare in un club come il Valsugana, dove c’erano tante ragazze della Nazionale, mi ha aiutato a costruire le basi per arrivare in azzurro, ma una volta indossata la maglia dell’Italia devi continuare a lavorare giorno dopo giorno verso traguardi sempre più importanti e senza mai sentirti ‘arrivata’. È bello anche che il gruppo stia diventando sempre più eterogeneo, con tante fasce d’età, tante esperienze diverse che ci rendono più complete: in questo modo tutte impariamo qualcosa dalle altre” ha raccontato in vista dell’esordio azzurro nelle WXV Global Series previsto sabato 19 a Fontanafredda contro il Giappone, alle 14.30. Le altre partite dell’Italia saranno contro il Sudafrica e gli USA (doppia sfida oltreoceano). Alia, come procede questo inizio di percorso con il nuovo allenatore? “Stiamo lavorando per costruire un sistema di gioco che esalti le nostre caratteristiche, sia individuali sia collettive. Chiaramente poi sarà il campo a farci capire quale sarà il percorso migliore, e in questo senso queste 4 partite sono una bella occasione sia per metterci alla prova sia per ingranare la marcia in vista del Sei Nazioni, dove comunque avremo un’ulteriore esigenza dal punto di vista del risultato. Ovviamente noi scendiamo sempre in campo per vincere e lo faremo anche in queste quattro partite, ma questi test ci danno anche la possibilità di sistemare alcuni aspetti del gioco nel caso in cui ci fossero delle cose che non vanno. Anche perché dall’allenamento si possono imparare tante cose ma poi il banco di prova reale è sempre la partita, quindi abbiamo bisogno di questi test per crescere”. Stai avendo sempre più minutaggio e sei ormai una presenza costante nelle 23. Cominci a percepire un aumento delle responsabilità e delle aspettative o riesci a viverlo in modo più leggero? “Non vivo con molta ansia il fatto di giocare un po’ di più, anzi, ne sono felice e spero di avere sempre più opportunità per dare il mio contributo in campo. Credo che le responsabilità arrivino principalmente dal ruolo, perché comunque tante cose soprattutto dal punto di vista offensivo dipendono da come 9 e 10 gestiscono la partita, quindi in questo senso so che può esserci un po’ più di ‘paura’ di sbagliare scelte a livello tecnico, ma come detto io sono qui per migliorare ed è una cosa che vorrò sempre fare. Ora come fra 10 anni”. A proposito di responsabilità, a livello tattico ve ne è stata data una importante, improntando gran parte del gioco al piede sulle mediane di mischia… “Sì, perché sicuramente la riteniamo una piattaforma più sicura e che può portare una maggiore efficienza proprio a livello strategico. L’apertura è sottoposta a una pressione maggiore trovandosi in linea, mentre creando uno snake il calcio dalla base ci dà maggiore sicurezza e lo usiamo non solo per uscire dai nostri 22 ma anche per provare ad attaccare e mettere pressione alle avversarie. Proprio per questo so di dover ulteriormente migliorare al piede, uno dei fondamentali nei quali sento di non essere al meglio e di dover lavorare tanto, proprio perché il nostro gioco ci porta ad avere tanta responsabilità su questo aspetto”. Si parte col Giappone, una squadra che l’Italia ha affrontato spesso negli ultimi anni e che conoscete bene. Che partita ti aspetti? “Le partite contro il Giappone sono sempre caratterizzate da un gioco molto aperto, perché comunque loro non puntano molto sulla fisicità ma sono particolarmente veloci, quindi dovremo rispondere alla loro rapidità. In particolare il Giappone ha una grande capacità di recupero palla nei punti d’incontro. Sarà per noi un’occasione per lavorare sulla sfida uno contro uno, soprattutto a livello tecnico e sulla velocità. Sarà la prima partita dopo il Sei Nazioni, quindi sicuramente ci sarà da ingranare la marcia all’inizio perché è da un po’ che non giochiamo tutte assieme e ci sono stati anche dei ritiri importanti, ma sappiamo di poterci esprimere bene contro di loro e di poter fare una bella partita”. Un anno e mezzo fa esordivi in Nazionale. Adesso in rosa ci sono tantissime ragazze della tua età che potrebbero ottenere il primo cap. Che effetto fa stare “dall’altra parte”? “Ho avuto la fortuna di condividere il percorso in under 18 e in under 20 con alcune di loro. Vederle esordire sarebbe davvero emozionante, anche perché essendo arrivata da poco capisco perfettamente cosa si prova in quel momento. Sarò felicissima di condividere quel momento, perché ho visto il loro percorso e loro hanno visto il mio. Chiaramente poi ci saranno le più esperte che daranno loro i consigli giusti per vivere al meglio questo momento, ma da parte mia ci sarà sicuramente molta emozione nel giocare con loro e condividere insieme un altro tassello importante del nostro percorso”.
