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Italrugby, gli Azzurri convocati per il raduno di Parma

Roma – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la lista degli atleti convocati per il raduno di Parma – in programma il 4 e 5 giugno presso la Cittadella del Rugby – in preparazione al Nations Championship. Sarà il primo momento di incontro, sul campo e in riunione, tra lo staff della Nazionale Maschile e gli atleti – post Sei Nazioni – verso la nuova competizione che prenderà il via durante il mese di luglio con gli Azzurri che saranno impegnati a Tokyo contro il Giappone, a Wellington contro la Nuova Zelanda e a Perth contro l’Australia. Nel primo mini-raduno di giugno saranno presenti solo atleti che militano nelle franchigie, mentre nel secondo – in calendario l’11 e il 12 giugno a Treviso – saranno presenti anche atleti che giocano all’estero. A partire dal 18 giugno, a L’Aquila, inizierà ufficialmente la marcia di avvicinamento verso il Nations Championship con i 33 atleti convocati per i Test Match in programma a luglio. Al fine di iniziare a trasferire al meglio le informazioni in vista della scelta finale della rosa che affronterà Giappone, Nuova Zelanda e Australia, lo staff tecnico ha scelto di convocare Zilocchi e Da Re che non saranno disponibili per allenamento sul campo, mentre Spagnolo e Di Bartolomeo svolgeranno un lavoro differenziato. "Il Nations Championship è un nuovo, importante, appuntamento che andrà a chiudere una stagione molto intensa. Verso la partita con il Giappone, primo match di luglio, insieme allo staff abbiamo programmato una serie di incontri per preparare al meglio la rosa dei giocatori da scegliere per le tre partite che abbiamo in calendario. Ci saranno due mini raduni in Italia - a Parma il 5 giugno e a Treviso il 12 giugno - dove nel primo parteciperanno gli atleti delle due franchigie, mentre nel secondo avremo anche giocatori che militano in altri campionati. Successivamente sarà scelta la lista dei 33 atleti - tenendo conto anche di chi gioca all'estero - che inizieranno il raduno a L'Aquila verso l'esordio nel Nations Championship" ha dichiarato Gonzalo Quesada. Questo il programma dei raduni della Nazionale Maschile: 4/5 giugno, Parma 11/12 giugno, Treviso 18-25 giugno, L’Aquila (partenza per Tokyo in programma il 25 giugno) Il calendario estivo della Nazionale Maschile nel Nations Championship: Giappone v Italia – sabato 4 luglio, Tokyo – Chichibunomiya Stadium Nuova Zelanda v Italia – sabato 11 luglio, Wellington – Sky Stadium Australia v Italia – sabato 18 luglio, Perth – HBF Park Questa la lista degli atleti convocati: Piloni Destiny AMINU (Benetton Rugby, esordiente) Muhamed HASA (Zebre Parma, 8 caps) Ivan NEMER (Benetton Rugby, 16 caps) Matteo NOCERA (Zebre Parma, esordiente) Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 24 caps) Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 27 caps) Tallonatori Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 10 caps) Nicholas GASPERINI (Benetton Rugby, esordiente) Giovanni QUATTRINI (Zebre Parma, esordiente) Seconde Linee Matteo CANALI (Zebre Parma, 2 caps) Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 63 caps) Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 13 caps) Federico RUZZA (Benetton Rugby, 72 caps) Terze Linee Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 38 caps) Michele LAMARO (Benetton Rugby, 54 caps) Samuele LOCATELLI (Zebre Parma, esordiente) Giulio MARINI (Benetton Rugby, esordiente) David ODIASE (Zebre Parma, 6 caps) Alessandro ORTOMBINA (Zebre Parma, esordiente) Mediani di mischia Thomas DOMINGUEZ (Zebre Parma, esordiente) Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 25 caps) Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 23 caps) Mediani di apertura Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps) Giovanni MONTEMAURI (Zebre Parma, esordiente) Centri Giulio BERTACCINI (Zebre Parma, 4 caps) Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 22 caps) Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 39 caps) Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 9 caps) Ali/Estremi Mirko BELLONI (Zebre Parma, 3 caps) Malik FAISSAL (Zebre Parma, esordiente) Matt GALLAGHER (Benetton Rugby, 3 caps) Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 14 caps) Lorenzo PANI (Zebre Parma, 12 caps) Jacopo TRULLA (Zebre Parma, 17 caps) Invitato Ion NECULAI (Zebre Parma, 3 caps)

Italia | 28/05/2026

Arbitri, come cresce il movimento femminile in Italia: la storia di Beatrice Smussi

