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Linee di meta: Davide Sette e Alessio Scaramazza – Rugby Experience L’Aquila

Uno ha iniziato quasi per caso, spinto da chi vedeva nel suo fisico un motivo più che valido per portarlo su un campo da rugby. L’altro ci è arrivato grazie al padre, e alla Rugby Experience L’Aquila ha trovato subito un posto in cui sentirsi a casa. Davide Sette e Alessio Scaramazza, rispettivamente terza linea e centro/ala degli Azzurrini, sono cresciuti insieme, dalle giovanili aquilane all’Accademia fino alla Nazionale under 20, e oggi condividono anche il Mondiale di categoria in Georgia. I primi passi nel rugby Per Davide Sette tutto è cominciato prima ancora della scuola elementare: “C’era questo mio amico il cui padre diceva continuamente a mia madre che, vista la mia stazza, avrei dovuto iniziare a giocare a rugby. Dopo vari tentativi mia madre mi portò alla Polisportiva L’Aquila Rugby: lì feci il mio primo allenamento ed è stato subito bellissimo, un amore a prima vista. Mi innamorai immediatamente di questo sport”. Dopo i primi anni alla Polisportiva, il passaggio alla Rugby Experience L’Aquila ha segnato l’inizio del percorso più importante: “Ho fatto tre anni alla Polisportiva L’Aquila Rugby e poi sono passato alla Rugby Experience, dove c’è stata la mia vera crescita rugbistica. Ho fatto l’Under 10, l’Under 12 e poi tutto il percorso fino all’Under 18. Sono stati anni bellissimi”. Anche per Scaramazza l’inizio è stato legato alla famiglia: “Ho iniziato grazie a mio padre, che mi ha fatto scoprire il rugby, e sono entrato subito alla Rugby Experience, la società in cui ho giocato fino ad oggi. Mi sono sentito subito a casa, perché si era creato un bel gruppo, una bella famiglia”. Il percorso e le persone più importanti La finale scudetto Under 18 di due anni fa resta uno dei ricordi più forti per Sette: “Quello è stato forse l’anno più bello. Siamo arrivati fino alla finale scudetto con l’annata 2005-2006-2007, ed eravamo veramente una famiglia, non solo una squadra. Eravamo legatissimi, tra compagni e allenatori, e abbiamo vissuto esperienze bellissime. Poi sono arrivate l’Accademia Federale di Roma e l’Accademia Ivan Francescato. A Roma ho iniziato a capire come funziona il rugby vero, quello professionistico. Quest’anno sono arrivato all’Accademia Ivan Francescato, con l’Under 20, lavorando con Andrea Di Giandomenico e Michele Rizzo. Mi stanno dando moltissime conoscenze, mi stanno facendo crescere e sto imparando tanto”. Nel percorso azzurro c’è anche la Nazionale Under 18, con un ricordo speciale legato alla sua città: “Ho avuto l’onore di essere capitano al Sei Nazioni di Vichy e anche nelle partite giocate in Italia, tra cui quella all’Aquila contro il Galles. Giocare allo stadio Tommaso Fattori, davanti a tanta gente, agli amici, alla mia famiglia e soprattutto ai miei nonni, è stato uno dei momenti più emozionanti. Vederli orgogliosi di me è qualcosa che non dimenticherò. Anche perché ho sempre avuto un grandissimo appoggio da parte di mia madre, di mio padre e dei miei nonni. Tutto questo lo devo soprattutto a loro, anche per l’impegno che hanno messo nel permettermi di allenarmi e arrivare fino a qui”. Nell’identificare una persona in particolare che a L’Aquila è stata fondamentale, Sette ricorda Marco Molina: “Ogni allenatore mi ha dato qualcosa, ma devo tanto soprattutto a Marco Molina, che ci ha allenato all’inizio ma che poi ci ha sempre seguiti come dirigente. Ci ha sempre accompagnati nelle trasferte, comprese le finali scudetto, è sempre stato vicino al gruppo ed è stata una figura di supporto fondamentale. Mi ha trasmesso la voglia e la costanza che servono per continuare in questo sport, quella forza che ancora oggi mi serve per andare avanti”. Il percorso di Scaramazza è passato invece anche da un momento particolare: “All’inizio mi sono trovato sempre meglio, anche se in un primo periodo non ero convinto di continuare. Pensavo di non essere portato per questo sport, che magari non facesse per me. In quel momento ci sono state diverse persone importanti che mi hanno spinto a proseguire: prima di tutto i miei amici e i miei compagni, sono stati i primi a chiedermi di continuare, di riprovarci e di non lasciare così il rugby, e lo hanno fatto anche i miei allenatori. E tra gli allenatori c’è una delle persone più importanti per il mio percorso: Marco Rotilio, il mio primo coach. È stato lui a farmi appassionare a questo sport. Oltre che un grande allenatore è stato una grande persona: è riuscito a unire un gruppo di ragazzi di 7-8 anni e a farli appassionare al rugby senza creare competizione interna, pensando soltanto a farci divertire”. L’amicizia Sette e Scaramazza si sono conosciuti a L’Aquila, quando il primo è arrivato nel club e il secondo stava iniziando il suo percorso. Da lì hanno condiviso quasi tutto. “Con Alessio siamo come fratelli” racconta Sette: “Ci siamo incontrati quando sono arrivato alla Rugby Experience L’Aquila e da lì abbiamo condiviso di tutto. Adesso siamo arrivati insieme al Mondiale ed è bello poter stare qui con un amico di una vita. Ci siamo sempre aiutati a vicenda, nei viaggi e in tutto il resto. Il rapporto è molto stretto, abbiamo condiviso veramente tutto”. Scaramazza usa parole molto simili: “Con Davide ho sempre avuto un grandissimo rapporto. Quando ho iniziato io è arrivato anche lui e siamo diventati subito grandi amici. Poi abbiamo condiviso anche il percorso dell’Accademia e della Nazionale. Vedo più lui che i miei genitori (ride, ndr) quindi direi che è una persona molto importante”. Il lavoro della Rugby Experience con i giovani La Rugby Experience L’Aquila, per entrambi, è stata soprattutto un luogo di crescita. Scaramazza ne sottolinea il lavoro fatto fin dal minirugby: “Credo che l’importanza del lavoro del club parta dalle basi. Parte dal minirugby, senza mettere pressione ai ragazzi ma facendoli divertire. Il messaggio era: ‘venite al campo e pensate soltanto a divertirvi’. Da lì, con un clima sereno e di amicizia, è nato quello che siamo stati negli ultimi anni”. Per Sette salutare quel mondo non è stato semplice: “Lasciare L’Aquila, soprattutto quest’anno che era l’ultimo, e salutare tutti gli allenatori è stato un momento difficile. È lì che sono cresciuto davvero come giocatore, ed è un posto che mi ha dato tanto”.

