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Luca Morisi, si ritira l’Azzurro numero seicentodiciannove

“Avventura pazzesca, porto con me la doppietta di Twickenham” Il centro dell’Italia e delle Zebre Parma Luca Morisi, 50 caps e due Rugby World Cup disputate con la maglia azzurra, ha ufficializzato il proprio addio al rugby giocato al termine della stagione 2025/26.Uno dei pezzi pregiato del vivaio milanese, classe 1991, numero dodici capace di coniugare doti tecniche non comuni a una grande fisicità, per dieci anni Morisi ha rappresentato una delle prime opzioni per il ruolo di primo centro della Nazionale, superando a più riprese alcuni gravi infortuni che - dall’asportazione della milza alla ricostruzione dei legamenti crociati - hanno segnato la sua carriera.Figlio d’arte, cresciuto nel Rugby Milano, “Morris” è stato tra i primi atleti provenienti dal’Accademia “Ivan Francescato”, all’epoca di stanza a Tirrenia, a debuttare in Nazionale, seicentodiciannovesimo atleta nella storia a vestire l’azzurro.Permit player per la Benetton Rugby giovanissimo nell’autunno 2011 e capace di mettersi in mostra giovanissimo nell’allora Celtic League con i Leoni biancoverdi, meritando un contratto per le stagioni successive, venne lanciato sulla scena dei test match, appena ventunenne, da Jacques Brunel nel giorno del debutto dell’Italia allo Stadio Olimpico di Roma in una gara del Sei Nazioni, sotto una Roma imbiancata di neve, contro l’Inghilterra. E, proprio con l’Inghilterra, Morisi avrebbe disputato nel 2015 una delle sue migliori prestazioni in Nazionale, mettendo a segno due mete a Twickenham che racchiudevano, nella loro fattura, tutte le doti del trequarti milanese, rientrato da poco sulla scena internazionale dopo l’incidente di Cremona contro le Fiji, nel novembre 2013, che lo aveva costretto a sottoporsi a una splenectomia d’urgenza.Fermato dalla rottura del crociato nel suo cammino verso la Rugby World Cup inglese dello stesso anno, Morisi sarebbe rientrato in azzurro tre anni dopo, sotto la gestione O’Shea, per prendere parte alla Rugby World Cup giapponese del 2019 e rimanendo stabilmente nel gruppo azzurro - nonostante una nuova serie di problemi fisici - per l’intero ciclo successivo e meritandosi un secondo viaggio iridato in Francia, nel 2023, ultima tappa del suo percorso internazionale: la cinquantesima e ultima apparizione in azzurro, infatti, è arrivata proprio contro i Bleus padroni di casa, a Lione, nell’ultima gara della fase a gironi.Per dieci anni punto fermo della linea arretrata della Benetton Rugby, Morisi lascia il rugby giocato dopo aver disputato le ultime tre stagioni con la maglia delle Zebre Parma, chiudendo - dopo una breve parentesi ai London Irish - la propria carriera nella stessa città dove, con i Crociati Rugby, aveva debuttato a livello seniores nel massimo campionato italiano.Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby, ha rivolto il ringraziamento del rugby italiano a Morisi: “Ho visto Luca in campo molte volte con la Benetton, l’Italia e più recentemente con le Zebre: ho sempre apprezzato, oltre che il suo grande talento, la sua pacatezza e la sua incredibile resilienza, una qualità che gli ha permesso di superare una lunga serie di infortuni e di contribuire per oltre dieci anni alla causa azzurra ed a quella dell’intero movimento. A nome mio e del Consiglio Federale auguro a lui ed alla sua splendida famiglia il meglio per questa nuova fase della vita che sta per cominciare, e so che Luca la interpreterà con lo stesso spirito che ha mostrato sul campo e nei momenti in cui è dovuto stare lontano da esso”.  Luca Morisi ha dichiarato: “Ripercorro con il ricordo gli anni passati all’Accademia di Tirrenia, nelle Nazionali giovanili, gli allenatori ed i compagni che hanno diviso con me un pezzo di strada, i momenti difficili ed i momenti belli che caratterizzano una carriera. Li rivivrei tutti. E’ stato un viaggio incredibile, l’avventura che il Luca che ha lasciato Milano ormai quasi vent’anni fa poteva solo sognare. Il debutto di Roma sotto la neve, l’incidente contro le Fiji a Cremona e le due mete di Twickenahm contro l’Inghilterra sono forse i ricordi più forti, ma porto con me ogni allenamento, ogni scherzo, tutte le sconfitte e tutte le vittorie vissute con i ragazzi con cui ho condiviso lo spogliatoio di Milano, di Treviso, di Parma e dell’Italia. A loro, ed a tutti i tifosi che mi hanno sostenuto, alla mia famiglia che mi è stata vicino nei momenti più difficili, voglio dire grazie dal più profondo del mio cuore. E’ stato un viaggio pazzesco”. 