Il movimento arbitrale italiano sta crescendo sempre di più, e non solo a livello maschile – con Andrea Piardi e Gianluca Gnecchi che hanno aperto la strada all’Italia nell’altissimo livello – ma anche femminile. E non solo con Clara Munarini, ormai tra le direttrici di gara più stimate a livello internazionale: dietro crescono tante giovani promettenti come Beatrice Smussi, che ha arbitrato la sua terza finale scudetto femminile e che ha partecipato come assistente nel Sei Nazioni Femminile 2026. Ingegnere gestionale, Beatrice Smussi ha iniziato grazie al padre, anche lui arbitro, e non si è più fermata, e insieme a lei tante altre donne stanno facendo un importante percorso di crescita che rende il movimento arbitrale femminile italiano sempre più di alto livello: “Oggi non è più strano per le società e i giocatori vedere arrivare al campo una donna: è una cosa molto importante e positiva, perché significa che non si rimane più stupiti, nemmeno in senso positivo. È diventata una cosa normale e questo vuol dire che la mentalità sta cambiando e che si è più aperti a vedere delle donne in ruoli decisionali, anche in ambito sportivo. Da qualche stagione inoltre non c’è più la distinzione tra pannelli femminili e maschili: tutti gli arbitri sono ricondotti nei pannelli di riferimento, Serie A o Serie B. Questo credo sia molto stimolante per noi arbitri donne, perché ci consente di essere considerate, al pari dei nostri colleghi, per qualsiasi partita del panel a cui apparteniamo”. Da dove tutto è cominciato “Da ragazzina sciavo, e sebbene non abbia mai giocato a rugby l’ho sempre seguito. Mio fratello giocava e adesso è arbitro anche lui, e mio padre era un arbitro nazionale, per cui nei weekend in cui non gareggiavo andavo spesso con mia mamma sui campi quando lui arbitrava” racconta Smussi. “L’ho sempre vissuto in famiglia, andavamo spesso a vedere anche le partite del Sei Nazioni. Insomma, è stato uno sport sempre presente nella mia vita. Poi a 16 anni – e sciavo ancora – mio padre mi propose di fare il corso da arbitri: ho iniziato un po’ per gioco, poi sono arrivate le prime partite e mi sono accorta che mi piaceva sempre di più. Arrivata a 18 anni mi sono trovata a scegliere tra sci e rugby, due percorsi a cui tenevo molto. Ho deciso di puntare sul rugby, perché sentivo che lì potevo esprimermi al meglio e costruire qualcosa di importante, mentre lo sci è rimasto una passione che continuo a coltivare, anche dopo aver frequentato il percorso per diventare maestra di sci. Così mi sono dedicata completamente al rugby e, a 19 anni, sono entrata in Accademia, iniziando il mio percorso di formazione nell’arbitraggio". La nascita di una passione Inizialmente è stata una questione di famiglia, poi però l’amore è cresciuto gradualmente stando sui campi e scoprendo tutte le pieghe di questo sport unico, e di un ruolo ancora più particolare: “Da un lato, avendo sempre sciato, ero abituata agli sport individuali, quindi, non avevo difficoltà all’idea di dover performare ‘da sola’ anche da arbitra. Anche se oggi quella degli arbitri è una vera e propria squadra, con assistenti e TMO, alla fine quando sei in mezzo al campo sei tu a dover decidere, e questo è una degli aspetti che mi piace maggiormente di questo ruolo. La parte più sfidante è il dover cercare di performare al meglio cercando di non impattare, con le mie decisioni, sulle prestazioni delle squadre. Anzi, il nostro ruolo è quello di agevolarne il gioco, mettendo le squadre nelle condizioni di potersi esprimere nel modo migliore. Sicuramente il rispetto che c’è in campo con i giocatori e il clima di collaborazione reciproca che trovo e respiro durante le partite – e che rendono il rugby uno sport diverso dagli altri – hanno contribuito a farmelo amare. Poi è chiaro, ci sono anche in questa, come in qualunque disciplina sportiva, alti e bassi, non voglio dire che non ci siano situazioni più complicate, ma di base i valori ed i principi che lo contraddistinguono rimangono dei capisaldi anche nella vita oltre che nello sport”. Il percorso, strada fatta e mete future Beatrice Smussi ha