dalla base | 15/07/2026

Junior World Championship: una grande Italia domina la Georgia e vince 43-19

Serviva una grande reazione dopo un primo girone tra alti e bassi, ed è arrivata: l'Italia under 20 batte nettamente la Georgia padrona di casa 43-19 nella semifinale del torneo 9°-12° posto del Junior World Championship. Gli Azzurrini, a segno con 7 mete (6 trasformate) più un piazzato di Andretti, andranno a giocarsi il nono posto nella finale di sabato alle ore 18.30. Il successo dei ragazzi di Andrea Di Giandomenico è maturato fin da subito, con uno strepitoso parziale di 19-0 fissato nei primi 10 minuti di gioco. Da lì gli Azzurrini hanno gestito la reazione georgiana e dominato il match. La cronaca di Georgia-Italia U20 L'Italia parte fortissimo: Celi attacca lo spazio e trova l'offload per Casarin, che batte due avversari resistendo anche all'intervento di Tabatadze che prova a tenerlo per una gamba, arriva in sostegno Wilson che con una bella accelerazione va a marcare la meta del vantaggio, 5-0. La squadra di Andrea Di Giandomenico insiste, con Casarin che innesca la velocità di Andretti con un bel calcio nell'angolo ed è provvidenziale l'anticipo di Zviadadze, che però concede agli Azzurrini una touche ai 5 metri. Pallone vinto bene su salvanti, la maul è subito avanzante ed è Opoku a marcare per il 12-0 con trasformazione di Andretti. L'Italia si fa sentire subito anche in chiusa, con la prima linea azzurra che conquista un calcio di punizione alla prima mischia ordinata del match. Dalla penaltouche arriva la terza meta: prima carica avanzante di Opoku, poi Casarin serve Rossi che accelera lungolinea e poi gioca un'ottimo due contro uno all'interno per l'accorrente Celi, che schiaccia per il 19-0. Nel momento peggiore la Georgia risponde con due guizzi: prima il centro Barbakadze fa strada nei 22 azzurri, poi il mediano di mischia Dzodzuashvili sorprende la difesa italiana attaccando dalla base del raggruppamento e marcando la prima meta dei Lelos. Dall'altra parte è ancora Opoku a mettere l'Italia in avanzamento, poi insistono Casarin e Pelli e a quel punto si apre lo spazio a sinistra con Fasti che allarga bene su De Novellis, bravo ad accelerare e a tuffarsi in bandierina per il 26-7 con la difficile trasformazione di Andretti. La Georgia prova ad affidarsi al drive per rientrare in partita. La prima maul in attacco conquista un calcio di punizione, ma sulla penaltouche successiva il lancio di Archvadze è fuori misura e l'Italia libera bene con Andretti. Al 22' l'Italia va ancora a segno: touche vinta bene su Bianchi, pallone mosso velocemente da tutti i trequarti con Celi che trova uno splendido break a metà campo, resiste al ritorno di Khalvashi e Tabatadze e marca per il 33-7 con un'altra splendida trasformazione di Andretti. La squadra di Andrea di Giandomenico è in totale controllo del match: è ancora uno scatenato Celi a dare il via all'azione, con De Novellis che attacca lo spazio sul lato sinistro e Wilson che arriva in sostegno, batte nettamente Turashvili a contatto, resiste al placcaggio di Shioshvili e marca la sesta meta. Nel finale di primo tempo è Razmadze a marcare al 35' dopo una lunga serie di cariche, ma sono ancora gli Azzurrini a segnare prima dell'intervallo con il piazzato di Andretti: si va negli spogliatoi sul 43-14. Nella ripresa la Georgia parte forte e si affida ancora una volta al drive per tentare di riaggiustare il punteggio: arrivano diversi calci di punizione, e alla fine è Opoku a pagare con un giallo dopo aver causato il crollo di una maul. I Lelos insistono ma non passano, perché quando Shioshvili si stacca dalla maul per marcare Andretti è strepitoso nello strappargli il pallone dalle mani. Al 50' è Tabatadze ad andare vicino alla meta, ma è un grande turnover di Casarin a disinnescare l'azione. Al 63' la Georgia trova la meta con la carica di Agniashvili dopo una lunga azione degli avanti, con Wilson che viene ammonito per falli ripetuti. Il match scorre senza particolari sussulti, con gli Azzurrini che gestiscono l'inferiorità numerica e i Lelos che non riescono più a muovere il tabellone. Nel finale è ancora l'Italia a spingere, con Devdariani ammonito per un fallo a pochi metri dalla propria linea di meta: Varotto sfiora l'ottava meta e viene fermato a pochi centimetri dalla linea. Il punteggio non cambia più, finisce 43-19 per l'Italia che andrà a giocarsi il 9° posto sabato alle 18.30. Kutaisi, AIA Arena, 13 luglio 2026World Rugby Junior World Championship - IV turnoGeorgia U20 v Italia U20 19-43 (14-43)Marcatori: p.t 2’ m. Wilson (0-5); 5’ m. Opoku-Gyamfi tr. Andretti (0-12); 10’ m. Celi tr. Andretti (0-19); 14’m. Dzodzuashvili tr. Khalvashi (7-19); 16’ m. De Novellis tr. Andretti (7-26); 22’m. Celi tr. Andretti (7-33); 25’ m Wilson tr. Andretti (7-40); 36’ Razmadze tr. Khalvashi  (14-40); 41’cp. Andretti (14-43) s.t. 23’ m. Agniashvili (19-43)Georgia U20: Khalvashi; Tabatadze, Akhvlediani, Barbakadze, Zviadadze (27’st Devdariani); Makharadze (1’st Khonelidze), Dzodzuashvili; Shioshvili (36’st Ardzenadze), Narsia (Cap), Kolbaia (34’ pt.Zazadze); Baramia, Meparishvili (25’st Chkhortolia), Razmadze (16’st Nozadze), Archvadze (8’st Agniashvili), Turashvili (24’st Iaseshvili)all. Viktor KolelishviliItalia U20: Celi; De Novellis, Falchetto, Casarin (Cap), Rossi; Fasti, Andretti (31’st Varotto); Wilson, Sette, Miranda (24’st Bianchi); Opoku-Gyamfi (25’st Spreafichi; 32’st Vitale), Salvanti (21’st Fardin); Meroi (16’st Trevisan), Pelli (24’st Dinarte), Mastropasqua (24’st Brasini)all. Andrea Di Giandomenicoarb:Luke Rogan (USAR)AA: Ru Campbell (SRU); Morgan White (HKCR)TMO: Francisco Gonzalez (URU)Cartellini: 7’ st giallo ad Opoku-Gyamfi (Italia U20); 23’ st giallo a Wilson (Italia U20); 40’st giallo a Devdariani (Georgia U20)Calciatori: Andretti (6/7); Khalvashi (2/3)

