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Serie A maschile: Parabiago e Cus Torino si giocano l’Elite, Valsugana e Experience L’Aquila il titolo U. 18

È stato un fine settimana ricco di emozioni e verdetti importanti per il rugby italiano, con le semifinali playoff della Serie A maschile, le gare d’andata per la promozione dalla Serie B e le semifinali del campionato Under 18 che hanno delineato il quadro delle finali. Nella corsa verso la Serie A Elite sono stati Rugby Parabiago e CUS Torino a conquistare l’accesso all’ultimo atto della stagione. La formazione lombarda ha dominato la semifinale contro i Cavalieri Prato, imponendosi con un netto 49-14 davanti al proprio pubblico grazie a una prestazione autoritaria sia in attacco che in fase difensiva. Più combattuta invece la sfida di Calvisano, dove il CUS Torino è riuscito a espugnare il campo bresciano vincendo 30-23 al termine di un confronto intenso ed equilibrato. Saranno dunque Rugby Parabiago e CUS Torino a contendersi domenica prossima, la promozione, a Biella, nella massima categoria nazionale. Anche in Serie B si è entrati nella fase decisiva della stagione con le gare d’andata dei playoff promozione verso la Serie A. Il Rugby Bergamo ha costruito un importante vantaggio superando il Brixia Rugby per 41-24, mentre il Rugby San Donà ha avuto la meglio sul Rugby Perugia con il punteggio di 40-24. Successo casalingo anche per il CUS Catania Rugby, che ha battuto l’Unione Monferrato Rugby 15-3 in una sfida molto equilibrata e combattuta. Emozioni e spettacolo anche nel campionato Under 18, dove sono andate in scena le semifinali per il titolo italiano. Il Valsugana Rugby ha staccato il pass per la finale grazie a una convincente vittoria per 49-5 contro il Livorno Rugby. Molto più incerta ed emozionante l’altra semifinale, con il Rugby Experience L’Aquila che ha espugnato il campo del Rugby Parabiago imponendosi di misura per 25-24. Alla luce dei risultati complessivi maturati tra andata e ritorno, saranno quindi Valsugana e Rugby Experience L’Aquila a giocarsi lo scudetto Under 18 nella finale in programma domenica prossima a Calvisano. I tabelllini delle semifinali di Serie APARABIAGO – PRATO SESTO 49-14 (14-14) PARABIAGO: N. Grassi; Cortellazzi (8’ st Coffaro), Paz, Hala (34’ st F. Grassi), Cucchi; Silva Soria, Zanotti; Galvani (24’ st Nadali), G. Mugnaini (33’ st Zoccali), Toninelli; Caila (48’ Messori), Salvetti; Antonini (8’ st Castellano), Ceciliani (8’ st Cornejo), Bettini (8’ st G. Moscioni). All. Porrino. PRATO SESTO: Castellana; Fondi, Quaranti (8’ st Marzucchi), Pancini, Cella; Puglia (23’ st Dabizzi), Bencini; Morelli (23’ st Attucci), Righini, Dalla Porta (8’ st Facchini); Mardegan, Cascello (14’ st Tizzi); Giagnoni (23’ st Dardi), Di Leo (14’ st Calizzano), Rudalli (23’ st Sansone). All. Chiesa. Arbitro: Bonato di Padova. Marcatori: 2’ m. Ceciliani tr. Silva Soria, 10’ m. N. Grassi tr. Silva Soria, 24’ m. Morelli tr. Puglia, 37’ m. Quaranti tr. Puglia; st: 3’ m. Silva Soria tr. Silva Soria, 15’ m. Cornejo tr. Silva Soria, 29’ m. Castellano tr. Silva Soria, 35’ m. Zanotti tr. Silva Soria, 37’ m. Cucchi tr. Silva Soria. CALVISANO - CUS TORINO 23-30 (13-13)CALVISANO: Ga. Bronzini (23’ st M. Consoli); Bini, T. Williams (22’ st Nicosia), Regonaschi, Bozzoni; Bruniera, F. Consoli; Mori, Berardi, Pasquali (17’ st Caravaggi); Zanetti (14’ st Maurizi), Salvan (1’ st Gabana); Barbotti (1’ st Manente), D’Apollonia (21’ Bottacin), Cristini (33’ st Nappi). All. Zappalorto e Dal Maso. CUS TORINO: E. Reeves; Ambrosi (35’ st Di Prima), Torres, G. Reeves (8’-23’ pt e 31’ st Palmero), Momicchioli; Zanatta, Truffa (18’ st La Terza); Quaglia, Perrone, Marcadella (21’ st Bellino); Bignami (5’ st Spinelli), Riccardi; Araujo (5’ st Lombardo), Crepaldi (8’ Bau), De Vita (8’ st Checchini). All. Bianco. Arbitro: Pompa di Chieti. Marcatori: 9’ cp Bruniera, 19’ m. Riccardi tr. Zanatta, 24’ cp Bruniera, 28’ e 32’ cp Zanatta, 35’ m Mori tr. Bruniera; st: 12’ m. Momicchioli, 20’ m. Momicchioli tr. Zanatta, 32’ m. La Terza, 35’ m. Bottacin tr. Bruniera, 39’ cp Bruniera.

