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Sei Nazioni femminile: l’Italia chiude alla grande e batte 43-24 il Galles

L'Italia chiude il Sei Nazioni femminile 2026 nel modo migliore, battendo 43-24 il Galles all'Arms Park di Cardiff. La squadra di Roselli gioca punto a punto per 50 minuti, poi nell'ultima mezz'ora prende il largo dominando il finale di gara. Le Azzurre riescono a disinnescare per larghi tratti l'arma più pericolosa del Galles, il drive, per poi uscire alla distanza facendo valere il loro maggior atletismo e la solita grande pericolosità in attacco. Player of the match per Veronica Madia. L'Italia termina il Sei Nazioni con 12 punti, frutto di 2 vittorie con bonus offensivo e 2 bonus conquistati nelle sconfitte contro Irlanda e Inghilterra. La cronaca di Galles-Italia Calcetto di Stefan per la corsa di Madia che mette in difficoltà la difesa gallese. Arriva Mannini che fa tanta strada con una carica delle sue e porta le azzurre nei 22, con Ostuni Minuzzi che trova un bell'offload su Granzotto. Il Galles è costretto al fallo nel punto d'incontro, l'Italia non piazza e la scelta paga perché giocando alla mano arriva la prima meta del match: Mannini gira dietro per Madia che con un bel passaggio innesca la corsa di Ostuni Minuzzi, brava a marcare per il 5-0. Dall'altra parte il Galles risponde affidandosi alla mischia ordinata, che guadagna un primo calcio di punizione e permette a George di trovare una touche in attacco. In mezzo al campo fa tanta strada Prys che rompe due placcaggi e mette le compagne in avanzamento, poi George allarga su Keight che supera in velocità Ostuni Minuzzi e schiaccia in bandierina per il pareggio: 5-5 dopo 10 minuti. Il ritmo si alza e il Galles comincia a sbagliare, complice anche una bella difesa dell'Italia. George si fa stoppare da Sgorbini un calcio troppo frettoloso a metà campo, Granzotto è la più veloce ad avventarsi sul pallone vagante, lo raccoglie e accelera volando in meta per il secondo vantaggio azzurro, con Sillari che trasforma per il 12-5. Al 17' il Galles utilizza per la prima volta il proprio marchio di fabbrica, il drive: il pacchetto gallese avanza ma in qualche modo viene arginato dalle ragazze di Roselli, poi sulla carica di Aiono è bravissima Mannini a recuperare l'ovale nel punto d'incontro. Dopo una fase di stasi il Galles accelera di nuovo: pallone tirato fuori dalla mischia e giocato su Keight, che trova una bella imbucata e viene provvidenzialmente fermata da Mannini. La difesa azzurra però è scoperta e concede un calcio di punizione per fuorigioco, il Galles va di nuovo in rimessa, poi Keight gioca su Cox che attacca lo spazio passando in mezzo a due azzurre e va a segno per il 12-12. La partita è fatta di continui ribaltamenti di fronte e sull'azione successiva le ragazze di Roselli tornano subito in vantaggio: grande offload di Ranuccini su Sullari che trova D'Incà all'esterno. L'ala di Blagnac accelera battendo George sullo scatto e schiaccia per il 17-12. La reazione gallese è affidata ancora una volta alla maul, che guadagna qualche metro ma poi viene ancora una volta arginata dalla difesa azzurra. Pallone mosso fuori con Mannini che piazza un gran placcaggio su Cox, poi Bevan attacca in prima persona ma Vecchini risolve tutto con un gran turnover. Le padrone di casa spingono ancora nel finale di primo tempo e conquistano un altro calcio di punizione in mischia, tornando in attacco, e dopo 39 minuti di tentativi stavolta il drive fa la differenza: la maul stavolta trova avanzamento immediato e Kelsey Jones finalizza per la terza meta, con Bevan che trova la trasformazione del sorpasso. Il primo tempo si chiude sul 19-17 per il Galles. Nella ripresa il Galles parte forte. Prima è brava Giordano a recuperare un pallone importante nel punto d'incontro, poi George mette in difficoltà il triangolo allargato azzurro con due calci insidiosi, ma le ragazze di Roselli sono brave ad uscire da una situazione difficile. Dopo 5 minuti complicati l'Italia risponde alla grande, conquistando una touche nei 22: pallone vinto bene con Ranuccini, drive che costringe la difesa del Galles a ruotare e Sgorbini schiaccia per il controsorpasso, 22-19 per le Azzurre. La meta cambia l'inerzia del match e l'Italia si rende ancora pericolosa con un'altra maul avanzante. Poi la protagonista dell'azione diventa ancora una volta Ostuni Minuzzi, che prima attacca sul lato sinistro e serve Granzotto con un bell'offload, poi sul prosieguo dell'azione verso il centro arriva sparata sul passaggio di Madia e con un bell'angolo di corsa schiaccia per il 29-19. La reazione gallese è disinnescata da uno splendido turnover di Sgorbini, poi però l'Italia rimane in 14 a causa di un giallo a Granzotto, ammonita per un placcaggio a ribaltare su Prothero. Il Galles prova a sfruttare la superiorità numerica ancorandosi alle fasi statiche, ma sbatte ancora contro un'ottima difesa dell'Italia, che poi ritorna in attacco con un gran calcio di Ostuni Minuzzi che trova la penaltouche ai 5 metri: altro lancio vinto su Ranuccini, la difesa gallese difende con un buon sacking e poi Vecchini perde l'ovale a contatto. La squadra di Roselli però ha in mano il match e al 69' chiude i conti con la meta più bella del match: combinazione velocissima tra Bitonci, Mannini e Sillari che prima assorbe l'avversaria con una finta e poi serve all'interno Madia che va a schiacciare per il 36-19 con trasformazione della stessa Sillari. Nel finale le Azzurre allungano ulteriormente con la meta di Alyssa D'Incà, che finalizza uno splendido cross-kick di Stevanin per il 43-19 con trasformazione di Sillari. Il Galles risponde chiudendo il match con la meta del bonus offensivo: Georgia trova bene Powell con un gran calcio, con l'estremo gallese che batte Muzzo e Stevanin e segna il 43-24 con cui si chiude il match. Cardiff, Arms Park, 17 maggio 2026Guinness Women’s Six Nations - V giornataGalles v Italia 24-43 (19-17)Marcatrici: p.t. 4’m. Ostuni Minuzzi (0-5); 10’ m. Keight (5-5); 13’m. Granzotto tr. Sillari (5-12); 25’ m. Cox tr. Bevan (12-12); 27’ m. D’Incà (12-17); 40’m. Jones tr. Bevan (19-17) s.t. 8’m. Sgorbini (19-22); 12’ m. Ostuni Minuzzi tr. Sillari (19-29); 29’m. Madia tr. Sillari (19-36); 37’m. D’Incà tr. Sillari (19-43)Galles: Powell; Singleton (5’pt. Prothero; 23’st Dallavalle), Cox, Keith, J. Joyce; George, Bevan (17’st Lockwood); King (24’st A.Joyce), Lewis (Cap), Aiono; Evans, Metcalfe (13’st John) ; Tuipulotu (28’st Rose), Jones (24’st Reardon), Pyrs (13’st Davies)all. Sean LynnItalia: Ostuni Minuzzi; Granzotto (30’st Muzzo), Sillari, Mannini, D’Incà; Madia (30’st Stevanin), Stefan (26’st Bitonci); Giordano (Cap), Ranuccini, Sgorbini (30’st Veronese); 5’st Duca, Fedrighi (30’st Frangipani); Maris (17’st Zanette; 34 st Dosi), Vecchini, TuraniA disposizione: Cheliall. Fabio Roselliarb: Maggie Cogger-Orr (NZR)AA: Emily Hope (RFU); Rebecca Piddlesden (RFU)TMO: Dan Jones (RFU)Cartellini: 18’st giallo a Granzotto (Italia)Calciatrici: Sillari (4/7); Bevan (2/3); George (0/1)Player of the Match: Veronica Madia (Italia)Punti in classifica: Galles 1; Italia 5Note: Giornata fresca, 3712 spettatori, ultima partita per Valeria Fedrighi