Italia | 06/05/2026

Chiara Peguiron, azzurra numero 51: “Ho scoperto il rugby per caso ed è diventato di famiglia. E quella vittoria con la Francia…”

Ci sono momenti che cambiano la storia di una singola ragazza, com’è successo a Chiara Peguiron, che ha scoperto il rugby per caso con un incontro scolastico. E ci sono momenti che cambiano la storia del rugby italiano, com’è successo a Mira (Veneto) nel 1998, con la clamorosa vittoria dell’Italia femminile contro la Francia, uno dei primi grandi successi azzurri contro le big mondiali, il secondo di sempre contro le Bleues dopo quello in Coppa Europa del 1996. E in campo c’era anche Chiara Peguiron, azzurra numero 51 e apertura-centro di quella squadra: “È la partita che forse ci ha fatto capire che il rugby femminile italiano poteva fare il salto di qualità. Vincemmo 13-11 con la Francia, un successo completamente inaspettato. Avevamo le solite maglie oversize, con pantaloncini enormi, in campo abbiamo dato tutto. Dopo aver segnato la prima meta Michela Tondinelli si girò, ci chiamò tutte e disse “oh ragazze, qui si segna!”. Ci diede un grande segnale, perché non eravamo abituate a fare tanti punti contro squadre così forti, ci fece capire che non partivamo sconfitte, nemmeno contro le big”. Affare di famiglia “Ho iniziato a 14 anni e non mi sono praticamente più staccata dal rugby” racconta Peguiron: “L’avevo scoperto per caso, oggi è diventato una cosa di famiglia: mio marito è stato un rugbista, e anche mio figlio ha voluto subito giocare a rugby. Ha fatto sei mesi di calcio, poi a 6 anni mi ha detto “mamma, non è per me” ed è voluto passare alla palla ovale. Quando ho iniziato venivo dalla danza, vennero a scuola a promuovere una serie di allenamenti: mia madre non era molto d’accordo, ma la passione è nata subito. Lo sport di squadra è una cosa che forse può capire soltanto chi lo fa per davvero, anche per il legame che si crea con le ragazze. Era un gruppo molto eterogeneo: c’erano ragazze giovanissime e donne molto più grandi, ma si stava sempre insieme e non si sentiva la differenza d’età. Anche un’altra mia compagna di squadra e di Nazionale, Daniela Gini, era mia coetanea e come me era arrivata in squadra da piccola, ma poi c’erano anche ragazze che andavano all’università e donne che avevano 27, 28 anni. Ma si è creato davvero un gruppo incredibile: molte di loro le vedo e le sento ancora oggi. Anche perché frequentiamo lo stesso ambiente, avendo i figli che giocano a rugby. Il mio ha 13 anni e ora è in under 14. Alla fine il rugby è diventato davvero una cosa di famiglia. E grazie al rugby ho conosciuto mio marito, Giampiero Mazzi, che ha giocato anche in Nazionale ed era nella squadra maschile della Rugby Roma. Alla fine una volta entrati in questo mondo bellissimo non ne siamo più usciti. Mio marito allena, io faccio l’accompagnatrice e mi piace tantissimo stare sul campo, seguire i ragazzi, dare loro grinta e supporto” racconta Peguiron. Le difficoltà Le difficoltà e lo scetticismo generale sono state purtroppo una costante, fin dalla