©2026 Federazione Italiana Rugby

Roberto Santamaria entra nello staff tecnico della Squadra Nazionale Maschile

Roma - La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato l’ingaggio di Roberto Santamaria che, dal’1 luglio 2026, entrerà a far parte dello staff tecnico della Squadra Nazionale Maschile come assistente allenatore per il reparto degli avanti, con responsabilità specifica sulla mischia. Classe 1986 – 40 anni il prossimo 21 settembre, ex tallonatore – Santamaria è cresciuto rugbisticamente nel Rugby Viadana, con una breve parentesi inglese, giocando anche con Aironi, Zebre, Benetton e chiudendo la carriera da giocatore con il Petrarca nel 2019, anno dove ha intrapreso la strada di tecnico, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità all’interno dei quadri tecnici federali sino a diventare capo allenatore della Squadra Nazionale Maschile U20 nel 2024/25 ed entrando successivamente, nella stagione attualmente in corso, a far parte dello staff delle Zebre Parma come tecnico degli avanti.Oltre al ruolo di assistente allenatore della Nazionale Italiana Maschile, Santamaria metterà le proprie competenze al servizio delle Società di Serie A Elite Maschile e, più in generale, dell'intero movimento.  “Con l’inserimento di Roberto Santamaria nello staff della nostra Nazionale Maschile, confermiamo l’impegno della FIR nell’ampliare e consolidare le competenze del gruppo di lavoro coordinato dal CT Gonzalo Quesada, offrendo nuovi strumenti d’eccellenza alla maglia azzurra e all'intero movimento. A nome del Consiglio Federale, desidero congratularmi con Roberto per questo incarico. È un traguardo che premia la serietà e l’etica del lavoro dimostrate nel suo percorso professionale, dalle Nazionali giovanili alle Zebre Parma, e si inserisce in un processo strutturato di valorizzazione delle professionalità cresciute all’interno dei quadri federali, rafforzando una scuola tecnica dal forte DNA italiano. Il suo debutto sulla scena internazionale, in una fase di profonda trasformazione globale del gioco come l'avvio della Nations Championship, rappresenta la naturale evoluzione della sua carriera. L’integrazione nello staff azzurro di profili giovani, determinati e già dotati di un solido bagaglio di esperienza, traccia chiaramente la strada che vogliamo percorrere: una visione in cui la competitività immediata e lo sviluppo tecnico di lungo termine convergono a beneficio dell’Italia e di tutto il nostro rugby” ha dichiarato Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby. “L’inserimento di Roberto Santamaria nello staff della Nazionale è un innesto molto importante che ci consente di iniziare a lavorare – con il gruppo staff al completo – verso i prossimi impegni sportivi in calendario. La profonda e costante collaborazione con le franchigie mi ha permesso di scoprire meglio Roberto. La conoscenza del lavoro specifico della mischia, insieme alle sue qualità umane e professionali hanno giocato un ruolo importante nella scelta. Abbiamo uno staff di grande qualità e che lavora molto bene insieme: carattere e competenze sono due aspetti fondamentali per me al fine di integrare qualcuno all’interno del gruppo” ha dichiarato Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile. “Entrare a far parte dello staff della Nazionale Italiana Maschile per me è un onore e una responsabilità che accolgo con grande entusiasmo. Dal 2020 ho avuto modo di lavorare e confrontarmi con realtà di respiro internazionale con le Nazionali u18 e U20 coprendo nel tempo ruoli diversi all’interno dello staff. Approdare in URC ha rafforzato e consolidato questo aspetto, oltre ad avermi arricchito sia a livello professionale che personale e per questo ci tengo a ringraziare la società delle Zebre, lo staff ed i giocatori per aver contribuito nel quotidiano alla mia crescita. È un privilegio potermi unire ad un gruppo di professionisti che lavora quotidianamente per consolidare l'identità della nostra Nazionale e che nel recente passato ha raggiunto risultati storici per il nostro movimento. Ringrazio la Federazione Italiana Rugby per questa grande opportunità e Gonzalo Quesada, con cui ho avuto modo di confrontarmi durante il suo costante supporto alle Franchigie, per la fiducia” ha dichiarato Roberto Santamaria.