Italia Femminile | 16/09/2026
WXV Global Series: i precedenti dell’Italia contro Giappone, Sudafrica e Stati Uniti
Il 2026 dell’Italia femminile si chiuderà con quattro partite: due in casa e due in trasferta. Si parte dalle due sfide di Fontanafredda contro Giappone e Sudafrica, due squadre spesso presenti nelle ultime stagioni azzurre, per poi andare negli Stati Uniti per una serie di due partite contro la Nazionale a stelle e strisce, contro la quale le sfide sono state più dilatate nel tempo. Ecco allora tutte le statistiche e i precedenti delle Azzurre contro le formazioni che affronterà nelle WXV Global Series. Giappone Italia e Giappone si sono affrontate 8 volte in partite ufficiali: il bilancio è favorevole alle Azzurre con 6 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Sono 199 i punti segnati dall’Italia e 91 quelli subiti. Le due squadre si sono affrontate per la prima volta il 12 maggio del 2002 alla Rugby World Cup, con le Azzurre che vinsero 30-3. L’ultima sfida invece risale al 9 agosto 2025: 33-15 in un test di preparazione all’ultimo Mondiale. L’unico pari risale al 2019: 17-17 a L’Aquila. Al Giappone è anche legato un momento storico del rugby italiano: alla Rugby World Cup 2021 (disputata nel 2022) l’Italia conquisto la prima qualificazione ai quarti di finale battendo proprio le Sakura XV per 21-8. Sudafrica Italia e Sudafrica si sono affrontate 4 volte in partite ufficiali, con 3 vittorie e azzurra e una sudafricana con 118 punti segnati e 76 subiti. L’unica sconfitta è arrivata nella sfida più importante: quella della fase a gironi della Rugby World Cup 2025, con le Springbok Women che hanno prevalso 29-24. Nelle altre partite, invece, 3 vittorie dell’Italia: 35-10 a Prato nel 2018, poi due successi a Città del Capo nel WXV, 36-18 nel 2023 e 23-19 nel 2024. Stati Uniti Bilancio in parità invece tra Italia e Stati Uniti: 2 vittorie a testa in 4 partite ufficiali, con le Azzurre che hanno segnato 86 punti subendone 76. Tutti ricordano ovviamente il 22-10 di Whangarei all’esordio Mondiale nel 2022, una vittoria che di fatto indirizzò fin da subito l’Italia verso la qualificazione grazie ai 5 punti conquistati. Inoltre, fu la prima vittoria di sempre delle Azzurre contro gli USA: prima erano arrivate 2 sconfitte nel 2012 a Roma (20-34) in un test match e nel 2017 a Dublino per 24-12 nella fase a gironi della Rugby World Cup. L’ultima sfida risale al 2023, vinta dalle Azzurre per 30-8. Una vittoria di altissimo livello ma che si portò dietro il rimpianto di quei 2 soli punti che mancavano per conquistare il trofeo del WXV, vinto dalla Scozia proprio per differenza punti. L’Italia al WXV Quest’anno il WXV ha cambiato forma, trasformandosi da torneo “puro” a serie di test match, ritornando a una formula più “classica” ma aumentando il numero delle sfide. Fino a questo momento, comunque, le Azzurre hanno sempre ben figurato in questa manifestazione: seconde nel WXV del 2023, sfiorato e sfuggito – come raccontato – per soli 2 punti pur avendo vinto tutte le partite di quell’anno contro Giappone, Sudafrica e USA. L’Italia poi chiuse terza nel 2024 con due vittorie: le Azzurre riscattarono la brutta sconfitta iniziale con la Scozia battendo il Galles con una grandissima partita e poi superando il Sudafrica padrone di casa. Nel 2025, causa Mondiale, ovviamente la manifestazione non si è disputata e torna quindi per il terzo anno nel 2026.
Italia Femminile | 15/09/2026
Italia: tante giovani, un gruppo consolidato e un grande ritorno. L’analisi delle convocate per le WXV Global Series
Ecco la prima Italia di Plinio Sciamanna. Il nuovo capo allenatore delle Azzurre esordirà sulla panchina della Nazionale sabato 19 settembre alle 14.30 nella sfida contro il Giappone, la prima delle WXV Global Series che vedranno l’Italia impegnata poi contro il Sudafrica (sempre a Fontanafredda) e due volte in trasferta contro gli USA. Visti i ben 4 impegni e la lunga trasferta, coach Sciamanna ha scelto di affidarsi a un gruppo molto ampio, con tante giocatrici esperte ma anche diverse giovani (alcune delle quali già viste in azione all’ultimo Sei Nazioni) e con il ritorno in azzurro di Beatrice Rigoni a un anno di distanza dal Mondiale. Prime linee Prosegue il lavoro di rinnovamento della prima linea: a destra Pilani, Zanette e Dosi continueranno a formare il reparto già visto al Sei Nazioni, mentre a sinistra a Turani e Maris (che dovrà superare alcuni problemi fisici) si aggiunge la possibile esordiente Laura Foscato del Cus Milano. In caso di necessità, inoltre, Zanette potrà giocare anche a destra. Se a sinistra le gerarchie sembrano più definite, con Turani quasi inamovibile in una formazione “tipo” sarà interessante capire quali saranno le scelte di Sciamanna a destra, con tre giocatrici che si sono alternate spesso nelle ultime uscite azzurre. In mezzo, oltre alla confermatissima Vittoria Vecchini ci sarà una lotta a tre per il secondo posto in