prima Nazionale del 1985 in poi, e anche Chiara Peguiron e tutta la sua generazione hanno dovuto affrontare diversi problemi: “Mia madre all’inizio non voleva che giocassi, faceva fatica a vedermi in mezzo ai contatti, nei placcaggi, però quando sono entrata nel giro della Nazionale ha dovuto arrendersi. Ho esordito nel 1995, a 18 anni, e alla fine ha detto ‘va bene’. Mio padre invece mi ha sempre seguita, veniva tutte le domeniche. Lo scetticismo maggiore arrivava dal rugby maschile, dai ragazzi della mia età. Ricordo che quando avevo 18-19 anni i ragazzi dell’under 19 ci dicevano ‘ma che giocate a fare?’, ‘Che sport è il rugby femminile?’. Più che scetticismo, credo che non ci prendessero sul serio. Il rugby femminile era poco conosciuto, eravamo poche squadre e molte sparivano. Ricordo l’Aquila Rugby e il Messina, squadre molto forti. A Messina avevano anche portato anche delle straniere, neozelandesi e inglesi: a noi sembrava incredibile”. Il cambiamento Peguiron ricorda le tante cose che sono cambiate dagli anni ’90 ad oggi: “Le ragazze hanno molta più sicurezza, anche grazie all’impegno della Federazione, e hanno una preparazione molto diversa dalla nostra. Tra di noi c’era chi lavorava in fabbrica, chi aveva i negozi, mi ricordo di una compagna che faceva la parrucchiera e spesso non riusciva a venire ai raduni. Anche oggi le ragazze devono far fronte agli impegni di lavoro, ma sicuramente c’è un supporto maggiore. Prima era tutto più complicato, avevamo tanta passione ma non sempre bastava, oggi la Federazione ha investito tanto, anche grazie all’ingresso nel Sei Nazioni. Anche le condizioni erano diverse: giocavamo con maglie recuperate da altre selezioni, a volte gigantesche. Io giocavo apertura o primo centro e avevo una XXL, mi stava più o meno sei volte (ride, ndr) oggi invece ci sono gli sponsor tecnici, le ragazze hanno le stesse divise della Nazionale maschile, è un mondo completamente diverso. Però sono stati anni bellissimi, che ricordo con gioia”. Il Mondiale 1998 e la vittoria di Mira “Siccome facevamo pochi raduni, per il Mondiale del 1998 provammo a recuperare in poco tempo tutto il lavoro che non avevamo potuto fare prima” racconta Peguiron: “Vedevo le neozelandesi che facevano due saltelli e via, mentre noi facevamo ore e ore di allenamento. È stata un’esperienza bellissima ma molto dura. Alla fine arrivammo undicesime battendo Russia e Germania e perdendo di un soffio, di soli due punti, con il Galles. Un’esperienza bellissima. E poi ricordo il test match di Mira contro la Francia, forse il ricordo più bello della mia carriera, vincemmo 13-11. Partivamo spesso contro Francia, Inghilterra o Irlanda pensando già di perdere, invece la prima meta di Tondinelli ci diede una scossa, capimmo che potevamo farcela. Difendemmo tantissimo, con le unghie e con i denti, ma sapevamo di potercela fare e ce l’abbiamo fatta. Ricordo davvero quello spirito di squadra, e poi c’era sempre un gruppo di supporter che ci incitava, come la mamma di Elena Bisetto che ci seguiva ovunque. Che bello”.