Italia | 13/05/2026

Guinness Sei Nazioni Femminile: annunciato il calendario per l’edizione 2027

Le date e gli orari delle gare della Nazionale Femminile Italiana nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2027 sono state svelate. L’edizione che celebrerà il ventesimo anniversario dall’ingresso della Nazionale Italiana nella competizione, inizierà per le Azzurre in casa, il 10 aprile alle 13:30 con la Francia. Il Sei Nazioni proseguirà poi con Italia v Galles il 17 aprile alle 13.15, Inghilterra v Italia il 24 aprile alle 18:00 italiane, Scozia Italia l’8 maggio alle 18 italiane e, infine, Italia v Irlanda il 15 maggio alle 13:15.Dopo un’edizione che ha fatto registrare ottimi dati di affluenza per le gare interne, l’Italia giocherà nel 2027 tre sfide casalinghe, in un contesto di crescita globale del movimento femminile, come certificato in generale dai record di partecipazione in tutte le sfide del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026, con il dato esemplare di Inghilterra v Irlanda, giocata a Twickenham davanti a 77120 spettatori e arbitrata dall’italiana Clara Munarini.  Le gare dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2027 (orari italiani): 10 aprile 2027, ore 13:30Italia v Francia 17 aprile 2027 - ore 13:15Italia v Galles 24 aprile 2027 - ore 18:00Inghilterra v Italia 8 maggio 2027 - ore 18:00Scozia v Italia 15 maggio 2027 - ore 13.15Italia v Irlanda

Nazionali | 13/05/2026

Italia, il primo Sei Nazioni di Cheli: “L’esordio un mix di emozioni non spiegabile. Imparo qualcosa ogni giorno”

È stato un Sei Nazioni lungo, per certi versi anche complesso, ma comunque soddisfacente per l’Italia, che arriva alla sfida finale di Cardiff contro il Galles (domenica 17 maggio alle 13.15, diretta Sky/NOW) con l’opportunità di cogliere la seconda vittoria stagionale dopo il successo con la Scozia e i due punti di bonus conquistati contro Irlanda e Inghilterra. Proprio il match contro le inglesi, nonostante la sconfitta, ha dato ulteriore fiducia al gruppo, come racconta la tallonatrice Chiara Cheli, una delle tante giovani che hanno esordito in questo Sei Nazioni: “Credo che la chiave sia stata la possibilità di lavorare tanto insieme in queste settimane. Abbiamo trovato la giusta armonia e siamo migliorate giorno dopo giorno. Con l’Inghilterra, anche se abbiamo avuto delle fasi di partita difficili, ci sentivamo bene e alla fine siamo riuscite a ottenere un risultato che in qualche modo era anche oltre le nostre aspettative”. Qual è secondo te la chiave della crescita di questa Italia, che ha saputo riprendersi alla grande dopo un inizio difficile? “La capacità di voltare subito pagina, sia quando le cose vanno bene sia quando vanno male, e di pensare sempre alla prossima sfida. Lo abbiamo fatto dopo partite difficili come quelle contro l’Irlanda e lo faremo anche adesso. Sicuramente il bonus con l’Inghilterra ci dà ulteriore fiducia, perché ci ha fatto capire che possiamo ottenere risultati concreti anche contro le più forti del mondo. Dall’altra parte, siamo sempre brave a ripartire dopo ogni partita – positiva o negativa – e sappiamo che a Cardiff ci aspetta una battaglia, una partita tosta e fisicamente impegnativa”. Sei arrivata in Nazionale dopo due anni di Summer Series under 20 (adesso diventate Sei Nazioni under 21). Com’è stato l’adattamento al rugby internazionale Seniores? “Sicuramente è stata una bella sfida, un’esperienza bella e stimolante. Ma credo che in realtà non ci si ‘adatti’ mai del tutto a questo livello: c’è sempre qualcosa da migliorare, un aspetto a cui fare più attenzione, un’opportunità di crescita. E credo che alla fine sia questa la chiave per essere sempre performanti. Per quanto riguarda il passaggio dell’under 20 e ora under 21 credo sia molto importante, e per me lo è stato. E con questa nuova formula che ripercorre ancora di più il Sei Nazioni Seniores diventa un tassello ancora più importante per arrivare più preparate in un contesto in cui si affrontano le migliori giocatrici al mondo ed è chiaramente diverso da tutto il resto. Personalmente sto continuando a lavorare sotto tutti gli aspetti: tecnico, fisico e mentale. So di essere ancora ‘alle prime armi’ e di avere bisogno di un lavoro costante su tanti fondamentali, come il lancio. Sicuramente in questo mese – giocando con avversarie di altissimo livello e allenandomi ogni giorno con compagne fortissime – mi sento migliorata tanto, ma è frutto di un lavoro costante che dura da anni”. Cosa hai provato quando hai saputo della convocazione in azzurro? E quando ti hanno detto che avresti giocato? “Ho saputo della convocazione mentre ero al sushi con le mie amiche (ride, ndr). Non me l’aspettavo, è stata una sorpresa. In generale tendo a non aspettarmi mai niente, ma quando ho ricevuto la notizia è stato davvero emozionante, una gioia incredibile. Sapere che sarei entrata in lista gara nella prima partita contro la Francia è stato altrettanto bello, ma è un’emozione diversa, anche più profonda in un certo senso perché subentrano tanti pensieri. È un’emozione ancora più forte, perché sai che potresti scendere in campo per la prima volta con la maglia azzurra, e allo stesso tempo percepisci la tensione e la paura di un qualcosa di nuovo, perché la prima volta magari hai paura di non essere all’altezza. Non saprei descrivere questo mix di sensazioni, perché è una cosa che non avevo mai provato prima”. Quando hai iniziato a giocare a rugby? Come l’hai scoperto? “Prima di arrivare a Colorno ho iniziato a giocare al Rugby Rufus San Vincenzo, un paesino vicino a dove vivevo io, a Venturina Terme. Un giorno, quando andavo alle medie, vennero in classe per farci provare durante l’ora di educazione fisica. Praticavo altri sport ma non mi entusiasmavano così tanto, e così chiesi ai miei genitori di portarmi al campo e farmi provare. E da lì non ho più smesso. Ho iniziato a 11 anni, poi dopo i 12 – quando non si gioca più con le squadre miste – abbiamo iniziato a viaggiare un po’ per le varie società: Puma Bisenzio, Livorno, e c’erano tutte le ragazze della regione come Sara Mannini e Alice Antonazzo. Ora si chiude in Galles, una partita difficile ma che l’Italia può vincere. Come la state preparando? “Come detto, anche se i risultati positivi che abbiamo ottenuto sicuramente ci danno ancora più fiducia ogni partita è a sé. E soprattutto sappiamo che andare a Cardiff è sempre difficilissimo, anche perché non avremo i quasi 5000 del Lanfranchi che ci hanno sostenute tantissimo contro Scozia e Inghilterra. Siamo consapevoli di affrontare una squadra tosta e che giocherà per ottenere un grande risultato, e che proverà a metterci in difficoltà soprattutto a livello fisico. Dati alla mano hanno una mischia molto performante, così come il drive. Ci aspettiamo una partita combattuta fino all’ultimo, dove bisognerà essere brave a gestire anche la stanchezza di un torneo così lungo”.

