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Trofeo Italia Touch Rugby: a Parma trionfano i “Tre Amigos”
Roma - Si è conclusa con uno straordinario successo di partecipazione e spirito sportivo la quinta edizione del Trofeo Italiano di Touch Rugby, ospitata ieri presso la Cittadella del Rugby di Parma. Nonostante le sfide logistiche e un caldo estivo che ha messo a dura prova la resistenza degli atleti, la giornata ha rappresentato un autentico trionfo per il rugby a 5, confermando la costante crescita dell'intero movimento nazionale. A sollevare il trofeo sono stati i "Tres Amigos", compagine storica che ha fatto valere la superiorità tecnica di un gruppo di altissimo profilo. Sul secondo gradino del podio si conferma una realtà in costante ascesa, il CUS Tor Vergata, sesta posizione per il Club Free Time Rugby: una formazione giovanissima e dotata di una velocità sorprendente, che non ha mostrato alcun timore reverenziale di fronte ai veterani. Il momento più autentico della giornata è stato senza dubbio il calore sugli spalti dello stadio Lanfranchi, teatro delle finali. La formula che ha visto le squadre del Trofeo Nazionale misurarsi insieme alle compagini amatoriali si è rivelata vincente: con momenti unici di condivisione e amicizia non solo durante il Terzo Tempo. L'evento ha segnato un importante salto di qualità anche sotto il profilo tecnologico e arbitrale. L’introduzione di una specifica applicazione per la gestione dei risultati in tempo reale ha garantito una fluidità inedita, mentre il significativo aumento del numero di arbitri in campo, coordinati dal Referee Manager Jaco Erasmus, ha testimoniato il crescente impegno della Commissione Nazionale Arbitri nel formare ufficiali di gara specializzati. La giornata è stata onorata dalla presenza della vice presidente federale Antonella Gualandri, che ha voluto toccare con mano la vivacità di questo settore. "E' stata prima di tutto una festa - le parole della vicepresidente Gualandri - a conferma che il rugby touch può essere un volano importante per avvicinare tante persone al nostro sport. L'essenza del rugby è racchiusa in una sola parola: divertimento e amicizia, ciò che si respirava alla Cittadella dello Sport di Parma per le finali del rugby touch". "La giornata si è svolta nel migliore dei modi, nonostante il gran caldo e qualche imprevisto sulla viabilità che ha rischiato di bloccare alcune squadre lungo la strada per Parma" – ha commentato Zeno Zanandrea, responsabile nazionale delle discipline alternative. – Ogni anno compiamo un passo avanti. Le società storiche lo sanno: stiamo lavorando a grandi novità per il prossimo anno, sempre con l’aiuto di tutti". Un successo collettivo reso possibile anche grazie all'instancabile lavoro di figure chiave come Adriano Conti e Paolo Barravecchia, il cui supporto logistico è stato fondamentale. Con queste premesse, il Touch Rugby italiano guarda ora al futuro, forte di un movimento che, passo dopo passo, sta trovando la sua dimensione ideale all’interno della grande famiglia del rugby italiano.
Campionati | 31/05/2026
EEAS 7s, Italia sesta in Francia
Roma - Si chiude con un sesto posto il percorso dell'Italseven all'EEAS 7s di Haguenau, in Francia, un risultato che lascia indicazioni positive per il gruppo azzurro, protagonista di un torneo iniziato nel migliore dei modi grazie a un percorso netto nella fase a gironi. Nella prima giornata di gare, infatti, l'Italia ha ottenuto tre vittorie consecutive, superando Pacific Toa per 24-14, la Georgia per 26-17 e la Cina con un netto 36-0. Prestazioni che hanno consentito agli Azzurri di chiudere al primo posto il proprio raggruppamento, confermando la crescita mostrata nel corso della stagione e guadagnando l'accesso alla fase a eliminazione diretta. Nel secondo giorno di competizione, il cammino dell'Italseven si è però interrotto nei quarti di finale contro i padroni di casa dei 7Fantastics. La formazione francese si è imposta per 21-7 al termine di una sfida intensa e