Italia U20 | 13/07/2026

Junior World Championship: la presentazione di Georgia-Italia

Georgia e Italia si incontrano ancora una volta al Junior World Championship: una sfida che si è sempre disputata da quando nel 2023 il Mondiale under 20 è tornato a pieno regime, e che – se consideriamo anche le Summer Series 2022 disputate in Italia e che sostituirono il torneo mondiale – allora si gioca consecutivamente dal 2019, considerando l’interruzione del 2020 e 2021. Quella tra Lelos e Azzurri è un match sempre combattuto, e lo sarà anche questa volta considerando che questa volta si gioca in casa della Georgia: chi vince giocherà la finale per il 9° posto, chi perde dovrà accontentarsi di quella per l’11° posto. Si gioca lunedì 13 luglio alle 16 all’AIA Arena di Kutaisi. Come arriva la Georgia Georgia e Italia hanno avuto un cammino per certi versi simile: entrambe infatti sono state beffate nella prima giornata. Così come l’Italia fu battuta 38-32 dalla Scozia, i Lelos hanno sconfitto una sconfitta ancora più beffarda, superati 25-24 dal Galles senza riuscire a sfruttare la doppia superiorità numerica nel finale dopo il giallo a Cook e il rosso a Bowen. Nella seconda partita la Georgia ha poi perso nettamente 33-5 col Sudafrica, per poi chiudere la pratica terzo posto nel girone superando agevolmente l’Uruguay 56-3. La Georgia, come detto, affronta consecutivamente l’Italia dal 2019 se si escludono i due anni di stop all’attività mondiale under 20 causati dalla pandemia: nel 2019 e nel 2022 vinse l’Italia, nel 2023 e nel 2024 vinse la Georgia, nel 2025 finì in parità con gli Azzurrini che però riuscirono a stare davanti nel girone di qualificazione. Come arriva l’Italia Anche l’Italia ha vissuto un girone di alti e bassi: dopo la sconfitta contro la Scozia per 38-32 nella partita che ha reso in salita il loro cammino, gli Azzurrini hanno superato nettamente il Giappone 42-15 ma nell’ultima giornata non sono riusciti a reggere l’impatto con la Nuova Zelanda. Di fronte ai Baby Blacks l’Italia ha iniziato rispondendo colpo su colpo, poi un paio di mete concesse per errori difensivi ha aperto la strada ai neozelandesi per 45-15 finale. L’Italia di Andrea Di Giandomenico in ogni partita ha fatto vedere delle cose positive e dimostrato grandi potenzialità, ma per fare il passo successivo dovrà riuscire a farlo per 80 minuti, e quella con la Georgia in questo senso è una sfida impegnativa ma nella quale gli Azzurrini possono fare questo salto importante. L’Italia deve fare a meno dell’infortunato Luisato, al suo posto ritorna Luca Rossi: un po’ di cambi anche nel pacchetto di mischia, con Matropasqua e Meroi piloni titolari e Salvanti in seconda linea. Tutte le informazioni per seguire Georgia-Italia Georgia-Italia, sfida valida per la semifinale del torneo 9°-12° posto del Junior World Championship, si giocherà lunedì 13 luglio alle 16 e sarà visibile in diretta streaming su RugbyPass TV. L’arbitro del match sarà lo statunitense Luke Rogan, coadiuvato da Ruairidh Campbell (Scozia) e Morgan White (Hong Kong). Al TMO l’uruguaiano Francisco Gonzalez. Le formazioni di Georgia-Italia Georgia U20: 15 Nikolozi Khalvashi, 14 Luka Tabatadze, 13 Data Akhvlediani, 12 Daviti Barbakadze, 11 Avtandili Zviadadze, 10 Mate Makharadze, 9 Temuri Dzodzuashvili, 8 Mikheili Shioshvili, 7 Luka Narsia (C), 6 Irakli Kolbaia, 5 Davit Baramia, 4 Giorgi Meparishvili, 3 Gabriel Razmadze, 2 David Archvadze, 1 Giorgi Turashvili A disposizione: 16 Giorgi Agniashvili, 17 Luka Iaseshvili, 18 Saba Nozadze, 19 Nikolozi Chkhortolia, 20 Giorgi Ardzenadze, 21 Giorgi Zazadze, 22 Giorgi Khonelidze, 23 Demetre Devdariani Italia U20: 15. Pietro Celi, 14. Luca De Novellis, 13. Giacomo Falchetto, 12. Riccardo Casarin (C), 11. Luca Rossi, 10. Roberto Fasti, 9. Mattia Andretti, 8. Jaheim Noel Wilson, 7. Davide Sette, 6. Antony Italo Miranda, 5. Enoch Opoku-Gyamfi, 4. Fabio Salvanti, 3. Erik Meroi, 2. Valerio Pelli, 1. Emiliano Mastropasqua A disposizione: 16. Ettore Dinarte, 17. Christian Brasini, 18. Luca Trevisan, 19. Simone Fardin, 20. Marco Spreafichi, 21. Carlo Antonio Bianchi, 22. Nikolaj Varotto, 23. Edoardo Vitale