Campionati | 24/05/2026

Elisa Cucchiella, azzurra numero 105: “Il mondiale del 2017? Un passaggio importante. Bello vedere come il rugby femminile si è evoluto”

Il Mondiale 2017 ha rappresentato il grande ritorno dell’Italia sul palcoscenico più importante, dopo 15 anni di assenza, e per Elisa Cucchiella – pilone e azzurra numero 105 – ha rappresentato anche il coronamento di 13 anni di carriera internazionale, a partire dall’esordio del 2004 contro l’Inghilterra. Cucchiella ha quindi vissuto i diversi periodi del rugby femminile italiano: da quello pre-Sei Nazioni (e l’esordio infatti arrivò in Coppa FIRA) alle prime grandi vittorie, fino al Mondiale 2017 che lanciò tante ragazze che avrebbero poi scritto la storia dell’Italia femminile. “Il rugby era di casa perché ci giocava mio padre, anche se in realtà ho cominciato tardi. All’inizio non mi interessava, poi a 19 anni una mia compagna di scuola insistette affinché provassi, ho fatto il primo allenamento ed è scattato qualcosa, mi è piaciuto e ho deciso di continuare. All’inizio non capivo le regole, però ero tosta e questo piaceva agli allenatori. Piano piano sono cresciuta, ho cominciato a fare i raduni con la Nazionale e nel 2004 sono arrivata in azzurro” racconta Cucchiella. Il Sei Nazioni e il lavoro Nel 2007 l’Italia entra nel Sei Nazioni femminile, scrivendo un altro pezzo di storia di questo sport. Elisa Cucchiella è parte integrante del gruppo, e lo sarà per i 10 anni successivi, pur con qualche stop forzato: “Ci sono stati un paio d’anni di stop, ho dovuto saltare anche alcuni Sei Nazioni come quelli del 2013 e del 2014 perché lavoravo. Ho avuto molti datori di lavoro che mi permettevano di conciliare le due cose, ma in quel periodo invece trovai un titolare che mi disse ‘o lavori o giochi’, e a quel punto sono stata costretta a stare fuori dal giro. Nonostante questo ho dei bellissimi ricordi degli anni in Nazionale: ricordo i primi europei FIRA, in cui ho esordito in azzurro prima del Sei Nazioni, e poi l’impegno maggiore richiesto dopo l’ingresso nel torneo. Anche perché, come detto, ogni ragazza di quella squadra o studiava o lavorava, eppure eravamo sempre lì pronte a dare il meglio di noi stesse. Ricordo i tanti allenamenti in palestra, mi piacevano, e in generale vedevo tanta voglia di crescere, di diventare sempre più forti, soprattutto tra le più giovani, quelle che poi sono entrate nel gruppo in ottica Mondiale 2017”. Il Mondiale 2017 e le differenze con il mondo di oggi Nel 2017, infatti, l’Italia femminile ritorna ai Mondiali dopo 15 anni di assenza, ed Elisa Cucchiella è tra le convocate di coach Andrea Di Giandomenico: “Quel Mondiale fu già un passaggio importante per il rugby italiano, vedevo già un approccio diverso rispetto a quando avevo iniziato. Quando ho cominciato ci seguivano davvero in pochi, stampavamo noi le magliette, era un mondo ancora poco seguito e lo vivevamo come un divertimento, anche se chiaramente abbiamo sempre dato tutto. Nella generazione successiva, anche grazie all’avvento dei social che hanno consentito al rugby femminile di avere più visibilità, c’è stato un ulteriore cambiamento: più seguito voleva dire maggiore considerazione, e questo portava a darsi da fare ancora di più. Con il tempo sono cambiate tante cose: ci sono i contratti, le dirette televisive di tutte le partite, e questa evoluzione mi rende felice. Adesso le ragazze che si avvicinano al rugby trovano una realtà diversa: non c’è solo la passione, che ovviamente non deve mai mancare, ma c’è anche qualcosa dietro, delle garanzie diverse, delle possibilità in più rispetto alla nostra generazione. È bello vedere anche tante ragazze che a fine partite cercano le giocatrici, chiedono foto, autografi, è il sintomo di un lavoro fatto dalle società che vanno nelle scuole, che lavorano per portare in giro questo sport e per far capire che il rugby non è uno sport soltanto per uomini. Anzi, direi proprio che non è uno sport né da femmine né da maschi, è uno sport e basta che come tutti può essere praticato da entrambi e che ha lo stesso valore”.