combattuta, proseguendo poi il proprio percorso fino alla conquista del titolo. Inserita nel tabellone per i piazzamenti dal quinto all'ottavo posto, l'Italia ha immediatamente reagito superando di misura la Georgia per 20-19 in una partita equilibrata e decisa soltanto nelle battute finali. Nella finale per il quinto posto gli Azzurri hanno infine affrontato la selezione sudafricana Rugby 10's Selects. Nonostante l'impegno profuso, l'Italia ha dovuto cedere per 24-7, chiudendo così il torneo al sesto posto complessivo. Un piazzamento che premia comunque il buon rendimento mostrato nella fase iniziale della manifestazione e offre ulteriori indicazioni utili allo staff tecnico in vista dei prossimi impegni internazionali. Risultati prima giornata Italia – Pacific Toa 24-14 Italia – Georgia 26-17 Italia – Cina 36-0 Risultati seconda giornata Quarto di finale: Italia – 7Fantastics (Francia) 7-21 Semifinale 5°-8° posto: Italia – Georgia 20-19 Finale 5°-6° posto: Italia – Rugby 10's Selects (Sudafrica) 7-24
Italia 7s | 31/05/2026
A Biella il Parabiago e il CUS Torino a caccia della promozione in Elite
Tutto in ottanta minuti. Domani alle ore 17:00, il manto erboso della Cittadella del Rugby di Biella sarà il palcoscenico della sfida più attesa della stagione del Campionato di Serie A Maschile. In palio non c'è solo il titolo di categoria, ma il pass più prezioso di tutti, ovvero il diritto di calcare i campi del massimo campionato nazionale della prossima stagione, la Serie A Elite Maschile. Per il Rugby Parabiago si tratta del secondo appuntamento consecutivo con la storia, una vera e propria prova di maturità. I rossoblù di coach Porrino ci riproveranno con ancora più determinazione dopo il verdetto amaro della scorsa stagione, che li vide uscire sconfitti proprio contro Biella. Di fronte troveranno un Cus Torino solido e agguerrito, pronto a dare battaglia per centrare l'obiettivo grosso in una sfida che si preannuncia spettacolare e ad altissima intensità emotiva. Biella – Cittadella del Rugby Domenica 31 maggio 2026Serie A Maschile – Finale - Diretta Fir Cus Torino – Parabiago Rugby Cus Torino: Reeves E., Ambrosi, Torres, Reeves G., Momicchioli, Zanatta, Truffa, Qiaglia, Perrone, Marcadella, Bignami, Riccardi, Lombardo, Bau, Checchini. A disposizione: Crepaldi, De Vita, Araujo, Spinelli, Di Prima, La Terza, Palmero, Bellino. All.: Bianco Parabiago: Grassi, Coffaro, Paz, Hala, Cucchi, Silva Soria, Zanotti, Galvani, Mugnaini, Toninelli, Caila, Salvetti, Antonini, Cornejo, Moscioni. A disposizione: Bettini, Ceciliani, Castellano, Bertoni, Invernizzi, Nadali, Sala, Cortellazzi. All.: Porrino https://www.youtube.com/watch?v=tceIp0S4KKU
Campionati | 30/05/2026
Campionato U18 Maschile, domenica l’atto finale: Valsugana e Experience L’Aquila si contendono il titolo a Calvisano
Saranno Valsugana Rugby Padova e Rugby Experience L'Aquila a contendersi il titolo di Campione d'Italia U18 domenica alle ore 17 allo Stadio San Michele di Calvisano. Le due squadre approdano all'atto conclusivo della stagione dopo percorsi differenti: i veneti hanno ribaltato la sconfitta dell'andata dominando la semifinale di ritorno contro Livorno, mentre gli abruzzesi hanno superato Parabiago vincendo entrambe le sfide, pur con margini contenuti. La finale di domenica rappresenta però una storia a sé. Sul campo di Calvisano, le due formazioni si sfideranno con l'obiettivo di conquistare uno dei trofei nazionali più prestigiosi del rugby giovanile italiano. Per il club padovano il successo completerebbe un ideale double societario, dopo il titolo di Serie A Elite Femminile conquistato il 29 marzo; per Rugby Experience L'Aquila significherebbe invece scrivere una pagina storica, conquistando il primo titolo nazionale della propria storia. Valsugana Rugby Padova v Rugby Experience L'Aquila, finale del Campionato Italiano U18 Maschile, si giocherà alle ore 17 di domenica 31 maggio allo Stadio San Michele di Calvisano e sarà trasmessa in diretta streaming su federugby.it.