iniziato, come tutti, con l’under 14, poi dopo l’ingresso in Accademia ha iniziato la scalata, un gradino dopo l’altro: due anni tra Serie A Elite femminile e Serie C, poi cinque anni di Serie B e da tre anni anche la Serie A. Nel 2024 è arrivato anche l’esordio in Coppa Italia, e poi nel 2026 la prima volta da assistente in Serie A Elite. Nel frattempo, sono arrivate anche tre finali scudetto femminili, l’ultima proprio a marzo del 2026: “Sono orgogliosa di questa terza designazione. Per un’arbitra ricevere per tre volte una finale è un traguardo importante, una fiducia rinnovata. Questa stagione sono giunte anche designazioni a livello internazionale: Galles-Francia al Sei Nazioni femminile under 21 e poi due partite da assistente al Sei Nazioni Seniores: Inghilterra-Galles e Irlanda-Galles. L’obiettivo di questa stagione era proprio ricevere delle designazioni al Sei Nazioni e sono felice di averlo raggiunto ma sto già lavorando con una visione a lungo termine per poter crescere ancora e riuscire ad entrare nella squadra di arbitri e assistenti per il Mondiale femminile 2029. So che è un obiettivo ambizioso, ma sono altrettanto convinta che, lavorando con impegno come ho sempre fatto in questi anni e con il supporto del nostro formatore e del team di World Rugby, possa diventare un traguardo raggiungibile". I punti di riferimento e lo sviluppo del movimento femminile Dalla famiglia ai colleghi, sono tanti i punti di riferimento che Beatrice Smussi ha trovato lungo il suo percorso: “Il primo punto di riferimento ovviamente è stato mio padre, che mi ha sempre seguito fin da piccola sui campi, mi è stato vicino, mi ha aiutata a crescere. Essendo di Brescia, ho avuto, inoltre, la fortuna di condividere la stessa sezione con Andrea Piardi e Gianluca Gnecchi: andavamo insieme in Accademia e alle riunioni sezionali, e grazie a loro ho avuto l’opportunità di crescere molto. Durante le riunioni si analizzano le situazioni, ci si confronta e si lavora molto sulle clip e sui possibili scenari di gioco; la loro presenza ed esperienza mi hanno aiutata a sviluppare la giusta forma mentis. Altro punto di riferimento e pilastro del movimento femminile è poi Clara Munarini che ha aperto molte porte per l’arbitraggio italiano. L’ultima, in ordine di tempo, è stato il suo esordio in URC nel derby tra Benetton e Zebre come arbitra, dopo anni di esperienza come assistente. Negli ultimi anni, inoltre, ci sono diverse ragazze che sono entrate nei panel nazionali: tre sono ormai stabilmente in Serie A, mentre cinque fanno parte del panel di Serie B, con livelli di esperienza diversi. Alcune arbitrano con continuità in quella categoria, altre sono vicine all’esordio e nel frattempo proseguono il loro percorso anche a livello femminile. La crescita dei numeri del movimento femminile è molto stimolante e ci spinge a dare il meglio per fornire prestazioni sempre all’altezza. Anche il fatto che da qualche stagione non ci sia più la distinzione tra pannelli femminili e maschili, ma tutti gli arbitri, uomini e donne, confluiscano nei medesimi pannelli di riferimento, Serie A o Serie B, è motivo ulteriore per migliorare. È un aspetto che ritengo molto stimolante, perché permette di essere considerate al pari dei colleghi per tutte le partite del nostro panel: oggi la presenza di un’arbitra in campo, come detto, non sorprende più. È una presenza normale, segno di una mentalità più aperta e di un crescente riconoscimento delle donne anche in ruoli decisionali. Dal mio punto di vista, in campo non percepisco differenze, né mi sento penalizzata per il fatto di essere una donna. È un aspetto di cui il rugby può essere orgoglioso, perché rispetto ad altri sport è stato in qualche modo pionieristico. Nel calcio, ad esempio, non è così scontato, e anche nel basket oggi c’è una sola arbitra in Serie A senza un movimento altrettanto strutturato alle spalle. Parlandone con lei emerge come non sia ancora così comune vedere una donna in campo. Su questo credo che nel rugby sia stato fatto un buon lavoro, ma è importante continuare perché il cammino da fare è ancora lungo”.