Italia Femminile | 22/05/2026

L’Azzurra Francesca Sgorbini candidata al premio di MVP del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026

La terza linea della Nazionale Italiana Femminile Francesca Sgorbini è tra le quattro atlete che si contenderanno il titolo di miglior giocatrice del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026. Sgorbini, autrice di tre mete nel corso del Torneo: due nella sfida del Lanfranchi con le Campionesse del Mondo dell’Inghilterra nel corso della quale le Azzurre hanno conquistato per la prima volta un punto di bonus offensivo contro le Red Roses, e una nella gara finale, vinta a Cardiff con il Galles. Al di là delle tre marcature, Sgorbini si è distinta durante tutto il Sei Nazioni per consistenza, efficacia offensiva e difensiva, e leadership: nonostante la giovane età, la pesarese è diventata da tempo un cardine nelle rotazioni del CT Roselli e un punto stabile della mischia del suo club, l’ASM Clermont, con cui al momento guida la classifica nell’Elite 1 francese, che ha vinto nel 2021, dopo essersi laureata Campionessa d’Italia a Colorno nel 2018, non ancora maggiorenne. A contendersi il titolo con Francesca Sgorbini, la Capitana inglese Meg Jones, la numero 8 irlandese Aoife Wafer e la mediana di mischia francese Pauline Bourdon-Sansus. Si potrà votare fino alle 10:00 del 28 Maggio a questo link.La vincitrice verrà nominata MVP del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026.

Italia Femminile | 22/05/2026

Francesca Sgorbini nel Team of The Championship del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026

La terza linea Azzurra Francesca Sgorbini è stata inserita dai tifosi nel XV ideale del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026. La community ha infatti potuto votare per comporre la formazione che contiene le migliori atlete ad aver preso parte a questa edizione del Torneo. Sgorbini, Player of the Match di Italia v Scozia e MVP dello stesso turno, il terzo, ha messo insieme prestazioni di altissimo livello, segnando ben tre mete (due contro l'Inghilterra, partendo dalla panchina, e una contro il Galles) e diventando un elemento prezioso per la formazione di coach Roselli. Un traguardo per la flanker pesarese, che compone una terza linea ideale assieme alle irlandesi Erin King e Aoife Wafer e che da anni è uno dei punti di forza del suo club, l'ASM Clermont, al momento primo in classifica nell'Elite 1 francese, e con cui si è laureata campionessa di Francia nel 2021. Il Team of the Championship del Guinness Sei Nazioni 202615. Ellie Kildunne (Inghilterra)14. Anaïs Grando (Francia)13. Meg Jones (Inghilterra)12. Aoife Dalton (Irlanda)11. Jess Breach (Inghilterra)10. Zoe Harrison (Inghilterra)9. Pauline Bourdon-Sansus (Francia) 8. Aoife Wafer (Irlanda)7. Francesca Sgorbini (Italia)6. Erin King (Irlanda)5. Abi Barton (Inghilterra)4. Madoussou Fall-Raclot (Francia)3. Sarah Bern (Inghilterra)2. Amy Cokayne (Inghilterra)1. Ambre Mwayembe (Francia)