Campionati | 30/05/2026
Under 16, nel week end si assegna il Trofeo Mario Lodigiani
Roma - Nel weekend tra sabato 30 e domenica 31 maggio andrà in scena ad Arezzo il Trofeo Mario Lodigiani, il titolo che di fatto incorona la vincitrice del Campionato Under 16 e che rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi della stagione giovanile italiana. Quattro le squadre, qualificate dopo un lungo percorso iniziato nei campionati interregionali, che si contenderanno il trofeo nell’arco di due giornate di gare. A conquistare l’accesso alle final four sono state Rugby Viadana, Livorno Rugby, UR Capitolina e Rugby Experience L’Aquila, protagoniste delle semifinali disputate il 17 e 24 maggio. Il cammino verso la fase conclusiva è stato lungo e selettivo. Dalla prima fase interregionale sono emerse le migliori dodici formazioni del panorama nazionale Under 16, successivamente ridotte a sei dopo i turni eliminatori. Le semifinali hanno poi definito il quadro definitivo delle quattro finaliste: le tre squadre vincitrici dei rispettivi confronti e la migliore squadra perdente, identificata nel Rugby Experience L’Aquila, capace di ottenere il pass per le finali grazie alle proprie prestazioni complessive. Le final four si svolgeranno ad Arezzo, nello storico impianto di via dell’Acropoli, casa del Vasari Rugby Arezzo, che per l’occasione ospiterà un fine settimana interamente dedicato al rugby giovanile di alto livello. Sabato saranno in programma le due semifinali, mentre domenica si giocheranno sia la finale per il terzo e quarto posto sia la finalissima che assegnerà il Trofeo Mario Lodigiani 2026. Per rendere ancora più dinamico e coinvolgente il torneo, il regolamento prevede partite da 50 minuti complessivi, suddivisi in due tempi da 25 minuti. Ogni squadra potrà inserire in lista gara fino a 26 giocatori e avrà a disposizione un massimo di 8 sostituzioni per incontro, garantendo così ritmo elevato, rotazioni ampie e spazio per tutti gli atleti coinvolti. L’evento rappresenta non solo il momento conclusivo della stagione Under 16, ma anche una vetrina importante per alcuni dei migliori giovani talenti del rugby italiano, pronti a confrontarsi in un contesto competitivo di altissimo livello davanti a tecnici, famiglie e appassionati provenienti da tutta Italia. Semifinali sabato 30 maggio Rugby Experience L'Aquila - Rugby Viadana ore 17 Rugby Livorno - Unione Rugby Capitolina ore 19
Campionati | 29/05/2026
Presentata a Padova la sfida Scudetto tra Valorugby Emilia e Petrarca Rugby
La sfida, che assegnerà il 96° Scudetto della storia del rugby italiano, è stata presentata ufficialmente questa mattina presso la Sala “Giunta” di Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova, alla presenza delle istituzioni cittadine, della Federazione Italiana Rugby, della Lega Italiana Rugby e dei rappresentanti delle due squadre finaliste.La Finale si giocherà in una giornata dal forte valore simbolico per tutto il Paese: il 2 giugno, Festa della Repubblica, nell’anno dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Un appuntamento che unirà sport, passione e valori in una cornice che si preannuncia straordinaria, con lo Stadio Plebiscito vicino al sold-out e pronto ad accogliere migliaia di tifosi provenienti da tutta Italia. Sarà una finale storica anche sotto il profilo sportivo. Da una parte il Valorugby Emilia, protagonista di una stagione straordinaria culminata con la vittoria della Coppa Italia, il primo posto al termine della regular season e la prima partecipazione assoluta ad una Finale Scudetto. Dall’altra il Petrarca Rugby, già Campione d’Italia in quindici occasioni, che proverà a conquistare davanti al proprio pubblico un nuovo titolo nazionale. LE DICHIARAZIONI Diego Bonavina – Assessore allo Sport del Comune di Padova«Padova è pronta ad accogliere la Finale della Serie A Élite Maschile in una cornice che testimonia tutta la passione della nostra città per il rugby. Lo Stadio Plebiscito che si preannuncia gremito di tifosi, conferma quanto questo evento sia sentito dal pubblico e quanto il rugby rappresenti oggi un elemento importante dell’identità sportiva padovana. Dopo lo Scudetto conquistato dal Valsugana nel campionato femminile, ospitare anche la Finale maschile rafforza ulteriormente il ruolo centrale di Padova nel