Italia Femminile | 12/05/2026

Diletta Veronese, azzurra numero 126: “La vittoria sul Galles del 2010 ha cambiato la storia del rugby femminile italiano”

Brewery Field di Bridgend: è il 57’ di Galles-Italia, quando Diletta Veronese firma la meta che porta le Azzurre in vantaggio per la prima volta dopo un match passato a rincorrere e il pareggio raggiunto con la doppietta di Flavia Severin. Sarà la marcatura decisiva che varrà il primo storico successo contro il Galles, il vero spartiacque della storia del rugby femminile italiano. C’è un prima e un dopo Bridgend: fino a quel momento le Azzurre – entrate nel Sei Nazioni nel 2007 – avevano vinto una sola volta, contro la Scozia. Da lì in poi inizierà il ciclo vincente dell’Italia di Andrea Di Giandomenico, capace di ottenere vittorie di peso ogni anno fino a conquistare il podio nel 2019. È la stessa Diletta Veronese, ala del Valsugana e azzurra numero 126, a ricordare quei momenti: “Quella partita rimane una delle più belle della mia vita. Ci sono dei video, anche se amatoriali, di quella partita, e ogni tanto li riguardo perché rivivere quel momento mi dà tanta forza. Non so come spiegarlo, quella meta e quella vittoria mi danno ogni volta una sensazione di positività anche nella vita. E poi quella vittoria ha effettivamente cambiato la nostra storia, è stata un nuovo inizio: fino a quel momento alternavamo vittorie e sconfitte contro la Scozia ma non eravamo mai riuscite a battere il Galles, era un po’ la nostra bestia nera. Da lì siamo riuscite a vincere diverse volte: l’anno dopo in casa, a La Spezia (sempre con meta di Veronese e di Maria Grazia Cioffi, ndr) e poi nel 2014 di nuovo in trasferta. E poi c’è un’altra vittoria che secondo me ha cambiato la nostra storia, quella di Rovato nel 2013 contro la Francia. Non ho parole per raccontare quella giornata, è come se la memoria avesse immagazzinato non tanto i momenti, ma le emozioni di quella partita, che a distanza di anni sono ancora fortissime. Battemmo una potenza assoluta del rugby mondiale, poi in casa, ancora più bello”. Gli inizi Diletta Veronese è arrivata tardi al rugby: “Ho cominciato intorno ai 21 anni grazie a due persone che mi hanno fatto scoprire questo sport. Una è il mio fidanzato – e ora papà di mio figlio – Francesco Ragazzi, che arriva da una famiglia di rugbisti e lui stesso giocava, e l’altra è Roberta Giraudo, una persona che ha sempre fatto un grande lavoro per avvicinare le ragazze al rugby. Era un periodo in cui il rugby femminile non era ancora molto noto, e non godeva della stessa considerazione che ha oggi. Però mi sono innamorata di questo sport, e gli ho dedicato la mia vita: io sono laureata in scenografia e amo la storia dell’arte, ma ho cercato di trovare un lavoro che si potesse adattare alla mia vita sportiva, che mi permettesse di prendere delle ferie nei periodi dell’anno necessari per giocare. Avevamo delle diarie, ma erano abbastanza esigue. Il nostro obiettivo era allenarci, giocare, vincere, trovando il tempo anche all’ultimo secondo di andare al campo, riuscendo ad incastrare tutto. Non c’era molto: pochi soldi, tanti viaggi lunghi, tanta dedizione, tanti sacrifici anche per quanto riguardava la nostra vita personale. Poi avendo iniziato tardi ero un po’ ‘sprovveduta’ su alcune cose, perché conoscevo pochissime regole. Cercavo di farmi strada soprattutto col mio atletismo e la mia velocità, e infatti giocavo anche a Rugby Seven: ricordo Granatelli, uno dei miei allenatori, che