Italia Femminile | 21/05/2026

L’Eni Tour nel fine settimana approda a Caltanissetta e Ravenna

Roma - Prosegue il viaggio dell’ENI Rugby Tour 2026, il progetto promosso dai Comitati Regionali FIR ed Eni dedicato alla diffusione dei valori del rugby, dell’inclusione e della partecipazione sui territori. Nel secondo weekend del tour nazionale, saranno Caltanissetta e Ravenna ad accogliere giovani atleti, famiglie e società sportive in due appuntamenti che dedicati al rugby di base. Sabato 23 maggio, a partire dalle ore 9:30, lo Stadio “Marco Tomaselli” di Caltanissetta ospiterà la tappa nazionale dell’ENI Rugby Tour inserita nel calendario ufficiale della quarta edizione del circuito, insieme agli appuntamenti di Roma, Brindisi, Ravenna e Livorno. La manifestazione, coordinata dal Comitato Regionale FIR Sicilia insieme al Nissa Rugby, coinvolgerà centinaia di bambini e bambine provenienti da tutta l’isola nelle attività di minirugby Under 6, Under 8, Under 10 e Under 12, trasformando il “Marco Tomaselli” in una grande cittadella dello sport, dell’aggregazione e della condivisione. Nel corso della giornata si svolgeranno inoltre le finali regionali di TAG Rugby valide per il Trofeo CONI 2026 e sarà presentato il progetto “Sport di tutti carceri – Insieme alla meta”, iniziativa dedicata al valore educativo e sociale dello sport. Nel fine settimana ci sarà anche la tappa di Ravenna presso il Campo Sportivo di Via Isonzo 22/A, con l’organizzazione del Ravenna Rugby FC. Anche la tappa romagnola sarà una giornata all’insegna del rugby giovanile, della partecipazione e della crescita sportiva, coinvolgendo società, famiglie e appassionati all’interno di un percorso che attraversa il territorio nazionale promuovendo cultura sportiva, formazione e inclusione. L’ENI Rugby Tour rappresenta oggi uno strumento rilevante per la promozione del rugby di base in Italia attraverso i Comitati regionali, capace di valorizzare il ruolo educativo dello sport e il legame tra comunità e nuove generazioni.

dalla base | 21/05/2026

Seven maschile: i convocati per il raduno di Pordenone

La Nazionale Italiana Seven Maschile si ritroverà a Pordenone dal 24 al 27 maggio per un raduno di preparazione in vista dell’“EAAST International Rugby 7’s Development Tournament”, in programma ad Haguenau, in Francia, il 29 maggio. Gli Azzurri si raduneranno domenica 24 maggio presso l’Hotel Santin di Pordenone, dove prenderà il via il programma di lavoro coordinato dallo staff tecnico federale. Nel corso della permanenza in Friuli sono previste sessioni tecniche, riunioni video, attività in palestra e allenamenti sul campo del Pordenone Rugby. Al termine dell’allenamento pomeridiano di martedì 26 maggio saranno comunicati i tredici atleti che prenderanno parte al torneo internazionale in Francia. La delegazione azzurra partirà per Haguenau nella mattinata di mercoledì 27 maggio. Il torneo rappresenta un'altra tappa importante per la crescita della Nazionale Seven Maschile e un’occasione di confronto internazionale utile allo sviluppo del gruppo in vista dei prossimi impegni stagionali. I convocati Luca BELLONI (Rugby Rovigo Delta) Sebastiano BILLIO (Rugby Paese) Nicola BOZZO (SC Albi) Filippo BOZZONI (Rugby Calvisano) Thomas BUSSAGLIA (Rugby Viadana 1970) Nelson CASARTELLI (Mogliano Veneto Rugby) Massimo CIOFFI (Civitavecchia Rugby Centumcellae) Rocco DEL BONO (Livorno Rugby) Christian DOTTO (Rugby Paese) Arturo FUSARI (Fiamme Oro Rugby Roma) Ferdinando FUSARI (Fiamme Oro Rugby Roma) Francesco IMBERTI (Valence Romans) Francesco KRSUL (Rugby Rovigo Delta) Cristian LAI (Fiamme Oro Rugby Roma) Michael MBA (Fiamme Oro Rugby Roma) Pietro RODINA (Rugby Lyons) Vittorio SANTARELLI (Unione Rugby Capitolina)