Italia Femminile | 17/05/2026

URC: l’analisi della 18esima giornata

Si è chiusa la stagione regolare dello United Rugby Championship 2025-26. Arrivano due sconfitte in Sudafrica per le franchigie italiane, con il Benetton sconfitto 44-19 a Pretoria dai Bulls, con i biancoverdi che sfiorano la rimonta e poi cedono alla distanza nel finale, mentre le Zebre vengono battute 54-19 dagli Sharks a Durban. Benetton: non basta una bella reazione Partita a due facce per i biancoverdi, che nel primo tempo soffrono – in particolare in mischia ordinata – ma riescono comunque a restare agganciati nel punteggio nonostante una formazione rimaneggiata.  L’avvio è subito favorevole ai sudafricani, che colpiscono alla prima occasione: Moodie rompe il placcaggio di Medina, Lynagh salva inizialmente la situazione ma Papier apre rapidamente su Pollard, bravo a servire Pietersen che schiaccia in bandierina per il 7-0. I primi minuti sono complicati per il Benetton, che fatica soprattutto in mischia ordinata e non riesce a costruire possessi di qualità. I Bulls aspettano con pazienza il momento giusto per accelerare e al 12’ trovano la seconda meta con Le Roux, servito da Pollard per il 14-0. La reazione del Benetton è buona ed è Lynagh a marcare dopo aver controllato con il piede un passaggio di Gallagher prima di schiacciare. Il ritmo della partita si abbassa e la mischia ordinata diventa ancora più importante nell’economia del match: i sudafricani ne approfittano e proprio da una penaltouche conquistata dalla prima linea arriva la meta di Grobbelaar che finalizza una maul avanzante per il 21-5. Nel finale di primo tempo il Benetton fatica ancora a contenere la pressione sudafricana. Garbisi viene ammonito per aver disturbato Papier in uscita dal raggruppamento e i Bulls continuano a spingere vicino alla linea di meta: dopo due marcature annullate per in avanti, arriva al 38’ la meta di Cobus Wiese dopo una carica iniziale di Hanekom. Nel momento più complicato arriva però una grande giocata individuale di Rhyno Smith, che raccoglie un pallone vagante a metà campo, supera Hanekom e poi brucia Papier con il cambio di passo, andando a segnare sotto i pali per il 26-12 con cui si chiude il primo tempo. Anche in inferiorità numerica il Benetton parte bene nella ripresa e continua a spingere, utilizzando lo stesso Rhyno Smith da mediano di mischia adattato in assenza di Garbisi. Dopo una bella combinazione tra Odogwu, Ruzza e Gallagher è ancora Lynagh a finalizzare l’azione del 26-19, riaprendo la partita. Nel momento migliore dei biancoverdi, però, tornano a emergere le difficoltà nelle fasi statiche, con la mischia dei Bulls che riprende a fare la differenza. Al 57’ Pietersen trova la seconda meta personale approfittando di una salita difensiva non perfetta del Benetton, riportando i sudafricani oltre break sul 33-19. Nel finale i Bulls aumentano il vantaggio con le mete di Gumede e Nortje per il 44-19 finale che forse non rende giustizia a una prestazione comunque competitiva dei biancoverdi. Troppi Sharks per le Zebre La squadra di Brunello resta in partita per buona parte del primo tempo, ma con il passare dei minuti paga soprattutto la fisicità e la continuità offensiva dei sudafricani, capaci di accelerare con grande efficacia negli spazi aperti. L’avvio dei ducali è comunque positivo: nei primi minuti le Zebre difendono con ordine e buona applicazione, riuscendo a contenere gli attacchi degli Sharks nonostante il lungo possesso dei padroni di casa. Dopo una fase iniziale spezzettata e ricca di errori da entrambe le parti, i sudafricani trovano il vantaggio al 14’ con Jaco Williams, bravo a resistere a due placcaggi dopo l’assist di Hatton e a schiacciare per il 5-0. Le Zebre reagiscono bene e a metà primo tempo trovano il sorpasso con una bella azione costruita da Belloni, bravo a calciare e recuperare il pallone dopo il rimbalzo prima di servire Faissal per la meta del 5-7 trasformata da Montemauri. Gli Sharks però aumentano rapidamente il ritmo e tornano avanti pochi minuti dopo con Siya Kolisi, che finalizza una giocata veloce vicino al punto d’incontro nata dalla combinazione con Ox Nche. Al 29’ arriva anche la meta di Siyaya, che supera Hasa con uno step interno e allunga sul 19-7 dopo la trasformazione di Moyo. Nel finale di primo tempo, dopo un giallo a Fusco, è ancora Kolisi ad andare a segno per il 26-7 con cui si va all’intervallo. A inizio ripresa gli Sharks vanno ancora a segno con Moyo e prendono definitivamente il largo andando a segno anche con Tshituka per il 40-7. Le Zebre hanno comunque una buona reazione al 63’ con una grande iniziativa individuale di Gesi: l’ala gialloblù calcia lungo la linea laterale, recupera il pallone dopo il rimbalzo e schiaccia per la seconda meta dei ducali, trasformata da Montemauri. Nel finale gli Sharks riallungano ancora sfruttando soprattutto la qualità tecnica e fisica di Esterhuizen, protagonista nelle azioni che portano alle mete di Le Roux Malan e Braude, entrambe trasformate da Jean Smith per il 54-14. A pochi minuti dalla fine arriva anche la terza meta delle Zebre con Giovanni Quattrini, che chiude il match sul 54-19.