panorama rugbistico nazionale. Insieme alla Lega Italiana Rugby, alla Federazione e a tutti i soggetti coinvolti stiamo lavorando per regalare alla città una grande giornata di sport, partecipazione e condivisione, capace di coinvolgere famiglie, tifosi e appassionati in una vera festa dei valori del rugby». Andrea Duodo – Presidente della Federazione Italiana Rugby«Siamo felici ed emozionati per una Finale che, nel giorno della Festa della Repubblica, assegnerà il novantaseiesimo Scudetto della nostra storia: un traguardo numerico che esprime da solo la profonda tradizione e il valore tecnico del massimo campionato maschile. Il ritorno dopo quattro anni allo Stadio Plebiscito di Padova mette di fronte una realtà al suo debutto assoluto nell’atto conclusivo, il Valorugby Emilia, e un club di straordinario blasone come il Petrarca Padova. La Serie A Élite rappresenta il vertice del movimento nazionale e una tappa strategica imprescindibile per la crescita dei nostri atleti. In questo primo anno e mezzo di mandato, il pieno riconoscimento della Lega e l’affidamento all'associazione dei nostri Club dell'organizzazione delle Finali di Supercoppa, Coppa Italia e del Campionato stesso testimoniano la nostra precisa volontà di rilanciare questo torneo, restituendogli la dignità e il potenziale commerciale che merita. Lo Stadio Plebiscito prossimo al tutto esaurito e la prestigiosa vetrina su Rai 2 confermano che la direzione intrapresa insieme alle Società è quella giusta. Ai finalisti va il più sincero e rugbistico “in bocca al lupo” per ottanta minuti che si preannunciano indimenticabili». Giulio Arletti – Presidente della Lega Italiana Rugby«Portare la Finale della Serie A Élite Maschile allo Stadio Plebiscito di Padova rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita della Lega Italiana Rugby e dell’intero movimento. Il sold-out che prevediamo di registrare per l’evento testimonia l’entusiasmo e l’attenzione che stanno crescendo attorno al nostro campionato e ci rende particolarmente orgogliosi del lavoro svolto insieme ai Club, alla Federazione e a tutti i partner coinvolti in questa stagione. Siamo felici di poter vivere una finale in una città come Padova, che ancora una volta conferma la propria centralità nel panorama rugbistico nazionale. Sarà una grande giornata di sport, passione e valori, con due squadre che hanno meritato sul campo di giocarsi il titolo italiano». Facundo Panceyra-Garrido – Direttore Tecnico Valorugby Emilia«La squadra è pronta. Si è allenata in modo tranquillo ma focalizzata sulla partita di martedì. Siamo al culmine di una stagione indimenticabile per il rugby reggiano: la prima volta in Finale Scudetto, la Coppa Italia vinta davanti al nostro pubblico, la vittoria in regular season. Ma ora vogliamo scrivere un‘altra pagina ancora. Conosciamo bene il Petrarca, ci siamo affrontati già quattro volte in stagione. È una squadra che rispettiamo, molto organizzata in difesa e temibile nel gioco al piede. Ma noi siamo pronti per regalare ai nostri tifosi un’altra grande Finale». Luca Bigi – Giocatore Valorugby Emilia«Siamo qui e vogliamo giocarcela con tutte le nostre forze. Abbiamo fatto un cammino positivo ma saremo soddisfatti solo se riusciremo a completarlo. Sappiamo che verranno a Padova tantissimi tifosi reggiani e sono sicuro che come sempre sapranno farci sentire il loro sostegno». Victor Jimenez – Allenatore Petrarca Rugby«La finale è una partita speciale. Non dico che si prepari da sola, questo no, ma ti garantisce delle motivazioni forti per fare una grande prestazione. Veniamo da due battaglie nei derby, che sono state due partite vere. Ora il nostro obiettivo principale è recuperare le energie per affrontare la squadra più attrezzata del campionato, che si è dimostrata la migliore della stagione. Con loro abbiamo già disputato una finale di Coppa Italia, e non è andata come volevamo. Non importa, voltiamo pagina. Stavolta arriveremo preparati, motivati, e con tanta voglia di vincere, di fronte a uno stadio pieno e sicuramente caldo grazie ai nostri tifosi. Le motivazioni ci sono e sono quelle giuste». Andrea Trotta – Capitano Petrarca Rugby«Giochiamo in casa e per noi sarà una grande iniezione supplementare di energia. Stiamo seguendo le notizie sulla vendita dei biglietti, sappiamo che ci sarà