Italia 7s Maschile | 21/05/2026

Al via il Trofeo Italiano Beach Rugby 2026: primo weekend tra Tuoro, Maccarese e Gallipoli

Roma - Prende ufficialmente il via nel weekend del 23 e 24 maggio il VI Trofeo Italiano Beach Rugby 2026, il circuito nazionale organizzato dalla Federazione Italiana Rugby in collaborazione con Vittoria Assicurazioni, che per undici settimane porterà il rugby estivo sulle spiagge di tutta Italia fino al Master Finale di San Benedetto del Tronto, in programma il 25 e 26 luglio. Ad inaugurare la stagione saranno tre appuntamenti distribuiti tra Umbria, Lazio e Puglia, con un fine settimana che unirà sport, spettacolo e promozione del territorio. Sabato 23 maggio, dalle ore 10, la spiaggia di Punta Navaccia a Tuoro sul Trasimeno ospiterà la sola tappa umbra del circuito nazionale. Sul litorale lacustre scenderanno in campo le Sabbie Mobili, presenti con due formazioni dal Lazio, gli Spruzzi Pazzi da Ancona e i Bula Bula da Belluno, pronti a contendersi i primi punti della stagione. La giornata vedrà inoltre protagoniste le juniores femminili del Perugia Rugby e le attività open dedicate agli old players. L’evento è promosso in collaborazione con Rugby Perugia e Umbria Rugby Femminile, con il patrocinio del Comune di Tuoro sul Trasimeno. Sempre sabato 23 maggio, a partire dalle ore 14, sarà il Centro Sportivo delle Fiamme Oro di Maccarese ad accogliere la tappa nazionale d’apertura organizzata dal Gruppo Sportivo della Polizia di Stato insieme alla FIR e al Comitato Regionale Lazio. Sulla spiaggia dello stabilimento Fiamme Oro si sfideranno le squadre protagoniste del primo appuntamento ufficiale del torneo, con premiazioni finali dedicate alle prime tre classificate, al trofeo OPES Long Distance e al premio Fair Play Fiamme Oro. Il Beach Rugby, disciplina del Rugby a 5 insieme a Touch, Snow e Tag Rugby, conferma così il proprio ruolo centrale nella promozione di un rugby dinamico, inclusivo e spettacolare. Domenica 24 maggio il Trofeo Italiano Beach Rugby farà tappa a Gallipoli con la seconda edizione della No Borders Cup, in programma dalle 9 alle 14 presso il Lido Mar y Sol. L’evento rappresenta il primo appuntamento ufficiale del calendario 2026 e vedrà la partecipazione dei campioni d’Italia in carica The Rockets, vincitori dell’edizione inaugurale disputata lo scorso anno proprio sulle spiagge salentine. Oltre alle categorie senior maschili e femminili, spazio anche alle attività dedicate ai giovani delle categorie Under 12 e Under 14, confermando l’attenzione verso la crescita del movimento giovanile. Inserita nel calendario di “Puglia Regione Europea dello Sport 2026”, la No Borders Cup unisce sport e valorizzazione territoriale grazie al supporto di Comune di Gallipoli, Provincia di Lecce, Regione Puglia, Sport e Salute e CONI. Con 39 appuntamenti distribuiti in quattordici regioni italiane, il Trofeo Italiano Beach Rugby 2026 si prepara così ad animare l’estate italiana, coinvolgendo migliaia di appassionati lungo alcune delle spiagge più suggestive del Paese.