News | 17/05/2026

Sei Nazioni femminile 2026: la presentazione di Galles-Italia

Ultimo atto del Sei Nazioni femminile 2026: ad Arms Park si gioca Galles-Italia, sfida che apre il Super Sunday del torneo alle 13.15. Le padrone di casa sono alla ricerca di una vittoria per togliere lo “0” dalla casella dei successi, mentre le Azzurre cercano una seconda soddisfazione dopo quella ottenuta contro la Scozia e i due punti di bonus portati a casa contro Irlanda e Inghilterra. Una vittoria consentirebbe alla squadra di Roselli di blindare il quarto posto, confermando il risultato del 2025. Ad Arms Park ci sarà anche la “Last Dance” di Valeria Fedrighi, che lascerà il rugby giocato alla sua 72esima presenza internazionale. Come arriva il Galles La sconfitta in rimonta subita alla prima giornata al Principality contro la Scozia ha complicato il percorso del Galles, che nelle partite successivo ha alternato momenti di grande spolvero a fasi di sofferenza. Contro la Francia le gallesi hanno giocato un primo tempo strepitoso, chiudendolo 7-7, per poi cedere nella ripresa, mentre contro l’Inghilterra la meta di Lockwood a tempo scaduto ha consentito loro di portare a casa un punto di bonus, il secondo dopo quello ottenuto con la Scozia. Contro l’Irlanda è arrivata una prestazione di buon livello, ma non abbastanza per mettere realmente in difficoltà le avversarie. La sfida contro l’Italia assume i contorni dell’ultima spiaggia, e per questo è lecito aspettarsi un Galles agguerritissimo fin dall’inizio. Come arriva l’Italia La squadra di Roselli è cresciuta partita dopo partita, e dopo un inizio complicato è tornata pienamente competitiva, tanto da ottenere un punto mai conquistato prima contro l’Inghilterra. Prima erano arrivate due sconfitte contro Francia e Irlanda e poi il netto successo per 41-14 contro la Scozia, contro la quale le Azzurre sono riuscite a trovare la continuità che serviva per giocare 80 minuti di alto livello. I primi due incontri erano stati l’uno l’opposto dell’altro: a Grenoble le Azzurre avevano giocato un bel primo tempo per poi cedere nella ripresa, mentre a Galway l’Irlanda aveva dominato la prima frazione, con le ragazze di Roselli brave a conquistare il bonus offensivo con una buona ripresa. La sfida contro l’Inghilterra ha confermato la pericolosità offensiva delle Azzurre, che dovranno aspettarsi una gran battaglia a Cardiff. Tutte le informazioni per seguire Galles-Italia La sfida tra Galles e Italia, valida per l’ultima giornata del Sei Nazioni femminile, si giocherà sabato domenica 17 maggio alle 13.15 all’Arms Park di Cardiff, diretta su Sky Sport Max e NOW. A dirigere il match ci sarà la neozelandese Maggie Cogger-Orr, coadiuvata dalle assistenti inglesi Emily Hope e Rebecca Piddlesden. Al TMO l’inglese Dan Jones, al bunker Paul Haycock. Le formazioni di Galles-Italia Galles: 15 Kayleigh Powell, 14 Seren Singleton, 13 Carys Cox, 12 Courtney Keight, 11 Jasmine Joyce, 10 Lleucu George, 9 Keira Bevan, 8 Bryonie King, 7 Bethan Lewis (C), 6 Jorja Aiono, 5 Georgia Evans, 4 Branwen Metcalfe, 3 Sisilia Tuipulotu, 2 Kelsey Jones, 1 Gwenllian Pyrs A disposizione: 16 Molly Reardon, 17 Maisie Davies, 18 Donna Rose, 19 Natalia John, 20 Alisha Joyce, 21 Seren Lockwood, 22 Hannah Dallavalle, 23 Nikita Prothero Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Francesca Granzotto, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà, 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Giordana Duca, 4 Valeria Fedrighi, 3 Gaia Maris, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Vittoria Zanette, 18 Gaia Dosi, 19 Alessandra Frangipani, 20 Beatrice Veronese, 21 Alia Bitonci, 22 Emma Stevanin, 23 Aura Muzzo

Italia Femminile | 17/05/2026

Roselli gioca la carta Granzotto, Lynn ritrova Singleton: l’analisi delle formazioni di Galles-Italia

Pochi cambi per l’Italia, ancora meno per il Galles: le due formazioni decidono di approcciare l’importantissima sfida dell’Arms Park di Cardiff affidandosi alle loro certezze. Fabio Roselli torna a schierare dall’inizio Francesca Sgorbini e Giordana Duca, mentre Granzotto sostituisce Muzzo all’ala e Maris parte dall’inizio come pilone destro al posto di Zanette. Dall’altra parte un solo cambio per coach Sean Lynn: tocca all’ala Seren Singleton, alla quarta presenza internazionale. Calcio d’inizio alle 13.15 di domenica 17 maggio. Cambiamenti Le scelte di Roselli indirizzano il gioco dell’Italia verso un maggiore dinamismo. Continua l’alternanza nel ruolo di pilone destro, con Maris che è spesso partita dalla panchina in questo Sei Nazioni e che può garantire maggiori energie. Anche perché quando si arriva all’ultima giornata è sempre importante capire quanta benzina è rimasta nel serbatoio. Lo stesso concetto è legato alla scelta di schierare Francesca Granzotto, più fresca rispetto a una Muzzo che per quattro giornate ha dato tutto. La trequarti di Exeter magari non avrà lo stesso atletismo della collega di ruolo, ma è dotata di grandi capacità di finalizzazione oltre ad essere un estremo aggiunto in supporto ad Ostuni Minuzzi, un fattore non da poco considerando che il Galles proverà ad esplorare la profondità al piede con Bevan e George. In particolare, la numero 10 gallese è la giocatrice che ha calciato di più in questo torneo (73 volte) ed è seconda per metri guadagnati (1929, dietro all’irlandese O’Brien). A proposito di calci, sarà interessante anche la battaglia aerea, considerando che di fronte ci saranno le mediane di mischie che calciano di più dalla base: Stefan e Bevan. Battaglia Il ritorno da titolari di Duca e Sgorbini garantirà ulteriore equilibrio davanti, soprattutto nell’ottica di un confronto duro contro un pacchetto di mischia forte e competitivo. Attenzione soprattutto ai placcaggi di Bryonie King e Bethan Lewis – due terze linee fortissime in difesa – e soprattutto della seconda linea Branwen Metcalfe, che si porta dietro una percentuale clamorosa di placcaggi riusciti: 96,8%.  L’Italia però potrà farsi sentire soprattutto nel breakdown, anche perché al Galles manca la sua miglior seconda linea, Gwen Crabb, fortissima sia nel punto d’incontro sia in rimessa laterale. Proprio in touche Duca e Fedrighi – insieme a Giordano – saranno chiamate a un gran lavoro per portare giù palloni di qualità e permettere alle Azzurre di accelerare: il Galles potrebbe soffrire le fiammate della squadra di Roselli, e anche per questo si affiderà molto al lavoro difensivo dell’ala Jasmine Joyce, giocatrice in grado di piazzare ben 6 placcaggi dominanti in questo torneo. Le Azzurre possono fare la differenza attaccando gli spazi sia con le percussioni centrali di Mannini sia con le invenzioni di Sillari, che sarà chiamata anche a cercare il più possibile D’Incà e Granzotto al largo. In questo senso, considerando che il Galles calcia tantissimo, diventeranno fondamentali le ripartenze palla in mano di Ostuni Minuzzi, la giocatrice che più di tutte può scombinare i piani di un Galles che cercherà di proporre un piano di gioco molto strutturato. Le formazioni di Galles-Italia Galles: 15 Kayleigh Powell, 14 Seren Singleton, 13 Carys Cox, 12 Courtney Keight, 11 Jasmine Joyce, 10 Lleucu George, 9 Keira Bevan, 8 Bryonie King, 7 Bethan Lewis (C), 6 Jorja Aiono, 5 Georgia Evans, 4 Branwen Metcalfe, 3 Sisilia Tuipulotu, 2 Kelsey Jones, 1 Gwenllian Pyrs A disposizione: 16 Molly Reardon, 17 Maisie Davies, 18 Donna Rose, 19 Natalia John, 20 Alisha Joyce, 21 Seren Lockwood, 22 Hannah Dallavalle, 23 Nikita Prothero Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Francesca Granzotto, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà, 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Giordana Duca, 4 Valeria Fedrighi, 3 Gaia Maris, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Vittoria Zanette, 18 Gaia Dosi, 19 Alessandra Frangipani, 20 Beatrice Veronese, 21 Alia Bitonci, 22 Emma Stevanin, 23 Aura Muzzo