lista gara: Chiara Cheli è stata la numero 16 in tutto il Sei Nazioni, ma dietro scalpitano Spinelli e Fent, che hanno ben figurato nell’ultimo Sei Nazioni under 21. Seconde linee Tante novità in seconda linea: con il ritiro di Valeria Fedrighi si apre la corsa per il posto accanto alla confermata Giordana Duca. La seconda linea che ha giocato di più in questo senso è Alessandra Frangipani, spesso entrata dalla panchina negli ultimi anni. Da valutare anche Elettra Costantini, che ha giocato le prime due partite del 2026 per poi uscire dalle rotazioni, il possibile ritorno di Giulia Cavina (convocata ma non utilizzata nel torneo) e il possibile esordio di Francesca Andreoli. Terze linee Come sempre quello della terza linea è uno dei reparti in cui l’Italia ha maggiore scelta, con tante ragazze in corsa per una maglia da titolare. Difficile pensare di rinunciare a Francesca Sgorbini o alla capitana Elisa Giordano, ma anche Ranuccini e Veronese in questi anni hanno sempre fatto bene quando impiegate, quindi sarà complicato scegliere il terzetto titolare, anche perché dietro scalpita Margherita Tonellotto (che ha esordito contro la Scozia ed è stata già protagonista con l’Under 18, l’Under 20 e l’Under 21) insieme a Elena Errichiello – già parte del gruppo allargato e titolare dell’Under 21 – e alla possibile esordiente Mascia Jelic. Mediana In cabina di regia potrebbe proseguire l’alternanza tra l’esperta Sofia Stefan e la giovane Alia Bitonci, mentre Gaia Buso (spesso scesa in campo nel triangolo allargato) all’occorrenza può anche coprire lo slot di numero 9. Di fianco ci sarà come sempre lotta tra Veronica Madia ed Emma Stevanin, anche se all’occorrenza anche la ritrovata Rigoni può giocare 10, mentre per Vittoria Zeni (playmaker dell’Under 21) sarà una bella occasione per entrare in un gruppo molto competitivo e fare esperienza. Centri Anche nel reparto arretrato Sciamanna avrà a disposizione diverse opzioni, legate soprattutto all’utilizzo di Alyssa D’Incà e Beatrice Rigoni. Con la trequarti di Blagnac al centro bisogna poi scegliere tra Mannini e Sillari, mentre spostandola all’ala possono giocare tutte e 3 insieme ma dall’altra parte bisogna togliere una delle tante candidate a una maglia da titolare nel triangolo allargato. Allo stesso modo, la giocatrice delle Sale Sharks può partire dall’inizio come secondo play oppure sparigliare le carte dalla panchina, coprendo sia il ruolo di centro che di apertura. Comunque, un problema che tutti gli allenatori vorrebbero avere, considerando la grande scelta nel ruolo, confermata anche dalla presenza di Giada Corradini, che ha già dimostrato di poter fare bene in azzurro. Completa il reparto la possibile esordiente Natascia Aggio, che ha avuto diversi infortuni in passato ed è finalmente pronta per giocarsi le sue carte. Triangolo allargato Anche per quanto riguarda il triangolo allargato Sciamanna avrà diverse opzioni a disposizione. Difficile pensare che dietro non tocchi alla solita Ostuni Minuzzi, sempre più dominante nel ruolo di estremo, mentre per quanto riguarda le ali da una parte c’è Aura Muzzo, mentre dall’altra potrebbero giocarsi il posto D’Incà e Granzotto in base allo schieramento tattico deciso dallo staff. Nel gruppo allargato del Sei Nazioni c’era anche Rubina Grassi, ed è arrivata ora anche Sofia Catellani dall’Under 21. Italia: le convocate per le WXV Global Series PiloniGaia DosiLaura FoscatoGaia MarisAlessia PilaniSilvia TuraniVittoria Zanette TallonatriciChiara CheliSilvia FentDesiree SpinelliVittoria Vecchini Seconde lineeFrancesca AndreoliGiulia CavinaElettra CostantiniGiordana DucaAlessandra Frangipani Terze lineeElena ErrichielloElisa GiordanoMascia JelicAlissa RanucciniFrancesca SgorbiniMargherita TonellottoBeatrice Veronese Mediane di mischiaAlia BitonciGaia BusoSofia Stefan Mediane di aperturaVeronica MadiaEmma StevaninVittoria Zeni CentriNatascia AggioGiada CorradiniSara ManniniBeatrice RigoniMichela Sillari Ali/estremiSofia CatellaniAlyssa D’IncàFrancesca GranzottoRubina GrassiAura MuzzoVittoria Ostuni Minuzzi
Italia Femminile | 07/09/2026
Junior World Championship: l’Italia chiude al decimo posto, l’Irlanda passa 34-26
Si chiude con una sconfitta il Junior World Championship dell'Italia under 20, battuta 34-26 dall'Irlanda all'AIA Arena di Kutaisi nella finale per il nono posto. Azzurrini che chiudono quindi decimi dopo una partita tiratissima in cui l'Irlanda è stata per molto tempo avanti per 22-14 dopo una prima mezz'ora in equilibrio, con la squadra di Di Giandomenico brava a recuperare nella ripresa e a sfiorare il sorpasso. Nel finale anche tanta sfortuna: prima la meta annullata ad Opoku per un in avanti precedente, poi la meta di intercetto di Walsh a chiudere la partita. La cronaca di Italia-Irlanda Ritmi subito alti: l'Italia si fa subito sentire in mischia ordinata ma non sfrutta la prima opportunità, mentre l'Irlanda si fa vedere nei 22 con un bel linebreak di