tanto pubblico e siamo davvero felici. Da questo punto di vista quindi penso che avremo un piccolo vantaggio rispetto al Valorugby. Arriviamo da due partite in cui abbiamo spinto tanto e dato molto sul piano mentale, e quindi abbiamo consolidato l’aspetto del gioco e quello delle emozioni. Di conseguenza anche la fiducia in noi stessi potrebbe essere leggermente superiore. È una finale secca, molti di noi ne hanno già giocate, quindi sappiamo cosa aspettarci a livello di sensazioni e cosa potrebbe riservare la partita. Inoltre avremo altre motivazioni interne che ci aiuteranno. Se siamo arrivati fin qui nonostante le voci che girano e il momento delicato per la società, vuol dire che come squadra siamo pronti e abbiamo raggiunto il giusto equilibrio. Stiamo preparando bene la gara, i primi giorni della settimana sono stati più pesanti, poi abbiamo alleggerito il carico, e adesso ci stiamo concentrando sulla preparazione della finale sul piano tecnico e tattico». IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA 14.30 – 2^ edizione Trofeo Lega - Minirugby 16.00 – Apertura Birra Cadore Village (Area Tribuna Ovest) 16.30 – Termine 2^ edizione Trofeo Lega - Minirugby 16.30 – Apertura Cancelli stadio Plebiscito 17.00 – Apertura Hospitality Confagricoltura 17.15 – Ospiti & Premiazioni - Palco Centrale Birra Cadore Village 18.15 – Kick Off Finale Scudetto Serie A Élite Maschile 20.30 – Terzo Tempo Birra Cadore Village - Special Guest Dj Spiller – Consegna Serie A Élite Awards 24.00 – Chiusura Evento
Campionati | 29/05/2026
Nazionale Seven Femminile, le convocate per le Trophy Series di Makarska
La Capo Allenatrice della Nazionale Seven Femminile dell'Italia, Leila Pennetta, ha diramato la lista delle atlete convocate al raduno che si terrà dall'1 giugno a Coccaglio (BS) in vista della tappa delle Sevens Trophy Series che si terrà a Makarska, in Croazia dal 5 all'8 giugno. In quell'occasione, l'Italia sfiderà Croazia, Norvegia e Svizzera, prima di vedere come proseguirà il cammino, determinato dai risultati nella fase a gironi. Nella lista delle atlete, diverse hanno preso parte Al Sei Nazioni Femminile 2026 (Buso, Serio), o al Sei Nazioni U21 Femminile 2026 (Andreoli, Barabino, Busana, Jelic, Mastrangelo, Petretti, Rosini, Scuderi). l'esordio delle Azzurre a Makarska è in programma il 5 giugno alle 12:20 con la formazione di casa della Croazia Qui di seguito la lista delle atlete convocate: Natascia AGGIO (Valsugana Rugby Padova)Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)Martina BARABINO (CUS Milano Rugby)Martina BUSANA (Villorba Rugby)Gaia BUSO (Villorba Rugby)Mascia JELIC (Rugby Colorno)Nicole MASTRANGELO (Unione Rugby Capitolina)Giada MAZZA (Rugby Rovato)Marina MAZZOLENI (CUS Milano Rugby)Laura PAGANINI (CUS Milano Rugby)Lara PETRETTI (Rugby Colorno)Anita PIETROBON (Benetton Rugby Treviso)Ania ROSINI (Rugby Colorno)Sara SCUDERI (CUS L’Aquila)Gabriella SERIO (Rugby Colorno)Ameighowan UDOGIE (Rebels Rugby VIEst)
Italia 7s | 29/05/2026
Si chiude a Livorno l’ENI Tour 2026
Si chiude a Livorno l'ENI Tour 2026, dedicato alla promozione del rugby nei confronti delle persone più giovani. Sabato 30 e domenica 31 il Centro Sportivo Priami di Stagno, alle porte della città labronica, ospiterà il torneo conclusivo della rassegna. I Lions Amaranto, club padrone di casa, hanno allestito una competizione che coinvolgerà tutte le categorie del minirugby, dalla U6 alla U12, e la categoria U14. Quest'ultima sarà in campo sabato, mentre agli atleti e alle atlete più giovani sarà dedicata la giornata di domenica. Una due giorni dedicata alla palla ovale, che vedrà un vortice di partite alternarsi senza sosta su tre diversi campi da gioco, con la partecipazione di tante formazioni toscane ma non solo per oltre 50 formazioni a sfidarsi. Divertimento, condivisione e sport sono gli ingredienti di un weekend che rappresenta la perfetta conclusione per l'edizione 2026 dell'ENI Tour, supportato per l'occasione dal Comitato Regionale Toscana. Edoardo Barcaglioni, presidente del CR, ha dichiarato: "Siamo felici di portare di nuovo a Livorno l'ENI Tour, questa volta coinvolgendo un altro degli attori del territorio come i Lions Amaranto. Sarà una festa con al centro i valori simbolo del nostro sport come spirito di squadra, fair-play e socializzazione."