Italia Femminile | 06/05/2026

Italia, Zanette: “Quando ho saputo che avrei giocato titolare stavo disegnando, ho sentito il cuore saltare un battito”

Una doppietta contro la Scozia, a 21 anni, alla quinta presenza in Nazionale e alla prima da titolare al Sei Nazioni: il match del Lanfranchi ha visto esplodere Vittoria Zanette, pilone destro dell’Italia e del Lione, autrice di una grandissima prestazione che ha contribuito al primo successo delle Azzurre nel torneo. “Quello che è successo due sabati fa è diventato l’argomento principale delle conversazioni in famiglia (ride, ndr), anche perché giocando in Francia riesco a venire poche volte in Italia, quindi ho fatto il giro dei parenti e ovviamente tutti parlavano della partita” racconta Zanette: “E poi il Sei Nazioni è così, anche nella settimana di riposo ce l’hai sempre in testa. E poi è stata una vittoria davvero importante: venivamo da un inizio molto duro contro Francia e Irlanda, nella prima partita avevamo giocato bene il primo tempo facendo fatica nel secondo, nella seconda è successo il contrario. Avevamo bisogno di fare una prestazione importante per 80 minuti: siamo riuscite a destrutturare la Scozia per poi dare spazio al nostro gioco, come ci eravamo prefissate”. Cosa hai provato quando hai saputo che avresti giocato titolare per la prima volta? “È stato tutto inaspettato. Quando l’ho saputo ero nella mia stanza e stavo colorando un mandala mentre ascoltavo musica, una delle cose che faccio per rilassarmi e concedermi del tempo per me stessa. A un certo punto entra Alessia Pilani in camera, con il sorriso stampato in faccia, e mi fa ‘Vick, sei contenta?’. Io la guardo perplessa, e lei mi dice che sabato avrei giocato titolare. Ho sentito il cuore saltare qualche battito (ride, ndr), poi ho pensato ‘oh, cavolo’, però alla fine la gioia è stata tantissima. È un onore portare quella maglia numero 3 sulla schiena, che è stata di tante grandi giocatrici italiane, ed era il mio sogno fin da quando ho iniziato a giocare 13 anni fa”. È bello anche che a darti la notizia sia stata la ragazza con cui sei in concorrenza per la stessa maglia. “Sì, ma il mio rapporto con Alessia è bellissimo. Prima di tutto siamo amiche, e tra noi c’è una competizione assolutamente sana. Ci aiutiamo a vicenda in campo e nessuna di noi si arrabbia o si offende se è l’altra a conquistare il posto da titolare. Al contrario, siamo felici l’una per l’altra, fiere del fatto che un’amica abbia questa opportunità, e questo ci motiva a dare ancora di più per avere la possibilità di giocare”. Hai detto di aver iniziato a giocare 13 anni fa: come hai scoperto il rugby? “Per una serie di coincidenze. Fin da piccola ho praticato pattinaggio artistico su rotelle ma avevo perso un po’ la passione, quindi ho deciso di cambiare. Avevo iniziato col nuoto, ma intanto mia sorella continuava a pattinare nella stessa società, e un giorno – andando a vedere una sua gara – ho incontrato il compagno della mamma di un’altra ragazza che pattinava, e mi ha proposto di provare a giocare a rugby. Non sapevo nemmeno cosa fosse, ma ho voluto provare e mi ha consigliato subito Villorba: dopo il terzo allenamento di prova dovevo decidere cosa fare, uscii dal campo ancora tutta sporca di fango e dissi a mio padre che volevo fare questo per tutta la vita. E infatti non ho più smesso”. C’è un anno che di fatto cambia la tua carriera, il 2024: prima lo scudetto con Villorba, poi le Summer Series under 20 – dove vieni inserita nel Team of the Series – e poi l’esordio in Nazionale Maggiore. “Sì. Credo sia stato l’anno più bello finora. È stato tutto un crescendo: è arrivato prima lo scudetto con Villorba, una delle soddisfazioni più importanti anche perché è arrivata con una squadra che per me sarà sempre casa e nella quale ho sempre giocato fino a quando non mi sono trasferita a Lione. Poi sono arrivate le Summer Series dove abbiamo fatto delle prestazioni importanti, e da lì è arrivata la chiamata in Nazionale Maggiore per il WXV in Sudafrica, dove ho fatto il mio esordio. Non pensavo sarebbe successo tutto così velocemente, anche perché dopo i test match è arrivata la chiamata di Lione, che mi ha proposto di trasferirmi da loro. È successo davvero tutto in fretta”. Come hai vissuto invece un 2025 complicato, con l’infortunio che alla fine ti ha precluso il Mondiale? “Due giorni dopo l’inizio di uno dei raduni di preparazione mi sono stirata il femorale e sono stata costretta a tornare a casa. Mancavano ancora tre settimane e ho provato a dare il tutto per tutto, ma ovviamente i tecnici dovevano fare delle scelte e hanno dato priorità a chi stava meglio. Sicuramente sarebbe stato bellissimo ottenere la convocazione, ma tutto questo mi ha motivata ancora di più e mi ha spinto a fare ancora meglio per conquistare un posto in Nazionale e provare a partecipare al prossimo Mondiale”. Hai parlato prima di musica e disegni, quali altre passioni hai fuori dal campo? “In generale mi piace molto stare all’aria aperta, e amo il giardinaggio. Qui in Italia ho la fortuna di avere un giardino molto grande, quindi quando torno posso divertirmi con una cosa che mi ha sempre appassionata. E proprio perché non riesco a tornare a casa spesso cerco sempre di passare più tempo possibile con le persone che amo, perché ogni volta che parto alla fine lascio qui un pezzetto di cuore. E poi ho iniziato ad appassionarmi al True Crime, il mio Youtube è pieno di video di Elisa True Crime ormai (ride, ndr). Credo sia la più brava in Italia. Ma anche su Netflix guardo tantissime cose a tema True Crime”. Giardinaggio come Peter O’Mahony, quindi… “Beh, sicuramente è un bel paragone (ride, ndr)”