Green ispirato dall'offload di Lautsou. Gli Azzurrini difendono con molta pressione ma concedono un calcio di punizione che consente agli irlandesi di giocare alla mano e andare a segno con Neill, mentre Green trasforma per il 7-0. La risposta dei ragazzi di Di Giandomenico è immediata: Fasti allarga sull'accorrente Celi che passa in mezzo a due avversari e trova uno splendido offload in caduta per Opoku, che va a schiacciare la prima meta azzurra. Andretti trasforma per il pareggio. L'Irlanda torna in vantaggio con un'azione in fotocopia. Calcio di punizione conquistato nei 22 e giocato alla mano, serie di cariche avanzanti e Maguire va a marcare per il 14-7. Nemmeno il tempo di rimettere il pallone in gioco e gli Azzurrini vanno di nuovo a segno con l'intercetto di Erik Meroi, che raccoglie un pallone sfuggito a Maguire durante una carica e vola in meta per il 14-14 con trasformazione di Andretti. Il match è un continuo botta e risposta: O'Leary attacca la linea e trova il sostegno di Lautsou, fermato a pochi metri dalla linea di meta. L'azione prosegue e al momento giusto O'Shea gioca su Green che trova Molony al largo, l'ala irlandese passa in mezzo a due e marca per il 19-14. Al 24' l'Irlanda decide di rinunciare a un calcio piazzabile per cercare il bersaglio grosso, ma la difesa azzurra da drive è ottima e disinnesca l'azione. Dall'altra parte gli Azzurrini sfiorano la marcatura con Pelli, che si stacca dopo una maul avanzante ma arriva corto. C'era un vantaggio e si va in touche: il drive fa ancora strada, ma l'ovale è tenuto alto in area di meta dalla difesa irlandese. Al 36' l'Irlanda va oltre il break con il piede di Green, che punisce un fuorigioco azzurro dopo una grande azione personale di O'Shea. Nel finale l'Italia ha una grandissima occasione con Casarin, che si libera di 4 avversari e poi serve Falchetto. Pallone allargato su De Novellis che però non riesce ad arrivare in bandierina, prova a tenere il pallone in campo ma gli Azzurrini commettono un fallo in pulizia e l'azione sfuma. Il primo tempo si chiude sul 22-14 per l'Irlanda. Nella ripresa l'Italia inizia in attacco con Casarin ancora protagonista. Gli Azzurrini entrano nei 22, arrivano vicinissimi alla meta con gli avanti ma Wilson arriva corto a un passo dai pali e poi non riesce a liberare il pallone, subendo il turnover irlandese. Dall'altra parte l'Irlanda rinuncia di nuovo ai pali, come nel primo tempo, e va vicinissima alla meta con O'Shea che attacca lo spazio sul lato sinistro e arriva in bandierina, ma la marcatura è annullata per un'ostruzione che aveva causato il buco preso dal mediano irlandese. L'Italia fatica, ma la difesa regge e non concede altri punti nonostante la furiosa pressione irlandese. L'Irlanda continua a spingere e di fatto passa quasi 15 minuti nella metà campo italiana, pur senza fare punti soprattutto grazie all'ottima difesa dei ragazzi di Di Giandomenico in rimessa laterale, poi al 57' gli Azzurrini rimangono in 14 per un giallo a Wilson a causa di un placcaggio alto. La difesa continua a tenere duro e alla fine, grazie alla mischia, l'Italia riesce ad uscire dalla propria metà campo. Al 64' dopo tanta sofferenza arriva la meta dell'Italia: la segna Luca De Novellis dopo una lunghissima azione, ispirata anche dall'ottimo ingresso di Ragusi, dalle cariche di Opoku e dalla presenza costante di Casarin. Andretti mette dentro anche la trasformazione e porta l'Italia a un solo punto di ritardo. La meta rivitalizza gli Azzurrini, che recuperano anche Wilson e ritornano subito in attacco ma sprecano una buona occasione per un errore di esecuzione. L'Irlanda invece colpisce subito: touche vinta a metà campo, Molony attacca sul lato chiuso e con un calcetto ispira la corsa di O'Shea, che schiaccia per il 27-21 con Green che non trova la trasformazione. L'Italia ritorna subito in attacco e stavolta è fulminea nella sua azione: ci pensa Enoch Opoku che rompe due placcaggi di forza e vola in mezzo ai pali, ma la meta viene annullata per un precedente passaggio in avanti di Andretti. Al 77' arriva la meta che chiude la partita: con gli Azzurrini in attacco, Sean Walsh intercetta un passaggio di Andretti e vola in mezzo ai pali per il 34-21 finale. Nonostante tutto l'Italia ci prova fino alla fine: splendido break di Ragusi che corre 50 metri palla in mano e poi serve a Varotto il pallone della meta, ma non arriva la trasformazione che avrebbe riaperto il match. Finisce 34-26 per l'Irlanda che conquista il nono posto, l'Italia chiude decima. Kutaisi, AIA Arena, 19 luglio 2026World Rugby Junior World Championship - IV turnoItalia U20 v Irlanda U20 26-34 (14-22)Marcatori: p.t 6’ m. Neill tr. Green(0-7); 8’ m. Opoku-Gyamfi tr. Andretti (7-7); 18’ m. Maguire tr. Green (7-14); 18’ m. Meroi tr. Andretti (14-14); 20’ m. Molony (14-19); 37’ cp. Green (14-22) s.t. 25’ m. De Novellis tr. Andretti (21-22); 31’ m. O’Shea (21-27); 37’ m. Walsh tr. Green (21-34); 40’m. Varotto (26-34)Italia U20: Celi; De Novellis, Falchetto, Casarin (Cap), Rossi (22’st Scaramazza); Fasti (22’st Ragusi), Andretti (35’st Varotto); Wilson, Sette, Miranda; Opoku-Gyamfi (34’st Bianchi); Fardin (12’st Salvanti); Meroi (34’st Trevisan), Pelli (10’st Dinarte), Mastropasqua (22’st Messori)all. Andrea Di GiandomenicoIrlanda U20: Green; Molony, Carney (16’st Deegan), O’Leary (16’st Walsh), Ryan; O’Shea, Barrett (23’st Coffey); O’Connell, Lautsou (27’st Cooper) , Neill (Cap); McGuire (28’ pt Walsh), Finn; McClean (1’st Murtagh), Maguire (15’ st Handley) , Doyle (26’st Cooper)all. Andrew Brownearb: Ru Campbell (SRU)AA: Saba Makharadze (GRU); David Vosalevu (FRU)TMO: Francisco Gronzalez (URU)Cartellini: 18’st giallo a Wilson (Italia U20)Calciatori: Green (4/6); Andretti (3/3); Ragusi (0/1)
Italia U20 | 18/07/2026
Junior World Championship: la presentazione di Italia-Irlanda
Ultimo appuntamento del Junior World Championship 2026 per l’Italia under 20, che sabato 18 luglio alle 18.30 italiane affronta l’Irlanda all’AIA Arena di Kutaisi nella finale per il nono posto. Per gli Azzurrini è l’occasione per chiudere il Mondiale con un risultato importante, dopo un percorso fatto di momenti diversi: un girone complicato, una vittoria netta contro il Giappone, la sconfitta con la Nuova Zelanda e poi la grande reazione nella semifinale contro la Georgia. Dall’altra parte c’è un’Irlanda che, come l’Italia, ha vissuto una prima fase difficile – complice anche un girone di ferro – ma che ha battuto le Fiji guadagnandosi la possibilità di chiudere il torneo con due vittorie consecutive. Come arriva l’Italia Gli Azzurrini hanno iniziato il Junior World Championship con una sconfitta contro la Scozia per 38-32, una partita equilibrata e sfuggita per un paio di imprecisioni di troppo, ma che ha condizionato l’intero girone. La risposta è arrivata nella seconda giornata, con una vittoria convincente contro il Giappone, battuto 41-25: un successo che ha rimesso l’Italia in corsa e ha confermato la qualità offensiva del gruppo. Nell’ultima partita della fase a gironi, però, gli Azzurrini non sono riusciti a reggere l’impatto della Nuova Zelanda. Contro i Baby Blacks l’Italia ha iniziato bene, passando in vantaggio rispondendo colpo su colpo nella prima parte della gara, ma nella ripresa la fisicità e la profondità dei neozelandesi hanno fatto la differenza fino al 45-15 finale. Nella semifinale però si è vista forse la miglior Italia dell’anno: un netto 43-19 con un clamoroso parziale di 43-14 nel primo tempo contro la Georgia ha consentito ai ragazzi di Andrea di Giandomenico di conquistare la finale per il 9° posto contro l’Irlanda. Come arriva l’Irlanda L’Irlanda arriva alla partita dopo un Mondiale iniziato in salita. Inserita in un girone molto competitivo con Inghilterra, Argentina e Stati Uniti, la squadra di Andrew Browne ha perso le prime due partite contro due delle nazionali più attrezzate del torneo: prima il 34-27 contro l’Inghilterra, in una gara nella quale gli irlandesi erano partiti forte ma non sono riusciti a mantenere il controllo del match, poi il 62-40 contro l’Argentina, risultato che ha chiuso le porte della corsa alle semifinali per il titolo. La reazione, però, è arrivata già nell’ultima giornata del girone, con il netto successo per 73-22 sugli Stati Uniti. Nella semifinale del torneo 9°-12° posto gli irlandesi hanno fatto più fatica del previsto, ma alla fine hanno superato le Fiji 24-19 conquistando l’accesso al match per contro gli Azzurrini. Tutte le informazioni per seguire Italia-Irlanda U20 La finale per il nono posto del Junior World Championship tra Italia e Irlanda si giocherà sabato 18 luglio alle 18.30 italiane all’AIA Arena di Kutaisi, in Georgia. Il match sarà trasmesso in diretta streaming su RugbyPass TV. L’arbitro del match sarà lo scozzese Ruairidh Campbell, coadiuvato dal georgiano Saba Makharadze e dal figiano David Vosalevu. Al TMO l’uruguaiano Francisco Gonzalez. Le formazioni di Italia-Irlanda Italia: 15 Pietro Celi, 14 Luca De Novellis, 13 Giacomo Falchetto, 12 Riccardo Casarin (capitano), 11 Luca Rossi, 10 Roberto Fasti, 9 Mattia Andretti; 8 Jaheim Noel Wilson, 7 Davide Sette, 6 Antony Italo Miranda, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Simone Fardin, 3 Erik Meroi, 2 Valerio Pelli, 1 Emiliano Mastropasqua. A disposizione: 16 Ettore Dinarte, 17 Giacomo Messori, 18 Luca Trevisan, 19 Fabio Salvanti, 20 Carlo Antonio Bianchi, 21 Nikolaj Varotto, 22 Alessandro Ragusi, 23 Alessio Scaramazza. Irlanda: 15 Daniel Green, 14 Charlie Molony, 13 Rob Carney, 12 James O’Leary, 11 Daniel Ryan, 10 Charlie O’Shea, 9 Christopher Barrett; 8 Diarmaid O’Connell, 7 Alex Lautsou, 6 Josh Neill (capitano), 5 Donnacha McGuire, 4 Joe Finn, 3 Blake McClean, 2 Duinn Maguire, 1 Max Doyle. A disposizione: 16 Rian Handley, 17 Adam Cooper, 18 Luke Murtagh, 19 Sean Walsh, 20 Charlie Keane, 21 Luke Coffey, 22 Sean Walsh, 23 Jack Deegan.