Italia Femminile | 17/05/2026

Italia, il primo Sei Nazioni di Cheli: “L’esordio un mix di emozioni non spiegabile. Imparo qualcosa ogni giorno”

È stato un Sei Nazioni lungo, per certi versi anche complesso, ma comunque soddisfacente per l’Italia, che arriva alla sfida finale di Cardiff contro il Galles (domenica 17 maggio alle 13.15, diretta Sky/NOW) con l’opportunità di cogliere la seconda vittoria stagionale dopo il successo con la Scozia e i due punti di bonus conquistati contro Irlanda e Inghilterra. Proprio il match contro le inglesi, nonostante la sconfitta, ha dato ulteriore fiducia al gruppo, come racconta la tallonatrice Chiara Cheli, una delle tante giovani che hanno esordito in questo Sei Nazioni: “Credo che la chiave sia stata la possibilità di lavorare tanto insieme in queste settimane. Abbiamo trovato la giusta armonia e siamo migliorate giorno dopo giorno. Con l’Inghilterra, anche se abbiamo avuto delle fasi di partita difficili, ci sentivamo bene e alla fine siamo riuscite a ottenere un risultato che in qualche modo era anche oltre le nostre aspettative”. Qual è secondo te la chiave della crescita di questa Italia, che ha saputo riprendersi alla grande dopo un inizio difficile? “La capacità di voltare subito pagina, sia quando le cose vanno bene sia quando vanno male, e di pensare sempre alla prossima sfida. Lo abbiamo fatto dopo partite difficili come quelle contro l’Irlanda e lo faremo anche adesso. Sicuramente il bonus con l’Inghilterra ci dà ulteriore fiducia, perché ci ha fatto capire che possiamo ottenere risultati concreti anche contro le più forti del mondo. Dall’altra parte, siamo sempre brave a ripartire dopo ogni partita – positiva o negativa – e sappiamo che a Cardiff ci aspetta una battaglia, una partita tosta e fisicamente impegnativa”. Sei arrivata in Nazionale dopo due anni di Summer Series under 20 (adesso diventate Sei Nazioni under 21). Com’è stato l’adattamento al rugby internazionale Seniores? “Sicuramente è stata una bella sfida, un’esperienza bella e stimolante. Ma credo che in realtà non ci si ‘adatti’ mai del tutto a questo livello: c’è sempre qualcosa da migliorare, un aspetto a cui fare più attenzione, un’opportunità di crescita. E credo che alla fine sia questa la chiave per essere sempre performanti. Per quanto riguarda il passaggio dell’under 20 e ora under 21 credo sia molto importante, e per me lo è stato. E con questa nuova formula che ripercorre ancora di più il Sei Nazioni Seniores diventa un tassello ancora più importante per arrivare più preparate in un contesto in cui si affrontano le migliori giocatrici al mondo ed è chiaramente diverso da tutto il resto. Personalmente sto continuando a lavorare sotto tutti gli aspetti: tecnico, fisico e mentale. So di essere ancora ‘alle prime armi’ e di avere bisogno di un lavoro costante su tanti fondamentali, come il lancio. Sicuramente in questo mese – giocando con avversarie di altissimo livello e allenandomi ogni giorno con compagne fortissime – mi sento migliorata tanto, ma è frutto di un lavoro costante che dura da anni”. Cosa hai provato quando hai saputo della convocazione in azzurro? E quando ti hanno detto che avresti giocato? “Ho saputo della convocazione mentre ero al sushi con le mie amiche (ride, ndr). Non me l’aspettavo, è stata una sorpresa. In generale tendo a non aspettarmi mai niente, ma quando ho ricevuto la notizia è stato davvero emozionante, una gioia incredibile. Sapere che sarei entrata in lista gara nella prima partita contro la Francia è stato altrettanto bello, ma è un’emozione diversa, anche più profonda in un certo senso perché subentrano tanti pensieri. È un’emozione ancora più forte, perché sai che potresti scendere in campo per la prima volta con la maglia azzurra, e allo stesso tempo percepisci la tensione e la paura di un qualcosa di nuovo, perché la prima volta magari hai paura di non essere all’altezza. Non saprei descrivere questo mix di sensazioni, perché è una cosa che non avevo mai provato prima”. Quando hai iniziato a giocare a rugby? Come l’hai scoperto? “Prima di arrivare a Colorno ho iniziato a giocare al Rugby Rufus San Vincenzo, un paesino vicino a dove vivevo io, a Venturina Terme. Un giorno, quando andavo alle medie, vennero in classe per farci provare durante l’ora di educazione fisica. Praticavo altri sport ma non mi entusiasmavano così tanto, e così chiesi ai miei genitori di portarmi al campo e farmi provare. E da lì non ho più smesso. Ho iniziato a 11 anni, poi dopo i 12 – quando non si gioca più con le squadre miste – abbiamo iniziato a viaggiare un po’ per le varie società: Puma Bisenzio, Livorno, e c’erano tutte le ragazze della regione come Sara Mannini e Alice Antonazzo. Ora si chiude in Galles, una partita difficile ma che l’Italia può vincere. Come la state preparando? “Come detto, anche se i risultati positivi che abbiamo ottenuto sicuramente ci danno ancora più fiducia ogni partita è a sé. E soprattutto sappiamo che andare a Cardiff è sempre difficilissimo, anche perché non avremo i quasi 5000 del Lanfranchi che ci hanno sostenute tantissimo contro Scozia e Inghilterra. Siamo consapevoli di affrontare una squadra tosta e che giocherà per ottenere un grande risultato, e che proverà a metterci in difficoltà soprattutto a livello fisico. Dati alla mano hanno una mischia molto performante, così come il drive. Ci aspettiamo una partita combattuta fino all’ultimo, dove bisognerà essere brave a gestire anche la stanchezza di un torneo così lungo”.