Italia Femminile | 05/05/2026

Francesca Sgorbini è la MVP del terzo turno del Guinness Sei Nazioni Femminile

La terza line della Nazionale Italiana Francesca Sgorbini è la MVP del Terzo Turno del Guinness Sei Nazioni Femminile. La flanker dell'ASM Clermont, che era stata premiata come miglior giocatrice di Italia v Scozia, finita con il risultato di 41-14 per le Azzurre. La venticinquenne è stata autrice di una prova consistente, caratterizzata da placcaggi, palloni recuperati e palloni portati. Sgorbini ha superato nella votazione la concorrenza delle inglesi Meg Jones e Marlie Packer, e della francese Ambre Mwayembe, ricevendo il 42% dei voti totali

Italia Femminile | 05/05/2026

Nazionale U21 Femminile, le convocate per il raduno in preparazione di Scozia v Italia, sfida conclusiva delle U21 Six Nations Series

Il Responsabile Tecnico della Nazionale U21 Femminile, Diego Saccà, ha diramato la lista delle atlete convocate per il raduno in programma dal 5 maggio a Parma, in preparazione della sfida che si giocherà a Edimburgo il 10 maggio con la Scozia, gara conclusiva delle U21 Six Nations Series per le Azzurrine.  Nella lista, che tiene conto delle assenza di alcune atlete che contemporaneamente stanno lavorando per preparare Italia v Inghilterra del 9 maggio con la Nazionale Maggiore, c’è un rientro, quello della pilone del Valsugana Rugby Padova Alice Fortuna. In totale, Saccà e il suo staff lavoreranno con trenta atlete, a cui si aggiunge l’invitata Mascia Jelic. Scozia v Italia, in programma il 10 maggio con calcio d’inizio alle ore 14 italiane, sarà trasmessa in diretta su federugby.it Qui di seguito la lista delle atlete convocate: Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)Giulia ANGELI (Rugby Colorno)Martina BARABINO (CUS Milano Rugby)Teresa BLASKOVIC (Villorba Rugby)Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)Martina BUSANA (Villorba Rugby)Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)Matilde CECATI (Volvera Rugby)Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)Greta COPAT (Villorba Rugby)Celeste CORTINI (Romagna RFC)Diana DI FRANCO (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)Alice FORTUNA (Valsugana Rugby Padova)Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby)Sofia GIACOMINI (Benetton Rugby Treviso)Kristin KONE (CUS Milano Rugby)Antonella MAIONE (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Zoe MASI (CUS Milano Rugby)Nicole MASTRANGELO (Unione Rugby Capitolina, 1 cap con la Nazionale Maggiore)Lucie MOIOLI (Montpellier Rugby Feminin)Lara PETRETTI (Rugby Colorno)Mihaela PIRPILIU (CUS Torino)Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)Ania ROSINI (Rugby Colorno)Sara SCUDERI (CUS L'Aquila)Alessia SKEATES (Exeter Chief)Cecilia STAFOGGIA (US Roma Rugby)Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)Atlete invitate:Mascia JELIC (Rugby Colorno)