Arbitri | 28/05/2026

Anche Il Museo del Rugby protagonista al GoGo 7s di Pordenone dal 5 al 7 giugno

Non solo grande rugby internazionale in campo, ma anche storia, tradizione e cultura sportiva. In occasione del GoGo 7s, il pubblico avrà la possibilità di vivere un viaggio unico attraverso il tempo grazie alla presenza della mostra dedicata alle maglie storiche del rugby, realizzata con il coinvolgimento del Museo del Rugby. L’esposizione accompagnerà appassionati, curiosi e visitatori alla scoperta dell’evoluzione del rugby attraverso alcuni dei simboli più iconici di questo sport: le maglie. Dai colori storici dei club italiani e internazionali alle casacche legate a grandi eventi e nazionali, ogni pezzo racconta una storia fatta di passione, sacrificio, appartenenza e memoria sportiva. La mostra rappresenta un’importante occasione culturale all’interno del GoGo 7s, arricchendo la manifestazione con uno spazio dedicato alla tradizione rugbistica e al valore identitario di questo sport. Un’iniziativa pensata non soltanto per gli appassionati, ma anche per i più giovani, che potranno conoscere da vicino il patrimonio storico del rugby e comprendere quanto questo gioco abbia saputo costruire nel tempo una forte cultura di comunità. La collaborazione con il Museo del Rugby conferma la volontà degli organizzatori di rendere il GoGo 7s un evento capace di unire spettacolo sportivo, territorio e memoria, trasformando Pordenone in un punto di incontro internazionale per il rugby dentro e fuori dal campo.Le Maglie del Rugby, Storia, Identità e PassionePordenone, 5-7 giugnoSala Espositiva Biblioteca, Piazza XX SettembreOrari di apertura: 5/6 dalle 10.00 alle 20.30; 6/6 dalle 10.00 alle 19.00; 7/6 dalle 9.00 alle 17.00Ingresso Libero

dalla base | 28/05/2026

World Rugby Junior World Championship 2026, designati gli arbitri per il Mondiale: l’irlandese Jenkinson dirige la sfida d’esordio degli Azzurrini 

Sono stati designati gli arbitri che dirigeranno le gare dell’edizione 2026 del World Rugby Junior World Championship, in programma in Georgia tra giugno e Luglio. Un mondiale di categoria che segue quello dello scorso anno, ospitato dall’Italia nelle sedi di Calvisano, Viadana, Rovigo e Verona, che ha visto la vittoria finale del Sudafrica.A contendere il titolo ai Baby Boks quest’anno saranno altre quindici squadre, in una prospettiva di ampliamento del format. Le sedici partecipanti saranno suddivise in quattro gironi da quattro: con le prime classificate che accederanno alle semifinali, le seconde che lotteranno per le posizioni finali che vanno dal quinto all’ottavo posto, le terze dal nono al dodicesimo e le quarte dal tredicesimo al sedicesimo. L’Italia di Andrea di Giandomenico, che ha appena annunciato i nomi dei 34 atleti che prepareranno il primo dei due test in avvicinamento alla competizione iridata, il 6 giugno a Gubbio con la Spagna - il secondo sarà il 12 giugno a Calvisano con l’Inghilterra - è inserita nel girone C con Scozia, Giappone e Nuova Zelanda.  Per la gara d’esordio, contro i pari età scozzesi, il 27 giugno a Kutaisi, l’arbitro designato è l’irlandese Robbie Jenkinson, che quest’anno ha già diretto un altro Italia v Scozia, quello andato in scena allo Stadio Lanfranchi di Parma nel terzo turno del Sei Nazioni Femminile.  A seguire, Italia v Giappone sarà diretta dallo scozzese Ruairidh Campbell, mentre Nuova Zelanda v Italia vedrà la direzione del francese Kevin Bralley. Qui di seguito il dettaglio delle designazioni:  27 giugno 2026, ore 11:00 italiane, AIA Arena, KutaisiItalia v ScoziaArbitro: Robbie Jenkinson (IRFU)AA: Gonzalo De Achaval (UAR); Designazione a cura di GRU TBDTMO: Francisco Gonzalez (URU) 2 luglio 2026, ore 18:30 italiane, AIA Arena, KutaisiItalia v GiapponeArbitro: Ruairidh Campbell (SRU)AA: George Selwood (RFU); Designazione a cura di GRU TBDTMO: Francisco Gonzalez (URU) 7 luglio 2026, ore 11:00 italiane, AIA Arena, KutaisiNuova Zelanda v ItaliaArbitro: Kevin Bralley (FFR)AA: Morgan White (HKCR); Designazione a cura di GRU TBDTMO: Paulo Duarte (FPR)