mi disse “Ti porto al Mondiale di Dubai nel 2009, ma tu con le tue gambe mi porterai al Sei Nazioni”. Il cambiamento Negli anni il rugby femminile ha compiuto tanti passi avanti. Il lavoro da fare è ancora lungo, ma come racconta Veronese, ciò che è stato fatto negli ultimi anni disegna una grande differenza col passato: “Col passare del tempo poi il rugby femminile si è evoluto molto, e anche in generale c’è molta più attenzione a tante cose, ad esempio le concussion. Ricordo con tanto affetto, tanta tenerezza e un pizzico di malinconia quel periodo: è stato molto formativo, però sicuramente tanti problemi che c’erano allora oggi non ci sono più. Le ragazze sono più seguite ed è giusto che sia così, e sono felice di aver fatto parte di tutto quello che c’era prima e che è servito affinché loro arrivassero a questo punto. E poi oggi c’è molta più attenzione alle partite: basta vedere quanto è seguito il Sei Nazioni femminile adesso rispetto a prima, per non parlare dei Mondiali. C’è molta più visibilità: delle partite in Nazionale dei miei tempi ricordo al massimo qualche diretta streaming, forse qualcosina in televisione, ma niente di paragonabile a oggi, con tutte le partite dell’Italia che vengono trasmesse. L’Italia di oggi è formata da un gruppo di atlete fantastiche, seguite molto più attentamente anche dallo staff dei loro club con grande attenzione dal punto di vista fisico e medico, le trasferte sono organizzate molto meglio e ci sono tanti accorgimenti fondamentali per il benessere degli sportivi. Sono grandi conquiste delle quali spero siano orgogliose, senza dimenticare mai da dove il rugby femminile è partito”. Una nuova era Diletta Veronese ha fatto parte del primo gruppo del ciclo di coach Andrea Di Giandomenico, il ciclo che ha cambiato la storia del rugby femminile e ne ha modificato anche la percezione all’esterno: “Andrea è una persona estremamente umana e questo ha aiutato tantissimo a cambiare le sensazioni che c’erano all’interno della squadra, agendo anche sull’aspetto relazionale. Ci ha dato grinta, sicurezza, ci ha fornito gli strumenti giusti per crescere e ha portato grande attenzione sul rugby femminile. Ci teneva davvero, non solo come lavoro ma come soddisfazione personale, affinché crescessimo. So che un allenatore andrebbe visto come un ‘capo’, ma lui era un capo che riusciva ad avere un rapporto con le persone che aveva attorno. Mi azzarderei a definirlo un amico, perché per me lo è stato. Andrea è riuscito a regalarci quel comfort e quella spensieratezza unite ad una grande determinazione che hanno permesso di iniziare una svolta per il rugby femminile italiano, ci siamo sentite apprezzate e ascoltate, questo grazie al suo lato estremamente umano”.

Italia Femminile | 12/05/2026

Francesca Sgorbini candidata al Premio MVP del IV turno del Guinness Sei Nazioni 2026

Francesca Sgorbini è tra le quattro candidate al premio di MVP del IV turno del Sei Nazioni 2026. Per la terza linea pesarese si tratta della seconda candidatura consecutiva, dopo essere stata votata dai fan come miglior giocatrice del terzo turno. Sebbene partita dalla panchina, Sgorbini ha fornito una prova di grande consistenza fisica, impreziosita da due delle cinque mete con cui l'Italia si è assicurata il bonus offensivo per la prima volta contro l'Inghilterra. A contendersi il riconoscimento con Sgorbini ci sono l'inglese Marlie Packer, l'irlandese Aoife Wafer e la francese Carla Arbez. Si potrà votare cliccando qui.