Italia U20 | 18/07/2026
Nations Championship: la presentazione di Australia-Italia
Terza giornata del Nations Championship 2026: l’Italia chiude il suo trittico estivo nell’Emisfero Sud affrontando l’Australia a Perth, in una sfida di grande importanza per entrambe le formazioni. Sia i Wallabies che gli Azzurri infatti vengono da due sconfitte e vogliono chiudere al meglio questa prima fase del torneo. Dopo le partite contro Giappone e Nuova Zelanda la squadra di Gonzalo Quesada arriva all’appuntamento con una formazione profondamente rinnovata, condizionata anche dagli infortuni e dalla squalifica di Niccolò Cannone. I Wallabies, invece, confermano gran parte dell’impianto visto nelle prime due giornate, inserendo tre novità nel XV iniziale e puntando su un gruppo stabile, con Harry Wilson ancora capitano. Calcio d’inizio sabato 18 luglio alle 12.10 italiane. Come arriva l’Australia I Wallabies vengono da due sconfitte beffarde: la prima con l’Irlanda per 33-31 con due piazzati sbagliati nel finale, la seconda con la Francia per 42-26 dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio e aver subito la rimonta Bleus nella ripresa. La squadra di Joe Schmidt, all’ultima sulla panchina australiana prima di lasciare il posto a Les Kiss, ha dimostrato grandissime qualità pur mancando di continuità, e vuole definitivamente sbloccarsi a Perth. L’Australia arriva alla sfida con l’Italia con tre cambi nella formazione titolare rispetto alla partita giocata contro la Francia. La novità più significativa riguarda Carlo Tizzano, che partirà titolare da openside flanker. Insieme a lui entrano nel XV anche Brandon Paenga-Amosa, premiato dopo la buona prova di Brisbane, e Harry Potter, chiamato a sostituire Dylan Pietsch, indisponibile per una contusione al polpaccio. Per il resto, i Wallabies mantengono un impianto abbastanza stabile. In terza linea il capitano Harry Wilson sarà affiancato da Rob Valetini e dallo stesso Tizzano, mentre in mediana viene confermata la coppia Lonergan-Meredith: il giovane numero 10, all’esordio la scorsa settimana, avrà un’altra occasione importante dal primo minuto. Confermata anche la coppia di centri Ikitau-Aukuso Sualii. Come arriva l’Italia Gli Azzurri hanno vissuto un tour estivo in chiaroscuro: la sconfitta di Tokyo per 27-10 col Giappone ha reso tutto il cammino nel Nations Championship in salita, e contro gli All Blacks dopo un grandissimo primo tempo l’Italia non è riuscita a confermarsi nella ripresa, subendo l’accelerazione neozelandese e chiudendo il match con un 47-17 che rappresenta un passivo più pesante rispetto a quanto fatto vedere dalla squadra di Gonzalo Quesada. Il tecnico azzurro ha cambiato tanto in vista del match con l’Australia, con 9 sostituzioni nel XV titolare: non sono stati considerati Tommaso Allan e Lorenzo Cannone, entrambi infortunati, mentre Niccolò Cannone è assente per squalifica. Nel triangolo allargato rientra Lorenzo Pani, che recupera dall’infortunio e prende il posto di Allan a estremo. Sulle ali ci saranno Louis Lynagh, confermato, e Monty Ioane, che torna dal primo minuto. Ai centri la sorpresa è Paolo Odogwu, scelto al posto di Tommaso Menoncello, con Juan Ignacio Brex confermato. In mediana spazio ai fratelli Garbisi: Paolo all’apertura e Alessandro come mediano di mischia. I cambi riguardano anche la mischia. Ross Vintcent si sposta a numero 8 per sostituire l’infortunato Lorenzo Cannone, con Riccardo Favretto titolare come flanker insieme a capitan Michele Lamaro. In seconda linea partiranno Giulio Marini e Federico Ruzza, mentre in prima linea Muhamed Hasa viene schierato titolare a sinistra, con Marco Riccioni a destra e Gianmarco Lucchesi tallonatore. Tutte le informazioni per seguire Australia-Italia La sfida tra Australia e Italia, valida per la terza giornata del Nations Championship 2026, si giocherà a Perth, sabato 18 alle 12.10 italiane. Il match sarà trasmesso in diretta tv su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, con diretta streaming su NOW e Tv8.it. L’arbitro del match sarà l’inglese Christophe Ridley, coadiuvato dal connazionale Karl Dickson e dal sudafricano Morné Ferreira. Al TMO il sudafricano Marius van der Westhuizen, al bunker l’inglese Ian Tempest. Le formazioni di Australia-Italia Australia: 15 Tom Wright, 14 Max Jorgensen, 13 Joseph-Aukuso Suaalii, 12 Len Ikitau, 11 Harry Potter, 10 Declan Meredith, 9 Ryan Lonergan, 8 Harry Wilson (capitano), 7 Carlo Tizzano, 6 Rob Valetini, 5 Jeremy Williams, 4 Josh Canham, 3 Allan Alaalatoa, 2 Brandon Paenga-Amosa, 1 Angus Bell A disposizione: 16 Billy Pollard, 17 James Slipper, 18 Zane Nonggorr, 19 Miles Amatosero, 20 Fraser McReight, 21 Tate McDermott, 22 Ben Donaldson, 23 Filipo Daugunu Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Paolo Odogwu, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Garbisi; 8 Ross Vintcent, 7 Michele Lamaro (capitano), 6 Riccardo Favretto, 5 Federico Ruzza, 4 Giulio Marini, 3 Marco Riccioni, 2 Gianmarco Lucchesi, 1 Muhamed Hasa. A disposizione: 16 Pablo Dimcheff, 17 Danilo Fischetti, 18 Ion Neculai, 19 Andrea Zambonin, 20 Alessandro Ortombina, 21 Alessandro Fusco, 22 Giacomo Da Re, 23 Leonardo Marin.