Italia U20 | 27/05/2026

Open Day 2026: momenti promozione con il rugby inclusivo

Roma - Gli Open Day rappresentano uno degli strumenti più importanti attraverso cui il movimento rugbistico promuove il proprio sviluppo sul territorio, favorendo l’avvicinamento di nuovi praticanti e rafforzando il legame tra club, famiglie e comunità locali. Attraverso attività aperte, momenti di prova e iniziative dedicate a tutte le fasce d’età, gli Open Day consentono di trasmettere i valori fondanti del rugby – inclusione, partecipazione, rispetto e spirito di squadra – offrendo un’esperienza diretta e accessibile del gioco. In questo contesto, il touch rugby si conferma uno strumento sempre più centrale per favorire la diffusione della disciplina, grazie a una formula semplificata, dinamica e aperta a tutti. Variante senza contatto del gioco, il touch rugby consente infatti di vivere l’esperienza rugbistica in modo immediato e coinvolgente, mantenendo intatti i principi fondamentali del rugby – sostegno, avanzamento, collaborazione e rispetto – ma eliminando la componente fisica del placcaggio. Una modalità che rende il gioco particolarmente adatto agli Open Day, alle attività promozionali e ai percorsi dedicati a chi si avvicina per la prima volta al mondo della palla ovale. Negli ultimi anni il touch rugby ha registrato una crescita significativa anche in Italia, diventando non soltanto uno strumento di promozione, ma una vera e propria disciplina capace di coinvolgere adulti, giovani, ex atleti e praticanti provenienti da altri sport. La semplicità delle regole, l’elevato livello di socialità e la possibilità di giocare in contesti misti e inclusivi ne hanno favorito la diffusione all’interno dei club e delle iniziative territoriali. Proprio il tema dell’accessibilità e del valore aggregativo del touch rugby è al centro di un’intervista realizzata con Riccardo Pittis, ex campione della pallacanestro italiana e oggi appassionato praticante della disciplina. “Il rugby touch mi ha aiutato a superare il distacco dall’attività agonistica – le parole di Pittis – ma soprattutto mi ha fatto conoscere un mondo fatto di condivisione e divertimento”. L’esperienza di Pittis rappresenta un esempio concreto di come il touch rugby possa diventare un ponte tra mondi sportivi diversi, offrendo un ambiente aperto, inclusivo e orientato alla condivisione. Un messaggio particolarmente significativo nel contesto degli Open Day, iniziative pensate non soltanto per far conoscere il rugby, ma per promuovere una cultura sportiva fondata sulla partecipazione, sul benessere e sulla socialità. “Gli Open Day rappresentano un’occasione concreta per avvicinare nuove persone al rugby - le parole del Direttore Tecnico della Fir Daniele Pacini –allargando la comunità e trasmettendo i valori e le opportunità che il nostro sport offre senza barriere e sperimentando le diverse forme del gioco, come il touch e il tag che permettono un primo approccio alla disciplina senza contatto”. https://youtu.be/tAlLpm3TizY

dalla base | 26/05/2026

Nazionale U20 Maschile, i convocati in vista del Test Match del 6 giugno a Gubbio con la Spagna 