Italia U20 | 13/07/2026

Nations Championship: la Nuova Zelanda batte l’Italia 47-17

Una partita a due facce per l'Italia, che gioca un grandissimo primo tempo (chiuso 14-10) ma paga un inizio di ripresa di grande difficoltà con 4 mete subite tra il 41' e il 54' che rendono il passivo più pesante di quanto gli Azzurri avrebbero meritato: finisce 47-17 per gli All Blacks nella seconda giornata del Nations Championship contro un'Italia che comunque dà diversi segnali importanti e che era riuscita a giocare sia il primo tempo sia la seconda parte di ripresa alla pari con i neozelandesi. La cronaca di Nuova Zelanda-Italia L'Italia inizia il match difendendo bene sulla linea dei 10 metri, poi sul primo pallone recuperato riparte: Garbisi finta il calcio e poi allarga su Menoncello che attacca lo spazio, rompe il placcaggio di Proctor ed evita quello di Savea, trova Faissal che al momento giusto gli ridà il pallone e a quel punto il centro azzurro vola in meta per il 7-0 con trasformazione di Allan. La risposta degli All Blacks è immediata, con Carter che trova un buon break sul lato sinistro, poi però McKenzie viene portato fuori da un ottimo Faissal. C'era però un vantaggio per fuorigioco e la Nuova Zelanda trova la penaltouche ai 5 metri: De Groot arriva corto ma sulla carica successiva Darry riesce ad andare oltre. Love trasforma per il pareggio. Gli All Blacks insistono ma è l'Italia ad avere una seconda occasione: Faissal vince la battaglia aerea su un bel calcio dalla base di Varney, Azzurri avanzanti ma poi il passaggio di Allan sulla stessa ala azzurra è considerato in avanti e l'azione sfuma. Sulla mischia successiva l'Italia conquista un calcio libero e gioca subito alla mano: sull'azione successiva arriva un calcio di punizione vero e proprio per un fallo nel breakdown e gli Azzurri vanno in rimessa e poi giocano subito su Menoncello che carica a testa bassa ma viene tenuto alto in area di meta. La squadra di Quesada continua ad insistere e al 19' ritorna in vantaggio col piazzato di Allan. Dopo 20 minuti di altissima intensità il ritmo del match cala leggermente, e in una fase caratterizzata da tante imprecisioni e interruzioni gli All Blacks trovano la fiammata del vantaggio: calcetto di Barrett per la corsa di Carter che anticipa Allan e a quel punto gioca il due contro uno su Jordan che va a marcare per il 14-10. L'Italia risponde con una grandissima mischia, con Fischetti in particolare a mettere in difficoltà Lomax, ed esce da un momento di grande pressione. Nel finale però gli All Blacks ritornano in attacco con Proctor che rompe due placcaggi e mette i compagni sul piede avanzante, ma gli Azzurri difendono benissimo con Lynagh a prendere Jordan, costretto a un offload forzato e raccolto da Zambonin. Il primo tempo si chiude sul 14-10. Nell'intervallo l'Italia deve rinunciare a Faissal per un problema alla spalla insorto dopo un placcaggio su Jacboson: dentro Leonardo Marin. Gli All Blacks colpiscono alla prima occasione: Jordan batte Menoncello e serve il neoentrato Morby, che trova lo spazio all'ingresso dei 22 con Roigard che arriva in sostegno e va a schiacciare per il 21-10. Gli Azzurri perdono anche Lorenzo Cannone per infortunio, dentro Favretto. La squadra di Quesada torna a spingere con Vintcent che rompe due placcaggi nella stessa azione, poi Marin attacca lo spazio e trova un grande offload per Zambonin. L'Italia gioca 15 fasi in avanzamento ma si ferma a un passo dalla linea di meta. Dall'altra parte dopo un calcio di Brex intercettato gli All Blacks ripartono subito: Morby si invola verso la bandierina e viene fermato da un intervento miracoloso di Marin, ma sul prosieguo dell'azione De Groot schiaccia per il 26-10. Al 51' è ancora Morby ad ispirare la meta di Will Jordan con un gran break sul lato sinistro: pallone servito all'interno per l'ala neozelandese che firma il 31-10. Dopo la meta Niccolò Cannone viene ammonito per un intervento irregolare in ruck (il cartellino diventerà poi rosso dopo la revisione del bunker) e sull'azione successiva la Nuova Zelanda ne approfitta subito e va a segno ancora con Will Jordan dopo un gran pallone di Love al largo. Nel momento più complicato l'Italia risponde: Lamaro arriva su un pallone vagante e serve Brex, bravo a resistere al placcaggio di Roigard e a servire Marin per la seconda meta azzurra. Garbisi trasforma per il 40-17. Gli Azzurri perdono anche Allan, che esce in barella. Al 65' Spagnolo salva su Sititi, poi l'Italia la parità numerica e torna in attacco: touche vinta su Ruzza ma la combinazione con Vintcent non riesce. Nel finale gli Azzurri spingono alla ricerca della terza meta, ma a tempo scaduto è Vaa'i a firmare il 47-17 finale.Wellington, Hnry Stadium – sabato 11 luglioNations Championship, II giornataNuova Zelanda v Italia 47-17Marcatori: p.t. 2’ m. Menoncello tr. Allan (0-7); 7’ m. Darry tr. Love (7-7); 20’ cp. Allan (7-10); 30’ m. Jordan tr. Love (14-10); s.t. 1’ m. Roigard tr. Love (21-10); 8’ m. De Groot (26-10); 10’ m. Jordan tr. Love (33-10); 13’ m. Jordan tr. Love (40-10); 16’ m. Marin tr. Garbisi P. (40-17); 41’ m. Vaa’i tr. Love (47-17)Nuova Zelanda: McKenzie; Jordan, Proctor, Barrett (17’ st. Lienert-Brown), Carter (31’ pt. Moorby); Love, Roigard (17’ st. Ratima); Savea (cap, 25’ st. Lord), Jacobson (40’ pt. Segner), Sititi; Vaa’i, Darry; Lomax (9’ st. Tosi), Taylor (9’ st. Taukei’aho), de Groot (9’ st. Bower)all. RennieItalia:  Allan (17’ st. Garbisi A.); Faissal (1’ st. Marin), Brex, Menoncello, Lynagh; Garbisi P., Varney; Cannone L. (3’ st. Favretto), Lamaro (cap, 17’ st. Marini), Vintcent (8-17’ st. Marini); Zambonin (23’ st. Ruzza), Cannone N. (31’ st. Lamaro); Riccioni (23’ st. Hasa), Di Bartolomeo (14’ st. Lucchesi), Fischetti (14’ st. Spagnolo)all. QuesadaArb. Ramos (FFR)Calciatori: Allan (Italia) 2/2; Love (Nuova Zelanda) 6/7; Garbisi (Italia) 1/1Cartellini: 11’ st. rosso CannoneNote: 33.087 spettatori. debutto in Nazionale per Giulio Marini, Azzurro n. 756. In tribuna il Presidente della FIR, Andrea Duodo. Punti conquistati in classifica: Nuova Zelanda 5; Italia 0Player of the match: Jordan (Nuova Zelanda)

Italia | 11/07/2026

Linee di meta: Riccardo Casarin ed Emiliano Mastropasqua – Amatori Union Rugby Milano