Italia Femminile | 12/05/2026

Diletta Veronese, azzurra numero 126: “La vittoria sul Galles del 2010 ha cambiato la storia del rugby femminile italiano”

Brewery Field di Bridgend: è il 57’ di Galles-Italia, quando Diletta Veronese firma la meta che porta le Azzurre in vantaggio per la prima volta dopo un match passato a rincorrere e il pareggio raggiunto con la doppietta di Flavia Severin. Sarà la marcatura decisiva che varrà il primo storico successo contro il Galles, il vero spartiacque della storia del rugby femminile italiano. C’è un prima e un dopo Bridgend: fino a quel momento le Azzurre – entrate nel Sei Nazioni nel 2007 – avevano vinto una sola volta, contro la Scozia. Da lì in poi inizierà il ciclo vincente dell’Italia di Andrea Di Giandomenico, capace di ottenere vittorie di peso ogni anno fino a conquistare il podio nel 2019. È la stessa Diletta Veronese, ala del Valsugana e azzurra numero 126, a ricordare quei momenti: “Quella partita rimane una delle più belle della mia vita. Ci sono dei video, anche se amatoriali, di quella partita, e ogni tanto li riguardo perché rivivere quel momento mi dà tanta forza. Non so come spiegarlo, quella meta e quella vittoria mi danno ogni volta una sensazione di positività anche nella vita. E poi quella vittoria ha effettivamente cambiato la nostra storia, è stata un nuovo inizio: fino a quel momento alternavamo vittorie e sconfitte contro la Scozia ma non eravamo mai riuscite a battere il Galles, era un po’ la nostra bestia nera. Da lì siamo riuscite a vincere diverse volte: l’anno dopo in casa, a La Spezia (sempre con meta di Veronese e di Maria Grazia Cioffi, ndr) e poi nel 2014 di nuovo in trasferta. E poi c’è un’altra vittoria che secondo me ha cambiato la nostra storia, quella di Rovato nel 2013 contro la Francia. Non ho parole per raccontare quella giornata, è come se la memoria avesse immagazzinato non tanto i momenti, ma le emozioni di quella partita, che a distanza di anni sono ancora fortissime. Battemmo una potenza assoluta del rugby mondiale, poi in casa, ancora più bello”. Gli inizi Diletta Veronese è arrivata tardi al rugby: “Ho cominciato intorno ai 21 anni grazie a due persone che mi hanno fatto scoprire questo sport. Una è il mio fidanzato – e ora papà di mio figlio – Francesco Ragazzi, che arriva da una famiglia di rugbisti e lui stesso giocava, e l’altra è Roberta Giraudo, una persona che ha sempre fatto un grande lavoro per avvicinare le ragazze al rugby. Era un periodo in cui il rugby femminile non era ancora molto noto, e non godeva della stessa considerazione che ha oggi. Però mi sono innamorata di questo sport, e gli ho dedicato la mia vita: io sono laureata in scenografia e amo la storia dell’arte, ma ho cercato di trovare un lavoro che si potesse adattare alla mia vita sportiva, che mi permettesse di prendere delle ferie nei periodi dell’anno necessari per giocare. Avevamo delle diarie, ma erano abbastanza esigue. Il nostro obiettivo era allenarci, giocare, vincere, trovando il tempo anche all’ultimo secondo di andare al campo, riuscendo ad incastrare tutto. Non c’era molto: pochi soldi, tanti viaggi lunghi, tanta dedizione, tanti sacrifici anche per quanto riguardava la nostra vita personale. Poi avendo iniziato tardi ero un po’ ‘sprovveduta’ su alcune cose, perché conoscevo pochissime regole. Cercavo di farmi strada soprattutto col mio atletismo e la mia velocità, e infatti giocavo anche a Rugby Seven: ricordo Granatelli, uno dei miei allenatori, che mi disse “Ti porto al Mondiale di Dubai nel 2009, ma tu con le tue gambe mi porterai al Sei Nazioni”. Il cambiamento Negli anni il rugby femminile ha compiuto tanti passi avanti. Il lavoro da fare è ancora lungo, ma come racconta Veronese, ciò che è stato fatto negli ultimi anni disegna una grande differenza col passato: “Col passare del tempo poi il rugby femminile si è evoluto molto, e anche in generale c’è molta più attenzione a tante cose, ad esempio le concussion. Ricordo con tanto affetto, tanta tenerezza e un pizzico di malinconia quel periodo: è stato molto formativo, però sicuramente tanti problemi che c’erano allora oggi non ci sono più. Le ragazze sono più seguite ed è giusto che sia così, e sono felice di aver fatto parte di tutto quello che c’era prima e che è servito affinché loro arrivassero a questo punto. E poi oggi c’è molta più attenzione alle partite: basta vedere quanto è seguito il Sei Nazioni femminile adesso rispetto a prima, per non parlare dei Mondiali. C’è molta più visibilità: delle partite in Nazionale dei miei tempi ricordo al massimo qualche diretta streaming, forse qualcosina in televisione, ma niente di paragonabile a oggi, con tutte le partite dell’Italia che vengono trasmesse. L’Italia di oggi è formata da un gruppo di atlete fantastiche, seguite molto più attentamente anche dallo staff dei loro club con grande attenzione dal punto di vista fisico e medico, le trasferte sono organizzate molto meglio e ci sono tanti accorgimenti fondamentali per il benessere degli sportivi. Sono grandi conquiste delle quali spero siano orgogliose, senza dimenticare mai da dove il rugby femminile è partito”. Una nuova era Diletta Veronese ha fatto parte del primo gruppo del ciclo di coach Andrea Di Giandomenico, il ciclo che ha cambiato la storia del rugby femminile e ne ha modificato anche la percezione all’esterno: “Andrea è una persona estremamente umana e questo ha aiutato tantissimo a cambiare le sensazioni che c’erano all’interno della squadra, agendo anche sull’aspetto relazionale. Ci ha dato grinta, sicurezza, ci ha fornito gli strumenti giusti per crescere e ha portato grande attenzione sul rugby femminile. Ci teneva davvero, non solo come lavoro ma come soddisfazione personale, affinché crescessimo. So che un allenatore andrebbe visto come un ‘capo’, ma lui era un capo che riusciva ad avere un rapporto con le persone che aveva attorno. Mi azzarderei a definirlo un amico, perché per me lo è stato. Andrea è riuscito a regalarci quel comfort e quella spensieratezza unite ad una grande determinazione che hanno permesso di iniziare una svolta per il rugby femminile italiano, ci siamo sentite apprezzate e ascoltate, questo grazie al suo lato estremamente umano”.