Nazionale U20 Maschile, i convocati in vista del Test Match del 6 giugno a Gubbio con la Spagna  Il Capo Allenatore della Nazionale U20 Maschile, Andrea Di Giandomenico, ha diramato la lista dei 34 atleti che prenderanno parte al raduno in preparazione del Test Match Internazionale del 6 giugno con la Spagna. Sia il raduno che il test si terranno in Umbria, a Gubbio e vedranno gli Azzurrini impegnati nel primo dei due appuntamenti in avvicinamento allo Junior World Championship Georgia 2026.  Di Giandomenico, verso il secondo torneo ufficiale alla guida della Nazionale U20 Maschile, traccia il quadro di un lavoro di preparazione che vedrà l’Italia contrapposta prima alla Spagna, poi all’Inghilterra, il 12 giugno allo Stadio San Michele di Calvisano:“Siamo consapevoli delle sfide che ci aspettano e abbiamo lavorato molto e bene per prepararci. Queste due prossime settimane, che includono i due test con Spagna e Inghilterra, saranno un’eccellente opportunità per testare tutto il gruppo ed approdare alla scelta, difficile, sui trenta che saliranno sull'aereo per la Georgia. Dagli atleti agli staff dei club e delle strutture federali abbiamo avuto un supporto di altissima qualità, ora abbiamo la responsabilità di tradurre tutto questo in prestazioni di livello”. Nel corso della competizione iridata, l’Italia sarà inserita nel girone C con Nuova Zelanda, Scozia e Giappone. L’esordio per gli Azzurrini sarà il 27 giugno all’AIA Arena di Kutaisi con i pari età scozzesi. Seguiranno poi le sfide con Giappone, il 2 luglio, e infine Baby Blacks il 7 luglio. In base al piazzamento nel girone, verranno generati gli accoppiamenti della seconda fase. Qui di seguito la lista dei 34 convocati in preparazione di Italia v Spagna: Mattia ANDRETTI (Mogliano Veneto Rugby)Giorgio Nabil BAVARESCO (Rugby Petrarca)Carlo Antonio BIANCHI (Unione Rugby Firenze)Francesco BRAGA (Valpolicella Rugby)Christian BRASINI (Livorno Rugby)Riccardo CASARIN (Amatori&Union Rugby Milano)Pietro CELI (Livorno Rugby)Daniele COLUZZI (Old Colleferro Rugby)Luca DE NOVELLIS (Pesaro Rugby)Thomas DEL SURETO (Fiamme Oro Rugby Roma)Inza DENE (Piacenza Rugby Club)Patricio Ettore DINARTE (Valpolicella Rugby)Simone FARDIN (Rugby Casale)Roberto FASTI (Benetton Rugby Treviso)Christian GERMANÒ (Fiamme Oro Rugby Roma)David LUISATO (Benetton Rugby Treviso)Emiliano MASTROPASQUA (Amatori&Union Rugby Milano)Erik MEROI (Rugby Club Pasian Di Prato)Giacomo MESSORI (Rugby Petrarca)Antony Italo MIRANDA (Mogliano Veneto Rugby)Nicola NOSELLI (Rugby Calvisano)Matteo Giorgio NOVENTA (Benetton Rugby Treviso)Enoch OPOKU GYAMFI (Bath Rugby)Valerio PELLI (Mogliano Veneto Rugby)Gershom John PIETERS (Benetton Rugby Treviso)Tommaso RODA (Piacenza Rugby Club)Fabio SALVANTI (Unione Rugby Firenze)Alessio SCARAMAZZA (La Rugby L'Aquila)Davide SETTE (Rugby Experience L'Aquila)Marco SPREAFICHI (Benetton Rugby Treviso)Alessandro TEODOSIO (Fiamme Oro Rugby Roma)Luca TREVISAN (Federazione Italiana Rugby)Nikolaj VAROTTO (Zebre Rugby Club)Jaheim Noel WILSON (Rugby Club Pasian Di Prato) 

Italia U20 | 26/05/2026

Al via i Giochi della Gioventù, tra le discipline c’è il rugby

Roma - La grande festa dello sport scolastico fa il suo attesissimo ritorno nella Capitale. Da oggi, martedì 26, a venerdì 29 maggio, Roma ospita la Fase Nazionale dei Nuovi Giochi della Gioventù, la più importante manifestazione sportiva scolastica del Paese. Un appuntamento storico, rilanciato con un format inedito che vede coinvolti oltre 6.500 tra studentesse, studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, insegnanti e accompagnatori provenienti da tutte le regioni d'Italia. Tra le 11 discipline protagoniste di questa straordinaria quattro giorni di sport, cerimonie e attività educative, la Federazione Italiana Rugby scende in campo in prima linea con il Rugby Tag, la versione inclusiva, veloce e senza contatto della palla ovale, ideale per promuovere i valori del gioco di squadra e del rispetto reciproco all'interno del mondo scolastico. Il QG della Palla Ovale: Sapienza Sport a Tor di Quinto Il quartier generale del rugby scolastico per le giornate di mercoledì 27 e giovedì 28 maggio (dalle 9:30 alle 18:00) sarà lo splendido impianto di Sapienza Sport, a Tor di Quinto. Sui campi del centro romano, le delegazioni scolastiche regionali si sfideranno in un fitto calendario di gare e competizioni. Accanto all'agonismo e al divertimento sul rettangolo di gioco, i giovani atleti avranno l'opportunità di partecipare a laboratori educativi e a speciali "Incontri con il Campione", pensati per trasmettere lo spirito e i sani stili di vita che il rugby incarna da sempre.  A presidiare e supportare le attività sul campo per l'intera durata dei tornei sarà presente lo staff tecnico e federale FIR. Testimonial del torneo di rugby sarà Lucia Gai, centuriona azzurra. “E’ per me un onore poter trascorrere del tempo insieme ai bambini che iniziano a praticare il rugby – le parole di Lucia Gai – credo che il ruolo della scuola sia fondamentale per la trasmissione dei valori propri dello sport e del rugby in particolare e i Giochi della Gioventù sono una grande festa che i bimbi ricorderanno per tanto tempo”. “E’ un’importante occasione di promozione per il nostro sport – la riflessione di Giuseppe Giovannetti, Responsabile del progetto scuola della Fir – le varianti del gioco senza contatto o con contatto attenuato, permettono un approccio graduale al rugby e sono uno strumento strategico per la diffusione della disciplina” Il Programma dell'Evento Il cammino dei Nuovi Giochi della Gioventù si articolerà attraverso momenti di grande condivisione istituzionale e sportiva: Martedì 26 maggio (Pomeriggio): Il via ufficiale a Piazza del Popolo (dalle 17:30 alle 20:00) con la sfilata delle delegazioni regionali, i saluti delle istituzioni e lo show d'apertura Mercoledì 27 e Giovedì 28 maggio (Giornata Intera): Il cuore delle competizioni. A Sapienza Sport si giocano i titoli nazionali scolastici di Rugby Tag. Venerdì 29 maggio (Mattina): La suggestiva cornice dello Stadio Olimpico ospiterà la cerimonia di chiusura e le premiazioni ufficiali di tutte le categorie e discipline sportive. Un momento in cui la FIR e le altre Federazioni celebreranno i vincitori e assegneranno i prestigiosi premi Fair Play, prima dei saluti finali. Il viaggio dei tantissimi studenti-atleti, iniziato mesi fa tra le fasi d'istituto, provinciali e regionali, trova a Roma la sua meta più bella, confermando lo sport della scuola come il primo, fondamentale mattone per la crescita dei rugbisti di domani.