Italia Femminile | 11/05/2026

Trofeo Italiano Beach Rugby: definito il calendario

Roma - La Federazione Italiana Rugby, in collaborazione con Vittoria Assicurazioni, ha definito il calendario del Trofeo Italiano Beach Rugby 2026. Il Trofeo si articolerà in trentanove tappe e prenderà il via nel weekend del 23 maggio con gli appuntamenti inaugurali di Tuoro sul Trasimeno e Maccarese, e si concluderà con la Finale Nazionale di San Benedetto del Tronto, in programma il 25 e 26 luglio: undici settimana di gara che porteranno il rugby, nella sua declinazione più estiva, a farsi conoscere in alcune delle spiagge e località più suggestive d’Italia.Anche nel 2026 il Trofeo Italiano Beach Rugby ospiterà il “Vittoria for Women Tour”, il progetto promosso dal main sponsor della Federazione Italiana Rugby, Vittoria Assicurazioni, in collaborazione con FIR e LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) per sensibilizzare sul tema della prevenzione. Il VittoriaBus e i medici di LILT effettueranno visite senologiche gratuite nelle tappe di Taormina (27-28 giugno), Pescara (4-5 luglio), San Felice Circeo (11-12 luglio), Alpago (18-19 luglio) e San Benedetto del Tronto, dove si terrà anche il gran finale che assegnerà i trofei nazionali maschile e femminile.Per il secondo anno consecutivo, inoltre, Vittoria Assicurazioni supporterà la presenza del rugby femminile all’interno del circuito, contribuendo alla crescita e allo sviluppo del movimento.Il Trofeo Italiano Beach Rugby 2026 attraverserà l’intera Penisola, coinvolgendo quattordici regioni, dalla Sicilia al Veneto, passando per Lazio, Sardegna, Calabria, Marche e Puglia. Grande protagonista sarà ancora una volta il Sud Italia, con numerosi appuntamenti, tra cui il primo appuntamento di sempre in Molise con la tappa di Termoli, seguita da Gallipoli, Brindisi, Trapani, Taormina, Marina di Ragusa e Catania, a conferma della crescita costante del movimento beach rugby nelle regioni meridionali.Il calendario offrirà un mix di conferme storiche e nuove location, con il ritorno di tappe ormai consolidate come Rosolina, Fregene, Ardea, Alpago e Senigallia, affiancate da meteche enderanno ancora più ricco e variegato il circuito 2026. Tra queste spiccano Chioggia-Sottomarina, Pescara, Castel Volturno e Grosseto-Principina a Mare, pronte ad accogliere squadre, tifosi e appassionati in un’estate all’insegna dello sport e del divertimento.Come accade ormai da diversi anni, il beach rugby rappresenterà un’importante occasione di aggregazione durante la pausa dell’attività del rugby a XV, offrendo a club e atleti la possibilità di continuare a vivere il rugby in una dimensione dinamica, spettacolare e aperta a tutti. Il format continuerà a valorizzare il territorio e le realtà locali grazie alla collaborazione con Comitati Regionali, Delegazioni e società organizzatrici.Anche nell’edizione 2026 verrà confermata la formula con gironi di qualificazione territoriali, introdotta per garantire una partecipazione sempre più equilibrata alla Finale Nazionale che quest'anno ospitera' piu' squadre del solito. Visto l'aumento delle squadre partecipanti e delle regioni coinvolte sono stati aumentati anche i numeri dei biglietti d'accesso alla finale nazionale che ora sono 12 maschili e 10 femminili.Ogni tappa sarà accompagnata da eventi collaterali, attività di animazione e momenti di socialità che da anni rappresentano uno degli elementi distintivi del Beach Rugby italiano. I tradizionali “terzi tempi” sulla sabbia torneranno a essere protagonisti, tra musica, intrattenimento, specialità del territorio e la voglia di condividere la passione per il rugby in un’atmosfera unica.Il Trofeo Italiano Beach Rugby 2026 si prepara così a vivere un’altra estate di sport, spettacolo e partecipazione, portando il rugby sulle spiagge italiane e coinvolgendo migliaia di atleti, società e appassionati lungo tutta la stagione. “C'e' una grande attenzione all'evoluzione del Beach Rugby in questo momento - conferma Zeno Zanandrea, responsabile nazionale del rugby a 5 di cui fa parte il rugby sulla sabbia - da una parte l'aumento dei giocatori e delle squadre ha portato ad un aumento delle tappe da 19 a 39 in poche stagioni. Dall'altra parte vogliamo riprendere lo sviluppo della nazionale di specialità dopo che covid e situazione internazionale ne hanno bloccato i primi ottimi risultati qualche anno fa. Per questo durante alcune delle tappe piu' partecipate di quest'anno verranno svolte delle selezioni al fine di trovare nuovi volti per la nazionale di beach rugby italiana del futuro" Il calendario: DataLocalitàProvincia23/05/2026TUORO SUL TRASIMENOPerugia23/05/2026MACCARESERoma24/05/2026GALIPOLI - LIDO CONCHIGLIELecce30/05/2026FIUMICINORoma30/05/2026ERACLEA MAREVenezia06/06/2026TERMOLICampobasso06/06/2026SAN BENEDETTOAscoli Piceno06/06/2026CHIOGGIAVenezia06/06/2026TERRACINARoma13/06/2026CASTELVOLTURNOCaserta13/06/2026LIDO DI SPINAFerrara13/06/2026SINNAICagliari13/06/2026ARDEARoma14/06/2026TRAPANITrapani14/06/2026TORRE SAN GIOVANNI - UGENTOLecce20/06/2026FREGENERoma20/06/2026SALERNOSalerno20/06/2026CAORLEVenezia20/06/2026CAPOTERRACagliari20/06/2026VIAREGGIOLucca21/06/2026BRINDISIBrindisi27/06/2026FREGENE 2Roma27/06/2026SASSARISassari27/06/2026MOSOLE SPRESIANOTreviso28/06/2026PALMIReggio Calabria28/06/2026TRANIBarletta-Andria-Trani28/06/2026TAORMINAMessina04/07/2026DIAMANTECosenza04/07/2026ALGHEROAlghero04/07/2026LIGNANO SABBIADOROUdine04/07/2026PESCARAPescara11/07/2026SAN FELICE CIRCEOLatina11/07/2026ROSOLINARovigo12/07/2026CATANIACatania18/07/2026PRINCIPINA A MAREGrosseto18/07/2026MARINA DI RAGUSARagusa18/07/2026ALPAGOBelluno18/07/2026X MASTER SENIGALLIAAncona18/07/2026TORRE SAN GIOVANNI - UGENTOLecce25/07/2026FINALE NAZIONALE SAN BENEDETTOAscoli Piceno