Italia Femminile | 12/05/2026

Sei Nazioni femminile 2026: i precedenti tra Galles e Italia

L’Italia chiude il Sei Nazioni femminile 2026 contro il Galles: all’Arms Park di Cardiff si giocherà la 26esima sfida tra le due formazioni, con le Azzurre che vogliono confermare il successo dello scorso anno al Lanfranchi ma che in trasferta non vincono dal 2022. Sei Nazioni femminile: i precedenti tra Galles e Italia Galles e Italia si sono incontrate 25 volte in incontri ufficiali: le Azzurre hanno ottenuto 10 vittorie, un pari e 14 sconfitte. Nel Sei Nazioni invece il bilancio è a favore dell’Italia: 9-8 con un pareggio. L’Italia ha segnato in totale 337 punti, subendone 458. Le due squadre si sono incontrate per la prima volta al Mondiale 1998, con vittoria del Galles ad Amsterdam per 12-10. La prima sfida nel Sei Nazioni, nel 2007, finì 24-0 per il Galles a Roma, mentre il primo successo azzurro risale al 2010: 19-15 a Bridgend con doppietta di Severin, meta di Veronese e due trasformazioni di Tondinelli. Fu la partita della svolta, quella che diede il via al primo ciclo vincente delle Azzurre sotto la guida di Andrea di Giandomenico, che raggiunse l’apice con il secondo posto del 2019. Quella del 2010 fu la prima grande vittoria al Sei Nazioni contro il Galles, un successo che cambiò la storia del rugby femminile italiano. La vittoria più larga delle Azzurre è il 22-5 di Padova nel 2015, mentre quella gallese risale alla Coppa del Mondo 2002: 35-3 a Barcellona. L’unico pareggio tra le due formazioni risale al 2019: a Lecce finì 3-3 con calci di Wilkins e Sillari, e quei 2 punti alla fine si rivelarono decisivi per conquistare il secondo posto. L’ultimo successo in Galles è arrivato nel 2022, con Michela Sillari che decise il match di Cardiff allo scadere per il 10-8 finale dopo la meta di Barattin. L’ultima vittoria invece risale allo scorso anno, con un netto 44-12. L’ultima sfida Al Lanfranchi di Parma, lo scorso anno, l’Italia ottenne una grandissima vittoria contro il Galles: primo tempo alla pari, con le gallesi che passarono in vantaggio al 9’ con Williams. Le Azzurre risposero con la meta di Stefan in mezzo ai pali al 17’ e con un piazzato di Sillari al 22’, ma il Galles chiuse la prima frazione davanti con la meta di Prys a tempo scaduto. Nella ripresa però le Azzurre dominarono con un clamoroso 32-0 di parziale che valse il 44-12 finale. Andarono a segno Granzotto (doppietta), Turani, Ostuni Minuzzi e Muzzo.

Italia Femminile | 11/05/2026

URC: l’analisi della 17esima giornata

Weekend difficile per le franchigie italiane impegnate nella 17esima giornata di URC. Le Zebre giocano un buon primo tempo a Pretoria contro dei Bulls pieni di Springboks e affamati di punti per qualificarsi ai playoff, ma nella ripresa i sudafricani prendono il largo e vincono 54-19. Partita complicata anche per il Benetton, che a Durban contro gli Sharks paga soprattutto l’indisciplina e viene battuto 46-7. Entrambe le formazioni giocheranno l’ultima partita ancora in Sudafrica, a squadre invertite: il Benetton affronterà i Bulls, mentre le Zebre sfideranno gli Sharks. Zebre: un buon primo tempo, poi i Bulls prendono il largo Le Zebre escono sconfitte dal Loftus Versfeld di Pretoria, con i Bulls che si impongono 54-19 nella 17esima giornata di URC segnando otto mete e conquistando il bonus offensivo già nel primo tempo. La squadra di Brunello riesce comunque a restare in partita a livello di punteggio per buona parte della prima frazione, ma nel corso della gara paga soprattutto la fisicità e il ritmo offensivo dei sudafricani negli spazi larghi. L’avvio dei Bulls è immediatamente aggressivo e dopo appena tre minuti arriva la prima meta con Willie le Roux. Le Zebre provano a mettere pressione ai padroni di casa, ma i sudafricani riescono rapidamente a trasformare una situazione difensiva in attacco: Moodie accelera nello spazio e, dopo una sequenza di passaggi anche complicati da controllare, Le Roux raccoglie l’ovale e schiaccia in mezzo ai pali. Segue subito la marcatura di uno scatenato Moodie, ma la reazione delle Zebre arriva da una bella iniziativa di Trulla che sfrutta un errore di gestione dei Bulls, evita il placcaggio di Arendse e schiaccia per il 14-7. Nel momento in cui i Bulls riescono ad aumentare il ritmo offensivo emergono però le difficoltà delle Zebre nel contenere gli attacchi in campo aperto. I sudafricani trovano continuità soprattutto attraverso la qualità tecnica dei trequarti e la capacità di spostare rapidamente il pallone: prima Jooste finalizza sull’esterno per il 19-7, poi Petersen conclude un’azione nata da una lunga sequenza di cariche vicino al punto d’incontro che vale anche il bonus offensivo sul 26-7. Nel finale di primo tempo le Zebre trovano comunque una buona reazione e accorciano con Ribaldi, bravo a finalizzare l’avanzamento del maul gialloblù per il 26-12 con cui si chiude la prima frazione. A inizio ripresa le Zebre rispondono ancora alla prima fiammata degli Sharks, a segno con Vermaak, mentre dall’altra parte Faissal tiene vivo il pallone con un calcio alto recuperato e schiaffeggiato all’indietro per Dominguez, che in tuffo marca la terza meta dei ducali. La trasformazione di Farias riporta il punteggio sul 33-19. A quel punto però i Bulls danno l’accelerazione decisiva alla partita: segnano Hanekom, Vorster e Rudolph per il 54-19 alla fine anche troppo pesante. Benetton: troppa indisciplina costa cara a Durban Gli Sharks indirizzano la gara sfruttando con efficacia i momenti di superiorità numerica mentre i biancoverdi, dopo un avvio positivo, faticano a contenere la fisicità e la continuità offensiva della squadra di Durban. L’inizio della squadra di MacRae è anche incoraggiante: nei primi minuti Lorenzo Cannone firma due turnover importanti e il Benetton costruisce anche una buona occasione vicino alla linea di meta, senza però concretizzare per un passaggio impreciso di Menoncello verso Alessandro Garbisi. Poi però gli Sharks alla prima occasione colpiscono, all’11’, e la partita si spacca: va a segno Van der Merwe dopo un bel passaggio dio Jaco Williams. I padroni di casa prendono progressivamente il controllo della gara e al 21’ trovano la seconda meta con Jurenzo Julius, bravo a rompere più placcaggi nella difesa biancoverde e a finalizzare una penetrazione centrale per il 10-0. Il Benetton paga soprattutto l’indisciplina: al 26’ Bernasconi viene ammonito per un placcaggio non chiuso su Vincent Koch e gli Sharks approfittano immediatamente della superiorità numerica e trovano la terza meta con Siya Kolisi al termine di una maul avanzante. Nel finale di primo tempo il Benetton resta nuovamente in inferiorità numerica: Umaga ferma Mapimpi con un intervento alto giudicato falloso dal TMO, con il bunker che sanziona il mediano biancoverde con un rosso da 20 minuti. Gli Sharks aumentano ulteriormente la pressione e trovano anche il punto di bonus offensivo con la seconda meta personale di van der Merwe, servito dal giovane Siyaya, per il 20-0 con cui si chiude la prima frazione. La ripresa si apre ancora nel segno dei sudafricani: dopo pochi minuti Esterhuizen rompe il placcaggio di Marin e segna la quinta meta della gara, con Davids che trasforma per il 27-0. Con il passare dei minuti emergono sia la fisicità sia la qualità tecnica degli Sharks, che trovano continuità offensiva soprattutto attraverso il lavoro degli avanti palla in mano e la capacità dei centri di vincere i duelli individuali. Prima Esterhuizen e poi Julius costruiscono l’azione che porta alla sesta meta, ancora firmata dal numero 13 sudafricano, con Jean Smith che trasforma per il 34-0. Poco dopo arriva anche la tripletta personale di Julius, servito questa volta da Esterhuizen, con gli Sharks che allungano ulteriormente sul 41-0. Nel finale il Benetton trova la meta della bandiera con il debuttante Cristiano Tizzano, bravo a finalizzare una delle poche occasioni offensive costruite dai biancoverdi, prima dell’ultima marcatura sudafricana di Litelihle Bester che chiude il match sul 46-7.