dalla base | 29/05/2026
Italrugby, gli Azzurri convocati per il raduno di Parma
Roma – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la lista degli atleti convocati per il raduno di Parma – in programma il 4 e 5 giugno presso la Cittadella del Rugby – in preparazione al Nations Championship. Sarà il primo momento di incontro, sul campo e in riunione, tra lo staff della Nazionale Maschile e gli atleti – post Sei Nazioni – verso la nuova competizione che prenderà il via durante il mese di luglio con gli Azzurri che saranno impegnati a Tokyo contro il Giappone, a Wellington contro la Nuova Zelanda e a Perth contro l’Australia. Nel primo mini-raduno di giugno saranno presenti solo atleti che militano nelle franchigie, mentre nel secondo – in calendario l’11 e il 12 giugno a Treviso – saranno presenti anche atleti che giocano all’estero. A partire dal 18 giugno, a L’Aquila, inizierà ufficialmente la marcia di avvicinamento verso il Nations Championship con i 33 atleti convocati per i Test Match in programma a luglio. Al fine di iniziare a trasferire al meglio le informazioni in vista della scelta finale della rosa che affronterà Giappone, Nuova Zelanda e Australia, lo staff tecnico ha scelto di convocare Zilocchi e Da Re che non saranno disponibili per allenamento sul campo, mentre Spagnolo e Di Bartolomeo svolgeranno un lavoro differenziato. "Il Nations Championship è un nuovo, importante, appuntamento che andrà a chiudere una stagione molto intensa. Verso la partita con il Giappone, primo match di luglio, insieme allo staff abbiamo programmato una serie di incontri per preparare al meglio la rosa dei giocatori da scegliere per le tre partite che abbiamo in calendario. Ci saranno due mini raduni in Italia - a Parma il 5 giugno e a Treviso il 12 giugno - dove nel primo parteciperanno gli atleti delle due franchigie, mentre nel secondo avremo anche giocatori che militano in altri campionati. Successivamente sarà scelta la lista dei 33 atleti - tenendo conto anche di chi gioca all'estero - che inizieranno il raduno a L'Aquila verso l'esordio nel Nations Championship" ha dichiarato Gonzalo Quesada. Questo il programma dei raduni della Nazionale Maschile: 4/5 giugno, Parma 11/12 giugno, Treviso 18-25 giugno, L’Aquila (partenza per Tokyo in programma il 25 giugno) Il calendario estivo della Nazionale Maschile nel Nations Championship: Giappone v Italia – sabato 4 luglio, Tokyo – Chichibunomiya Stadium Nuova Zelanda v Italia – sabato 11 luglio, Wellington – Sky Stadium Australia v Italia – sabato 18 luglio, Perth – HBF Park Questa la lista degli atleti convocati: Piloni Destiny AMINU (Benetton Rugby, esordiente) Muhamed HASA (Zebre Parma, 8 caps) Ivan NEMER (Benetton Rugby, 16 caps) Matteo NOCERA (Zebre Parma, esordiente) Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 24 caps) Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 27 caps) Tallonatori Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 10 caps) Nicholas GASPERINI (Benetton Rugby, esordiente) Giovanni QUATTRINI (Zebre Parma, esordiente) Seconde Linee Matteo CANALI (Zebre Parma, 2 caps) Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 63 caps) Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 13 caps) Federico RUZZA (Benetton Rugby, 72 caps) Terze Linee Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 38 caps) Michele LAMARO (Benetton Rugby, 54 caps) Samuele LOCATELLI (Zebre Parma, esordiente) Giulio MARINI (Benetton Rugby, esordiente) David ODIASE (Zebre Parma, 6 caps) Alessandro ORTOMBINA (Zebre Parma, esordiente) Mediani di mischia Thomas DOMINGUEZ (Zebre Parma, esordiente) Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 25 caps) Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 23 caps) Mediani di apertura Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps) Giovanni MONTEMAURI (Zebre Parma, esordiente) Centri Giulio BERTACCINI (Zebre Parma, 4 caps) Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 22 caps) Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 39 caps) Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 9 caps) Ali/Estremi Mirko BELLONI (Zebre Parma, 3 caps) Malik FAISSAL (Zebre Parma, esordiente) Matt GALLAGHER (Benetton Rugby, 3 caps) Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 14 caps) Lorenzo PANI (Zebre Parma, 12 caps) Jacopo TRULLA (Zebre Parma, 17 caps) Invitato Ion NECULAI (Zebre Parma, 3 caps)