Beach | 21/05/2026

Stefano Casertano: dagli spot per FIR alla meta più vecchia della Serie C

La statistica non è ufficiale, quindi ci scusiamo in anticipo con altri potenziali recordman e li invitiamo a scriverci per esprimere le proprie lagnanze.Ma la storia merita comunque di essere raccontata.Stefano Casertano è un volto noto del rugby, che bazzica sin dall’adolescenza, ed è un volto noto della comunicazione rugbistica: regista e sceneggiatore, ha realizzato per la Federazione e per alcuni dei partner istituzionali e commerciali alcuni spot andanti in onda a livello nazionale negli ultimi anni.Trovare un regista già non è facile. Trovarlo appassionato di rugby può essere complicato. Andare a scovarne uno che del rugby ha fatto, se non la propria ragione di vita, quantomeno un pilastro del proprio percorso umano e sportivo è, oggettivamente, più impossibile che improbabile.Quando ci siamo ritrovati Stefano per le mani, abbiamo capito subito che era uno di quelli con il fuoco ovale dentro. Abbiamo lavorato bene insieme, i partner sono stati contenti, siamo rimasti in contatto come accade sempre tra persone dell’ambiente.Sapevamo che Stefano aveva giocato, che era stato alla Primavera da quando aveva 10 anni e al CUS Roma, prima di andare a studiare e fare cinema in giro per il mondo: del resto, il nostro gli anni se li porta bene, ma era abbastanza evidente che le scarpe da flanker fossero ormai riposte da qualche tempo nell’armadio, o appese al fantomatico chiodo.Insomma, non è che avessimo approfondito troppo, ecco.Stefano, tra un set e l’altro (sue produzioni sono state in selezione ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia, alla Berlinale e alla Festa del Cinema di Roma), ha fatto qualche apparizione sugli spalti dell’Olimpico per le partite del Sei Nazioni da spettatore interessato, ci ha mandato qualche messaggio entusiasta quando non poteva essere allo Stadio, è - come si suol dire - rimasto nel giro.Domenica scorsa, il 17 maggio, ha mandato un messaggio alle 17.59: “E niente, ho fatto meta in Serie C a 48 anni”: merito dell’aggiornamento delle tabelle anagrafiche che il Ministero della Salute ha approvato lo scorso dicembre, innalzando a 48 anni il limite per la pratica agonistica.Ovviamente, Stefano non ci aveva detto nulla della sua volontà di tirare fuori le scarpe chiodate dallo sgabuzzino. Zitto zitto, da buon sceneggiatore, si è costruito la sua storia perfetta: ha ripreso ad allenarsi - in effetti, sembra molto più magro dell’ultima volta che ci siamo visti su un set - è andato dalla squadra della sua vecchia università, la Luiss Avio di Roma, ha convinto l’allenatore che meritava un posto in squadra per la giornata finale della Serie C, girone laziale-abruzzese.E, una manciata di giorni prima di compiere 48 anni, è tornato in campo ancora una volta nella vittoria della Luiss contro il Tuscia Rugby: ci ha anche mandato un video, a testimonianza della sua impresa.Il video è un po’ ballerino, ma del resto Stefano era in campo per la sua ultima partita e la sua ultima meta, con il possibile e discutibile record di metaman più vecchio nella storia dei campionati FIR.Adesso, lo rimettiamo dietro la telecamera.

dalla base | 19/05/2026

Finale Serie A Elite 2025/26, i biglietti per il match del 2 giugno

Sulla piattaforma di Mailticket, è in corso la prevendita dei biglietti per la Finale del Soladria Serie A Élite 2025/26, in programma martedì 2 giugno alle ore 18:15 allo Stadio “Plebiscito” di Padova, tra Valorugby Emilia e Petrarca Rugby. I PREZZI DEI BIGLIETTI PER LA FINALE DEL SERIE A ÉLITE 25/26(Al costo del biglietto andrà aggiunto quello dei diritti di prevendita) Tribuna Est (settore 9 con accesso area hospitality)Intero € 40Ridotto (dai 6 ai 16 anni) € 20Under 6 Gratis Tribuna Est (settori 1, 5, 6, 7, 8 e 11) Intero € 25Ridotto (dai 6 ai 16 anni) € 10Under 6 Gratis BIGLIETTI DISPONIBILI AL LINKhttps://www.mailticket.it/evento/52780/finale-scudetto-2026

Campionati | 19/05/2026

Sei Nazioni femminile: bilancio positivo per l’Italia, che chiude con due vittorie e 12 punti