dalla base | 26/05/2026

Presentato a Pordenone il Torneo Internazionale GoGo 7s

Il GoGo 7s, torneo internazionale di rugby a sette in programma a Pordenone il 6 e 7 giugno, è stato presentato ufficialmente nella sede comunale della città, confermando il ruolo centrale della collaborazione tra Federazione Italiana Rugby e Regione Friuli Venezia Giulia nello sviluppo del rugby seven in Italia. Il GoGo 7s si prepara così a trasformare Pordenone in una vetrina internazionale del rugby a sette, consolidando il percorso condiviso tra FIR, Regione Friuli Venezia Giulia, istituzioni locali e società sportive per la crescita del rugby sevenma rugbistico mondiale. La presenza di squadre e delegazioni straniere, insieme al coinvolgimento delle istituzioni e del movimento rugbistico regionale, rafforza la volontà di rendere il Friuli Venezia Giulia un punto di riferimento per il rugby seven. Ad aprire gli interventi è stata l’Assessore allo Sport del Comune di Pordenone, Elena Ceolin, che ha sottolineato il significato dell’evento per la città: “Il GoGo 7s rappresenta una grande opportunità per Pordenone. Eventi di questo livello valorizzano il territorio, promuovono la cultura sportiva e coinvolgono la comunità. Il rugby trasmette valori fondamentali come rispetto, inclusione, disciplina e collaborazione, elementi che come amministrazione sosteniamo con convinzione. Siamo orgogliosi di ospitare una manifestazione che porta Pordenone in una dimensione internazionale.” Presente alla conferenza stampa anche il Vicepresidente della Federazione Italiana Rugby, Antonella Gualandri, che ha evidenziato il valore strategico del rugby seven nel percorso di sviluppo federale: “Manifestazioni come il GoGo 7s rappresentano un tassello importante nella strategia di crescita del rugby seven portata avanti dalla Federazione insieme ai territori. La collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia dimostra come sia possibile costruire progetti capaci di coniugare alto livello sportivo, promozione territoriale e coinvolgimento delle nuove generazioni. Il rugby seven è una disciplina moderna, inclusiva e spettacolare, e iniziative come questa contribuiscono concretamente alla crescita del movimento.” A entrare nel dettaglio del progetto è stato quindi Emanuele Stefanelli, Presidente del Comitato FIR Friuli Venezia Giulia e manager di Italseven, che ha ribadito la visione condivisa tra Federazione e territorio: “Il GoGo 7s nasce da una visione comune che vede FIR e Regione Friuli Venezia Giulia lavorare insieme per sviluppare il rugby seven attraverso eventi di qualità, formazione e presenza internazionale. Questa disciplina rappresenta oggi una delle espressioni più moderne e dinamiche del rugby mondiale e costituisce una grande opportunità di crescita per il movimento italiano. La presenza di squadre e delegazioni internazionali, a partire dalla Nuova Zelanda, conferma la credibilità del progetto e la capacità del Friuli Venezia Giulia di diventare un punto di riferimento per il rugby seven.” Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente del Rugby Pordenone, Michele Loschi, tra i principali promotori dell’iniziativa: “Per Rugby Pordenone il GoGo 7s rappresenta un progetto ambizioso e allo stesso tempo una straordinaria occasione di crescita. Vogliamo offrire alla città e al territorio un evento capace di unire sport, partecipazione e visibilità internazionale. Dietro questa manifestazione c’è il lavoro condiviso tra società sportive, istituzioni, Federazione, Regione, volontari e partner che hanno creduto nella possibilità di costruire qualcosa di importante e duraturo per il rugby seven.” È intervenuto anche Mario Anzil, vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla Cultura e allo Sport, che ha ribadito il valore della collaborazione con FIR nel percorso di sviluppo del seven: “Il GoGo 7s rappresenta un esempio concreto della collaborazione tra Regione Friuli Venezia Giulia e Federazione Italiana Rugby per promuovere lo sport come strumento di crescita, partecipazione e valorizzazione del territorio. Il rugby seven ha una forte dimensione internazionale e una grande capacità di coinvolgere giovani, scuole e comunità. Sostenere eventi come questo significa investire in una visione moderna dello sport, capace di generare attrattività, cultura sportiva e opportunità per il territorio. Pordenone si conferma una sede ideale per ospitare appuntamenti di questo livello.” Il GoGo 7s si prepara così a trasformare Pordenone in una vetrina internazionale del rugby a sette, consolidando il percorso condiviso tra FIR, Regione Friuli Venezia Giulia, istituzioni locali e società sportive per la crescita del rugby seven in Italia e per la promozione del territorio attraverso grandi eventi sportivi.