Italia | 28/05/2026
Arbitri, come cresce il movimento femminile in Italia: la storia di Beatrice Smussi
Il movimento arbitrale italiano sta crescendo sempre di più, e non solo a livello maschile – con Andrea Piardi e Gianluca Gnecchi che hanno aperto la strada all’Italia nell’altissimo livello – ma anche femminile. E non solo con Clara Munarini, ormai tra le direttrici di gara più stimate a livello internazionale: dietro crescono tante giovani promettenti come Beatrice Smussi, che ha arbitrato la sua terza finale scudetto femminile e che ha partecipato come assistente nel Sei Nazioni Femminile 2026. Ingegnere gestionale, Beatrice Smussi ha iniziato grazie al padre, anche lui arbitro, e non si è più fermata, e insieme a lei tante altre donne stanno facendo un importante percorso di crescita che rende il movimento arbitrale femminile italiano sempre più di alto livello: “Oggi non è più strano per le società e i giocatori vedere arrivare al campo una donna: è una cosa molto importante e positiva, perché significa che non si rimane più stupiti, nemmeno in senso positivo. È diventata una cosa normale e questo vuol dire che la mentalità sta cambiando e che si è più aperti a vedere delle donne in ruoli decisionali, anche in ambito sportivo. Da qualche stagione inoltre non c’è più la distinzione tra pannelli femminili e maschili: tutti gli arbitri sono ricondotti nei pannelli di riferimento, Serie A o Serie B. Questo credo sia molto stimolante per noi arbitri donne, perché ci consente di essere considerate, al pari dei nostri colleghi, per qualsiasi partita del panel a cui apparteniamo”. Da dove tutto è cominciato “Da ragazzina sciavo, e sebbene non abbia mai giocato a rugby l’ho sempre seguito. Mio fratello giocava e adesso è arbitro anche lui, e mio padre era un arbitro nazionale, per cui nei weekend in cui non gareggiavo andavo spesso con mia mamma sui campi quando lui arbitrava” racconta Smussi. “L’ho sempre vissuto in famiglia, andavamo spesso a vedere anche le partite del Sei Nazioni. Insomma, è stato uno sport sempre presente nella mia vita. Poi a 16 anni – e sciavo ancora – mio padre mi propose di fare il corso da arbitri: ho iniziato un po’ per gioco, poi sono arrivate le prime partite e mi sono accorta che mi piaceva sempre di più. Arrivata a 18 anni mi sono trovata a scegliere tra sci e rugby, due percorsi a cui tenevo molto. Ho deciso di puntare sul rugby, perché sentivo che lì potevo esprimermi al meglio e costruire qualcosa di importante, mentre lo sci è rimasto una passione che continuo a coltivare, anche dopo aver frequentato il percorso per diventare maestra di sci. Così mi sono dedicata completamente al rugby e, a 19 anni, sono entrata in Accademia, iniziando il mio percorso di formazione nell’arbitraggio". La nascita di una passione Inizialmente è stata una questione di famiglia, poi però l’amore è cresciuto gradualmente stando sui campi e scoprendo tutte le pieghe di questo sport unico, e di un ruolo ancora più particolare: “Da un lato, avendo sempre sciato, ero abituata agli sport individuali, quindi, non avevo difficoltà all’idea di dover performare ‘da sola’ anche da arbitra. Anche se oggi quella degli arbitri è una vera e propria squadra, con assistenti e TMO, alla fine quando sei in mezzo al campo sei tu a dover decidere, e questo è una degli aspetti che mi piace maggiormente di questo ruolo. La parte più sfidante è il dover cercare di performare al meglio cercando di non impattare, con le mie decisioni, sulle prestazioni delle squadre. Anzi, il nostro ruolo è quello di agevolarne il gioco, mettendo le squadre nelle condizioni di potersi esprimere nel modo migliore. Sicuramente il rispetto che c’è in campo con i giocatori e il clima di collaborazione reciproca che trovo e respiro durante le partite – e che rendono il rugby uno sport diverso dagli altri – hanno contribuito a farmelo amare. Poi è chiaro, ci sono anche in questa, come in qualunque disciplina sportiva, alti e bassi, non voglio dire che non ci siano situazioni più complicate, ma di base i valori ed i principi che lo contraddistinguono rimangono dei capisaldi anche nella vita