Beach Rugby | 11/05/2026

Finale serie A Elite: da lunedì la prevendita

ROMA - Lunedì 11 maggio, sulla piattaforma di Mailticket, aprono le prevendite dei biglietti per la Finale della Serie A Élite 2025/26, in programma martedì 2 giugno alle ore 18:15 allo Stadio “Plebiscito” di Padova. I PREZZI DEI BIGLIETTI PER LA FINALE DELLA SERIE A ÉLITE 25/26(Al costo del biglietto andrà aggiunto quello dei diritti di prevendita ) Da lunedì 11 maggio alle 12 saranno disponibili i seguenti settori: Tribuna Est (settore centrale con accesso area hospitality)Intero € 40Ridotto (dai 6 ai 16 anni) € 20Under 6 Gratis Tribuna Est (settori 1, 11, 6, 7)Intero € 25Ridotto (dai 6 ai 16 anni) € 10Under 6 Gratis Da lunedì 18 maggio alle 12: Altri settori Est e OvestIntero € 25Ridotto (dai 6 ai 16 anni) € 10Under 6 Gratis BIGLIETTI DISPONIBILI AL LINKhttps://www.mailticket.it/evento/52780/finale-scudetto-2026

Campionati | 11/05/2026

Sei Nazioni femminile 2026: i precedenti tra Galles e Italia

L’Italia chiude il Sei Nazioni femminile 2026 contro il Galles: all’Arms Park di Cardiff si giocherà la 26esima sfida tra le due formazioni, con le Azzurre che vogliono confermare il successo dello scorso anno al Lanfranchi ma che in trasferta non vincono dal 2022. Sei Nazioni femminile: i precedenti tra Galles e Italia Galles e Italia si sono incontrate 25 volte in incontri ufficiali: le Azzurre hanno ottenuto 10 vittorie, un pari e 14 sconfitte. Nel Sei Nazioni invece il bilancio è a favore dell’Italia: 9-8 con un pareggio. L’Italia ha segnato in totale 337 punti, subendone 458. Le due squadre si sono incontrate per la prima volta al Mondiale 1998, con vittoria del Galles ad Amsterdam per 12-10. La prima sfida nel Sei Nazioni, nel 2007, finì 24-0 per il Galles a Roma, mentre il primo successo azzurro risale al 2010: 19-15 a Bridgend con doppietta di Severin, meta di Veronese e due trasformazioni di Tondinelli. Fu la partita della svolta, quella che diede il via al primo ciclo vincente delle Azzurre sotto la guida di Andrea di Giandomenico, che raggiunse l’apice con il secondo posto del 2019. Quella del 2010 fu la prima grande vittoria al Sei Nazioni contro il Galles, un successo che cambiò la storia del rugby femminile italiano. La vittoria più larga delle Azzurre è il 22-5 di Padova nel 2015, mentre quella gallese risale alla Coppa del Mondo 2002: 35-3 a Barcellona. L’unico pareggio tra le due formazioni risale al 2019: a Lecce finì 3-3 con calci di Wilkins e Sillari, e quei 2 punti alla fine si rivelarono decisivi per conquistare il secondo posto. L’ultimo successo in Galles è arrivato nel 2022, con Michela Sillari che decise il match di Cardiff allo scadere per il 10-8 finale dopo la meta di Barattin. L’ultima vittoria invece risale allo scorso anno, con un netto 44-12. L’ultima sfida Al Lanfranchi di Parma, lo scorso anno, l’Italia ottenne una grandissima vittoria contro il Galles: primo tempo alla pari, con le gallesi che passarono in vantaggio al 9’ con Williams. Le Azzurre risposero con la meta di Stefan in mezzo ai pali al 17’ e con un piazzato di Sillari al 22’, ma il Galles chiuse la prima frazione davanti con la meta di Prys a tempo scaduto. Nella ripresa però le Azzurre dominarono con un clamoroso 32-0 di parziale che valse il 44-12 finale. Andarono a segno Granzotto (doppietta), Turani, Ostuni Minuzzi e Muzzo.