Italia U21 Femminile | 04/05/2026

Sei Nazioni femminile 2026: i precedenti tra Italia e Inghilterra

Il Sei Nazioni dell’Italia femminile riparte con la sfida più difficile, contro l’Inghilterra: l’unica squadra europea mai battuta dalle Azzurre, un tabù che riguarda tante Nazionali di alto livello che non sono mai riuscite a vincere contro le inglesi. Sarà la sfida numero 27 tra Italia e Inghilterra. Sei Nazioni femminile: i precedenti tra Italia e Inghilterra Italia e Inghilterra si sono incontrate 26 volte in partite ufficiali, con le inglesi che hanno vinto in tutte le occasioni. Le Azzurre hanno segnato 143 punti contro i 1301 dell’Inghilterra, con la prima sfida che risale al 1988, quando in Coppa Europa le inglesi vinsero 32-9. Nel 1991 il primo incontro al Mondiale (25-9 per l’Inghilterra nella fase a gironi), poi con l’ingresso dell’Italia nel Sei Nazioni femminile, avvenuto nel 2007, le due squadre hanno iniziato ad incontrarsi ogni anno. Il primo incontro nel Torneo, che risale a quell’anno, finì 23-0 per le inglesi a Twickenham. Le imprese sfiorate C’è stata un’occasione in cui l’Italia ha dato realmente l’impressione di poter fare l’impresa e battere l’Inghilterra. Nel Sei Nazioni 2016 le Azzurre ospitarono le inglesi ad Ivrea in una partita che per loro si rivelò difficilissima: dopo 26 secondi l’Italia passò in vantaggio con lo splendido break di Maria Grazia Cioffi. L’Inghilterra reagì ribaltando il risultato e portandosi sul 7-14, ma un’invenzione di Rigoni per la corsa di Stefan permise alle Azzurre di accorciare le distanze con la meta del 12-14. Le inglesi chiusero il primo tempo con la marcatura di Clapp, ma nella ripresa arrivò l’immediata risposta con Elisa Giordano. Il secondo tempo fu di grande tensione per le inglesi, sorprese da un’Italia così arrembante: solo nell’ultimo quarto di partita riuscirono a venire a capo di un match complicatissimo, vincendo 33-24, con Este a siglare la quarta meta per l’Italia. L’Italia provò a cercare il colpaccio anche l’anno successivo al Twickenham Stoop (casa degli Harlequins) e passo in vantaggio dopo 3 minuti con la meta di Sofia Stefan, ma le inglesi rimontarono di forza e andarono a Segno con Wilson e Hardy, per poi chiudere il primo tempo con 4 mete grazie anche alle due marcature di Fleetwood, che nella ripresa siglò anche la sua tripletta personale. L’Italia reagì serrando le fila (l’Inghilterra non segnerà più dal 45’ in poi) e marcando due volte con Barattin e Furlan, ma non bastò a ribaltare il match, che finì 29-15 per le padrone di casa. L’ultima sfida Lo scorso anno a York contro l’Inghilterra iniziò il ciclo di Fabio Roselli sulla panchina dell’Italia femminile: le Azzurre soffrirono nel primo tempo, andando sotto con le mete di Venner, Scarratt, una meta di punizione, MacDonald e Cokayne, intervallata dalla marcatura di Sgorbini per il 33-5. Nella ripresa però l’Italia sfoderò una grande reazione, soprattutto dal punto di vista difensivo, e pur non riuscendo a marcare diede dei primi segnali importanti in vista di un Sei Nazioni chiuso bene, con due vittorie e un podio mancato di un solo punto in classifica, dietro all’Irlanda. A York Sing chiuse la questione al 79’, ma nonostante il 38-5 finale la prestazioni fu considerata positiva.

Italia Femminile | 04/05/2026

Nazionale Femminile, le convocate in preparazione di Italia v Inghilterra

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha diramato la lista delle atlete convocate per preparare la sfida del 9 maggio con le Campionesse del Mondo dell'Inghilterra, quarto turno del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026 (kickoff alle 15 allo Stadio Sergio Lanfranchi di Parma). Gruppo invariato rispetto a quello che ha preparato Italia v Scozia: Roselli si affida infatti alle 34 atlete con cui ha già lavorato nella settimana che ha portato alla prima vittoria stagionale nel Torneo. L'Italia si radunerà il 3 maggio a Parma e si allenerà alla Cittadella del Rugby di Parma, in attesa della sfida contro la squadra numero 1 del ranking mondiale. I biglietti per Italia v Inghilterra sono in vendita su federugby.ticketone.it con tariffe speciali dedicate ai tesserati FIR e iniziative ad hoc, come "Adotta un tifoso/a" (clicca qui per tutte le info) Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 13 caps)Gaia BUSO (Villorba Rugby, 6 caps)Giulia CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby, 5 caps)Micol CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby, 5 caps)Chiara CHELI (Rugby Colorno, 3 caps)Giada CORRADINI (Montpellier Rugby Féminin, 2 caps)Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, 2 caps)Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 38 caps)Gaia DOSI (Rugby Colorno, esordiente)Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 63 caps)Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina, 1 cap)Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 70 caps)Alessandra FRANGIPANI (Villorba Rugby, 14 caps)Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 81 caps)Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 26 caps)Rubina GRASSI (RCT Toulon, esordiente)Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 63 caps)Sara MANNINI (Rugby Colorno, 15 caps)Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 45 caps)Aura MUZZO (LOU Rugby, 61 caps)Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 47 caps)Alessia PILANI (Stade Bordelais, 12 caps)Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 21 caps)Gabriella SERIO (Rugby Colorno, esordiente)Francesca SGORBINI (ASM Clermont, 40 caps)Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 96 caps)Desiree SPINELLI (Benetton Rugby, 5 caps)Sofia STEFAN (RCT Toulon, 104 caps)Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 30 caps)Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova, 1 cap)Silvia TURANI (Harlequins, 50 caps)Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)Beatrice VERONESE (RCT Toulon, 33 caps)Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 5 caps)

Italia Femminile | 03/05/2026

Six Nations U21 Series, a Piacenza le Azzurrine lottano con il Galles ma finisce 29-33 per le ospiti