Italia 7s | 25/05/2026

Pubblicata la Circolare Informativa 2026/27

La Federazione Italiana Rugby informa che è consultabile e scaricabile, da lunedì 25 maggio, la Circolare Informativa 2026/27.La nuova edizione, approvata dal Consiglio Federale nella riunione del 9 maggio, introduce importanti novità in tema di incremento del focus sulla qualità della proposta formativa (art. 8.5, 8.8.3 e 8.8.4, 8.17.1), sull’accresciuta partecipazione dei giovani italiani alle competizioni seniores (2.6.1, 8.9, 8.18) e sulla maggior equità nella distribuzione delle risorse con il Piano di sostegno giovanile (art. 16), attraverso l'introduzione di un sistema di coefficienti per calmierare la diversa densità dei Club tra le varie Regioni. Le principali modifiche al documento sono evidenziate in rosso all’interno del testo per agevolarne l’individuazione. La Circolare Informativa 2026/27 è disponibile su Federugby.it e sarà oggetto di una serie di approfondimenti, volti ad agevolare la comprensione delle principali modifiche da parte delle Società affiliate, nei FIRTalks appositamente dedicati: la prima puntata, in diretta sul canale Youtube della FIR, è in programma venerdì 29 maggio alle ore 18.00. 

FIR Informa | 25/05/2026

Under 16: Viadana, Livorno, Capitolina e Rugby Experience L’Aquila accedono alla Final Four

Le semifinali nazionali del campionato Under 16 hanno emesso i loro verdetti: saranno Livorno Rugby, Rugby Viadana, Unione Rugby Capitolina e Rugby Experience L'Aquila  le protagoniste della Final Four scudetto in programma il prossimo weekend ad Arezzo. L’ultimo atto della stagione assegnerà il Trofeo “Mario Lodigiani”, simbolo del titolo italiano di categoria.  Decisiva la giornata di ritorno delle semifinali nazionali. Il colpo più importante lo firma il Viadana, capace di ribaltare la sconfitta dell’andata contro il Petrarca: dopo il 27-26 subito a Padova, i lombardi hanno conquistato la qualificazione battendo i veneti 24-10 davanti al pubblico dello Zaffanella. Dominio totale invece per Livorno, che dopo il successo esterno dell’andata a Biella per 40-22 ha travolto i piemontesi anche nel ritorno con un nettissimo 68-12, confermandosi tra le squadre più in forma del torneo.  Grande ribaltone anche nella sfida tra Capitolina ed Experience L’Aquila. Gli abruzzesi si presentavano al ritorno forti del 50-21 ottenuto nella gara di andata, ma la formazione romana ha reagito con carattere imponendosi 38-5 e conquistando il pass per Arezzo.  Nonostante la pesante sconfitta, Experience L’Aquila riesce comunque ad accedere alla Final Four come migliore perdente grazie al margine complessivo maturato nel doppio confronto. Le quattro semifinaliste si giocheranno ora lo scudetto Under 16 in un fine settimana che promette spettacolo e grande rugby giovanile.

Campionati | 24/05/2026