Il Sei Nazioni femminile dell’Italia si chiude con segnali incoraggianti sia dal punto di vista dei risultati sia da quello della crescita del gruppo. Dopo un avvio complicato le Azzurre hanno trovato continuità, chiudendo il torneo al quarto posto con due vittorie e 12 punti complessivi, mostrando una progressione evidente nel corso delle varie settimane, culminata con la bella vittoria in Galles dopo il successo contro la Scozia e il primo storico punto conquistato contro l’Inghilterra. Crescita Le Azzurre hanno mostrato una grande capacità di ritrovare equilibrio e fiducia anche nei momenti più complessi. All’inizio è mancata la continuità, con un buon primo tempo in Francia al quale era seguita una ripresa complicata e – viceversa – una prima frazione negativa in Irlanda prima della reazione che nel secondo tempo aveva portato al bonus offensivo. Lavorando giorno dopo giorno le ragazze e lo staff di coach Roselli hanno limato i dettagli che hanno permesso all’Italia di diventare competitiva per 80 minuti, dominando la Scozia nella prima uscita casalinga e vincendo 41-14. A quel punto è cominciato un altro torneo, con le Azzurre brave a reagire contro la fortissima Inghilterra conquistando un altro bonus offensivo per poi chiudere a Cardiff trasformando la propria principale debolezza in punto di forza. Se ad inizio Sei Nazioni l’Italia non riusciva infatti a mantenere lo stesso livello di prestazione per 80 minuti, contro il Galles le Azzurre sono invece venute fuori alla distanza, dominando l’ultima mezz’ora dopo 50 minuti alla pari. Questo è uno degli aspetti più positivi del torneo. Esordi e miglioramenti È stato importante anche il lavoro svolto da coach Fabio Roselli nella gestione del ricambio generazionale. Nel corso del Sei Nazioni hanno trovato spazio diverse giocatrici giovani o con poca esperienza internazionale come Costantini, Cheli, Tonellotto, Dosi, Zanette, Pilani e Buso. Alcune di loro, in particolare Zanette, hanno mostrato fin da subito buone qualità a questo livello, mentre altre hanno comunque accumulato minuti ed esperienza importanti in ottica futura. Nel corso del torneo alcune scelte tecniche hanno contribuito a dare maggiore continuità alla manovra offensiva dell’Italia. L’utilizzo contemporaneo di Mannini, Sillari e D’Incà ha dato maggiore varietà all’attacco azzurro, migliorando sia la capacità di costruire gioco sia l’efficacia negli ultimi metri. Allo stesso tempo è cresciuto anche il contributo di Veronica Madia, tornata a garantire qualità nella gestione offensiva e imprevedibilità nelle scelte palla in mano. Dal punto di vista individuale, oltre al contributo delle giocatrici più esperte come Sgorbini, Turani, Duca, Vecchini e Giordano, sono arrivate indicazioni positive anche da Ranuccini, cresciuta nel corso del Sei Nazioni, e da Bitonci, sempre efficace nel dare ritmo e qualità negli ultimi minuti delle partite. Tra gli aspetti da consolidare restano le fasi statiche, in particolare la mischia, che ha avuto un rendimento altalenante, mentre la rimessa laterale è notevolmente cresciuta col passare del tempo. Per una squadra che basa molto del proprio gioco sulla qualità dei possessi, la continuità nella conquista resta un elemento centrale. I numeri dell’Italia al Sei Nazioni 2026 In questo Sei Nazioni si è vista un’Italia dominante nel punto d’incontro, con ben 27 turnover conquistati. Un numero impressionante considerando che la seconda squadra di questa particolare classifica è l’Irlanda a quota 19. Partita dopo partita l’Italia è migliorata anche in rimessa laterale, chiudendo al secondo posto con una percentuale dell’88.2% di rimesse vinte, dietro solo all’Inghilterra. Fabio Roselli ha messo fin da subito l’accento sulla necessità di migliorare in difesa, e i numeri gli hanno dato ragione considerando che le Azzurre sono state la seconda squadra per percentuale di placcaggi riusciti: 80,5%, dietro solo alla Francia, per un totale di 872 interventi riusciti. Ottimo anche il numero di placcaggi dominanti, 40. Da migliorare invece il gioco al piede, con l’Italia all’ultimo posto per metri guadagnati (solo 21,6 per calcio) e per piazzati messi a segno (47,8%) così come sarà importante continuare anche sulla collisione. L’Italia, infatti, è pericolosissima quando riesce ad attaccare lo spazio ma fa ancora fatica a guadagnare metri a contatto: solo 0,9 metri guadagnati per collisione. In ogni caso, il bilancio dell’Italia in questo Sei Nazioni è assolutamente positivo, ancora di più considerando non solo i risultati ma anche l’allargamento della profondità, con tante nuove ragazze entrate nel giro.

Italia Femminile | 18/05/2026