Uno ha scoperto il rugby quasi per caso, durante un evento in un parco, dopo averlo visto da lontano attraverso lo zio. L’altro ha iniziato a Sesto San Giovanni, dopo aver provato tanti sport diversi, e poi ha trovato nell’Amatori Union il posto in cui crescere. Riccardo Casarin (capitano e centro dell’Italia under 20) ed Emiliano Mastropasqua (pilone dell’Italia under 20) hanno condiviso gran parte del percorso nelle giovanili milanesi, poi l’Accademia e infine la Nazionale under 20. Un’amicizia nata in campo e diventata negli anni un rapporto sempre più importante anche fuori. I primi passi nel rugby Per Casarin il rugby è arrivato attraverso due strade diverse: "L’ho scoperto in due modi. Mio zio ha sempre giocato a rugby, ma non l’avevo mai provato perché il campo era lontano da casa. Poi un giorno stavo facendo un giro in bici e c’era un evento per promuovere il rugby, si chiamava “Rugby nei Parchi”. Ho provato, mi è piaciuto subito e poco dopo l’Amatori Junior Milano ha iniziato a fare gli allenamenti in un campo ad Affori. Ho cominciato lì, poi ho fatto tutto il minirugby con l’Amatori Junior. Successivamente, dall’Under 12, ci siamo uniti alla Union, un’altra squadra di Milano, ed è nata l’Amatori Union. Da lì ho fatto tutto il percorso, dall’Under 12 fino ai Seniores". Mastropasqua ha iniziato invece al GS Rugby Sesto, vicino a casa: "Sono di Sesto San Giovanni, vicino Milano, e ho cominciato a giocare lì. Da piccolo avevo provato tanti sport: nuoto, calcio e altri ancora, ma quando ho provato il rugby ho visto subito qualcosa di diverso. Dal secondo anno di Under 10 mi sono spostato all’Amatori Union insieme ad altri due o tre compagni". Il percorso Nel percorso di Casarin una figura centrale è stata Simone Merlo, allenatore avuto in Under 14: "È stato un allenatore molto rigido, però grazie a lui ho capito l’importanza della disciplina, del sacrificio e di tutti quegli aspetti che contano sia in campo che fuori. Con lui ci siamo tolti anche tante soddisfazioni come squadra. Ci ha fatto appassionare a questo sport, ci ha insegnato ad allenarci e a lasciare tutto in campo, e secondo me quella è stata anche la forza del gruppo che poi in Under 17 è arrivato quarto in Italia. Grazie a lui abbiamo creato legami che portiamo avanti ancora oggi, dentro e fuori dal campo. C’è un episodio che ricordo in particolare: a inizio anno Simone ci faceva scrivere un foglietto, quasi un contratto, in cui ci impegnavamo a evitare bevande gassate e zuccherate, a non andare al fast food, a non mangiare cibo spazzatura, a dormire tanto e a mantenere una dieta bilanciata. Sembrano cose banali per un ragazzo di 14 anni, però alla lunga ti aiutano, sono degli insegnamenti per vivere in maniera sana a prescindere dal rugby. E poi quando il rugby comincia a diventare più serio, più professionale, sono abitudini che ti porti dietro e che ti permettono di crescere. A me è servito tanto". Mastropasqua racconta invece di Federico Riva, allenatore avuto per diversi anni e poi anche compagno di squadra: "Ce ne sono state diverse di persone importanti, però quella con cui mi sono sempre ritrovato di più è Federico Riva. È stato il mio allenatore per diversi anni, fino alla stagione precedente a questa, poi nell’ultima stagione abbiamo anche giocato insieme in prima squadra. È stato bellissimo ritrovarmi in campo fianco a fianco con una persona che era stata il mio allenatore per così tanto tempo. Lui mi ha sempre sostenuto, mi ha insegnato tante cose sul campo e mi ha dato una mano non solo da allenatore, ma anche da amico. Il suo insegnamento è passato soprattutto dal modo di vivere il gruppo, mi ha insegnato a divertirmi e a godermi non solo il piacere del gioco, ma anche l’unità del gruppo, il rapporto con i compagni”. L’amicizia Casarin e Mastropasqua si sono conosciuti in Under 12, pur avendo un anno di differenza. “Era di un anno più piccolo ma solo anagraficamente (ride, ndr) – racconta Casarin – perché fisicamente era già molto grande. Anche questo è stato un aspetto su cui abbiamo legato. Io ero più piccolo fisicamente e ogni volta andare contro di lui, giocarmi il placcaggio anche in allenamento, è stato un motivo di crescita per entrambi. Da lì abbiamo costruito un legame. Ci conosciamo da quasi dieci anni e vedersi ogni giorno per tutto questo tempo è bellissimo. Poi con lui ho passato anche un anno in Accademia e si crea un rapporto a 360 gradi: se c’è qualcosa che non va gli scrivo, se c’è qualcosa che non va a lui mi scrive. È un bellissimo rapporto nato grazie a questo sport". Il percorso comune è arrivato fino alla maglia azzurra: "È un grande orgoglio per entrambi. Pensare al primo allenamento fatto insieme, quando eravamo semplicemente Emiliano e Riccardo che si presentavano, e poi ritrovarci magari uno accanto all’altro durante l’inno, è una cosa bellissima" conclude il capitano degli Azzurrini. Anche Mastropasqua racconta un rapporto nato presto e diventato sempre più forte: "Ho conosciuto Riccardo nel mio primo anno di Under 12, il primo anno in cui ho giocato con quelli più grandi all’Amatori. Ormai siamo davvero tanto amici, quasi fratelli. Il gruppo dell’Amatori, anche nelle giovanili, è sempre stato molto affiatato e io e lui abbiamo sempre condiviso la passione per questo sport e la voglia di dare il massimo in campo. Per questo abbiamo un’amicizia molto stretta. Ritrovarsi insieme in Nazionale è veramente una grande emozione. Essendo Riccardo di un anno più grande, per me è sempre stato un punto di riferimento per la voglia e per l’attitudine che metteva in campo". Il lavoro dell’Amatori con i giovani Per Casarin, il percorso fatto all’Amatori è stato decisivo anche per le persone incontrate negli anni: "Senza l’Amatori, senza le persone che ci hanno allenato, nel mio caso non solo Simone Merlo ma anche i ragazzi più grandi con cui abbiamo giocato in Seniores negli ultimi due anni, io ed Emi non saremmo arrivati qui. I rapporti costruiti, la loro esperienza e anche solo il divertimento che ci hanno trasmesso sono stati un motivo di crescita. Tutte le esperienze fatte grazie a loro ci hanno portato dove siamo adesso". Mastropasqua lega il lavoro dell’Amatori soprattutto ai valori trasmessi al gruppo: "Al di là dell’aspetto tecnico, che è sicuramente importante, i valori principali di quella società sono quelli che poi ritrovi anche in campo: il sostegno, l’appartenenza al gruppo, la collaborazione e il legame forte tra i giocatori della squadra. Sono cose che ti restano e che ti aiutano a crescere".

dalla base | 10/07/2026

Nations Championship: la presentazione di Nuova Zelanda-Italia

Seconda giornata del Nations Championship 2026: l’Italia sfida la Nuova Zelanda a Wellington, in uno degli appuntamenti più attesi del calendario estivo degli Azzurri. Si gioca sabato 11 luglio allo Sky Stadium, calcio d’inizio alle 7.10 italiane. Gli All Blacks arrivano alla sfida con una formazione di altissimo livello e senza particolari esperimenti, mentre l’Italia cerca una risposta importante dopo la sconfitta di Tokyo col Giappone, con Gonzalo Quesada che cambia tre uomini nella formazione titolare e torna alla struttura 6+2 in panchina. Come arriva la Nuova Zelanda Coach Dave Rennie sta subito dando la sua impronta alla squadra: gli All Blacks provano a giocare maggiormente il pallone, passando meno dai punti d’incontro e cercando il più possibile di alzare il ritmo, anche a costo di “forzare” l’allargamento dell’ovale prima del previsto. In questo senso ha convinto ampiamente il nuovo mediano di apertura Ruben Love, preferito per la seconda volta consecutiva al più esperto Beauden Barrett, con McKenzie presente nel ruolo di estremo. Dopo la sfida con la Francia vinta 34-32 con 5 punti, coach Dave Rennie opera 5 cambi nella formazione titolare, tutti di grande peso: Tyrel Lomax torna in prima linea al posto di Newell, Tupou Vaa’i rientra dopo la concussion che lo aveva costretto a saltare il match precedente e prende il posto di Lord, mentre in terza linea Wallace Sititi sostituisce Lakai. Sulla trequarti Leroy Carter viene preferito a Clarke all’ala, mentre Billy Proctor affianca Jordie Barrett ai centri al posto di Tupaea. Come arriva l’Italia L’Italia cambia 3 uomini rispetto alla partita persa 27-10 contro il Giappone: la scelta di confermare gran parte dell’ossatura della squadra è stata spiegata dallo stesso Quesada, che vuole dare più ritmo possibile ai giocatori e approfittare comunque dei minuti messi nelle gambe dagli Azzurri nel match di Tokyo. Tommaso Allan prende il posto dell’infortunato Lorenzo Pani nel ruolo di estremo, Louis Lynagh rientra all’ala al posto di Monty Ioane, mentre Ross Vintcent parte dall’inizio in terza linea al posto di Alessandro Ortombina. Confermato invece Malik Faissal, che aveva esordito contro il Giappone. C’è anche un possibile esordiente in panchina: il seconda/terza linea del Benetton Giulio Marini. Tutte le informazioni per seguire Nuova Zelanda-Italia La sfida tra Nuova Zelanda e Italia, valida per la seconda giornata del Nations Championship 2026, si giocherà sabato 11 luglio alle 7.10 italiane allo Sky Stadium di Wellington e sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport Uno, Sky Sport Arena e Tv8 e in streaming su NOW e tv8.it. L’arbitro è il francese Luc Ramos, coadiuvato dall’australiano Nic Berry e dall’inglese Luke Pearce. Al TMO il gallese Ben Whitehouse, al bunker il sudafricano Marius van der Westhuizen. Le formazioni di Nuova Zelanda-Italia Nuova Zelanda: 15 Damian McKenzie, 14 Will Jordan, 13 Billy Proctor, 12 Jordie Barrett, 11 Leroy Carter, 10 Ruben Love, 9 Cam Roigard, 8 Ardie Savea (C), 7 Luke Jacobson, 6 Wallace Sititi, 5 Tupou Vaa’i, 4 Sam Darry, 3 Tyrel Lomax, 2 Codie Taylor, 1 Ethan de Groot A disposizione: 16 Samisoni Taukei’aho, 17 George Bower, 18 Pasilio Tosi, 19 Josh Lord, 20 Anton Segner, 21 Cortez Ratima, 22 Anton Lienert-Brown, 23 Josh Moorby Italia: 15 Tommaso Allan, 14 Malik Faissal, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Louis Lynagh, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Lorenzo Cannone, 7 Michele Lamaro (C), 6 Ross Vintcent, 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Marco Riccioni, 2 Tommaso Di Bartolomeo, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Giulio Marini, 20 Federico Ruzza, 21 Riccardo Favretto, 22 Alessandro Garbisi, 23 Leonardo Marin