Italia Femminile | 11/05/2026

Six Nations U21 Series, l’Italia chiude il torneo con una vittoria contro la Scozia: a Edimburgo finisce 22-34 per le Azzurrine

L’Italia U21 Femminile torna vincitrice da Edimburgo: la squadra di Diego Saccà passa infatti all’Hive Stadium con il risultato  finale di 22-34. Le Azzurrine concludono il primo tempo in vantaggio 0-24 grazie alle mete di Matilde Cecati e Silvia Fent (due) e di un calcio di punizione di Martina Busana. Nella ripresa la Scozia torna in partita con tre marcature, prima della terza meta di giornata di Fent. Nel finale arriva la quarta meta anche per la Scozia, che riaccende le speranze di rimonta delle padrone di casa. Speranze che si infrangono a meno di due minuti dalla fine, quando la Capitana Nicole Mastrangelo segna la meta del definitivo 22-34. Edimburgo, Hive Stadium, 10 maggio 2026U21 Six Nations Series - III turnoScozia U21 v Italia U21 22-34 (0-24)Marcatrici: p.t. 15’m. M. Ccecati tr. Busana (0-7); 29’ m. Fent tr. Busana (0-14):34’ cp. Busana (0-17); 42’m. Fent tr, Busana (0-24 ) s.t. 9’m. Brown tr. MacRae (7-24); 16’ m. Down (12-24); 22’ m. Brown (17-24); 29’ m. Fent (17-29); 35’m. Tawake (22-29); 39’ m. Mastrangelo (22-34)Scozia U21: MacColl; Haddow (1’st Ramsay), Flynn, MacRae, Brown; Mellanby, Ainsworth (12’st Darroch); Moody (5’st Gunderson), Twigger, Down; Thomson (temp. 38’pt- 1’ st Russell), Merryweather (5’st Russell); Spence, Hyland (Cap, 5’st Ronald), Fletcher (1’ st Tawake). A disp: Loveall. Louise DalglieshItalia U21: Kone (17’st Moioli); Busana, M.Cecati, Blaskovic (34’st Petretti), Pirpiliu; Zeni (11’st Pratichetti), Mastrangelo (Cap); Giacomini (36’st Stafoggia), Di Franco, Copat; Carraro (31’st Masi), Andreoli; Skeates (8’st Foscato), Fent (30’st Burchielli), Cittadini (temp. 5’- 16’ pt Foscato, 30’st Fortuna)all. Diego Saccàarb: Emily Hope (RFU)AA: Mary Pringle (SRU); Rosie Evans (SRU)TMO: Jenny Davies (WRU)Cartellini: 14’st giallo a Mastrangelo (Italia U21)Calciatrici: Busana (4/6); MacRae (1/3)Player of the Match: Matilde Cecati (Italia U21)