Sotto il sole dello Stadio Beltrametti di Piacenza, l’Italia U21 Femminile gioca una partita intensa e combattuta con le pari età del Galles, ma cede il passo alle ospiti con il risultato finale di 29-33. Partita in salita per le ragazze di coach Saccà, che alla mezz’ora si ritrovano sotto 0-12. Nonostante lo svantaggio, le Azzurrine riescono a ribaltare il risultato prima della fine della prima frazione grazie alle marcature di Catellani e Pirpiliu, unite al piede di Zeni. Si va a riposo sul 15-12. Nella ripresa il Galles torna in avanti prima della seconda meta di giornata di Catellani, abile a rompere la linea dopo un passaggio di Pratichetti. Il Galles torna avanti ancora con un drive vincente a metà secondo tempo (22-26) e allunga al 27'. Nel finale è Greta Copat a riaprire le speranze di rimonta con una meta trasformata da Pratichetti. Il forcing delle Azzurrine si ferma però sulla difesa gallese, che torna a casa con la vittoria. Piacenza, Stadio Walter Beltrametti, 2 maggio 2026U21 Six Nations Series - II turnoItalia U21 v Galles U21 29-33 (15-12)Marcatrici: p.t. 26’m. S.Williams tr. Marshall (0-7); 31’m. Bush (0-12); 34’ m. Catellani (5-12); 37’ m. Pirpiliu tr. Zeni (12-12); 41 cp. Zeni (15-12) s.t. 7’ m. S.Williams tr. Marshall (15-19); 12’ m. Catellani tr. Pratichetti (22-19); 20’ m. Wakely tr. Marshall (22-26); 27'm. Hopkins tr. Marshall (22-33); 33' m. Copat tr. Pratichetti (29-33)Italia U21: Kone; Petretti, M.Cecati, Catellani, Pirpiliu (25’st Moioli); Zeni (8’st Pratichetti), Mastrangelo (Cap); Errichiello, Copat, Tonellotto; Carraro (10’st Di Franco), Floridia (37'st Stafoggia); Dosi (38' st Maione), Fent (30'st Spinelli), Cittadini (21’st Foscato). A disposizione: Rosiniall. Diego SaccàGalles U21: A.Williams; Bush, Tudor, Bell, Webster; Marshall (30'st Wilkinson), S.Jones (25’st Hawkins); Hopkins (Cap), Isaac (37'st Farmer), Terry; Pyrs (30'st Hughes), Davies; E.Jones (16’st Cook), S.Williams (16’st Wakely), Orrin (16’st James). A disposizione:, 20 Buffrey-Lathamall. Liza Burgessarb: Emma Gallagher (RC)AA: Beatrice Smussi (FIR); Chiara Carnini (FIR)TMO: Paul Haycock (IRFU)Cartellini: nessunoCalciatori:Marshall (4/5); Zeni (2/3); Pratichetti (2/2)Player of the Match: Davies (Galles U21)

Italia U21 Femminile | 02/05/2026

Nazionale U21 Femminile, la formazione dell’Italia per la sfida di Piacenza con il Galles