Italia | 10/07/2026

Gianmarco Lucchesi: “Grato di essere di nuovo in azzurro. E l’Italia non è quella vista a Tokyo”

Giappone-Italia è stata la partita del ritorno in campo di Gianmarco Lucchesi, che dopo un lunghissimo infortunio ha ritrovato la Nazionale. Il tallonatore di Tolone e dell’Italrugby ha raccontato le sue emozioni, tra la felicità del ritorno in azzurro e il rammarico di una partita che non è andata come la squadra di Quesada avrebbe voluto. Gianmarco, a Tokyo è stata una girandola di emozioni, positive e negative… “Sono veramente grato di essere qui dopo tutto quello che mi è successo e dopo il tanto tempo che è passato. Non era scontato e sono felice di avere di nuovo l’opportunità di vestire questa maglia. Quando perdi partite come quella di Tokyo vuoi subito scendere in campo per dimostrare chi sei: è vero, quella in casa degli All Blacks è una partita difficilissima, ma è anche la più bella. Giocare in Nuova Zelanda, in quell’ambiente che è l’emblema del rugby nel mondo, è qualcosa di unico, e per tutto il nostro gruppo è la prima volta (il tour del 2021 fu annullato causa pandemia, ndr) quindi in realtà credo sia la partita giusta per poter ripartire dopo una sconfitta”. Cosa non ha funzionato contro il Giappone? “Sicuramente le tantissime palle perse non ci hanno aiutati, e questa è stata probabilmente la chiave del match: non riuscendo ad avere palloni di qualità non siamo riusciti a giocare per tante fasi. L’umidità ha inciso ma non può essere un alibi, perché è un qualcosa che dobbiamo essere in grado di gestire”. Cosa vi siete detti dopo il match? “Che la prestazione che abbiamo messo in campo non è da noi, che l’Italia non è questa e che dobbiamo ripartire consapevoli degli errori che abbiamo commesso. Da un lato dobbiamo ricordarci che siamo molto meglio di così dall’altro dobbiamo avere bene in mente che dobbiamo fare dieci passi avanti in una settimana se vogliamo competere contro gli All Blacks. Vogliamo giocarci la partita preparandola al meglio e mettendo tutte le nostre carte sul tavolo”. Alla vigilia del tour Quesada ha speso parole importanti per te, si è detto felice di riaverti al 100%... “Sono cose che fanno molto piacere. Io sono sempre a disposizione del gruppo, qualunque sia il ruolo che mi verrà assegnato: per me la cosa più importante è farne parte, e se lo meriterò poi sarà il coach a decidere cosa farò. Sicuramente la sua stima è un aiuto e un ulteriore stimolo a fare sempre meglio”. Sei rientrato a febbraio dopo un lungo infortunio, e ora sei tornato in Nazionale dopo oltre un anno (l’ultima partita risaliva al Sei Nazioni 2025). Hai ritrovato la giusta confidenza per il livello internazionale? “Rispetto al rientro di febbraio mi sento molto meglio fisicamente. Sicuramente mi manca ancora la continuità nel rugby internazionale, perché non giocavo dal Sei Nazioni 2025, ma sicuramente aver giocato tanto nel finale di stagione in TOP14 mi ha consentito di arrivare qui nelle migliori condizioni possibili. È stato un rientro graduale, come giusto che fosse, e sono consapevole di dover fare ancora tanta strada. Purtroppo gli infortuni fanno parte del rugby e ci sono già passato, ma la cosa più importante è essere di nuovo qui, con questo gruppo”.