News | 10/05/2026

Sei Nazioni femminile: l’Inghilterra batte l’Italia 61-33, bonus offensivo per le Azzurre

L'Inghilterra batte l'Italia 61-33 nella quarta giornata del Sei Nazioni femminile 2026. Le Azzurre però conquistano un altro importante punto di bonus che le porta a quota 7 in classifica e garantisce un ulteriore vantaggio sul Galles in vista della sfida di Cardiff di domenica 17 maggio. La squadra di Mitchell prende subito il largo, ma nonostante il risultato l'Italia non molla mai, si rende spesso pericolosa in attacco e alla fine porta a casa 5 mete con Vecchini, Ranuccini, Sgorbini (doppietta) e una meta di penalità: è il primo punto di sempre contro le inglesi. La cronaca di Italia-Inghilterra Dopo due minuti arriva la prima fiammata inglese, con Sing che si invola sul lato destro ed entra nei 22, poi Clifford e Muir caricano a testa bassa, Barton arriva a tutta velocità ma trova la grande opposizione di Madia, che con l'aiuto di Giordano tiene alta la terza linea inglese. La squadra di Mitchell però continua a spingere e passa al quinto minuto: Harrison scavalca la linea di difesa azzurra con un calcetto nell'angolo per la corsa di Packer, che anticipa Muzzo e schiaccia per il 7-0 con trasformazione della stessa apertura inglese. L'Inghilterra marca nuovamente al 9': calcio di punizione conquistato in mischia, Harrison trova la touche nei 22 e da lì si innesca una maul avanzante, finalizzata da Cokayne per il 14-0. La squadra di Mitchell trova la terza marcatura al 12': Kildunne arriva prima di tutte su un pallone vagante sul lato sinistro e con un calcio ben calibrato innesca la corsa di Helena Rowland per il 21-0. Due minuti dopo è Mia Venner a marcare per il bonus, trovando l'angolo di corsa giusto all'interno di Ostuni Minuzzi. La reazione dell'Italia arriva con un bel calcio di Sofia Stefan che mette in difficoltà Kildunne, costretta a concedere una rimessa laterale in attacco nel tentativo di recuperare palla: touche vinta su Ranuccini, maul avanzante in cui entrano anche le trequarti e che viene frenata a un passo dalla linea, ma Vecchini è brava ad allungarsi e a schiacciare per il 26-5. La risposta inglese arriva al 20' con un'altra maul avanzante, finalizzata nuovamente da Cokayne per il 33-5. La squadra di Roselli risponde con una grande azione, iniziata da due offload di Ranuccini e Turani. Le Azzurre tornano nei 22, ottengono un primo calcio di punizione - giocato alla mano - e poi Stefan allarga sul lato destro per D'Incà, ma il pallone è toccato in avanti da Kildunne con una mano. Per la direttrice di gara Ling è giallo e meta di punizione: 33-12. Al 32' l'Inghilterra va a segno sugli sviluppi di un'altra maul, con Marlie Packer a marcare dopo una touche vinta sull'ultimo blocco. Ancora immediata la risposta dell'Italia: gran break di Silvia Turani al limite dei 22 che sorprende la difesa inglese, due contro uno ben giocato su Ranuccini che vola in mezzo ai pali per la terza meta con cui si chiude il primo tempo, 40-19. Nella ripresa Roselli inserisce subito Duca e Sgorbini, con l'Inghilterra che però riparte forte e al 48' va a segno sugli sviluppi di una mischia ai 5 metri: la prima linea fa metri, poi Burton finalizza schiacciando. Subito dopo arriva un altro break inglese con le neoentrate Powell e Bern che fanno strada, pallone allargato da Harrison su Venner che batte Muzzo e poi serve Packer per la tripletta personale che vale il 54-19. L'Italia risponde e al 56' trova la meta che vale il punto di bonus: la segna Francesca Sgorbini che sorprende la difesa inglese raccogliendo velocemente il pallone dalla ruck dopo la carica di Maris e vola in mezzo ai pali, 24-54. L'Inghilterra risponde subito, ancora con una scatenata Packer, che riceve palla dopo un incrocio di Burton, resiste al ritorno della difesa azzurra e va a segno per la quarta meta personale. Nel finale i cambi e la stanchezza da entrambe le parti portano a un calo del ritmo, l'ultima azione però è dell'Italia che va a segno con una bella maul avanzante finalizzata da Sgorbini, che firma la quinta meta azzurra per il 61-33 finale. Parma, Stadio Sergio Lanfranchi, 9 maggio 2026Guinness Women’s Six Nations - IV giornataItalia v Inghilterra 33-61 (19-40)Marcatrici: p.t. 4’m. M.Packer tr. Harrison (0-7); 9’m. Cokayne tr. Harrison (0-14); 12’ m. Rowland tr. Harrison (0-21); 14’ m. Venner (0-26); 17’ m . Vecchini (5-26); 20’m. Cokayne tr. Harrison (5-33); 25’ m. di punizione per Italia (12-33); 32’ m M.Packer tr. Harrison (12-40); 34’m. Ranuccini tr. Sillari (19-40).s.t. 9’ m. Burton tr. Harrison (19-47); 12’m. M.Packer  tr. Harrison (19-54); 16’ m. Sgorbini tr. Sillari (26-54); 20’st m. M.Packer tr. Harrison (26-61); 41’m. Sgorbini tr. Sillari (33-61)Italia: Ostuni Minuzzi; Muzzo, Sillari, Mannini, D’Incà (22’st Granzotto); Madia (22’st Stevanin), Stefan (16’st. Bitonci); Giordano (Cap), Ranuccini, Veronese (5’st Sgorbini); Frangipani (5’st Duca), Fedrighi; Zanette(1’st Maris), Vecchini (30’st Cheli), Turani (25’st Dosi)all. Fabio RoselliInghilterra: Sing (24’st Moloney-MacDonald); Venner, Jones (Cap), Rowland (13’st Aitchison)., Kildunne; Harrison, L.Packer (10’st Robinson); Burton, M.Packer, Short (24’st Balogun); Burns, Lutui (10’st Head) ; Muir (10’st Bern), Cokayne (10’st Powell), Clifford (1’st Carson)all. John Mitchellarb:Jess Ling (RA)AA: Robbie Jenkinson (IRFU); Berenice Loubet (FFR)TMO: Leo Colgan (IRFU)Cartellini: 25’ pt. giallo a Kildunne (Inghilterra)Calciatrici: Harrison (8/9); Sillari (4/5)Player of the Match: Marlie Packer (Inghilterra)Punti in classifica: Italia 1; Inghilterra 5Note: Giornata soleggiata, esordio in Azzurro per Gaia Dosi, Azzurra numero 227, 4376 spettatori