Il Responsabile Tecnico della Nazionale U21 Femminile, Diego Saccà, ha scelto la formazione che sabato 2 maggio alle ore 14.30 affronterà allo Stadio Beltrametti di Piacenza le pari età del Galles nella seconda giornata delle U21 Six Nations Series. Dopo l’esordio a Galway con l’Irlanda dunque, le Azzurrine torneranno in campo per una sfida che si preannuncia intensa, in una città, Piacenza,  che in passato è stata già teatro di incontri internazionali - ultima volta il 14 settembre 2024 con il test match tra le Nazionali Maggiori Femminili di Italia e Giappone. Per la partita con il Galles, che sarà trasmessa in diretta su federugby.it, coach Diego Saccà fa il punto: “La nuova formula del Sei Nazioni ha cambiato l’esperienza rispetto al passato, soprattutto per un gruppo ampio e con atlete nate tra il 2003 e il 2009. Prima i periodi continuativi di 15-20 giorni garantivano maggiore continuità di lavoro, ora la suddivisione in blocchi impone di ottimizzare ogni momento. L’obiettivo è amalgamare circa 40 atlete con età e vissuti diversi: la squadra sta rispondendo bene a questo nuovo contesto. La trasferta in Irlanda si è rivelata dura, sabato affronteremo una squadra che conosciamo bene e che abbiamo affrontato spesso negli ultimi anni. Il lavoro settimanale si è concentrato sugli aspetti da migliorare e sulla preparazione a questa sfida. Il percorso è positivo, con segnali di crescita e atlete U23, con alcune che sono sempre più vicine alla Nazionale Maggiore”. I biglietti per Italia U21 v Galles U21 saranno acquistabili il giorno gara direttamente allo Stadio Beltrametti di Piacenza.  La formazione dell’Italia:  15. Kristin KONE (CUS Milano Rugby)14. Lara PETRETTI (Rugby Colorno)13. Matilde CECATI (Volvera Rugby)12. Sofia CATELLANI (Lons Section Paloise, 3 caps con la Nazionale Maggiore)11. Mihaela PIRPILIU (Cus Torino)10. Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)9. Nicole MASTRANGELO (Capitana, Unione Rugby Capitolina, 1 cap con la Nazionale Maggiore)8. Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina, 1 cap con la Nazionale Maggiore)7. Greta COPAT (Villorba Rugby)6. Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova, 1 cap con la Nazionale Maggiore)5. Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)4. Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)3. Gaia DOSI (Rugby Colorno)2. Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)1. Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)A disposizione:16. Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso, 5 caps con la Nazionale Maggiore)17. Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby)18. Antonella MAIONE (Neapolis Campania Felix)19. Cecilia STAFOGGIA (US Roma Rugby)20. Diana DI FRANCO (Neapolis Campania Felix)21. Ania ROSINI (Rugby Colorno)22. Lucie MOIOLI (Montpellier Herault Rugby)23. Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)

Italia U21 Femminile | 01/05/2026

“Adotta un tifoso/a”: il rugby spiegato allo stadio per i nuovi fan in occasione di Italia v Inghilterra

Archiviata con un netto successo delle Azzurre la prima sfida interna del Guinness Women’s Six Nations contro la Scozia — con uno Stadio “Sergio Lanfranchi” esaurito al 96% della propria capienza — la Nazionale Femminile di Fabio Roselli si appresta a ricevere le campionesse del mondo dell’Inghilterra sabato 9 maggio, nel quarto turno del Torneo. Mentre la prevendita per la sfida alle Red Roses, attualmente in vetta alla classifica a punteggio pieno insieme alla Francia, prosegue regolarmente su federugby.ticketone.it, la Federazione Italiana Rugby lancia un'iniziativa volta ad avvicinare nuovo pubblico al grande rugby internazionale. La FIR mette a disposizione dei potenziali nuovi appassionati una tariffa agevolata e la possibilità inedita di assistere a Italia v Inghilterra affiancati da tutor dedicati, provenienti dai club del territorio. Questi accoglieranno i fan illustrando le regole del rugby, agevolando la comprensione del gioco e l’inserimento nella comunità rugbistica. Per accedere alla promozione, valida sino a esaurimento della disponibilità dei tutor, è sufficiente inviare un’e-mail all’indirizzo segreteria@zebreparma.it, indicando nell’oggetto il nome dell’iniziativa “Adotta un tifoso/a”. La promozione prevede la possibilità di acquistare il biglietto a condizioni agevolate (7€ comprensivi di prevendita) nel settore di Tribuna Nord. Erika Morri, Consigliera Federale con delega al settore femminile, ha dichiarato: “Con quasi cinquemila spettatori sugli spalti, la partita contro la Scozia ha rappresentato uno splendido momento di partecipazione e coinvolgimento della comunità al fianco della Nazionale, ripagato dalle Azzurre con prestazione e risultato. Adesso, per una partita entusiasmante ma incredibilmente sfidante come quella contro l’Inghilterra, vogliamo offrire a chi ancora non conosce il nostro sport l'opportunità di venire a scoprirlo, vivendo una giornata di divertimento, socialità e grande rugby al ‘Lanfranchi’. Ringrazio i club del territorio per aver accolto il nostro invito a partecipare con i propri tesserati e le proprie tesserate, impegnati per un pomeriggio non solo a raccontare il rugby a chi sceglierà di aderire a questa iniziativa pilota, ma a condividere la passione e i valori su cui il rugby italiano si fonda. Questo progetto — ha aggiunto Morri — si propone anche come un’azione concreta per invitare le persone a condividere la socialità tipica del rugby in un mondo sempre più abituato alle relazioni virtuali e remote. Il rugby sa regalare emozioni e il piacere di stare bene insieme: le partite delle nostre Azzurre sono l’occasione migliore per scoprire questo sport e i tanti amici che può regalare”.

Italia Femminile | 30/04/2026