Italia | 08/07/2026

Junior World Championship: la Nuova Zelanda supera l’Italia 45-15

Si chiude con una sconfitta la fase a gironi dell'Italia nel Junior World Championship: Azzurrini battuti 45-15 da una Nuova Zelanda venuta fuori alla distanza. La squadra di Andrea di Giandomenico gioca un buon primo tempo, passa in vantaggio con Falchetto e poi rimane attaccata al match con la meta di Opoku, ma nella ripresa i Baby Blacks allungano e chiudono la partita. La cronaca di Nuova Zelanda-Italia Primi minuti molto tattici, con tanto gioco al piede e nessuna delle due formazioni che prende l'iniziativa. Poi al 3' Williams prova ad allargare l'ovale verso Guerin nella propria metà campo, Falchetto però ha già capito tutto, intercetta l'ovale e vola in meta per il 5-0. La risposta dei Baby Blacks è immediata: penaltouche conquistata ai 5 metri, pallone subito giocato per la carica di Mauga, che viene fermato al primo tentativo ma al secondo - due fasi dopo - riesce ad andare oltre. La meta però viene annullata per un in avanti. C'era un vantaggio e Norrie va ancora in touche, e gli Azzurrini concedono un altro calcio di punizione per un crollo in maul, con Fardi che paga per tutti con un cartellino giallo. La Nuova Zelanda prova subito a sfruttare la superiorità numerica e ci riesce con Bradley Tocker, che dopo una serie di cariche marca in bandierina per il 5-5. Anche in 14 la reazione dell'Italia è immediata, con Falchetto e Luisato subito pericolosi e bravi a mettere gli Azzurrini sul piede avanzante. La squadra di Di Giandomenico spreca un paio di opportunità nella metà campo avversaria e al 18' i Baby Blacks ne approfittano per il soprasso: David Lewai è il primo ad avventarsi su un pallone perso in avanti dagli azzurrini e può andare in mezzo ai pali peri l 12-5. Recuperato Fardin l'Italia risponde con quella che finora era stata l'arma principale dei Baby Blacks, la maul: al 23' Opoku esce da un drive sempre avanzante e va a schiacciare per il 12-10, con Andretti che non trova la trasformazione del pareggio. La Nuova Zelanda sfrutta la mischia ordinata per riportarsi subito in attacco, guadagna una touche in attacco e dopo una maul avanzante va a segno con Findlay, bravo a schiacciare dopo che il drive era stato inizialmente arginato dalla difesa italiana. Norrie trasforma per il 19-10. Al 29' è Norrie ad attaccare la linea in prima persona, trovando lo spazio in mezzo al campo e servendo poi Sinton per la quarta meta. L'Italia sfiora la terza marcatura con un bel break di Andretti, che attacca la linea dopo una prima carica di Luisato ma il suo passaggio per Falchetto è in avanti. Il primo tempo si chiude sul 26-10. L'inizio della ripresa è molto bloccato. Ancora tanto gioco al piede e diversi errori di handling da entrambe le parti impediscono al match di riaccendersi. La fase di stallo viene interrotta dalla corsa di Etuale, che schiaccia un bandierina dopo un bel passaggio al largo di Norrie per il 31-10. È lo stesso Norrie ad andare a segno al 56' da un'azione in prima fase, dopo un pallone tirato fuori dalla mischia a fatica da parte di Sinton ma ben sfruttato dal numero 10 neozelandese. Baby Blacks a segno anche al 63' con Pahulu, poi l'Italia ritorna in attacco con una bella maul avanzante e conquista un calcio di punizione: Celi lo batte velocemente sorprendendo la difesa neozelandese e arriva corto di poco, subendo un placcaggio alto da Johnston che vale un secondo penalty. Nell'azione successiva l'Italia va a segno: Varotto gioca dal lato chiuso su Falchetto che con un bell'offload in caduta trova Luisato per la terza meta, 45-15. L'Italia sfiora anche la quarta meta, ma il punteggio non cambia più: passano i Baby Blacks. Kutaisi, AIA Arena, 7 luglio 2026World Rugby Junior World Championship - III turnoNuova Zelanda U20 v Italia U20 45-15 (26-10)Marcatori: p.t 3’ m. Falchetto (0-5); 11’m. Tocker (5-5); 17’ m Lewai tr. Norrie (12-5); 23’ m. Opoku-Gyamfi (10-12); 26’ m. Findlay tr. Norrie (19-10); 30’m. Sinton tr. Williams (26-10) s.t. 15’ m. Etuale (31-10); 17’ m. Norrie tr. Williams (38-10); 23’st Pahulu (45-10); 31’ m. Luisato (45-15)Nuova Zelanda U20: Williams; Guerin, Lewai, Pahulu, Etuale; Norrie (28’st Taylor), Sinton (Cap, 25’st Krone); Mauga (19’st Fale), Woodley, Tocker; Frost (18’st McLeod), Fale (15’st Brownlee), Webber (8’st Johnston), Findlay (18’st Leota), Stuart (18’st Moore)all. Kane JuryItalia U20: Celi; De Novellis, Falchetto, Casarin (Cap), Luisato; Fasti (27’st Vitale), Andretti (22’st Varotto); Opoku-Gyamfi, Wilson, Bianchi (9’st Miranda); Spreafichi (22’st Germanò), Fardin (9’st Sette); Trevisan (1’st Meroi), Dinarte (1’st Pelli), Brasini (1’st Mastropasqua)all. Andrea Di Giandomenicoarb:Kevin Bralley (FFR)AA: Morgan White (HKCR); Sulkhan Chikhladze (GRU)TMO: Paulo Duarte (FPR)Cartellini: 10’ pt giallo a Simone Fardin (Italia U20)Calciatori: Andretti (0/2); Norrie (2/3); Williams (3/4); Celi (0/1)Punti in classifica: Nuova Zelanda U20: 5; Italia U20: 0

Italia U20 | 07/07/2026

Junior World Championship: la presentazione di Nuova Zelanda-Italia

Ultima giornata della fase a gironi del Junior World Championship: si gioca Nuova Zelanda-Italia all’AIA Arena di Kutaisi, calcio d’inizio alle 11 italiane di martedì 7 luglio. Il match è decisivo per la posizione in classifica di entrambe le formazioni, con i Baby Blacks in testa al girone a quota 10, gli Azzurrini secondi a 7 e la Scozia subito dietro a 6, col Giappone a 0. Gli scozzesi sfideranno i nipponici subito dopo il termine del match tra Nuova Zelanda e Italia per definire la classifica finale del girone B. La vincitrice del raggruppamento accederà alle semifinali per il titolo, la seconda al torneo per il 5°-8° posto, la terza al torneo per il 9°-12° posto e la quarta – matematicamente il Giappone – andrà a giocare il torneo per il 13°-16° posto. Come arriva la Nuova Zelanda Due vittorie e dieci punti, punteggio pieno per una Nuova Zelanda che però non è ancora parsa davvero brillante come ci si aspettava. I Baby Blacks come ogni anno possono vantare una qualità tecnica superiore alla media del Mondiale e una mentalità già vincente che permette loro di risolvere anche partite complicate, ma né contro il Giappone (21-21 al 50’, partita poi risolta nell’ultima fase sotto il diluvio prima della sospensione) né contro la Scozia i neozelandesi sono riusciti a mostrare tutta la loro cilindrata. Dall’altra parte, l’impressione è che si possano mettere in difficoltà ma che batterli sia davvero complicatissimo. Come arriva l’Italia Contro il Giappone gli Azzurrini hanno avuto bisogno di un tempo per scrollarsi di dosso le tossine della sconfitta con la Scozia, poi nella ripresa hanno dominato, facendo vedere quel rugby già mostrato nei due test pre-Mondiale vinti con Spagna e Inghilterra. L’impegno è il più complicato di tutti, e sapere che per arrivare almeno secondi nel girone servirà un’impresa (propria o del Giappone contro la Scozia) non aiuta, ma l’Italia può giocare con una certa consapevolezza nei propri mezzi e con in mente la partita del Mondiale dell’anno scorso, in cui i Baby Blacks furono messi in grande difficoltà a Calvisano e vinsero 14-5 sfruttando più che altro alcune imprecisioni degli Azzurrini, che avrebbero potuto ottenere un punteggio ancora migliore. Tutte le informazioni per seguire Nuova Zelanda-Italia La sfida tra Nuova Zelanda e Italia, valida per la terza giornata del Junior World Championship, si giocherà martedì 7 luglio alle 11 italiane all’AIA Arena di Kutaisi e sarà trasmessa in diretta streaming su RugbyPass TV. L’arbitro del match sarà il francese Kevin Bralley, coadiuvato dagli assistenti Morgan White (Hong Kong) e Sulkhan Chikhladze (Georgia). Al TMO il portoghese Paulo Duarte. Le formazioni di Nuova Zelanda-Italia Nuova Zelanda U20: 15 Cohen Norrie, 14 Oliver Guerin, 13 David Lewai, 12 Siale Pahulu, 11 Logan Williams, 10 Mika Muliaina, 9 Charlie Sinton (C), 8 Patrick Mauga, 7 Caleb Woodley (VC), 6 Bradley Tocker, 5 Jake Frost, 4 Max Fale, 3 Ethan Webber, 2 Josh Findlay, 1 Henry Stuart A disposizione: 16 Xavier Leota, 17 James Moore, 18 Dane Johnston, 19 Finn McLeod, 20 Micah Fale, 21 Boston Krone, 22 Lautasi Etuale, 23 Kobe Brownlee Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Luca De Novellis, 13 Giacomo Falchetto, 12 Riccardo Casarin (C), 11 David Luisato, 10 Roberto Fasti, 9 Mattia Andretti, 8 Enoch Opoku-Gyamfi, 7 Jaheim Noel Wilson, 6 Carlo Antonio Bianchi, 5 Marco Spreafichi, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Ettore Dinarte, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Valerio Pelli, 17 Emiliano Mastropasqua, 18 Erik Meroi, 19 Christian Germanò, 20 Antony Italo Miranda, 21 Davide Sette, 22 Nikolaj Varotto, 23 Edoardo Vitale