Italia | 17/07/2026
Nations Championship: l’Australia batte l’Italia 57-10 nella terza giornata del torneo
Il tour estivo dell'Italia si chiude con una sconfitta: nella terza giornata del Nations Championship l'Australia supera 57-10 gli Azzurri. I padroni di casa partono fortissimo e con le mete di Canham, Wright e Paenga-Amosa e indirizzano il match fin da subito, l'Italia fatica a rispondere alla prima accelerazione dei Wallabies e va in difficoltà soprattutto nel primo tempo, con un passivo che alla fine diventa molto pesante. Il Nations Championship tornerà a novembre con le sfide contro Sudafrica, Australia e Fiji, prima delle finali di Twickenham nell'ultima settimana di novembre. La cronaca di Australia-Italia L'Australia parte forte: la prima iniziativa è di Potter che con una corsa di taglio trova lo spazio per arrivare fino ai 5 metri. La difesa azzurra tiene per oltre 10 fasi sulla propria linea di meta, ma alla fine è Josh Canham a marcare in bandierina per il 5-0. I Wallabies continuano a spingere, approfittando dell'eccessiva indisciplina azzurra (4 falli nei primi 8 minuti): Alaalatoa tiene un pallone difficile e riesce a servire Wright che attacca lo spazio in velocità e va a marcare per la seconda meta. Lonergan trasforma per il 12-0. La squadra di Joe Schmidt insiste e al 12' trova la terza meta: l'azione parte ancora da un break a metà campo di Potter, con gli avanti dei Wallabies che fanno strada a contatto e il tallonatore Paenga-Amosa finalizza per il 19-0. La reazione dell'Italia arriva con un bel pallone vinto in touche da Ruzza, che viene anche preso in area. Il calcio di punizione permette agli Azzurri di andare in rimessa ai 5 metri, ma il pallone è recuperato dalla difesa australiana. L'Italia ritorna subito in attacco con un bel calcio di punizione conquistato da Riccioni in mischia, spinge con un gran multifase, poi Paolo Garbisi e Riccioni giocano bene al largo su Pani, arriva il sostegno di Lamaro che resiste all'intervento di Potter e riesce a schiacciare: 19-5 con palo di Garbisi sulla trasformazione. L'Australia si impone soprattutto sulla collisone e va a segno al 27' ancora con Canham dopo un'altra azione prolungata sul lato chiuso: il numero 4 finge il passaggio e poi va dritto in prima persona, trovando lo spazio per schiacciare, 24-5. I Wallabies marcano ancora al 31' con una maul avanzante, finalizzata da Bell. L'Italia trova la reazione con il doppio intervento di Odogwu e Brex a recuperare palla. Nel finale di primo tempo è Ikitau a marcare ancora per il 38-5 dopo che Tizzano e Williams erano riusciti a controllare un pallone difficile. Nella ripresa l'Italia reagisce con Ioane che attacca lo spazio dopo un bel passaggio di Brex, batte Wright a contatto e schiaccia per il 38-10. Gli Azzurri si ancorano alla mischia ordinata, con un Riccioni ancora dominante, ma non riescono a concretizzare mentre al 52' è ancora Canham a marcare dopo un calcio di punizione giocato alla mano. Al 64' va a segno Billy Pollard sugli sviluppi di una maul avanzante per il 50-10. Al 66' viene espulso Marco Riccioni, che interviene dopo uno scontro tra Fischetti ed Amatosero e viene punito per un colpo al seconda linea australiano. Negli ultimi 10 minuti l'Italia riesce a costruire due sequenze interessanti che la riportano in attacco, poi avanza con la maul e va oltre con Dimcheff che però perde l'ovale poco prima di schiacciare. Nel finale è la meta di Donaldson ad allungare ulteriormente per il 57-10 con cui si chiude il match.Perth, HBF Stadium – sabato 18 luglioNations Championship, III giornataAustralia v Italia 57-10Marcatori: 4’ m. Canham (5-0); 8’ m. Wright tr. Lonergan (12-0); 11’ m. Paenga-Amosa tr. Lonergan (19-0); 19’ m. Lamaro (19-5); 27’ m. Canham (24-5); 31’ m. Paenga-Amosa tr. Lonergan (31-5); 40’ m. Ikitau tr. Lonergan (38-5); s.t. 1’ m. Ioane (38-10); 12’ m. Canham tr. Lonergan (45-10); 23’ m. Pollard (50-10); 40’ m. Donaldson tr. Donaldson (57-10)Australia: Wright; Jorgensen, Aukuso Suaalii, Ikitau (26’ st. Daugunu), Potter; Meredith (25’ st. Donaldson), Lonergan (18’ st. McDermott); Wilson (cap), Tizzano (22’ st. McReight), Valetini; Williams (17’ st. Amatosero), Canham; Alaalatoa (12’ st. Nonggorr), Paenga-Amosa (17’ st. Pollard), Bell (12’-30’ st. Slipper)all. SchmidtItalia: Pani (25’ st. Marin); Lynagh, Brex, Odogwu, Ioane; Garbisi P. (13’ st. Da Re), Garbisi A. (13’-25, 32’ st. Fusco); Vintcent, Lamaro (cap, 5’-17’ st. Ortombina), Favretto; Ruzza (18’ st. Zambonin), Marini; Riccioni (14’ st. Neculai), Lucches (13’ st. Dimcheff)i, Hasa (6’ st. Fischetti)all. Fernandez/Santamaria/Parisse/Hodgesarb. Ridley (Inghilterra)Cartellini: 26’ st. rosso Riccioni (Italia)Calciatori: Lonergan (Australia) 4/6; Garbisi (Italia) 0/2; Meredit (Australia) 0/1; Donaldson (Australia) 1/1Note: 19.268 spettatori, campo in buone condizioni.Player of the match: Canham (Australia)Punti conquistati in classifica: Australia 5; Italia 0