Italia U21 Femminile | 10/05/2026

URC: l’analisi della 17esima giornata

Weekend difficile per le franchigie italiane impegnate nella 17esima giornata di URC. Le Zebre giocano un buon primo tempo a Pretoria contro dei Bulls pieni di Springboks e affamati di punti per qualificarsi ai playoff, ma nella ripresa i sudafricani prendono il largo e vincono 54-19. Partita complicata anche per il Benetton, che a Durban contro gli Sharks paga soprattutto l’indisciplina e viene battuto 46-7. Entrambe le formazioni giocheranno l’ultima partita ancora in Sudafrica, a squadre invertite: il Benetton affronterà i Bulls, mentre le Zebre sfideranno gli Sharks. Zebre: un buon primo tempo, poi i Bulls prendono il largo Le Zebre escono sconfitte dal Loftus Versfeld di Pretoria, con i Bulls che si impongono 54-19 nella 17esima giornata di URC segnando otto mete e conquistando il bonus offensivo già nel primo tempo. La squadra di Brunello riesce comunque a restare in partita a livello di punteggio per buona parte della prima frazione, ma nel corso della gara paga soprattutto la fisicità e il ritmo offensivo dei sudafricani negli spazi larghi. L’avvio dei Bulls è immediatamente aggressivo e dopo appena tre minuti arriva la prima meta con Willie le Roux. Le Zebre provano a mettere pressione ai padroni di casa, ma i sudafricani riescono rapidamente a trasformare una situazione difensiva in attacco: Moodie accelera nello spazio e, dopo una sequenza di passaggi anche complicati da controllare, Le Roux raccoglie l’ovale e schiaccia in mezzo ai pali. Segue subito la marcatura di uno scatenato Moodie, ma la reazione delle Zebre arriva da una bella iniziativa di Trulla che sfrutta un errore di gestione dei Bulls, evita il placcaggio di Arendse e schiaccia per il 14-7. Nel momento in cui i Bulls riescono ad aumentare il ritmo offensivo emergono però le difficoltà delle Zebre nel contenere gli attacchi in campo aperto. I sudafricani trovano continuità soprattutto attraverso la qualità tecnica dei trequarti e la capacità di spostare rapidamente il pallone: prima Jooste finalizza sull’esterno per il 19-7, poi Petersen conclude un’azione nata da una lunga sequenza di cariche vicino al punto d’incontro che vale anche il bonus offensivo sul 26-7. Nel finale di primo tempo le Zebre trovano comunque una buona reazione e accorciano con Ribaldi, bravo a finalizzare l’avanzamento del maul gialloblù per il 26-12 con cui si chiude la prima frazione. A inizio ripresa le Zebre rispondono ancora alla prima fiammata degli Sharks, a segno con Vermaak, mentre dall’altra parte Faissal tiene vivo il pallone con un calcio alto recuperato e schiaffeggiato all’indietro per Dominguez, che in tuffo marca la terza meta dei ducali. La trasformazione di Farias riporta il punteggio sul 33-19. A quel punto però i Bulls danno l’accelerazione decisiva alla partita: segnano Hanekom, Vorster e Rudolph per il 54-19 alla fine anche troppo pesante. Benetton: troppa indisciplina costa cara a Durban Gli Sharks indirizzano la gara sfruttando con efficacia i momenti di superiorità numerica mentre i biancoverdi, dopo un avvio positivo, faticano a contenere la fisicità e la continuità offensiva della squadra di Durban. L’inizio della squadra di MacRae è anche incoraggiante: nei primi minuti Lorenzo Cannone firma due turnover importanti e il Benetton costruisce anche una buona occasione vicino alla linea di meta, senza però concretizzare per un passaggio impreciso di Menoncello verso Alessandro Garbisi. Poi però gli Sharks alla prima occasione colpiscono, all’11’, e la partita si spacca: va a segno Van der Merwe dopo un bel passaggio dio Jaco Williams. I padroni di casa prendono progressivamente il controllo della gara e al 21’ trovano la seconda meta con Jurenzo Julius, bravo a rompere più placcaggi nella difesa biancoverde e a finalizzare una penetrazione centrale per il 10-0. Il Benetton paga soprattutto l’indisciplina: al 26’ Bernasconi viene ammonito per un placcaggio non chiuso su Vincent Koch e gli Sharks approfittano immediatamente della superiorità numerica e trovano la terza meta con Siya Kolisi al termine di una maul avanzante. Nel finale di primo tempo il Benetton resta nuovamente in inferiorità numerica: Umaga ferma Mapimpi con un intervento alto giudicato falloso dal TMO, con il bunker che sanziona il mediano biancoverde con un rosso da 20 minuti. Gli Sharks aumentano ulteriormente la pressione e trovano anche il punto di bonus offensivo con la seconda meta personale di van der Merwe, servito dal giovane Siyaya, per il 20-0 con cui si chiude la prima frazione. La ripresa si apre ancora nel segno dei sudafricani: dopo pochi minuti Esterhuizen rompe il placcaggio di Marin e segna la quinta meta della gara, con Davids che trasforma per il 27-0. Con il passare dei minuti emergono sia la fisicità sia la qualità tecnica degli Sharks, che trovano continuità offensiva soprattutto attraverso il lavoro degli avanti palla in mano e la capacità dei centri di vincere i duelli individuali. Prima Esterhuizen e poi Julius costruiscono l’azione che porta alla sesta meta, ancora firmata dal numero 13 sudafricano, con Jean Smith che trasforma per il 34-0. Poco dopo arriva anche la tripletta personale di Julius, servito questa volta da Esterhuizen, con gli Sharks che allungano ulteriormente sul 41-0. Nel finale il Benetton trova la meta della bandiera con il debuttante Cristiano Tizzano, bravo a finalizzare una delle poche occasioni offensive costruite dai biancoverdi, prima dell’ultima marcatura sudafricana di Litelihle Bester che chiude il match sul 46-7.

News | 10/05/2026