Italia U20 | 06/07/2026

Nations Championship: il Giappone batte l’Italia 27-10

Finisce con una sconfitta l'esordio dell'Italia nel Nations Championship 2026: a Tokyo passa il Giappone 27-10. Match tirato nel primo tempo, poi nella ripresa i Brave Blossoms vanno subito a segno e indirizzano la partita, chiudendola con 3 mete e 4 punti segnati. Azzurri in vantaggio con Brex e rimontati poi con le marcature di Dearns, Matsunaga (a segno anche con un piazzato e 3 trasformazioni) e poi Gunter nella ripresa, con Garbisi ad accorciare le distanze alla fine del primo tempo. La cronaca di Giappone-Italia La prima occasione è per il Giappone, con Ueda che coglie di sorpresa Ioane sullo scatto e con un calcetto prova a superare Pani, ma il pallone è fuori misura e termina fuori. Immediata la risposta dell'Italia con una bella combinazione tra Brex e Menoncello, Garbisi arriva in sostegno in mezzo al campo e poi con un calcio prova a innescare i trequarti azzurri in profondità, ma Ueda legge l'azione e annulla. È il preludio a quanto accade al 5': gran pallone di Garbisi per la corsa di taglio di Brex che trova il varco all'altezza dei 22 e vola in meta per il vantaggio. Garbisi trasforma per il 7-0. Il Giappone prova a mettere in difficoltà il triangolo allargato azzurro con una serie di up&under per andare a contendere. Da un pallone non controllato al 10' nasce una mischia ordinata in attacco per il Giappone: Saito alza il ritmo e dopo una serie di cariche avanzanti trova Dearns (molto attivo in tutta l'azione) che marca la prima meta dei nipponici per il pareggio. Al 13' deve entrare Allan per Pani, che esce zoppicante. Al 17' il Giappone passa in vantaggio: la difesa azzurra risponde bene in difesa alla prima iniziativa nipponica, poi però la grande velocità nel muovere il pallone dei Brave Blossoms permette a Hirose di trovare il break e servire poi Matsunaga per la meta in mezzo ai pali: 14-7. Dopo una fase di sofferenza l'Italia risponde con un ottimo drive, che guadagna tantissimi metri in avanzamento e permette di ritornare in attacco. L'azione però non porta frutti, mentre dall'altra parte il Giappone continua ad insistere al piede, guadagnando un calcio di punizione che al 25' Matsunaga trasforma nel 17-7. Il match cala di ritmo, con tanto piede da una parte e dall'altra e pochissime occasioni. Dopo una fase di stallo è l'Italia ad accelerare nel finale di frazione: grubber di Garbisi per la corsa di Menoncello, anticipato di un soffio da Hirose. Al 39' Matsunaga va in difficoltà su un altro grubber di Garbisi e concede un'altra rimessa in attacco all'Italia: touche vinta su Zambonin e maul che avanza e conquista un primo calcio di punizione. Gli Azzurri giocano alla mano e conquistano un secondo vantaggio: Garbisi va a segno per il 17-10 con cui si chiude il primo tempo. A inizio ripresa arriva un'altra accelerazione del Giappone, che conquista un calcio di punizione con un drive avanzante e guadagna la possibilità di riportarsi nei 22. Ancora Saito innesca le cariche - alternate - di avanti e trequarti con Hirose tra i più attivi, l'Italia tiene per 14 fasi poi però è Gunter a trovare il varco che vale la terza meta: 24-10. Il primo quarto d'ora è complicato per gli Azzurri, che però gradualmente riprendono campo e ritornano in attacco, soprattutto grazie al lavoro di Riccioni contro Okabe in mischia. Al 59' Brex con un calcetto innesca la corsa di Ioane, anticipato di piede dall'intervento di Hockings. L'Italia continua a spingere ma fatica a superare un'ottima difesa giapponese, dall'altra parte i Brave Blossoms approfittando dei cambi in prima linea per cambiare l'inerzia della mischia e al 67' piazzano con Matsunaga per il 27-10. Nel finale il Giappone spinge alla ricerca della quarta meta: Zambonin sporca la rimessa nipponica, e dopo un lungo multifase l'Italia si salva con un bell'intervento di Marin, che tiene alto il pallone in area di meta. Finisce 27-10 per il Giappone, che batte l'Italia all'esordio nel Nations Championship. Tokyo, Chichibunomiya Stadium – sabato 4 luglio ore 17.40 (10.40 italiane)Nations Championship, I giornata – diretta su Sky Sport Uno, TV8 e CieloGiappone v Italia 27-10 (17-10)Marcatori: pt. 5’ m. Brex tr. Garbisi (0-7); 11’ m. Dearns tr. Matsunaga (7-7); 17’ Matsunaga tr. Matsunaga (14-7); 25’ cp. Matsunaga (17-7); 43’ cp Garbisi (17-10)  st. 7’m. Gunter tr. Matsunaga (24-10); 27’st cp. Matsunaga (27-10)Giappone: Matsunaga; Ueda, Riley, Hirose, Ishida; Ito, Saito (34’ Kamimura); Cornelsen, Shimokawa (12’st Leitch), Gunter (25’st Costley); Dearns (cap), Hockings (20’st Stolberg); Takeuchi (17’st Tamefusa), Harada (17’st Era), Okabe (20’st Otsuka)A disposizione: GreeneAll. Neal HatleyItalia: Pani (13’pt. Allan); Faissal, Brex (21’st Marin), Menoncello, Ioane; Garbisi, Varney (21’st Fusco), Cannone L., Lamaro (cap), Ortombina (8’st Vintcent); Zambonin, Cannone N (28’st Favretto).; Riccioni (21’st Hasa), Di Bartolomeo (8’st Lucchesi), Fischetti (21’st Spagnolo)All. Gonzalo QuesadaArb. BerryCartellini: NessunoCalciatori: Garbisi (2/2); Matsunaga (5/5)Drop: Saito (0/1)Note: Esordio in Nazionale per Malik Faissal e Alessandro OrtombinaPlayer of the Match: Gunter (Giappone)Punti conquistati in classifica: Giappone 4; Italia 0

Italia | 04/07/2026