oltre che nello sport”. Il percorso, strada fatta e mete future Beatrice Smussi ha iniziato, come tutti, con l’under 14, poi dopo l’ingresso in Accademia ha iniziato la scalata, un gradino dopo l’altro: due anni tra Serie A Elite femminile e Serie C, poi cinque anni di Serie B e da tre anni anche la Serie A. Nel 2024 è arrivato anche l’esordio in Coppa Italia, e poi nel 2026 la prima volta da assistente in Serie A Elite. Nel frattempo, sono arrivate anche tre finali scudetto femminili, l’ultima proprio a marzo del 2026: “Sono orgogliosa di questa terza designazione. Per un’arbitra ricevere per tre volte una finale è un traguardo importante, una fiducia rinnovata. Questa stagione sono giunte anche designazioni a livello internazionale: Galles-Francia al Sei Nazioni femminile under 21 e poi due partite da assistente al Sei Nazioni Seniores: Inghilterra-Galles e Irlanda-Galles. L’obiettivo di questa stagione era proprio ricevere delle designazioni al Sei Nazioni e sono felice di averlo raggiunto ma sto già lavorando con una visione a lungo termine per poter crescere ancora e riuscire ad entrare nella squadra di arbitri e assistenti per il Mondiale femminile 2029. So che è un obiettivo ambizioso, ma sono altrettanto convinta che, lavorando con impegno come ho sempre fatto in questi anni e con il supporto del nostro formatore e del team di World Rugby, possa diventare un traguardo raggiungibile". I punti di riferimento e lo sviluppo del movimento femminile Dalla famiglia ai colleghi, sono tanti i punti di riferimento che Beatrice Smussi ha trovato lungo il suo percorso: “Il primo punto di riferimento ovviamente è stato mio padre, che mi ha sempre seguito fin da piccola sui campi, mi è stato vicino, mi ha aiutata a crescere. Essendo di Brescia, ho avuto, inoltre, la fortuna di condividere la stessa sezione con Andrea Piardi e Gianluca Gnecchi: andavamo insieme in Accademia e alle riunioni sezionali, e grazie a loro ho avuto l’opportunità di crescere molto. Durante le riunioni si analizzano le situazioni, ci si confronta e si lavora molto sulle clip e sui possibili scenari di gioco; la loro presenza ed esperienza mi hanno aiutata a sviluppare la giusta forma mentis. Altro punto di riferimento e pilastro del movimento femminile è poi Clara Munarini che ha aperto molte porte per l’arbitraggio italiano. L’ultima, in ordine di tempo, è stato il suo esordio in URC nel derby tra Benetton e Zebre come arbitra, dopo anni di esperienza come assistente. Negli ultimi anni, inoltre, ci sono diverse ragazze che sono entrate nei panel nazionali: tre sono ormai stabilmente in Serie A, mentre cinque fanno parte del panel di Serie B, con livelli di esperienza diversi. Alcune arbitrano con continuità in quella categoria, altre sono vicine all’esordio e nel frattempo proseguono il loro percorso anche a livello femminile. La crescita dei numeri del movimento femminile è molto stimolante e ci spinge a dare il meglio per fornire prestazioni sempre all’altezza. Anche il fatto che da qualche stagione non ci sia più la distinzione tra pannelli femminili e maschili, ma tutti gli arbitri, uomini e donne, confluiscano nei medesimi pannelli di riferimento, Serie A o Serie B, è motivo ulteriore per migliorare. È un aspetto che ritengo molto stimolante, perché permette di essere considerate al pari dei colleghi per tutte le partite del nostro panel: oggi la presenza di un’arbitra in campo, come detto, non sorprende più. È una presenza normale, segno di una mentalità più aperta e di un crescente riconoscimento delle donne anche in ruoli decisionali. Dal mio punto di vista, in campo non percepisco differenze, né mi sento penalizzata per il fatto di essere una donna. È un aspetto di cui il rugby può essere orgoglioso, perché rispetto ad altri sport è stato in qualche modo pionieristico. Nel calcio, ad esempio, non è così scontato, e anche nel basket oggi c’è una sola arbitra in Serie A senza un movimento altrettanto strutturato alle spalle. Parlandone con lei emerge come non sia ancora così comune vedere una donna in campo. Su questo credo che nel rugby sia stato fatto un buon lavoro, ma è importante continuare perché il cammino da fare è ancora lungo”.
Arbitri | 28/05/2026

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