Italia Femminile | 09/05/2026

Sei Nazioni femminile: la presentazione di Italia-Inghilterra

Comincia la seconda parte del Sei Nazioni femminile: dopo la pausa l’Italia torna in campo contro l’Inghilterra campione del mondo in carica. È la partita più difficile del torneo, ma anche un importante banco di prova per misurare il percorso di crescita delle Azzurre, reduci da una bella vittoria contro la Scozia che ha permesso loro di portarsi al terzo posto, mentre le ragazze di Mitchell hanno superato il Galles e sono in testa alla classifica a pari punti con la Francia, con 3 vittorie su 3. Calcio d’inizio alle 15 di sabato 9 maggio allo Stadio “Lanfranchi” di Parma. Come arriva l’Italia Le Azzurre sono riuscite a trovare la continuità che era mancata a inizio torneo: al bel primo tempo contro la Francia era seguita una ripresa sottotono, mentre contro l’Irlanda la squadra di Roselli ha sofferto tantissimo nella prima frazione, per poi reagire nella ripresa e conquistare il punto di bonus offensivo. Contro la Scozia l’Italia ha raggiunto l’obiettivo prefissato alla vigilia: proporre una prestazione di qualità per 80 minuti, e insieme è arrivato anche un grande risultato, con il successo per 41-14 che è valso anche un altro bonus offensivo che ha portato le Azzurre al momentaneo terzo posto in classifica. Il match contro l’Inghilterra è sempre un caso a parte, ma la prestazione sarà importante anche in vista dell’ultima partita – probabilmente decisiva per la classifica azzurra – contro il Galles a Cardiff. L’Italia ha bisogno di continuare a crescere, e quello contro l’Inghilterra è sempre un test importante per mettersi alla prova e migliorare. Come arriva l’Inghilterra L’Inghilterra sta giocando il solito torneo da dominatrice con 3 vittorie su 3: superata l’Irlanda, grande sorpresa di questi ultimi anni di rugby femminile, la squadra di Mitchell ha dominato la Scozia a Murrayfield vincendo 84-7, poi ha superato anche il Galles 62-24, pur concedendo alle gallesi un punto di bonus offensivo. Le inglesi stanno vivendo una fase particolare, con una lunga serie di assenze che ha costretto Mitchell e il suo staff ad accelerare il ricambio: contro l’Italia ci saranno solo 5 reduci della finale mondiale contro il Canada, e questa è la dimostrazione della grandissima profondità inglese. “Vincere questo Sei Nazioni con un gruppo così giovane varrebbe più del Mondiale, considerando il turnover di giocatrici” ha detto Louis Deacon, assistente allenatore di Mitchell. Tutte le informazioni per seguire Italia-Inghilterra La sfida tra Italia e Inghilterra, valida per la quarta giornata del Sei Nazioni femminile, si giocherà sabato 9 maggio alle ore 15 e sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Max e NOW. Il match sarà diretto dall’australiana Jess Ling, coadiuvata da Robbie Jenkinson (Irlanda) e Berenice Loubet (Francia) come assistenti. Al TMO l’irlandese Leo Colgan (IRFU), al bunker il francese Julien Castaignede. Le formazioni di Italia-Inghilterra Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà, 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Beatrice Veronese, 5 Alessandra Frangipani, 4 Valeria Fedrighi, 3 Vittoria Zanette, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Gaia Maris, 18 Gaia Dosi, 19 Giordana Duca, 20 Francesca Sgorbini, 21 Alia Bitonci, 22 Emma Stevanin, 23 Francesca Granzotto Inghilterra: 15 Emma Sing, 14 Mia Venner, 13 Megan Jones (C), 12 Helena Rowland, 11 Ellie Kildunne, 10 Zoe Harrison, 9 Lucy Packer, 8 Abi Burton, 7 Marlie Packer, 6 Demelza Short, 5 Delaney Burns, 4 Haineala Lutui, 3 Maud Muir, 2 Amy Cokayne, 1 Kelsey Clifford A disposizione: 16 Connie Powell, 17 Mackenzie Carson, 18 Sarah Bern, 19 Christiana Balogun, 20 Haidee Head, 21 Flo Robinson, 22 Holly Aitchison, 23 Claudia Moloney-MacDonald

Italia Femminile | 09/05/2026