Italia | 17/07/2026
Italia, Marin: “Il primo tempo con gli All Blacks ci dà fiducia, ma dobbiamo migliorare tanto”
L’Italia arriva a Perth per l’ultima sfida della sessione estiva del Nations Championship: gli Azzurri sfideranno l’Australia in un match chiave, sia perché entrambe le squadre hanno perso le prime due partite e sono in cerca di riscatto, sia perché la squadra di Joe Schmidt è in cerca di rivincita dopo la sconfitta di Udine dello scorso novembre. “Anche se dal punto dei risultati finora non è andata benissimo il primo tempo con gli All Blacks ci da tanta fiducia verso la prossima partita. Sappiamo che il passo avanti che abbiamo fatto ancora non basta, ma sappiamo anche che possiamo ancora crescere in questa settimana” ha raccontato Leonardo Marin, centro e utility back dell’Italia e del Benetton. Leo, che Australia ti aspetti di trovare a Perth? “Mi aspetto una squadra che punterà tanto sulle sue individualità, perché hanno giocatori davvero forti sia fra gli avanti sia fra i trequarti. L’Australia muove tanto il pallone al largo, quindi sarà un match impegnativo anche dal punto di vista atletico perché bisognerà correre tanto. Dal canto nostro, anche noi vogliamo giocare molto il pallone e provare ad evidenziare i loro punti deboli. Sono fortissimi ma non sono sempre costanti, e dobbiamo approfittarne. Entrambi arriviamo da due sconfitte in questo tour e di conseguenza ci saranno tante motivazioni da una parte e dall’altra. Rispetto alla partita di Udine chiaramente la situazione è un po’ diversa, perché adesso giochiamo in casa loro e siamo noi a venire da una stagione lunga, ma sappiamo di avere le carte in regola per giocarcela”. Quali sensazioni vi ha lasciato la partita con gli All Blacks? Cosa è successo in quei 15’ del secondo tempo che hanno deciso il match? “Abbiamo fatto fatica a gestire l’accelerazione dei neozelandesi all’inizio del secondo tempo: questo ha aumentato il numero di errori in difesa e alla fine non siamo più riusciti a star loro dietro e a rientrare nel nostro piano di gioco. Peccato perché dopo quel primo tempo volevamo continuare a restare attaccati alla partita, ma come detto è comunque una prestazione che ci dà fiducia in vista dell’Australia”. Dopo tanti anni hai trovato la tua dimensione nel ruolo di centro, pur giocando anche in altri ruoli. Come ti senti? “Mi sento molto bene, penso di aver trovato la mia dimensione e ogni partita va sempre meglio. Penso solo a lavorare per crescere di settimana in settimana, e so che lavorando bene il resto poi verrà di conseguenza, e sono sempre a disposizione quando si tratta di coprire qualsiasi ruolo, com’è accaduto anche sabato scorso (ha giocato prima ala e poi estremo, ndr)”. Sei sempre stato un utility back fin dai tempi di Mogliano o questo ruolo è arrivato col tempo? “In questo senso il lavoro a Mogliano è stato molto utile perché crescendo, com’è giusto che facciano tutti secondo me, ho fatto praticamente tutti i ruoli. È una cosa che ti fa crescere, ti aiuta a vedere il rugby da punti di vista diversi e secondo me è fondamentale per la crescita dei ragazzi. Poi sì, nel mio caso anche quando ero molto giovane il mio essere un utility veniva già accentuato, quindi se gli altri ragazzi ‘giravano’ un po’ tutti i ruoli io lo facevo ancora di più: inizialmente ho fatto l’estremo e il centro, poi in under 16 ho iniziato a giocare anche apertura. In Accademia mi sono allenato principalmente da numero 10 ma giocavo anche estremo e centro, e stessa cosa a Treviso dove ho fatto l’apertura all’inizio per poi spostarmi anche in altri ruoli, prima del mio passaggio definitivo a centro”. A Mogliano hai condiviso il percorso con tanti giovani che poi sono arrivati ad alti livelli. Che ricordi hai? “Bellissimi. Mogliano è stato l’inizio di tutto, era davvero casa mia. E poi eravamo una squadra forte, abbiamo vinto tanto, ho dei ricordi meravigliosi e da quell’esperienza mi porto dietro tante persone che ancora oggi mi sono amiche. Ho nel cuore tutte le persone che ho conosciuto lì. Per quanto riguarda i giocatori, sono praticamente cresciuto insieme a Giulio Marini e sono felicissimo del suo esordio sabato scorso. Poi c’era Alessandro Garbisi con cui ho vissuto tanti momenti belli in campo: non ho giocato col fratello Paolo perché era più grande, ma l’ho frequentato comunque tanto fuori dal campo, è una persona a cui tengo molto. E poi anche se non è nel giro della Nazionale ci tengo a ricordare il rapporto che ho con Filippo Drago, e sicuramente mi dimenticherò qualcuno”.
Italia | 16/07/2026

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